Domenico Manzo segretario del Partito Democratico di Carpino passa dalle parole ai fatti.
A Carpino è da oltre cinque anni che si convive con il pericolo alluvione e l’Amm. Comunale dice sempre "provvederemo". Ora basta denuncerò alla Comando dei Carabinieri di Carpino le varie inadempienze prima che accade qualcosa che poi tutti fanno finta di non conoscere e di non sapere.
Immediata la risposta di Rocco Ruo
L’amico Mimmo Manzo sa bene che il comune di carpino è stato beneficiato di un finanziamento di circa 1 ml e mezzo di euro e di un altro finanziamento di circa 300.000,00 euro. Stiamo per indire le gare d’appalto. Tengo a precisare che i su richiamati finanziamenti sono stati erogati garzie alla solerzia e alla tempestività di intervento dell’amministrazione comunale di Carpino che ha presentato dei progetti credibili, finanziabili e finanziati. Per concludere, ma non per polemica sterile e fine a se stessa. Mi piacerebbe conoscere un solo progetto per la messa in sicurezza del suolo che l’amministrazione comunale di Carpino ha avuto finanziato quando l’amico mimmo manzo era un importante e pesante assessore comunale.
Domenico Manzo
Vogliate perdonarmi se quanto scriverò su questa morte offenderà talune sensibilità. Sento di doverlo fare.
Prima di tutto porgo le mie condoglianze alla famiglia.
Pare, come dice l’articolo di cui sotto, che abbiano risolto il caso. Le indagini portano inequivocabilmente alla moglie.
Nicola Mitrione qualche giorno fa scrisse che chiunque guardasse nei suoi occhi capiva il disagio che stava attraversando e che in fondo quello che è accaduto è anche colpa nostra.
Condivido in pieno questa visione. Sono anch’io convinto che questo delitto unisce in negativo l’intera comunità carpinese.
Vedete gli investigatori hanno trovato le probabili armi dell’omicidio e le urla della donna avvalorano la tesi accusatoria. Per tutti è stata la moglie.
Se ci fate caso una delle principali cause della morte di molti anziani è una caduta. Ma siamo proprio sicuri che sia cosi? Siamo proprio sicuri che la caduta abbia chiamato la morte?
Io penso proprio di no, penso che sia la morte a causare la caduta e a portarsi i nostri affetti.
Anche nel giallo di Carpino le cose sono andate cosi. Il tumore, l’arma, la donna sono la caduta di cui si è avvalsa la morte per portarsi via Michele Bramante.
Ma Michele non era anziano. Chi ha convocato la morte?
Michele Bramante era un piccolo uomo che parlava con un filo di voce per non distrurbare. Lo ricordo al Bar di mio padre a chiedermi verso le ore 20 della calura estiva una Birra. Non era come gli altri clienti. Michele Bramante non voleva dare fastidio a nessuno. Mi guardava negli occhi, Nicola quanto hai ragione, e quando gli sguardi si incrociavano alzava la mano con le sue mille lire e chiedeva la sua birra. Gliela prendevo, gli portavo anche il bicchiere, ma lui lo rifiutava, metteva il dito nella canna della bottiglia e la faceva scoccare. Poi mi guardava come un bimbo, mi sorrideva e sempre con quell’atteggiamento di chi non vuole fare danni, alzava il gomito è si beveva quella birra.
Spero che nella sua vita Michele Bramante abbia avuto molte altre gioie, ma l’impressione che avevo era che in quel momento lui si gustava il suo momento di gloria, il suo riscatto sociale.
Di Michele Bramante ricordo che non mi accorgevo quando arrivava e non mi accorgevo quando non c’era più. Ma se mi capitava di guardarlo negli occhi capivo subito che aveva bisogno di essere ascoltato.
Non lo feci. Se qualcuno gli rivolgeva la parola spesso era la persona sbagliata.
Era un uomo solo che soffriva in silenzio.
Sono certo che se ci fossimo fermati un attimo ad ascoltarlo Michele Bramante starebbe ancora con noi.
