Atmosfera rovente nelle stanze dell’Associazione “Punto di stella”. Cellulari che bruciano fra le dita di mani frementi a rasentare quasi l’epilessia. Cervelli (di chi ce l’ha…) che mandano in tilt neuroni mai così fibrillanti. Questa è l’aria che si respira nella immediata vigilia di un evento che nella storia della cittadina garganica, sdraiata sulla falesia più incantevole che possa ammirarsi nel Pianeta, non ha precedenti: un mese di eventi (culturali, musicali, museali, convegnistici, legati alla tradizione e agli usi di un popolo che non si spaventa di nulla… e il riferimento agli ultimi avvenimenti non è puramente casuale) pronti a interessare ogni fascia d’età e ogni categoria di soggetti.
Si apre l’8, mercoledì dell’Immacolata, fra tre giorni insomma, alle 18 nella accogliente Saletta della sede del “Museo dei Nonni” (Via Castello, Centro Storico) con la cerimonia inaugurale del “1° Festival del Natale Garganico” e la presentazione della seconda edizione del “Concorso di Arte Presepiale”. Dopo la visita degli invitati – la cittadinanza tutta in pratica – alla Mostra dei Presepi che anche quest’anno sono arrivati in gran numero, gli interessati a “Cultura e tradizioni del Natale sul Gargano” potranno seguire il convegno che si svilupperà nelle pluricentenarie Sale del Palazzo della Torre (via Colombo 23 – Centro Storico, immediatamente sopra la Galleria) con relatori di eccezionale levatura: la peschiciana Angela Campanile, la cagnanese Dina Crisetti e il viestano (adottivo) Matteo Siena.
Appena quattro giorni dopo, domenica 12, senza dare il tempo a nessuno di tirare il fiato, appuntamento alle 19.30 in Chiesa Matrice – appropriata location concessa dal parroco don Saverio Papicchio – per un reading fra i più suggestivi e affascinanti. Qui, la splendida Camilla Tavaglione darà vita, facendo appello a ciascuna delle corde emozionali che le sono congeniali, alla sua interpretazione del “Magnificat”, opera profonda e altamente commovente della nota poetessa scomparsa a Milano il 1º novembre 2009, Alda Merini (“Sono una piccola ape furibonda”, diceva di sé). Una “preghiera” della Madre di Cristo da ascoltare in religioso silenzio fino al termine, visti non solo la sede in cui viene proposta ma anche lo spessore e la valenza culturali dello scritto. Vietati gli applausi durante l’intera rappresentazione, se non uno – liberatorio – in chiusura. Alcuni passaggi dell’interpretazione saranno accompagnati dal classicismo della chitarra del giovane Rocco Tavaglione, valido collaboratore.
Neanche 24 ore e il giorno successivo, 13 dicembre alle 19.30, nella Saletta del “Museo dei Nonni” un cast di eccezione formato dai vertici del Comitato viestano per la Tutela del Mare del Gargano, guidato egregiamente da Michele Eugenio Di Carlo, argomenterà sullo stato di salute del nostro mare supportato dalla proiezione di un video del giornalista Rai Angelo Saso.
Cinque giorni di pausa – si fa per dire – ed ecco la musica, quella caratteristica, quella tradizionale, di tutto rispetto, tipica di questi giorni prenatalizi o del territorio che viviamo, a volte in sofferenza, e legata al cosiddetto “patrimonio immateriale”. Il 18 infatti verranno a farci visita i “Soffi dell'Arcangelo”, un gruppo di Monte Sant’Angelo suonatori di zampogne e ciaramelle per una serata musicale itinerante. Le dolci e nostalgiche armonie dei loro strumenti filtreranno attraverso usci e persiane, e si insinueranno nelle nostre case incrementando, se mai ce ne fosse bisogno, quella urgenza di leggerezza e bontà che pervade tutti in questo periodo. Mentre il 19, per gentile interessamento del sindaco di San Nicandro Garganico, Costantino Squeo, saranno i ragazzi del “Gruppo Folk” di Michele Russo a portarci l’allegria delle danze garganiche e delle musicalità irrinunciabili e inequivocabili di “battenti” e tamburelli.
