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La chiesa di Sant’Anna, tra l’indifferenza ed il mistero dei suoi simboli

Chiesa di Sant'Anna a Carpino.

Dott. Andrea Grana (Direttore Team Archeo – Speleologico ARGOD)
Domenico Sergio Antonacci (Team Archeo – Speleologico ARGOD)

La chiesa di Sant’Anna è una delle due chiese rurali di Carpino. Fu costruita in modo da consentire agli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa mattutina. Nominata per la prima volta in un documento del 1736, e annoverata tra le chiese rurali, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa, presto abbandonata, e che risultava già parzialmente distrutta agli inizi del Novecento. In seguito al primo crollo della copertura, l’edificio fu sottoposto a diversi interventi di restauro, che ne hanno, per fortuna, conservato l’aspetto originario. La semplice facciata in pietra bianca è ancora visibile; sulla parte alta del muro posteriore, un arco campanario sorregge una campana. Sull’unico altare in stile barocco, con colonne decorate da tralci di vite a spirale, campeggiava un bel quadro di fattura settecentesca raffigurante la Madonna col bambino e Sant’Anna, sottratto purtroppo nel 1969. Voci dicono invece che la campana sia in qualche casa di Carpino. Tale evento, unito alla distanza dal centro abitato, ha contribuito al suo progressivo abbandono, per cui, dopo un ulteriore crollo della copertura, appare purtroppo allo stato di rudere. Essa si trova, inoltre, in un piccolo fondo privato e quindi essa stessa è proprietà privata;questo è un’ulteriore ostacolo alla sua tutela ed un suo eventuale restauro. Giorno dopo giorno la chiesa mostra i segni evidenti del suo stato di abbandono;all’interno arbusti e cespugli crescono incontrastati mentre la struttura (la cui costruzione è sicuramente di bassa qualità,e come materiali usati e come tecnica edile) crolla pezzo dopo pezzo. Ultimo episodio negativo riguarda l’architrave del portale d’ingresso caduto qualche mese fa (probabilmente anche a causa di un incendio sviluppatosi davanti la chiesa che ha compromesso la solidità dei materiali già fragili dell’edificio).

Pezzo di architrave crollato nel 2009.

Recentemente il Team Archeo – Speleologico ARGOD ha analizzato le pareti della struttura notando una serie di simboli davvero interessanti. Innanzi tutto sulla parte destra della facciata anteriore si può osservare una variante del centro sacro, simbolo fortemente legato alla Triplice Cinta Sacra e posto generalmente in luoghi particolarmente carichi di sacralità. Questa variante si presenta come un quadrato profondamente inciso con un foro centrale abbastanza profondo ed una linea intermedia verticale che interseca esattamente a metà il quadrilatero. Potrebbe trattarsi anche di un Centro Sacro rimasto incompiuto (il Centro Sacro consiste generalmente in quadrato in cui sono inscritti 8 raggi, che al proprio interno formano due croci greche) sta di fatto che il quadrato in sé rappresenta l’orientamento dell’uomo nello spazio e nell’ambito vitale, in base a una divisione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali. E’ il simbolo della terra, in opposizione al cielo, ma è anche, ad un altro livello, il simbolo dell’universo creato, terra e cielo, in opposizione al non-creato e al creatore. Ma è anche un diretto riferimento al cosiddetto “OMPHALOS”, uno dei simboli più potenti che rappresentano il “Centro del Mondo”, diffuso quasi ovunque tra i popoli e le regioni della Terra.

Il cosiddetto Centro Sacro.

I tre cerchi intersecanti a rappresentare probabilmente la Trinità.

Imbarcazione incisa con le croci.

Da notare, ancora, una serie di cerchi intersecanti posizionati vicino al quadrato prima descritto. In generale i cerchi intersecanti rappresentano un di lapicidi lasciato dai magister muratori per indicare che quella costruzione è stata sviluppata secondo i canoni della sezione aurea.

Altre teorie associano questo tipo di simbologia al già citato OMPHALOS, specie se poi l’intersezione forma un FIORE DI LOTO (simbologie che ritroviamo in diverse strutture antiche del Gargano).

