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Nasce il portale Capitanata Folk per Eventi e Gruppi Musicali

Ecco "Capitanata Folk" (http://www.capitanatafolk.com), il portale nato per inventariare ed incentivare gli eventi, i gruppi e i ricercatori di canti, suoni e danze popolari della provincia di Foggia. L’iniziativa nasce dall’intesa tra il portale d’informazione Garganopress (http://www.garganopress.net) e il Nuovo Circolo Culturale "Giulio Ricci" di Rignano Garganico.

Il portale "Capitanata Folk" sarà aggiornato periodicamente con l’innesto di nuovi gruppi e di nuovi eventi.

A tale scopo si chiede a tutti i lettori, ai gruppi e agli organizzatori interessati di segnalare eventi, band, artigiani costruttori ed eventuali errori.
Un abbraccio a tutti!
VI ASPETTIAMO SU HTTP://WWW.CAPITANATAFOLK.COM

 

Il Sole 24 Ore torna ad occuparsi della nuova cartolina del Gargano

Pizzicati nell’Archivio

Con un grande concerto si è inaugurata a Bari la biblioteca dei suoni di Puglia. Aperta a tutti, terrà viva la tradizione
di Riccardo Piaggio
nella foto i Cantori di Carpino al Teatro Piccolo di Milano, 1966
dall’inserto culturale domenicale del Sole 24 Ore del 17 maggio 2009

Sono strani suoni, che si cofnondono con quelli dei grilli e dei trattori della campagna pugliese, almeno per ora. Bisognerà aspettare alcuni decenni. Poi – è questa la scommessa del popolo del folk di questa terra – quei suoni torneranno a vivere, diventando la nuova cartolina turistica e culturale del Salento e del Gargano. Quei suoni sono le musiche e le voci dei cantori della pizzica e della tarantella. L’eredità viva degli appassionati raccoglitori delle musiche folk del nostro sud, da Alan Lomax a Roberto Leydi diventa ora una biblioteca aperta.
L’Archivio sonoro della Puglia è stato inaugurato in queste settimane a Bari, presso la Biblioteca Nazionale, con un grande concerto, dal titolo evocativo, «Chi suona e canta non muore mai», animato da oltre sessanta musicisti tradizionali pugliesi.
La vocazione è chiara: la memoria sonora va tutelata e coltivata, anche se le musiche popolari cominciano a portare nelle piazze un pubblico paragonabile, almeno numericamente, a quello degli eventi pop. Tra i diversi Fondi, uno è dedicato all’opera di un grande cantore del sud, il calabrese Otello Prefazio, con preziosi documenti sul folk del Gargano e sul poeta contadino Matteo Salvatore.
Un nuovo archivio sonoro è sempre un azzardo. Un luogo che racconta una cultura immateriale non assimilabile ad altri patrimoni culturali popolari rivela una debolezza: non esiste una classicità a cui ispirarsi, né una età dell’oro da riguadagnare, nel mondo delle musiche tradizionali. Non esistono copie né originali. Non ci sono firme da autenticare, ma una immensa e scomposta massa di testimoni che ci raccontano la storia e il futuro di un’intera comunità. Potremmo chiamarla folk brand, questa nuova onda che rimesta la terra e porta a galla ogni sorta di memoria.
Melpignano & Co. sta diventando una sorta di Centro internazionale del folk, dove si fa ricerca, si producono suoni e idee, oltre a una dose di entetainment culturale, con la «Notte della Taranta» e il festival a Carpino. Che non diventi una Disneyland, dipenderà da chi (amministratori e musicisti) ci metterà, nei prossimi anni, le mani e il cuore.

La Puglia va a Cannes con la Film Commission

Cinema Al seguito di «Ne te retourne pas», girato a Lecce
In vetrina la guida cineturistica di Laterza
di Nicola Signorile dal Corriere del Mezzogiorno

BARI — La Puglia si mette in mostra all’incredibile 62a edizio­ne del festival di Cannes, sicura­mente una delle annate migliori della rassegna francese. Protago­nista l’Apulia Film Commission che ieri sera ha indossato il suo abito di gala per la presentazio­ne di  Ne te retourne pas («Non ti voltare»), il film che la giova­ne regista francese Marina De Van ha girato tra Parigi, il Lus­semburgo e, per quattro settima­ne, a Lecce e nel Salento. Ed è proprio la Film Commission pu­gliese, insieme ai co-produttori italiani, francesi, belgi e lussem­burghesi, ad organizzare la festa dedicata alla pellicola (alla spiag­gia 3.14 sulla Croisette), con tan­to di cocktail rigorosamente pu­gliese offerto dall’assessorato re­gionale alle risorse Agroalimen­tari e realizzato dallo chef Dome­nico Maggi.

