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LA POLEMICA: IL CARPINO FOLK FESTIVAL DEVE RIMANERE A CARPINO

di Angelo Del Vecchio da garganopress

CARPINO. Il Carpino Folk Festival deve rimanere sul Gargano e a Carpino! Contro gli scippi della politica invitiamo il mondo culturale del Promontorio, della Daunia e della Puglia a mobilitarsi per salvare uno degli eventi più importanti della Montagna del Sole, che sta portando lustro, indotto lavorativo e ricchezza ad una comunità storicamente trascurata e fuori dai grandi flussi commerciali ed economici.

Che in campagna elettorale si debba dire di tutto e di più questo è ormai un dato assodato, ma pensare di ricevere consensi politici da esternazioni e valutazioni opportunistiche dell'ultimo momento si può trasformare in un vero e proprio boomerang per chi le fa. Al caro Michele Emiliano diciamo francamente di starsene tranquillo dove sta, nella sua terra di Bari. Non tocchi il Carpino Folk Festival e si faccia la sua cara campagna elettorale. Di seguito alcuni comunicati su questa polemica. Un in bocca al lupo a tutti.

Aldo Ragni | Petruzzelli megafono del “made in Capitanata”

Aldo Ragni: “Esportiamo cultura, Emiliano dacci una mano”
“L’Orsara Jazz è arrivato a New York, se aspettiamo Pepe stiamo freschi”

 



Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti
“Bari apra le porte al ‘made in Capitanata’. All’amico Michele Emiliano lancio un’idea: il Petruzzelli, patrimonio di tutti i pugliesi, ospiti una data di ogni evento della provincia di Foggia tra quelli più importanti: dal Carpino Folk Festival, all’Orsara Jazz, da Suoni in Cava al Festival della Letteratura Mediterranea di Lucera. Usciamo dal provincialismo, visto che abbiamo un ente provincia incapace e privo un assessore che si occupi di promozione culturale e turistica. Prendiamoci il meglio del capoluogo di regione. Emiliano ci dia una mano, che se aspettiamo Pepe e i suoi assessori fantasma stiamo freschi”. Aldo Ragni rilancia. Il candidato del Pd al Consiglio regionale, dopo avere ottenuto il “si” alla proposta di ospitare una data del Carpino Folk Festival nel teatro Petruzzelli, si fa portavoce di un progetto più ampio, teso a regalare una nuova vetrina ai festival più importanti della Capitanata, trasformando l’insieme degli eventi in un sistema di promozione territoriale. “Dobbiamo esportare cultura. L’Orsara Jazz negli ultimi anni è diventato itinerante, con concerti e jam session a Bologna, Foggia e la significativa partecipazione all’Italian Jazz Days di New York in occasione delle celebrazioni del Columbus Day. Apriamo nuove strade ai nostri eventi culturali, visto che le arterie provinciali versano in condizioni irachene e, anche in questo caso, non c’è nemmeno un assessore che si occupi del problema. Ogni territorio, in provincia di Foggia, è rappresentato da uno o più eventi di rilievo culturale e di respiro internazionale. Nel capoluogo dauno abbiamo il Festival del Cinema Indipendente, a Manfredonia uno dei carnevali più spettacolari d’Italia, a Monte Sant’Angelo c’è Festambiente: creiamo alleanze anche con le regioni più vicine, penso alla Campania, alla vetrina rappresentata da Napoli, per veicolare quanto di meglio riesce a produrre la nostra cultura che racconta del Gargano, dei Monti Dauni, delle città del Tavoliere. Facciamo che i nostri eventi siano sentiti come propri da tutta la Puglia”.

Vi racconto l’ultimo sogno di Paz Storia di Astarte il cuore di cane

di ROBERTO SAVIANO

Storia di Astarte è un sogno bellissimo, l'ultimo di Andrea Pazienza. Un'opera incompiuta. È un sogno classico, di quelli che quando ti svegli ti senti al centro dell'universo, come se avessi fatto parte della storia e il tuo fosse stato un ruolo attivo. Quando mi sono arrivate le tavole, quando per la prima volta le ho avute tra le mani, confesso di esserne rimasto folgorato. I disegni sono meravigliosi, precisi anche quando appena tratteggiati. E il testo è epica. Andrea Pazienza riesce, attraverso un cane, a costruire una atmosfera di combattimento e scontro, dove ogni parte del conflitto diviene chiaramente una scelta tra bene e male. Tutto attraverso un cane.