Ciao Michele Bramante piccolo uomo umile di Carpino.
Signor Sindaco, per Michele Bramante, le chiedo la cortesia di far verificare quanti casi di morte ci sono a Carpino a causa dei tumori. In particolare di verificare se il numero è nella media locale e nazionale. Se ci sono delle anomalie. Se i carpinesi possono stare tranquilli oppure se occorre prendere dei provvedimenti per la pubblica sicurezza. La ringrazio.
A distanza di cinque giorni si è finalmente composto il puzzle di indagini in merito all’uccisione di Michele Bramante, il pensionato di Carpino sgozzato all’interno della sua abitazione. I carabinieri avevano fermato la moglie dell’uomo, Antonia Russo, fermo poi convolidato dal Gip del tribunale di Lucera. Intorno a lei, infatti, si sono mosse le indagini. Domenica scorsa, giorno del delitto, i primi ad intervenire sul posto, dopo la telefonata dei figli della coppia che risiedono in Germania sono stati i sanitari del 118. Nella tarda serata, però, è stato richiesto l’intervento di un medico legale che ha constatato il decesso da ‘azione meccanica’ e non come si era sospettato in un primo momento da emorragia dovuta all’esplosione di una vena all’altezza della gola, dove l’uomo due mesi prima subì un intervento per un tumore. La scena del crimine è apparsa sin da subito poco chiara; la stanza, così come le pareti, erano state completamente ripulite da eventuali tracce di sangue. Poi, a seguito di una perquisizione, i carabinieri hanno recuperato la camicia da notte della donna, macchiata di sangue ed una sciarpa in lana completamente intrisa, probabilmente utilizzata dalla Russo, sostengono gli inquirenti, per tamponare la ferita alla gola del pensionato. Inoltre, immediatamente dopo il delitto i militari hanno anche sequestrato in casa dei due coniugi un paio di forbici e dei ferri utilizzati per lavorare la lana. Secondo gli stessi, queste potrebbero essere le probabili armi dell’omicidio. Inoltre la donna ha dichiarato versioni contrastanti in merito alla ricostruzione dell’accaduto, che non hanno affatto convinto gli investigatori che, pertanto, ne hanno disposto il fermo. Inoltre la pensionata chiedeva di continuo di poter raggiungere i figli in Germania. Particolare che, dicono i carabinieri, avvalorerebbe la tesi accusatoria nei suoi confronti.
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Delitto di Carpino, gli stava grattando la ferita alla gola: le sono sfuggite le forbici
Già in stato di fermo la moglie. In lavatrice i vestiti sporchi di sangue.
Sembra sia stato definitivamente chiarito il giallo della morte di Michele Bramante, 77 anni, trovato privo di vita nel letto della sua abitazione. La moglie Antonia Russo di 56 anni avrebbe cercato di alleviare il prurito al collo di suo marito provocato da una grave infezione forse utilizzando delle forbici o un altro oggetto metallico appuntito. Quello che poteva sembrare un gesto d’aiuto si è rivelato invece fatale per l’uomo.
L’accusa della donna potrebbe essere dunque di omicidio preterintenzionale o colposo. I carabinieri hanno recuperato nella lavatrice dell’abitazione una camicia da notte della donna macchiata di sangue e una sciarpa che Antonia Russo potrebbe aver utilizzato per tamponare l’emorragia di suo marito.
Una circostanza alquanto singolare ma giudicata credibile dagli inquirenti. Una vicenda che ha impegnato le forze dell’ordine nel chiarire un quadro della situazione che all’inizio sembrava banale. L’uomo venne trovato lunedì dagli agenti in una pozza di sangue. Accanto a lui la moglie in stato di shock.
Sembrava fin dall’inizio che fosse stato ferito alla gola con un punteruolo. Bramante, due mesi fa si era sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla gola per un tumore. All’inizio gli inquirenti ipotizzavano che la ferita potesse essersi infettata. L’allarme lo diedero i figli del 67enne che abitano in Germania.