In particolare su questa stessa facciata, si può però individuare un insieme di tre cerchi intersecanti, con dimensioni pressoché simili, che potrebbero essere la rappresentazione simbolica della Trinità, cioè Dio uno e trino (come è possibile osservare ad esempio nella Cattedrale di Troia).

Altre incisioni degni di nota sono delle imbarcazioni portanti una o più croci, molto simili a incisioni che raffigurano le imbarcazioni dei Crociati in diverse chiese d’epoca medievale (come è possibile notare all’interno della Chiesa di Monte D’Elio a San Nicandro G.co), anche se la spiegazione potrebbe essere ben altra.

Oltre ad una serie di scritte che stiamo cercando di analizzare è curiosa un’altra incisione, quella di un volto di profilo con un elmo tipico vichingo, conico ed oblungo con due corna poste ai due lati.

La E’ vero che con le incisioni bisogna andare con i piedi di piombo, ma il numero di simboli attribuibili ad epoche decisamente anteriori alle origini della chiesa, fa sospettare che parte di essa sia stata costruita con materiale di risulta di strutture più antiche. Per ora rimane una semplice ed affascinante ipotesi che necessita ulteriori approfondimenti. Non appena  il Team Archeo – Speleologico ARGOD avrà novità in merito verranno riportati su questo blog il prima possibile.

 

 

 

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Scoperta necropoli ad Ischitella Ci furono gli etruschi sul Gargano?

Finalmente anche Ischitella ha la consapevolezza del suo patrimonio culturale «immenso»

di FRANCESCO MASTROPAOLO

ISCHITELLA – Un unico filo culturale per risalire alle radici della popolazione garganica, partendo da quelle che sono le testimonianze dell’immenso patrimonio che, grazie alla Sovrintendenza regionale e alla Guardia di finanza, è possibile oggi "leggerne" tracce significative. Una vera e propria miniera di reperti che, periodicamente, vengono portati alla luce. L’ultimo, alcuni settimane fa, in località "Monte Civita", a pochi chilometri dal centro abitato di Ischitella, dove sono state recuperate cinque sepolture, di cui quattro integre e una parzialmente manomessa, all’interno delle quali insieme alle ossa c’era un ricco corredo, tra cui "testimonianze", che potrebbero essere accostate ad una eventuale presenza etrusca, ma su questo la responsabile della Sovrintendenza regionale ha chiesto di andarci molto cauti. Certamente, però, la quasi totalità de reperti è databile al IV secolo a.C. 

L’area era da tempo sotto stretta vigilanza da parte degli uomini della brigata di Rodi Garganico, i quali non sono intervenuti prima semplicemente perchè – come ha spiegato il comandante provinciale, Riccardo Brandizzi – fino a quando «gli insediamenti restano contestualizzati è preferibile lasciare tutto intatto; interveniamo solo nel caso di manomissioni, come, purtroppo, è accaduto per il ritrovamento di Monte Civita». Una vigilanza costante, anche ricorrendo a mezzo aerei e a sofisticati strumenti elettronici. 
Scavi archeologici sul gargano, scheletro di guerriero
Finalmente anche Ischitella ha la consapevolezza del suo patrimonio culturale «immenso – ha sottolineato il Sovrintendente regionale Giovanna Pacilio – di cui quello ritrovato rappresenta, in termini di dimensioni, soltanto una "pillola" del nostro passato». In sintesi, ci si trova di fronte a una vera e propria miniera, inesauribile e, proprio per questo, non è ancora possibile conoscere con certezza, ma soltanto ipotizzare, che insieme alle tombe potranno essere individuati anche insediamenti. «Tutto questo si potrà sapere soltanto – ha aggiunto la Pacilio – quando saremo in grado di avviare una vera campagna di scavi, e ciò nel momento di cui potranno essere garantiti i finanziamenti necessari». Nel frattempo, un po’ di risorse sono arrivate dall’Amministrazione provinciale che ha stanziato 200mila euro per gli interventi più immediati. «L’amministrazione comunale vuole partire da questo ritrovamento – ha anticipato il sindaco di Ischitella, Piero Colecchia – per muovere il "Primo passo nel futuro" il cui percorso dovrà concludersi con la nascita di un "Polo della cultura" per fare del nostro territorio punto di riferimento di grande spessore culturale, dove sarà possibile, insieme alla tutela del patrimonio che sarà recuperato, la sua migliore visibilità». 

