Quanto contano la tutela e le sinergie nel turismo?
articolo di Gaetano Berthoud
Qualche settimana fa, pubblicando l’articolo “Gargano: Indietro Tutta”, ponevo delle riflessioni senza risposte sulle evoluzioni del turismo, sui nuovi problemi che diversi operatori stanno riscontrando, sulle difficoltà nelle sinergie e sulle strategie prospettate da alcuni illuminanti.
Proviamo però a dare delle risposte o comunque ad entrare meglio nella discussione e nelle varie e ipotetiche soluzioni da intraprendere, considerando che il 2010 e il 2011 saranno anni difficili per il settore. Ad esempio cominciamo a chiederci cosa non c’è nel nostro amato Gargano, cosa occorrerebbe per far si che il reparto turistico possa strutturarsi per poter meglio intraprendere le sfide che il mercato turistico globale esige.
Personalmente credo che più di ogni altra cosa, manchi una discussione SERIA sul turismo, un confronto che vede tutte le parti coinvolte intorno ad un tavolo, quindi operatori, enti, rappresentanti di categoria, consorzi, associazioni del territorio, associazioni di categoria, ma anche la popolazione garganica. Questo perché non se ne può più dei tanti luoghi comuni per poi ritrovarsi tutti in perfetta solitudine ad affrontare ogni tipo di problema, ad iniziare dalle tante difficoltà degli operatori turistici.
I luoghi comuni, secondo un mio parere da abbattere, sono quelli che gli operatori turistici siano tutti degli impostori, eco mafiosi, abusivisti, senza scrupoli né etica, che gli operatori pensano solo ai fatti loro, che si fanno “un’insaccata di soldi” lavorando 3 mesi l’anno.
I luoghi comuni sono quelli che chi non lavora nel settore pensa che l’attività turistica, anche se di riflesso, non gli porta nessun beneficio, ma poi chiediamoci se non ci fosse il turismo quanta verdura in meno si venderebbe, oppure che all’ufficio postale basterebbero meno impiegati, che le imprese edili avrebbero certamente meno da fare, che anche il cantoniere avrebbe meno strade da sistemare.
Riflettiamo… Se non ci fosse il turismo , avremmo strade ancora peggiori di quelle che abbiamo, basta pensare al Subappennino. Nelle scuole occorrerebbero molti meno insegnanti, poiché se non ci fosse il salvagente del turismo, molta gente, ancor più di quanto già accade, sarebbe costretta ad andar via, con relativi figli a seguito.
E poi ci sono, più che da abbattere, da combattere, i tanti luoghi comuni sulle istituzioni. Evitare anche qui le solite sagre di pensiero negativo, che, seppur giustificato, non porta certamente verso politiche di condivisione, anzi, sono dell’idea che i segnali devono sempre venire dal basso per poter meglio essere interpretati dalle istituzioni. Ci sono anche i tanti luoghi comuni sulle persone del Gargano, che non vogliono lavorare, che non sono professionali per il settore turistico, che non credono nel supporto organizzato alle strutture di settore, quindi anche qui si dilaga su concetti che tutto sommato portano ad ulteriore distacco.
Ora mi chiedo e vi chiedo:
Vogliamo cominciare a pensare che tutti insieme, coinvolti direttamente o indirettamente, dovremmo dare più dignità a questo settore che è la vera ricchezza di questo territorio, augurandoci che lo sia anche per le generazioni future? Possiamo provare ad uscire fuori da tutti questi luoghi comuni e confrontarci, dando ognuno il suo apporto e la propria risorsa e serietà a questo settore? Riusciremo mai a scavalcare le tante banalità che diciamo sul turismo, sugli operatori, sui cittadini garganici che ci lavorano o vorrebbero lavorarci?
Personalmente conosco cittadini garganici molto sensibili al turismo, conosco operatori (la gran parte) che fanno molti sacrifici e rischiano anche molto, operatori con un’etica ben delineata, e che grazie a loro portano occupazione, conosco politici che vorrebbero solo la spinta giusta dal settore per intraprendere un salto di qualità, così come apprezzo i tanti consorzi che, aldilà delle strategie giuste o perfezionabili, comunque svolgono un ruolo di promozione del territorio importante.
Ora rifletto sulla possibilità, se non sulla necessità, che tutte queste energie insieme possano rappresentare un’ottima linea guida per il settore.
Anche perché, nei tanti e timidi tentativi a volte fatti dalle istituzioni, altre volte da consorzi, non si è mai arrivati ad una consulta importante, immaginando il turismo come “L’azienda Gargano”, questo vuol dire che si continua ad operare senza mai fermarsi per delle riflessioni, senza mai chiedersi cosa fa bene, cosa va bene… eppure chiunque ha un’azienda ma anche semplicemente un’economia dettata da scelte, l’analisi la fa puntualmente, come ad esempio un operatore turistico ad ottobre sulla stagione trascorsa.