L’uomo viveva proprio con la moglie, una donna di 56 anni. Dopo il primo intervento degli operatori del 118, che hanno constatato la morte sua morte, è intervenuto il medico legale che sospettava come il decesso fosse sopraggiunto con un colpo alla carotide inferto con un punteruolo. In base agli ultimi sviluppi sembra proprio che sia stato il colpo di forbici inferto dalla donna.
Il Gip del Tribunale di Lucera ha convalidato, questa mattina il fermo nei confronti di Antonia Russo. Si tratta della moglie di Michele Bramante, l’uomo di Carpino trovato morto all’interno della sua abitazione. Gli inquirenti non lasciano trapelare nulla, ma il fatto che il Gip abbia convalidato il fermo lascia intendere che ci siano gravi indizi di colpevolezza nei confronti della donna accusata – così informano gli stessi investigatori – di omicidio volontario. Massimo riserbo anche per l’arma utilizzata per compiere l’ipotetico delitto, che configurerebbe tra gli oggetti sequestrati all’interno dell’abitazione dei due anziani subito dopo il ritrovamento del cadavere. Intanto si attendono ancora gli esiti degli esami istologici effettuati su alcuni tessuti prelevati dalla gola della vittima.
Continua il giallo sulla morte di Michele Bramante il pensionato di 68 anni, il cui corpo è stato trovato domenica sera nella sua abitazione con una profonda ferita alla gola.
I carabinieri subito dopo il ritrovamento del corpo dell’uomo hanno fermato la moglie accusandola di omicidio volontario.
Nella tarda serata di ieri, infatti, è stata eseguita l’autopsia sull’uomo che doveva essere utile per capire se effettivamente l’anziano era stato ucciso e, dunque, verificare la posizione della moglie. L’autopsia, secondo alcune indiscrezione non avrebbe fornito elementi utili tanto che i medici legali hanno chiesto altro tempo per eseguire degli esami istologici sui tessuti prelevati dalla gola dell’uomo: la zona dove, secondo la prima ricostruzione dei carabinieri sarebbe stato colpito con un punteruolo provocandogli l’emorragia che lo ha ucciso.
Dunque qualche informazioni in più potrà essere nota soltanto nella tarda serata di oggi. Solo dopo l’esito degli esami istologici il gip del tribunale di Lucera potrà decidere se confermare o meno il fermo della moglie di Michele Bramante.
•C A R P I N O.- Michele Bramante abitava a Carpino, in vicolo "Vesuvio", a poche decine di metri dalla chiesa di san Cirillo, insieme alla moglie, A.R. cinquantottenne originaria di Rodi Garganico. Padre di due figli, un uomo e una donna entrambi sposati e trasferitisi da molti anni, per motivi di lavoro, in Germania, Michele Bramante era molto conosciuto in paese, una comunità che, per buona parte dell’anno, vive il tran tran quotidiano senza scossoni. Qui tutti si conoscono, come avviene in tutti i paesi di questo Gargano che continua a vedere allungarsi la lista dei giovani che, sempre più numerosi, sono costretti ad emigrare. Una vita sociale che è tutta nella piccola piazza del paese, il "palcoscenico" di una comunità che, da alcuni anni, vive dell’eco della risonanza della manifestazione estiva del Carpino folk festival. La notizia della morte del pensionato ha destato, naturalmente, molto stupore, anche perchè non c’erano stati precedenti che potessero far pensare ad un fatto così tragico. Una famiglia tranquilla, da tempo, però, pare che la moglie accusasse problemi di salute, tant’è che, si dice, sia tuttora seguita da specialisti. Stato di salute che, forse, si sarebbe aggravato subito dopo l’intervento a cui era stato sottoposto il marito, per una neoplasia alla gola. Intervento pienamente riuscito, ma che potrebbe aver aggravato lo stato di salute della signora Bramante . E anche il fatto che al momento della scoperta del cadavere del marito, i carabinieri pare che l’abbiano trovata in uno stato confusionale potrebbe essere la riprova che per la signora l’intervento chirurgico subito dal coniuge abbia potuto peggiorare il suo stato di salute. Sono soltanto ipotesi alle quali dovranno dare una risposta gli inquirenti, una volta conosciuti i risultati dell’autopsia.