La terza decade del mese, invece, abbiamo concesso spazio alle più classiche delle feste in famiglia lasciando tutti tranquilli alle loro attività e costumanze. Però il Festival non sarà finito: riprenderà coi primi del nuovo anno che saranno allietati dalla originalità, freschezza e fantasia della band “I Kontastorij” di Vico del Gargano, spesso e volentieri omaggiati sul nostro mezzo d’informazione (www.puntodistella.it) nella categoria Periodici di Città Gargano. Leonardo Di Monte e Gianni Angelicchio, i fondatori, ci porteranno simpaticamente e allegramente nelle più segrete pieghe della “mupìa vicaiola” (lo scriviamo con simpatia anche perché sono loro stessi che molto autoironicamente ci giocano e ci scherzano sopra).
Ma non finisce qui perché al termine di ogni spettacolo pirotecnico c’è sempre l’ultimo colpo che riassume tutti i “botti” sparati fino a quel momento. E il nostro avrà anche un nome: Pietro Papagna, il giovanissimo (solo 18enne) talento emergente della musica concertistica italiana (sedici primi premi assoluti nel suo ‘palmares’ in poco più di due anni), astro nascente nell’universo del pianoforte, che sotto le sue dita diventa una pantera addomesticata. Per comodità e ragioni di spazio il concerto si terrà nel Salone dell’Hotel D’Amato il cui proprietario, Matteo, non ha perso l’occasione di manifestare per intero la sua squisita disponibilità.
E siamo giunti al 6 gennaio, giorno in cui il Festival saluterà tutti dando appuntamento al 2011-2012. Nel corso della cerimonia di chiusura la Befana porterà tanti regalini e dolcetti ai bambini che avranno partecipato al miniconcorso dedicato loro, una “Stellina per Peschici” (http://www.puntodistella.it/news.asp?id=4329), cui farà seguito la doppia premiazione del presepe “singolo” e del presepe “di gruppo” presentati in concorso.
In genere, al termine di queste presentazioni, sono d’obbligo i ringraziamenti. L’elenco sarebbe veramente lungo. Perciò lo rivolgiamo per categorie: innanzitutto i partecipanti al “Concorso di Arte Presepiale”, poi i patrocinanti, le Istituzioni che ci hanno supportato, i mediapartners, i siti Internet che ci hanno dato spazio, lo staff dei giovani guidati dall’instancabile Davide Maggiano… e ci scusiamo se dimentichiamo qualcuno. Ma due persone non possiamo dimenicarle: la nostra responsabile della direzione artistica, Laura Casasola, senza della quale Concorso e Mostra non sarebbero arrivati alla seconda edizione, e la proprietaria della Galleria “don Achille”, donna Grazia Marino della Torre, la cui acuta lungimiranza culturale ci ha aperto le porte di un contenitore che molti ci invidiano.
Piero Giannini

Nairobi, 03 dic 2010 – Il Carpino Folk Festival entra a far parte delle ONG del Comitato intergovernativo per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
Lo ha stabilito il Comitato Intergovernativo dell’Unesco riunitosi dal 15/19 novembre 2010 a Nairobi in Kenia (ITH/10/5.COM/CONF.202/Decisions).
Gli esperti dell’Unesco ritengono che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, con la sua organizzazione e l’esperienza maturata in oltre 15 anni nel settore delle tradizioni musicali italiane soddisfi le condizioni necessarie per entrare a far parte della Lista di Consulenti Accreditati aventi una fondata competenza nel settore del patrimonio culturale immateriale, per esercitare la funzione consultiva presso il Comitato.
Le Ong accreditare vengono invitate dal Comitato a fornire pareri ai fini dell’esame delle candidature nella Lista del patrimonio culturale immateriale che necessita di essere urgentemente salvaguardato e su tutti i programmi, i progetti e le attività nazionali, subregionali e regionali utili per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
“Manca ancora l’ufficializzazione dell’Assemblea Generale dell’Unesco prevista per giugno, ma la decisione di Nairobi ci permette di esternare la nostra grande soddisfazione. Siamo orgogliosi che l’Unesco riconosca le nostre competenze in materia di tutela e valorizzazione della cultura popolare e, quindi, per l’Intangible Cultural Heritage“. Cosi il Presidente dell’Ass. Michele Ortore esprime il suo compiacimento per la raccomandazione del Comitato.