E’ necessaria un’analisi del settore perché si commette un errore se si pensa che quello che fa vendere è l’albergo bello e moderno, e si sbaglia se si pensa che si lavora solo grazie alle proprie capacità. Si sbaglia perché le capacità sono fondamentali, così come la costanza e la serietà, ma se c’è una cosa a cui noi garganici dovremmo ogni giorno dire grazie è quella di essere in questo territorio baciato da madre natura, quindi diventa fondamentale la tutela, perché è il Gargano la nostra prima insegna luminosa, è il Gargano che ci da queste possibilità poiché gli ospiti accorrono, le spiagge si affollano, gli alberghi si riempiono grazie al Gargano.
L’azienda Gargano è di tutti, di tutte le persone che ci lavorano, ci vivono, ci operano, lo sostengono, un’azienda che non bisogna tradire, per questo da tutelare. Ma per tutelarla c’è bisogno proprio di tutti lasciando a casa banalità e luoghi comuni.
Perché ci arrabbiamo se qualcuno ci sfregia la macchina, invece ci importa poco se qualcuno ci sfregia un Trabucco? Lì forse dimentichiamo che prima ancora del danno alla natura, sta creando un danno alla nostra azienda.
Avete notato l’assenteismo del settore turistico di fronte a qualsiasi tipo di attacco che il nostro territorio ha ricevuto?
Ogni anno puntualmente si ripetono episodi incresciosi, solo negli ultimi 2 anni il settore turistico ha assistito passivamente al disastro dell’incendio nel 2007, all’attacco dei media nazionali, agli attacchi esasperati da parte della Gazzetta del Mezzogiorno “filo salentina”, agli incidenti dove ogni anno perdono la vita turisti, ad esempio nella galleria di Mattinata. Quest’estate un residence di Peschici ha vissuto la disavventura, che poteva capitare anche ad altre strutture non recentissime, di aver visto una famiglia ospite, essere vittima di una bombola di gas esplosa semplicemente per una disattenzione. Ho visto anche come quella struttura ha dovuto difendersi da sola, intanto dalle reti nazionali e dal televideo, continuavano ad uscire comunicati che destabilizzavano il nostro settore turistico, facendo passare per gravissime le condizioni della famiglia, quando poi in realtà sono stati dimessi il giorno dopo, per fortuna di tutti.
Ora vi chiedo, quanto occorrerebbe questo tipo di tutela? Quanto ne gioverebbe il territorio se ci fosse un’associazione di categoria di tutela del turismo? Magari con un presidente dalle spiccate doti interlocutive, con esperienza nel settore, un presidente di peso, che chiaramente andrebbe individuato tra gli operatori turistici.
Così La Gazzetta che ci insulta puntualmente ogni estate avrebbe risposte ufficiali dal settore, che essendo comunque di parte, non rischia ritorsioni personali, ecco perché i politici, sindaci, assessori, non parlano di fronte a questi affondi frontali sul turismo fatti da alcuni media, ecco anche perché loro continuano a fare ciò che ritengono, poiché non c’è nessuna associazione di categoria che gli potrebbe creare problemi o addirittura denunciarli.
Quando malauguratamente avremo episodi incresciosi, ci saranno dei comunicati ufficiali nel rispetto delle vittime, cosa importantissima anche per rispetto dei loro familiari. Ma tutto questo occorre anche per le nostre belle iniziative, fiere, eventi, insomma per tutto ciò che gira intorno al settore. Un associazione di categoria turistica aiuterebbe a far si che quella galleria di Mattinata fosse più monitorata e migliorata nella sicurezza, oppure pensiamo al tratto che da Vieste conduce verso la zona di Porticello, centinaia di metri di strada statale affiancando una recinzione fatta con del semplice filo spinato, dove basta una caduta da bicicletta per perdere la vita. Bene, una categoria che solleva questi casi aiuterebbe certamente il lavoro di Ersilia Nobile verso gli Enti sopra comunali.
Diciamo questo. La tutela è necessaria in tutti i settori del turismo, ad esempio da qualche giorno è nato il Comitato in difesa del mare, nato da anime ambientaliste, ma come non possiamo pensare che ciò aiuterà il turismo? Tranquilli che chi vorrà compiere atti illeciti nel nostro mare, d’ora in poi ci penserà una volta di più. Basta con le riunioni, molte volte occasionali, dove si conclude invitando gli operatori a mettere 300 euro o 500 euro a testa per fare quella fiera o quel catalogo.
