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PROCLAMAZIONE VINCITORI CONCORSO ‘IL CARPINO FOLK FESTIVAL E IL PATRIMONIO IMMATERIALE DEL GARGANO’

Alla Commissione esaminatrice
A tutti i partecipanti al concorso in oggetto
Alle Agenzie di Stampa

CARPINO, li 28 Aprile 2009
Oggetto: Comunicazione Proclamazione vincitore Concorso Fotografico “Il Carpino Folk Festival e il Patrimonio Immateriale del Gargano” – Premio Rocco Draicchio.

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ha bandito in occasione della XIII edizione del Carpino Folk Festival che si è tenuta nel mese di Agosto 2008 un concorso fotografico finalizzato a elaborare proposte e idee per qualificare il Patrimonio Immateriale del Gargano.
“…lavorare per i beni immateriali della tradizione orale non significa proteggere l’immutabilità di culture folkloristiche pensate come residui congelati di passati localistici. Significa, piuttosto, garantire il diritto e la possibilità che la tradizione si trasformi con i suoi stessi mezzi e secondo le proprie necessità, e che questa trasformazione non sia né eterodiretta né imposta. “ La inesausta metamorfosi delle culture immateriali di Alessandro Portelli

Le 6 proposte presentate sono dei seguenti fotografi:
– Antonio Soimero
– Titolo: Volti, sguardi e frammenti di Carpino Folk Festival 2008.
– Martucci Marco – Titolo: Esterno notte Carpino.
– Nazario Cruciano – Titolo: Dai miei occhi ai vostri occhi. Il Festival visto con gli occhi di uno spettatore.
– Tony Esposito – Titolo: Il Cerchio della Musica
– Laura Marinaccio – Titolo: L’antica tradizione narrata dai gesti di oggi.
– Rocco Miucci – Titolo: Tradizioni del territorio garganico, con particolare risalto ai diversi aspetti e colori che caratterizzano il Festival della musica popolare e delle sue contaminazioni.
Qui è possibile visualizzare tutti gli eleborati.

La giuria che ha esaminato le proposte era formata da:
Michele Pio Ortore – Presidente dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Arcangelo Palumbo de “News Gargano”
Domenico Prencipe della Redazione “ildiariomontanaro”
Piero Giannini direttore della testata giornalistica “Puntodistella” e corrispondente dal Gargano di "Puglia"
Gaetano Berthoud direttore di TuttoGargano
Ninì delli Santi direttore di “Ondaradio”
Piero Russo, direttore de "Il Grecale" – giornalista de "La Repubblica"
Barbara Terenzi, Antropologa della Fondazione Basso Sezione Internazionale e Coordinatore del Comitato per la promozione e la protezione dei diritti umani
Antonello Vigliaroli, consulente del Museo Civico di San Severo.

Da Bando, il vincitore non è il concorrente della fotografia classificata prima, ma il lavoro composto dalle 5 foto del concorrente che ha avuto il maggiore punteggio.

E’ con grande piacere che annuncio che vincitore è risultato Tony Esposito e che il secondo classificato è Antonio Soimero.

Preme sottolineare che tale scelta è stata compiuta dalla commissione esaminatrice in coerenza con il tema del concorso e in base al criterio dell’originalità e della capacità rappresentativa della realtà territoriale del Gargano durante il Carpino Folk Festival.
Scarica Bando, Giudizi, Commenti e Materiale Promozionale:

La commissione ha apprezzato tutti gli elaborati giudicandoli di ottimo livello. Ed è per questo che si è deciso di utilizzare le fotografie per la prossima campagna.

Per la premiazione, che avverrà in occasione della XIV Edizione del Carpino Folk Festival che si terrà dal 02 al 09 Agosto 2009, è prevista una cerimonia pubblica durante la quale lo scrivente assegnerà i seguenti premi
– 500,00 primo classificato.
– 300,00 secondo classificato

I vincitori e gli altri concorrenti avranno la possibilità di presentare al pubblico presente la propria proposta.

