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I soldi ci sono, per fare cosa non è chiaro

La Daunia ha tutti gli ingredienti per diventare modello. Una grossa mano per colmare le lacune arriva dal POIn. Come armonizzare le risorse dei Gal e di Area Vasta. Le idee di Ceschin.

La Capitanata deve smetterla di ragionare con il senno di POI(n). L'invito-bacchettata giunge da Federico Massimo Ceschin, esperto di turismo locale e marketing territoriale che a L'Attacco fa un ragionamento generale sullo sviluppo, alla luce dell'incontro tenutosi a Bari per la discussione del POIn, finanziamenti europei mirati a valorizzare gli attrattori culturali, naturali e turistici.

"In questi cinque anni di presenza sul territorio, anche se alterna e incostante, mi sono fatto un'idea precisa" – dichiara Ceschin – "La questione è anzitutto culturale, non solo diffusa ma prima di tutto fra la classe dirigente: occorre smetterla di inseguire modelli di sviluppo altrui e capire che la Puglia, anzitutto la Daunia, ha tra le mani tutti gli ingredienti per diventare un modello. L'intero Mezzogiorno è una grande "spa": un unico enorme centro benessere in grado di rispondere alle esigenze e ai trend più attuali del mercato turistico nazionale e internazionale. Un patrimonio materiale e immateriale immenso e immensamente poco valorizzato. E non mi riferisco solo ai beni culturali ma al clima, alla luce, ai bassi livelli di inquinamento, alla lentezza di rapporti misurati sull'alternarsi delle stagioni, ai prodotti della terra, alla dieta mediterranea e persino la spiritualità dei luoghi e delle manifestazioni che maggiormente indicano un rapporto sacrale tra uomo e ambiente".

L'inghippo sembra essere nello sfilacciamento pubblico-privato. "Molte imprese italiane" – spiega Ceschin – "sono riuscite a diventare protagoniste dei mercati facendo leva sull'inclinazione tutta italiana a produrre sviluppo facendo leva su fattori inusuali quali la bellezza, la tradizione, l’artigianalità, la cultura, il rispetto per la persona e per l’ambiente: un modello economico di competitività fondato sulla qualità che parte dal concetto, coinvolge il dettaglio, agisce sui processi e arricchisce il prodotto di un valore aggiunto unico e irripetibile, proprio come l’esperienza che di generazione in generazione tramanda saperi e sapori locali".

Attualmente vi sono troppi tavoli. "L'organizzazione territoriale dovrebbe fare perno sul livello provinciale o almeno comprensoriale, di Area Vasta. Il territorio è ricolmo di straordinarie bellezze che si presentano come perle di una collana senza filo: stupende, attraenti, di grande potenziale ma sostanzialmente inutilizzabili. A livello provinciale occorrerebbe un patto "inter pares" tra l'Ente territoriale e la Prefettura, la Camera di Commercio, l'Università e le Associazioni di categoria, con quattro o cinque punti all'ordine del giorno: definire le priorità e affrontarle una ad una senza divagare. E poi formare un tavolo permanente con i Comuni, ad un secondo livello, per riverberare gli effetti localmente e puntualmente".

Inevitabilmente il discorso sviluppo non poteva che cadere sul nervo scoperto del territorio, il Gino Lisa. "Anche se personalmente non credo che l'aeroporto possa essere la panacea di tutti i mali del turismo dauno" – chiosa Ceschin – "vi sembra possibile che in ambito di Area Vasta, sebbene siano state ammesse richieste favoleggianti rispetto ai fondi disponibili, non vi sia un solo cenno allo scalo di Foggia? Purtroppo il Gino Lisa è davvero l'evidenza più dolora delle criticità culturali e politiche del territorio. Ribadisco la centralità per le diverse economie del territorio della presenza di uno scalo efficiente. E certamente sarebbe utile anche al turismo: si pensi anche soltanto ai milioni di pellegrini diretti a San Giovanni Rotondo. Mi si consenta però di dire che cercare di individuare un problema per giustificare le debolezze del sistema turistico mi appare piuttosto un alibi. Ci si è mai accorti di quanto sia lontano un aeroporto da Cortina d'Ampezzo? I più vicini sono Venezia e Treviso: in entrambe i casi dovranno affrontare un centinaio di chilometri lungo la Strada Statale 51 "Alemagna", che è meno transitabile del tratto più impervio di costa del Gargano, con il rischio di trascorrere mezza giornata in coda. No, le carenze sono ben altre" – sottolinea – "Invito tutti ad immaginarsi di scendere al Gino Lisa, anche potenziato, magari da linee internazionali low cost, bagagli in mano, famiglia al seguito, stress da viaggio compreso e con grande attesa di scoperta, di emozioni e di esperienze: non troverà mezzi di trasporto pubblico, né uffici informazioni, né interpreti, né guide, né cartine con itinerari chiari. E persino i cartelli stradali non aiuteranno. Per non dire che – orientati a fatica e noleggiata un'auto – si troveranno musei chiusi, chiese inaccessibili, siti archeologici abbandonati, strade panoramiche non transitabili, aree protette inarrivabili ed eccellenze territoriali assolutamente riservate ai residenti. Questo certo non accade sulle Dolomiti".

