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tarantella del gargano

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‘Calasole’ il nuovo cd di Umberto Sangiovanni : poesie, canti e tradizione bracciantile della Capitanata

“Ho scelto Giuseppe Di Vittorio come testimone del mio nuovo lavoro discografico perché fu un bracciante, un sindacalista, un leader politico sempre a fianco delle classi lavoratrici, mai al di sopra. Un uomo straordinario, che è riuscito dove tanti hanno fallito, che ha saputo ascoltare le ragioni degli altri e scoprire i diritti di tutti. Un uomo nuovo, capace di lottare insieme al…
…popolo per rivendicare diritti che oggi giudichiamo inalienabili, che riuscì a dare dignità a un’intera classe di lavoratori”. È quanto espresso dal pianista e compositore foggiano Umberto Sangiovanni (nella foto d’apertura) in merito all’opera musicale “Calasole” , realizzata dallo stesso Sangiovanni con il supporto del progetto “Casa Di Vittorio” e prodotta da “Rai Trade” , opera dedicata a Di Vittorio e realizzata traendo spunto dalle poesie, dai canti e dalla tradizione bracciantile.

Canti antichi e nuove contaminazioni tra terapia e folklore

Vacanze Musicali nel Parco Nazionale dell’Appennino Reggiano tra Toscana e Emilia  con il laboratorio di Nando Citarella
29 novembre – 3 dicembre 2006
Il laboratorio si articola su alcuni temi ed aspetti della danza popolare, sia rituali che di festa, e di guerra o sfida. In molti paesi del Sud in occasioni di festa si ritrovano persone che attraverso il ballo esprimono la proprie devozione a Santi o Madonne che proteggono le loro famiglie e i loro paesi.
Questo laboratorio ha lo scopo di portare a conoscenza e avvicinare le persone ad un mondo e ad una realtà che, spesso, è stata vista solo nella forma folclorica, ma che invece nasconde un mondo magico-rituale che negli ultimi quarant’anni ha suscitato interesse presso studiosi (antropologi, etnomusicologi e psicologi).
Le danze di cui ci occuperemo hanno una grande importanza per la gente di questi villaggi e sono legate spesso ad antichi rituali pre-cristiani che, con l’avvento del cristianesimo, sono stati inglobati dalla religione stessa e sono:
La Tammurriata (o canto sul tamburo): danza molto in uso nell’area vesuviana e nell’agro nocerino-sarnese, che nasce come danza di guerra ma che ha poi una evoluzione sia di tipo amoroso che votivo.
La Pizzica Tarantata: danza che è sempre servita a curare quelle persone morse dalla Taranta, ma che è anche legata alla possessione e alla trance proveniente dalla puglia (in particolare dal Salento).
La Tarantella: danza d’amore, di festa e di sfida in uso in molte regioni del sud e che ancora oggi è forma di espressione principale nelle feste popolari e risale probabilmente alla prima invasione dei turchi e si è poi trasformata attraverso la fusione delle due culture.
Unite a queste danze vedremo poi alcune danze armate (moresca, spadiata e danza dei bastoni) che, fino ad alcuni decenni fa, si danzavano soprattutto nelle zone costiere.

I Cantori di Carpino in cattedra all’Universita’ di Scienze Gastronomiche Bra – Lunedi 11 dicembre

