//
archives

Tutti i post

Questa categoria contiene 1914 articoli

NO FAIDA DAY | Il Gargano si ribella alla faida | 25 Febbraio 2010|

Clicca per Ingrandire "La lotta alla mafia non può fermarsi a una sola stanza, la lotta alla mafia deve coinvolgere l’intero palazzo. All’opera del muratore deve affiancarsi quella dell’ingegnere. Se pulisci una stanza non puoi ignorare che altre stanze possono essere sporche, che magari l’ascensore non funziona, che non ci sono le scale… Io vado a Roma per contribuire a costruire il palazzo" (Giovanni Falcone).

Il 25 febbraio a Monte Sant’Angelo (Fg), a partire dalle 17.30, tutte le istituzioni, i cittadini e le associazioni del Gargano sfileranno in corteo per "gridare" il proprio dissenso a tutte le forme di criminalità. Il mondo associativo del Gargano, e non solo, ha deciso di manifestare il proprio dissenso contro una piaga che da tempo affligge l’intera popolazione: la “faida”. L’Unione Degli Studenti, che da tempo esprime il proprio parere contrario a questa "malattia che pian piano sta distruggendo la nostra società”, ha deciso di aderire e scendere in piazza.

"La giornata contro la faida rappresenta un momento di riscatto di tutta la gente onesta stanca del sangue e della violenza che è costretta a subire, e a vedere. Ma attenzione: la Faida è solo un sintomo, la più evidente manifestazione di un fenomeno profondo, quello mafioso, che pervade la nostra terra. Fenomeno radicato che, probabilmente, ha già occupato un posizionamento ben più largo di una semplice nicchia criminale". Così Franco Salcuni, del direttivo nazionale di Legambiente e uno tra i principali animatori dell’evento.

Legambiente già a fine luglio, nella giornata conclusiva di FestambienteSud 2009 con la manifestazione "Io non sono mafioso", cui partecipò lo stesso don Luigi Ciotti, aveva rotto il silenzio che da anni accompagnava il fenomeno mafioso sul promontorio del Gargano. Al No Faida Day parteciperanno oltre al circolo Legambiente FestambienteSud di Monte Sant’Angelo, tutti gli altri circoli territoriali di Legambiente, con una folta delegazione. Previste anche le partecipazioni di don Luigi Ciotti (presidente dell’Associzione “Libera”) e del governatore uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Confermata la presenza delle maggiori cariche istituzionali e di molte delle associazioni dell’intero territorio garganico.

Il programma:
ore 15.30 – tavolo tecnico programmatico, nella sala consiliare del Comune di Monte Sant’Angelo, tra comitato promotore e istituzioni locali
ore 17.30 – fiaccolata per le vie cittadine. Partenza da piazza Municipio
ore 19.00 – (Piazza Beneficenza) interventi delle autorità e del comitato promotore
ore 20.30 – (Piazza Beneficenza) concerto finale di band locali