Mi congratulo con il “vincitore”, ma credo fondamentale ringraziare vivamente tutti coloro che hanno partecipato e/o che hanno dato il loro contributo.
Cordiali saluti

Il Presidente
(Avv.to Michele Pio Ortore)

Il Gargano nuovo di aprile è on-line

GARGANO NUOVO DI APRILE
Scaricalo dal link
http://files.splinder.com/b290d2f30d7a78df716d80fd46c5c4d3.pdf

Secondo un’inchiesta di Gianni Lannes pubblicata su “Left 08”, nel mare prospiciente il Gargano ci sarebbe un cimitero di navi “affondate” per disfarsi del loro carico di rifiuti nocivi.
Nel silenzio delle autorità preoccupa l’ipotesi del collegamento tra gli scarichi e la maggiore incidenza del cancro tra la popolazione della zona rispetto alla media del territorio regionale Una brutta storia di navi al veleno e di cancro.
Negli ultimi decenni lo specchio di mare di fronte al Gargano e attorno alle Isole Tremiti sarebbe diventata una discarica abusiva di rifi uti tossici di varia provenienza. Un “sommerso” sfuggito evidentemente al controllo delle autorità territoriali, che hanno acquisito rapporti in cui si parla di incidenti e incagliamenti mentre in realtà si trattava di affondamenti programmati.
Se la ricostruzione di Gianni Lannes, che ha pubblicato l’inchiesta per “Left 08” nel 2007, trovasse conferma, verrebbe a galla una verità da far tremare i polsi. Una faccenda gravissima, anche per le sue conseguenze ipotizzate per la salute della popolazione locale oltre che per l’ecosistema marino.
In casi del genere è richiesto evidentemente il massimo della cautela.
E’ giusto evitare forzature che potrebbero creare allarmismo su argomenti delicati. Ma altrettanto giusto ci sembra non sottovalutare la ricostruzione che il giornalista fa degli avvenimenti, laddove è articolata e puntuale, ricca di date, con riscontri cercati e raccolti in Puglia e nelle sedi delle compagnie internazionali.
Selin, Orca Marina, Panayotia, Et Suyo Maru. Sono i nomi sinistri delle navi inabissate. Giuseppe Olivieri, Matteo Guerra, Michele Attanasio, Antonio Andretti, quelli dei marinai la cui morte in mare è legata a quei relitti. Dal profondo dell’Adriatico i carichi risalgono in superfi cie. Certe zone i pescatori le evitano: «Ci sono schifezze di ogni genere. Da quando sono morti dei miei colleghi non ci veniamo più. L’abbiamo denunciato, ma non ci danno retta».
50% superiore alla media nazionale.
E’ il dato inquietante sui tumori alla tiroide e leucemie mieloidi che colpiscono la popolazione locale. In un’area priva di insediamenti industriali la causa «è certamente la contaminazione tossica e nucleare», afferma il presidente nazionale di medicina Democratica Fernando D’Angelo.
Continua a Pagina 2

La Matracatroppa ‘Canta ‘sta terra’

MATRACATROPPA… DAL GARGANO CON FURORE
di Francesco Serio

Prestazione Maiuscola giovedì 25 aprile 2009, mitica data dell’esordio dei MATRACATROPPA, band musicale del gargano originari di Carpino, La band capeggiata dal fuoriclasse Antonio Manzo, celebre percussionista dei Cantori di Carpino. Il concerto voluto fortemente dall’amministrazione comunale di Santa Croce di Magliano (CB) in persona dell’assessore alla cultura dott. Nicolangelo Licursi per la ricorrenza della centenaria festa degli animali, che puntualmente ogni anno si svolge dalla mattina, un vero e proprio palio, un percorso lungo il paese per mantenere vivi i ricordi di quella terra.

Piazza Marconi ha ospitato il concerto dei Matracatroppa, che hanno riscosso un grande successo da parte del pubblico che in massa è intervenuto.
I Matracatroppa, una formazione di 11 musicisti hanno ripercorso con i loro brani di musica originale e non, tutte le antiche tradizioni della musica popolare Gargano. Sonorità antiche con l’utilizzo di strumenti acustici . Durante il concerto vi è stata anche l’esibizione di tre ballerini in costume tipico che ha colorato la performance del gruppo. Il popolo Santacrocese, nonostante infreddolito dalle rigide temperature ancora non primaverili, ha partecipato in massa ai numerosi balli che il gruppo ha voluto regalare ai presenti per questo esordio. I complimenti da parte degli amministratori che hanno deciso di invitare nuovamente il gruppo durante il periodo estivo, visto che già da molti anni a Santa Croce viene organizzata una rassegna di musica popolare denominata “Giovane Madre Terra” , un festival a dir poco internazionale dove ha visto presente i nomi più grandi del panorama etnico, come Lino Cannavacciuolo, Enzo Avitabile, Sud Sound Sistem, Teresa De Sio, Eugenio Bennato e tanti altri.