Oggi non occorrono i soldi ma il cuore e possibilmente anche l’anima per un turismo più tutelato e di qualità. Per far questo occorre maturità ed intelligenza, come ad esempio fanno a Rimini, in Trentino o in Veneto.
Ricordate un paio d’anni fa la vicenda di una ragazza violentata sul lungomare di Rimini? Pensate che sia stata l’istituzione a incastrare “l’aggressore” dopo solo 2 giorni? No, è stata l’Associazione degli albergatori che in modo strategico mise una taglia diffondendo l’identikit del delinquente. Ecco così che una notizia negativa, loro riescono a convertirla in positiva, diffondendo tramite i mezzi stampa che Rimini era così sicura che, se qualcuno commetteva qualcosa, veniva subito “incastrato”.
Dobbiamo crescere, sono i tempi che ce lo impongono, ma anche un “nuovo” tessuto sociale che nel Gargano sta pian piano prendendo coscienza attraverso persone sensibili e giovanissimi audaci. Ora dovremmo davvero tentare di fare un passo avanti importante, qualcosa che non è mai stato fatto, cioè cercare di condividere idee, insieme a persone che possiamo anche rinnegare, non salutare, invidiare apertamente, ma ciò non significa che non dobbiamo sederci insieme allo stesso tavolo, proprio perché anche loro rappresentano il settore, quanto meglio o peggio di noi non lo so, ma certamente anch’essi coinvolti.
Mettere su quel tavolo tutte le idee, progetti, opinioni, pensieri, suggerimenti per un Gargano migliore, per dare pian piano vita ad una consulta importante e costante nel tempo sul tema “Turismo”.
I porti del Gargano, la difesa dei beni culturali, l’eolico che incombe, l’aeroporto, il trenino, le strade, gli uffici turistici, i rifiuti, l’ospedale, le ordinanze, le regole che non ci sono, l’offerta turistica coordinata, l’occupazione professionale del settore. E poi le statistiche di qualità del turismo, i rilevamenti sui motivi della presenza degli ospiti.
Tante cose da fare… Insieme! Lo scorso anno si parlava di Gargano Channel, altra iniziativa molto interessante e lungimirante, bene, perché non sederci tutti insieme per chiederci se ne valga la pena e semmai su come fare? Oppure tutti insieme decidere che non ci interessa…. Ma una discussione occorre su tutte le cose che ho appena scritto. Certo, ce ne sono alcune esclusivamente di responsabilità istituzionale, ma se l’istituzione comprende le volontà di un territorio non può far altro che comportarsi di conseguenza, quindi anche per loro diventa un aiuto percepire la volontà e la determinazione di un settore, per non dire di un territorio.
Il 9 Gennaio a Vico del Gargano con le associazioni Io Sono Garganico e Obiettivo Gargano promuoveremo proprio questa idea, un’idea semplice, pulita, lineare, o meglio, una linea orizzontale sul turismo dove ognuno è a fianco di qualcun altro, nessuno sopra, nessuno sotto.
Inviteremo tutti gli operatori turistici, tutti i consorzi, tutti i Comuni del Gargano, tutti gli enti sopra comunali, tutti i cittadini del Gargano sensibili al settore turistico e al territorio.
Ma soprattutto ad aspettarvi ci saranno le tante associazioni che proprio in quel giorno di un anno fa s’incontrarono per la prima volta, avviando così, senza troppe domande e con poche risposte, l’idea dell’associazionismo del Gargano, un’attività che in un solo anno ha visto almeno 20 incontri su temi a tutti noi cari, ma soprattutto la volontà di dare costanza a questi incontri ed avviare dibattiti e discussioni certamente fondamentali per la crescita culturale, prima ancora di quella del settore turistico.
Riproporremo lo stesso modello, tutti insieme in modo informale, senza linee guida di chi pensa di avere un progetto già scritto, ma TUTTO ancora da scrivere insieme sul capitolo TURISMO.
Ci incontreremo e magari per la prima volta lasceremo a casa o nella nostra azienda i nostri rancori personali, ma capiremo invece che la vera forza sta nello stare insieme, dove tutti insieme ne potremmo beneficiare, anche se poi i nostri rancori personali ce li teniamo lo stesso.
Ci sarebbe da chiedere quanto c’è di solo turistico in quest’analisi, forse poco, per questo mi auguro che tutti si sentano coinvolti da queste parole e abbiano voglia di venire il 9 a Vico, fosse solo per dare la propria disponibilità.
Anche perché la conclusione sta proprio in questo; il 9 a Vico non lanceremo altre idee se non quella di far sì che si cominci a radicare una consulta sul turismo.
L’incontro permetterà a tutti di dire la propria sul turismo, ma soprattutto, attraverso un form, chiederemo a tutti se intendono in futuro sedersi al tavolo di consulta, che sia istituzione, associazione, consorzio, privato, l’importante è che la volontà sia decretata da un sentimento sincero, sebbene eventualmente dettato da interessi. Così facendo potremmo arrivare ad un successivo incontro dove già sappiamo di cosa parlare e cosa chiederci, guardandoci in faccia, se abbiamo davvero voglia di continuare a vederci, a discutere, a dibattere, a lottare per auspicare il meglio per il turismo del nostro territorio.
Anche perché non bastano le idee, occorre capire se c’è davvero questo interesse, se ci sono persone che vogliono dare un contributo, fosse solo per passione del territorio, persone che hanno voglia di far nascere una nuova cultura turistica, che sacrificano tante volte il tempo, proprio perché forse pensano un po’ di più al domani. L’esempio delle associazioni del Gargano vale per tutti.
Vi aspettiamo il 9 gennaio a Vico.
Scusate ma sono come sempre curioso.Sono quasi certo che non lo sono dal momento che sò essere pochissimi (ahime) i terreni e gli agricoltori attualmente impegnati alla coltivazione di questo nostro prodotto.
Amici golosi? Un pacco pieno di tipicità
Regali per buongustai scelti nei «templi della tipicità». Dove sono? Cercateli dove c’è la biodiversità ovvero in quell’im – menso patrimonio dei nostri parchi naturali. Anello di congiunzione fra Puglia e Molise, dal 1991 il parco nazionale del Gargano ha custodito la foresta Umbra e il parco marino insieme alle tipicità gastronomiche. Mettere insieme un cestino di Natale composto da prelibatezze del Gargano è un piacere senza confini. Rara, e apprezzatissima, è la fava di Carpino da affiancare magari ai legumi ben augurali e – per restare in Puglia – possiamo scegliere le lenticchie verdi giganti di Altamura. Non può mancare un succulento salume e, qui nel Nord della Puglia, c’è la muscisca fatta di carne di pecora o di capra. Disossata, tagliata a pezzi, salata a dovere, insaporita con finocchietto selvatico ed aglio, essiccata. Di certo con la muscisca farete un regalo inusuale, e carico di storia visto che il nome pare provenga dalla parola araba mosammed ovvero cosa dura. Il più grande parco nazionale d’Italia è quello del Pollino, che da Matera a Potenza – di montagna in montagna – arriva fino a Cosenza. Dalla Basilicata alla Calabria è un tripudio di tipicità che ha ridato vita a piccoli borghi, di quelli dove vai solo perché hai un’ottima ragione (culinaria) per farlo. Nel Pollino lucano fra le regine indiscusse del gusto c’è senz’altro Terranova che, attraverso l’azio – ne incessante di ricerca del gastronomo Federico Valicenti, ha rimesso in circolazione prodotti straordinari. A sorpresa, sotto l’albero di Natale potreste mettere una pasta come il mischiglio fatta in piccolissime produzioni artigianali mischiando farina di semola con quelle meno nobili di ceci, fave e orzo. Unite poi un prezioso pecorino di Moliterno stagionato nei fondaci. Per le lenticchie augurali, nel parco del Pollino, la sfida è davvero eccezionale: la più ricercata è quella di Mormanno, paesino che della tipicità e del vino ha fatto il suo segno distintivo. Quest’anno i 12 produttori, dice Francesco Armentano, presidente del Presidio Slow Food della lenticchia di Mormanno, sono riusciti a produrne tre quintali ma – vista la bontà di questo legume piccolo e riconoscibile per i colori variegati – saranno destinati per lo più alla semina per incrementare la prossima raccolta. Chi riesce a trovarla, insomma, regalerà una vera e propria rarità. Ma nel parco del Pollino la lista di regali di gola desiderabili è davvero senza fine. Andate a Rotonda e, per esempio, soffermatevi sulle marmellate. Di zucca alle spezie e di fagioli rossi e sui mieli da abbinare, nel pacco regalo e nel piatto, al provolone affinato in vinaccia di Aglianico o in malto di trebbia di birre. E, di certo, il vostro regalo si distinguerà senza difficoltà.
Sabato 19 dicembre, alle ore 19,00 presso l’auditorium comunale di Vico del Gargano, si svolgerà la quinta edizione del premio “Antonio Saccia” IL GARGANO CHE LAVORA, una manifestazione itinerante che ha già toccato i comuni di Ischitella, Rodi, Peschici e Vieste.
Nel corso della cerimonia verranno premiati imprenditori, professionisti, associazioni del volontariato, rappresentati dello sport, della comunicazione, dell’arte e della cultura, figli della terra garganica che attraverso il proprio impegno hanno particolarmente contribuito alla crescita sociale ed economica.
La manifestazione verrà condotta da Luca Sardella e Manila Nazzaro, noti personaggi dello spettacolo anch’essi conterranei così come gli allievi del conservatorio che eseguiranno alcuni brani di musica classica e folk.
Così come nelle passate edizioni verranno assegnate 5 borse di studio riservate agli alunni del quinto anno degli istituti superiori del Gargano che sono risultati primi nello svolgimento di una traccia avente oggetto “Il turismo quale veicolo per la valorizzazione dell’olio d’oliva garganico” ed un videoclip della durata di 15 minuti.
La commissione che ha esaminato i lavori è qualificata ed autorevole:
Prof. Lazzaro Rino CAPUTO – Preside della facoltà di lettere e filosofia
Prof. Franco SALVATORI – Ordinario di Geografia – presidente della società geografica italiana
Prof.ssa Francesca CHIUSAROLI -Docente di linguistica generale ed applicata
Prof. Ernesto DI RENZO – Docente di storia delle tradizioni popolari ed antropologia del Turismo
Tutti dell’università di Tor Vergata – Roma.
I riconoscimenti 2009 saranno conferiti a:
Concetta ZEZZA – Direttore generale del ministero dell’Economia e delle Finanze (orig. Carpino)
Luciano CANNAROZI de GRAZIA – Direttore generale min. Funzione Pubblica (orig. Ischitella)
Mario MARATEA – Imprenditore nel settore della produzione di liquori tipici (Monte S.A)
Domenico ROMONDIA – Imprenditore – Prodotti di pasticceria (Vico del G.no)
Michele SCARALE – presidente dell’associazione commercianti “corso Matteotti” (San Marco )
Antonio VILLANI – Giornalista (Sannicandro)
Carlo NOBILE – Premio “alla memoria” – (Vieste)
Come nelle passate edizioni è prevista la partecipazione di tutte le istituzioni del territorio.
Concetta Zezza già nel 2001 viene nominata dal Presidente della Repubblica "Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana" si tratta di una onorificenza assegnata per "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.".
BARI – «Si tratta di uno spiaggiamento molto, molto, anomalo – dice Giorgia Monti, responsabile campagna mare Greenpeace – però è anche vero che la gente solleva la testa quando accadono questi eventi drammatici ma poi non si interroga su ciò che ha fatto. Ha limitato le attività umane dannose? Ha creato aree protette?».
La prima segnalazione dei capodogli in difficoltà risale a 24 ore fa, possibile che non si sia riusciti a salvarli? Non c’è un sistema di pronto intervento sulla falsa riga di quello americano?
«No, per il recupero manca un sistema di pronto intervento e forse si dovrebbe creare un centro di riferimento nel Mediterraneo. Ed è vero che perdere sette capodogli è drammatico perché sono animali adulti e magari pronti per la riproduzione, però è anche vero che il loro spiaggiamento è molto difficile da gestire». «Si deve considerare – spiega Giorgia Monti – che potrebbero essersi spiaggiati perché qualcosa ha interferito col loro sistema di orientamento. E allora, anche se li si rimettesse al largo, gli animali tornerebbero a spiaggiarsi. Il recupero di questi animali, infatti, si fa in piscina ma, d’altro canto, di piscine per cetacei molto grandi, come sono i capodogli spiaggiati in Puglia, non ne esistono».
«Per noi di Greenpeace – conclude Giorgia Monti – è una tragedia la perdita di questi capodogli e c’è un grande senso di impotenza. Però noi andiamo ancora più a monte della fase di salvataggio. Secondo noi, il miglior modo per evitare questi spiaggiamenti risiede nella tutela del mare, nel controllo delle fonti di inquinamento (anche acustico), del traffico marittimo, nella creazione di aree protette. Se si operasse in questo modo si proteggerebbero tutte le specie marine e non solo i capodogli».
MARISA INGROSSO dalla GdM
Arrivano le feste con tutte le sue palle di Natale, ma nel Gargano oltre ai colori delle luci e il sapore delle tradizioni, qualcos’altro distrae l’attenzione dai grigi inverni del nostro territorio.
Articolo di Gaetano Berthoud
Sto parlando delle diaboliche iniziative di alcuni comuni, pronti a risolvere i loro problemi di bilancio, o meglio, l’incapacità di gestione di un territorio, con colpi di bacchetta magica, comodamente seduti “in poltrona”.
Parliamo questa volta del Comune di Ischitella, che comprende tutto il comprensorio di Foce Varano, parte del lago di Varano, senza contare le tante aree culturali a forte vocazione turistica, dimenticate e lasciate al loro destino.