Un lieto fine forse insperato per Ne te retourne pas che, nel­l’ottobre del 2007, fu il primo progetto al quale contribuì, con circa 40mila euro, l’allora na­scente Film Commission. Il film racconta la storia di Jeanne, una scrittrice madre di due figli alle prese col suo primo romanzo, che all’improvviso si accorge di una serie di inquietanti muta­menti nella sua vita: spostamen­ti in casa, il suo corpo che si tra­sforma, ma nessuna delle perso­ne che le stanno intorno sembra dar peso alla cosa. Una fotogra­fia di una misteriosa donna ita­liana, scovata in casa di sua ma­dre, innescherà un viaggio in Ita­lia dove, ormai trasformata fisi­camente, (forse) scoprirà le ra­gioni della sua crisi di identità. Le donne protagoniste della pel­licola sono interpretate da due assolute icone del cinema con­temporaneo, soprattutto di quel­lo transalpino, la «nostra» Moni­ca Bellucci e la parigina Sophie Marceau, due delle donne più amate di Francia, anche grazie al­la loro straordinaria bellezza.

Le iniziative pugliesi a Cannes proseguiranno poi, domenica 17 maggio alle 12, all’Italia Pavi­lion (al numero 42 della Croiset­te) dove lo stesso presidente del­la Afc Oscar Iarussi presenterà agli addetti ai lavori internazio­nali la guida cineturistica Effet­to Puglia (nella sua versione in lingua inglese Apulia – A Film Tourism Guide), edita dalla casa editrice Laterza. Un vademecum alla scoperta delle innumerevoli località pugliesi scelte come lo­cation dai migliori cineasti del presente e del passato: Pasolini, i fratelli Taviani, Monicelli, Lina Wertmüller, e poi Placido, Ame­lio, Salvatores, Rubini, Moretti, sono solo alcuni dei registi che si sono lasciati ammaliare dalle bellezze offerte della regione. La guida è arricchita inoltre dai contributi «pugliofili» di perso­nalità della cultura e del cinema italiano, pugliesi e non come Renzo Arbore, Alessandro Baric­co, Gianrico Carofiglio, Roberto Cotroneo, Steve Della Casa e tan­ti altri.

La Puglia sarà presente al festi­val di Cannes, per l’intera durata della rassegna, quindi fino al 24 maggio, presso due stand: l’Ita­lia Pavillion al 42 della Croisette e nella sede dell’associazione Ita­lia Film Commission, al Villane Internazionale al Pantiero. Ai vi­sitatori verrà offerta in omaggio una copia della guida Effetto Pu­glia e una borsa realizzata dalle donne detenute nel carcere fem­minile di Lecce.

Alga rossa nelle cozze, stop alla vendita

L’ ALGA rossa è arrivata sulle tavole pugliesi. Le pericolose tossine della "Planktothrix rubescens", per la prima volta, hanno travalicato gli argini della diga di Occhito e sono finite dentro le cozze dell’ Adriatico. Ieri la prima scoperta. Il dipartimento di prevenzione del servizio veterinario della Asl Foggia ha emesso un ordine di sospensione cautelativo per la raccolta e la commercializzazione dei mitili ad una ditta di Foce Varano. Ma l’ allarmeè arrivato da Bari. L’ ordinanza del servizio veterinario della Asl Foggia, infatti, è stata emessa in seguito ad una disposizione dell’ assessorato alle Politiche della Salute.

I test clinici effettuate nei giorni scorsi per conto dell’ assessorato di Tommaso Fiore hanno segnalato una presenza "preoccupante" di tossine dell’ alga tossica all’ interno delle cozze analizzate. A suggerire al tavolo permanente convocato da Fiore di estendere i controlli anche all’ esterno delle diga è stato l’ evento catastrofico dello scorso 23 aprile. Una pioggia senza precedenti obbligò i gestori della diga di Occhito ad aprire le paratieea far defluire in mare milioni di metri cubi di acqua infestata dall’ alga tossica.