“Si tratta di un riconoscimento che premia il nostro impegno dedicato in particolare per il Gargano e la Puglia, terra di eccellenze musicali che insieme a tutta l’Italia vanta un patrimonio consistente di tradizioni, consuetudini sociali, arti dello spettacolo e eventi rituali e festivi che debbono essere tutelati con un impegno maggiore rispetto a quello dedicato ai beni culturali tangibili.
Questo riconoscimento lo condividiamo con tutti gli Associati, gli Amici e gli Enti pubblici e privati che continuamente stimolano le attività dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival. Sicuramente senza tale incoraggiamento non saremmo potuti arrivare ad un traguardo così importante.
di PIERO RUSSO
FOGGIA – Dalle prime ore dell´alba 150 carabinieri del comando sono impegnati nell’esecuzione di 23 provvedimenti cautelari nei confronti di politici, dirigenti comunali, professionisti ed imprenditori di Vico del Gargano, Foggia, Lucera, e Peschici. In manette anche il sindaco di Peschici, Mimmo Vecera, e il comandante della polizia municipale Vincenzo Losito. Coinvolti nel blitz anche politici, dirigenti, impiegati comunali, professionisti ed imprenditori locali. Il vicesindaco Memo Afferrante, che in un primo momento era stato indicato come far parte dell'organizzazione, ha fatto sapere di "non essere stato colpito da provvedimenti cautelari, né di aver ricevuto avvisi di garanzia".
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lucera, hanno consentito di far luce su numerosi falsi commessi dagli indagati finalizzati sia alla realizzazione di altrettante truffe aggravate soprattutto ai danni del comune di Peschici che alla turbativa di gare d'appalto per un valore complessivo di un milione e mezzo di euro che costituisce l´attuale disavanzo di bilancio di quel comune.
Il blitz di oggi del comando provinciale dei carabinieri di Foggia è coordinato dalla procura di Lucera, dove è arrivato il nuovo procuratore capo Domenico Seccia, che per anni si è occupato delle inchieste legate alla malavita del Gargano. Seccia è un profondo conoscitore del territorio dauno e delle relative problematiche legale alla criminalità organizzata. Stavolta non si tratta di reati di mafia, ma di illeciti che, se confermati, risulterebbero gravi.
Associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, aggiotaggio, falso e corruzione sono alcuni dei reati contestati a vario titolo ai politici, dirigenti comunali, professionisti ed imprenditori che con il loro comportamento avrebbero causato il disavanzo milionario nelle casse dell'amministrazione. Nell'operazione che segue le indagini avviate nel 2009 sono impiegati oltre 150 carabinieri.
Il 7 dicembre: Sagra della frasca, fanoje e olio novello, durante la quale si bruciano i ramidi ulivo. Questa festa si inserisce nella ritualità dei fuochi dedicati all’Immacolata (fanone) che sono riti di purificazione. In anni recenti si è aggiunta la degustazione dell’olio di oliva, per esaltare il sapore del quale vengono cotte patate e olive sotto la cenere.
Attraverso itinerari nei quartieri si va alla riscoperta della “fanoja”, isolato falò di rami di ulivo che, bruciando la notte dell’Immacolata, rievoca, tra memoria pagana e adattamento cristiano, l’antico rito del raccoglimento e della purificazione: l’ulivo bruciando diventa sacro e questa pianta rivela le sue molteplici attitudini: riscalda i cuori e rallegra le mense.Attorno alla “fanoia” le donne intonano antichi canti religiosi, i bambini antichi sonetti e cantilene, mentre gli uomini preparano sotto la brace patate novelle irrorate con abbondante olio novello.
Per l'occasione la Piazza del Popolo di Carpino, sarà messa a disposizione dei produttori locali per consentire la presentazione ai visitatori presenti il risultato di un intero anno di lavoro.La presentazione dell’ olio novello sarà accompagnata da "L'addore du' paravis" a cura di Antonio Pizzarelli.