La riflessione è del tutto spontanea; questi enti stanno trovando risorse nel modo più semplice possibile, cioè speculando per primi su questo territorio, baciato dalla fortuna per natura, ma messo sotto i piedi per scelta.
Veniamo però ai fatti. Siamo al 19 agosto 2009. Mentre chi più, chi meno, si dedica a qualche giorno di ferie, magari con un bel bagnetto a mare, c’è un comune che non conosce soste e lavora con applicazione e sacrificio agli impegni. E’ appunto il Comune di Ischitella che, nel bel mezzo di feste e festicciole, si riunisce in consiglio comunale e delibera qualcosa di davvero scandaloso per il territorio, aggiungiamoci vergognoso per l’etica e mancanza totale di chiarezza.
Delibera che la società Seva srl, VISTO quello e VISTO quell’altro, può tranquillamente procedere alla progettualità di impiantare 80 pale eoliche nel mare al largo di Foce Varano, per la precisione a 6 chilometri dalla spiaggia, quindi tranquillamente visibili da Foce Varano, Ischitella, Vico, Torre Mileto, Rodi, San Nicandro e Lesina.
A questo si aggiunge che chiunque attraverserà il nostro mare in direzione Tremiti, parliamo di milioni di turisti l’anno, passerà dinnanzi a questo Parco Eolico, per il quale suggerisco un chiosco così da creare attrattiva ai naviganti.
Ora, dal momento che la legge sulle risorse a basso impatto ambientale, nello specifico gli offshore, non richiedono nessun tipo di avvallo da istituzioni superiori, ecco come la genialata raggiunge il suo senso. Cosa possiamo fare per risanare le casse del Comune? Signori politici stiamo calmi (sembra aver pensato qualcuno del Comune di Ischitella), possiamo ancora continuare a stare seduti come spettatori alla distruzione del territorio senza aver troppi problemi, mettiamo le pale eoliche al largo e i soldi per risanare arriveranno.
Ma che belle idee. Idee che dimostrano totalmente come alcuni comuni del Gargano mostrano tutti i loro limiti nella capacità di gestione di un territorio, continuando a non pensare a grandi sacrifici, idee ed opportunità per rendere un territorio vincente, ma preoccupandosi solo di dove andare a trovare la pezza a colori per risolvere “’l’ultimo dei problemi”, senza pianificazioni strategiche e sviluppo imprenditoriale.
Si continua a pensare alle feste, ai fuochi, ai loro giochetti politici di disgregazione, poi invece le emergenze vengono gestite un po’ come dei Last minute.
Ma poi pensiamo ad altro, ad esempio come un Comune di Ischitella e non solo, non si rendono conto che hanno tra le mani una Ferrari che necessiterebbe solo della benzina, che poi sarebbero le idee, per farli andare a 300 km all’ora, invece sembrano dei paesi del subappennino, sempre a piangere, a pensare di risolvere problemi accontentandosi della loro posizione, non riuscendo quasi mai a capire un concetto semplice; per avere i risultati occorre del lavoro vero, fatto di passione per il territorio, fatto di sacrifici come qualsiasi azienda fa, invece il luogo comune, non a torto, è che fare politica locale significa pensare ai fatti propri senza rischiare mai, senza impegnarsi troppo, dispensando favori a seconda della situazione, è soprattutto non sporcarsi mai le mani di lavoro, perché sembra che quello non tocchi a loro.
Intanto però giocano con i nostri territori per attutire la loro incapacità. Quindi signori abituiamoci a questo ed altro, chissà che tra qualche anno non si potranno vendere le spiagge, allora vedrete che faranno anche questo, vendere chiese, santuari, monumenti.
Magari un giorno sarà possibile vendere le piazze, poi il mare del comprensorio, i laghi e la natura circostante, venderanno l’ombra ma se sarà possibile anche il sole, l’importante è che loro non si sbattono troppo, in compenso però dovremmo sbatterci di più noi per rendere decoroso un territorio dove nei politici trova molte volte i primi nemici.
Ma completiamo questa minestra aggiungendoci un po’ di sale e pepe. Detto che, secondo la loro visione futuristica, con questa scusa del basso impatto ambientale sembra che ci stiano facendo un favore a fare cattedrali nel mare, aggiunto che sentir parlare di nuovi posti di lavoro attraverso questa cattedrale è una fesseria inascoltabile (guardare il subappennino se ha avuto posti di lavoro), resta la poca chiarezza dell’operazione.
In pratica questo Comune delibera il nulla, se non la totale disponibilità nel concedersi tra le braccia della Seva srl e lasciargli fare quanto da loro proposto. Mi spiego meglio.