L’ assessore Tommaso Fiore, ieri, però, invitava alla calma: «È vero – ha detto – abbiamo riscontrato una presenza di tossine dell’ alga tossica, ma per sospenderne la vendita avremmo aspettato di sottoporre le analisi all’ Istituto superiore di sanità. Abbiamo proceduto subito solo perché nei mitili analizzati abbiamo trovato anche traccia di salmonellosi».

Le cozze sono due volte pericolose ma è la presenza delle tossine dell’ alga rossa a preoccupare di più gli esperti. «Se i dati delle analisi troveranno conferma questo potrebbe essere il primo caso in Italia di cozze marine infestate dall’ alga tossica», ha spiegato ieri il direttore dell’ Arpa, Giorgio Assennato. «Un’ anomalia – ha ipotizzato il professore – che può essere spiegata solo alla luce dell’ eccezionale sversamento della diga nel mare Adriatico».

Solitamente, infatti, l’ alga rossa infetta solo i pesci e frutti di mare di acqua dolce. Per questo, dall’ assessorato alla Salute, stanno seguendo con grande attenzione lo strano caso delle cozze foggiane per capire se possa interessare anche ad altri allevamenti di mitili. Ieri Fulvio Longo, dirigente del settore Prevenzione della Regione, è volato a Roma per consultare gli esperti dell’ istituto superiore di sanità sul caso alga rossa.

L’ assessore Fiore ha preferito non rendere noto l’ esito dell’ incontro con gli esperti del settore per "non creare inutili allarmismi". «Le informazioni sulle analisi che stiamo compiendo in questi giorni saranno rese pubbliche il prossimo 18 maggio – ha annunciato – quando i dati raccolti, ormai stabilizzati nel tempo, saranno sottoposti al tavolo permanente aperto in assessorato». Ma, in Puglia è già scattata la psicosi. «Il blocco della vendita dei mitili desta grande preoccupazione – hanno scritto in una nota i vertici degli Ambientalisti democratici di Foggia – la stagione irrigua è ormai partita e l’ acqua di Occhito, senza passare per i filtri al carbonio attivo destinati solo al potabile, sta silenziosamente attraversando i campi della Capitanata per irrigare i prodotti agricoli che arriveranno a breve sulle tavole dei foggiani. La Regione intervenga subito, prima che l’ alga rossa comprometta per sempre il principale serbatoio idrico della Puglia». – (p. rus.)

Fonte: bari.repubblica.it

…lu dcev ji….

Turismo/“Il Gargano è un territorio inadeguato perché non comunica emozioni al turista”

Fotografia poco edificante quella scattata dagli esperti sulla comunicazione
Matteo Palumbo
da L’Attacco
Quando le diciamo noi queste cose siamo dei poveri illusi