Hanno aderito finora al Comitato Promotore:
1. – Città di Monte Sant’Angelo
2. – Presidenza della Regione Puglia
3. – Provincia di Foggia
4. – Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie coord. provinciale di Foggia
5. – Legambiente circolo "FestambienteSud" (Monte Sant’Angelo)
6. – Arci Nuova Gestione (Monte Sant’Angelo)
7. – Associazione Culturale "Obiettivo Gargano" (Monte Sant’Angelo)
8. – Associazione Culturale "Insieme Per" di Monte Sant’Angelo
9. – UGR 27 – Associazione di protezione civile di Monte Sant’Angelo
10. – Associazione turistica "Pro Loco" di Monte Sant’Angelo
11. – Associazione Culturale "NewsGargano" di Monte Sant’Angelo
12. – Arci comitato provinciale di Foggia
13. – Legambiente Circolo "Gaia" (Foggia)
14. – Legambiente circolo "Iride" si Sannicandro Garganico
15. – Legambiente circolo "Nautilus" di Manfredonia
16. – Segreteria Provinciale CGIL
17. – Presidenza della Consulta Provinciale degli Studenti di Foggia
18. – Gruppo "Argod" (Sannicandro Garganico)
19. – Io Sono Garganico (Vico del Gargano)
20. – Centro Studi Martella (Peschici)
21. – Associazione culturale “Punto di Stella” (Peschici)
22. – Associazione "Rimboschiamo Peschici"
23. – Nuovo circolo culturale "Giulio Ricci" (Rignano Garganico)
24. – Associazione Pugliesi di Bologna e dell’Emilia Romagna
25. – Associazione Culturale Mo’l’estate – Festival Mo’l’estate Gargano (San Marco in Lamis)
26. – Arci "Pablo Neruda" (San Marco in Lamis)
27. – Associazione culturale Carpino Folk Festival (Carpino)
28. – Circolo Italia dei Valori "con Roberto Saviano" (Monte Sant’Angelo)
29. – Associazione commercianti ed imprenditori (Monte Sant’Angelo)
30. – Comitato garganico per la tutela del mare
31. – Partito Democratico circolo di Monte Sant’Angelo
32. – Popolo delle Libertà coordinamento di Monte Sant’Angelo
33. – Sinistra ecologia e libertà circolo di Monte Sant’Angelo
34. – Unione di Centro circolo di Monte Sant’Angelo
35. – Rifondazione comunista circolo di Monte Sant’Angelo
36. – Comunisti italiani circolo di Monte Sant’Angelo
37. – Associazione "Uniti a Sinistra" di Mattinata
38. – Associazione "Provo.Cult" (San Giovanni Rotondo)
39. – Associazione "Pro Monte" (Monte Sant’Angelo)
40. – Consorzio 5FSS – Five Festival Sud System
41. – Associazione culturale "Suonincava" di Apricena
42. – Giovani Democratici circolo di San Giovanni Rotondo
43. – UDS – Unione degli studenti di Monte Sant’Angelo
44. – Associazione "Gargano Europa" di Vieste
45. – PASER Manfredonia
46. – AVERS Sannicandro Garganico
47. – "Gli amici di Beppe Grillo" di San Marcon in Lamis e del Gargano
48. – Associazione Culturale "Il Sorriso di Claudio" di Monte Sant’Angelo
49. – Confesercenti provinciale – Foggia

"Ogni conflitto, dal momento in cui si manifesta, porta con sé la possibilità di essere risolto"

La spiaggia di Foce Varano


Il Vicesindaco di Ischitella, Leonardo La Malva è preoccupato per le conseguenze che questo fenomeno potrebbe arrecare al turismo estivo. La Regione Puglia intende stanziare dei fondi per questa emergenza, speriamo lo faccia presto!

Domenico Sergio Antonacci

Lettera di un militante del PD-Gargano, ai candidati al consiglio regionale

4 appuntamenti per il coordinamento dei circoli del Gargano non sono bastati per mandare il messaggio di una unica candidatura al consiglio regionale nelle liste del PD. Appuntamenti che hanno visto la partecipazione dei segretari di circolo o loro delegati (con qualche assenza o presenza discontinua), e di rappresentanti della federazione provinciale, e che sono stati dettati da una necessaria e urgente partecipazione garganica alla vita politica locale e regionale.

Il Gargano è una provincia spesso bistrattata elettoralmente, con rappresentanza politica discontinua o assente, causata dall’esiguità di un numero sufficientemente elevato di elettori, rispetto ad altre (121.000 su 620.000 in provincia di foggia).
Usurpata dai candidati dei partiti, che la usano come serbatoio elettorale recandosi nei singoli paesi dove promettere a te una cosa all’altro un’altra, in cambio della promessa: “se sarò eletto penserò anche a voi”. Qualche volta mantenute, ma che riguardano una discontinuità di interventi che non fanno bene al Gargano. Ma è questa la politica che il PD vuole perseguire? Quelle delle concessioni in cambio di voti?

