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In quasi un secolo Andrea Sacco ha narrato il sistema dei valori del mondo orale e contadino del Gargano

andrea-saccoNato nel 1911 a Carpino Andrea Sacco è stato il massimo interprete della tradizione musicale del Gargano sia come cantore e suonatore di chitarra battente che come depositario di un vastissimo repertorio di “sonetti”.
Oltre al suo “sonetto” più famoso, Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë, due espressioni circolano più di altre intorno a Zi ‘ndrea: "Chi suona e canta non muore mai" ed "Io sto qua. Quando volete venire io sto qua".
Oggi a tre anni dalla sua morte incominciamo a comprendere perchè esse continuano a rimanere nelle nostre menti.
Prima di tutto perchè Zi ‘ndrea non si riferiva a se stesso, alla sua persona quando ci diceva che non sarebbe mai morto. Infatti voleva dirci, con la semplicità e l’autenticità che lo contraddistingueva, che ciò che lui rappresentava, il suo canto e il suo suono e il suo repertorio di "sonetti" non sarebbero mai scomparsi.
Zi ‘ndrea per quasi un secolo di vità ha sentito come una missione narrare il mondo orale e contadino perchè sapeva che era l’unico modo che aveva per trasmetterci i valori di una civiltà che sarebbe di li a poco scomparsa.
Sapeva che era uno strumento di trasmissione e che doveva fare di tutto per trasmetterli ad altri più giovani di lui, cosi come era da sempre avvenuto.
Ma solo a conclusione del suo percorso di vita, Zi ‘ndrea aveva capito e svelato al suo nuovo amico, ‘nrico Noviello leader dei Malicanti che oggi lo commemora, che non vi era pericolo, che ciò che si ostinava a trasmettere non sarebbe scomparso con lui. Quello che lui aveva appreso da altri, altri li avevano appresi da lui e a loro volta li avrebbero trasmessi ad altri ancora e cosi per sempre.
Certo le modalità e le occasioni della trasmissione sarebbero cambiate e come sarebbe potuto essere diversamente? Anche lui li aveva appresi in modo diverso dai suoi precedenti. Ma non sarebbe certo cambiata la funzione che essi svolgevano, cioè veicolare simboli e valori.
Ma Zi ‘ndrea ci aveva anche voluto dire che per proseguire questa magia, questo eterno rito magico, chi desiderava essere un nuovo strumento di trasmissione aveva un modo efficacissimo per diventarlo: venire a Carpino a trovarlo.
No, non è sufficiente ascoltarlo, magari in un archivio sonoro. No, lo sa benissimo ‘nrico, occorre venire a Carpino sul Gargano. Occorre diventare un suo compagno. Solo a contatto con la comunità d’origine che li ricrea continuamente in funzione dell’ambiente, della loro interazione con la natura e la loro storia, i simboli e il sistema dei valori imbevuti e veicolati nei canti di Zi Andrea Sacco vi saranno svelati.
Andrea Sacco muore a Carpino all’età di 95 anni, il 17 marzo 2006.

La Cultura per creare economia e turismo di qualità: nasce il Consorzio 5FSS

Si è costituito il Consorzio “5FSS – FIVE FESTIVAL SUD SYSTEM” promosso da Legambiente FestambienteSud, Associazione Culturale Carpino Folk Festival, Associazione culturale Orsara Musica, Associazione Spazio Musica, Associazione culturale Suonincava, è stato costituito un Consorzio tra associazioni operanti nel settore della cultura, dello spettacolo e dell’arte, denominato "5FSS – CONSORZIO PER LA PROMOZIONE DELLA QUALITÀ CULTURALE NEL TERRITORIO".