L’altra Eccellenza di Carpino menzionata sul Domenica di Repubblica

Convegno ‘La grotta di San Michele di Cagnano Varano’

La Proloco di Cagnano Varano invita la cittadinanza tutta al Convegno sul tema "La grotta di San Michele di Cagnano Varano" di Cagnano Varano tra Storia ed Arte, che si terrà presso l’ Aula Magna del Liceo Pedagogico e Linguistico il 6-7-8 maggio 2009.

L’«ESERCITO DI TERRACOTTA SUL GARGANO»

SAN GIOVANNI ROTONDO. Proteggono il palazzo dalle Tenebre e vegliano colui che è lì sepolto. È un esercito composto da guerrieri armati di lance e spade, da fanti, alabardieri e da varie figure al servizio dei combattenti quali servitori, mandarini, musicisti, concubine.

Un esercito di 8000 statue in terracotta, realizzate con impressionante realismo a guardia del loro «Primo Augusto Sovrano» Qin che aveva una morbosa paura della morte. Fobia che lo indusse a costruire il mausoleo con l’Esercito di Terracotta pronto a difenderlo per l’eternità.

L’armata, ora, è visibile sul Gargano. Infatti, si sono aperti i battenti della mostra, dal titolo «Memorie di un impero – Esercito di Terracotta», a San Giovanni Rotondo, presso il Centro Accoglienza «Pozzo Cavo», visibile tutti i giorni, voluta dall’associazione culturale «Il genio di Leonardo» di Firenze, Modus management e Hotel Corona di  San Giovanni Rotondo, con il patrocinio della BCC-Credito cooperativo, sotto gli auspici del Comune di San Giovanni Rotondo e con l’aiuto organizzativo dell’associazione «Eduso & Co.» e il periodico «Jano – Fatti,Uomini e Cose del Gargano».

Una mostra evento che parla del primo imperatore cinese, Qin, che non dormiva mai nella stessa stanza. L’immortalità costituiva una delle preoccupazioni principali dell’imperatore: si spostava continuamente nel suo palazzo reale composto da ben diecimila stanze per la paura che gli spiriti maligni potessero ucciderlo.

È stato Qin, l’imperatore, che ha contribuito all’unificazione della Cina. Fondando i confini del nuovo grande regno ordinò che tutte le mura difensive, che fino ad allora separavano i vari regni in conflitto, venissero ricostruite e  collegate lungo tutto il territorio. Iniziativa questa che avrebbe dato origine alla Grande Muraglia Cinese.

Gli organizzatori, con l’esposizione di fedeli riproduzioni dell’Esercito di Terracotta (sono copie realizzate in Cina con gli stessi criteri per materiali, forme e dimensioni) dell’imperatore Qin Shi Huang hanno voluto dare il loro contributo per la conoscenza di popoli, così lontani, così vicini, sempre più interlocutori mondiali. Ma non solo si è voluto dare anche un tocco di originalità confrontando storicamente le due civiltà, garganico-daune e cinese nello stesso periodo interessato: 250 a.C..

Segreteria organizzativa: Francesca Cocomazzi (cell. 334/7594382)

e-mail: ass.eduso@gmail.com

PREMIO BIOL 2009 A EXTRAVERGINE D’OLIVA SARDO

OLIO: il Dop ‘Sio Gargano’ di Carpino miglior BIOLPUGLIA

ANDRIA, 24 APR – L’extravergine sardo ‘Becciu’ dell’azienda Masoni di Villacidro (Cagliari) e’ il miglior olio biologico del 2009: lo hanno eletto i giudici del Premio Biol, la kermesse internazionale riservata ai migliori oli bio, che da quattordici anni, tra Andria e Bari, assegna i piu’ importanti riconoscimenti mondiali del settore.

La Giuria internazionale degli assaggiatori ha scelto, per assegnare il premio Biol, tra 370 oli di 18 paesi. Secondo posto all’olio spagnolo ‘Rincon de la Subbetica’ prodotto a Cordoba, vincitore l’anno scorso; terzo, il siciliano ‘Primo’ dei Frantoi Cutrera di Chiaramonte, nel ragusano.

Sempre ottima la qualita’ degli oli pugliesi: quest’anno ad aggiudicarsi il BiolPuglia e’ stato il Dop ‘Sio Gargano’ di Carpino.
Tra altri riconoscimenti principali, il premio Biolblended (miglior olio imbottigliato e commercializzato con marchi non del produttore) e’ andato all’umbro ‘Bios’ di Monini (Spoleto), mentre il Biolpack (miglior accoppiata etichetta-packaging assegnato da una specifica giuria di esperti in comunicazione e consumo) all’extravergine cileno ‘San Pietro’. (ANSA)

Dal 02 al 09 Agosto la 14a edizione del Carpino Folk Festival

Parte la macchina organizzativa del Carpino Folk Festival 2009
Il festival che entrato di prepotenza nell’agenda delle iniziative culturali nazionali di trasmissione del sapere

Giovedì, 23 aprile 2009
CARPINO – Adesso è ufficiale, la notizia è stata diramata dal Comitato Direttivo dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival.

Partita la macchina organizzativa messa in moto dall’Associazioni Culturale di Carpino: anche quest’anno, nella prima decade di agosto, torna puntuale il “Carpino Folk Festival”, il primo festival pugliese dedicato al recupero e alla valorizzazione della musica popolare italiana.

Dal 02 al 09 Agosto – per la 14a edizione – tutto il meglio della musica popolare italiana, anziani cantori, artisti e gruppi di riproposta, trasformeranno il Gargano e la Puglia nella Capitale della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni.

I numeri dell’edizione 2008 testimoniano l’esplosione della rassegna pugliese: 9500 visitatori al giorno, con il picco di oltre 25.000 raggiunto con il concerto di Capossela per un totale di oltre 82.000 spettatori/attori.
35 tra giornalisti e fotografi accreditati, con presenze anche dalla Svizzera, dalla Germania, dalla Gran Bretagna e dalla Francia.
Servizi televisivi su Raiuno, Raitre, Telenorba, Teleblu. Per la stampa articoli sul Corriere della Sera, La Repubblica, la Gazzetta del Mezzogiorno, Il Manifesto, il Mattino e il Quotidiano di Puglia, il Quotidiano di Foggia e l’Attacco.

La line up del Carpino Folk Festival 2009 sarà ufficializzata quanto prima all’interno del 5FSS (Five Festival Sud System) – il Consorzio per la Promozione della Qualità Culturale del Territorio.

Ufficio Stampa: Antonio Basile – info@carpinofolkfestival.com
Associazione Culturale Carpino Folk Festival
via Mazzini, 88 71010 Carpino (FG)
Telefono &Fax : 0884 326145
www.carpinofolkfestival.com 

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Quel dì Andrea e i compagni suoi avevano semplicemente cantato e sonato, come cantavano e sonavano a ogni serenata, a ogni sponsalìzio, a ogni festa paisana.
Solo che quel trenta dicembre del 1966 ci stava un registratore. E solo per questo fatto avvenette il miracolo. Quella che era stata per secoli una canzone poveredda, di poveriddi e per poveriddi diventò un monumento, una delle sette meraviglie del mondo che da sola giustificherebbe l’esistenza dell’Unesco, l’aria più celestiale, la ballata più ammagagnata, la poesì più misteriosa, le strofe più arabescate, il ritornello più strascicato, l’intonazione più affatturata che fantasì umana potesse immaginare e alla
quale polmone, cannarile, lengua e bocca umana potessero dare fiato.
Beppe Lopez, La Scordanza – Editore: MARSILIO – Pubblicazione: 09/2008