Oggi con la crisi economica ancora davanti, e una crisi strutturale dell’apparato produttivo del Gargano (il turismo è tutt’altra cosa da quello che si vede oggi), nonché una più profonda crisi della classe dirigente (sia politica che produttiva, incapace di proporre e decidere), la via d’uscita è l’unità territoriale e la formazione di una identità garganica, che ci permetta di intervenire al più presto ed efficacemente. Ma come si può pensare che i problemi degli incendi boschivi, delle infrastrutture, della raccolta e smaltimento dei rifiuti, delle crisi ambientali e prospettive di sviluppo di energie alternative, del lavoro autonomo e dipendente (relegato alla sola esistenza di piccole e medie imprese), della sanità e della cultura (vedi auditorium di Carpino) possano essere risolte dai singoli comuni in modo slegato dal contesto garganico?
Oggi mi chiedevo cosa vengono a fare i turisti nel Gargano…e immaginavo: chi viene per il turismo religioso di Montesantangelo e San Giovanni Rotondo, può fermarsi a Rignano e Mattinata per l’enogastronomia….chi viene per il turismo naturalistico/sportivo a Vico del Gargano a Lesina e Cagnano Varano può andare a Peschici, a Rodi G.co e a Vieste per la costa….chi viene per il turismo culturale, come le abbazie sparse e i santuari di Montesantangelo e San Marco in Lamis o gli scavi archeologici di San Nicandro Garganico e Ischitella, può recarsi a Carpino per gli eventi folcloristici. Che questo discorso non sia né capito né affrontato dai nostri politici, e soprattutto da quelli di sinistra e del PD, dove milito, è allarmante e sconfortante. Ma lo vedete quanti giovani vanno via dalle nostre terre? Lo vedete lo svuotamento dei nostri paesi? E non si tratta più di quei giovani con i pacchi che si recano in città per un lavoro in fabbrica. A partire, o meglio a non tornare più, sono i nostri giovani più promettenti.

A soluzione di questo (visto che a livelli gerarchicamente più alti non si affronta), si è deciso di arrivare con i circoli garganici (o almeno con esponenti più illuminati dei circoli) ad un coordinamento dei circoli del Gargano, che hanno saputo cogliere il momento di urgenza e necessità ed hanno convinto la base a sostenerli in questa avventura.
Dopo vari tentativi questa è l’occasione giusta perché si possa parlare di un PROGETTO – GARGANO, che riguardi lo sviluppo, nel suo complesso, di un intero territorio. E il modo più diretto affinché questo avvenga è l’elezione di un solo candidato garganico al consiglio regionale con una forza di numeri e voti sufficientemente alta affinché ci sia un rapporto fidelizzato tra il progetto partorito dal coordinamento e il candidato. Non a caso parlo di candidato garganico, perché è il candidato di tutti i garganici, è colui che rappresenterà tutti noi, a prescindere che i suoi natali siano di un paese specifico. Ma è anche l’unica carta elettorale che il PD può giocarsi per fronteggiare l’avanzata elettorale della destra, con riferimento specifico al candidato Gatta, ex-presidente del parco nazionale del gargano.
Suo cavallo di battaglia sarà la non percepita politica di interventi nel Gargano, o se vogliamo gli scarsi interventi nel Gargano, della presente amministrazione regionale. Suo cavallo di battaglia sarà la sua posizione di presidente di un ente che si è occupato dei comuni garganici, assicurandoli di aver fatto molto per loro, quando sappiamo che sono stati interventi discontinui.
E la risposta del Gargano qual’è? Un solo candidato garganico, appoggiato da tutti noi, con alle spalle un progetto di garganicità che ad oggi non si è mai visto o sognato.
Il coordinamento ha indicato nella candidatura di Mangiacotti, il suo candidato garganico, per una scelta di strategia elettorale più improntata sulla difensiva, ossia sul bacino elettorale di riferimento. Un candidato che farà campagna elettorale nel e per il Gargano, affiancato da un comitato elettorale composto dai rappresentanti e segretari dei circoli garganici.

