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Carpino. Giungono notizie tristi dal CorrieredelMezzogiorno

Carpino, pensionato ucciso con il punteruolo: fermata la moglie.

La donna, Antonia Russo, di 56 anni, è indagata per omicidio volontario: fu trovata in stato di choc.

 

FOGGIA – È stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria la moglie di Michele Bramante, il pensionato di 68 anni ucciso con un colpo di punteruolo alla gola, il cui cadavere è stato trovato dai carabinieri la sera di domenica scorsa nella sua abitazione a Carpino nel foggiano. La donna, Antonia Russo, di 56 anni, è indagata per omicidio volontario. Il fermo è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano che sin dai primi passi delle indagini avevano avuto sospetti sulla donna che fu trovata in stato di choc accanto al cadavere, adagiato sul letto, del marito sessantottenne. Per oggi è prevista l’autopsia nel corso della quale si potrà tra l’altro accertare se la morte dell’uomo sia stata causata dal colpo di punteruolo che gli ha bucato la carotide, e che gli investigatori ritengono sia stato inferto da sua moglie. Sono stati i due figli della coppia, che attualmente risiedono in Germania, ad avvertire i carabinieri di quello che era successo, probabilmente avvertiti dalla madre nel corso di una telefonata. Le indagini sono dirette dalla procura di Lucera.

Carpino, uomo trovato morto nella sua abitazione

Si tratta quasi certamente di omicidio
Carpino si tinge di rosso e di giallo. Rosso, come la pozza di sangue in cui è stato trovato un uomo di 67 anni. Giallo, come il mistero sulla sua morte. Michele Bramante, questo il nome della vittima, era a casa sua, per terra, con il collo insanguinato. Nell’abitazione c’era anche la moglie, in stato confusionale.  In un primo momento, ecco il perché del giallo, si era pensato ad un’emorragia causata proprio da un intervento chirurgico al collo, subito dall’uomo qualche tempo fa per una cisti. Dopo una prima ispezione cadaverica, però, il medico legale ha stabilito che il decesso è avvenuto a causa di una ferita da arma da taglio, forse un punteruolo, che ha reciso la carotide e ha provocato la fuoriuscita del sangue. A dare l’allarme non è stata la moglie, ma i figli della coppia, che vivono in Germania e che non erano riusciti a contattare i genitori. Sul caso indagano i carabinieri di Vico del Gargano e la procura di Lucera. Mentre la moglie di Bramante, una donna di 56 anni, è stata sottoposta ad interrogatorio, perché deve chiarire la sua posizione, il medico legale ha disposto l’autopsia, prevista per domani.

GARGANO: Il turismo, l’ambiente, la cultura e il ceto medio riflessivo

Scrivo ora un pezzo che il mio amico Ninì Delli Santi, a seguito del Forum provinciale del Turismo che si tenne molto tempo fa a Vieste, mi aveva sollecitato per il suo libro sul turismo che non ha aspettato il mio ritardo ed è fortunatamente già a disposizione dei lettori, senza il mio intervento. Grazie all’appuntamento dedicato al turismo che si è tenuto a Vico del Gargano sabato scorso, ho l’occasione di riordinare le mie idee per affidarle ad uno scritto.

Se ci chiediamo come rilanciare il turismo nella provincia di Foggia, senza chiederci come rilanciare l’intera economia provinciale, a mio avviso perdiamo tempo. E se ci chiediamo come rilanciare l’economia del nostro territorio, senza rilanciare socialmente e culturalmente la comunità, ancora una volta perdiamo tempo.

Per fare, sul Gargano, un turismo che stia in campo, capace di presente e di futuro, capace di intercettare la parte migliore del nostro Paese e dei nostri “concittadini” europei, per ricostruire una economia non di retroguardia, occorre assicurare sei requisiti imprescindibili: 1. la qualità ambientale, 2. la qualità culturale del territorio, 3. la legalità, 4. un cambiamento della e nella attuale classe dirigente, 5. l’attrattività per i consumi interni della nostra provincia e non solo per l’utenza esterna, 6. la concentrazione della promozione solo in alcune realtà, evitando di sprecare denaro con interventi di comunicazione a pioggia.