Ischitella, SS. Crocifisso di Varano, Casa Abbaziale restaurata grazie al Parco

Immagine articoloOggi alle 17,30 in località SS. Crocifisso di Varano si è svolta l’inaugurazione, cui a presenzieato il presidente Giandiego Gatta, della casa abbaziale restaurata dal Parco Nazionale del Gargano.
Il tutto rientra nell’ambito del Programma Operativo Regionale 2000-2006 P.I.S. Gargano n. 15 “Territorio – Cultura e Ambiente del Gargano” Misura 2.2 , Borghi Rurali.
L’Ente Parco Nazionale del Gargano nell’utilizzo dei fondi comunitari volti a finanziare il recupero di alcuni siti da rivitalizzare nell’ottica di un rilancio dell’intero territorio del Parco, ha inteso privilegiare quello in Località “Chiesa del Crocifisso”, Comune di Ischitella, una delle tante zone umide della laguna di Varano.
 “Finalmente cominciano a giungere a compimento tutti i nostri sforzi finora profusi per la tutela, la valorizzazione e la fruizione dei meravigliosi beni della nostra terra” è la soddisfazione di Gatta. Che poi rivela: “altre inaugurazioni seguiranno nelle diverse località del promontorio”. Il progetto del Parco del Gargano ha permesso di recuperare e valorizzare la Casa Abbaziale annessa alla Chiesa del Crocifisso di Varano. I lavori hanno riguardato il consolidamento e il restauro delle originarie strutture che versavano in un gravissimo stato di degrado. Con il recupero, ormai terminato, della Casa il Parco coglie un duplice obiettivo: il primo, installa un nuovo punto di informazione culturale sugli usi e costumi dei luoghi; e secondo, si ritrova una struttura da adibire anche a complesso per la vendita di articoli dell’artigianato e degustazione di prodotti gastronomici tipici locali, favorendo così una nuova forma di aggregazione del borgo rurale. Questo perché, si dicono convinti ancora dal Parco, il rilancio dell’informazione sugli usi e costumi dei luoghi, spesso passa attraverso il recupero delle più antiche tradizioni che rappresentano i pilastri della cultura di un popolo. E il SS. Crocifisso di Varano racchiude in sé l’insieme dei molteplici aspetti che caratterizzano e rendono unico il territorio del Parco Nazionale del Gargano, quale straordinario mosaico di situazioni ambientali, biologiche, storiche e mistiche concentrate in una ristretta estensione geografica.

Tra musica e parole: Teresa De Sio ed Enrico De Angelis_Linea d’Ombra – Festival Culture Giovani

L’Amore ai tempi del Folk
incontro-concerto
con
Teresa De Sio ed Enrico De Angelis

Voci, ricordi, note, emozioni. Un intenso viaggio – anche erotico – tra gli echi del Meridione, alla ricerca delle parole d’altrove, tra folk e musica popolare. Un concerto-rivelazione, unplugged. Un incontro sonoro tra la cantautrice Teresa De Sio e il giornalista Enrico De Angelis, lungo il doppio binario dell’innovazione costante e della conservazione delle radici.
Una produzione musicale, pensata e voluta dalla De Sio espressamente per “Linea d’Ombra-Festival Culture Giovani”, nata dall’esigenza di ricondurre alle origini tutte le sue esperienze artistiche degli ultimi quattro anni, intensi e avventurosi. Da “Craj (Domani)” – il film/spettacolo dedicato ai grandi vecchi della Puglia (Matteo Salvatore, i Cantori di Carpino e Uccio Aloisi) scritto assieme a Giovanni Lindo Ferretti – ai suoi più recenti lavori discografici – “A Sud A Sud” e “Sacco e Fuoco”.
Attraverso le parole e i dialetti del sud Italia, con particolare riferimento alla musica e alla biografia di Matteo Salvatore, la De Sio si è esibita voce e chitarra (martedì 14 aprile alle 21, alla Chiesa dell’Addolorata di Salerno), in un set acustico intimo, dal forte impatto emozionale e devozionale. Canzoni scritte nella pietra – “Lu Bene Mio” di Salvatore, “La Montanara” e “La Rodianella” dei Cantori di Carpino, “Quando Turnammo a Nascere” di Carlo D’Angiò – alternate a composizioni e letture sue sul tema dell’amore, nelle accezioni antiche e moderne.
Gli interventi di De Angelis – responsabile artistico del Club Tenco, nonché autore di numerose opere per la canzone d’autore – spingono la conversazione musicale e musicata verso traiettorie inattese. Quelle misteriose della tradizione e quelle fascinose del futuro.

Comunicare correttamente la propria identità nel periodo di crisi: dibattito della Regione Puglia e la FERPI

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