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ASPETTANDO FESTAMBIENTESUD… ANTEPRIMA CON PEPPE VOLTARELLI

FestambienteSud rinnova il suo appuntamento.
Venerdì 03 aprile, presso il “Laboratorio delle Idee e dei Progetti”, anteprima di FESTAMBIENTESUD, l’eco festival delle questioni meridionali, che dal 22 al 25 luglio 2009 ritorna nel centro storico di Monte Sant’Angelo (Fg).

Per l’occasione dell’anteprima, Peppe Voltarelli (cantante, autore di canzoni, attore, performer, fondatore e frontman per quindici anni de “Il parto delle nuvole pesanti”) ci racconta il suo ultimo lavoro: “Duisburg Praga Nantes IL BOOTLEG LIVE” un live registrato nella città tedesca – che subì la strage mafiosa del 2007 – che è diventata simbolo di rinascita e impegno civile.
www.festambientesud.itwww.peppevoltarelli.it

Serata rivolta ai soci di Legambiente circolo FestambienteSud e ai giornalisti accreditati, per un numero limitato di posti.

PER INFO.
Legambiente circolo FestambienteSud
c/o “Laboratorio delle Idee e dei Progetti”
via Gambadoro, 27 – 71037 Monte Sant’Angelo (Fg)
tel.-fax: 0884-565533 / cell. : 349-4597927

Calabrese, Mi vendo Pianosa

ISOLE TREMITI (FOGGIA) – L’isola di Pianosa, una delle terre emergenti delle Tremiti, area turistica di notevole pregio e un parco nazionale è in vendita: lo ha deciso il sindaco dell’arcipelago, Giuseppe Calabrese, che vuole così far quadrare il bilancio. «Non è solo una provocazione. La mia – dice il sindaco – è una necessità, quella di far quadrare il bilancio. Più volte ho chiesto alla Regione di aiutarmi a risolvere i problemi delle Tremiti, ma quando ho chiesto dei finanziamenti, mi hanno sempre risposto ‘picche’».

L’isola di Pianosa, disabitata e distante quasi 12 miglia dalle altre, si trova a metà strada tra l’Italia e la Croazia. «La mia speranza – afferma Calabrese – è che dopo le parole di conforto da parte delle istituzioni, ci siano fatti concreti». «Noi – aggiunge – abbiamo tanti problemi legati ai rifiuti, alla sistemazione del porto, che da molto tempo non riusciamo a risolvere. Per questo, abbiamo pensato di vendere l’isola di Pianosa, pur di cominciare a fare qualcosa per questo territorio. Se non ci daranno i soldi promessi, l’isola sarà messa in vendita».

E a proposito del prezzo da fissare per la base d’asta, Calabrese ha dichiarato: «sarà stabilito dall’Ufficio tecnico erariale e da quello comunale, anche se ritengo che possa aggirarsi intorno ai dieci milioni di euro. È ovvio, però, che questa, riguardo al prezzo di partenza, è solo una mia indicazione». Un’asta aperta anche alla Libia di Gheddafi che, secondo Calabrese, «ultimamente sta prestando particolare attenzione alle nostre isole. Infatti, quando a luglio verrà a Roma, per una visita ufficiale, – annuncia il sindaco – farà tappa anche alle Tremiti».

http://www.newsgargano.it

Chi suona e canta non muore mai

Salvati i brani della tradizione pugliese. Lunedì l´inaugurazione
ANTONELLA GAETA
GIOVEDÌ, 26 MARZO 2009 LA REPUBBLICA Bari

