Con la proclamazione dei vincitori e la consegna dei premi, si concluderà la prima edizione della Maratona Fotografica Digitale. La cerimonia conclusiva si terrà questa sera, con inizio alle ore 20.30, presso la sala convegni della parrocchia Santissimo Sacramento, intitolata alla memoria del sacerdote viestano "don Antonio Spalatro".
"Siamo stati costretti a trasferire la cerimonia, inizialmente prevista nel cortile del Castello, percolpa di una allerta meteo che prevede un brusco peggioramento proprio nelle ore serali" ha dichiarato Matteo Giardino, a capo dell’equipe di organizzatori della competizione. "Colgo l’occasione ha proseguito Giardino per ringraziare sia il Comandante del Castello, Antonio Santoro, che don Tonino Baldi per la loro disponibilità e comprensione".
La Maratona Fotografica Digitale ha avuto inizio lo scorso 17 maggio quando oltre 50 appassionati di fotografia si sono dati appuntamento a Vieste per scattare foto attenendosi al tema scelto dagli organizzatori: il contrasto in ogni sua sfaccettatura. Le foto in concorso (tre per ogni partecipante) sono state rigorosamente scattate il giorno della gara e non hanno subito alcun trattamento al computer pena l’esclusione dalla competizione.
Gli scatti sono stati esaminati da una giuria di esperti composta dal fotografo di fama internazionale Fabiano Ventura (testimonial Nikon, la nota casa produttrice di apparecchiature fotografiche, ed in procinto di partire per l’Himalaya per partecipare ad alcuni esperimenti con scienziati e studiosi che giungeranno da ogni parte del mondo), dal fotografo locale Nando Luceri e dalle docenti di comunicazione Rossella Caso e Francesca Toto. A loro è stato affidato il compito di redigere la graduatoria che assegnerà i premi ai primi cinque classificati. Ognuno di loro riceverà in omaggio una macchina fotografica.
Ugual premio sarà assegnato anche all’autore della foto che avrà ricevuto il maggior numero di consensi nella votazione aperta a tutti, approntata sul sito ufficiale della manifestazione, consultabile all’indirizzo http://www.lamaratonafotografica.it .
La manifestazione, organizzata dalla Associazione Culturale "Il Faro del Gargano" in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Vieste e dal Consorzio Garganomare, ha suscitato un entusiasmo tale da indurre gli organizzatori a non attendere i consueti dodici mesi per dare il via alla seconda edizione.
Sandro Siena
sandrosiena@ondaradio.info
addettostampa@lamaratonafotografica.it
Cell: 347 450538

L’abbazia di Santa Maria di Kàlena, in agro di Peschici (FG) è lo specchio del disinteresse della proprietà nei confronti della tutela e della valorizzazione del patrimonio architettonico in suo “affido”.
Ma è anche lo specchio di una colpevole dimenticanza della Soprintendenza ai beni culturali e architettonici della Puglia, Ente preposto alla tutela dell’ abbazia stessa.
Infatti, nonostante dal 1997 l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale sia molto forte su Kàlena, l’Ente di tutela non ha mai imposto (effettivamente e non soltanto sulla carta) ai proprietari le opportune misure di “conservazione” previste dalla normativa sui beni culturali.
Eppure il Ministero ha invitato da tempo la Soprintendenza a muoversi in questo senso.
Il 23 aprile 2003 il soprintendente Giammarco Jacobitti rispondeva con questa nota rassicurante al Ministero che lo sollecitava ad applicare la normativa della legge 490/’99 per l’abbazia di Kàlena:
«Questo Ufficio, con nota n. 23673 del http://www.facebook.com/l/;23.09.’03, invitava i proprietari a contattare il funzionario tecnico di zona (allora era l’arch. Nunzio Tomaiuoli n.d.r.) per concordare la data del sopralluogo e le modalità di presentazione degli atti progettuali. A seguito di sopralluogo congiunto, i proprietari si sono impegnati a predisporre atti progettuali volti alla realizzazione delle seguenti opere:
a) risanamento delle creste murarie della chiesa e del recinto del complesso e successiva protezione con massetto in cocciopesto di colore grigio;
b) consolidamento e restauro della copertura lignea della campata absidale;
e) impermeabilizzazione degli estradossi delle navate laterali;
d) ricomposizione e bloccaggio degli elementi lapidei dell’ambito sommatale della vela campanaria e posa in opera di massetto protettivo in cocciopesto di colore grigio;
e) rifacimento dei canali di gronda e dei discendenti pluviali (in rame) sul prospetto laterale (lato cortile) della chiesa e dell’edificio adibito ad abitazione dei proprietari;
t) interventi di stilatura dei giunti dei conci lapidei lungo le sconnessioni della tessitura muraria;
g) bonifica dei vani della primitiva chiesa.
