//
you're reading...
Tutti i post

Il Sole 24 Ore torna ad occuparsi della nuova cartolina del Gargano

Pizzicati nell’Archivio

Con un grande concerto si è inaugurata a Bari la biblioteca dei suoni di Puglia. Aperta a tutti, terrà viva la tradizione
di Riccardo Piaggio
nella foto i Cantori di Carpino al Teatro Piccolo di Milano, 1966
dall’inserto culturale domenicale del Sole 24 Ore del 17 maggio 2009

Sono strani suoni, che si cofnondono con quelli dei grilli e dei trattori della campagna pugliese, almeno per ora. Bisognerà aspettare alcuni decenni. Poi – è questa la scommessa del popolo del folk di questa terra – quei suoni torneranno a vivere, diventando la nuova cartolina turistica e culturale del Salento e del Gargano. Quei suoni sono le musiche e le voci dei cantori della pizzica e della tarantella. L’eredità viva degli appassionati raccoglitori delle musiche folk del nostro sud, da Alan Lomax a Roberto Leydi diventa ora una biblioteca aperta.
L’Archivio sonoro della Puglia è stato inaugurato in queste settimane a Bari, presso la Biblioteca Nazionale, con un grande concerto, dal titolo evocativo, «Chi suona e canta non muore mai», animato da oltre sessanta musicisti tradizionali pugliesi.
La vocazione è chiara: la memoria sonora va tutelata e coltivata, anche se le musiche popolari cominciano a portare nelle piazze un pubblico paragonabile, almeno numericamente, a quello degli eventi pop. Tra i diversi Fondi, uno è dedicato all’opera di un grande cantore del sud, il calabrese Otello Prefazio, con preziosi documenti sul folk del Gargano e sul poeta contadino Matteo Salvatore.
Un nuovo archivio sonoro è sempre un azzardo. Un luogo che racconta una cultura immateriale non assimilabile ad altri patrimoni culturali popolari rivela una debolezza: non esiste una classicità a cui ispirarsi, né una età dell’oro da riguadagnare, nel mondo delle musiche tradizionali. Non esistono copie né originali. Non ci sono firme da autenticare, ma una immensa e scomposta massa di testimoni che ci raccontano la storia e il futuro di un’intera comunità. Potremmo chiamarla folk brand, questa nuova onda che rimesta la terra e porta a galla ogni sorta di memoria.
Melpignano & Co. sta diventando una sorta di Centro internazionale del folk, dove si fa ricerca, si producono suoni e idee, oltre a una dose di entetainment culturale, con la «Notte della Taranta» e il festival a Carpino. Che non diventi una Disneyland, dipenderà da chi (amministratori e musicisti) ci metterà, nei prossimi anni, le mani e il cuore.

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Archivi

I tuoi cinquettii

Ospiti

  • @DaniloToninelli Questo si era capito il giorno stesso del crollo. Il punto è ricostruirlo in un tempo ragionevole per i genovesi. 21 hours ago
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: