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Puglia Terra di Eventi – BIT 2009 Milano e Carpino Folk Festival

Si è svolta oggi, alle 12.30,  presso l’area convegni dello Regione Puglia, il dibattito dal titolo: “Puglia, terra di eventi”
dal nostro inviato Rocco D’Antuono

Conduceva Antonio Stornaiolo; partecipavano: Michele Placido, Massimo Ostillio (assessore al turismo della Regione Puglia), Mauro Mazza (direttore TG2), Dario Stefàno (presidente della quarta commissione consiliare “Sviluppo Economico” Regione Puglia).

La discussione è stata incentrata sul modo di “fare eventi” in Puglia (oltre che sulle principali kermesse che si svolgono nella nostra regione).
E’ stata sottolineata l’importanza delle iniziative, al fine di favorire l’afflusso turistico verso i territori pugliesi.
Come i presenti hanno fatto notare, il realizzare eventi è un’attività che ha buona influenza, non solo per comunicare l’idea di una regione “viva” e attiva dal punto di vista culturale, ma anche perché si possono sfruttare gli eventi per operare il recupero del patrimonio storico, quali possono essere aree, costruzioni antiche, monumenti, che assumono sempre più spesso la funzione di scenario ospitante (ad esempio la piazza di Carpino per il Festival , “anfiteatro naturale”).
Annesso al recupero, funzionale all’evento, potrebbe esserci quello non funzionale, come per esempio il recupero di reperti archeologici, di beni antichi, l’organizzazione di “occasioni artistiche” (realizzazioni di mostre con arte non locale etc.) che segnerebbe i territori interessati, caratterizzandoli per la loro vivacità culturale (un esempio, potrebbe essere ristrutturare la nostra chiesa di S. Anna, ed a livello più ampio realizzare l’Auditorium della Musica Popolare).
Un grande tema da trattare è quello delle infrastrutture: come rendere facile la mobilità regionale?
E’ stata ribadita l’importanza di una onesta offerta turistica, di offrire un buon rapporto qualità-prezzo e di investire molto per la giusta accoglienza, soprattutto nell’era di internet, in cui il passaparola riguardante l’espressione di soddisfazione dei visitatori, viene amplificato a dismisura, dai network sociali costruiti in rete: un visitatore insoddisfatto degli operatori locali, attraverso la rete puo’ inibire centinaia, se non migliaia di potenziali visitatori.
Placido ha ricordato che per “fare” cultura, non è necessario essere in una grande città. Anche in un piccolo paesino, possono essere create scuole artistiche ed in generale centri di attrazione culturale.
Bisogna ricordare che la Puglia ha bellezze paesaggistiche, patrimoni artistici e beni storici di inestimabile valore, che faticano ad essere conosciuti.
Le quattro università pugliesi sono riuscite a costituirsi in un progetto comune, che è quello di catalogare tutti i beni culturali regionali, la loro storia e la loro evoluzione ed uso antropico.
Perdere il senso del rapporto degli abitanti col loro territorio potrebbe avere gravi conseguenze.
La parola chiave, dei molti dibattiti tenuti è quella di intrecciare il patrimonio culturale, materiale (monumenti, edifici, siti archeologici etc.) ed immateriale (dalla musica popolare alla letteratura) per creare ponderata attrazione turistica e sviluppo, ma prima di tutto per migliorare la qualità della vita degli abitanti del nostro territorio.

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