A riguardo, il soprintendente Jacobitti faceva presente al Ministero che i proprietari di Kàlena erano prossimi a trasmettere al suo Ufficio il progetto delle misure conservative del bene, concludendo con questa secca nota: “Qualora i suddetti Proprietari disattenderanno agli impegni assunti questo Ufficio procederà immediatamente ai sensi degli articoli 37 e 38 del citato decreto legislativo N° 490/’99”.
Iacobitti quantificava il preventivo di spesa dell’intervento da realizzarsi a Kàlena: il costo del restauro dell’intero complesso poteva attestarsi presumibilmente intorno ad un milione e mezzo di euro; riguardo poi alla sua funzionalità, la spesa (non inferiore a settecentocinquantamila euro) poteva variare a seconda della tipologia funzionale che si intendeva conferirgli (museo, struttura di accoglienza, ecc.).
Il 19 maggio 2003 il Ministero per i beni e le Attività culturali, Direzione Generale per i beni Architettonici ed il Paesaggio, Serv. III, Prot. N. 17790 rispondeva così al Soprintendente di Bari:
«E’ pervenuta a questa D.G. la nota prot. 7384 del 23 aprile 2003 con la quale la S.V., secondo quanto richiesto, riferisce nel merito dell’effettivo interesse e stato di conservazione dell’immobile nonché sugli interventi di restauro, e relativi costi, necessari a restituire funzionalità al bene medesimo. Non potendo questo Ministero, allo stato attuale, sopperire direttamente alle necessità di restauro e rifunzionalizzazione dell’immobile si ritiene di poter pienamente condividere quanto concordato tra la S.V. ed i proprietari del complesso. A tale proposito si rammenta che, secondo quanto stabilito dall’art. 41 del D.Lgs 490/99 comma 1: “Lo Stato ha facoltà di concorrere nella spesa sostenuta dal proprietario del bene culturale per l’esecuzione degli interventi di restauro per un ammontare non superiore alla metà della stessa”. Sarà dunque facoltà della S.V., valutata la qualità del restauro effettuato dal proprietario, concedere allo stesso, un contributo pari anche al 50% della spesa sostenuta».
La nota ministeriale era firmata dal responsabile del procedimento, architetto Maria Maddalena Scoccianti e dal Direttore generale, architetto Roberto Cecchi.
In questi anni la Soprintendenza di Bari si è completamente dimenticata di Kàlena… Ha completamente rimosso la sua dichiarazione di intenti di procedere all’applicazione degli articoli 37 e 38 del citato decreto legislativo N° 490/’99.
Gli interventi di recupero ormai inderogabili per la sopravvivenza del monumento non sono mai stati imposti alla proprietà che andava obbligata dal 2003, come da normativa, all’esecuzione delle opere necessarie alla reintegrazione del bene culturale. In caso di inottemperanza, il Ministero era tenuto direttamente, d’ufficio, ad attuarlo, notificando le spese all’obbligato. Non lo ha mai fatto perché la Sovrintendenza non ha mai dato seguito alla sua nota del 2003.
I principi richiamati nella nota Jacobitti al Ministero sono stati riconfermati dall’attuale normativa, vigente dal 2004: il codice Urbani sui beni culturali e sul paesaggio mette sempre in primo piano la conservazione dell’integrità dei beni sottoposti a tutela, la loro valorizzazione ed il rispetto dell’interesse pubblico generale.
L’articolo 95 del Codice Urbani prevede l’estrema ratio: se c’è un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica di monumento, esso può essere espropriato direttamente dal Ministero per causa di pubblica utilità.
Lo stesso provvedimento può essere adottato dalla Regione Puglia.
Perché la Soprintendenza in tutti questi anni non ha mai dato un reale seguito all’invito ministeriale di portare avanti la questione del restauro di Kàlena?
Perché ha ignorato la legge vigente, impedendo al Ministero di procedere nelle misure del restauro coatto e dell’esproprio?
Perché non ha proceduto con celerità al progetto che avrebbe permesso di utilizzare i 500mila euro stanziati dal ministro Rutelli e azzerati nell’attuale finanziaria perché l’opera non era stata ancora cantierizzata?
Crediamo che sia giunta l’ora che la normativa dell’esproprio venga finalmente applicata anche per Kàlena, visto che la Legge è stata disattesa da anni e che il Consiglio Comunale di Peschici ha deliberato di procedere all’ esproprio per pubblica utilità dal lontano 2005. Deliberato mai attuato.