Andrea Sacco, anziano cantore di Carpino, ne aveva fatto una massima di vita: “Chi suona e canta non muore mai”. Ma il patrimonio sonoro della tradizione pugliese ha rischiato molte volte di morire, dissolto nell´indifferenza, ignorato dalla cattiva cultura. Intanto, studiosi indipendenti hanno continuato a registrare, catalogare, inventariare e, dunque, a preservare canti, nenie, serenate, tesori. Poi sono venuti gli anni della riscoperta e le piazze si sono riempite di quegli stessi suoni che adesso sappiamo riconoscere e (forse) amare. Il momento giusto, insomma, per un bell´Archivio sonoro della Puglia che lunedì sarà inaugurato alla Cittadella della cultura di Bari. Con una festa straordinaria che, tra Biblioteca nazionale e Archivio di stato, schiererà sessanta cantori della tradizione, da Grumo a Zollino, da San Giovanni Rotondo ad Altamura.
Grande risultato l´archivio che porta la firma di un caparbio e appassionato etnomusicologo, Vincenzo Santoro, dell´associazione Altrosud di Mimmo Ferraro con il sostegno del ministero per i Beni culturali e dell´assessorato alla Cultura della Regione. Tre le postazioni che, al momento, saranno allestite nella Biblioteca nazionale, terminali soltanto della ricerca. Perché l´ottimo sito http://www.archiviosonoro.org/puglia offre agili possibilità di consultazione da casa (la parte tecnica la cura il laboratorio Leav dell´Università di Milano). Basta inserire nel motore di ricerca il titolo di un pezzo, il nome di un´artista, di un ricercatore e si apre mezzo secolo di storia sotto gli occhi. Voci antiche si schiudono assicurando l´effetto viaggio nel tempo come accade con la festa di san Rocco in Salento raccolta da Diego Carpitella. Un affaccio su un mondo scomparso.
Sul sito si ha tutto a disposizione con assaggio di ascolto da 40 secondi. Per completarlo occorre raggiungere Bari. A disposizione, per il momento ci sono 1500 pezzi catalogati, ma quando l´archivio andrà a regime ce ne saranno 4000 e il successivo passo sarà quello di decentrarlo in sedi territoriali. E veniamo al patrimonio catalogato che va dalla primissima campagna mai effettuata nel 1950 dal tarantino Alfredo Majorano alle celeberrime campagne di ricerca di Alan Lomax e Carpitella nel 1954, passando per rarità come le registrazioni del ´64 di Leo Levi nella comunità neo-ebraica di Sannicandro Garganico e attraverso l´esplorazione del tarantismo lungo gli anni Sessanta di Annabella Rossi, fino alle più recenti rilevazioni sulla Murgia di Massimiliano Morabito, Annamaria Bagorda e Gianni Amati. Sette in tutto i fondi a disposizione. Quello dell´Accademia nazionale di Santa Cecilia con 467 documenti di Lomax-Carpitella e di Remigio De Cristofaro tra ´54 e´66. Il fondo De Carolis dedicato a Sannicandro Garganico e Carpino. Il fondo Leydi, uno dei più ricchi, depositato nel 2003 in Svizzera, con quarant´anni di rilevazioni dal ´64 al 2000 su tutto il territorio regionale. Il fondo Profazio che offre delle rarità su Matteo Salvatore che lo stesso Otello Profazio registrò nel corso di trasmissioni radiofoniche negli anni ´60. E, ancora, il fondo Rinaldi realizzato alla fine degli anni Settanta da Gianni Rinaldi e Paola Sobrero con un´inchiesta sulla memoria storica dei braccianti del Tavoliere. E, per finire, i più recenti, il fondo Morabito e l´Amati-Bagorda composto percorrendo dagli anni Novanta, Puglia centrale e Murgia. Tre le macro-aree di suddivisione: Capitanata, Puglia centrale e Murgia, Salento che consentono anche un passaggio attraverso il lavoro di ricerca di fondamentali studiosi come Ernesto De Martino, Giovanna Marini, Gianni Bosio, Brizio Montinaro, Salvatore Villani, Luigi Chiriatti, Ivan Della Mea, Clara Longhini.

Area Vasta: stanno per fare fesso ancora una volta il Gargano?

I Cantori Di Carpino su RAI 1 Effetto Sabato del 07 Marzo 2009

Le Gemme del Gargano Junior rappresenteranno la Puglia alla XXVª EDIZIONE DE “IL FANCIULLO E IL FOLKLORE”

Devozione popolare: festa tradizionale
articolo a cura di Dina Crisetti
IL GRUPPO FOLK “LE GEMME DEL GARGANO JUNIOR” annuncia la partecipazione alla XXVª EDIZIONE DE “IL FANCIULLO E IL FOLKLORE”, importante manifestazione folcloristica nazionale organizzata dalla FITP (Federazione italiana Tradizioni Popolari), riservata ai ragazzi dai 9 ai 14 anni, che avrà luogo a Clusone (Bergamo) dal 27 al 29 marzo 2009 e rappresenterà la Puglia.