Ma allora perché la scelta della federazione provinciale di mettere due candidature garganiche? Perché sminuire il lavoro del coordinamento pronunciandosi su una candidatura espressa da San Giovanni ed un’altra rappresentativa del Gargano nord? Perché farlo senza interpellare il coordinamento e chiedere quale strada un territorio voglia seguire…e quindi rispettarlo? E perché il secondo candidato per il Gargano nord, Aldo Ragni, avendo partecipato alle riunioni del coordinamento, condividendo la strada da questo scelta, segnalandone l’urgenza e la ineccepibilità, abbia accettato tale candidatura, considerando il fatto che dopo aver fatto il suo nome come potenziale candidato garganico, si sia rifiutato dichiarandosi fuori dai giochi?
Quali che siano le motivazioni, il risultato è inequivocabile: aver indebolito il neonato coordinamento, che oggi con un unico candidato avrebbe potuto gia affrontare a testa alta la campagna elettorale imminente, e che invece di discutere e contarsi su chi ci sta o meno, starebbe già lavorando al progetto – gargano.
Aver indebolito la federazione provinciale. Un PD – Gargano forte, comporta un PD – Provinciale forte e radicato nel territorio; un PD – Gargano debole significa correnti all’interno della federazione provinciale forti e un PD – Provincia debole.
Di rischiare di perdere la sfida elettorale, non consentendo a nessuno dei candidati garganici di essere eletto, afflitti dall’esiguità dei suoi elettori, dalla concorrenzialità esterna di partiti a noi avversi e amici, e interna dai candidati che guardano al Gargano come loro bacino elettorale.
Di mancare alla realizzazione di quel progetto Gargano, che è l’unica strada percorribile per il Partito Democratico e per il nostro territorio!!
Chiedo, da militante, da colui che crede in un progetto, che mette la faccia davanti ai propri compaesani che si affidano a lui, a tutti i candidati, di fare un passo indietro, e di sottoporsi al volere dei circoli garganici. Chiedo ai candidati di ritirare la propria candidatura a favore di un’unica candidatura garganica. Chiedo troppo?!

Armando Quaglia

http://www.facebook.com/note.php?note_id=337543643342

Alla Bit si parla di trekking e tratturi

La Puglia è sbarcata alla Bit di Milano. E negli stand della regione Puglia viene presentato uno degli obiettivi che sta più a cuore a Michele Pesante dell’ufficio dei tratturi della regione Puglia: il ripristino di Foggia, come capitale della transumanza di tutti quei tratturi e quelle mulattiere che legano il capoluogo di provincia all’Abruzzo, al Molise ed al resto della regione. Ovvero riportare in auge la centralità che Foggia acquisisce a partire dal 1447, quando da Alfonso D Aragona viene insignita del titolo di Capitale doganale della transumanza delle pecore per il regno borbonico ovvero per le regioni di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia. Nel 1886 un editto di Giuseppe Napoleone abolì il trasferimento degli ovini dalle regioni al Tavoliere d Italia in quanto questo viaggio era dannoso al territorio della Daunia e convogliava i guadagni altissimi solo nelle tasche dei pastori abruzzesi.
Furono gruppi illuministi ad accorgersi ed a sollevare la questione al Re venuto dalla Francia lamentando che il tavoliere delle Puglie era alla mercé di questi. “Prima di essere un lavoro questo mio occuparmi dei tratturi è un piacere – le parole di Pesante – Durante la settimana svolgo il mio lavoro occupando il mio ruolo di direttore dell’ufficio ma è nel fine settimana che svolgo la fase, che più mi entusiasma e che più mi piace porto il lavoro a casa, come si suol dire, e percorro personalmente le mulattiere ed i tratturi. Questo progetto, non sarebbe mai una realtà se non li percorressi tutti”. Il numero di questi è incalcolabile; centinaia, si snodano a raggiera dal centro di Foggia; “La legge regionale 29 del 2003 che richiama l’attenzione sui tratturi, li vuole riqualificati, promossi, e proposti. Sono una variante al solito turismo balneare -continua- In Alto Adige, io ci sono stato molte volte, puntano molto sul trekking, ed hanno, bellezze paesaggistiche, e soprattutto storiche molto minori”. In sostanza, attraverso il tratturo si propone la scoperta lenta di un territorio; “Pensiamo alla potenzialità di un percorso che collega Campo Reale (Avellino), a Vieste sottolinea con voce entusista – Al percorso che mostra le mille facce della Puglia: il Tavoliere con le sue distese di seminativo, le ombrose foreste del Promontorio, l’odore resinoso dei pini d’aleppo della costa; il tutto costellato di Masserie, cutini, chiese, grotte, insediamenti rupestri, paesi incantati”
E un bel modo per conoscere a fondo questo territorio; percorrere, come pecore mulattiere, che da Pescasseroli portano a Lucera, e che a loro volta si snodano in direzione di San Giovanni Rotondo, e che scendono verso Manfredonia. Un percorso a tutto tondo fatto di fede, e natura.
“Inoltre — ha continuato – è un bellissimo modo per unire realtà differenti dove il senso di appartenenza ad un territorio è quasi inesistente”. Creare una sorta di autostrada per bipedi, che ha il suo fulcro in capitanata e che taglia trasversalmente e longitudinalmente tutto il territorio”
Allo stand, è presente anche il direttore di Trekking,. Italo Clementi, che non nasconde il fascino che ha provato per la Puglia. “La Puglia è una regione da Trekkin è ben conformata, ha
tutte le potenzialità per attrarre una fetta di turismo che cresce sempre più in Italia. L’unico ostacolo è la non consapevolezza dei suoi abitanti, che ignorano, nonostante tutto, quello che possiedono e che ogni giorno calpestano sotto i piedi. Il Viaggio degli amanti di questa “disciplina , se così la vogliamo definire sono poi coloro che vivono a pieno il territorio che vanno a visitare. Coloro che pretendono qualità, ma che anche sono disposti a spendere, un turismo di qualità, a cui si dovrebbe aspirare.”
Lungo questi tratturi però questo tipo di turista vuole delle certezze, dei punti in cui sa di trovare ristoro, o rifugio, o ancora ospitalità; ed è questo l’aspetto piu importante. “più che insegne e depliant, importanti comunque, non fraintendermi, c’è bisogno di una rete di piccole comodità – conclude Michele Pesante.