Una grossa mano per colmare queste lacune arriva dal POIn. "Proprio in questi giorni" – conclude Ceschin – "siamo di fronte ad una delle scommesse più importanti del territorio. In attuazione di quanto previsto dal QSN 2007-2013, tale strumento svilupperà opzioni per circa 20 milioni di euro sul Gargano. L'obiettivo sarà quello di promuovere e sostenere lo sviluppo economico e sociale attraverso la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e paesaggistiche. E' una tra le ultime opportunità dell'Obiettivo Convergenza, che dalla prossima stagione si sposterà nei Paesi dell'Est europeo: la responsabilità delle scelte che si attueranno sarà quindi pesantissima: sbagliare oggi significherà rendere inarrestabile l'esodo delle migliori menti e delle migliori energie che già si è tornati prepotentemente a registrare, minacciando il futuro alle radici. Chi deve scegliere scelga, chi deve vigilare vigili…

[ Tratto da L'Attacco di venerdì 18 giugno 2010 – Matteo Palumbo ]

I film girati sul Gargano

Il Gargano è stato più volte meta dalle troupe cinematografiche; vediamo di seguito un elenco:

Uno spezzone del film di Sergio Rubini, La stazione (girato nella stazione di San Marco in Lamis), dove viene citato Carpino


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Puglia a “gonfie vele” seconda dopo la Sardegna con 36 località