In premessa voglio dire che chiunque ponga il problema del rilancio del turismo “unicamente” in termini di presenza/assenza di infrastrutture e servizi materiali fa un errore strategico, poiché ha dimenticato che i flussi dipendono principalmente dal “motivo del viaggio” e solo secondariamente dalla facilità o difficoltà di raggiungimento o di permanenza per la presenza di strade, autostrade, porti, aeroporti, a meno che non si parli di target specifici. Del resto l’età dell’oro del turismo garganico l’abbiamo vissuta quando le infrastrutture viarie e d’altro tipo erano scarse o inesistenti. Ora, indubitabilmente, stiamo vivendo un declino del turismo del Gargano, pur avendo più servizi e un’offerta più organizzata rispetto al passato. Perché accade questo? Perché il Gargano ha perso la sua verginità ambientale e culturale che rappresentava il suo attrattore più forte e il principale motivo del viaggio. Non voglio essere frainteso: le infrastrutture materiali sono importanti, (attenzione, voglio ricordare che accanto a sistemi di comunicazione e spostamento, servizi sanitari e igienici, spazi pubblici, infrastrutture sono anche auditorium, librerie, teatri, biblioteche, summer e winter schools, monumenti e musei aperti e funzionanti, banda larga…), ma ritengo che, la loro presenza/mancanza non rappresenti l’unico motivo del successo/insuccesso del turismo. I fattori che garantiscono il successo sono prevalentemente altri.

1. La qualità ambientale del territorio è pertanto il primo requisito per il rilancio del turismo sul Gargano. La qualità del paesaggio rurale e dei centri storici, del mare, delle coste; la lotta all’abusivismo edilizio ed alla “speculazione organizzata”; una moderna gestione dei rifiuti; il rilancio del Parco Nazionale del Gargano, che ha smarrito la sua mission di volano e attrattore di un turismo nuovo nel momento in cui non ha saputo trovare la strada per assolvere all’altro suo compito principale, quello di garantire la tutela dei valori ambientali e culturali del territorio. Tutto questo garantisce che una fetta importante dei potenziali turisti consideri il Gargano tra le mete possibili, meritevoli di un viaggio e di una spesa. In assenza di questi requisiti siamo destinati a uscire fuori non solo dai circuiti di business, ma anche dai circuiti mentali dei nostri connazionali e dei fratelli europei. Saremo semplicemente dimenticati.

2. La qualità culturale del territorio. Il Salento e altre zone della nostra Puglia, la Toscana, le Marche, il Lazio, l’Umbria, alcune aree della Sicilia, parte delle regioni del Nord, affidano il successo turistico alla presenza di qualità culturale nel territorio. Attenzione, non parliamo solo dei beni culturali, che abbiamo tutti, ma di attività e di servizi, accompagnati da un livello medio di cultura dei residenti, che si traduce nella giusta sensibilità degli operatori di intercettare, con una offerta colta, la parte del ceto medio più disposta a spendere per gustare il territorio, per incontrarlo, per crescere e per formarsi. Qualità culturale è anche quella dei residenti, che, se rozzi e ignoranti, rappresentano il primo dissuasore dei flussi turistici, se, invece, sono colti, intelligenti e sensibili ne rappresentano il principale attrattore. E la qualità culturale delle comunità accoglienti dipende da ottime politiche formative e culturali, e anche da un livello alto dei “consumi” culturali, che attualmente in Capitanata sono al fondo delle classifiche nazionali. Stessa cosa dicasi per gli eventi. Ormai sono numerosi studi e ricerche sull’impatto economico dei festival e sul Gargano esistono già delle realtà festivaliere consolidate che attualmente rappresentano un attrattore e un volano di attività economiche (e non mi riferisco solamente a quelle storiche, Carpino Folk Festival e FestambienteSud, aderenti al consorzio 5FSS di cui, indegnamente, sono il presidente pro tempore). I festival vanno potenziati e va potenziato un circuito degli eventi culturali e di spettacolo che può dare il suo importante contributo. Noi su questo stiamo lavorando, ma serve il pieno e appassionato appoggio delle amministrazioni locali e degli operatori.