Con l’aggravante della perdita di un vecchio finanziamento di 350mila euro.
Chiediamo a Nichi Vendola di adoperarsi presso il Ministero per l’esproprio dell’abbazia di Peschici. Meglio sarebbe se adottasse direttamente questo provvedimento, come presidente della Regione Puglia.
Kàlena non può aspettare oltre. Sta davvero crollando!
prof.ssa Teresa Maria Rauzino
presidente Centro Studi MARTELLA di Peschici
Pagina Corriere del mezzogiorno-Corriere della sera su Crollo Abside Abbazia di Kalena
http://files.splinder.com/e4567428f1a66f9b4be2eebee7eb173e.pdf
Nasce il Polo del Gargano per valorizzare il patrimonio culturale, naturale e paesaggistico localedi Antonio Basile
Con deliberazione di Giunta n.830 del 13 maggio 2009 è stato approvato il Programma Interregionale che ha la finalità di promuovere e sostenere lo sviluppo economico e sociale dei territori regionali attraverso la valorizzazione, anche a fini turistici, del patrimonio di attrattori culturali, naturali e paesaggistici in essi localizzato.
Il programma mira a strutturare un sistema interregionale di offerta culturale e naturalistica, composto da un ridotto numero di località (i Poli), infatti individua i “POLI” e le “RETI” da candidare, nell’ambito della programmazione e attuazione del POIn, (Attrattori culturali, naturali e turismo);
POLI:
(A) POLO DEL GARGANO;
(B) POLO DELLAVALLE D’ITRIA;
(C) POLO DEL SALENTO.
RETI:
1. Rete della Magna Grecia;
2. Rete del gusto e dei sapori;
3. Rete delle baie e dei porti;
4. Rete della mobilità slow;
5. Rete delle eccellenze;
6. Rete dei parchi e della natura;
7. Rete del barocco;
8. Rete degli eventi e della religione.
Il Polo del Gargano nasce all’interno dell’area del Parco Nazionale del Gargano e si sviluppa sull’Adriatico per una lunghezza di circa 65 km, comprendendo al suo interno anche l’Arcipelago delle Isole Tremiti. Si riconosce nel valore naturalistico del Parco Nazionale del Gargano il “leit motiv” tematico del Polo; un’area verde che si estende su tutto il promontorio omonimo caratterizzato da casi rarissimi se non unici, di habitat naturalistici. Oltre al Parco Nazionale del Gargano, la presenza all’interno del Polo dell’Arcipelago delle Isole Tremiti, il paesaggio costiero, la presenza di numerose riserve naturali, ma anche altre tipologie di attrattori come gli importantissimi luoghi di culto rappresentati da San Giovanni Rotondo, una delle principali mete di pellegrinaggio italiane, da Monte Sant’Angelo (candidato al riconoscimento UNESCO) e da San Marco in Lamis, fin dai tempi più antichi uno dei principali luoghi di culto di quest’area territoriale.
Nello specifico l’area geografica del Polo del GARGANO è costituita dai territori dei seguenti Comuni: Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Poggio Imperiale. Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste.
Il provvedimento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 87 del 16 giugno 2009.
Eravamo rimasti qui.
Da qualche mese i lavori della casa del parco di Carpino sono completati (seppur con molto ritardo) e la struttura è tornata allo splendore.
In sostanza si tratta della ristrutturazione di alcuni edifici ferroviari della linea San Severo-Peschici Calenella, che verranno poi adibiti successivamente a centri di promozione delle risorse turistiche locali, mentre in alcuni casi dovranno essi stessi, rappresentare un modello di riferimento per la realizzazione di un sistema di piccola ricettività basata sulla formula del bed&breakfast.“Si tratta di un progetto finalizzato a riqualificare il patrimonio infrastrutturale già presente sul promontorio garganico, per una migliore fruizione dell’area protetta. In sostanza realizzeremo ulteriori biglietti da visita per la nostra amata area protetta”Questi immobili saranno adibiti a Case del Parco Nazionale del Gargano, per l’esercizio del servizio di informazione turistica e di ospitalità con pernottamento e prima colazione con il divieto di cambiare la destinazione d’uso per la durata di dieci anni a far data dall’avvenuto collaudo delle opere.Il Parco si rende quindi protagonista di un’altra azione di recupero del territorio, trasformando in punti di ristoro dell’Ente, vetusti edifici ferroviari abbandonati, i quali così torneranno a rivivere e a celebrare i fasti di una volta. (http://www.parcogargano.it)
Ci auguriamo che questa ottima iniziativa venga messa presto in moto dato che offrirebbe un piccolo ma significativo contributo ai numerosi turisti che nelle giornate del Carpino Folk Festival pernottano a Carpino in ogni dove.