Anche per l'estate 2010 è la costa tirrenica a rappresentare l'eccellenza dell'offerta turistica balneare della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano che quest'anno festeggia la sua decima edizione con una veste grafica tutta nuova. Aumentano ancora le località, ben 14, che conquistano il massimo riconoscimento, le 5 vele, segno che sono sempre di più le Amministrazioni impegnate ad aumentare la qualità ambientale del loro territorio. Con una media di 3,4 vele per località la Sardegna mantiene il timone anche in questa edizione ma quest'anno a seguirla è la Puglia che con 3,2 vele per località supera la Toscana a quota 3,1. Per festeggiare i suoi 10 anni la Guida Blu non solo si è rifatta il look ma ha anche arricchito la sezione dedicata alle grotte marine, ne ha realizzata una in collaborazione con Ucina (Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini) dedicata alla nautica da diporto, che propone ben 14 itinerari alla portata di tutti. Inoltre, per gli amanti dell'acqua dolce anche quest'anno c'è una parte dedicata ai laghi con le località migliori per il turismo lacustre e per finire non poteva mancare la sezione dedicata agli alberghi per l'ambiente che si fregiano dell'etichetta ecologica (ecolabel) di Legambiente Turismo.
Il giudizio attribuito a ciascuna località è frutto di valutazioni approfondite. I parametri (21 indicatori) sono suddivisi in due principali categorie: qualità ambientale e qualità dei servizi ricettivi. Lo stato di conservazione del territorio e del paesaggio, la qualità dell’accoglienza, la pulizia del mare e delle spiagge, la presenza di servizi per disabili, le iniziative nel campo della gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, della mobilità, del risparmio idrico ed energetico e la presenza di parchi e aree marine protette, costituiscono per Legambiente chiari indicatori di merito.
I dati pugliesi della Guida Blu sono stati presentati in conferenza stampa, questa mattina a Bari, da Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia, Silvia Godelli, Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia e Michele Lamacchia, Presidente ANCI Puglia. Alla conferenza erano presenti, in rappresentanza dei comuni premiati con le 5 vele, Luciano Cariddi, Sindaco di Otranto, Domenico Tanzarella, Sindaco di Ostuni e Gustavo Petolicchio, Assessore all'Ambiente del Comune di Nardò.
“Nella classifica di quest’anno – commenta Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia – la Puglia va a ‘gonfie vele’ piazzandosi al secondo posto dopo la Sardegna fra le regioni più blu. Sono 36 le località pugliesi e 32 le spiagge -dichiara Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia- che Guida Blu 2010 consiglia di visitare per paesaggi, accoglienza turistica, fondali particolarmente interessanti, luoghi d’interesse storico-culturale e pulizia del mare e delle spiagge. Mentre salgono a tre i comuni che quest’anno premiamo con le 5 vele: oltre Ostuni e Nardò, già premiate lo scorso anno, si aggiunge Otranto”.
Queste le motivazioni. Ostuni (Br) “ha attuato una serie di interventi che rientrano in una logica di sostenibilità: ha promosso iniziative di mobilità sostenibile come treno più bici lungo i percorsi ciclabili della via Traiana, avviato un progetto di recupero della Casa Cantoniera ex ANAS da destinare ad Albergabici e Bicigrill a supporto del cicloturismo e ciclo escursionismo. Ha ottimizzato il ciclo dell'acqua attraverso il riutilizzo delle acque affinate dell'impianto di depurazione di Ostuni per scopi irrigui e ha aperto un Centro di Educazione Ambientale presso l'ex stazione ferroviaria di Fontevecchia e attuale Casa del Parco regionale delle dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo che interessa 8 km di costa con bacini di acqua dolce dove è stato ripristinato un impianto di acquacoltura di fine ottocento per l'allevamento biologico di cefali e anguille. Organizza il Festival dell'Ambiente nelle aree naturali e rurali del Parco regionale delle dune costiere con iniziative a favore dell'agricoltura biologica, della biodiversità e della tutela del paesaggio agrario degli olivi monumentali della Puglia”.
Otranto (Le), “ha avviato politiche di sostenibilità sul fronte dei rifiuti, con la raccolta differenziata 'porta a porta', ha migliorato e potenziato il sistema di depurazione e della mobilità locale con la chiusura al traffico del centro storico e delle aree limitrofe con individuazione di parcheggi esterni. Diverse le iniziative attivate che hanno riguardato la valorizzazione degli habitat e dei siti naturalistici: ripreso l’Iter per l’istituzione della Area Marina Protetta, istituito un Osservatorio sugli ecosistemi mediterranei al Faro di Palascia, un Centro di accoglienza e divulgazione del Parco Otranto – Santa Maria di Leuca Bosco di Tricase e un Centro di Educazione Ambientale. Inoltre, nel campo delle energie rinnovabili è stata attivata la Campagna AzzeroCo2 (indagine conoscitiva sulle famiglie) e intrapreso l’iter per dotare gli edifici pubblici di impianti che utilizzano fonti di energia alternativa (solare-fotovoltaico)”
Nardò (Le),“si è distinta per aver attuato una forte politica contro l’abusivismo edilizio costiero, ha redatto un piano antincendio e di fruizione sostenibile dell’area del Parco Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, uno dei gioielli naturalistici, paesaggistici ed archeologici del Salento. Ha proposto e ottenuto l’ampliamento dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo per la parte che ricade nel suo territorio. Altro punto importante che qualifica il territorio neretino  è l’attivazione della raccolta differenziata porta a porta, estesa anche alle marine di Nardò”. 
Quest’anno sono 10 le località a 4 vele (l’anno scorso erano 7): si aggiungono Monopoli (BA), Salve (LE), Polignano a Mare (BA) e Rodi Garganico (FG) che l'anno scorso avevano tre vele, a Diso (LE), Manduria (TA), Andrano (LE), Chieuti (FG), Gallipoli (LE) e Castro (LE). In 16 località sventolano 3 vele e in 6 sventolano 2 vele. Chiude la classifica Castellaneta (TA) con una sola vela. “Quelli che ogni estate suggeriamo come meta di vacanze – continua Tarantini –  sono luoghi che hanno scommesso sulla qualità a trecento sessanta gradi e che coniugano l’offerta turistica con il rispetto dell’ambiente, trasformandolo in un punto di forza. La decima edizione di Guida Blu conferma la forte vocazione turistica della nostra regione, totalmente incompatibile con eventuali ubicazioni di centrali nucleari e piattaforme petrolifere.”
“Quando parliamo dello sviluppo turistico della Puglia, dichiara l'Assessore Godelli – non ci riferiamo solo alla fruibilità della stagione balneare, ma abbiamo una considerazione più ampia che concerne non solo la qualità dell'acqua, ma anche del paesaggio, della sostenibilità, dell'enogastronomia di ogni località. Questi sono valori territoriali che fanno della Puglia una delle regioni più premiate e più riconosciute nel panorama italiano ed europeo.”
Anche secondo Michele Lamacchia la Puglia è una regione di eccellenza “non solo per il turismo, ma anche per la qualità dell'ambiente. La gran parte dei meriti vanno attribuiti alle amministr
azioni locali che purtroppo, con la manovra finanziaria varata nel 2010 rischiano di veder decurtate le risorse da investire in questi ambiti.”
La Guida Blu 2010 (disponibile in libreria) riporta circa 300 località balneari e più di 70 lacustri. Le spiagge più belle, le grotte e 14 itinerari per andar per mare.