3. Legalità. Stiamo sempre a parlare di marketing per rilanciare il buon nome del Gargano e decantare le sue bellezze e non ci accorgiamo che la criminalità locale opera un contro marketing micidiale. Quanti milioni di euro occorre spendere in comunicazione per cancellare nell’opinione pubblica nazionale e internazionale l’effetto nefasto della notizia di un omicidio di mafia? O della notizia che proprio il turismo sul Gargano è vittima di un racket organizzato e martellante? Che le istituzioni locali, invece che affrontare e risolvere il problema della legalità, tendono, invece, a sottovalutare, sottacere, negare? Ci siamo mai chiesti quale impatto abbia la criminalità sui clienti o potenziali tali del turismo del Gargano? E quale effetto sortisca l’idea che la politica e la cultura locale siano deboli e omertosi? E’ inutile scagliarsi contro il sistema dell’informazione o contro le associazioni che denunciano quanto accade sul territorio. Non c’è sopravvalutazione del fenomeno: semplicemente c’è il fenomeno criminale e un ridicolo tentativo di sottovalutazione. Estirpare l’illegalità e il crimine può contribuire a rilanciare l’immagine del Gargano. Anche il solo combattere, senza ambiguità e finzioni, riscatterebbe il nostro territorio. La nascita dell’associazione anti racket di Vieste, da questo punto di vista, rappresenta un importante segnale positivo proprio per i potenziali clienti del turismo garganico.

4. Il ricambio della classe dirigente. Sembra chiaro come, tranne alcune importanti eccezioni, con questa classe dirigente (che non è solo politica) non si vada lontani. Le sue responsabilità storiche possono essere riassunte in tre punti. 1. Non ha saputo trovare una strada per l’economia locale, confondendo economia e speculazione. L’economia è un processo sociale capace di produrre, e riprodurre nel tempo, ricchezza diffusa e competenze professionali e di cittadinanza, di generare relazioni positive per la comunità, di facilitare la sua apertura e non la sua chiusura. La speculazione, al contrario, produce ricchezze immediate, in un lasso di tempo limitato e concentrate nelle mani di poche persone, genera conflitti, disgrega la comunità, alimenta vizi e qualità negative uccidendo la democrazia e la cittadinanza. La politica può fare molto in campo economico: un sindaco in politica economica ha più potere del Ministro del Tesoro, per orientare le scelte e il destino di una comunità. La speculazione si è, invece, impadronita del Gargano. 2. La seconda responsabilità consiste nel non aver saputo aprire il Gargano alla Puglia, all’Italia e all’Europa. Il Gargano è isolato, politicamente, culturalmente, socialmente. Siamo i peggiori nella nostra regione che negli ultimi anni è invece cresciuta tutta. Diamo sempre la colpa a Foggia e a Bari che ci escludono. La verità e che la nostra classe dirigente è generalmente arretrata, debole, culturalmente e politicamente arroccata. La “sindrome di Calimero” non ci farà uscire dall’isolamento, ma continuerà ad affossarci. 3. La terza responsabilità della classe dirigente è quella di non aver compreso oppure, peggio, di aver compreso e colpevolmente ostacolato la nascita di una politica sovra comunale, all’altezza dell’idea della “Città Gargano”. Sprecando due grandi opportunità: la Comunità Montana, ridotta ad uno spettacolo indecente; il Parco nazionale del Gargano di cui abbiamo già detto.