Domenico Ottaviano j. – L’Attacco
fonte: argoiani.blogspot.com

GIALLO DI ‍CARPINO ACCUSATA DI UXORICIDIO: «Indizi insussistenti». Scarcerata la Russo

«Non ha ucciso lei il marito»
  Insussistenza di indizi: torna libera la donna accusata di uxoricidio

     • E’ scoppiata a piangere, cosi come aveva fatto al momento del fermo; si è lasciata andare ad un pianto dirotto non appena i giudici del Tribunale del riesame riuniti ieri mattina a Bari hanno pronunciato la frase «insussistenza di indizi». Antonia Grazia Russo la cinquantaquattrenne originaria di Rodi Garganico ma residente a ‍Carpino da ieri è una donna libera. Libera soprattutto dall’oppressione di chi per un mese le aveva messo addosso il marchio di uxoricida. L’ac – cusavano di aver ucciso il marito Michele Bramante un mese fa nella loro abitazione di via Vesuvio a ‍Carpino. Clamoroso abbaglio, vittima di un errore giudiziario per i giudici del riesame che hanno valutato inconsistenti gli indizi per tenere rinchiusa la      donna difesa dall’avvocato lucerino Raffaele Lepore.    «I giudici hanno accolto in pieno la nostra tesi, quella che ci aveva indotto a ricorrerere al Tdl», spiegava Lepore, il difensore. Ma come erano andati i fatti? Una sera Michele Bramante e Antonia Russo, soli in casa da quanto i flgli erano emigrati in Germania si trovano ad affrontare l’ennesima emergenza legata alla malattia di lui, Michele, da poco operato alla carotide. Michele sanguina   va, forse si era procurato lui quel sanguinamento alla gola. Lei, Antonia, lo soccorre, tampona l’emorragia. Poco dopo il marito muore. Antonia viene accusata di aver ucciso il marito. Ma l’ar ma del delitto non viene mai trovata. Come unico indizio un fazzoletto intriso di sangue, lo stesso che Antonia aveva utilizzato per ripulire il marito. Il carabinieri nutrono forti sospetti che sia stata lei a causare la morte dell’uomo. La fermano per uxoricidio. La donna protesta la sua innocenza. Scende in campo anche l’assistente sociale: «Non credo alla colpevolezza della donna: aveva accudito il marito fin dal giorno della sua malattia…». I figli dalla Germania si schierano dalla parte della madre. Antonia Russo però resta in carcere: solo sospetti su di lei e qualche labile indizio. Il difensore prima chiede la scarcerazione, poi si rivolge al Tribunale del riesame. E ieri mattina, la prununcia. «Gli indizi sono insussistenti». Antonia Russo, dopo un mese di carcere torna in libertà, e torna in quell’abitazione della tragedia, in quel vico Vesuvio dopo ha vissuto gli ultimi attimi accanto al marito. Forse un equivoco, le sue contraddizioni, la paura di rispondere e le telefonate di aiuto ai figli in Germania avevano indotto investigatori e inquirenti a sospettare di lei e sul suo profilo comportamentale nelle ore immediatamente successive alla morte del marito. Lei alle prese con un doppio incubo: quello di aver perso il marito e di essere accusata di uxoricidio. 
UN EPILOGO FELICE TRA TANTI DUBBI E MISTERI