TURISMO CAPITANATA – TEATRO DELL’ASSURDO

Mentre nel Salento Lecce e il cesello del suo artistico barocco vengono scelti quale location ideale e permanente dell’International Tourfilm Festival, all’altro capo della Puglia va in scena una sorta di commedia dell’assurdo sul controverso palcoscenico del turismo locale. In Capitanata si é oltre il “non senso” e si rasenta il confine del tragico, per l’assenza di qualsiasi copione programmatico, in un settore decisamente strategico e vitale per ciascuno degli ambiti territoriali interessati.
In questo suggestivo lembo di Puglia, declinato dall’attraente caleidoscopio naturale, storico e spirituale, composto dal Gargano, dall’Antica Daunia e dalle Isole Diomedee (Tremiti). Dai santuari di Monte Sant’Angelo e Padre Pio, dalla piana del Tavoliere, dai Cantori di Carpino e dalle uve crustacee del Nero di Troia. Da un promontorio roccioso reso aspro dai dirupi a picco sull’Adriatico e nel contempo addolcito dalla spontaneità di una rigogliosa macchia mediterranea. Nonché dall’abbraccio trasparente delle sue baie sabbiose. Da tempo il paradosso, il lamento cicalesco e una certa normalizzazione accidiosa rendono vano qualsiasi sporadico accenno di riscatto o qualsivoglia abbozzato tentativo di orgoglio imprenditoriale.
In questa macroarea di Puglia, che rappresenta oltre la metà del potenziale ricettivo dell’intera regione, si continua a non avere voce in capitolo e a non riuscire ad influenzare decisioni e scelte istituzionali in tema di viabilità, trasporti, assetto paesaggistico e promozione del territorio. Nel bel mezzo di una stagione turistica tra le più difficili da programmare e più critiche da gestire, ci si permette il lusso di affrontarla senza l’Assessore Provinciale al ramo. Senza l’interlocutore di riferimento sul territorio per la guida regionale del settore.
Prim’ancora della questione soggettiva, legata alla scelta individuale dell’incaricato, a sconcertare è piuttosto l’oggettiva vacanza di funzione nel periodo topico dell’annata turistica. La politica persevera nel mettere in evidenza tutte le sue contraddizioni. Pronta a rivendicare equilibri di partito, appena un refolo di vento l’attraversa, ma incapace di piglio decisionale quando si tratta di verificare la tenuta delle coalizioni e la concretezza incisiva dei piani programmatici.
In tanto assordante silenzio assume toni da “predica nel deserto” anche il reclamo esasperato di un segno tangibile e imprescindibile di intervento, del sistema aeroportuale pugliese, verso i tentativi di riqualificazione, rilancio e modernizzazione di un’offerta turistica da tempo in balìa di onde senza cresta. Un sistema territoriale solo teoricamente espresso, che vorrebbe tornare a praticare la sua forte vocazione attrattiva, trovando il modo di recuperare, nel contempo, una smarrita capacità nel trattenere flussi turistici, attenzioni globali e domanda internazionale.
Per questo, è forse arrivato il momento di chieder conto alla Aeroporti di Puglia Spa del suo apporto al processo di crescita economica e sociale dell’intera regione, in virtù di quella posizione di concessionaria monopolista del sistema aeroportuale pugliese. E pertanto, al di là dei workshop e degli annunci di nuove destinazioni esotiche, in partenza dagli aeroporti di Bari e Brindisi, sapere quali programmi concreti siano stati pianificati per rispondere alle esigenze del Gargano, e far sì che il suo potenziale ricettivo (il più grande della regione) possa essere funzionale al sostegno dei successi della decantata “Apulia for all Seasons”.
In altre parole: oltre ad inviare turisti negli hotel di tutto il mondo, non sarà il caso di pensare anche a come riempire i posti letto e gli alberghi di questo pezzo di Puglia, semmai senza più voce, ma ancora meritevole di dignitoso rispetto?
di Antonio V. Gelormini

La Legge, il film girato a Carpino negli anni ’50, sarà redistribuito!

La Legge, distribuito negli Stati Uniti nel 1959 con il titolo Where the Hot Wind Blows, sebbene non sia il film più rappresentativo della carriera di star come Gina Lollobrigida e Marcello Mastroianni, torna nei cinema americani con il titolo di The Law, nelle sale a partire dal 23 di giugno. Continua a leggere

Il «Gargano tedesco» vuole l’aeroporto

La faticosa ripresa dopo il tragico rogo del luglio 2007 ! Punti forti: prezzi bassi, bel mare e natura d’incanto

Uno scorcio di Vieste

BARI – Tre anni fa il Gargano bruciava. Peschici devastata dal rogo del 24 luglio 2007 è un’immagine che ha fatto il giro del mondo. Poi la rinascita. Faticosa, ma ostinata. Peschici ha quasi del tutto recuperato i danni di quell’incendio. Il turismo va, le presenze sono buone così come le prenotazioni in tutta l’area. Competitivi anche i prezzi che consentono di soggiornare in scenari incantevoli. Il futuro? La lotta all’erosione delle spiagge ma, soprattutto, la voglia di avere un aeroporto che consenta ai turisti di godere subito del sole. Un pezzo di macchia mediterranea con larghi vuoti nel verde e quella sensazione di natura ferita a morte per la presenza di tronchi anneriti senza più chioma. Quasi una visione da paesaggio lunare quella che si offre alzando lo sguardo appena oltre la torre di avvistamento della piccola baia di Manacore, sulla litoranea tra Peschici e Vieste. Per certi aspetti è come se il tempo si fosse fermato al 24 luglio del 2007, a quella notte di fiamme e terrore per il rovinoso incendio che devastò uno dei luoghi più suggestivi di questo angolo di Puglia costringendo i turisti a scappare.

LA FERITA CHE BRUCIA – Se viaggi lungo la costa del Gargano all’alba della nuova stagione balneare, dove parole, gesti e consuetudini legate alla riapertura delle strutture ricettive raccontano delle speranze degli operatori di vedere riempiti alberghi e villaggi turistici e delle aspettative di una comunità che rifiuta il ruolo di secondo piano rispetto al più celebrato Salento, sottolineando l’incanto del mare e rivendicando la nascita di un aeroporto del luogo, non puoi non sbattere contro questa storia di violenza alla natura e di ritardi, di aggressione al patrimonio naturalistico e di lentezze burocratiche. Al punto da non saper più distinguere se sia peggio la mano distruttrice dell’uomo o il continuo rinvio di provvedimenti per il ripristino dei luoghi e il sostegno delle imprese colpite. «L’incendio si è fermato su quella piccola altura — indica Vincenzo De Nittis, assessore al Turismo a Peschici e gestore dell’M3, un villaggio-vacanze ai piedi della baia —. Solo per le condizioni del vento non ha scollinato da questo versante, siamo stati fortunati ma tanti nostri colleghi no. E ancora oggi ne pagano le conseguenze». Il camping San Nicola, le cui immagini fecero il giro del mondo assieme a quelle di quanti via mare e su imbarcazioni di fortuna riuscirono a scampare al rogo, rinasce pian piano ma a costo di grandissimi sacrifici. I 5-6 milioni di euro – la cifra non è quantificabile – serviti per far ripartire l’attività di questa struttura come delle altre colpite, provengono da assicurazioni e prestiti delle banche. «Nemmeno i guardrail sulla provinciale sono stati cambiati da quel giorno e sono ancora lì, anneriti e contorti, come fossero un monumento all’incapacità di assumersi, ognuno per le proprie competenze, le giuste responsabilità» accusa ancora De Nittis. Ma nonostante questo si guarda avanti con senso di sfida. Da un capo all’altro del Gargano, dalla costa di fronte alle Tremiti e fin giù a Mattinata, Punta Rossa e Manfredonia, il senso che si avverte è quello di rivalsa ma anche di autosufficienza. «Un aeroporto nostro, ecco quello che serve per far decollare definitivamente questi luoghi» dicono amministratori e operatori turistici della zona.

L'AEROPORTO DI GARGANO – Una lunga pista d’asfalto, dover far atterrare con sistematicità turisti stranieri e italiani. Se ne parla da anni ma oggi c’è un progetto. «Foggia è lontana da qui e poi sono trent’anni che promettono di potenziare il Gino Lisa» dice con una smorfia di dissenso Matteo D’Amato. L’imprenditore condivide con il fratello Domenico la gestione di alcune affermate strutture ricettive tra Peschici e il litorale di San Menaio, frazione di Vico del Gargano. Gli alberghi sono meta in questo periodo di bassa stagione quasi esclusivamente di tedeschi, che al mare alternano passeggiate a piedi e pedalate in bici lungo tutta la provinciale 52, tra salite e discese, schivando buche, vacche podoliche e improvvisi cumuli di rifiuti con ogni sorta di materiale di scarto. «Gli italiani cominciano col venire alla chiusura delle scuole» chiarisce. «Ma oggi si viaggia solo in aereo e noi non abbiamo più bisogno di aeroporti-giocattolo, dove scendono 50 persone al giorno». L’allusione è all’attuale scalo di Foggia. E allora si porta l’esempio di Sharm-el-Sheik. «Lì sono nate prima le infrastrutture, con l’aeroporto, e poi gli alberghi e i villaggi» si fa notare. «Vent’anni fa non c’era niente e guardi oggi quel luogo cosa rappresenta». Uno scalo sul Gargano consentirebbe di avere stagioni più lunghe, di far durare il flusso di turisti da maggio a ottobre. «Perché qui siamo tagliati fuori, è anche la posizione geografica che ci penalizza» interviene Gianni Ranieri, titolare di un’accorsata yogurteria nel centro storico. «Per fortuna ci cercano ancora per il mare, la natura, per il fatto di essere riusciti a contenere le forme di abusivismo» aggiunge. Peschici con le sue case bianche e i suoi traghetti e aliscafi per le Tremiti. Con i suoi problemi di approvvigionamento idrico, specie da giugno in poi, e di superaffollamento estivo. Chi non trova posto ripara (è un modo di dire) nell’altra località più rinomata della costa, un po’ più a Sud: Vieste.

LA «REGINA» DELLA COSTA – Con i suoi 60 degli 82mila posti letto spalmati da Rodi a Peschici, da Monte Sant’Angelo a Pugnochiuso a Mattinata, Vieste è la «regina» della ricettività sul Gargano. Un posto da 13.800 residenti che nel 2009 ha fatto segnare 1.800.000 presenze (si contano i pernottamenti) e che per il 2010 vuole superarsi. «Perché parliamo di percentuali risibili rispetto alla disponibilità di posti letto» nota Nicola Rosiello, che è l’assessore al Turismo del posto. E il discorso torna alle stagioni «troppo corte», al fatto che «l’estate viene e va via in soli due mesi» e alla circostanza che «ormai si parla solo di sopravvivenza e non più di sviluppo e programmazione». Cosa diversa «sarebbe invece avere un aeroporto tutto nostro, con un traffico di arrivi e partenze per sei mesi l’anno» aggiunge anche Rosiello che è però l’«anima» del progetto che è stato presentato in Regione. Due giorni fa in Comune, sempre a Vieste, il neo presidente della Confcommercio locale, Pasquale Troiano, ha voluto tenere un incontro con associati e amministratori. Si è parlato di commercio fisso e di ambulantato, di orari e spazi da occupare. «Perché dobbiamo presentarci bene, giocarci le nostre carte al meglio». E fare concorrenza, magari, alle altre località della zona e della regione. Quanto ai prezzi il Gargano (tranne alcune strutture alberghiere e villaggi-vacanza extralusso tra le Tremiti, Peschici e Pugnochiuso) risulta essere forse più competitivo del Salento ma più caro del basso litorale barese. Per una mezza pensione dalla metà di luglio al 22 di agosto si va dai 90 ai 180 euro. Per un ombrellone in spiaggia, con lettino e sedia sdraio, dagli 11 ai 15 euro al giorno.

QUESTIONE DI CONCORRENZA – Ma per disporli gli ombrelloni, i lettini e le sdraio, occorre che una spiaggia ci sia. Dal Gargano e fin giù lungo la linea di costa che bagna la «Sesta provincia», da Margherita di Savoia fino a Barletta, almeno questo non costituisce un problema: a differenza che nel Salento, infatti, e come vedremo fin da Monopoli, qui l’erosione della costa ha creato meno danni a stabilimenti balneari e lidi attrezzati. Ragione per la quale il listino prezzi è dettato non dalla penuria quanto dall’abbondanza dell’offerta. «I costi del mare — rileva difatti Antonio Capacchione, presidente regionale del Sindacato italiano balneari affiliato alla Confcommercio — sono legati esclusivamente alla concorrenza. Tanto più alta è la concentrazione di ombrelloni e lidi — aggiunge — tanto più avvertita è la competizione». Ecco spiegato, ad esempio, perché sul litorale di Barletta (che non è certo rinomato quanto altri) un ombrellone costa più che a Margherita di Savoia, dove anche con soli 5 euro (ma chi pratica questi prezzi è accusato di concorrenza sleale) prendi il tuo comodo posto in spiaggia.