Al Carpino Folk Festival la Direzione


L’idea dell’A.P.T. (Azienda Promozione Turistica) di Foggia appoggiata dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Foggia, che riuniva “Suoni in Cava” (Apricena), “FestambienteSud” (Monte Sant’Angelo), "Teatro civile festival di Legambiente" (Vico del Gargano), “Orsaramusica” (Orsara di Puglia), “Carpino Folk Festival” (Carpino) e “Festival d’arte itinerante Apuliae" esattamente ad un anno di distanza diventa adulto e si da una struttura e un’organizzazione.
Le cinque associazioni che ormai da anni, e ogni anno, sprigionano l’autentico potere di richiamare d’estate sul Gargano e sui monti Dauni tutti gli amanti di musica etnica e popolare, i fans del jazz e del rock ma anche gli appassionati di teatro e del cinema senza dimenticare l’enogastronomia e le bellezze architettoniche e naturalistiche, si uniscono per farne un unico grandioso evento al centro di un solo appuntamento, fissato tra luglio e agosto, con la partecipazione prevista di 250 artisti ed esecutori che sapranno attirare come negli anni passati oltre 200.000 spettatori in location molto suggestive.
Ma Five Festival Sud System non è una mera somma di 6 manifestazioni già esistenti sul nostro territorio, è molto di più. È ideazione, progettazione, programmazione e gestione di progetti di qualità utili allo sviluppo della cultura e dello spettacolo con un occhio rivolto al turismo culturale.
Lo scopo del consorzio appena nato infatti è quello di realizzare la tutela, la salvaguardia e la promozione e la valorizzazione di tutte le risorse artistiche e culturali, tangibili e intangibili, del territorio della provincia di Foggia.
In particolare il Consorzio si propone di operare per la diffusione ed il consolidamento delle attività festivaliere, delle attività culturali e artistiche, della conservazione della cultura e della memoria, dell’innovazione culturale e della creatività artistica, della produzione culturale ed artistica, delle attività di promozione della cultura materiale anche legata alla enogastronomia ed ai prodotti tipici e di qualità, e per la diffusione dell’impresa e dell’occupazione legate alla cultura ed allo spettacolo.

Musica Classica, Jazz, Rock, Tradizionale ma anche Teatro, Cinema, Danza hanno oggi anche in Capitanata uno strumento per essere sostenuti con qualità. Le professionalità che si mettono insieme operano nell’ambito delle attività culturali e dello spettacolo da molti anni; hanno competenze multidisciplinari per la gestione di eventi artistici e culturali complessi; hanno creatività e capacità strategiche e si occupano di marketing e dei rapporti istituzionali, di gestione delle risorse e organizzazione e amministrazione. 
La costituzione è avvenuta con atto notarile a Vico del Gargano, alla presenza di tre testimonial istituzionali come Nicola Vascello, assessore provinciale al Turismo, Rocco Ruo, presidente della commissione cultura della Provincia di Foggia e Luigi Damiani, sindaco di Vico del Gargano e padrone di casa.

Il consiglio direttivo del Consorzio è così composto:
Franco Salcuni, presidente (è Presidente di Legambiente FestambienteSud)
Michele Ferrara, vicepresidente (è Presidente di Orsara Musica)
Michele Ortore, direttore (è Presidente dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival)
Gianna Fratta, consigliere (è Presidente dell’Associazione Spazio Musica)
Antonio Potenza, consigliere (è vice Presidente dell’Associazione Culturale Suonincava).

Nella sua prima dichiarazione il neo presidente del Consorzio Franco Salcuni sostiene che «5FSS si prefigge di creare un sistema unico dei festival della Capitanata per aiutare il territorio provinciale a costruire un’economia della cultura. Questo può avvenire solo se le istituzioni comprendono l’importanza di quello che è avvenuto. Cercheremo di porre all’attenzione delle istituzioni e del mondo culturale del territorio una serie di temi di lavoro, chiedendoci innanzitutto come la cultura possa fare da argine al degrado sociale e da traino per l’economia locale, anche perché può essere d’aiuto per rilanciare flussi turistici di qualità».
Per Nicola Vascello si tratta «di un giorno storico per la cultura della provincia di Foggia».

Maggiori informazioni sono disponibili sul portale www.fivefestival.it, lo strumento ufficiale per le comunicazioni del Consorzio 5FSS – Five Festival Sud System.

Ufficio Stampa Consorzio 5FSS
ufficiostampa@fivefestival.it
Antonio Basile: 339/5299998 – Pasquale Gatta: 349/4038929, 0884/565533
P.S. Il sito www.fivefestival.it e la mail ufficiostampa@fivefestival.it  saranno attive fra un paio di giorni.

F.F.S.S.: la Cultura come traino per l’economia e il turismo di qualità nel territorio di Capitanata

Comunicato Stampa – Consorzio Five Festival Sud System

Vico del Gargano, li 14 marzo 2009
La Qualità Culturale in Capitanata ha una nuova stella
"Oggi è un giorno storico per la cultura della provincia di Foggia" queste le parole usate dall’assessore al turismo della Provincia di Foggia, Nicola Vascello, che ha tenuto a battesimo il nascente Consorzio, che può senza ombra di dubbio definirsi anche una sua creatura per l’impegno profuso lo scorso anno nel mettere insieme 5 realtà tra di loro apparentemente molto diverse.

Promosso da Legambiente FestambienteSud, Associazione Culturale Carpino Folk Festival, Associazione culturale Orsara Musica, Associazione Spazio Musica e Associazione Suoni in Cava nella giornata odierna è stato costituito un Consorzio tra associazioni operanti nel settore della cultura, dello spettacolo e dell’arte, denominato "FFSS – CONSORZIO PER PROMOZIONE DELLA QUALITA’ CULTURALE NEL TERRITORIO DI CAPITANATA".
Presenti anche il sindaco di Vico del Gargano, Luigi Damiani, e il consigliere, nonchè presidente della Commissione Cultura della Provincia di Foggia, Rocco Ruo.