Il 21 agosto sarà organizzata una mostra dove verranno esposti tutti i reperti recuparati a Monte Civita, ma anche in altre parte del territorio ischitellano. L’operazione della finanza della compagnia di San Severo e della brigata di Rodi Garganico fa parte di tre interventi che hanno portato all’arresto di un tombarolo e alla denuncia di una persona di San Severo, nella cui abitazione sono stati trovati numerosi reperti archeologici. 
Hanno preso parte all’incontro tenutosi in una sala del convento di "San Francesco", ad Ischitella, Riccardo Brandizzi (comandante provinciale Guardia di Finanza), Corrado Palmiotti (comandante compagnia San Severo), Claudio Mancione (comandante brigata Rodi Garganico), Giovanna Pacilio (Sovrintendenza regionale), Piero Colecchia (sindaco Ischitella).

Il Patrimonio Culturale Immateriale del Gargano

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival indice il Concorso Fotografico “Il Patrimonio Culturale Immateriale del Gargano" – Premio Rocco Draicchio II Edizione

 
Foto di Maria Rosa Comparato
Tema del Concorso: "La trasmissione della cultura popolare e la promozione di un mondo armonioso"
Attraverso la forza comunicativa della fotografia si vuole dar luce alla diversità delle bellezze storico-culturali e delle tradizioni del territorio garganico, dando particolare rilievo ai diversi aspetti e colori che caratterizzano il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni che vuole essere non solo il principale attore dell’animazione culturale del Gargano, ma anno dopo anno, lo strumento per promuovere e valorizzare tutte le risorse, da quelle naturalistiche a quelle alimentari, dai beni intangibili al patrimonio storico ed architettonico.
All’assegnazione del premio possono concorrere tutti i fotografi professionisti e dilettanti di qualsiasi provenienza ed età.
Ad ogni partecipante viene richiesto un lavoro esclusivamente fotografico realizzato sul tema del concorso. A riguardo dovranno consegnarsi minimo n. 5 foto che “dovranno raccontare e/o avere come sfondo” gli avvenimenti della XIV edizione del Carpino Folk Festival.
Vincitore risulterà il lavoro (le migliori 5 foto), coerente col tema proposto, che in base al criterio dell’originalità e della capacità rappresentativa della realtà territoriale del Gargano durante il Carpino Folk Festival avrà ottenuto il maggiore punteggio.
Scarica Bando e Scheda di Partecipazione

Sono previsti i seguenti premi:
– € 500,00 primo classificato.
– € 300,00 secondo classificato.

Giuria
La giuria è composta dal Presidente dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, Giuseppe Torre Coordinatore del Comitato per la Promozione del Patrimonio Immateriale, da Arcangelo Palumbo de “News Gargano”, Angelo Del Vecchio giornalista, scrittore e direttore respondabile di “Garganopress.net”, da Domenico Prencipe – direttore del portale di informazione “il diario Montanaro”, da Piero Giannini direttore della testata giornalistica “NewPuntodistella” e corrispondente dal Gargano di "Puglia", da Gaetano Berthoud direttore di TuttoGargano, da Ninì delli Santi direttore di “Ondaradio”, da Piero Russo, direttore de "Il Grecale" – giornalista de "La Repubblica" e da Barbara Terenzi, Antropologa della Fondazione Basso Sezione Internazionale e Coordinatore del Comitato per la promozione e la protezione dei diritti umani.
Alla votazione parteciperà la giuria popolare, per un peso del 20%, che esprimerà il proprio gradimento col voto online sul portale http://www.carpinofolkfestival.com entro le ore 12 del 50-esimo giorno dalla pubblicazione di tutte le voto che avranno ottenuto un punteggio da parte della giuria tecnica.

Le foto migliori, scelte tra quelle presentate al concorso, saranno utilizzate per la realizzazione dell’album del Carpino Folk Festival 2009.
La proclamazione avverrà entro il mese di Dicembre 2009 e la premiazione avverrà a Carpino in occasione della XV Edizione, salvo comunicazioni diverse.
Le comunicazioni ed eventuali approfondimenti sul concorso fotografico, saranno resi pubblici attraverso i portali, i forum e i blog delle seguenti testate giornalistiche: http://www.carpinofolkfestival.com, http://www.newsgargano.it, http://www.ildiariomontanaro.it, http://www.ilgrecale.it, http://www.puntodistella.it, http://www.ondaradio.info, http://www.tuttogargano.com.

L’iniziativa rientra nelle attività della XIV Edizione del Carpino Folk Festival 2009

Il Gargano si candida ad ospitare i Mondiali Veterani 2012 di Corsa di Orientamento

Mondiali Veterani 2012 di Corsa di Orientamento, presentata oggi a Palazzo Dogana la candidatura del Gargano

“La candidatura del Gargano quale sede dei Mondiali Veterani 2012 di Corsa di Orientamento rappresenta una straordinaria occasione di promozione del territorio della provincia di Foggia; un’opportunità per coniugare un’azione di marketing territoriale con il sostegno ad una disciplina sportiva ormai sempre più diffusa e sempre più praticata in Europa”. Così Nicola Vascello, assessore provinciale al Turismo e allo Sport, ha aperto la conferenza stampa di presentazione della candidatura del Gargano ad ospitare i Mondiali Veterani di Corsa di Orientamento del 2012.
“La candidatura del Gargano – ha spiegato Vascello – ci consente di valorizzare una delle aree più belle ed incantevoli della Puglia e di attivare un processo in grado di intercettare fette significative di turisti provenienti dall’Europa settentrionale, che hanno già dimostrato concretamente un rilevante interesse per la Daunia. Perché la candidatura del Gargano abbia la necessaria forza, però, occorre che il sistema degli Enti Locale e delle Istituzioni sia coeso, così come stiamo cercando di fare con un lavoro importante di collaborazione e sinergia”. Assieme all’assessore Vascello, infatti, alla conferenza stampa hanno partecipato anche il presidente del Parco Nazionale del Gargano, Giandiego Gatta; i sindaci dei Comuni di Carpino, Ischitella, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Vico del Gargano, Vieste; oltre ai rappresentati della Federazione Italiana Sport Orientamento, del CONI, della Federazione Internazionale Orienteering ed al coordinatore regionale dell’Ufficio Educazione Fisica. Oltre al Gargano, a contendersi l’assegnazione dei Mondiali del 2012 (prevista tra il 18 e il 23 agosto prossimi) ci saranno anche Cina, Brasile, Germania, Svezia, Estonia e Lituania.
“L’Amministrazione provinciale – ha aggiunto l’assessore – ha da tempo individuato in questa candidatura un’iniziativa importante, tanto da aver dato un contributo notevole alla sua costruzione attraverso la realizzazione della mappatura degli itinerari, la sponsorizzazione della nazionale finlandese di orienteering, la partecipazione istituzionale alla Bit di Milano”. Strategie che hanno già prodotto i primi risultati: sono infatti oltre mille le presenze di atleti che hanno scelto il Gargano per allenarsi.
Nel corso della conferenza stampa, inoltre, è stato proiettato il video della trasferta finlandese della Provincia di foggia del 13 e 14 giugno scorso, avvenuta in occasione della “jukola”, manifestazione finlandese di orienteering di calibro internazionale.

“Il Gargano nuovo” di giugno 2009 è on line

Potete scaricare il mensile cliccando su questo link:

http://files.splinder.com/45b329b2b28812ac8b70db372e6f8d9e.pdf

Buona Lettura!