Da quel che si evince non c’è nessuna analisi economica che possa dire quanto il Comune di Ischitella ricavi da questa operazione, cioè non sappiamo nemmeno se ne valga la pena, pur di tenere i politici ancora nei bar, intanto però viene deliberato il nulla, cioè tutto.
Dopo il sale veniamo al pepe. Non risulta un po’ strano anche a voi deliberare cose di cui non si sa il beneficio? Come mai l’opposizione non si è presentata a manifestare l’assenso o il dissenso? Siamo certi che non ci sia altro considerando come questa delibera così pesante, poiché riguarda tutto il Gargano, venga fatta così in sordina nei giorni di festa? Voi vendereste una macchina senza sapere cosa vi danno? Magari se non è vostra si, ed è forse questo il problema vero, quello di non spiegare niente o poco alla popolazione, di riempirsi la bocca con il basso impatto ambientale, di promettere posti di lavoro che non arriveranno e soprattutto mi viene da chiedere se non sia giusto che ci sia un sospetto su un’operazione che non ha niente di saggio, etico e chiaro nei confronti di un territorio ad altissima propensione turistica.
A questo punto è anche prevedibile una risposta ufficiale del Comune di ischitella che dichiara di aver “solo” valutato un vantaggio per poi a seguire considerare i vantaggi economici, ma a quel punto devono anche spiegare la necessità di una delibera convoncando il 19 agosto un consiglio apposito, in giorni che di solito l’assenteismo è più che scontato.
Come dice un proverbio “chi non cura la propria magione è un uomo senza ragione”.
Da nord a sud, ma slowly
di Riccardo Piaggio
da Il Dominicale del Sole 24 Ore del 6 dicembre 2009
Dal Tavoliere alle Alpi, le musiche popolari e tradizionali si candidano a raccontare la biodiversità dei questo Paese. E se, insieme al cibo, fossero proprio i suoni, le parole e i balli di pastori, contadini e montanari i nostri più formidabili cultural commons, ossia il nostro patrimonio culturale immateriale?
Non a caso, dalle parti di Bra (dove è nato Carlo Petrini), la nuova musica tradizionale la chiamano Slow Folk. A Carpino, ad esempio, le fave (presidio Slow Food), vanno in coppia con i Cantori (patrimonio Slow Folk). Da non consumare in fretta, che si tratti di fave o di cantori.
Partendo da sud, ecco dunque Il ritorno della taranta (Squilibri, a cura di Vincenzo Santoro, con allegato cd di 75’ che comprende rarità e classici del genere), una «storia della rinascita della musica popolare salentina» che racconta qualcosa di più di un fenomeno locale. In un racconto corale, i migliori nomi della nostra musica popolare ricordano come la cultura della terra (cibo e suoni, ancora una volta insieme) abbia drenato un possibile genocidio culturale nel nostro sud, dovuto alla massificazione del gusto. È quanto ricordò già Pasolini nei suoi Scritti Corsari, in tempi non sospetti. Da Giovanna Marini agli Officina Zoè, da Edoardo Winspeare a Eugenio Bennato, il volume traccia la rotta di una questione locale, la pizzica salentina (così come la tarantella del Gargano), divenuta moda globale, anzi glocal. Leggendo questa storia si comprende perché centinaia di migliaia di giovani partecipino ogni anno a feste e concerti di musica tradizionale, più o meno con lo stesso spirito con cui, negli Usa, gli hippies accoglievano le ballate folk di Pete Seeger e Bob Dylan. E pensare che la riscoperta della propria identità sonora, conquistata da giovani musicisti come antidoto al degrado, ha prodotto, negli anni, anche effetti esilaranti: «a seguito di successi di film farciti di arti marziali orientali», si legge nel volume, «alcuni giovani duellavano nella pizzica schermata con precarie e ridicole imitazioni estemporanee di kung-fu e di karate, tanto che gli anziani si erano stufati delle nuove forme caricaturali di ballo, e avevano smesso di recarsi alle feste». (…)
Vi aspettiamo tutti a Carpino il 7 Dicembre, nella giornata tradizionalmente dedicata all’accensione delle fanoie, grossi falò che in ogni quartiere del paese rappresentano un momento devozionale e di aggregazione sociale dove si coltivano le memorie orali grazie alla presenza dei testimoni della tradizione.
Un emendamento del governo alla finanziaria, all’esame della commissione Bilancio della Camera, prevede una riduzione dei numeri a carico di Province e Comuni nonché dei consigli circoscrizionali, che sembrano destinati a sparire.
Il tutto a cominciare dalle prossime elezioni, non certo per i mandati in corso. L’emendamento del governo in realtà è una anticipazione di quella «carta delle autonomie» licenziata dal governo con un disegno di legge.
Ma come cambierebbero i numeri alla Provincia di Foggia e al Comune di Carpino?