5. L’economia turistica non può reggersi solo sui turisti extra regionali ed extra provinciali. Anzi, i cosiddetti consumi interni al territorio sono una fonte determinante di reddito e di guadagno, ma soprattutto sono la fonte primaria dei processi della cosiddetta destagionalizzazione (almeno all’inizio del suo processo). L’unica maniera, infatti, per far crescere la qualità e la quantità dell’economia turistica, da anni ce lo diciamo senza che molto sia accaduto, è destagionalizzare. Un turismo per tutto l’anno crea stabilità lavorativa e continuità aziendale, uniche garanzie di crescita e di professionalità. Il turista che viene da lontano tende a concentrare nei soliti periodi le vacanze sul Gargano e nei week end non pensa di venirci, poiché attualmente manca l’offerta. E’ chi vive vicino che, come una specie pioniera, può fare turismo durante l’anno, soprattutto nei week end favorendo la nascita dell’offerta stessa. A questo proposito, però, dobbiamo chiederci chi siano i potenziali clienti del turismo interno. Non tutte le fasce della popolazione sentono allo stesso modo il bisogno o hanno la possibilità di vivere più volte l’anno l’esperienza del week end sul Gargano, o di un’escursione giornaliera in grado di servirsi, però, dei servizi del turismo locale. Ad eccezione dei flussi di turismo religioso, per i quali va fatto un discorso a parte, è il ceto medio cosiddetto “riflessivo” che tiene alto questo genere di consumi interni. Lo stesso gruppo sociale che compra libri, giornali, va al cinema e al teatro, frequenta la ristorazione di medio-alta qualità, è sensibile agli eventi e si muove sul territorio con una certa facilità. Lo stesso che, spesso giovane, è, nella nostra provincia costretto ad emigrare, perché sono assenti o deboli le politiche che ne favoriscano la permanenza e la prosperità. E questa debolezza rappresenta un problema per tutte le regioni meridionali, con maggiore gravità nelle aree marginali. Lo ha intuito il governo regionale che, investendo significativamente sui giovani e sulla cultura, ha gettato le basi per un rafforzamento di questa fascia sociale in tutta la Puglia. E’ la debolezza di questa fascia di popolazione che finora ha contribuito a rendere difficile la nascita di un turismo “fuori stagione” sul Gargano. La Capitanata solo in parte ha intuito la grande opportunità fornita dalla Regione. A questa debolezza si aggiunge la debolezza della nostra città capoluogo. Foggia sta crescendo troppo lentamente ed è lontana dall’essere una città media come Bari, che tiene alti i flussi nel Salento, o grande come Roma che, con i suoi flussi, regge l’intero sistema turistico laziale, abruzzese, umbro e della Bassa Toscana. Meno problemi ci sono per il preappenninno meridionale (l’asse Orsara-Troia, per intenderci), più raggiungibile del Gargano, perché oltre che su Foggia può contare anche su parte della Campania e rivolgersi pertanto ad un territorio più ampio. Le uniche realtà garganiche che possono dirsi realmente destagionalizzate, oltre a San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo per via del turismo religioso, sono Mattinata che pesca su un bacino di prossimità sull’asse Manfredonia-Foggia, e più lentamente Lesina, che sta beneficiando della presenza dell’uscita autostradale. Il resto è tutto da costruire e si può fare solo mettendo su un sistema di attrattori fondato sulla cultura, lo spettacolo dal vivo, il turismo natura. E considerando un’area di prossimità che sicuramente coinvolga anche il Molise, la BAT, e la provincia di Benevento.

6. Manca una compiuta strategia di promozione. A volte lo spreco di risorse è la cifra della nostra comunicazione pubblica. A mio avviso si deve concentrare la maggior parte dell’attenzione e dei finanziamenti per cercare di intercettare i flussi interni e di prossimità e le aree e gli assi metropolitani più vicini, quelli cioè, che hanno la possibilità, anche in mancanza di un aeroporto che funzioni come si deve, di frequentare il Gargano nei week end. L’offerta deve pertanto rivolgersi al ceto medio delle aree metropolitane di Bari, Napoli e Roma, e all’asse urbano abruzzese e marchigiano che corre sulla A14. E la comunicazione deve essere continua e presente principalmente in queste aree, che complessivamente sono abitate da più di dieci milioni di persone e sono raggiungibili in meno di tre ore. Tutto questo a condizione che sul Gargano ci sia la volontà di ricostruire un’economia turistica, abbandonando una visione meramente speculativa dell’economia. A volte è forte l’impressione che la stagionalità sia una condizione accettata volentieri da molti operatori e che in alcuni casi il turismo sia diventato l’alibi per portare acqua al mulino della speculazione edilizia. Aspettando di essere smentiti con i fatti, siamo disponibili a fare la nostra parte collaborando con le persone, le aziende e le istituzioni di buona volontà che credono nel trinomio ambiente-cultura-economia e che vogliano costruire un’intelligente strategia di attrazione dei flussi.