Un territorio passivo, incapace di trasferire emozioni e storia al turista. Il tutto a causa di mancanza di comunicazione. E’ questa la fotografia scattata al settore turistico di Capitanata da Bruno Bernardi, Ordinario della Facoltà di Economia dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e Eugenio Magnani, Direttore Generale ENIT. Quindi, una situazione non proprio positiva, ma che, con opportuni e tempestivi correttivi, si può ripristinare “I successi o le sconfitte, non dipendono dal caso dai finanziamenti, ma dall’organizzazione tra gli Enti locali- afferma Bernardi -.Lo Stato, non può essere l’unico soggetto dello sviluppo, perché ora il potere si è decentrato.
Comunque, bisogna puntare sull’offerta culturale ed enogastronomia, i cui consumi non hanno subito i contraccolpi della crisi, anzi sono in espansione. Questo, è il momento per richiamare le radici, la naturalità, la cura di sé, che però vanno costruite e coltivate, e non lasciate alla spontaneità del fenomeno-aggiunge-.
Dovete concentrarvi sui significati, sulla costruzione di esperienze e non raccontare favolette, perché la gente viaggia per ricercare un senso. Ma, le bellezze naturali, sono una condizione abilitante, e solo su di esse non si può basare il turismo.
Quindi, è un errore gestire il territorio passivamente, e non serve a nulla accontentarsi del poco che si ha a disposizione. Queste condizioni, in cui si riflette molto il Gargano, creano stagionalità, favoriscono comportamenti opportunistici, lavoro sommerso o illegalità diffusa con danni d’immagine e fortissima dipendenza dal prezzo. Queste le cause dello spopolamento dei centri interni alla costa e la differenza di reddito che crea lo sgretolamento della coesione sociale”.
Bernardi dà suggerimenti ad amministratori ed imprenditori. “Non possiamo fare un’offerta copiata ed omogeneizzata, ma bisogna valorizzare le caratteristiche locali, il che non significa fare una vetrina dell’artigianato. L’idea di sito web, se non con contenuti personalizzati che raggiunge ogni singolo navigatore, è vecchia ed inutile, piuttosto bisogna investire sull’accoglienza turistica-sottolinea-. Non basta la disposizione d’animo per fare accoglienza, ma bisogna imparare le buone pratiche. Bisogna investire sul cliente e sulle sue esigenze. Ecco perché, non bisogna pensare a come andare su Marte, ma di combinare ciò che il territorio ci offre in maniera originale. Per quest’aspetto avvaliamoci dell’aiuto della Camera di Commercio, dell’Università e dell’associazioni di categoria”. Sulla stessa linea d’onda, è Magnani. “Dobbiamo saper sorprendere e coinvolgere il turista, che deve essere regista ed attore della sua esperienza. Oltre all’attitudine turistica serve il desiderio di ospitare perché il fatto umano è distintivo del prodotto, in quanto trasmette le emozioni che rendono autentico ed unico un territorio- aggiunge. Bisogna avere la voglia di battersi per riappropriarsi delle proprie radici e della propria storia, per poi potere raccontare il tutto al turista. Oltre alla tecnica (formazione e programmazione),la vera carta vincente, è la passione per quello che si fa. L’Italia ha la passione per l’ospitalità, e nessuno può insegnarcelo, ed è proprio questo il nostro valore aggiunto. Dobbiamo essere in grado di offrire esperienze uniche ed indimenticabili”. Magnani, conclude, parlando della nuova campagna di comunicazione: Italia much more. “Italia, è una parola magica, che da sola dà forza ad un prodotto nel mondo. Per questo bisogna utilizzare i mega brand per avanzare nei mercati turistici. In questo modo, si fa promozione facendo conoscere anche le realtà più piccole. Noi abbiamo pensato di utilizzare negli spot Roma, Napoli e Venezia come porta del grande contenitore di sorprese qual’è l’Italia”.

Parco/Operativo il PIS il Gargano diventa una base tecnologica per lo sviluppo del territorio