Per la Provincia di Foggia: il Consiglio passerà da 30 a 24 e la giunta da a 11 a 10
Per il Comune di Carpino: il Consiglio passerà da 17 a 12 e la giunta da 7 a 3
Arrestato, nel Parco nazionale del Gargano nel territorio di Carpino, un uomo di 77 anni del posto. L’operazione, effettuata durante dei servizi mirati alla repressione dei reati ambientali, è stata coordinata dal Nucleo operativo Antibracconaggio di Roma. L’uomo, al quale sono poi stati concessi gli arresti domiciliari, è stato sorpreso in contrada Pasqualicchio mentre esercitava attività venatoria con un fucile con la matricola abrasa. Sono, inoltre, 23 le denunce per attività venatoria illegale che i forestali hanno effettuato, nell’ultimo periodo, in terra garganica e numerosi sono stati i sequestri di armi, munizioni, attrezzature illecite ed avifauna abbattuta.
Tatiana Bellizzi
La presenza ormai accertata sui monti della Daunia e del Gargano, ma sempre, comunque, ai limiti della sopravvivenza, del Lupo in Provincia di Foggia (14-18 Lupi su una popolazione italiana di 400-500), va considerata come una risorsa, una ricchezza in più, la testimonianza dell’elevato indice di naturalità dell’intero comprensorio e del buono stato di conservazione del patrimonio boschivo, che le popolazioni locali hanno saputo conservare e preservare nel tempo.
Sottraendolo all’antropizzazione selvaggia e al degrado. Da dove nasce, quindi la loro cattiva fama? Forse dal fatto che si tratta di animali elusivi, enigmatici e intelligenti, come l’homo sapiens, cacciatori sociali, comunitari, gerarchici e, perciò competitori, per di più irriducibili a schiavitù. Il Lupo, come è noto, è il più grande predatore europeo, di solito preda animali selvatici di piccola e media taglia, arrivando persino ad aggredire cinghiali giovani o con qualche difficoltà, raramente, però, e solo in alcuni periodi dell’anno, preda animali domestici, soprattutto ovini. La mancanza di animali selvatici in una determinata area durante il periodo dello svezzamento dei piccoli, induce i Lupi adulti ad aggredire occasionalmente bestiame domestico, causando inevitabilmente dei danni agli allevatori. A questo proposito, a seguito di un accordo tra Regione, Provincia ed ASL, si è stabilita una procedura per il risarcimento dei danni, che la Regione riconosce ed indennizza.
La procedura prevede che l’allevatore, il quale ha subito danni da Lupo o presunto Lupo, deve, nel più breve tempo possibile, contattare un Veterinario dell’ASL competente sul quel territorio, il quale deve recarsi sul posto e stilare un verbale sulle cause della morte degli animali, riportando il numero e la matricola degli animali morti. Il verbale, così compilato, deve essere consegnato all’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Foggia, che insieme alla richiesta di indennizzo, redatta su apposito modulo dall’allevatore, verrà spedita agli Uffici competenti della Regione Puglia.
Le informazioni sulla procedura di indennizzo sui danni da Lupo sono disponibili presso la sede dell’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Foggia, in Via Telesforo, 25, oppure contattando i seguenti numeri telefonici:
0881-791765 Domenico Guerra responsabile dell’Osservatorio Faunistico Provinciale
338-7274916 Michele Zullo Ossrvatoio Faunistico Provinciale
335-7128380 Luigi Paciello vice Com.te Polizia Provinciale
Voci insistenti danno per certo un avvicendamento nella compagine governativa del Comune di Carpino.
Pare che le dimissioni di uno dei componenti della Giunta stiano mettendo in atto tutta una serie di avvicendamenti nelle cariche e deleghe distribuite a ridosso delle elezioni amministrative del 28-29 Maggio 2007.
Pare certa la promozione ad assessore del consigliere Rocco Vivoli che cederebbe cosi la delega alla cultura.
Stante cosi le cose si apre di fatto il totonomine per la delega alla Cultura.
Possiamo giocare anche noi a identificare un possibile identikit?
Cosa dovrebbe avere e sapere un delegato alla Cultura del Comune di Carpino?
Ma neanche il tempo per aprire i giochi e per consentirmi di proporre Antonio Piccininno che subito arriva la notizia che ci sarebbe già un papabile:
Rocco Pio Giambattista
Data di Nascita: 14/06/1980 – luogo: San Giovanni Rotondo
Data Elezione: 27/05/2007 (nomina: 12/06/2007)
Partito: Lista Civica
Categoria Professionale: Esercente Negozio di Ferramenta
Titolo di Studio: Licenza di Scuola Media Superiore
Per saperne di più: http://www.facebook.com/carpinonews