Le sperimentazioni che aveva fatto negli anni precedenti, spingendosi da un estremo all'altro delle possibilità espressive del linguaggio a fumetti, hanno trovato in Storia di Astarteuna ricomposizione naturale e perfetta. Non ci sono sbavature, non c'è nulla di manieristico, non c'è l'errore in cui cadrà chi dopo di lui si cimenterà nel racconto classico, ossia la retorica da centurione che tutto deve dire con flemma e ieraticità. No, le sue tavole sono naturali, anche quando sono grumi d'inchiostro soltanto. E muscoli da cane combattente.

Io vengo dalla terra che pregiudicò ad Annibale la vittoria su Roma. Vengo dalla terra dove si fermò per i suoi dannati ozi. Dove, prima di intraprendere l'ultima fatale fatica, decise di riposarsi e far riposare il suo esercito. Annibale trascorse l'inverno a Capua e i suoi uomini, abituati alla fame da manipolo e alle condizioni più difficili,
furono facile preda del torpore della Campania felix. Vino, libagioni, bagordi, donne e bagni termali li fiaccarono nell'anima e nei corpi. Peccato davvero non aver potuto vedere come Pazienza avrebbe descritto la mia terra, come ne avrebbe disegnate le bellezze. Avrei voluto "sognarlo" quell'angolo di paradiso perduto, nell'inchiostro di Paz.

Storia di Astarte è un sogno dal quale ti svegli di soprassalto. Un sogno solenne dal risveglio brusco. Eppure, prima che l'eroina gli fermasse il cuore, Pazienza ha saputo darci un'opera avvincente e colma dell'epica propria delle storie che sembrano secondarie ma che la letteratura riesce a rendere fondamentali. Si percepisce quasi, in Paz, il piacere di lasciarsi andare a un finale diverso, di pensare a come sarebbe andata la storia se il generale nero Annibale avesse vinto. L'Africa era stata a un passo dallo schiacciare per sempre Roma e in Astarte, forse proprio nella sua incompiutezza, c'è la possibilità di una storia non realizzata.

Il fumetto viene come cantato a Pazienza dal cane di Annibale, che gli appare in sogno: "Li senti i campanelli, le risate, le urla, il bramito dei cammelli?", dice Astarte a Pazienza, "Spalanca gli occhi adesso, apri le nari… è Cartagine" e inizia a raccontargli le sue gesta. I primi anni di vita da cucciolo, l'addestramento alla guerra, poi gli scontri in battaglia e il legame unico e umanissimo tra lui e Annibale. Astarte è lì, al seguito dell'esercito cartaginese, dalla nascita in Spagna fino alla marcia in Italia, attraverso i Pirenei e sul Rodano. Ai piedi delle Alpi ci sarà il primo scontro coi Romani, e qui la storia si interrompe, perché a interrompersi è la vita di Pazienza.
Storia di Astarte ha come sfondo, dunque, la Seconda guerra punica, ma si apre con una citazione da Pascoli, "La grande proletaria si è mossa verso la quarta sponda", che celebra l'invasione italiana della Libia: "La grande proletaria ha trovato luogo per loro. […] Là i lavoratori non saranno rifiutati, come merce avariata, al primo approdo; e non saranno espulsi, come masnadieri, alla prima loro protesta; e non saranno, al primo fallo d'un di loro, braccheggiati inseguiti accoppati tutti, come bestie feroci. […] Vivranno liberi e sereni su quella terra che sarà una continuazione della terra nativa. Anche là è Roma".

Storia di Astarte, insieme a tutto il resto, sarà forse anche una critica appena accennata alla perenne ricerca di una "quarta sponda", che dalle guerre puniche attraverso la campagna di Libia, arriva a quella che ci è più familiare, che dà manodopera a basso costo, lager in cui stipare chi tenta di costruirsi una vita in Italia, discariche improvvisate in cui smaltire i rifiuti tossici di cui il Sud è ormai stracolmo.

Ma nonostante il tentativo di voler attribuire uno "scopo" al lavoro di Pazienza, Storia di Astarte rimane un'opera d'arte. Un connubio perfetto ed equilibrato tra parole e immagini a sancire la grandezza di un intellettuale del nostro tempo. E vale la pena ricordare quello che lui stesso ci ha confidato sul suo lavoro, con una frase densa di significati: "Il fumetto è evasione, è sempre evasione, deve essere evasione, del resto la parola evasione è una bellissima parola, evadere è sempre bello, la cosa più saggia da fare… Poi se c'è qualcos'altro ben venga".

