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Antonio Basile (Ufficiale)

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Una poesia per i 95 anni di Antonio Piccininno

ZI' NDONJE
 
Zi' Ndònje de Carpine
se cande 'a ninnananne
la cande a lli bbommine
e ppure a lli jiranne.

Castagnòule a ccumanne
semóve fine fine,
pe qquande sònne l'anne
u cande è chjine chjine

de sendemènde bèlle.
Se cande de l'amóre,
se cande 'a tarandèlle,

ce pigghie a ttuttequande
na furnesije au córe
e a i píte la taràndele.

di Francesco Granatiero

Zio Antonio di Carpino / se canta la ninnananna, / la canta ai bambini / e pure ai grandi. / Nacchere a comando / muove garbatamente, / per quanti sono gli anni / il canto è pieno pieno // di sentimenti belli: / se canta dell'amore, / se canta la tarantella, // ci morde tutti quanti / una frenesia al cuore / e ai piedi la tarantola.

Eugenio Bennato Garofano d’ammore

Recensione scritta da Deep-Frenk per DeBaser.
9 febbraio 2011
http://www.debaser.it

Da una costola della Nuova Compagnia di Canto Popolare nacque la carriera solista di Eugenio Bennato. Insieme a Carlo D’Angio decise di formare un altro progetto musicale che rielaborasse e proponesse musica popolare (o per dirla all’inglese folk).

Nel 1976, quindi, nascono i Musicanova e nello stesso anno pubblicano il loro primo album per la Philips: “Garofano d’ammore”. Fanno parte del gruppo, oltre a Bennato e D’Angio, anche il giovane percussionista Toni Esposito, Gigi De Rienz, Robert Fix e la fantastica Teresa De Sio, in assoluto una delle migliori voci del panorama folk di sempre. Il disco contiene circa 40 minuti di musica suonata ad altissimo livello, con Bennato che rielabora canti e canzoni soprattutto della Puglia e del Gargano, la terra della chitarra battente, uno strumento musicale pressoché sconosciuto al mondo intero e che fu ideato e sviluppato da musicisti del calibro di Andrea Sacco e Antonio Piccininno. Il maestro Bennato decide a sua volta di approfondire lo studio di questo strumento, tanto fondamentale nei suoni delle tarante e delle pizziche.

L’album presenta 10 tracce che spaziano tutti i generi della musica popolare meridionale. Rispetto ai lavori con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, l’album di Bennato presenta un ritorno alla “semplicità esecutiva” rispetto agli arrangiamenti più elaborati (dovuti anche all’influenza di Roberto De Simone). Nonostante ciò non si deve affermare che le canzoni riproposte in “Garofano d’ammore” siano a-tecniche o banali. In “Bella figliola ca sta ‘nfenesta”, una serenata a ritmo di tarantella che descrive l’approccio di un giovane ad una ragazza affacciata alla finestra, v’è il titolo del disco; si mantiene sullo stesso tema, ossia la trattazione di una bella donna, anche la successiva “Montanara”, che riprende il tema classico della Tarantella del Gargano, un mid-tempo dall’atmosfera sognante (ripresa successivamente anche in “Lezioni di Tarantella” del 1999, questa volta eseguita dallo stesso Andrea Sacco). Bennato si spinge su un sentiero altamente tecnico e ben riuscito con la “Tarantella di Sannicandro”, “Ballo cantato per mandoloncello, violino e percussioni” e con la “Pizzica Taranta”, nelle quali si possono apprezzare le doti (per altro note) di Toni Esposito, soprattutto nella Tarantella di Sannicandro, e la voce calda ed energica di Teresa De Sio, che da il meglio di se, come sempre. Un altro saggio di tecnica il maestro Bennato ce lo da con la strumentale “Ballo per chitarra”, che anticipa l’ultimo brano dal titolo eloquente: “Canto finale”, una tammurriata.

“Garofano d’ammore” rappresenta la prima pietra posata da Bennato nel suo cammino verso la riscoperta delle origini musicali del meridione.

IL CARPINO FOLK FESTIVAL AL MATRIMONIO FRA DAUNIA E GARGANO

Con preghiera di massima diffusione e pubblicazione

 

VICO DEL GARGANO 12-14 FEBBRAIO

IL CARPINO FOLK FESTIVAL AL MATRIMONIO FRA DAUNIA E GARGANO

 

Sarà l’Associazione culturale Carpino folk Festival a curare gli appuntamenti musicali all’interno della manifestazione ‘Matrimonio tra Daunia e Gargano’, in programma dal 12 al 14 febbraio prossimi a Vico del Gargano.