L’idea dell’Azienda Promozione Turistica di Foggia appoggiata dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Foggia, che riuniva: “Suoni in Cava” (Apricena), “FestaAmbienteSud” (Montesantangelo), “Orsaramusica” (Orsara di Puglia), “Carpino Folk Festival” (Carpino) e “Apuliae” (Festival d’arte itinerante) esattamente ad un anno di distanza diventa progetto e si da una struttura e un organizzazione.

Il Consorzio Five Festival Sud System si inserisce a pieno titolo nel quadro più generale della conoscenza dell’area che va dai Monti Dauni al Gargano, nel sistema di alta promozione dell’identità del territorio, e ritiene di poter offrire contenuti complementari di assoluto fascino, promuovendo nuove produzioni artistiche e salvaguardando la propria cultura, nonchè la nascita di servizi integrati in materia di turismo, d’impresa, di istituzioni, di socialità.

Gruppo dirigente
Presidente: Franco Salcuni (FestambienteSud)
Vicepresidente: Michele Ferrara (Orsara Jazz)
Direttore Tecnico: Michele Pio Ortore (Carpino Folk Festival)

Le prime dichiarazioni del neo presidente del Consorzio F.F.S.S., Franco Salcuni:
«Il consorzio FFSS si prefigge di creare un sistema unico dei festival della capitanata per aiutare il territorio provinciale a costruire un economia della cultura. Questo può avvenire solo se le istituzioni comprendono l’importanza di quello che è avvenuto».

I primi passi da presidente?
«Porre all’attenzione delle istituzioni locali una serie di temi di discussione: Come la cultura può fare da traino per l’economia locale e nel contempo essere d’aiuto per rilanciare, nel nostro territorio, flussi turistici di qualità».

Seguiranno comunicazioni ufficiali.

Nuovi echi dagli antipodi per la Settimana della Cultura dei Pugliesi in Australia

E’ tornata a fare parlare di se la spedizione dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival a Melbourne dell’ottobre scorso.
Questa volta è toccato a Enrico Noviello parlare della Puglia e di zì Andrea e di Carpino.
Raccontare in inglese alla ABC, la radio nazionale australiana, di come sia incredibile ancora oggi ritrovare canti autentici di una civiltà contadina e pastorale praticamente autentici; di come sia educativo incontrare vecchi cantori, mangiare e cantare insieme in piccoli paesi rurali che nulla sembravano avere da dire, almeno per la cultura ufficiale.
L’occasione è stata una lunga intervista registrata al leader dei Malicanti mandata in onda Venerdi e Sabato scorso sulla ABC Autraliana.

Qui potrete ascoltare (a partire dal 20′ e 50") anche voi il racconto di Enrico e i canti con cui abbiamo risvegliato la voglia di casa degli italiani emigrati e abbiamo suscitato curiosità nelle altre popolazioni australiane.
http://www.abc.net.au/rn/musicdeli/stories/2009/2502071.htm

Ricordiamo le altre interviste realizzate sempre a Melbourne
L’intervista all’emittente televisiva SBS
L’intervista all’emittente radiofonica Rete Italia

Turismo: provincia di Foggia trainante per il comparto pugliese

Vascello Superstar. Smentiti i corvi che volevano il Gargano in declino
Anche il CFF e il Five Festival Sud System hanno i loro meriti

Il comparto turistico della provincia di Foggia si conferma anche per il 2008 trainante per tutto il sistema turistico pugliese e spina dorsale per l’intera economia di Capitanata.  Infatti, tra le cinque  province, quella foggiana ha fatto registrare nel 2008 il maggior incremento di arrivi (14%) e di presenze (7%), superando il Salento di 600.000 presenze e di 250.000 arrivi (da dati Apt).  “Questo comparto economico – ha detto l’assessore provinciale al turismo Nicola Vascello – è oggi trainante per l’economia dell’intera provincia, non conosce crisi in un contesto di recessione generale, anzi è in continua crescita".
Il Gargano e gli altri territori turisticamente rilevanti della provincia di Foggia offrono una performance storica in termini di arrivi e presenze.
"Alla luce di questi dati – continua Vascello – è d’obbligo una riflessione: abbiamo di fronte scelte importanti per il futuro, a cominciare dalla costituzione dei Sistemi Turistici Locali, strumento di governance utile a guidare i processi di sviluppo di un settore complesso e variegato come quello turistico, che potrebbe consentire il superamento delle tante diversità del nostro territorio. E’ necessario, però, evitare inutili sovrapposizioni e tentare di ottimizzare le esigue risorse a disposizione degli enti locali. Questo comparto economico ha ancora ampi margini di crescita, perché ci sono tanti prodotti turistici che ancora non vengono commercializzati o vengono commercializzati parzialmente, come il turismo congressuale, naturalistico e quello legato alla cultura e all’enogastronomia. Oggi con quasi 4.500.000 di presenze e le oltre 7.000 unità occupate, senza considerare l’indotto, il settore turistico si configura come l’unica vera grande industria presente sul territorio provinciale".