di Domenico S. Antonacci
“Come molte persone di Rodi, i miei genitori negli anni cinquanta sono emigrati in Lombardia per motivi di lavoro ed è per questo che oltre mezzo secolo fa Desio, cittadina della Lombardia, mi diede i natali. Ma la mia vera vita inizia nel mio quartiere “mez a chiaz” dove sono cresciuto vicino ai miei carissimi nonni Antonio e Assuntina al civico 17 di C.so Umberto. Come tutti i ragazzi della mia età correvo dietro a un pallone e Piazza Rovelli, con il dedalo dei suoi vicoli, era il mio regno indiscusso. Mi ricordo che l’angolo della piazza molto spesso era occupato da un palchetto costruito con ferri tubolari e lo stesso serviva ai politici locali per comiziare durante i periodi elettorali.
“Per noi ragazzi, quando la sera c’era un comizio, anche se non ci interessavano le sciorinate che venivano proclamate, comunque era una novità. Non c’erano i diversivi di oggi e quindi anche un comizio per noi diventava un evento, specialmente per stare un po’ più fuori di casa. Quante persone sono salite su quel trabaccolo, quante opere sono state promesse e mai realizzate in decine di campagne elettorali, ma quando si parlava di porto… eh, allora sì che partiva l’applauso. Sì, applausi che col passare degli anni si trasformarono in delusione, e amarezza; amarezza di tanti pescatori che hanno visto passare intere generazioni senza che nulla mai si realizzasse; amarezza di vecchi marinai che guardando l’orizzonte verso le Tremiti, con gli occhi umidi di ricordi e nostalgia, pensavano a un’opera che mai in vita avrebbero visto e, perché no, goduta.
“Intanto io crescevo e anche il paese cresceva. Cresceva sulla fontana con una serie di ecomostri indegni perfino della peggiore Siberia, chiaramente senza urbanizzazioni e un minimo di decoro urbano, compromettendo la più qualificata possibilità di creare una circonvallazione. Cresceva il quartiere S. Giacomo senza un minimo di criterio urbanistico, e chi se ne frega se scompare la macchia mediterranea dalla costa, tanto si fitteranno gli alloggi estivi e chi si è visto si è visto.
“Ma qualcuno non si è accorto (peggio per lui) che il paese per fortuna non è cresciuto solo di facili promesse e inganni perpetui. Il paese è cresciuto e sta crescendo giorno dopo giorno grazie al duro e costante lavoro di persone dedite all’impegno preso con chi gli ha dato fiducia. La fiducia è stata ripagata abbondantemente con tutto quello che è stato possibile realizzare in questi sette anni, a partire da quel fatidico 27 maggio 2002, quando i rodiani hanno deciso che con il loro voto avrebbero cancellato gli aspiranti stregoni (ma qualcuno non è ha donde). Mi dispiace che quel qualcuno (ma proprio qualcuno) vigliaccamente armi la voce di moraliste all’occorrenza, le quali evidentemente sono così ammaliate da sputare sciocchezze a ogni piè sospinto sulla validità di opere (vedi porto turistico) così importanti.
“Ma vi pare normale costruire un porto senza che la Pubblica Amministrazione sia munita dei permessi necessari? A ogni buon fine basta consultare il bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 144 del 7.11.2006 – Determinazione del dirigente settore ecologia 20 settembre 2006 n. 423.
“Ah, dimenticavo… La società Pietro Cidonio S.p.A, per l’attracco al porto di Rodi, ai proprietari delle barche che fanno servizio per le isole Tremiti chiede il 5 percento del biglietto che ha un costo di 25 euro a persona in A/R, quindi € 1,25 a viaggiatore. A Voi le conclusioni.
“Ma questo è già il passato. Parliamo di oggi, parliamo del sogno di una vita: il Porto Turistico Maria SS. della Libera. Con questa grande opera abbiamo voluto ridare dignità ai nostri genitori, ai tanti vissuti di questo meraviglioso mare, ai pur pochi pescatori rimasti e ai nostri giovani, affinché siano forieri di un futuro migliore, scevro da malanimi ma uniti come una grande famiglia, quella della nostra vera, fiera e onesta gente di Rodi.”
Evento/esperimento musicale sul Gargano. Sabato 27 giugno nella Baia di Peschici alle ore 21,00 Eugenio Bennato, per la prima volta con un’orchestra sinfonica, eseguirà la musica folk di Puglia per il progetto "Taranta Power". In anteprima ad Ondaradio, Eugenio Bennato ha presentato l’importante iniziativa.