Tempo fa, uno dei componenti del Team ARGOD, il nostro Domenico Sergio Antonacci, segnalò una serie di simboli incisi sullo stipite destro del portale della Chiesa di San Cirillo, che troneggia nella piazza principale di Carpino, luogo ormai molto conosciuto per lo svolgersi del Carpino Folk Festival, evento di portata nazionale.
Esso si compone di quattro sezioni identiche che si trovano attorno al centro, come per eluderlo. In parole povere è una svastica, più precisamente è una delle varianti di svastica più rare esistenti al mondo: Svastica lappone, tipica solo di questa terra lontana che appare come un’intersezione di quattro quadrati (o cmq di quattro quadrilateri con la stessa area).
– Cosa ci fa una Svastica lappone a Carpino, qui sul Gargano?
– E’ stata incisa in antichità o e è più recente?
– E’ stata incisa proprio per fare riferimento al Cuore di Tricheco oppure è stata incisa per imitazione?
– Può aver a che fare con una qualche forma di Sciamanesimo qui sul nostro promontorio?
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Con un incontro tenutosi lo scorso 12 novembre, all’interno del quale è stato sottoscritto un primo atto di adesione dei soggetti interessati al progetto, sono state varate le linee d’indirizzo. Tutti d’accordo con la strategia messa in campo dal commissario Stefano Pecorella, che ha già riscontrato l’adesione anche di soggetti importanti quali, a esempio, l’Università degli Studi di Foggia e i Gal Daunofantino e Gargano (ai quali nelle prossime ore si affiancheranno anche altri soggetti istituzionali), che andranno a rinforzare l’importante partenariato pronto a scendere in campo per aggiudicarsi gli importanti finanziamenti dei Sac, pilastri dello sviluppo prossimo venturo.
Per la prima volta il Gargano fa quadrato intorno alla delicata questione dello sviluppo socio-economico. “I SAC – dichiara Davide Pio Fini, assessore al Turismo del Comune di San Giovanni Rotondo – devono far valere l’importanza territoriale del Gargano e, in fatto di premialità, sarà sicuramente un vantaggio poter contare su un Ente capofila di spessore qual è il Parco Nazionale, che fa da cappello a diverse decine di soggetti. Avere il Parco alla testa del gruppo significa avere anche un peso specifico superiore sul tavolo della concertazione politica. Diversamente, saremo sempre surclassati dal Salento”.
“La sinergia territoriale porta solo benefici – ribadisce Raffaele Prencipe, vicesindaco di Mattinata. – Per fare davvero da contraltare al Salento, dobbiamo dire una volte per tutte basta all’egoismo istituzionale”. A sgombrare il campo dai residui dubbi e tentennamenti ci ha pensato Michelangelo Lombardi, sindaco di San Marco in Lamis. “Area Vasta si è rivelata una vera delusione perché, al taglio del traguardo, la velleità di stare insieme non è stata affatto premiata. Ma – sottolinea – ritengo che il commissario Pecorella abbia assolutamente ragione quando sostiene che il perseguimento dell’agire in sinergia e in rete dà forza contrattuale e d’immagine. Dobbiamo investire il Parco del Gargano del ruolo di coordinatore del progetto SAC e allo stesso tempo coinvolgere e rendere protagonisti i soggetti locali (professionisti e associazioni), esattamente ciò che non è avvenuto nella realizzazione dei PIS” (Progetti Integrati Settoriali).
“Sarebbe da sciocchi – annota Matteo Leggieri, assessore all’Urbanistica del Comune di Apricena – non aderire al progetto dell’Ente e non affidargli il ruolo di capofila dei Sac, visto che la quasi totalità dei beni storici e culturali delle nostre comunità ricadono nella sua area”. Importanti attestati di sostegno alla progettualità sono giunti anche dai componenti storici della Comunità del Parco come i rappresentanti dei Comuni di Carpino e Lesina. “I tempi stringono e non occorre più indugiare – sostiene Antonio Trombetta, assessore all’Ambiente del Comune di Lesina. – Dobbiamo muoverci come un carrarmato. Bisogna individuare e coinvolgere anche partner privati che non devono puntare solo alla gestione, bensì anche all’investimento di capitali freschi. Vorrei ricordare a tutti i miei colleghi amministratori che l’importanza dei Sac non sta nella quantità di denaro a disposizione, ma nell’attivazione della rete gestionale”.