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© 2010 by Roberto Saviano / Agenzia Santachiara Fonte Repubblica.it

Franco Salcuni | Al Giordano, al Petruzzelli, al … Madison Square Garden! Macchè il Carpino Folk Festival a Carpino!

Il Carpino Folk Festival a Carpino
Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti 

Ho dato comunicazione ufficiale al consiglio direttivo del Consorzio Five Festival Sud System (5FSS) di autosospensione dall'incarico di Presidente nel periodo della campagna elettorale, vista l'incompatibilità sostanziale tra la carica di presidente di un consorzio e quella di candidato alle regionali.
Questo anche allo scopo di poter parlare liberamente dei temi che hanno a che fare con la cultura e lo spettacolo. Come ex presidente del consorzio, però, devo dire che mi sento in parte lusingato, in parte mi sento offeso da questa improvvisa attenzione che candidati di più parti politiche dedicano al Carpino Folk Festival e alla cultura del nostro territorio.
Ci chiediamo perchè, all'improvviso, vi interessiate del rilancio della cultura del Gargano, facendo proposte estemporanee ed eclatanti (il Carpino folk festival al Giordano, al Petruzzelli, al … Madison Square Garden!).
Mi permetto di dire la mia sostenendo la necessità di far crescere il Carpino Folk Festival li dove è nato, a Carpino, dando il massimo sostegno affinché a Carpino si radichi e prosperi.
Chiedo inoltre perché a tutt'oggi il progetto dell'Auditorium della Musica di Carpino non è ritenuto una priorità per il territorio.
Infine chiedo a tutti di prendere impegni economici precisi per permettere a chi organizza un festival di non soffrire, come per anni hanno fatto e fanno ancora gli amici del Carpino Folk Festival, nonostante che l'impegno regionale abbia permesso a quello e ad altri festival di incrementare il proprio valore e le proprie risorse.
Prendete impegni precisi, senza lasciarsi andare a strumentalizzazioni elettorali per poi dimenticare tutto il giorno dopo. E chi ha rivestito incarichi in Provincia si chieda cosa ha fatto per valorizzare di più la rete dei festival e il Carpino Folk Festival anche nelle politiche provinciali. Evitiamo pertanto le strumentalizzazioni elettorali per dare spazio a ragionamenti seri e non estemporanei.

Franco
Salcuni
Candidato al Consiglio Regionale della Puglia

«MA QUALE PETRUZZELLI, IL CARPINO FOLK FESTIVAL FACCIAMOLO AL TEATRO GIORDANO!»

«MA QUALE PETRUZZELLI, IL CARPINO FOLK FESTIVAL FACCIAMOLO AL TEATRO GIORDANO!»
Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti 
«Forse qualche candidato del Pd invece di farsi vedere in giro con il sindaco di Bari, che evidentemente non conosce il territorio, dovrebbe spiegare al suo accompagnatore come stanno le cose per evitare inutili parole e fuorvianti proclami»
Così Vito Guerrera commenta l’iniziativa che vorrebbe aprire le porte del Teatro Petruzzelli al Carpino Folk Festival.
«Una boutade elettorale che offende ancora una volta il Gargano e l’intero territorio dauno. Il sindaco di Bari, cion il plauso di qualche candidato locale, crede, forse, che la Puglia si fermi all’Ofanto, perché dimentica che Foggia e la Capitanata hanno non solo patrimoni culturali e musicali, degnamente rappresentati dai Cantori di Carpino o dal Carpino Folk Festival, ma ha anche le strutture adatte per ospitare eventi di grande richiamo internazionale», afferma ancora Guerrera.
«Il candidato del Pd invece di genuflettersi ancora una volta a Bari, perché non condivide una battaglia che sto portando avanti affinché la Capitanata abbia giusta rappresentanza e visibilità in Regione? Perché invece di guardare al Petruzzelli non ci si mobilita per riavere il nostro Teatro Giordano, gioiello dell’architettura, della cultura e dell’acustica. Il Teatro Giordano potrebbe, tranquillamente, ospitare un festival di musica popolare interculturale, senza necessità di spostarsi verso Bari. Viste le varie culture presenti in Capitanata: penso, ad esempio, a quella albanese, ebraica, francoprovenzale, il Teatro Giordano potrebbe diventare contenitore di un evento annuale che abbracci il Mediterraneo e che si faccia messaggero di fratellanza tra i popoli in nome della musica», sostiene Guerrera che lancia anche un’altra proposta:
«Nei prossimi giorni mi farò promotore, nella rinnovata e deserta piazza davanti al “Giordano”, di un’iniziativa per la raccolta di firme per la riapertura del nostro teatro. Mi auguro di avere al mio fianco il candidato del Pd e attendo pure la firma del sindaco di Bari, come quella di tutti quelli, politici e cittadini, che vogliono rivedere aperto il Teatro Giordano e gridare insieme a me: BENVENUTA CAPITANATA