Ascolta l’intervista
“Il Carpino Folk Festival è paragonabile ad una calamità naturale, dove sarebbe stupido e presuntuoso pensare di poterla combattere, al contrario, come è giusto fare con la natura e i suoi eventi, bisogna solo farsi da parte e capire che non si può fermare un fiume in piena, ma semmai costruire nuove dighe per sostenere ciò che ormai va ben oltre l’iniziativa di un piccolo paese garganico ricco di cotanta cultura”. Uno studioso pugliese così ha definito il festival di musica etnica più importante del Sud. Una definizione pregnante che può essere applicata anche ad altri eventi incentrati sulla cultura musicale e coreutica del Mezzogiorno d’Italia. Alcuni famosi, è il caso del “Kaulonia taranta festival”, altri meno conosciuti, come il “Tamburello festival” di Zambrone, ma tutti accomunati da un’irrefrenabile passione per la musica e le danze popolari. Eugenio Bennato ha sempre creduto nella rinascita di questo frammento bimillenario della cultura etnica. Sin dal 1969 allorquando fondò la “Nuova Compagnia di Canto Popolare”, primo gruppo di ricerca etnica e revival della musica popolare dell’Italia meridionale. Nel 1976 con “Musicanova” avviò un’autonoma attività di compositore con costante riferimento allo stile popolare. Nel 1998, la svolta: sulla scia di un rinnovato interesse del grande pubblico verso il ritmo della Taranta rurale, fonda “Taranta Power”. Un momento di frattura col passato modo di vivere la musica popolare italiana. E’ un successo clamoroso che varca i confini nazionali e si appropria di spazi fino ad allora riservati al pop, al rock, alla musica classica o al jazz. Il quattro novembre (in occasione della festa patronale in onore di San Carlo Borromeo), Eugenio Bennato si è esibito proprio a Zambrone. Un ennesimo trionfo.
“Taranta Power” un movimento che si è sviluppato con la stessa forza d’urto di un’onda anomala…
Mi piace questa definizione. Il movimento del 1998 non era in linea con quanto accadeva all’epoca. Proprio perché un’ “onda anomala” ha conquistato uno spazio specifico e visibile.
Quali differenze esistono tra la musica pugliese e quella calabrese?
Ettore Castagna afferma che la tarantella calabrese non esiste. Parafrasando questa frase potrei dire che non esiste neanche la tarantella pugliese. Esistono le musiche di ogni villaggio. Al di là di questo, nel confronto tra la “Tarantella riggitana” e la “Pizzica” devo dire che la prima è superiore perché contiene (per esempio nelle “passate” di organetto) una rilevante componente di virtuosismi e personalità dell’esecutore.
Ha sempre considerato la Calabria la sua patria adottiva, ma non le ha mai dedicato una canzone. Non pensa sia una gravissima lacuna ?
La farò… Ma questa osservazione me ne ricorda una analoga di trent’anni fa che mi rivolse un ragazzo della Basilicata e allora scrissi: “Che ne saccio da Basilicata”.
In Calabria la musica é…
Identica al suo paesaggio, si nasconde nelle pieghe frastagliate di un monte o di una foresta e viene fuori all’improvviso.
Cosa pensa quando vede il mare Ionio o il Tirreno palpitare nel loro eterno movimento ?
Penso che la storia di una terra sia strettamente collegata alla sua geografia.
Cosa le piace della Calabria ?
Il fatto che per secoli ha respinto i turisti.
Qual è il libro preferito di Eugenio Bennato ?
E’ difficile sceglierne uno. Se dovessi dare un consiglio suggerirei “Lezioni americane” di Italo Calvino.
L’associazione Io Sono Garganico, presieduta da Gaetano Berthoud, organizza l’evento "Parla Garganico", con le associazioni garganiche e l’assessore provinciale Vascello.
Scritto da Domenico Prencipe su ildiariomontanaro.it
Il Gargano ai garganici. Il 12 giugno, a Vico del Gargano, "si parla garganico". Le associazioni dello Sperone d’Italia incontrano l’Ente provinciale, con l’assessore al turismo Nicola Vascello, presso "L’orto del Conte". Un incontro denso di temi, ma le polemiche non sono mancate. Spazio ai giovani: tra i relatori, oltre all’Assessore Vascello, dei giovani garganici, tra i 17 ed i 20 anni. "Bisogna investire il 100% delle risorse sui giovani – è l’affermazione di Franco Salcuni al termine dell’incontro – tutti gli Enti che scelgono di rischiare in questa politica, ottengono sempre dei risultati fantastici. Un plauso va decisamente all’amministrazione regionale del governatore Vendola, che ha saputo prendere il meglio del sistema economico americano per rilanciare il nostro territorio. Risorse investite quasi completamente sulle giovani e nuove idee. È questa la risposta, e basta guardare la Silicon Valley per capire che non sto raccontando frottole".