Foto di Maria Teresa Rauzino
…………………….
L’intervento di Domenico Sergio Antonacci
in occasione del loro 6^ raduno dell’Associazionismo attivo del Gargano.

Ho 21 anni e sono di Carpino. Nel tempo libero, mi occupo di ricerca storica sul Gargano, per scoprirne i lati più nascosti e meno conosciuti, e sto imparando molte cose. Mi pongo tra gli obiettivi quello di risvegliare le coscienze della gente garganica, divulgando tutto quello che c’è di interessante dal punto di vista storico-naturalistico c’è su questo territorio. Faccio parte dell’Associazione Carpino folk festival da quasi un anno e dell’Archeo Speleo Club Argod di Sannicandro Garganico. Quello che non mi stancherò mai di dire è che il Gargano è uno scrigno di tesori sottovalutati, molti nascosti e molti sotto gli occhi di tutti. Fin quando non ci si addentra in quel mondo che è la ricerca, non si ha una idea precisa di questo patrimonio. Parlo delle tracce della presenza dell’uomo nella preistoria (Grotta Paglicci), nell’età romana (piana di Carpino o Torre Mileto), nel medioevo e così via.

Ma per questo inestimabile valore aggiunto la considerazione dei garganici è scarsa: il 99% di loro si disinteressa. Devo dire che io stesso, per diciannove anni, sono stato all’oscuro di tutto. Solo da poco, per fare un esempio, ho scoperto che a 500 metri da casa mia ci sono tracce di un villaggio eneolitico. Per farvi capire fino a che livello siamo, cito il caso di un dolmen abbattuto perché dava fastidio all’agricoltore proprietario del terreno, di grave e grotte usate come discarica nella zona di San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, di antiche chiese di campagna dimenticate, di smaltimento di morchia nei canali che si riversano nel lago di Varano. Un lungo elenco di azioni distruttive del nostro patrimonio culturale e ambientale. Facciamoci furbi, sfruttiamolo questo patrimonio, chiamiamo a raccolta l’orgoglio di garganici e abbandoniamo i campanilismi tra paesi… oltre i localismi c’è il progresso, il ritorno di immagine, il vantaggio economico di tutti, posti di lavoro per noi giovani che adesso andiamo via per farci una vita. Se così non sarà, sento che sto perdendo tempo qui stasera. Il turista deve sapere che il Gargano non è solo Isole Tremiti, baie e falesie ma è molto di più. Ci sono necropoli disseminate dappertutto (vedi Monte Civita a Ischitella, Monte Tabor a Vico, Bagno a Cagnano Varano, Monte Pucci a Peschici, …) grotte paragonabili a quelle di Castellana o Frasassi (Pian della Macina, Grotta dei Pilastri), abbazie (Kàlena, Montesacro). Perché, invece di investire per sfruttare queste e altre risorse, le lasciamo nell’abbandono? Il Parco nazionale del Gargano che progetti ha? Posso parlare a nome di tutti i cittadini del Gargano e dire che il Parco ci sembra un fantasma, invisibile, inavvertibile nel territorio? Regione, Provincia e Parco hanno tutto da guadagnare investendo sul Gargano, invece temporeggiano e perdono tempo. Non ci sono miracoli o sogni da realizzare, basta valorizzare le risorse già esistenti! Non bisogna costruire nulla da zero! Abbiamo già “la materia prima dell’industria del turismo”, a volontà.

Bisogna lavorare alla costruzione e alla condivisione di un ideale che ci unisca facendoci sentire tutti di uno stessa città, la “Città Gargano” voluta da Filippo Fiorentino. Un ruolo fondamentale lo avranno le nuove generazioni. Ma penso che le scuole garganiche fanno poco per far sentire i ragazzi parte della terra in cui vivono. E’ proprio questa la scintilla che si deve accendere. Ci sono esempi apprezzabili in merito, basti vedere le professoresse Leonarda Crisetti e Teresa Rauzino, che mi hanno sempre supportato da quando mi interesso del Gargano, alimentando la mia voglia di sapere con le loro pubblicazioni e rispondendo ad ogni mia richiesta quando mi sono rivolto a loro. Un altro punto che ho molto a cuore è quello del patrimonio immateriale. Il tempo rimasto per avviare concretamente un piano per la sua valorizzazione e la sua tutela è veramente poco, atteso che quello che di esso perdiamo giorno dopo giorno incomincia ad essere troppo e, a differenza del patrimonio materiale, non potrà più essere più recuperato. In Spagna è stata lanciata l’iniziativa “Adottiamo un vocabolo”. Qualcuno, quindi, si è preoccupato di verifi care se il dialetto sta perdendo pezzi. Una parola dopo l’altra, magari legate a usi, a tradizioni, a mestieri, rischiano l’oblio. Salvare o recuperare una parola, un termine, signifi ca recuperare anche quello che c’è dietro. Con i vocaboli stiamo perdendo pezzi della nostra identità. Per un serio progetto di tutela, è indispensabile “fare sistema” chiamando a raccolta tutti quanti si occupano a vario titolo di patrimonio immateriale. Così come andrebbe coinvolto l’intero mondo della scuola, che è una rete capillare sul territorio.

Per salvaguardare il patrimonio immateriale, è necessario prestare alla sua oralità una forma di materialità: archivi, inventari, musei o anche registrazioni audio o video. Un lavoro che richiede la massima cura, affi nché siano usati i metodi ed i materiali più adeguati. E’ fondamentale perciò dare una impostazione strategico-economica alle azioni di tutela e di salvaguardia, perché viviamo in una società consumistica nella quale la logica del guadagno e del vantaggio individuale ad ogni costo è devastante. Comunque non bisogna vedere solo le cose negative. Ci sono anche quelle positive. Parlo dei sentieri ciclabili guidati con delle tabelle di segnalazione corredate di mappa, che attraversano anche i luoghi più selvaggi e del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. In pratica la Regione Puglia ha emanato un bando il cui obiettivo è quello di intercettare e valorizzare le “buone pratiche” del territorio. Sul sito della Regione, le buone e cattive pratiche del territorio è anche possibile segnalarle. Un mezzo straordinario. Peccato che sia usato da pochi, visto che la maggior parte delle segnalazioni dal Gargano sono inviate da 3 o 4 persone. E voglio ricordare anche il bando per il Ripristino dei muretti a secco, un segnale dell’interesse della Regione per la salvaguardia del paesaggio agrario. Volutamente evito di parlare di Area Vasta perché introdurrei un discorso, ahimè, doloroso per i garganici. Dico solo che sono dispiaciuto perché il nostro territorio sconta il menefreghismo dei politici che quando serve non sanno farsi valere. Forse è anche un po’ colpa nostra, del poco pressing che esercitiamo su di essi.

Domani Conferenza Stampa di Presentazione de Five Festival Sud System 2009

Comunicato Stampa
Foggia, 25 giugno 2009



CONFERENZA STAMPA
di presentazione de

Five Festival Sud System 2009

Venerdì 26 Giugno ore 11:00
Sala Giunta della Provincia di Foggia – Palazzo Dogana

CONFERENZA STAMPA
Il Consorzio per la promozione della qualità culturale del territorio – 5FSS – invita tutti i giornalisti a partecipare alla Conferenza Stampa per la Presentazione del Five Festival Sud System’09.

Si terrà venerdì 26 giugno, alle 11.00 nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, la conferenza stampa di presentazione del cartellone degli eventi estivi organizzati dal Consorzio Five Festival Sud System.
Alla conferenza stampa parteciperanno il presidente della Provincia, Antonio Pepe; l’assessore provinciale alle Politiche Culturali, Billa Consiglio; l’assessore provinciale al Turismo, Nicola Vascello, il presidente del Consorzio 5FSS., Franco Salcuni; tutti i presidenti dei festival consorziati e il responsabile Spettacoli ed Eventi della Provincia, Mario De Vivo.

SERATA DI GALA
A seguire, a partire dalle 20.30 nel Palazzo di Monte Sant’Angelo, nell’ambito di Citta Aperte 2009 si terrà l’esposizione dettagliata del programma 5FSS solo per gli invitati, delle istituzioni e del mondo imprenditoriale e della comunicazione.