Antonio Giuffreda | L’Auditorium è essenziale e strategico per far crescere le nuove generazione


L'Auditorium della musica popolare può diventare uno degli strumenti essenziali e strategici per conservare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale del Gargano. In un territorio privo di risorse materiali, i luoghi dove far nascere nuove idee e produrre beni immateriali sono indispensabili per far crescere le nuove generazioni.

Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti 

Presentazione dell’8° Corso di Speleologia della Scuola “Luigi Gualano” di San Marco in Lamis

Cari amici speleologi e non,
sabato 6 marzo alle 16,30 presso l'Auditorium di Palazzo Fioritto a San Nicandro Garganico, verrà presentato l'8° Corso di Speleologia della Scuola "Luigi Gualano" di San Marco in Lamis con il Gruppo Speleologico Montenero e con la collaborazione del Team Archeo-Speleologico ARGOD di San Nicandro Garganico. Sarà anche l'occasione per presentare la Scuola di San Marco in Lamis con la nuova intesazione dedicata all'amico "Luigi Gualano".

Interverranno i Presidenti dei gruppi coinvolti, i Direttori della Scuola e del Corso e il Coordinatore delle Scuole di Speleologia della Regione Puglia. Inoltre sarà presente l'Assessore al Turismo, Sport ed Associazionismo del omune di San Nicandro Garganico.

Sono invitati tutti i gruppi speleologici e la cittadinanza per avere la possibilità di scoprire un mondo tutto nuovo. Quindi vi aspettiamo a San Nicandro Garganico, Palazzo Fioritto nel Centro Storico alle 16,30, sabato 6 marzo. Dopo l'incontro inizierà il corso con le lezioni teoriche previste, dove si potrà anche assistere. Per chi fosse interessato c'è ancora qualche posto disponibile per iscriversi.

Cordiali saluti.

Apriamo le porte del Teatro Petruzzelli al Carpino Folk Festival che è un patrimonio di tutta la Puglia

comunicato stampa, giovedì 4 marzo 2010
www.valelapuglia.blogspot.com  
 
Il Carpino Folk anche al Teatro Petruzzelli
La proposta di Aldo Ragni accolta da Michele Emiliano
Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti 
“Apriamo le porte del Teatro Petruzzelli al Carpino Folk Festival che è un patrimonio di tutta la Puglia. Il Gargano non è soltanto sole e mare, per promuoverlo occorre valorizzarne anche lo straordinario patrimonio culturale della sua musica”. Anche Michele Emiliano – ieri a Carpino, Rodi Garganico e Vieste al fianco di Aldo Ragni – fa suoi i contenuti della piattaforma programmatica per il Gargano lanciata dal presidente del direttivo provinciale del Pd candidato al Consiglio regionale della Puglia. “Con Aldo Ragni – ha detto il sindaco di Bari – il Gargano per la prima volta ha la possibilità di essere realmente rappresentato nel Parlamento della Regione. Il successo di questa candidatura può determinare qualcosa di più importante dell’elezione di un consigliere regionale”. Nelle tre tappe di ieri, Aldo Ragni e Michele Emiliano hanno discusso di sanità, politiche sociali, viabilità e infrastrutture. “Voglio continuare a proporre l’attuazione di una vera e propria piattaforma programmatica per il Gargano – ha spiegato Ragni-. Bisogna compiere scelte strategiche, intervenire sugli squilibri territoriali, potenziare le politiche riguardano la formazione-lavoro, i trasporti, la viabilità, trasformando le potenzialità in sviluppo reale”. “La crescita del Gargano significa benessere per tutta la provincia e per l’intera Puglia. Il Gargano è una filiera di cose straordinarie da riorganizzare come un tutt’uno. Dobbiamo essere in grado di tematizzare e specializzare l’offerta. I siti d’interesse naturalistico e gli eventi che raccontano tradizioni e vocazioni devono essere messi in rete, integrati in un’offerta sistemica del territorio, solo in questo modo è possibile creare benessere, stabilendo interconnessioni stabili fra il turismo, la valorizzazione di qualità e tipicità del settore agroalimentare e la realizzazione del brand “Gargano” capace di esprimere appieno le sue caratteristiche anche per il settore ittico, del commercio e dell’export”.