Il primo ad intervenire è Emanuele Sanzone, 19enne, di Cagnano Varano: "Essere garganico è un’idea, un modo di pensare, un modo di vivere. Ma il cancro del nostro territorio è che ogni idea, ogni iniziativa, è vista, analizzata, criticata e demolita. Forse per superare questi ostacoli abbiamo bisogno di guardare oltre, ed evitare di essere troppo legati al nostro orticello. Le associazioni garganiche hanno lanciato una sfida per il futuro, che io chiamo ‘open minded’, cioè liberi da preconcetti. Chissà se ce la farò a restare qui…" conclude Sanzone, con uno sguardo pensieroso, ma allo stesso tempo fiducioso.
L’incontro prosegue con l’intervento di Domenico Sergio Antonacci, 19 anni, di Carpino: "Mi occupo di ricerca storica sul Gargano, e collaboro con il Carpino Folk Festival e l’ARGOD di Sannicandro. Assistiamo quotidianamente alla distruzione della nostra ricchezza, come il Dolmen distrutto dalle ruspe perché creava intralcio per i nuovi insediamenti edilizi. La colpa è solo nostra. Facciamoci furbi – esclama il giovane, soprannominato ‘Crono’ – e siamo orgogliosi di essere garganici. I giovani sono il futuro, ma se vanno via da qui, allora stiamo perdendo solo tempo. Dobbiamo lavorare per invertire questa tendenza. Mi chiedo: ma il Parco cosa sta facendo? Io lo vedo troppo assente sul nostro territorio, sinceramente non mi sono mai accorto della sua esistenza. Dobbiamo concentrare di più l’attenzione sul patrimonio immateriale, tralasciando i campanilismi. Ogni giorno ne perdiamo un pezzo, e già oggi potrebbe essere troppo tardi…".
Prosegue Giuseppe Bruno, 17 anni, di Rodi Garganico: "Qualche anno fa sono stato costretto a lasciare Rodi a causa della scarsità dei servizi offerti. Tutto questo è strano, perché abbiamo istituti turistici ben consolidati, ma non è garantito un seguito a quel lavoro di formazione. Nella nostra terra, purtroppo, gli imprenditori assumono quasi esclusivamente per la convenienza economica, non per le competenze. Per questo, si accontentano di rumeni ed extracomunitari, che offrono servizi a prezzi bassi, seppur di scarsa qualità".
Nicola del Conte, 19 anni, di Vico del Gargano, non è d’accordo: "L’imprenditore deve badare alle spese. Qui non possiamo nemmeno sognare gli stipendi che circolano nella costiera romagnola o nelle località turistiche della Sardegna. Io invece vedo dei forti lati positivi nel turismo garganico. L’anno passato abbiamo registrato una crescita molto superiore rispetto al Salento. È un problema di mentalità: a scuola non si è mai parlato di turismo. I siti di grande valenza storica, architettonica e culturale presenti sul Gargano non sono nemmeno conosciuti dalla maggior parte dei docenti. Notiamo, purtroppo una notevole differenza di passo tra gli interventi privati e quelli pubblici. Il privato, più o meno, lavora, investe. Ed il pubblico? Come siamo messi con ospedali, trasporti, aeroporti?".
Chiude il ciclo degli interventi Domenico Mascolo, 20 anni, di San Nicandro Garganico: "Voglio raccontarvi la storia di un ragazzo di San Nicandro, Giorgio, ammazzato 3 anni fa con un pacco bomba". La storia colpisce fortemente il pubblico presente, e Domenico prosegue, citando gli episodi di faida garganica che stanno "martoriando il nostro territorio, e costituiscono un freno per il suo sviluppo. Non si può vivere con la paura costante".
Si scatena la polemica per la frase di Vascello: "Non ho condiviso l’intervento di Mascolo", alcuni tra il pubblico si scagliano contro l’assessore, che spiega: "Dobbiamo imparare a lavare i panni sporchi in casa, è controproducente e falso far apparire il Gargano come la terra della delinquenza". Replica Domenico Mascolo: "Ho voluto raccontare la mia esperienza agli amici delle associazioni, e se tornassi indietro lo rifarei. Penso che questo sia un luogo privilegiato per lavare i panni sporchi in casa: la mia casa, è questa…"

Francesco Mastropaolo
Altri articoli per approfondire la situazione:
Incontro con il prefetto Nunziante oggi
Che fina ha fatto l’alga rossa?