Antonio Piccininno e il CFF protagonisti in Germania su WDR3 in replica oggi alle ore 16

Antonio Piccininno e il Carpino Folk Festival protagonisti in Germania su WDR3

La Musica del Gargano nelle Radio in Germania

Wolfgang Hamm e Cristiana Coletti ne discuteranno su WDR3 con i nuovi giovani protagonisti e l’ex pastore grigio Antonio Piccininno.
Vecchie canzoni salvate dall’oblio, la divulgazione, il fenomeno tarantella boom, la moda e il marketing turistico saranno esaminate in due puntate che partiranno da Ernesto de Martino, Alan Lomax e Diego Carpitella per giungere al "Carpino Folk Festival" e a "La Notte della Taranta".

La seconda puntata andrà in onda su WDR3 il 24 febbraio a partire dalle 23.05
L’ascolto in streaming è raggiungibile da qui:
http://www.wdr.de/wdrlive/radio.phtml?channel=wdr3
http://www.carpinofolkfestival.com
http://carpinofolkfestival.splinder.com

Di seguito la PLAYLIST della trasmissione:

(1) Luna Calante: Tarantella da’ fatica (2:40)
Luna Calante: Demo live (tr.4) (ohne nähere Angaben)
(2) Pizzica degli Ucci (La Notte della Taranta 2003) (3:01)
La Notte della Taranta – Live in Melpignano tr. 1, ponderosa CD 022
(3) Aremu rindineddha (La Notte della Taranta 2003) (1:48)
La Notte della Taranta – Live in Melpignano, tr. 6, ponderosa CD 022
(4) Orchestra Popolare La Notte della Taranta: Nu baciu ‘ncanna (4:00)
La Notte della Taranta 2006 (tr.10) Parco della Musica Records MPR 007 CD
(5) Malicanti: Pizzica di San Vitu (6:27)
La Pizzica Taranta in Puglia, tr.2 (ohne nähere Angaben)
(6) Malicanti: Pizzica di San Vitu (2:23)
Atmo Carpino Folk Festival, Aufnahme der Autoren
(7) Atmo und Musik vom Carpino Folk Festival (2:05)
Aufnahme der Autoren
(8) Antonio Piccininno: Accome j’eja fa’ p’ama ‘sta donne (2:00)
Centro Studi di tradizioni popolari del Gargano e della Capitanata, Buch/CD
(9) Antonio Piccininno: Eje camenate lu munne a palme a palme (1:23)
Aufnahme der Autoren
(10) Officina Zoé: Santu Paulu de le tarante (4:55)
Officina Zoé: Live in Japan, Label, tr. 8, Polosud PS 062
(10) Officina Zoé: Don Pizzica (6:39)
Officina Zoé: Live in Japan, tr. 12, Label Polosud PS 062
(11) Uaragniaun: Trinze Trinze (tr. 4) (3:10)
Uaragniaun: U diavule e l’acqua sante, dunya records 8021750812820
(12) Luna Calante: Pizzica minore (4:18)
Luna Calante: Demo live (tr.2) (ohne nähere Angaben)

Puglia Terra di Eventi – BIT 2009 Milano e Carpino Folk Festival

Si è svolta oggi, alle 12.30,  presso l’area convegni dello Regione Puglia, il dibattito dal titolo: “Puglia, terra di eventi”
dal nostro inviato Rocco D’Antuono

Conduceva Antonio Stornaiolo; partecipavano: Michele Placido, Massimo Ostillio (assessore al turismo della Regione Puglia), Mauro Mazza (direttore TG2), Dario Stefàno (presidente della quarta commissione consiliare “Sviluppo Economico” Regione Puglia).