LE DICHIARAZIONI DEL COMMISSARIO = “Valorizzare l’esistente attraverso una gestione efficiente. I Sac non creeranno nessuna nuova infrastruttura, ma valorizzeranno l’inestimabile patrimonio immateriale. La formazione del partenariato è di fondamentale importanza. Quanto più forte sarà il partnerariato tanto più aumenteranno le possibilità di concretizzare la nostra linea programmatica. La firma del protocollo d’intesa non è un salto nel buio, in quanto d’ora in poi, dovunque ci sarà la possibilità di presentare progettualità, sarà cura e attenzione dei rappresentanti istituzionali territoriali di interloquire in prima battuta all’interno della Comunità del Parco che è già munita di due strumenti di programmazione quali il Piano del Parco e il PPES (Piano Pluriennale Economico Sociale).
“Dobbiamo superare tutte le diffidenze perché non c’è da inventarsi nulla, in quanto tutte le finalità sono già contemplate nel PPES approvato all’unanimità poco più di un mese fa. Agendo in questa direzione eviteremo il verificarsi di quelle dannose fibrillazioni verificatesi in passato. L’Ente crede fortemente nella chance dei SAC e per questo motivo ha deciso di farsi carico di tutta la quota di cofinanziamento della progettualità. Un ulteriore elemento di tranquillità per i Comuni in un momento di ristrettezze economiche. Il cofinanziamento sarà forte per dimostrare alla Regione Puglia che noi vogliamo essere attori principali del nostro territorio. La nostra azione non può e non deve essere autotoreferenziale, ma deve avere come priorità il risvolto utilitaristico per il territorio. Ogni Comune del Parco ha una sua peculiarità o una infrastruttura esistente ma inutilizzata. L’obiettivo dei SAC dev’essere quello di creare un reale movimento di flussi di persone nel territorio garganico.
“Un’azione importante sarà quella di affidare la gestione dei centri visita e dei poli museali rendendoli attivi e accessibili 365 giorni l’anno. Altresì i Sac punteranno alla valorizzazione e fruizione di percorsi naturalistici già realizzati con precedenti finanziamenti pubblici. Per me i Sac non sono affatto un punto d’arrivo, bensì di partenza di un percorso già tracciato, in primis i Poin, straordinarie occasioni per creare finalmente un filo rosso che colleghi tutte le nostre realtà, le quali vanno davvero concretizzate andando al di là della cartellonistica. La messa a sistema di tutti gli strumenti realizzati nel corso degli anni dall’Ente è la condizione ‘sine qua non’ per attivare economia sul territorio. Ad esempio: i Centri Visita potranno camminare con le proprie gambe solo quando saranno messi in rete fra loro al fine di creare un movimento di flussi turistici”.
Salve!
Vi scrivo dal Piemonte. Verso la fine di luglio, poco prima della partenza per le vacanze, ho trovato il vostro bel sito.
Siccome io e la mia compagna avevamo deciso di visitare la vostra regione (lei è originaria di San Ferdinado di Puglia) e dato che spesso facciamo le vacanze sulla bici, ho letto con interesse le vostre pagine on-line, comprese quelle dove illustrate alcuni possibili itinerari.
Alla fine non abbiamo seguito gli interessanti percorsi da voi provati ma ne abbiamo fatto uno nostro: partenza da Margherita di Savoia (parco naturale delle Saline) e giro completo del Gargano. Se siete interessati posso anche inviarvi delle foto (e qualche spiegazione/commento) del nostro viaggio: magari si tratta di materiale che vi serve per arricchire il vostro sito…oppure no!
Comunque complimenti per il sito e…arriverderci al prossimo giro in Puglia magari
Simone Gosso, Brandizzo (Torino)
GIRO DEL GARGANO IN BICI
PRIMA TAPPA. Partenza da San Ferdinando di Puglia. Si va verso la costa. Raggiungiamo in breve Trinitapoli. Da lì prendiamo per Margherita di Savoia dove appaiono le prime saline.