Premiati come Testimoni della Cultura Popolare lo scorso mese di luglio, i Cantori di Carpino sono diventati i Docenti delle Musiche e dei Canti Popolari del Gargano.
Nel 2004 è stato istituito il Comitato Festival delle Province, un organismo nazionale formato da soggetti pubblici e privati, con lo scopo di valorizzare e promuovere la cultura delle tradizioni popolari. Tra gli obiettivi del Comitato vi è quello di individuare e far conoscere quei protagonisti che hanno saputo coltivare la tradizione e riproporla attraverso una sapiente contaminazione tra conservazione ed innovazione. Il Comitato conferisce loro, il titolo di Testimoni, a significare la capacità di testimoniare la cultura che hanno ereditato e che si preparano a trasmettere alle nuove generazioni, aggiornata secondo criteri di dinamicità, modernità ed innovazione. Al fine di creare le condizioni per diffondere e promuovere la cultura popolare ed offrire un giusto riconoscimento e visibilità ai suoi Testimoni, il Comitato Festival delle Province ha istituito due importanti progetti: il Premio dei Testimoni e le Cattedre Ambulanti della Cultura Popolare.
Grazie al progetto delle Cattedre Ambulanti di Cultura Popolare, i Cantori di Carpino saliranno in cattedra per divulgare il proprio sapere, per passare appunto il “testimone” alle nuove generazioni.
Vere e proprie lezioni sulla tradizione per testimoniare con generosità la cultura che hanno avuto in eredità raccogliendo un testimone che si preparano a trasmettere alle nuove generazioni, sempre di più disponibili ad accoglierli. In questo passaggio vi è, metaforicamente, anche quella capacità di trasformazione che significa dinamicità, evoluzione, modernità, tendenza all’introduzione di elementi innovativi capaci di innestare sulla pianta madre della tradizione -in piena compatibilità e sintonia, a prova di “rigetto”- germogli di futuro.

I Cantori di Carpino alla festa extravergine del Gargano

Dal passato al presente, dalla tavola alla cosmesi, dall’uso che ne facevano i nonni alle moderne degustazioni: Mattinata si candida a farti vivere e rivivere le mille emozioni e le tante proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva!
Aria di festa, dunque, per una settimana interamente dedicata a scoprire e riscoprire questo nettare degli dei: dal 20 al 26 novembre, proprio nel tempo di raccolta delle olive, le aziende agricole ed i frantoi aderenti al Consorzio Matinum aprono le porte per dare vita ad un ricco calendario di eventi di festa, itinerari a tema, dibattiti, degustazioni e stand.
Da evidenziare, quindi, la mostra mercato dei prodotti tipici "Antichi Sapori in Piazza", la gastronomia di "Gargano in Tavola" (l’Associazione dei Ristoratori) ed i mestieri artigianali lungo le vie del centro.
E poi ancora cultura, con la musica popolare e le serate di avanspettacolo.
Sabato 25 novembre 2006, ore 20.00 in Piazza Aldo Moro
Concerto dei Cantori di Carpino – Gli unici grandi maestri della tarantella.

Programma della manifestazione
Partner della manifestazione

Una legge regionale ispirata da Matteo Salvatore

E’ questo il modo in cui la Puglia onora la memoria del folk singer di Apricena scomparso un anno fa. Il governo di via Capruzzi (assessori Lo Melo e Godelli e presidente del Consiglio, Pepe) ha condotto in porto il provvedimento che aiuterà altri artisti pugliesi bisognosi a vivere con dignità. Ne vanno fieri gli organizzatori del Premio Matteo Salvatore, che domani sera e domenica al Teatro del Fuoco celebrerà la sua seconda edizione. Conferenze, concerti animeranno domani il centro storico a partire dalle 17,30 (Edicolè presentazione del libro di John Sinclair «Va tutto bene», Stampa Alternativa; 18,30 Santa Chiara «Musica e potere in Africa»; 20 al Bellamì concerto con Otello Profazio, Davide Van De Sfroos, Raffaele, Vescera, Antonio Piccininno dei Cantori di Carpino, Dario Salvatori, Carlo Gentile, con il direttore artistico del Premio Tenco, Enrico de Angelis; dalle 22 performance di Sinclair) mentre domani sera, dalle 21, si terrà il galà presentato da Dario Salvatori per premiare Davide Van De Sfroos, Otello Profazio, John Sinclair e Afel Boucoum. E su Matteo Salvatore, altri ricordi commossi: il sindaco di Apricena, Vito Zuccarino, ha annunciato che gli sarà dedicato l’auditorium della città, «La Casa di Matteo Salvatore»; Ninni Maina e la sua Nuova Orchestra della Taverna del Gufo eseguiranno domani sera «La morte bianca» e «La cumeta», due brani di Matteo con l’arrangiamento di Potito Porrari. E poi c’è il Comune, che tramite l’assessore Potito Salatto ha individuato nel Premio (che ha come principale artefice il manager di Salvatore, Angelo Cavallo) uno di quei momenti di rinascita dello slancio culturale, incoraggiati da Palazzo di Città con finanziamenti che non siano più «a pioggia». Per questa seconda edizione del Premio Matteo Salvatore si preannuncia anche una presenza mediatica di qualità: la serata al Teatro del Fuoco sarà trasmessa sul satellite e pubblicizzata in programmi di Radiodue. a.lang.