La discussione è stata incentrata sul modo di “fare eventi” in Puglia (oltre che sulle principali kermesse che si svolgono nella nostra regione).
E’ stata sottolineata l’importanza delle iniziative, al fine di favorire l’afflusso turistico verso i territori pugliesi.
Come i presenti hanno fatto notare, il realizzare eventi è un’attività che ha buona influenza, non solo per comunicare l’idea di una regione “viva” e attiva dal punto di vista culturale, ma anche perché si possono sfruttare gli eventi per operare il recupero del patrimonio storico, quali possono essere aree, costruzioni antiche, monumenti, che assumono sempre più spesso la funzione di scenario ospitante (ad esempio la piazza di Carpino per il Festival , “anfiteatro naturale”).
Annesso al recupero, funzionale all’evento, potrebbe esserci quello non funzionale, come per esempio il recupero di reperti archeologici, di beni antichi, l’organizzazione di “occasioni artistiche” (realizzazioni di mostre con arte non locale etc.) che segnerebbe i territori interessati, caratterizzandoli per la loro vivacità culturale (un esempio, potrebbe essere ristrutturare la nostra chiesa di S. Anna, ed a livello più ampio realizzare l’Auditorium della Musica Popolare).
Un grande tema da trattare è quello delle infrastrutture: come rendere facile la mobilità regionale?
E’ stata ribadita l’importanza di una onesta offerta turistica, di offrire un buon rapporto qualità-prezzo e di investire molto per la giusta accoglienza, soprattutto nell’era di internet, in cui il passaparola riguardante l’espressione di soddisfazione dei visitatori, viene amplificato a dismisura, dai network sociali costruiti in rete: un visitatore insoddisfatto degli operatori locali, attraverso la rete puo’ inibire centinaia, se non migliaia di potenziali visitatori.
Placido ha ricordato che per “fare” cultura, non è necessario essere in una grande città. Anche in un piccolo paesino, possono essere create scuole artistiche ed in generale centri di attrazione culturale.
Bisogna ricordare che la Puglia ha bellezze paesaggistiche, patrimoni artistici e beni storici di inestimabile valore, che faticano ad essere conosciuti.
Le quattro università pugliesi sono riuscite a costituirsi in un progetto comune, che è quello di catalogare tutti i beni culturali regionali, la loro storia e la loro evoluzione ed uso antropico.
Perdere il senso del rapporto degli abitanti col loro territorio potrebbe avere gravi conseguenze.
La parola chiave, dei molti dibattiti tenuti è quella di intrecciare il patrimonio culturale, materiale (monumenti, edifici, siti archeologici etc.) ed immateriale (dalla musica popolare alla letteratura) per creare ponderata attrazione turistica e sviluppo, ma prima di tutto per migliorare la qualità della vita degli abitanti del nostro territorio.

Arte, cultura e turismo disegnano insieme lo scenario de ‘La Puglia del futuro’

L’INTERVISTA: PARLA L’ASSESSORE REGIONALE AL MEDITERRANEO, SILVIA GODELLI

Turismo, la Puglia alla Bit cala l’asso del cinema

GIUSEPPE ARMENISE – Febbraio 20, 2009     Edizione Nazionale    Pagina NAZI7

Lo chiamano approccio multidisciplinare. Significa che i problemi vanno aggrediti servendosi di competenze diverse. L’approc – cio multidisciplinare implica che la Puglia diventa appetibile se insieme al sole e al mare ci si mettono anche percorsi ed eventi culturali, enogastronomici, squarci di natura intatta e fruibili. Alla Borsa internazionale del turismo (Bit) a Milano, la squadra pugliese, stavolta ci mette un ingrediente in più rispetto all’offerta già variegata: il cinema.
    A fare da portabandiera della delegazione, promotrice della Puglia come scenario naturale per le riprese di pellicole destinate al grande schermo (nei prossimi mesi cominciano a girare, tra gli altri, i registi Sergio Rubini, Mario Martone, Virginia Barrett, Tonino Zangardi e Giovanni Albanese), l’assessore al mediterraneo, Silvia Godelli.
    Assessore Godelli, com’è
    cambiata la politica di promozione della Puglia?
«Arte, cultura e turismo disegnano insieme lo scenario de “La Puglia del futuro”. Ma l’azione incisiva dell’assessorato al Mediterraneo ha attraversato grande dell’attività di promozione di questi ultimi anni. Dalle grandi iniziative di arte contemporanea, con Jan Fabre e Michelangelo Pistoletto ad esempio, ai festival musicali come La notte della taranta, il Carpino Folk Festival e tanti altri. Il tutto si è coniugato alla perfezione con gli eventi turistici come la “Night parade”».