Piero Rossano Corriere del Mezzogiorno

La Regione plaude all’approvazione del Piano del Parco del Gargano

“Dialogo, discussione, confronto, queste le nostre linee guida. E la presenza oggi qui della Barbanente, ossia della Regione Puglia, sta a dimostrare proprio questo”. Il Commissario Stefano Pecorella ha tracciato così ieri, al convegno dibattito sul Piano del Parco presso la sala delle Clarisse a Monte Sant’Angelo, il perché della presenza sul Gargano dell’assessore regionale all’assetto del territorio Angela Barbanente . Piano del Parco approvato due giorni fa dal neo commissario dell’ente. Un risultato che è giunto a distanza di sette anni dalla redazione della prima bozza da parte dell’Agriconsulting e dopo 15 anni dalla nascita dell’ente Parco Nazionale del Gargano come ente di gestione (DPR 6 giugno 1995). “Rimuovere le norme di salvaguardia ed entrare finalmente in una logica di gestione ordinaria di un’area protetta” gli ha fatto eco la Barbanente “a questo serve il Piano del Parco che noi come Regione Puglia siamo chiamati ad approvare dopo lo sblocco dell’iter da parte del commissario Pecorella, al quale vanno i miei complimenti per la celerità con la quale ha emanato il provvedimento, dopo anni di attesa. L’impegno che mi sento di assicurare, sin da oggi, è che procederemo alla creazione di uno strumento di pianificazione all’insegna della massima condivisione con gli abitanti del Gargano”. Il Piano, come si ricorderà, è stato “bocciato”, dalla maggioranza dei sindaci nella seduta dello scorso 29 aprile della comunità del Parco: “non ci piace” hanno spiegato. “Troppo restrittivo” la sommaria spiegazione. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il commissario Pecorella, che nel suo intervento ha spiegato il perché: “Lo trovo restrittivo per esempio sull’insediamento delle attività produttive”. Ma Pecorella ha il grosso merito, tra l’altro recependo un sollecito degli stessi sindaci, di aver licenziato il Piano e di averlo inviato a Bari. “Non si poteva più perdere altro tempo” ha detto. Si è così accelerato l’iter. Una volta adottato dalla Regione, saranno infatti riaperti i termini per le eventuali osservazioni e si arriverà così alla stesura finale. Da domani si aprirà la fase del confronto conclusivo: ma non più tra i sindaci e il Parco, ma tutti insieme con l’ente Regione. In pratica nei prossimi mesi si avvieranno i vari confronti tematici, tra associazioni ambientaliste, sindaci ed imprenditori. Insomma prenderà corpo quello che sarà il Piano del Parco vero e proprio, l’identikit dell’area protetta versione terzo millennio. Verranno fissate le regole, quelle definitive, insomma si capirà dove si vuole andare a parare. Per esempio dove, quanto e come si potrà costruire. A tal proposito Pecorella è stato chiaro: “Non dobbiamo dire no, non si può fare. Ma al contrario: sì, si può fare, a certe condizioni però. Perché senza tutela dell’ambiente non c’è sviluppo.” All’assessore regionale è stata data anche una copia del Piano. Mentre è emerso il plauso del mondo ambientalista alla sterzata impressa dal nuovo corso dell’ente Parco con la formale approvazione del documento di pianificazione.

Parco Nazionale del Gargano: AVVISO DI SELEZIONE PUBBLICA PER N. 1 ESPERTO

Il Direttore dell’Ente Parco Nazionale del Gargano rende noto che è indetta, in esecuzione della determinazione dirigenziale n. 246 del 12/05/2010, una selezione pubblica per titoli e colloquio finalizzata alla stipula di un contratto di collaborazione professionale per la figura professionale di responsabile delle azioni di monitoraggio nell’ambito del progetto LIFE + Nature & Biodiversity 2008-C1e, di seguito richiamato con l’acronimo LIFE Montenero.

Il contratto decorrerà dalla data di stipula dello stesso e avrà durata di quarantotto mesi. Il compenso relativo alla prestazione professionale dovuto al Contraente viene stabilito in complessivi euro 48.000,00 (quarantottomila/00) oltre IVA e CAP.
Per ulteriori informazioni pubblichiamo il file relativo all’avviso pubblico