Carpino, pensionato ucciso con il punteruolo: fermata la moglie.
FOGGIA – È stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria la moglie di Michele Bramante, il pensionato di 68 anni ucciso con un colpo di punteruolo alla gola, il cui cadavere è stato trovato dai carabinieri la sera di domenica scorsa nella sua abitazione a Carpino nel foggiano. La donna, Antonia Russo, di 56 anni, è indagata per omicidio volontario. Il fermo è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano che sin dai primi passi delle indagini avevano avuto sospetti sulla donna che fu trovata in stato di choc accanto al cadavere, adagiato sul letto, del marito sessantottenne. Per oggi è prevista l’autopsia nel corso della quale si potrà tra l’altro accertare se la morte dell’uomo sia stata causata dal colpo di punteruolo che gli ha bucato la carotide, e che gli investigatori ritengono sia stato inferto da sua moglie. Sono stati i due figli della coppia, che attualmente risiedono in Germania, ad avvertire i carabinieri di quello che era successo, probabilmente avvertiti dalla madre nel corso di una telefonata. Le indagini sono dirette dalla procura di Lucera.
Si tratta quasi certamente di omicidio
Carpino si tinge di rosso e di giallo. Rosso, come la pozza di sangue in cui è stato trovato un uomo di 67 anni. Giallo, come il mistero sulla sua morte. Michele Bramante, questo il nome della vittima, era a casa sua, per terra, con il collo insanguinato. Nell’abitazione c’era anche la moglie, in stato confusionale. In un primo momento, ecco il perché del giallo, si era pensato ad un’emorragia causata proprio da un intervento chirurgico al collo, subito dall’uomo qualche tempo fa per una cisti. Dopo una prima ispezione cadaverica, però, il medico legale ha stabilito che il decesso è avvenuto a causa di una ferita da arma da taglio, forse un punteruolo, che ha reciso la carotide e ha provocato la fuoriuscita del sangue. A dare l’allarme non è stata la moglie, ma i figli della coppia, che vivono in Germania e che non erano riusciti a contattare i genitori. Sul caso indagano i carabinieri di Vico del Gargano e la procura di Lucera. Mentre la moglie di Bramante, una donna di 56 anni, è stata sottoposta ad interrogatorio, perché deve chiarire la sua posizione, il medico legale ha disposto l’autopsia, prevista per domani.
Fibrillazione. La composizione del nuovo esecutivo tra le polemiche.Tensione in aula difficile la ricomposizione.
Scacco matto al sindaco di Carpino, Rocco Manzo da parte di una componente della sua maggioranza: una composita coalizione della quale fanno parte esponenti del partito della libertà e di ‘Puglia prima di tutto”. Saltata l’elezione del presidente del consiglio comunale. Al candidato che era stato indicato dalla maggioranza per subentrare a Mario Trombetta, decaduto a seguito della sua nomina ad assessore comunale, sono andati appena sette voti; quattro ad un altro consigliere, una scheda bianca. Il risultato ha fatto salire la tensione che, evidentemente, covava sotto le ceneri di un presunto ricompattimento della maggioranza. La riunione che aveva preceduta la seduta consiliare era servita a fare chiarezza su alcune fibrillazioni che, indiscutibilmente, c’erano state all’indomani delle nomine dei nuovi assessori, con il passaggio di testimone da Francesco Corleone a Mario Trombetta, ex presidente della massima assise cittadina. E non sappiamo quanto causale, e non piuttosto un chiaro segnale diretto proprio al sindaco Manzo al quale, evidentemente, si è fatto capire che, di questo passo, per l’amministrazione comunale i prossimi due anni di legislatura potrebbero essere tutti in salita. Infatti, non sappiamo se possiamo parlare di un incidente di percorso e non piuttosto fatto intendere al primo cittadino che vanno rivisti gli equilibri all’interno della maggioranza. I quattro voti andati, guarda caso, all’ex assessore Francesco Corleone il quale aveva fatto esplicitamente capire di gradire la carica di presidente della massima assise cittadina. Seduta consiliare sospesa su richiesta del vice sindaco, Giuseppe Gentile; pausa che, però, non sarebbe servita a calmare gli animi e a riprendere i lavori. Trascorso il tempo previsto, Francesco Corleone, in qualità di consigliere anziano, ha mandato tutti a casa, riservandosi di riconvocare il consiglio allorchè il sindaco l’avesse ritenuto necessario.