Vascello: “La mia vittoria morale l’affetto della gente del Gargano”

I tam-tam su facebook ed i concitati appoggi dell’elettorato dell’intera provincia non sono stati ascoltati dal presidente Pepe, da ieri  infatti, Vascello e Guerrera, entrambi UDC; non fanno più parte della giunta di centrodestra che governa la Provincia. Ma nonostante ciò, Nicola Vascello, ormai solo un ex, che ha ricevuto la notizia proprio poco prima del più importante evento fieristico del turismo dell’intera penisola, non getta la spugna. Lo troviamo infatti ancora al lavoro; impegnato in ciò che gli è sempre piaciuto fare: promuovere la sua provincia.

Lei è stato accolto con molta diffidenza dalla comunità degli operatori turistici. Cosa è accaduto?
Io non nasco politico, sono inizialmente direttore dell’azienda di promozione turistica della Provincia di Foggia fino al 2006. A quanto pare proprio il lavoro qui svolto, che ritengo sia stato, e la stima di molti me lo conferma,un lavoro fatto di dedizione e fatica, è stato il mio biglietto da visita: nel 2008, infatti fu proprio il presidente Pepe a chiedermi di far parte del gruppo politico, della squadra composta per amministrare palazzo Dogana.

Quali sono stati i suoi obiettivi?

La cosa importante, l’obiettivo primario, è sempre stato cercare di infondere, di trasferire agli operatori turistici e culturali del Gargano e della intera Provincia, la consapevolezza di avere delle risorse e di avere un flusso turistico di assoluta importanza, non solo per Foggia, ma per tutta la Regione Puglia. Per anni, l’ATP e l’assessorato, hanno dato poca importanza all’aspetto economico di un’area che nel complesso vede un numero di presenze da capogiro: sono 4,5, con punte di 4,7 milioni di visitatori che ogni anno si crogiolano al sole delle spiagge del Gargano, e che pregano sui suoi più importanti santuari. La provincia di Foggia accoglie il 40% dei vacanzieri che scelgono la regione, si è creduto per molto che la Puglia, fosse esclusivamente Salento. Se mi permetto di prendermi un merito è proprio quello di aver smontato il castello di carte salentino, ed aver fatto sapere alla gente, soprattutto a quella della Capitanata, che è la nostra Provincia a trainare la Puglia in quel settore.

C’erano le condizioni tecnico operative e le risorse finanziarie. Per realizzare gli obiettivi del suo assessorato?

Le condizioni sono sempre state precarie. Abbiamo fatto promozione turistica solo con 300.000 euro all’anno; trovando molte difficoltà, ma nonostante ciò cercando sempre di dare il massimo, i “soldi” sono sempre stato il secondo problema, il primo è sempre stato trovare la buona volontà nelle persone. Inoltre nei bilanci il turismo è continuato ad essere l’ultima carrozza di un treno lentissimo, la politica non ha mai avuto l’effetto che io mi aspettavo sul settore.

Sente di aver fallito politicamente?
Un po’ amareggiato. E sereno, semplicemente perché posso dedicarmi alla mia famiglia, che ho trascurato in questi due anni, e al mio lavoro (produce gioielli, ndr). Sono” fallito politicamente” perché non sono sceso a compromessi, perché non ho sempre espresso le belle parole che spesso ipolitici sono tenuti a dire. Parole che poi restano tali.

E’ pentito di qualcosa?
No, non mi pento di nulla. Ho accettato perché me lo chiese Pepe che io considero un galantuomo. Avrei comunque dedicato una parte della mia vita alla politica, credo che chi ha la possibilità,  debba dedicare parte del suo tempo a cercare di risolvere i problemi della gente.

Dove ha sbagliato l’amministrazione di Palazzo Dogana?
Le mancanze sono della politica  più che di questa amministrazione. Manca del tutto l’interesse per il territorio. Gli ultimi dati parlano della disoccupazione; il 50% dei foggiani è senza lavoro, è disoccupato. Tutti i consiglieri che negli ultimi mesi si sono dimostrati molto solerti nel rivendicare poltrone, non si sono affatto interessati del lavoro che manca ai giovani, costretti a emigrare, degli stenti che sta incontrando il settore agricolo, della carenza infrastrutturale che taglia il Gargano fuori dai mercati internazionali. Mi sarebbe piaciuto che tanti invece di spendere parole per la politica e per le rivendicazioni dei partiti, avessero speso parole per risolvere i problemi. Mi spiace che la politica sia diventata un mezzo e non un fine, che sia diventata solo una gara per il potere.

Stima e affetto dalla popolazione garganica. Le ha fatto piacere?
L’affetto di persone, che io non conosco personalmente mi inorgoglisce molto. Mi ripaga forse di tutta la fatica e dell’impegno che ci ho messo in questi anni. Questa è di sicuro la mia vittoria morale.

Domenico Ottaviano J. – L’Attacco

“La piccola fava di Carpino”

Ringraziamo Mimmo Palmirotta per averci fornito la scansione.

Sanremo 2010: bufera su Nino D’Angelo che gioca con noi e la Tarantella del Gargano

Jamme Jà, canzone di Nino D’Angelo per Sanremo 2010, sta dividendo stampa e giuria demoscopica e ha sollecitato persino la reazione del ministro Zaia, in quota Lega Nord, che chiede a gran voce le ‘quote dialetti’ nel prossimo Festival: ‘‘Auspico che a Sanremo ci sia una par condicio dei dialetti: mai più come quest’anno dove è stato privilegiato il napoletano“. Talmente ‘privilegiato’ da essere eliminato alla prima serata. E mentre si invocano i sottotitoli, noi evochiamo lo spettro di un piccolo ‘prestito‘ per la canzone di D’Angelo: il ritornello ricorda La Tarantella del Gargano.

L’avevamo annunciato nel mese di Novembre. La tarantella del Gargano e Antonio Piccininno a Sanremo. Non potevamo dirvi tutto e cosi abbiamo sviato gli indizi. Certo non potevamo dirvi delle trattative tenute con gli artisti più papabili per Sanremo. Nel 2008 siamo arrivati con Roberto Mennona col brano di Eugenio Bennato. Quest’anno Nino D’Angelo.
Ancora una volta è un napoletano ad accetta di divulgare la tarantella del Gargano.
Grazie a Nino e a buon rendere. Arrisentirci all’anno prossimo.

Il nostro progetto concreto per i candidati alle elezione regionali pugliesi

La Puglia alla Bit 2010: enogastronomia in primo piano alla Borsa internazionale del turismo