Matteo Rinadi
da L’Attacco
Presentati nella sala consiliare della Comunità Montana del Gargano i risultati operativi dei fondi dei Progetti Integrati Settoriali, i cosiddetti PIS, che hanno avuto lo scopo di definire ed attuare una nuova politica dei beni culturali mirata alla realizzazione di interventi che valorizzino e potenzino le sinergie tra settori produttivi e le risorse territoriali (ambiente, cultura, risorse umane).
A fare gli onori di casa il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, Giandiego Gatta, e il direttore dell’Ente di Via Sant’Antonio Abate, Fiomena Tanzarella, entrambi concordi nel sottolineare il grosso impegno economico e logistico profuso dall’Ente Parco per i PiS, progetti finanziati nell’ambito dei P.O.R.2000- 2006.
“Abbiamo finalmente concluso l’iter operativo del PIS n°15—ha detto la dottoressa Tanzarella—un progetto che si è estrinsecato tecnicamente nell’adozione della Misura 6.2 e della misura 4.15 ovvero rispettivamente nell’elaborazione di un progetto di ristrutturazione dei centri visita finalizzati all’accoglienza del turista (misura 6.2) e nella predisposizione di un secondo progetto sostenuto per promuovere nei circuiti televisivi e giornalistici nazionali le risorse culturali del Parco del Gargano (misura 4.15)”.
Hanno poi effettuato le loro relazioni l’ingegner Francesco Napolitano direttore della società Innovazione Tecnologica Engineering s.p.a., Rosario Algozzino responsabile di Produzione Unicity s.p.a. e Aldo Di Russo regista sempre della società Unicity s.p.a. Grosso è stato l’impegno personale di questi tre soggetti per lo sfruttamento dei fondi del PIS 15, che è stato significativamente denominato “Territorio, Cultura e Ambiente del Gargano” e che avrà come momenti culminanti: la realizzazione d’interventi per l’attrezzabilità di 500Km di itinerari percorribili a cavallo, in bicicletta e a piedi; l’utilizzazione di guide turistiche su palmari; azioni di promozione dell’accesso e organizzazione dell’accoglienza con la creazione, nei centri abitati, di Hub, centri visita, chioschi multimediali che possano offrire l’occasione di visitare anche in maniera virtuale i monumenti e le aree storicamente e paesaggisticamente rilevanti del Gargano.
“Finalmente – ha detto la Tanzarella— metteremo a sistema i centri informativi del Gargano per un PIS che è stato considerato il migliore di tutta la regione, almeno secondo gli organi della Puglia deputati al controllo dei fondi stanziati per le finalità che abbiamo spiegato”. Tutto questo per un valore complessivo di circa 14 milioni di Euro, un impegno finanziario che testimonia la volontà di promuovere il Gargano anche a livello nazionale e, perché no, internazionale, nell’auspicio di diventare la prima area protetta per numero di visitatori d’Italia. “Sotto questi auspici—ha affermato l’avvocato Gatta—proveremo a valorizzare ancora di più il promontorio garganico, cercando di coniugare la salvaguardia ambientale con le esigenze di sviluppo socio-economico del territorio”.
Momenti toccanti del convegno sono stati quelli in cui il regista Aldo Di Russo ha mostrato le immagini di un film-documentaio sul Gargano, ripercorrendo le tappe del viaggio che lo scrittore Riccardo Bacchelli fece in Puglia nel 1929 e poi nel 1936. Il Gargano antico e il Gargano moderno appaiono in tutto il loro contrasto, con la consapevolezza che solo la letteratura (di cui Bacchelli era un valido esponente) può costituire un momento di sintesi in cui il già letto e il già scritto fungono da premessa per ciò che dovrà ancora essere studiato.

Associazionismo Attivo del Gargano: V Raduno a Sannicandro

Associazionismo Attivo del Gargano

TURISMO, IL GARGANO FA GOLA A RUSSI E RUMENI

ImageDa Ondaradio.info
Domenica 10 e lunedì 11 maggio scorsi si sono svolti due incontri, rispettivamente con una delegazione di tour operator russi e rumeni, nell’ambito di un’iniziativa commerciale curata dalla “Guglielmi Viaggi” di Foggia, cui ha partecipato anche l’assessore provinciale al Turismo, Nicola Vascello, con rappresentanti degli operatori turistici del Gargano.
Nel primo incontro, svoltosi presso l’Hotel Le Ginestre i russi gli operatori russi hanno evidenziato le esigenze della loro clientela per far diventare il Gargano una meta appetibile. Si è così parlato di servizi di trasporto rapidi e confortevoli, in pratica quelli aerei, di strutture ricettive a livello di alberghi da cinque e quattro stelle ma con servizi adeguati a tale categoria. Nel contempo è stato espresso un forte interesse per l’aspetto storico-culturale fruibile sul territorio e per la possibilità di fare shopping di buon livello. Meno interesse è stato invece mostrato per la classica vacanza balneare. Questo interesse, per attirare la clientela russa, dovrà tradursi nella definizione di appositi pacchetti di soggiorno che contemplino tutti quegli aspetti evidenziati.
Nel secondo incontro, tenutosi presso l’Hotel Scialara, anche gli operatori rumeni hanno sottolineato l’esigenza di un collegamento aereo più vicino al Gargano. Diversamente dai colleghi russi, i rumeni si sono invece orientati verso aziende alberghiere e strutture ricettive all’aria aperta di tre o quattro stelle. Hanno inoltre mostrato forte interesse per una vacanza di tipo balneare non disdegnando però l’aspetto enogastronomico e storico culturale del soggiorno.

Ripristiniamo i muretti a secco, paga la Regione Puglia

Avete delle macere che cadono a pezzi e che hanno bisogno di manutenzione?
Articolo a cura di Antonio Basile

La Regione puglia ha emanato il bando per la presentazione delle domande per la concessione degli aiuti previsti dalla Misura 216 – Azione 1- “Ripristino muretti a secco” del Programma di Sviluppo Rurale.

L’Azione è finalizzata a salvaguardare e migliorare il paesaggio agrario e a conservare elementi naturali e seminaturali in grado di promuovere il mantenimento delle capacità di autoregolazione degli agroecosistemi regionali, quali i muretti a secco, ossia elementi in grado di filtrare, tamponare e conservare la qualità dell’ambiente e, più nel dettaglio, a salvaguardare l’attività degli organismi vegetali e animali che vivono negli agroecosistemi dei muretti a secco, in quanto “aree rifugio” per i nemici naturali dei parassiti delle colture.

I termini di presentazione delle domande decorrono dal giorno successivo alla data di pubblicazione del presente provvedimento nel B.U.R.P. e comunque entro il 30 giugno 2009;

Le sovvenzione è pari al 100% delle spese legate ad investimenti di ripristino dei muretti a secco già esistenti.

I beneficiari dell’Azione sono gli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese agricole della CCIAA che, in base ad un legittimo titolo di possesso, conducono aziende agricol

Qui trovate tutte le informazioni e il format della domanda:
http://www.regione.puglia.it/burp_doc/pdf/xl/N071_14_05_09.pdf

“Cerchiamo quel veliero inabissatosi nel 1800”

Isole Tremiti – Dopo aver individuato il punto nei pressi delle Tremiti dove nel 1825 si inabissò un brigantino austriaco, l’ingegnere sipontino Michelangelo De Meo sta lavorando ora sul ritrovamento accanto alle diomedee del relitto di un mercantile pugliese diretto nel porto di Vasto (Ch). Il veliero, naufragato nel periodo invernale della seconda metà del 1800 durante il regno borbonico, era definito legno o pielago.
“Così – spiega De Meo – venivano chiamati i velieri in quei periodi”. Il pielago partì dal porto di Barletta comandato da un certo Angelo Raffaele Calabrese per andare a Vasto, per caricare delle granaglie, con a bordo dieci persone di equipaggio compreso il comandante, tutti di Barletta. Colti da una tempesta, il mercantile cercò di rifugiarsi nel porticciolo delle Isole Tremiti, ma a causa del moto ondoso e della tempesta si schiantò di notte sulle coste dell’arcipela go colando subito a picco ed adagiandosi ad una profondità di 60 metri circa sott’acqua. Delle dieci persone di equipaggio solo quattro si salvarono raggiungendo una delle isole. Il mattino successivo un certo Paolo Maringovig di Camisa in Dalmazia sotto l’Impero D’Austria che si trovava nell’Isola di Tremiti con la sua Bracciera e i suoi quattro suoi figli per esercitare il mestiere della pesca, videro i quattro naufragati bagnati e infreddoliti su una delle Isole e li portarono in salvo. “Ho scoperto dei documenti inediti che parlano di questa tragedia del mare verificatesi qualche secolo fa – racconta l’ingegnere sipontino – ho individuato il luogo dov’è avvenuto il naufragio, però per motivi economici non sono mai state fatte delle immersioni per verificare quello che rimane del veliero”. Il pielago è un veliero simile al trabaccolo. Si tratta di un piccolo bastimento da pesca o trasporto con una lunghezza di circa 20 metri, usato soprattutto nell’Adriatico, avente due alberi con vele a terzo e un’asta di fiocco dotata di uno o due fiocchi. L’imbarcazione, naufragata al largo delle diomedee a causa di una tempesta, è di sicura rilevanza storica, alla stregua del brigantino austriaco che giace sempre nei fondali tremitesi, anch’esso scoperto da De Meo e non ancora censito ufficialmente. Vi sarebbe inoltre anche un piroscafo russo chiamato Horniloff naufragato probabilmente tra le Tremiti e Vieste nel 1868. “Naturalmente di queste ricerche ho fatto regolare comunicazione a tutti gli enti senza però avere nessun riscontro”, dichiara rammaricato. “Mi piacerebbe continuare le ricerche storiche per recuperare un pezzo di storia importante per le Tremiti. Però le ricerche hanno un costo e gli enti preposti non collaborano”.
 
Fonte.lagazzettadelmezzogiorno.it

Matteo Salvatore rivive sul palco del 1 maggio

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