Riunione che dovrebbe esserci entro la prima decade di febbraio, avendo per oggetto dei lavori: la nomina di presidente e vice del consiglio comunale, e altri tre argomenti che erano già stati inseriti nella precedente convocazione.
Francesco Mastropaolo
Sviluppo Laguna Varano, Tavaglione: «Un Piano regolatore per disciplinare le attività sul lago»
Prevedere un capitolo di spesa regionale per le emergenze legate alle attività della laguna; istituzione di un Consorzio ittico; creare una filiera commerciale capace di far conoscere i prodotti lagunari nei vari mercati nazionali e internazionali; sostenere le attività produttive della zona colpite dall’emergenza dell’alga rossa; intraprendere un cammino condiviso per lo sviluppo, ma tutelando l’ecosistema della laguna. Sono queste le esigenze rappresentate dal sindaco Nicola Elia Tavaglione durante l’incontro svoltosi nella Sala consiliare del Comune di Cagnano Varano. All’incontro era presente una nutrita delegazione delle cooperative dei pescatori, oltre alla giunta comunale di Cagnano Varano, al sindaco di Carpino, Rocco Manzo e all’assessore di Ischitella, Raffaele Cannarozzi. L’incontro ha visto la partecipazione anche di Giuseppe Leo, dirigente del settore pesca della Regione Puglia. Il sindaco Nicola Tavaglione ha evidenziato l’importanza «di aprire una pagina nuova nella gestione della laguna di Varano, capace di coinvolgere enti e categorie produttive per la valorizzazione di un settore strategico per l’economia della zona». Per il primo cittadino di Cagnano Varano occorre pensare a una sorta di «piano regolatore delle attività produttive della laguna, in modo da disciplinare un settore e garantire, attraverso l’istituzione del Consorzio, la buona gestione di un sistema che, per qualità e quantità, può competere con altri prodotti e offrire nuove possibilità di sviluppo per tutta la zona». Attualmente sono circa 300 le persone – con l’indotto – che traggono sostentamento dalla produzione ittica della laguna, compresi gli impianti di mitilcoltura, tra i più importanti d’Europa, recentemente danneggiati dallo spiaggiamento dei capidogli. «Avremo presto uno strumento per lo sviluppo della laguna, ora occorre capire come dobbiamo usarlo», ha evidenziato l’assessore di Ischitella, Raffaele Cannerozzi, facendo riferimento all’istituzione del Consorzio ittico che per il sindaco Rocco Manzo «rappresenta una opportunità di sviluppo che non possiamo farci sfuggire», mentre per Palma De Simone, assessore alle attività produttive di Cagnano Varano, «lo sforzo che stiamo mettendo in campo darà risultati solo se sapremo mettere da parte campanilismi e inutili interessi di bottega». L’incontro è stato concluso dall’intervento del rappresentante regionale che, rinnovando le scuse dell’assessore Dario Stefano, trattenuto a Bari da impegni sopraggiunti, ha sottolineato come la Regione «stia mantenendo tutti gli impegni assunti e predisponendo nuove opportunità di tutela del settore come con il bando per l’acquacoltura che sarà pubblicato ai primi di febbraio», ma soprattutto, ha sottolineato il dott. Leo, la Regione sarà con i pescatori nelle rivendicazioni dei danni subiti, portando le loro richieste in sede ministeriale.