Aldo Ragni sposa il progetto dell’’Auditorium della Musica Popolare”

Tour garganico per Aldo Ragni e Michele Emiliano

“Una piattaforma programmatica per il sistema Gargano

Si all’Auditorium della Musica Popolare”

Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti

“Una piattaforma programmatica per il Gargano, con scelte strategiche che ne rendano organico lo sviluppo intervenendo sugli squilibri territoriali, attraverso l’integrazione su tutto l’ambito d’area delle politiche riguardano la formazione-lavoro, la questione sociosanitaria, trasporti e viabilità, infrastrutture, cultura, turismo, agricoltura, energia e ambiente”. E’ questa la proposta che Aldo Ragni, 34enne viestano, presidente del direttivo provinciale Pd e candidato al Consiglio Regionale nelle file del Partito Democratico illustrerà mercoledì 3 marzo ai cittadini di Carpino (ore 16), Rodi Garganico (17.30) e Vieste (ore 19). Al suo fianco ci sarà il presidente del Pd pugliese e sindaco di Bari Michele Emiliano. “Lo sviluppo del Gargano significa benessere e crescita per tutta la provincia e per l’intera Puglia – spiega Ragni – In scala, questa è un’area che presenta la principale caratteristica e potenzialità della Capitanata, vale a dire l’estrema varietà e la straordinaria ricchezza di un territorio che offre letteralmente mari e monti: 2100 chilometri quadrati di paesaggi straordinari, colture agricole uniche e preziose. Dobbiamo essere in grado di tematizzare e specializzare l’offerta turistica creando reti che uniscano e presentino il Gargano nel suo insieme. Il Gargano conta 16 comuni, 210mila abitanti e mette insieme un patrimonio che ha numeri d’eccezione: sette abbazie d’interesse europeo, tra cui la più antica d’Italia, quella di Kàlena; nell’itinerario dell’arte della fede abbiamo conventi, santuari, basiliche e cattedrali che il mondo c’invidia. Castelli, palazzi storici e siti archeologici sono una ricchezza assoluta che ancora non è stata valorizzata appieno per creare opportunità di crescita culturale e occupazionale. I siti d’interesse naturalistico e gli eventi che raccontano tradizioni e vocazioni devono essere messi in rete, integrati in un’offerta sistemica del territorio, solo in questo modo è possibile creare benessere, stabilendo interconnessioni stabili fra il turismo, la valorizzazione di qualità e tipicità del settore agroalimentare, la realizzazione del brand “Gargano” capace di esprimere appieno le sue caratteristiche anche per il settore ittico, del commercio e dell’export. Il Gargano è una filiera di cose straordinarie da riorganizzare come un tutt’uno, dalle biblioteche storiche ai musei, dai piatti tipici alle espressioni più autentiche delle radici culturali di un’area vasta e territorialmente variegata”. “ A questo proposito, voglio rispondere pubblicamente agli amici del Carpino Folk Festival circa il progetto inerente l’Auditorium della Musica Popolare del Gargano. Anch’io, come loro, ritengo che la cultura sia una priorità. In 15 anni, ci hanno regalato una manifestazione che riscopre e reinterpreta la tradizione del linguaggio musicale garganico. L’idea per cui si sono mobilitati è stato promosso all’interno del piano strategico di area vasta. Mi farò portavoce del progetto in Consiglio regionale e col presidente Vendola. So che Nichi ha valutato con favore una proposta che nel nuovo governo della regione che andrà a presiedere dovrà essere messa concretamente in cantiere”.