“Nel 2008 abbiamo registrato 4 milioni e 800 mila presenze sul Gargano. Grazie ad uno studio condotto dall’Università di Foggia nel 2005, abbiamo potuto constatare che il turismo, tra il settore alberghiero e quello della ristorazione offre più di 7 mila posti di lavoro solo sul Gargano. Il tutto, tra luci e ombre. Gli interventi effettuati, infatti, hanno da un lato
devastato il territorio, e dall’altro hanno creato un tessuto economico che reputo il migliore della provincia di Foggia. La nostra provincia, tra l’altro, è quella che in Puglia è cresciuta di più, con il 14% di arrivi, ed il +8% di presenze. Parola d’ordine: accoglienza e qualità dell’offerta turistica. Ma per raggiungere questo, ci aspettano anni di duro lavoro”.
Nicola Vascello interviene anche sulla polemica riguardante Area Vasta, anticipata ai nostri microfoni una ventina di giorni addietro: “Precedentemente la logica politica spartiva i PIS e i PIT in modo estremamente frammentario, e per questo sono stati finanziati progetti che nulla avevano di strategico. Per Area Vasta si è pensato di individuare due macro-aree abbastanza omogenee, cioè Gargano-Tavoliere e la Daunia. Sono stati presentati progetti per 3 miliardi e 300 milioni di li euro, al fronte di 200 milioni di fondi. La verità è che è stata danneggiata tutta la nostra Provincia, ed è un grave danno questa chance persa per migliorare le infrastrutture. Ma questa politica non ha proprio interessi su questo territorio! Sono stati presentati progetti a volte davvero pessimi da parte di alcuni Comuni che pensavano di poter utilizzare quest’occasione ‘per sistemare il proprio orticello’. Ma sono stati abituati male dai politici: erano infatti stati precedentemente contattati in modo clientelare per presentare progetti, ‘con la protezione’ del politico di turno, che avrebbe garantito quei quattro soldi a testa, che servivano a tutti e a nessuno. Abbiamo perso tutti l’occasione, perché Area Vasta doveva servire a realizzare quelle infrastrutture strategiche indispensabili, come la nuova pista dell’aeroporto di Foggia. Questo blocca il turismo, oltre che la vendita e la produzione delle aziende locali, che hanno da affrontare la ‘grana’ dei trasporti. Il Gargano deve lottare per dotarsi di queste infrastrutture strategiche!” Vascello gira qualche responsabilità anche alla Regione Puglia: “La Regione ha investito milioni di euro (ed ha fatto bene!) per l’aeroporto di Grottaglie, per favorire la crescita dell’Alenia, un’azienda molto importante, che offre circa 400posti di lavoro. Ma il turismo del Gargano non può essere messo in secondo piano!Come si fa a dare la priorità a quel progetto, rispetto all’industria del turismo garganico, che offre più di 7 mila posti di lavoro?! Io penso che il Gargano non meriti di essere trattato così”. L’Assessore al turismo torna a spingere sui temi dell’accoglienza: “Bisogna lavorare sulla frontline, sull’accoglienza. Dobbiamo organizzarci per formare vigili, parcheggiatori ed operatori turistici. Devono essere in grado di parlare le lingue straniere e di accogliere con dignità i visitatori. Bisogna intervenire immediatamente ed in modo duro per eliminare i parcheggiatori abusivi. Bisogna, inoltre, formare tutti i cittadini, e sensibilizzarli alla cultura dell’accoglienza turistica. Tutto questo richiede un lavoro lento e importante, e qui è fondamentale ‘apporto delle associazioni”. L’ultimo attacco, Vascello lo riserva alla stampa, ai siti ed ai blog locali: ‘Basta piangersi addosso! Non possiamo essere un popolo di piagnoni, ed in questo dovremmo imparare dal Salento”… Ultima battuta, sul porto turistico di Rodi: “è in esempio di come si dovrebbero svolgere i lavori”. Risposta polemica di Maria Teresa Rauzino: “Questi sono quei tipici interventi di distruzione del territorio. Hanno arficializzato la costa, snaturandola creando uno scempio ambientale”.

articolo di Carmen Mastroiorio
A Vico del Gargano doppio appuntamento organizzato dall’Associazione Io Sono Garganico e L’Ente provincia di Foggia venerdì 12 giugno con la presenza dell’Assessore provinciale al Turismo Nicola Vascello che ha incontrato, alle ore 16:00, le agenzie turistiche che svolgono escursioni nel territorio e, alle 18:30, i giovani e le associazioni del Gargano nell’evento “Parla Garganico”.