Programma della Serata
– Saluto di benvenuto di Andrea Ciliberti, Sindaco di Monte Sant’Angelo;
– Franco Salcuni presenta i programmi di 5FSS;
– Consegna del premio "Carlo Nobile" ad Antonio Piccininno e Antonio Maccarone, – testimoni della cultura popolare del Gargano;
– Eugenio Bennato presenta il suo nuovo progetto "Taranta Opera", la cui prima si terrà nella splendida cornice della Marina di Peschici sabato 27 giugno;

Alessandra Benvenuto presenta "Effetto Puglia" guida cineturistica del territorio pugliese.

A fare gli onori di Casa lo chef Gegè Mangano da "Li Jalantuomene"

www.fivefestival.it
ufficiostampa@fivefestival.it
telefax: + 39 0884-565533
mobile:
Pasquale Gatta – +39 349 4038929
Antonio Basile – +39 339 5299998

Firma la petizione su Kàlena

Firma qui la petizione per salvare Kàlena

Peschici – Alla Marina la prima di “Taranta Opera” di Eugenio Bennato

ImageLa Marina di Peschici ospita sabato alle 21,00 la prima di «Taranta Opera», di Eugenio Bennato. «Le musiche popolari del sud e in particolare quelle animate dalla misteriosa vibrazione ritmica della Taranta — ha detto Eugenio Bennato – sono caratterizzate da una precisione quasi matematica delle melodie sulle sequenze cicli- che degli accordi. L’orchestra sinfonica è il mezzo che per eccellenza sottolinea ed esalta questa caratteristica». L’evento rientra nel progetto «Città aperte» ed è organizzato dall’Apt di Foggia.

 

«In questo lavoro musicale – continua Bennato – voglio rappresentare le melodie di cinque musicisti meridionali che hanno composto negli ultimi decenni ballate e melodie degne ‘di memoria: i Cantori di Carpino, Carlo D’Angiò, Matteo Salvatore, Domenico Modugno e infine ci sono le mie composizioni»,
Accanto all’Orchestra Sinfonica Città di Foggia ci saranno, le voci soliste di M’Barka Ben Taleb, Sara Tramma, Silvia Cozzolino, Mohammead Ez ‘aime Ei Aiaoui, Graziano Gaatone, Sonia Totano, chitarre: Francesco Loccisano e Stefano Simonetta, percussioni: Walter Vivarelli, e con la partecipazione straordinaria di Pietra Montecorvino.
L’orchestra sarà quella del Conservatorio di Foggia diretta dal M° Gennaro Cappabianca, le musiche de I Cantori di Carpino, Carlo D’Angiò, Matteo Salvatore, Domenico Modugno, Eugenio Bennato. Scritture orchestrali di Antonello Paliotti e Carlo Frasca, direzione musicale di Eugenio Bennato.
Fonte: ondaradio.info

Nubifragio sul Gargano: VVFF salvano coppia anziani carpinesi travolti da ondata di piena

Ancora disagi sul Gargano, dove la scorsa notte si è abbattuto un violentissimo nubifragio. Salvataggio in extremis nel primo pomeriggio di due pensionati di 60 e 65 anni, fratello e sorella, travolti da un’ondata di piena mentre con il loro trattore percorrevano una strada interpoderale nei pressi di Carpino. L’acqua li aveva quasi interamente ricoperti, provvidenziale l’intervento della squadra fluviale Sempre nel pomeriggio di oggi, 4 squadre dei vigili del fuoco hanno fatto evacuare 300 turisti a Lido del Sole che stavano campeggiando in tre strutture ricettive della zona: Stella del Sud Lido dei Mari e Africhetta. Lì sono in funzione le idrovore per aspirare l’acqua. Intanto sulla montagna Sacra continua a piovere. Problemi questa mattina lungo la statale 89 con smottamenti, fango e detriti che si sono riversati sull’asfalto e la circolazione stradale interrotta tutta la mattinata. Strada riaperta solo dopo l’una. Interessata dall’ondata di acqua e detriti anche la linea ferroviaria della pedegarganica, tra San Menaio e Rodi. Gli esperti consigliano a tutti coloro che in queste ultime ore devono recarsi sul Gargano, di usare la massima prudenza