Pugliesi nel Mondo: parte il progetto Cucina Pugliese in Australia

<!– Comunicato

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L’Assessorato al Welfare – Servizio Pugliesi nel Mondo inaugurerà, da domani giovedì 27 maggio, a Melbourne, il progetto Cucina Pugliese in Australia, parte integrante del più ampio Melbourne Italian Festival (Aprile- giugno 2010). L’Assessorato al Welfare – Servizio Pugliesi nel Mondo inaugurerà, da domani giovedì 27 maggio, a Melbourne, il progetto Cucina Pugliese in Australia, parte integrante del più ampio Melbourne Italian Festival (Aprile- giugno 2010). Per l’occasione, in collaborazione con la Federazione Pugliesi d’Australia – Melbourne e con l’Istituto Professionale di Stato “Mauro Perrone” di Castellaneta (Ta), è previsto il gran galà “The triumph of the flavors and smells of Mediterranean cuisine in Puglia”. L’iniziativa vuole conseguire un duplice obiettivo: – internazionalizzazione del Sistema Puglia. A tale scopo, si è scelto di privilegiare la consolidata rete di rapporti sociali, culturali e commerciali che la Regione Puglia intrattiene con le comunità di pugliesi in Australia, soggetti attivi nel processo di espansione all’estero della filiera agroalimentare e dell’enogastronomia pugliese, affermato patrimonio che la Puglia vanta a livello internazionale. – promozione e riqualificazione della cucina pugliese in Australia. Attività, queste ultime, tese a preservare, attraverso la formazione e l’aggiornamento professionale dei giovani pugliesi, l’originalità delle ricette e dei sapori, messe spesso a dura prova da processi di contaminazioni culinarie, inevitabili in una realtà come Melbourne, nella quale coesiste una vasta varietà di gruppi etnici e culture. Si è scelto di perseguire le citate finalità attraverso le seguenti azioni: – Attivazione di Stages/tirocini formativi, della durata di sei mesi, presso alcuni ristoranti italiani situati nell’area metropolitana di Melbourne. Aderiscono all’iniziativa le seguenti strutture ristorative: Stefanos- Caffè Latte- Ecco- Enoteca Sileno- Brunetti- Arrivederci- Tutto bene- La notte – Olympic Hotel – Monte Carlo and Casavini – La Porchetta –Lazy Moe’s – Grigoletto Oil. – Realizzazione, a Melbourne, di un Cooking Show, finalizzato alla promozione e diffusione delle eccellenze, dei prodotti e dei piatti tipici dell’enogastronomia pugliese. Per l’occasione la Federazione Pugliese d’Australia e l’istituto scolastico della provincia tarantina organizzeranno una serata di gala, allietata dalla bontà della cucina pugliese e dalle espressioni musicali di “Terraross”, un gruppo di artisti impegnato nella diffusione della tradizionale musica popolare pugliese. Lo stesso gruppo tornerà ad esibirsi domenica 30 maggio, in Piazza Italia, a Melbourne. Il 28 Maggio la delegazione pugliese saluterà la comunità pugliese in Australia con una manifestazione gastronomica e culturale. Le manifestazioni di fine maggio, articolate secondo il programma precedentemente esposto, fruiranno della collaborazione e competenza, nei settori musicali e della comunicazione audiovisiva, della Fondazione Murgia delle Gravine di Mottola (TA). (com/nlo)

Stefàno: “Giunta approva il Piano di Sviluppo Rurale presentati dal GAL GARGANO”

La Giunta regionale ha approvato oggi 23 Piani di Sviluppo Locale presentati da altrettanti Gruppi di Azione Locale (GAL) con il sostegno del Programma di Sviluppo Rurale della Puglia 2007-2013. Esattamente quelli dell'Alto Salento, Serre Salentine, Terre di Murgia, Daunofantino, Gargano, Piana del Tavoliere, Murgia Più, S.Maria di Leuca, Valle d’Itria, Terra d’Arneo, Valle della Cupa Nord Salento, Meridaunia, Isola Salento, Colline Joniche, Terre del Primitivo, le Città di Castel del Monte, Luoghi del Mito, Conca Barese, Terra dei Trulli e del Barsento, Terra dei Messapi, Terra d’Otranto, Daunia Rurale, Ponte Lama.

“Si tratta – ha spiegato l’assessore alle Risorse Agroalimentari, Dario Stefàno – dell’applicazione concreta di strumenti innovativi previsti dalla nuova programmazione dello Sviluppo Rurale, che vede il coinvolgimento di partenariati locali organizzati in Gruppi di Azione Locale (GAL). Agli stessi è stato assegnato il compito di dare attuazione agli interventi relativi al miglioramento della qualità della vita e alla diversificazione dell’economia nelle zone rurali”. “Le dotazioni di risorse pubbliche, di poco inferiori ai 300 milioni di euro – conclude l’assessore – saranno in grado di generare investimenti per quasi 600 milioni di euro. I Piani consentiranno di attivare una azione di sostegno organica, con obiettivi di lungo periodo e soprattutto di prossimità ai bisogni espressi dalle popolazioni rurali”. (com-nlo)

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