Piegando verso nord costeggiamo la bellissima riserva naturale della Salina di Margherita di Savoia, attraversata da alcune strade sterrate che si possono agevolmente percorrere con la mountan-bike. Risaliamo la costa. Ci riposiamo brevemente a Torre Pietra. Ripartiamo per Zapponeta dove incrociamo un ragazzo con bici e borsoni. Dopo qualche chilometro devo cambiare la prima camera d’aria. Arriviamo a Manfredonia. Il tragitto è lungo ma agevole. Puntiamo su Mattinata, attraverso i tornanti della strada panoramica che si è obbligati a percorrere a causa della galleria stradale non percorribile in bicicletta.
SECONDA TAPPA. Da Mattinata ripartiamo seguendo la costa dove si alternano le salite e le discese. Questa volta non percorriamo molta strada. Ce la prendiamo comoda: passiamo la Baia delle Zagare e Pugnochiuso. Incontriamo una coppia di cicloturisti tedeschi che arrivano direttamente…dalla Germania! Scambiamo due parole con i due impavidi amici che poi proseguono imperterriti. Noi ci godiamo lo spettacolo offerto dagli strapiombi sul mare. Giungiamo in basso: siamo quasi a Vieste. Ancora qualche tornante ed eccoci in centro. Dormiamo lì.
TERZA TAPPA. Ci alziamo tardi. Dal cocuzzolo di Vieste riprendiamo la via la mattina seguente. Questa volta non abbiamo tanta voglia di pedalare. Io foro per la seconda volta. La giornata è molto bella. Anche nel corso di questa tappa, ovviamente, i saliscendi della statale sono mozzafiato. Divertenti per qualcuno, faticosi per qualcun altro. Ma proseguiamo. I chilometri sono pochi: ci fermiamo in campeggio presso la Baia di Manacore. La sera lo scenario dal promontorio a picco merita la sosta. Trabucco sul mare.
QUARTA TAPPA. Ripiegata tenda e sacchi a pelo inforchiamo nuovamente le nostre biciclette. Gente stralunata ci guarda mentre usciamo dal camping. Peschici sembrava più vicina. Andiamo avanti. I tornanti della testa del Gargano lasciano il posto ad una strada più tranquilla che lentamente diventa dritta. In prossimità di Rodi Garganico il cielo assume colori preoccupanti e ci becchiamo la prima (ed unica) pioggia (leggera). Tiriamo dritto lungo il lago di Varano poi pieghiamo a sinistra allontanandoci dalla costa. Oltrepassiamo uno strano paese abbandonato (San Nicola Varano?) e lentamente risaliamo, dall’altra parte della laguna. Anche qui la vista è decisamente affascinante. Cerchiamo un posto da dormire ma ci dicono che è meglio andare a Carpino dove arriviamo alla sera.
QUINTA TAPPA. Da Carpino (dove, per puro caso, incontriamo un nostro amico che per contentezza decide di regalarci due bottiglioni d’olio…figuriamoci siamo in bici!) le salite diventano nuovamente serie. Ma la strada è forse la più tranquilla e più bella di tutta la vacanza. Colori pastello, more e ulivi ai lati della strada, pochissime automobili.
Senza quasi accorgerci siamo nel bel mezzo del Parco Nazionale del Gargano. Sbuchiamo sulla strada 528. Traffico più sostenuto. Di botto si torna in basso e poi si risale: imboccando sulla sinistra la statale 272 facciamo tappa (montana) a Monte Sant’Angelo. Anche qui facce sorprese al nostro passaggio. Prendiamo sonno senza fatica.
SESTA TAPPA. Partenza in discesa: è l’ideale dopo cinque giorni di pedalate. Ma finisce subito. Altre salite in direzione di San Giovanni Rotondo dove si arriva attraverso una strana lunga vallata arida. Prima di San Giovanni Rotondo facciamo in tempo a salutare, senza fermarci, un ragazzo che dall’altro lato della strada cammina veloce con zaino a spalla, scarponi e bastone: se la sta facendo a piedi. Un gran via-vai di autopullman di fedeli in pellegrinaggio anticipa il nostro arrivo nella cittadina. E’ ora di pranzo e ci fermiamo a mangiare in un bel ristorante (un ex-cinema) consigliato da Slow Food. Con la pancia piena riprendiamo il viaggio fino a San Marco in Lamis dove ci fermiamo dalle zie di Donatella.