No faida day, in 3mila a Monte Sant’Angelo contro la nuova mafia

di Stefano Boccardi dalla GdM
MONTE SANT’ANGELO (FOGGIA) Duemila, forse anche tremila persone. Quasi tutta Monte Sant’Angelo. Ma anche tanti cittadini degli altri paesi del Gargano. Una partecipazione straordinaria. Inattesa. Alla quale ha fatto da cornice la presenza, tra gli altri, di don Luigi Ciotti e Nichi Vendola. Migliaia di fiaccole per dire no alla faida. Per dare una risposta civile alla barbarie della faida che da oltre un trentennio insanguina questo meraviglioso angolo del Gargano.

E sono stati proprio il fondatore dell’associazione «Libera», don Ciotti, e il presidente della Regione Puglia, Vendola, a segnare questa giornata di straordinaria partecipazione.

Appassionato, particolarmente appassionato, l’intervento di Nichi Vendola dal palco di piazza Beneficenza a pochi passi dal Belvedere. «Questo paese – ha detto – era famoso per i pellegrinaggi. Qui si veniva con gli autobus. Venivano le famiglie più povere da ogni parte del Mezzogiorno d’Italia in devozione a San Michele».

«Ma nel corso degli anni – ha aggiunto Monte Sant’Angelo è diventata famosa per il sangue, per la cosiddetta faida. A me non piace la parola faida. È un depistaggio. Le faide c’erano nel dopoguerra, nascevano quando c’erano le liti talvolta anche tra fratelli o tra vicini per i muretti che separavano gli appezzamenti di proprietà terriera. Ma quando la faida diventa controllo del narcotraffico, quando incrocia delle situazioni edilizie, quando incontra la speculazione e l’abusivismo del cemento, allora comincia ad avere un altro significato. Quando si espande per tutto il Gargano, cerca di controllare San Marco in Lamis, piuttosto che San Giovanni Rotondo, scende giù dove c’è il mare a Manfredonia, ficca il naso negli affari del Contratto d’area, fiuta ogni odore di denaro e cerca anche di girare attorno alle pubbliche amministrazioni, di mandare qualche messaggio nella bottiglia in qualche ufficio tecnico, cerca di condizionare le attività economiche. Ora non è più una lite tra due famiglie. È un’altra cosa. È un tessuto di criminalità organizzata che si sta insediando sul territorio e io ho molta rabbia perché le istituzioni sono state silenti per troppo anni»

Vendola ha quindi denunciato il fatto che sia stato necessario far «scorrere troppo sangue perché ci si accorgesse del pericolo. Abbiamo contato ad uno ad uno i delitti e abbiamo cercato anche di interpretarli». Vendola ha puntato l’indice sulla mafia imprenditrice, sulla mafia che ha «bucato il Gargano» (perché qui «talvolta si è stuprata la natura bellissima»), sulla mafia che controlla il narcotraffico («circola una quantità industriale di cocaina»).

«Per volere bene alla terra nostra . urla – dobbiamo saper indicare il male e colpirlo senza omertà, senza reticenza. La verità – ha detto volgendo lo sguardo al vescovo, mons, Michele Castoro scovo mons. Michele Castoro – vi farà liberi dal peccato. La verità ci farà liberi dal peccato».

«Io – ha continuato in un crescendo emotivo – sono venuto tantissimi anni fa, paese per paese, a raccontare le storie di mafia di ogni capo clan. Qua». Vendola ha ricordato in particolare di quella volta che dal palco fece il nome di Ciccillo Libergolis, il boss dell’omonima famiglia ucciso nell’ottobre scorso: «Appena io ho pronunciato quel nome e quel cognome si è fermata l’atmosfera. La gente non respirava. Chi mi ascoltava tratteneva il fiato».

«Nel giro di poche settimane – ha poi aggiunto – sono stati ammazzati a Monte Sant’Angelo e a Manfredonia i due principali e più famosi capi mafia e io considero una sconfitta dello Stato il fatto che siamo stati ammazzati, che fossero a piede libero. Perché per me anche la vita di Romito (Franco Romito, ndr) a Manfredonia e di Libergolis a Monte Sant’Angelo era una vita sacra. Andava semplicemente sterilizzata la potenza criminale, la potenza di fuoco. Avrei voluto averli vivi in carcere, laddove deve stare un criminale».

Vendola infine ha sottolinato che ieri «è stata scritta una una pagina importante. Era una pagina che mancava».