Cetacei spiaggiati sul Gargano, video di Gianni Lannes

Nuovi impianti fotovoltaici nel Tavoliere

Da San Severo a San Paolo di Civitate, passando per Torremaggiore, i tedeschi della «Ecoware» si sono assicurati le autorizzazioni e i progetti per aprire distese di parchi solari in Capitanata. Su un’area estremamente pianeggiante di 150 ettari, i tedeschi hanno il via libera per l’apertura di 60 parchi intorno alla cabina primaria di San Paolo di Civitate fino a 19 megawatt di energia installata. Ma altri 80 parchi sono già stati autorizzati fra San Severo, Rignano, fino a Foggia. Ieri mattina in un’atmosfera tutt’altro che congeniale, sotto un cielo plumbeo e un freddo pungente, sono stati inaugurati i primi tre «parchi del sole» in corrispondenza del bivio per Marina di Lesina sulla statale 16. Attraverso una stradina interpoderale si arriva al primo dei tre parchi, in località “Chiagnemamma” (a Nord di San Paolo) di proprietà dell’agricoltore Garofalo che ha ceduto in fitto un suolo dismesso. Gli altri due parchi si trovano più a Sud, in località Risicata di Brancia e in località Cisterne. I tre parchi sviluppano una potenza di 3 megawatt sufficienti per fornire energia a 1200 famiglie.
Il primo impianto (in realtà quello in località Risicata di Brancia si compone di due parchi) è entrato in funzione il 31 dicembre scorso, gli altri due saranno attivati il 2 febbraio.
L’investimento già sostenuto ammonta a 200 milioni di euro, ma sono stati già messi in preventivo altri 210 milioni da spendere nel 2010 in Capitanata per l’apertura degli altri 80 parchi.
L’investimento è stato commissionato dalla società tedesca Ecoware (realizza parchi chiavi in mano) e dal partner Cityware, ma sul territorio si sono avvalsi della collaborazione della società Ecoscout di San Severo che ha eseguito materialmente gli impianti e ne curerà la manutenzione.
Secondo Markus Voigt, managere della “Voigt & Collegen” «la Capitanata per la sua particolare conformazione orografica è il posto ideale per investire sul fotovoltaico». Va detto che Voigt & Collegen è uno dei principali fondi d’investimento in Germania che considera l’Italia il paese dalle maggiori opportunità d’investimento oggi in Europa. Migliaia di cittadini tedeschi hanno acquistato quote di questo fondo tedesco (capitale di partenza 10mila euro), per cui si può definirli i «parchi del popolo», anche se di Germania.

Massimo Levantaci

Capitanata 2020,le ultime

Una fetta significativa dei finanziamenti all’interno del progetto strategico di Capitanata 2020 è destinata al territorio garganico, e questo – spiega il commissario dell’ente parco, Giandiego Gatta – proprio al ruolo e allo spessore che l’area protetta riveste nell’ambito di tutta la Capitanata. Ben quindici i Comuni coinvolti nel progetto che beneficeranno dei finanziamenti, opere di notevole importanza che abbracciano una larga forbice di interventi di alta qualificazione. «Per cui – aggiunge Gatta – la recente approvazione da parte della giunta regionale del programma stralcio è manna dal cielo per l’intero territorio della Capitanata. Poter contare su una disponibilità di oltre 34 milioni di euro, di cui più di otto destinati ai comuni garganici, è un buon viatico per guardare al futuro con ottimismo». Nel dettaglio, gli interventi più significativi riguardano Rignano Garganico e Vieste. Per il primo Comune, le risorse per circa 400mila euro saranno finalizzate alla valorizzazione di Grotta Paglicci e delle sue preziose testimonianze che ne fanno un punto di riferimento, forse unico, per una “lettura” del nostro passato. Interventi che non riguarderanno soltanto l’insediamento paleolitico ma anche la realizzazione di un museo. Per Vieste sono oltre due milioni gli euro da destinare alla riqualificazione dell’area portuale. Un plafond di tre milioni di euro destinati alla rivitalizzazione di alcuni centri storici dei Comuni ricadenti nell’area protetta, già individuati dalla regione. Infine, poco meno di un milione di euro per energia alternativa degli edifici scolastici.