SETTIMA TAPPA. Siamo sul promontorio che domina il Tavoliere. La foschia impedisce di vedere Foggia e il mare che sono laggiù. Nuovamente in discesa: 15 chilometri senza una pedalata. Poi la pianura ci ingoia: siamo controvento! Facciamo strade e stradine che collegano una masseria dietro l’altra. Il sole ci fa faticare. Rubiamo (ma in buona fede) qualche pomodoro dai campi. Questa volta il paesaggio non ci distrae come all’inizio e la troviamo lunga. Finiamo anche da bere. Lentamente ci avviciniamo al punto da dove eravamo partiti. A Trinitapoli ci scoliamo un’orzata fresca che ricordiamo ancora adesso. Dopo uno stop impiegato a saccheggiare un supermarket il lungo stradone assolato ci riaccompagna a San Ferdinando di Puglia. Finisce il giro.
SETTIMA TAPPA/BIS. Ci abbiamo preso gusto e un paio di giorni dopo facciamo una piccola tappa aggiuntiva. Da San Ferdinando di Puglia (che praticamente sorge su una delle sponde dell’Ofanto) pedaliamo con un’altra meta: Canne della Battaglia. La scampagnata è deliziosa: dal paese una ripida discesa (forse proprio la continuazione di via Ofanto, se la memoria non mi inganna) porta direttamente al fiume. Qualche timido airone si leva in volo al nostro passaggio. Il percorso è però da inventare: dopo qualche sentiero a fondo cieco e qualche cartello che indica un fantomatico percorso naturalistico guadandiamo l’Ofanto un paio di volte e riusciamo ad attraversare le vigne. Con Canosa da una parte e Barletta dall’altra, saliamo fino a Canne. Mura antiche, tombe, vestigia. Rubo una piccola pietra. Il posto, bello e suggestivo, fa venire in mente molte cose.
Simone e Donatella
“UNA STELLA x PESCHICI!”
Fervono i preparativi per la Seconda Edizione del Concorso di Arte Presepiale lanciato dalla Associazione “Punto di Stella” di Peschici nell’ambito del “1° Festival del Natale Garganico” con la collaborazione del gruppo facebook “G-g Gargano giovani” (portale di puntodistella) e del “Museo dei Nonni”, e il patrocinio del locale Comune e di Banca Apulia. Nella terna delle sezioni messe a concorso (leggi brossure in categoria PERIODICI di CITTA GARGANO) spicca, accanto a quella principale, prima e unica finora nella storia del Natale peschiciano, l’appello lanciato ai più piccoli.
L’estensore del relativo bando – l’indefesso Davis Maggiano, alias “Una ne pensa e 100 ne fa” – l’ha voluta intitolare “Una Stellina per Peschici”. E così, la manifestazione – che si svolgerà, lo ricordiamo, dall’8 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011 nella Galleria “don Achille” (Via Castello-Centro Storico) messa gentilmente a disposizione dalla proprietaria donna Graziella Marino della Torre e dal figlio Domenico Martucci – verrà illuminata ancora di più.
L’organizzazione ha infatti deciso di accettare STELLINE in cartoncino color giallo (opaco o lucido, dimensioni massime cm 15) fatte da bambini o adulti che abbiano parenti (figli, nipoti, cuginetti…) in età compresa fra zero e 12 anni. Ogni STELLINA dovrà riportare il solo nome del bambino, la data di nascita e la città di provenienza. Sul retro, una breve frase che spieghi il significato del Natale. Tutte le piccole “opere d’arte” verranno sistemate nel “CIELO” della stessa Galleria.
Il giorno della Befana (6 gennaio 2011) verranno estratte più stelline e premiate con giochi e doni. Le stelline devono pervenire in busta chiusa entro il 5 dicembre prossimo indirizzando a “UNA STELLA x PESCHICI” c/o Casasola – Casella Postale 33 – Peschici, oppure consegnate a mano dall’1 al 5 dicembre (ore 15-18) alla Galleria “don Achille” ricordando di scrivere il mittente sul retro della busta.