Abbiamo accolto con entusiasmo l’invito degli organizzatori a collaborare ad una iniziativa dal carattere innovativo e che ben sintetizza uno degli aspetti che più ci sta a cuore nelle nostre diverse attività culturali – dice Michele Ortore, presidente dell’Associazione – e cioè quello di creare una sinergia capace di integrare culture diverse, segmenti e comparti produttivi, beni materiali e immateriali, al fine di valorizzare appieno tutte le eccellenze che caratterizzano il nostro territorio. Proprio per questo il Carpino folk festival è stato uno dei primi firmatari del Manifesto programmatico Daunia & Gargano Tourist Board, condividendone appieno le finalità”.

L’attività organizzativa del Carpino folk festival all’interno della manifestazione sarà diretta a valorizzare uno dei beni immateriali forse meno conosciuti del territorio e cioè la cultura e le tradizioni musicali del Gargano e della Daunia. Il programma si svilupperà in tre diversi momenti: Sabato 12, alle ore 19,30, in piazza San Domenico, il concerto dei Cantori di Carpino, con la presenza dell’ultimo depositario della grande tradizione della Tarantella del Gargano, il novantacinquenne Antonio Piccininno.

Domenica 13, alle ore 18,30, presso l’Auditorium comunale, si potrà ascoltare direttamente da suonatori e cantatori tradizionali provenienti da Carpino, San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo e Manfredonia, un esempio di Serenata tradizionale garganica, così come veniva eseguita nei nostri paesi fino a poche decine di anni fa. A seguire tutti i suonatori accompagneranno Gargano, lo sposo, sotto il balcone di Daunia, la sposa, per portare la serenata e conquistarne il cuore: “Donnë che sta’ ‘ffaciatë a ‘ssa fënèstrë”.

Lunedì 14, giorno di san Valentino, alle ore 18,00 presso l’Auditorium comunale, verrà celebrato il matrimonio fra Daunia e Gargano, rappresentati emblematicamente da una cantatrice de Le Faitaregruppo composto di sole donne che si esibiscono in balli e canti in lingua francoprovenzale provenienti dalla cultura contadina di Faeto e dei Monti Dauni – e dal cantore Antonio Piccininno, a simboleggiare, appunto, l’incontro tra due forti tradizioni dalla cui unione potrà nascere una rinnovata identità territoriale. Subito dopo, l’incontro musicale tra i Cantori di Carpino e le Fiatare di Faeto chiuderà la manifestazione.

Info: www.daunia.fg.it

 

Ufficio Stampa – Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Testo a cura di Alessandro Sinigagliese

Baladi/Cantodiscanto – Tarantella di Carpino

Una carpinese candidata agli Oscar!

Una carpinese agli Oscar!? Si…Alessandro Sinigagliese ce lo scrive oggi via mail aggiungendo un link alla bella notizia che riporta:

(ASCA) – Roma, 25 gen – Si chiama Antonella Cannarozzi ed e' l'italiana candidata agli Oscar come miglior costumista per il film, amatissimo in America, ''I am love – Io sono l'amore'' di Luca Guadagnino. Nata a Taranto, si forma all'accademia di Firenze prima e di Brera in seguito, diplomandosi in scenografia. Dopo aver lavorato come costumista in varie pubblicita' approda a quello che sara' il suo campo di azione privilegiato: il cinema. Antonella Cannarozzi ha curato con grande raffinatezza i costumi di numerosi film tra cui ''Tano da morire'' (1996) di Roberta Torre vincitore di tre premi alla 54a Mostra del Cinema di Venezia 1997, ''Melissa P.'' (2005) di Luca Guadagnino, ''Provincia Meccanica'' (2006) di Stefano Mordini in concorso al 55* Festival di Berlino, ''In memoria di me'' (2007) di Saverio Costanzo in concorso al 57 Festival di Berlino e ''L'uomo che ama'' (2008) di Maria Sole Tognazzi che ha aperto la 3a edizione del Festival del Cinema di Roma. Nel curriculum di Antonella anche ''Ecco fatto'' di Gabriele Muccino, ''Sangue Vivo'' di Edoardo Winspear, ''Fino a farti male'' di Alessandro Colizzi, ''Anime veloci'' di Pasquale Marrazzo. Dopo ''Io sono l'amore'', pellicola che la condurra' sul red carpet della notte degli Oscar, la Cannarozzi ha lavorato nuovamente con Saverio Costanzo per i costumi di ''La solitudine dei numeri primi'' presentato all'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

Sentieri musicali, Concerto di Natale a Carpino 28-29-30 dicembre

Tanti auguri di Buon Natale a tutti quanti. Pure al lupo!

Ricordate che Babbo Natale, con i suoi doni portati proprio nel momento di maggior oscurità apparente, sta lì a ricordarci che è proprio quando tutto sembra perduto e gelo e morte sembrano trionfare, che è possibile scoprire che la luce ha qualcosa in serbo per noi.

Associazione Culturale Carpino Folk Festival | carpinofolkfestival.com

La Confcommercio premia il Carpino Folk Festival come “esempio che trascina”

Il Premio Exempla Trahunt giunto alla sesta edizione, assegnato dall'Ufficio Zona Confcommercio di San Giovanni Rotondo a coloro i quali si sono maggiormente distinti nel campo dell'imprenditoria, della cultura e dello sport e dello spettacolo, è stato attribuito per l'edizione 2010, per la categoria "sport e spettacolo" al "Carpino Folk Festival" in quanto l'Associazione Culturale, sin dalla nascita, in ambito territoriale, regionale ed europeo è stata un vero e proprio "esempio che trascina" esportando con grande professionalità artistica i più alti valori della musica, del folk della nostra tradizione e della nostra cultura per la promozione del territorio.

La premiazione avverrà sabato 18 dicembre 2010 a San Giovanni Rotondo nell'ambito della Festa dell'imprenditoria promossa dalla Confcommercio d'intesa con l'Assoalbergatori, il sindacato Arti e professioni e lo Sportello Energia e Ambiente. 
 

I° FESTIVAL del NATALE GARGANICO

Cagnano Varano/ Ecco perchè si tratta di agguato mafioso

Il procuratore capo Seccia: "Un agguato garganico". Si indaga sugli eventuali contatti di Pietro e Sante Zimotti con i clan della zona, in particolare con quello egemone dei Li Bergolis. Oggi a Bari la commissione antimafia

Li hanno aspettati nel bosco, lì dove sapevano di braccarli, li hanno inseguiti e uccisi a colpi di lupara. Poi sfigurati, con pallettoni al viso, come la mafia usa fare sul Gargano da decenni. Un vero e proprio commando ha sorpreso martedì mattina, nelle campagne fra Cagnano Varano e Carpino, cuore del promontorio foggiano, Pietro e Sante Zimotti, padre e figlio, di 47 e 26 anni.

«Un agguato garganico», lo definisce il procuratore capo di Lucera, Domenico Seccia, che questa mattina terrà una riunione con il pm titolare del fascicolo Elisa Sabusco e i carabinieri del Comando provinciale di Foggia. E l’espressione già inquadra le modalità di un delitto che per molti aspetti ricorda quello dei fratelli Piscopo, uccisi tra Peschici e Vieste, ma anche tutti gli altri, 141 in dieci anni, che hanno insanguinato viuzze e pascoli.

Martedì mattina, i killer li hanno attesi nel “Bosco Quarto”, che si trova poco distante dalla loro azienda agricola ed è zona nota agli inquirenti per essere stata in più occasioni, e in un passato non troppo lontano, rifugio per i latitanti. L’agguato è scattato verso le 10, non appena i Zimotti sono arrivati per raccogliere legna.

Almeno due le armi che hanno sparato, ma il commando che li ha sorpresi potrebbe essere stato molto più nutrito. Hanno fatto fuoco con fucili a canne mozze, “sovrapposti” li definiscono gli esperti, quelli cioè che non lasciano bossoli. Lo stesso tipo di armi utilizzato in numerose esecuzioni, negli ultimi anni. Pietro e Sante hanno tentato di scappare, invano: hanno colpito uno alla schiena, l’altro alla coscia, al torace e infine in pieno volto.

E i cadaveri sono rimasti lì, nascosti dagli alberi, fino a sera quando i carabinieri li hanno trovati: ad avvisarli erano stati i familiari, che non avevano più notizie di loro dal mattino. L’ultima chiamata sul cellulare di Sante, verso le 10.30, era andata a vuoto perché il telefonino risultava non raggiungibile, forse danneggiato dai colpi di doppietta.

Altre armi, ancora armi, una elevata disponibilità nelle mani di tanti, lì sul Gargano, come aveva evidenziato il procuratore Seccia, non più tardi di sabato scorso, durante il vertice antimafia tenutosi a Vico alla presenza del sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano. E oggi, all’indomani dell’ennesima esecuzione, si ricomincia da zero, interrogando persone potenzialmente informate sui fatti, si eseguono perquisizioni, si cercano armi e movente.

