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Pizziche, tarantelle e canti tradizionali delle Puglie a Roma

Vi segnalo un prossimo concerto romano di uno dei gruppi più interessanti del "movimento di riproposta" della musica popolare pugliese, che si presentano con modalità e repertori inusuali. Fortemente consigliato!
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sabato 18 novembre, ore 22
Locanda Atlantide, via dei Lucani 22 (San Lorenzo), Roma
MALICANTI in concerto

Il gruppo esegue repertori tradizionali del mondo contadino della Puglia, appresi direttamente dagli anziani cantori (e in particolare da Uccio Aloisi di Cutrofiano e da Andrea Sacco da Carpino). Si caratterizza per un uso insolito e preponderante della voce: tutti i componenti cantano, e nessuno di loro con una impostazione classica, ma usando risonatori e respiri propri della musica di tradizione delle campagne.
Il repertorio è composto soprattutto da tarantelle e pezzi che consentono al pubblico di ballare per larga parte del concerto, intervallati da canti “alla stisa”, canti a tre o quattro voci diverse eseguiti senza accompagnamento musicale, i cori cioè che anticamente si facevano in campagna.
Con il cd "Tarantelle e Canti Tradizionali delle Puglie" [edizioni FINISTERRE 2005] hanno realizzato uno dei lavori più sorprendenti, vitali e interessanti della nuova musica popolare italiana.
A tale proposito riporto la recensione del giornalista specializzato Luca Ferrari

Discussione

Un pensiero su “Pizziche, tarantelle e canti tradizionali delle Puglie a Roma

  1. Di “Malicanti”, uscito già da qualche mese per Finisterre, possiamo soltanto pensare tutto il bene possibile, per il piacere di poter ascoltare ancora oggi qualcosa di effettivamente “tradizionale”, per quanto “geneticamente modificato”.
    Sono quattordici brani, tra tarantelle, pizziche e canzoni tradizionali della Puglia, arrangiati e interpretati con il piglio giusto, nel rispetto assoluto dello “spirito” della tradizione, come raramente è dato di ascoltare. Merito dei Malicanti, quintetto di recente costituzione (Chiratti, Ciricillo, Girasoli, Novello e Rodelli), che affronta un repertorio inconsueto, frutto esclusivo di un’appassionata continua ricerca sul campo, con i modi del canto contadino, quelli trasmessi negli anni dai ‘grandi vecchi’ Uccio Aloisi, la ‘Simpatichina’, Giovanni del Sorbo, Gigi Stifani e dai tanti ancora sconosciuti uomini e donne del sud Italia.
    Prodotto sapientemente da Erasmo Treglia con una ‘ripresa diretta’ che conferisce un valore aggiunto di verità e onestà al lavoro, l’album dichiaratamente non persegue alcun obiettivo filologico, non esibisce scioccamente – come purtroppo accade troppo spesso di ascoltare – inutili virtuosismi strumentali o grotteschi narcisismi vocali.
    “Noi siamo disposti a cambiare qualcosa”, scrivono nelle note i musicisti, “a ri-creare qualcosa, ma non vogliamo rinunciare alle cose più essenziali e sostanziali della musica contadina”.

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    Pubblicato da festival | novembre 16, 2006, 8:20 pm

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