Grande interesse per l’incontro tra l’ Assessore Vascello e gli addetti al turismo escursionistico, che già si erano riuniti per la prima volta il 1° giugno. Presso la sede dell’Associazione sono giunte agenzie provenienti da tutto il Gargano con operatori di Mattinata, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, San Nicandro, Vieste, Cagnano Varano, Vico del Gargano e Rignano Garganico.
L’Assessore ha avuto modo di conoscere personalmente le tante realtà che lavorano in questo settore, dichiarando che è necessario fare quadratura e organizzare al meglio il servizio che queste agenzie offrono ai tanti turisti che scelgono il Gargano come meta per le loro vacanze.
Durante la riunione è emersa la difficoltà derivante da una comunicazione di supporto a questi servizi scarsa e poco mirata. Quindi la proposta dell’Assessore di mettere insieme tutti i servizi e le tappe escursionistiche, così da poter organizzare una piattaforma unica che interessi tutte le associazioni, le cooperative e le agenzie che si adoperano per le escursioni, in modo da predisporre un’offerta completa ed esaustiva delle opportunità di visita del Gargano, da inserire già subito in "Città Aperte” (iniziativa della regione Puglia per una migliore qualificazione dei servizi ed eventi turistici e culturali).
Grande disponibilità da parte dell’Assessore Vascello con conseguente soddisfazione dei tanti operatori che vedono finalmente dedicare attenzione ad un settore molte volte sottovalutato, ma fondamentale per il supporto al turismo.
Vascello ha anche aggiunto: "Al completamento delle schede di ogni agenzia potremmo dare vita ad un vademecum da distribuire in tutte le strutture turistiche e di informazione del Gargano, inoltre auspico un nuovo incontro magari in sede provinciale, ma non c’è tempo da perdere, queste schede e il vademecum dovranno essere completate in pochi giorni per essere già pronti con una migliore organizzazione dei servizi turistici già da quest’anno, puntando alle proposte turistiche di tutti questi settori, a volte di nicchia, ma in grado di destagionalizzare il turismo, oltre a incentivare il loro ritorno, non potendo in una settimana, vedere tutte le bellezze culturali da conoscere."
Alle 18:30 l’evento “Parla Garganico” ospitato nel cuore del centro storico nella location dell’Orto del Conte è stato caratterizzato da una nota nuova: cinque giovanissimi hanno affiancato l’Assessore Vascello
Emanuele aprendo il forum ed esponendo le loro idee, impressioni e commenti riguardo il territorio del Gargano. Sanzone, 19 anni di Cagnano Varano, Domenico Mascolo, 20 anni di San Nicandro, Giuseppe Bruno, 17 anni di Rodi Garganico, Domenico Antonacci, 20 anni di Carpino, Nicola del Conte, 18 anni di Vico del Gargano, sono questi i nomi dei giovanissimi garganici che hanno sottolineato l’importanza di essere uniti tra i paesi, dando prova che questo territorio deve fortemente rivolgersi alle nuove generazioni.
L’Assessore ha commentato poi gli interventi dei ragazzi affermando che "Rivolgersi alle nuove generazioni è fondamentale per lo sviluppo di un territorio troppe volte eccessivamente frammentato, per affrontare meglio le difficoltà è necessario creare ottimismo supportato dalla buona volontà. Questi giovani stanno dimostrando che il Gargano sta reagendo dal basso, rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di uscire fuori dalle solite politiche di lamentela. L’entusiasmo di questi giovani deve essere l’esempio di un nuovo modo di intendere il Gargano, bisogna reagire senza lamentarsi ma non per questo non occorre “forza e coraggio", inoltre dobbiamo concentrarci a risolvere la front line con il turista spesso inesistente o improvvisato.”
A seguito dell’incontro pubblico con i giovani, l’Assessore Vascello si è fermato molto a parlare con le tante associazioni presenti sottolineando l’importanza di politiche condivise anche dalle parti sociali facendo l’esempio di FFSS che dimostra la necessità di fare sistema tra pubblico e privato.
La nostra Associazione Io Sono Garganico nelle parole del Presidente Gaetano Berthoud sottolinea: "Vedere questa attenzione delle Istituzioni centrali su un tema che vuol sensibilizzare l’importanza delle nuove generazioni, non può che riempirci di orgoglio, continueremo su questa strada, cercando di portare il nostro messaggio nelle scuole di tutto il Gargano, per far sì che tutti i giovani del territorio si sentano coinvolti verso un futuro più da protagonisti".