    E il cinema? E’ d’accordo che potrebbe essere l’asso nella manica?
A solo un anno e mezzo dalla presentazione alla mostra di Venezia, le attività cinematografiche della Puglia vengono sintetizzate nella brillante pubblicazione edita da Laterza e intitolata “Effetto Puglia, una Regione tutta da girare” che verrà presentata domani (oggi, ndr) pomeriggio alla Bit di Milano. L’Apulia film commission ha sviluppato infatti attività di prestigio nazionale e internazionale e
si accinge a lanciare il territorio pugliese quale indiscusso scenario per il cinema e la televisione, strutturandosi anche con l’of ferta di servizi nei cineporti di Bari e di Lecce e con il sostegno alle produzioni dei grandi registi italiani già tutti pronti a girare in Puglia nel corso dei prossimi mesi.
    Cineporti e insieme una scenografia naturale invidiabile: a quali bacini d’in fl u e n z a
    ci si rivolge?
«Siamo pronti a inserirci nella progettazione euromediterranea attraverso la cooperazione con i Balcani e con il Sud del Mediterraneo. E poi, attraverso le azioni finanziate con i fondi strutturali, potremo consolidare la rete già esistente dei teatri di prosa e delle iniziative nel campo della musica e della danza disegnando un sistema artistico e culturale che porà ulteriormente sostenere la visibilità della regione e fare della cultura un traino speciale per lo sviluppo del territorio e per attrattiva turistica.

IL SUO 93ESIMO COMPLEANNO. AUGURI!

ANTONIO PICCININNO: LA SUA EREDITA’, CONSIDERAZIONI A MARGINE

di Amedeo Trezza

Oggi è il novantatreesimo compleanno di Antonio Piccininno, auguri! La straordinaria occasione di avere tra di noi uno degli ultimi cantatori di tradizione del sud Italia non può che indurci a riflettere, ancora una volta, sul ruolo della testimonianza e sulle prospettive della musica popolare.
Questo appuntamento di compleanno è così per me diventata l’occasione per fare un punto della situazione in itinere sullo stato dell’arte nel dibattito in proposito. E così, come esattamente un anno fa richiamavo la necessità di non smettere mai d’apprendere dagli antichi cantatori e suonatori non tanto le etichette d’un mondo che non c’è più ma lo spirito di quel mondo, spirito che sotto forme diverse può restare identico nella sostanza, sia pur non nella forma, così quest’anno vorrei soffermarmi su di un altro aspetto del dibattito fra tradizione e innovazione.
Negli ultimi anni mi sembra di aver assistito a Carpino (ma comunque e per fortuna molto meno che altrove) ad una progressiva spettacolarizzazione della tarantella di Carpino e del Gargano, laddove il palcoscenico si mostrava come ribalta di una rappresentazione – a carattere ludico – quasi imprescindibile per la realizzazione delle performances artistiche. Questa forma di resa spettacolarizzante se per un verso ha il merito di ripresentare e preservare una porzione di memoria culturale dall’oblio, dall’altra ha portato ad una defunzionalizzazione dei canti carpinesi che appaiono ai più oggi come canti ludici fini a loro stessi. Non è superfluo invece ricordare che il vero contesto di realizzazione di tali pratiche sonore e canore era ben più complesso e mostrava risvolti socio-antropologici che possiamo per brevità qui individuare nella pratica di senso complessa incarnata dalla serenata d’amore ad personam (fatta non solo di sonetti e strofette ma anche – e soprattutto – dalla Canzone).
Tuttavia lo spirito dei tempi ci offre questo potente sistema di comunicazione che è la rappresentazione scenica che individua un recitante (un performante) e un pubblico che partecipa in quanto assiste, fruisce e semmai valuta la performance. È lo schema della comunicazione teatrale-televisiva che pervade anche ritmi, culture e contesti che per estrazione e vocazione erano a quel sistema (moderno consumistico) alternativi, estranei e critici. Tuttavia quello schema comunicativo prevale. Ma per fortuna non del tutto. E un notevole esempio ce lo dà proprio Antonio Piccininno il quale sa certo ben comportarsi da attore sul palcoscenico ma allo stesso tempo quando scende di lì non dismette il suo abito ma al contrario lo continua (e forse anche meglio) a vestire tra la gente, nei suoi posti abituali della piazza, nel paese, a casa sua. Il suo continuare a cantare, a darsi alla gente e agli amici a prescindere da quale spazio sociale del paese occupi in un dato momento il suo corpo la dice lunga sulla autenticità di un uomo che non ‘fa’ il cantatore ma lo è. Il suo valorizzare lo spazio urbano di Carpino al di là e al di fuori del palco e dei palchi ci suggerisce forse un modo per suggerire a noi stessi e al mondo un modo diverso e forse un po’ più motivato e organico di proporre e veicolare forme e sostanze di un patrimonio artistico di musica popolare come quello di Carpino e del Gargano.
Sarebbe bello ad esempio veder dedicata una serata allo spontaneismo in piazza e in strada nel paese, a gruppi volontari di cantatori e suonatori ‘sciolti’ catalizzare a turni non prestabiliti l’attenzione dei passanti che non saranno più classificabili come turisti-fruitori di un bene di consumo, bensì viaggiatori e produttori essi stessi di un bene immateriale.
È secondo questa logica che sarebbe veicolabile un sistema di valori basato non più sull’etica del consumo, cioè sul  prodotto offerto da consumare ad opera di chi è stato già previsto come consumatore dall’organizzazione del Festival, bensì su quello della produzione partecipata incrociata di chi viene e di chi resta, associando a forme di spettacolarizzazione significativi momenti di co-produzione spontanea, che di certo non dispiacerebbero agli anziani cantatori e suonatori di Carpino. Una dimensione partecipativa che forse risolverebbe anche le beghe di gelosie e di visibilità tra di loro poiché a tenere il banco non sarebbe più il monopolio di un palco ma ciascuno si sceglierebbe il suo palco e la sua referenza.
In questo senso sarebbe auspicabile, a mio avviso, far vedere – o far intra-vedere – tra le maglie del tempo dello spettacolo un altro tempo, quello della condivisione dall’interno e partecipata, come quella che ci suggerisce involontariamente Antonio Piccininno nella sua tensivizzazione dello spazio della piazza, dentro e fuori la piazza. Quando Antonio tante volte dice a me come ad altri, negli spazi del gazebo coperto della pro-loco, “aspettami qui, ora devo andare a cantare sul palco, poi quando finisco ritorno e riprendiamo a parlare e a cantare e suonare, non ti muovere” pare voler suggerire proprio questo.
Così, forse, si potrebbe ricominciare a rintracciare e praticare quelle precondizioni spontaneistiche che nella notte dei tempi hanno generato le più variegate e affascinanti forme di musica popolare.