ondaradio.info

Incontro sugli ulivi monumentali

Si è svolto il 29 a Bari uno degli incontri che la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) Puglia, di concerto con l’Assessorato alla Ecologia della Regione Puglia, sta tenendo a livello regionale nell’ambito della “Campagna informativa sulla Legge Regionale 14 del 2007” ovvero sulla legge di tutela degli “Ulivi monumentali”.
Nel corso della iniziativa, oltre alla presentazione della legge regionale, si è parlato di “Agevolazioni e priorità nei finanziamenti derivanti dal censimento degli alberi monumentali”.
All’incontro, al quale sono stati invitati a partecipare rappresentanti dell’Assessorato alla Ecologia della Regione Puglia, sono intervenuti il Presidente provinciale della Cia di Brindisi, Luigi D’Amico, ed il VicePresidente vicario della Cia Puglia Donato Petruzzi.

ondaradio.info

Antonio Piccininno canta la Ninna Nanna all’Università di Bologna

Ischitella / Il Comitato tutela del Mare dice no all’Eolico Off Shore

Anche il “Comitato per la a del mare del Gargano” (costituitosi a Vieste il 10 dicembre scorso e formato da cittadini di vari paesi del Gargano) dice “no” al progetto dell’eolico off-shore che dovrebbe sorgere al largo di Foce Varano (ma anche ad altri potenziali progetti similari lungo le coste del Gargano) motivando la propria posizione, assunta dopo un’attenta riflessione e l’acquisizione di atti e documentazione relativi al progetto. della Seva srl, avallato dal Comune di Ischitella. “I “costi” di tali progetti — chiarisce il comitato in una nota—(di cui questo potrebbe essere l’apripista e l’esempio da seguire per sindaci garganici, trasformando la nostra in una centrale elettrica), si dimostrano maggiori dei benefici prospettati, sul piano ambientale, paesaggistico, economico e sociale che rende indispensabile individuare alternative a tali fonti rinnovabili sul nostro territorio.” Non un “no” pregiudiziale, ed infatti il Comitato chiarisce di essere “fautore sensibile ad ogni iniziativa che preveda la realizzazione e produzione di energia basata su fonti rinnovabili e non inquinanti”, ma una presa di posizione motivata innanzitutto dalla considerazione che “il Gargano, e più precisamente la sua costa, ha come fonte principale di attività economica il “turismo” e che ogni questione relativa alla modifica del paesaggio e dell’ambiente di un territorio, soprattutto se ha rilevanza turistica, diventa automaticamente una questione che non può più solo riguardare un dato comune o i suoi abitanti, ma acquista una rilevanza popolare.” Fra le motivazioni di contrarietà al progetto, in primis figurano le ripercussioni negative sul turismo, a fronte di una scelta che, comportando una modificazione dell’ambiente naturale e del paesaggio, non può essere riservata alla decisione di un solo comune, “auspicando – prosegue infatti la nota del comitato – che una qualsiasi politica energetica sul territorio, vada vista nella totalità del territorio garganico, coinvolgendo tutti gli enti in esso posti, smettendo la politica di coltivare il proprio orticello a scapito o disinteressandosi dell’altro. Non meno importante, per il comitato, oltre a quello paesaggistico e visivo anche “l’impatto più prettamente ambientale, e di disturbo, in riferimento ai fenomeni migratori (documentati e studiati) dell’avifauna”. L’installazione degli altissimi pali sormontati da aerogeneratori renderebbero difficile inoltre, per il Comitato “anche la fruibilità alla navigazione sia essa di pesca che da diporto (soprattutto crocieristica), che comporta non solo l’interdizione dello specchio d’acqua direttamente interessato, ma anche delle rotte navali che lo incrocerebbero”. Bocciato su tutta la linea, dunque il progetto del parco eolico marino che comporta, per giunta, un “esiguo ritorno economico, con un impatto sulla forza lavoro limitata alla realizzazione del progetto, ma non alla sua gestione” giudicato anche poco chiaro rispetto “nella sua realizzazione, gestione e negli impegni assunti dalle parti — sostiene il comitato per la tutela del mare garganico – visto la bozza di convenzione che sbilancia il potere dell’azienda realizzatrice e gestore del progetto a scapito dell’ente locale”. Un deciso "no" dunque, si alza dai garganici che si sono costituiti in comitato dal mese scorso, a seguito delle inquietanti vicende emerse a proposito delle navi e container affondate al largo del Gargano, ma con l’intento di mettere in campo una dimensione attiva della cittadinanza ed agire per la tutela e la difesa del mare e dell’ambiente marino e costiero in ogni situazione in cui si ravvisi una loro compromissione.