Il gruppo – che da diversi anni ho il piacere di guidare insieme al presidente Gianni Cerrone, ha già vinto due competizioni, conseguendo nel 2007 ad Assisi il primo premio con il tema “Il presepe come immagine della tradizione locale” e l’anno successivo il secondo con “Usi, rituaili e cerimonialità legati alla Nascita”. E siccome non c’è due senza tre, non rimane che incrociare le dita.

Domenica 22 marzo nell’atrio del comune di Cagnano Varano alle ore 17.30, il gruppo ha presentato il nuovo DVD, covolto a ricostruire la devozione cagnanese verso la Madonna delle Grazie. Il tema di quest’anno è, infatti, Devozione popolare, festa tradizionale.

Il gruppo porta in scena una narrazione ideata e prodotta da chi scrive e da Gianni Cerrone, attraverso il coinvolgimento di anziani e sacerdoti del luogo, incentrata sul culto dei cagnanesi verso la Madonna delle Grazie.
Nel ricostruire la “narrazione” a più voci della “Devozione popolare Festa tradizionale”, il gruppo Folk “Le Gemme del Gargano” è sceso sul campo, interrogando soprattutto donne e uomini anziani del luogo. Prima, però, guidato opportunamente da esperti e studiosi locali, ha prodotto l’idea progettuale, assumendo dati di conoscenza dalla letteratura e dalla storia locale. Dall’indagine preliminare è emerso che i cagnanesi erano fortementi devoti alla Madonna delle Grazie, oltre che ai santi Michele e Cataldo, tanto da eleggerla compatrona dei cagnanesi.
La devozione popolare ha, pertanto, condotto il gruppo di ricerca verso la tradizione mariana che affonda le radici nel medioevo e che attraversa tutto il popolo cristiano, flettendosi, tuttavia, alla cultura del posto, assumendo “colori” locali.
Prendendo spunto da elementi affiorati durante la ricerca, è stata delineata la trama della sceneggiatura che si è poi dipanata nelle scene del “sogno”, del “ritrovamento del quadro della Madonna” nel convento abbandonato, dei rituali dell’“abb’tine”, della “vestizione”, “della cerca”, della “fiera”, della “cerimonia religiosa” dell’8 settembre, delle reiterate “processioni” per invocare la pioggia[foto].
Delineate le scene, descritte le parti, sono stati individuati i personaggi e assegnati i ruoli, tenendo conto delle caratteristiche individuali dei fanciulli. Per allestire la coreografia sono stati ricostruiti ambienti, ricercati costumi e materiali del luogo, meticolosamente raccolti con l’aiuto delle famiglie, dei parroci, di quei signori del posto che amano conservare le “fonti”.
I piccoli ricercatori sono scesi, dunque, “sul campo” per conoscere il rapporto tra i cagnanesi e la Madonna delle Grazie, per individuare i luoghi, reperire abiti e attrezzi, per trovare conferma di particolari narrativi utili per meglio entrare nel personaggio.
Durante le prove hanno vissuto momenti intensi dal punto di vista socio-emotivo, ad esempio nei passaggi della partecipazione del sogno,1 della coralità e condivisione di eventi,2 della processione.3 Sequenze in cui erano evidenti la povertà materiale dell’esistenza e la sete di miracoli dei nostri nonni.4
Si sono, inoltre, divertiti nell’interpretare le sequenze della compravendita fruttata dalla “cerca”5 e della “contrattazione” in fiera, dove i fanciulli si sono rivelati veri mercanti “in erba”, riscoprendo la figura del mediatore o, come si dice a Cagnano, “de lu nzanzane”.
Significativa la lettura della icona della Madonna col Bambino, tavola singolare del Quattrocento rivenuta nel convento di San Francesco.6 I fanciulli si sono, infine, incuriositi nei momenti in cui hanno socializzato antiche espressioni e termini oggi in via di estinzione.7
Ancora una volta, perciò, la Federazione italiana Tradizioni Popolari ha colto nel segno, consentendo ai partecipanti di giocare “a fare la Madonna”, “il contadino”, “la moglie”, “la mamma”, “la figlia”, “il malato”. E mentre sono stati coivolti nel gioco drammatico, sono entrati nell’humus della propria terra e hanno annaffiato le proprie radici.
Nel riesumare la devozione verso Madonna, i ragazzi hanno avuto, in definitiva, l’opportunità di alimentare sia i propri processi cognitivi, sia quelli socio-affettivi e religiosi, di soddisfare il bisogno di sacro, avvalendosi del contributo della comunità.

III Giornata dell’Associazionismo Garganico: il video

http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3788181&server=vimeo.com&show_title=1&show_byline=1&show_portrait=0&color=&fullscreen=1
Giornata dell’Associazionismo Garganico 18 Marzo 2009 from il diario Montanaro on Vimeo.

Nel mare pugliese c’è un cimitero di navi inquinanti affondate per nascondere il veleno

Le imbarcazioni sono inabissate nei fondali fra il Gargano e il parco naturale delle Tremiti.Dai registri della Capitaneria di Porto e dei Lloyd’s di Londra abbiamo ricostruito i loro ultimi spostamenti .Testo e foto di Gianni Lannes.

Per leggere il testo dell’inchiesta di Gianni Lannes clicca qui (da pagina 30 in poi).
Per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento ci sono dei video di Gianni Lannes disponibili a questo link.

A riguardo ci sono anche 2 video sulla discarica abusiva di Giardinetto (15 km in linea d’aria da Foggia) contenente tonnellate di rifiuti tossici che inquinano i campi circostanti (dai quali si esporta alle maggiori aziende italiane tra le quali la Chicco) provocando tumori e morti negli abitanti della zona.
1° video    |  2° video

Tutto il materiale qui presente è stato trovato da Lazzaro Santoro che ringrazio personalmente.

Ancora una volta l’olio di Carpino tra i migliori oli Extravergine del Made in Italy

Concorso Ercole Olivario – XVII Edizione IN UMBRIA DAL 23 AL 28 MARZO

250 milioni di piante di ulivi, sparsi su 1.200.000 mila ettari, a costellare il paesaggio della nostra penisola. Oltre 350 diverse cultivar e testimoniare un patrimonio che non ha eguali nel mondo. Oltre un milione di persone impegnate nell’intera filiera produttiva.

Sono questi i numeri dell’olio extravergine italiano, autentico patrimonio culturale e sociale, fondamentale risorsa economica.

E il meglio della produzione nostrana sarà protagonista della XVIIesima edizione dell’Ercole Olivario. Ben 313 (167 extravergine e 146 Dop) le etichette in gara in quello che viene considerato il più importante concorso del settore in Italia. Con un incremento del 20% rispetto al 2008 e con la presenza degli extravergine di ben 17 regioni italiane.

In particolare per la Puglia i finalisti sono:
Az. Agricola Ing.Gregorio Minervini – 70056 Molfetta (Ba)
S.I.O. Società Italiana Olearia spa – 71010 Carpino (FG)
Rollo Antonio – 73010 Veglie (LE)
Agrigioia sas di Andrea Cantore & C. – 70023 Gioia del Colle (BA)
Az. Agricola Spagnoletti Zeuli Onofrio – 70031 Andria (BA)
Oleificio Stasi srl – 72028 Torre S. Susanna (BR)