Piano Territoriale Foggia, la soddisfazione e le riflessioni dal Carpino Folk Festival

Lo strumento, che individua e disciplina le potenzialità e le criticità del territorio sotto il profilo paesaggistico, ambientale, culturale, della mobilità e dei trasporti, è stato votato all’unanimità dal Consiglio della Provincia di Foggia giovedì 11 dicembre 2008, nelle sue diverse declinazioni tematiche.

In data 12 febbraio 2009 è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia l’avviso di deposito dello Schema di Piano Territoriale di Coordinamento provinciale aprendo cosi la fase di sessanta giorni di consultazione delle organizzazioni ambientaliste, socioculturali, sindacali ed economico-professionali attive nel territorio.
Per tale ragione l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ha sentito la necessità di far sentire anche il suo punto di vista che andiamo a declinare di seguito.
Esprimiamo ampia soddisfazione, per questo importante risultato, e ci auguriamo che costituisca per la Capitanata un nuovo punto di inizio per un sviluppo ecocompatibile, capace di tutelare e valorizzare il suo grande patrimonio ambientale e culturale e risolvere i diversi problemi che affliggono diverse parti delle aree interne e costiere.

Apprezziamo il grande lavoro di monitoraggio compiuto sulle caratteristiche geomorfologiche del territorio (http://www.territorio.provincia.foggia.it).
Notevole la monografia dei beni culturali: tutte le Masserie identificate, le Poste, gli Sciali e i Casini, ed ancora le Ville e i Poderi, le Taverne e i Trabucchi, le Torri e le Fortificazioni, i Castelli, i Palazzi Signorili, le Abbazie, i Monasteri, le Chiese e le Cappelle, ma anche le Fontane, i Pozzi e i Ruderi, le Grotte (ce ne risultano molte di più) e gli Acquedotti hanno oggi uno strumento di pianificazione strategica per essere tutelati e valorizzati.

Concordiamo nell’individuazione delle lagune di Lesina e Varano come aree di intervento prioritario per la promozione di iniziative di riqualificazione.

Condividiamo tutte le criticità del sistema ambientale e quelle relative al sistema insediativo dovute alla carenza nella dotazione e nella qualità delle infrastrutture (nei giorni scorsi si faceva notare che sul Gargano non è possibile neanche organizzare dei congressi, noi aggiungiamo che non è possibile realizzare nessun evento culturale, artistico, sportivo, economico e politico di rilievo nazionale e internazionale ed è per questo che ci auguriamo che dalle azioni che scaturiranno dal Piano vi siano anche quelle volte a sostenere la realizzazione dell’Auditorium della Musica Popolare – http://www.carpinofolkfestival.com -, ribadiamo una struttura architettonica idonea alla realizzazione di ogni tipo di evento, capace di sviluppare nuove attività in grado di attrarre flussi consistenti e sostenibili di visitatori, nonché qualificare, diversificare e ampliare la filiera turistica).

Siamo pienamente d’accordo sulla necessità di specificare il termine risorsa, quando ci si riferisce alle risorse culturali, per evitare che esse vengano viste per finalità meramente economiche e quindi destinate al mero consumo senza provvedere anche alla loro conservazione, in quanto condividiamo in pieno il monito della Relazione Generale secondo la quale le risorse culturali della Capitanata e del Garganon “sono già in uno stato non buono e necessitano di politiche volte al recupero e alla fruizione”.