I due Zimotti non risultano avere particolari precedenti penali, a eccezione di qualche denuncia per minacce, lesioni e pascolo abusivo. Ma questo non esclude che i due possano aver avuto rapporti con personaggi legati ai due clan mafiosi della zona, quello dei Li Bergolis, in particolare, che nonostante la cattura del capo, continua a essere il più potente nella zona.

Gli inquirenti, che non tralasciano alcuna pista, inclusa quella dei contrasti privati, stanno anche valutando l’ipotesi che avessero interessi nello spaccio di droga sul Gargano, un’attività come sempre molto fiorente e appannaggio dei gruppi criminali. Un business che, manco a dirlo, rientra a pieno titolo tra gli affari dei Li Bergolis, gestiti dai referenti del boss nelle varie zone: ancora in libertà, nonostante la massiccia caccia all’uomo, c’è Angelo Notarangelo, emissario su Vieste, ma anche Giuseppe Pacilli, braccio destro di Franco Li Bergolis, con coperture in tutto il Gargano e in particolare nelle campagne di Monte Sant’Angelo.

E, intanto, l’allarme destato dal nuovo fatto di sangue ha indotto gli inquirenti a convocare un nuovo vertice, proprio a Monte Sant’Angelo. Lunedì prossimo, così com’era già avvenuto il 4 dicembre scorso dopo il ritrovamento dei corpi dei fratelli Piscopo, il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano parteciperà a una riunione con il prefetto di Foggia, Antonio Nunziante, i vertici delle forze dell’ordine e i sindaci dei Comuni garganici. Una iniziativa voluta dagli stessi sindaci per definire strategie di supporto alla lotta contro la mafia della zona.

LA COMETA SPLENDE SUL CIELO DI PESCHICI. È GIÀ NATALE!

Clicca per Ingrandire “Peschici ha bisogno di restare viva anche nel periodo di bassissima stagione” con queste parole Piero Giannini (presidente dell’Associazione culturale Punto di Stella – foto del titolo, in piedi; ndr) ha aperto la prima edizione del “Festival del Natale Garganico”, una rassegna di appuntamenti culturali che si susseguiranno dall’Immacolata all’Epifania. Il tabellone allestito dai componenti dell’Associazione prevede convegni su svariate tematiche che hanno come filo conduttore la tutela delle tradizioni e del territorio garganico, serate musicali con gruppi folkloristici provenienti da Monte Sant’Angelo e Sannicandro Garganico, e un reading con protagonista una giovane peschiciana.

Il festival è stato aperto da un interessante quanto simpatico incontro sul tema “Cultura e tradizioni del Natale sul Gargano”, nel corso del quale Matteo Siena (foto del titolo, al centro), Dina Crisetti (a dx) e Angela Campanile (a sx) hanno raccontato gli usi ormai dimenticati delle tradizioni di fine anno, rispettivamente di San Giovanni Rotondo, Cagnano Varano e Peschici, analizzandone differenze ed elementi in comune. Ne è venuto fuori un Gargano omogeneo tanto nelle abitudini quanto nei proverbi, soprattutto quelli che associano il santo del giorno col numero di giorni che separano al 25 dicembre (“Sant N’col, Natel a diciannov; Santa Cuncett, Natel a diciasset; Santa Lucij, Natel a dud’cj dij”).

Domenica 12, in Chiesa Matrice con inizio alle 19.30, ci sarà un omaggio alla poetessa Alda Merini recentemente scomparsa, con il reading del “Magnificat” interpretato da Camilla Tavaglione. Il giorno successivo si tornerà a parlare dei capodogli spiaggiatisi lo scorso anno, e non solo, nel convegno sullo stato di salute del nostro mare. Il 18 e 19 dicembre, spazio alla musica della tradizione garganica e natalizia con le esibizioni del gruppo di zampognari itineranti “Soffi dell’Arcangelo” di Monte Sant’Angelo, e del “Gruppo Folk” di San Nicandro.

In concomitanza con l’inaugurazione del primo festival del Natale garganico c’è stata anche l’apertura della seconda edizione del concorso di arte presepiale: nelle sale del “Museo dei nonni” innumerevoli presepi sono esposti in bella mostra per essere ammirati e, magari, votati perchè tutti concorrono all’assegnazione del titolo di più bello della rassegna. Oltre ai presepi tradizionali (foto da 4 a 10), ricchi di dettagli da scoprire e ammirare, ce ne sono altri non usuali perché composti da tazzine da caffè (foto 1 sotto), dischi in vinile (foto 2) e… Bibbie (foto 3)!

Il “Museo dei nonni” resterà aperto tutti i giorni fino al 6 gennaio, dalle 16 alle 21.

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