L’appello a Vendola e a Bondi per espropriare Kàlena

L’abbazia di Santa Maria di Kàlena in disfacimento. Unica salvazza l’esproprio

L'abbazia di Santa Maria Kàlena in stato d'abbandonoIl sindaco di Peschici Vecera: «Nessuno caccia i soldi. Meglio il restauro in convenzione con la proprietà»

FOGGIA – L’unica strada per salvare l’abbazia di Santa Maria di Kàlena dal disfacimento è l’esproprio. Togliere la proprietà alla famiglia Martucci e dare all’abbazia la patente di un bene pubblico per facilitarne il recupero. Questo quanto indicato ieri su queste pagine dal direttore re­gionale ai Beni culturali, Ruggero Martines, ora che il vincolo è stato esteso anche all’intera area che cir­conda le chiesette. «Tutti sono sta­ti e sono capaci di parlare di Kàle­na, di invocare il restauro – com­menta il sindaco di Peschici, Dome­nico Vecera – , la Regione, la Sovrin­tendenza, Italia Nostra e Italia loro, ma poi alla fine nessuno ci ha mes­so mai un euro. E si punta il dito contro il Comune».

Il sindaco ha assistitito in silen­zio in questi giorni alle polemiche sollevate sui mancati interventi e sul crollo del tetto sull’abside di una delle due chiese: «E’ facile af­fermare che il Comune può avviare l’esproprio. E i soldi? Ce li diano, ci diano qualcosa come un milione di euro e la espropriamo subito l’abbazia. Io invece penso che, vi­sto che abbiamo fatto un passo avanti con la prima convenzione con la famiglia proprietaria, biso­gna partire da questo per avviare il restauro».

Il Comune oggi, attraverso que­sto accordo, può «gestire» a fini culturali le chiese e i giardini stori­ci, la parte religiosa dell’abbazia. La gestione per aprire le chiese ai visitatori durerà 40 anni. Ma, stra­no a dirsi, la convenzione è stata si­glata a settembre, ma al Comune le chiavi per accedere a questa parte del complesso non sono state anco­ra trasferite. Tanto è vero che il tet­to è crollato ma non c’è stato anco­ra nessun intervento di puntella­mento per evitare altri crolli.

«Il tetto era purtroppo già peri­colante, non appena ci consegne­ranno le chiavi faremo le verifiche del caso. Ma voglio essere chiaro: per noi Kàlena è una priorità. Co­me amministrazione abbiamo pre­sentato il progetto per i finanzia­menti del piano strategico di area vasta – sottolinea il primo cittadino – ma non siamo stati noi poi a indi­care le priorità. Noi non siamo pre­senti nella cabina di regia. Non si può pensare che con il bilancio co­munale si possa restaurare quel be­ne. E mi auguro che alla fine non cada tutta a pezzi. Che non riman­ga, come ha scritto qualcuno, un’agonia di pietre».

Restano dunque le incertezze sul futuro dell’abbazia, che è stata dichiarata monumento nazionale nel 1951 e che era stata indicata co­me uno dei pezzi importanti del­l’arte nell’Italia meridionale sin dal 1904 dallo storico Emile Bertaux. Un’abbazia con la prima chiesa, quella cosiddetta vecchia, con le cupole in asse che quindi si inseri­sce nel corso della tradizione pu­gliese; e la chiesa «nuova» addos­sata all’edificio più antico e che fu costruita secondo modelli architet­tonici presenti nella tradizione eu­ropea. Una tradizione che ha il suo pun­to di contatto nella via Francigena, che le maestranze di scalpellini che dalla Francia si spostavano ver­so i regni crociati, percorrevano nei due sensi, fermandosi anche a Kàlena.

Antonella Caruso
18 giugno 2009

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