Quei sindaci assenti dal corteo della protesta
MONTE SANT’ANGELO (foggia) – Migliaia di fiaccole. Migliaia di luci che illuminano questo piccolo paese del Gargano.È troppo presto per dire quanto e come la fiaccolata del «No faida day» potrà lasciare il segno in questo straordinario angolo della Puglia. Ma non v’è dubbio che ieri sera qui, in questo bellissimo paese del Gargano è accaduto qualcosa di straordinario.

Ancora una volta, si può dire che a fare il miracolo è stato uno dei santi viventi del nostro Pese. Sì, quel prete torinese, don Luigi Ciotti, che da anni va in giro per l’Italia a raccontare che la mafia si può sconfiggere alzando la testa, mettendosi insieme, pregando insieme. Qui come a Milano perché – ha ribadito – «questo è un fenomeno trasversale».

E il miracolo c’è stato anche ieri sera. Perché in tanti, prima che dal Municipio partisse la fiaccolata, temevano un piccolo flop. E invece la partecipazione è stata straordinaria ed è andata al di là delle attese. E invece, è bastato solo accorgersi che a sfilare c’era anche lui, il fondatore di «Libera», per indurre tanti a farsi coraggio, a muoversi dal marciapiedi e ad entrare in corteo. Ad aggiungersi agli studenti, alle mamme, alle nonne e ai nonni di Monte Sant’Angelo.

Un lungo serpentone, in testa al quale, come da tradizione, c’erano le cosiddette autorità civili e religiose. Va detto subito, però, che anche quella di ieri sera non è stata l’occasione per mettere insieme tutto il fronte istituzionale del Gargano. E così, se è stato possibile notare la presenza dei sindaci e degli amministratori di Apricena, Vico del Gargano, Sannicandro Garganico, San Marco in Lamis, Manfredonia, San Giovanni Rotonto e Mattinata, si è notata pure l’assenza dei sindaci e degli amministratori di Vieste, Rodi Garganico e Peschici. Assenze significative non foss’altro che per un fatto. Sono tutti e tre Comuni guidati dal centrodestra. Che pure ieri sera è stato rappresentato dal vice sindaco di Mattinata e soprattutto dal presidente della Provincia di Foggia, il sen. Antonio Pepe.

A sfilare nelle prime file, tra gli altri, anche il deputato del Pd Michele Bordo, e i sindaci di Monte Sant’Angelo, Andrea Ciliberti, e di Foggia, Gianni Mongelli, nonché il vescovo della diocesi di Manfredonia-San Giovanni Rotondo-Vieste, mons. Michele Castoro.

Una partecipazione – quella del vescovo – tutt’altro che rituale. E a sottolinearlo sono stati proprio i cittadini di Monte Sant’Angelo, a cominciare da un gruppetto di nonnine che per tutto il tempo della fiaccolata hanno sfoggiato i loro visi sorridenti: quasi un segno di sfida nei confronti di chi – non pochissimi – se n’è rimasto sui marciapiedi o davanti ai bar della centralissima piazza Duca d’Aosta.

Una sfida silenziosa che è stata lanciata anche da centinaia di studenti, giovani e giovanissimi. Una sfida che ha visto come al solito in prima linea il mondo di quelle associazioni che qui sembrano in gran fermento. Come Legambiente, qui rappresentata da Franco Salcuni o come la stessa «Libera» che in Capitanata è guidata da Mimmo Di Gioia (autentica memoria storica delle lotte antimafia in provincia di Foggia) e da Daniela Marcone, figlia di Franco Marcone, il direttore dell’Ufficio del registro di Foggia assassinato il 31 marzo del 1995.[s. bocc.]

Comune di Carpino avvisi per l’edilizia pubblica e gli elenchi di avvocati

Comune di Carpino – AVVISO PUBBLICO ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

BANDO DI CONCORSO GENERALE PER LA FORMAZIONE DELLA GRADUATORIA AI FINI DELL’ASSEGNAZIONE IN LOCAZIONE SEMPLICE DEGLI ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA CHE SI RENDERANNO DISPONIBILI NEL COMUNE DI CARPINO.
AVVISO PUBBLICO SHORT LIST

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Comune di Carpino – AVVISO PUBBLICO PER LA COSTITUZIONE DI DUE ELENCHI DI AVVOCATI

Il Comune di Carpino intende costituire due elenchi di avvocati, l’uno per gli avvocati civilisti l’altro per gli avvocati amministrativisti, cui affidare incarichi di patrocinio legale dell’Ente.
BANDO E DOMANDA ASSEGNAZIONE ALLOGGI IACP

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