Da giovedì 18 febbraio il Sistema Puglia dell’agroalimentare al centro delle iniziative promosse dalla Regione. La Regione Puglia punta sulla Borsa internazionale del turismo (Bit), in programma dal 18 al 21 febbraio a Milano, per rilanciare il made in Puglia sui mercati nazionale e internazionale. Tutte le azioni programmate si svolgeranno nello stand istituzionale (padiglione 5): uno spazio espositivo di oltre 600 mq quale centro propulsore per esaltare le eccellenze pugliesi e sostenere gli operatori nel contatto diretto con i buyer tramite incontri “Business to Busines”.
In linea con le politiche regionali attuate dalla Giunta regionale, particolare attenzione sarà riservata ai temi del turismo rurale enogastronomico, un settore in ascesa che nel 2009 ha collocato la Puglia tra le regioni emergenti, nonostante la crisi economica congiunturale faccia ancora sentire il suo peso sul sistema produttivo nazionale. Secondo un’indagine di mercato condotta dall’Osservatorio di AgrieTour (Salone internazionale dell’agriturismo) nel 2009 la Puglia è risultata ai primi posti della top ten del turismo rurale, con i territori dell’enogastronomia tra le principali mete scelte dagli agrituristi, un target giovane, amante della buona cucina, che ama esplorare il territorio, stare a contatto con la natura e scoprire le antiche tradizioni.
I prodotti della cucina tradizionale pugliese, con i suoi usi e costumi, saranno al centro dei “Laboratori del gusto” e dei “Cooking show” organizzati dal Movimento turismo del vino Puglia in un apposita “Area cooking” opportunamente attrezzata per accogliere i visitatori che, assistiti e guidati da noti chef, vorranno cimentarsi di persona nella preparazione di specialità tipiche pugliesi. Per la sezione “Cooking show” ogni giorno saranno realizzati tre appuntamenti dedicati alle specialità di tre diverse aree territoriali (Terre di Federico, Valle d’Itria e Salento), con simulazioni effettuate tramite l’utilizzo di microfoni e cuffie per favorire l’ascolto e la presentazione dei vini autoctoni il cui abbinamento ai piatti sarà raccontato con il supporto visivo delle bellezze paesaggistiche dei territori a vocazione vitivinicola. Un format rivolto in particolare a stampa ed opinion leader, che sarà aperto anche agli operatori e al pubblico che potrà accedere in fiera nelle giornate di sabato e domenica. L’area sarà attiva fin dall’apertura della Bit, giovedì 18.
Tre le iniziative,l’incontro di giovedi 18 sul “Turismo Friendly” ,nel quale Vladimir Luxuria parlerà dell’innata vocazione della Puglia all’accoglienza e all’ospitalità.
I giorni clou della manifestazione saranno venerdì e sabato.
Venerdì 19: il tradizionale incontro con la stampa insieme al presidente della Regione (ore 12 nella sala Scorpio del Centro congressi Stella Polare), moderato dal giornalista Tg1 Attilio Romita, con la partecipazione del regista Ferzan Ozpetek e del portavoce di Tripadvisor Italia Carlo Brufani e segnalare ancora l’appuntamento di venerdì 19 con le APT provinciali su “Città aperte” e quello di sabato 20 sui “Principi attivi” con i giovani operatori del progetto.
Sabato 20: due gli appuntamenti per presentare ai media nazionali e internazionali le iniziative volte a sostenere il turismo enogastronomico pugliese e la filiera dell’agroalimentare. Il primo alle ore 11 : “Puglia, turismo di gusto”, ovvero i sentieri dell’enogastronomia di qualità e della naturalità”, con Edoardo Raspelli, critico gastronomico e conduttore di Mela Verde e Massimiliano Ossini conduttore di Linea Verde; il secondo alle ore 15 : “La Puglia, la scuola della terra” servirà ad illustrare il progetto sulle Masserie didattiche (istituite con legge regionale nel 2008), uno strumento moderno per la diffusione e promozione della qualità dei prodotti tipici e, soprattutto delle aziende agroalimentari e agrituristiche che svolgono attività didattico-formativa sul mondo rurale. Nel corso dell’incontro moderato da Michele Peragine (Tg3) al quale parteciperanno Fede e Tinto, conduttori di Decanter (Rai Radio2), sarà reso noto il calendario 2010 dei più importanti eventi enogastronomici pugliesi.

Fonte: Regione Puglia da argoiani.blogspot.com

ANTONIO PICCININNO OGGI COMPIE ESATTAMENTE 94 ANNI

ANTONIO PICCININNO NATO A CARPINO IL 18/02/1916

OGGI COMPIE ESATTAMENTE 94 ANNI
IO GLI PORGERO’ GLI AUGURI, ANCHE A NOME DI TUTTI VOI, QUESTA SERA,
NELL’INTIMITA’ FAMILIARE, CON MIA MOGLI E I MIEI BAMBINI, CON TORTA E
UNA BUONA BOTTIGLIA, CHE A LUI PIACE TANTO!!

Ciao, Michele Simone e Lucia Piccininno!

Archivi