Anna Lucia Sticozzi

Carpino/ Scacco al sindaco salta l’elezione del Presidente del Consiglio

Fibrillazione. La composizione del nuovo esecutivo tra le polemiche.Tensione in aula difficile la ricomposizione.

Scacco matto al sindaco di Carpino, Rocco Manzo da parte di una componente della sua maggioranza: una composita coalizione della quale fanno parte esponenti del partito della libertà e di ‘Puglia prima di tutto”. Saltata l’elezione del presidente del consiglio comunale. Al candidato che era stato indicato dalla maggioranza per subentrare a Mario Trombetta, decaduto a seguito della sua nomina ad assessore comunale, sono andati appena sette voti; quattro ad un altro consigliere, una scheda bianca. Il risultato ha fatto salire la tensione che, evidentemente, covava sotto le ceneri di un presunto ricompattimento della maggioranza. La riunione che aveva preceduta la seduta consiliare era servita a fare chiarezza su alcune fibrillazioni che, indiscutibilmente, c’erano state all’indomani delle nomine dei nuovi assessori, con il passaggio di testimone da Francesco Corleone a Mario Trombetta, ex presidente della massima assise cittadina. E non sappiamo quanto causale, e non piuttosto un chiaro segnale diretto proprio al sindaco Manzo al quale, evidentemente, si è fatto capire che, di questo passo, per l’amministrazione comunale i prossimi due anni di legislatura potrebbero essere tutti in salita. Infatti, non sappiamo se possiamo parlare di un incidente di percorso e non piuttosto fatto intendere al primo cittadino che vanno rivisti gli equilibri all’interno della maggioranza. I quattro voti andati, guarda caso, all’ex assessore Francesco Corleone il quale aveva fatto esplicitamente capire di gradire la carica di presidente della massima assise cittadina. Seduta consiliare sospesa su richiesta del vice sindaco, Giuseppe Gentile; pausa che, però, non sarebbe servita a calmare gli animi e a riprendere i lavori. Trascorso il tempo previsto, Francesco Corleone, in qualità di consigliere anziano, ha mandato tutti a casa, riservandosi di riconvocare il consiglio allorchè il sindaco l’avesse ritenuto necessario.
Riunione che dovrebbe esserci entro la prima decade di febbraio, avendo per oggetto dei lavori: la nomina di presidente e vice del consiglio comunale, e altri tre argomenti che erano già stati inseriti nella precedente convocazione.
Francesco Mastropaolo

Lacreme e sciure, Lu trasore

M’hanne ditte che sope Castedde
sta ‘mmucciate nu grande trasore
I’ camine, camine e camine 
fin’a quanne lu sole ce more.
 
La canosche sta granda muntagna
pare fredda e t’appiccia lu core,
pare vascia e te stracqua li péde
e li spine te danne delore.
 
I’ camine, camine e camine 
e non vede stu grande trasore.
Mo me pare che sonn’arrevate:
a Castedde ce sta nu pastore.
 
Sta ‘ssettate cuntente cuntente,
doje pècure fanne l’amore. 
Alla cima de Monte Castedde
ce sta jèreva, jèreva e sciore.
 
Ce sta jèreva, jèreva ‘nturne, 
non ce sente nisciune remore 
e ce vede lu mare e lu ciele: 
lu trasore lu tè lu pastore.

Joseph Tusiani

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