Pizziche, tarantelle e canti tradizionali delle Puglie a Roma

Vi segnalo un prossimo concerto romano di uno dei gruppi più interessanti del "movimento di riproposta" della musica popolare pugliese, che si presentano con modalità e repertori inusuali. Fortemente consigliato!
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sabato 18 novembre, ore 22
Locanda Atlantide, via dei Lucani 22 (San Lorenzo), Roma
MALICANTI in concerto

Il gruppo esegue repertori tradizionali del mondo contadino della Puglia, appresi direttamente dagli anziani cantori (e in particolare da Uccio Aloisi di Cutrofiano e da Andrea Sacco da Carpino). Si caratterizza per un uso insolito e preponderante della voce: tutti i componenti cantano, e nessuno di loro con una impostazione classica, ma usando risonatori e respiri propri della musica di tradizione delle campagne.
Il repertorio è composto soprattutto da tarantelle e pezzi che consentono al pubblico di ballare per larga parte del concerto, intervallati da canti “alla stisa”, canti a tre o quattro voci diverse eseguiti senza accompagnamento musicale, i cori cioè che anticamente si facevano in campagna.
Con il cd "Tarantelle e Canti Tradizionali delle Puglie" [edizioni FINISTERRE 2005] hanno realizzato uno dei lavori più sorprendenti, vitali e interessanti della nuova musica popolare italiana.
A tale proposito riporto la recensione del giornalista specializzato Luca Ferrari

Ci ha lasciato un altro pezzo della memoria storica del Salento, Nino Campa.

Ieri ci sono stati i funerali di Nino Campa, storico componente dei Cantori di Corigliano, che gli appassionati ricorderanno di aver visto all’incontro di Pizzicata di Uggiano La Chiesa ad agosto 2004.
Voce potentissima, grande conoscitore di canti in griko, la sua lingua.
Si è spenta un’altra grande biblioteca di suoni e di storia.
Nella foto :
A sinistra Nino Campa, a destra Giuseppe Lolli

La XXXI Rassegna della canzone d’autore – Tenco 2006 si svolgerà come di consueto al Teatro Ariston di Sanremo

Le date fissate sono 9-10-11 novembre 2006.
CALENDARIO:
Giovedì 9: Samuele Bersani, Bugo, Morgan, Noa, Pacifico, Gino Paoli.
Venerdì 10: Caparezza, Simone Cristicchi, Willy DeVille, Patrizia Laquidara, Quintorigo.
Sabato 11: Vinicio Capossela, Lucilla Galeazzi, Lomè, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, Maler, Maurizio Ponziani.
Interventi di Rocco Papaleo
Presentazioni: Antonio Silva
Regia: Pepi Morgia
Direttore di scena: Paolo Boggio
Audio e luci: Milano Music Service
Riprese televisive: Raidue
Gli artisti sono qui indicati in ordine alfabetico e non in ordine di apparizione.Premio Tenco

Un disco dedicato al re dei Cantori di Carpino

Da Roma al Gargano un disco dedicato alla memoria di Andrea Sacco, uno dei magnifici Cantori di Carpino. E’ il progetto a cui sta lavorando Anna Nacci, pugliese trapiantata a Roma, che da tempo opera nel settore della musica popolare e della ricerca. Il lavoro iniziato nel maggio scorso vedrà la luce a marzo dell’anno prossimo. Si tratta di un laboratorio musicale nel carcere romano di Rebibbia che ha come obbiettivo la realizzazione di un cd audio e un dvd. E’ l’ennesimo esperimento che si pone l’onere di applicare la musica a dinamiche di gruppo per una rielaborazione dell’interazione sociale tra persone recluse. Il progetto annovera la presenza di grandi ospiti della musica italiana : Teresa De Sio, Gabin Dabirè, Massimo Carrano, Marcello Colasurdo, Antonio Infantino, Ettore Castagna, Luigi Cinque, Sud Sound System, Mario Ancora, Mimmo Epifani, Marcello Vento, Raffaello Simeoni, Rodolfo Maltese, Rocco Capri Chiumarulo, Antonello Ricci, Andrea Parodi.
Il cd conterrà inoltre un brano inedito con testi tratti dalla tradizione carpinese e sarà inciso per omaggiare la figura dello straordinario Andrea Sacco. Il lavoro ha anche un titolo "jesce fore" (esci fuori).
La musica come strumento terapeutico – racconta Anna Nacci – , come mezzo per favorire il senso di appartenenza a microstrutture sociali, nel nostro caso ad un gruppo musicale; il fare musica, lo stimolo della individuale creatività come spinta ad una reale reintegrazione nella società e nelle dinamiche relazionali.
L’obiettivo non ce lo inventiamo bensì crediamo fermamente che questa e solo questa debba essere la logica intrinseca al “saldo di un debito” nei confronti della società.
E che succede alla fine?….
Coordinatori e conduttori del laboratorio presso Rebibbia: ANNA NACCI, VINCENZO GAGLIANI e GIANLUCA CASADEI

Dal 18 al 19 novembre due giornate dedicate alle culture dei popoli con la seconda edizione del Premio Matteo Salvatore

Il Premio Matteo Salvatore 2006 a John Sinclair (usa), Afel Bocoum (mali), Davide Van De Sfroos e Otello Profazio .
Promossa dall’associazione “Suoni dal Mondo” e dal “Club Salvatore”, in collaborazione con il “Club Stampa Alternativa del Gargano”, la seconda edizione del “Premio Matteo Salvatore” prenderà vita dal 18 al 19 novembre prossimi a Foggia.
Se è vero che “la leggenda è la storia non ancora messa a punto” (Jacob Christillin, scrittore e storico), la strada imboccata dal Club Matteo Salvatore e dall’associazione Suoni dal Mondo per rendere omaggio alla memoria del grande cantore del Gargano, sembra lastricata di mattonelle multicolori e multiformi che realizzano tutte insieme il grande mosaico del patrimonio culturale dei popoli di ogni angolazione del mondo.

Canti e Incanti della Taranta

Le sonorità dei NIURI TE SULE affondano le proprie radici nella  penisola Salentina, quella terra in cui da secoli si insinua il mitico  morso di una tarantola velenosa che solo certi ritmi musicali sono in grado di sfidare.
Per definizione le ballate del gruppo sono proprie di quella pizzica tarantata che un tempo gli antichi suonavano per curare dal morso del temuto ragno.
I testi delle canzoni infatti sono quasi interamente tradizionali e perciò cantati perlopiù nel dialetto salentino: sono melodie d’amore ma anche di lavoro, che rimandano ai tempi più lontani in cui le donne cantavano nei campi e gli uomini inventavano nenie e serenate.
La musica che avvolge questi testi e’ una musica energica, vitale al cui suono è impossibile restar fermi.
 Registrato presso lo Studio  Parsifal di Sesto Fiorentino nella primavera del 2003,  completamente autoprodotto, rappresenta la  prima impresa discografica dei Niuri Te Sule.
In questo CD il gruppo propone alcuni dei testi più conosciuti della tradizione pugliese, ed in particolare di quella salentina, arrangiati seguendo due direzioni distinte: l’interpretazione quanto più fedele possibile alla tradizione, nel tentativo di mantenere l’antica eleganza degli originali, e la completa o parziale rielaborazione musicale, alla ricerca di nuove melodie che caratterizzino lo stile del gruppo.
Non manca la Tarantella del Gargano.

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