Ci venga però permesso di negare l’affermazione secondo la quale "il censimento dei beni culturali dà un immagine compiuta della ricchezza e della varietà del patrimonio culturale della provincia di Foggia". Non è cosi. Nel Piano è quasi completamente assente la componente immateriale di questo patrimonio, ossia non c’è nessun riferimento a "(Art. 2 della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco) le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, le abilità – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali agli stessi associati – che le comunità, i gruppi, e in alcuni casi, gli individui, riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in funzione del loro ambiente, della loro interazione con la natura e la loro storia, e dà loro un senso di identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana".
Come la stessa Relazione Generale afferma non possiamo considerare sufficiente uno sviluppo fondato esclusivamente sulle iniezioni di strade, edifici e aree produttive, dobbiamo per forza di cose tenere in considerazione anche la componente immateriale.

Probabilmente ci sono ancora molte difficoltà da superare affinché si giunga presto a conoscere, tutelare, conservare e promuovere il ricchissimo patrimonio intangibile che molti considerano appartenente solo al mondo degli appassionati e degli amatori, ma che, invece, etnologi, sociologi, antropologi, paesaggisti ed una lunga serie di altri professionisti non considerano affatto un patrimonio volatile e di inessenziale, basti pensare che ormai anche nel mondo dell’impresa e dell’economia, il vantaggio competitivo non è più rappresentato tanto dalla tecnologia in se stessa, ma dal capitale umano disponibile, dall’insieme delle competenze delle persone capaci di indirizzare e svilupparne le potenzialità.

Chiunque davanti alla redazione di un strumento di pianificazione strategica non può più non fare una seria riflessione sui temi dell’identità locale e della cultura, ma anche sulla qualità della vita dei suoi “abitanti” e pertanto non può prescindere per la Capitanata e per il Gargano da ciò che per le nostre comunità rappresenta la diversità culturale e la creatività umana che è rinchiusa nei pellegrinaggi, nelle cavalcate, nelle Feste Patronali e dei Santi, nelle Feste dei Fuochi e dei Falò, nelle Fiere e nelle Sagre, nei Cortei e nelle Giostre, nelle Corse degli Asini e dei Palii, nelle Rappresentazione, nelle Processioni e nelle Via Crucis, nei Carnevali e nelle Fanoie ed ancora nella Cultura Musicale locale, nelle Forme e nei Comportamenti, negli Stili, nei Lessici e negli Strumenti musicali, nei Musicisti e nei Cantori e in tutte le occasioni del canto.

Anche volendo solo considerare il solo aspetto della valorizzazione e quindi del turismo (ma viene da sé anche la tutela), la considerazione che ci viene da fare è quella che quando facciamo un viaggio non siamo solo incuriositi dal patrimonio ambientale, dai monumenti, dalle infrastrutture e dai servizi di mobilità, ma siamo anche e forse soprattutto desiderosi di scoprire gli uomini che ci vivono, le loro famiglie, i loro usi e i loro costumi ed anche il loro sistema dei valori, quindi anche se non vogliamo dare una specificazione a questo tipo di risorse, potremmo permetterci di non tenerne conto dal punto di vista strategico?

Può, in altre parole, un innovativo modello di sviluppo territoriale non dare un importante ruolo alla valorizzazione del patrimonio artistico-culturale?
Pensiamo di no, pensiamo che un Piano Territoriale di Coordinamento debba valorizzare i centri storici, le risorse naturali, quelle archeologiche, la mobilità e il trasporto ma anche le risorse culturali materiali ed immateriali, artistiche, etnoantropologiche, quelle artigianali, gastronomiche e delle tipicità agroalimentari e nel contempo avvalersi di prestigiose rassegne culturali ormai affermate.

Riteniamo quindi che sia necessario attivare anche una rete interculturale che tenga insieme la musica, il teatro, la danza, le tradizioni storiche ed etnoantropologiche, e favorire l’erogazione di fondi di sostegno agli operatori che si occupano della tutela e della promozione del nostro patrimonio culturale ed artistico.

Certi che questi nostri spunti siano meritevole di ulteriori riflessioni, ci auguriamo che il Piano indirizzi e coordini le azioni e i progetti dei comuni e degli altri enti locali verso una vera valorizzazione paesistica, di tutela dell’ambiente, di supporto allo sviluppo economico e all’identità culturale e sociale, di miglioramento qualitativo del sistema insediativo e infrastrutturale per accrescere il benessere delle genti della Capitanata e del nostro Gargano.

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