E’ ON LINE “IL GARGANO NUOVO” FEBBRAIO 2009

E’ ON LINE "IL GARGANO NUOVO" FEBBRAIO 2009

Potete scaricarlo cliccando su questo link:

http://files.splinder.com/ef8d7cc96f983560e77acff088501f97.pdf

Archeologia subacquea settore trainante di sviluppo

Manfredonia – Il Rettore dell’Università di Foggia Volpe ha proposto la creazione a Manfredonia di una scuola di archeologia marina – Il sindaco Campo rilancia il Museo del mare integrato nel Museo nazionale archeologico del Castello – Il punto nel Convegno indetto dal Lions Club. Una scuola di archeologia subacquea a Manfredonia: è la proposta avanzata dal Rettore dell’Università degli studi di Foggia, Giuliano Volpe, al meeting “La cultura del mare a Manfredonia: i beni archeologici marini” organizzato dal Lions club Manfredonia Host e tenutosi con  grande partecipazione di autorità del settore e di pubblico, all’Auditorium comunale dei Celestini. Un Museo del mare integrato nel Museo nazionale archeologico del Castello svevo-angioino, rilancia il sindaco di Manfredonia Paolo Campo indicando per uno sviluppo efficace la strada “della utilizzazione delle risorse e degli strumenti che già si hanno a disposizione per supportare progetti concreti e lungimiranti”.

Un convegno niente affatto di routine, bensì essenzialmente propositivo, vivace di contributi che hanno scostato molti veli che gravano sullo sviluppo complessivo creati spesso per una certa incapacità di guardare oltre la siepe. Università degli studi di Foggia e Comune di Manfredonia si sono trovati d’accordo all’unisono nel pensare iniziative che prima ancora che riportare alla luce e dunque alla pubblica attenzione reperti archeologici della cultura storica di questa terra e di questo mare, tendono a far emergere, sgombri da infingimenti e da ataviche indolenze, l’attivismo di un territorio che ha in sé risorse umane di eccellenza di straordinaria forza creativa. Il sindaco Campo ha tra l’altro fatto cenno ai progetti realizzativi riguardanti il recupero di beni archeologici come gli Ipogei Capparelli e a campagne di scavi programmati nell’area sipontina. Scavare oltre le apparenze in una sorta di operazione archeologica culturale, era del resto l’obiettivo dichiarato del presidente del Lion club Salvatore Guglielmi. “I temi del mare – ha affermato – sono solo uno dei molteplici aspetti del potenziale patrimonio culturale marino non solo del Golfo di Manfredonia, uno stimolo per risvegliare la consapevolezza della collettività e il ruolo delle istituzioni nel recepire ed interpretare le istanze sociali, in una azione sempre più sinergica con la comunità, l’economia locale e le associazioni”. Un invito che Campo ha rafforzato e arricchito. “Occorre ragionare – ha sollecitato aprendo a nuove prospettive – con spirito e proponimenti diversi rispetto al passato. Vi sono le condizioni per valorizzare al meglio le nostre potenzialità. Lo sforzo è quello di Innovare, connettere, valorizzare risorse e competenze spesso malamente trascurate”. In questo contesto di spinte allo sviluppo e al nuovo, la situazione in cui si ritrova l’archeologia in genere, ma più segnatamente quella marina, è oltremodo emblematica, se non di irragionevole dimenticanza, di colpevole disinteresse. “Il bacino di mare che va dalle Isole Tremiti lambendo la costiera sipontina fin giù oltre Salapia, è – ha rivelato il Rettore Volpe, docente di archeologia – uno scrigno pieno zeppo di reperti eccezionali mai scandagliati”. Qua e là qualche saggio con riscontri stupefacenti di resti di velieri, spesso quasi affioranti, carichi di mercanzie di ogni genere. “E’ questione anche – ha spiegato – di personale: la formazione non solo di archeologi ma che siano anche sub”. Danilo Leone e Maria Turchiano, ricercatori di Scienze archeologiche all’Università di Foggia, hanno portato gli edificanti esempi delle esperienze fatte in Francia e lungo la costa albanese. Il problema non sta solo nel poter fare ricerca in mare, ma – ha spiegato Arcangelo Alessio, responsabile del Servizio archeologia subacquea di Puglia – nelle fasi successive della conservazione e della valorizzazione: i tanti esempi documentati offerti hanno fatto rimanere allibiti. Che si tratti di coltri di terra o di profondità marine, la strada dell’archeologia è lunga e nebulosa.

Ufficio stampa e comunicazione Comune di Manfredonia

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