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Pugliesi nel Mondo: parte il progetto Cucina Pugliese in Australia

<!– Comunicato

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L’Assessorato al Welfare – Servizio Pugliesi nel Mondo inaugurerà, da domani giovedì 27 maggio, a Melbourne, il progetto Cucina Pugliese in Australia, parte integrante del più ampio Melbourne Italian Festival (Aprile- giugno 2010). L’Assessorato al Welfare – Servizio Pugliesi nel Mondo inaugurerà, da domani giovedì 27 maggio, a Melbourne, il progetto Cucina Pugliese in Australia, parte integrante del più ampio Melbourne Italian Festival (Aprile- giugno 2010). Per l’occasione, in collaborazione con la Federazione Pugliesi d’Australia – Melbourne e con l’Istituto Professionale di Stato “Mauro Perrone” di Castellaneta (Ta), è previsto il gran galà “The triumph of the flavors and smells of Mediterranean cuisine in Puglia”. L’iniziativa vuole conseguire un duplice obiettivo: – internazionalizzazione del Sistema Puglia. A tale scopo, si è scelto di privilegiare la consolidata rete di rapporti sociali, culturali e commerciali che la Regione Puglia intrattiene con le comunità di pugliesi in Australia, soggetti attivi nel processo di espansione all’estero della filiera agroalimentare e dell’enogastronomia pugliese, affermato patrimonio che la Puglia vanta a livello internazionale. – promozione e riqualificazione della cucina pugliese in Australia. Attività, queste ultime, tese a preservare, attraverso la formazione e l’aggiornamento professionale dei giovani pugliesi, l’originalità delle ricette e dei sapori, messe spesso a dura prova da processi di contaminazioni culinarie, inevitabili in una realtà come Melbourne, nella quale coesiste una vasta varietà di gruppi etnici e culture. Si è scelto di perseguire le citate finalità attraverso le seguenti azioni: – Attivazione di Stages/tirocini formativi, della durata di sei mesi, presso alcuni ristoranti italiani situati nell’area metropolitana di Melbourne. Aderiscono all’iniziativa le seguenti strutture ristorative: Stefanos- Caffè Latte- Ecco- Enoteca Sileno- Brunetti- Arrivederci- Tutto bene- La notte – Olympic Hotel – Monte Carlo and Casavini – La Porchetta –Lazy Moe’s – Grigoletto Oil. – Realizzazione, a Melbourne, di un Cooking Show, finalizzato alla promozione e diffusione delle eccellenze, dei prodotti e dei piatti tipici dell’enogastronomia pugliese. Per l’occasione la Federazione Pugliese d’Australia e l’istituto scolastico della provincia tarantina organizzeranno una serata di gala, allietata dalla bontà della cucina pugliese e dalle espressioni musicali di “Terraross”, un gruppo di artisti impegnato nella diffusione della tradizionale musica popolare pugliese. Lo stesso gruppo tornerà ad esibirsi domenica 30 maggio, in Piazza Italia, a Melbourne. Il 28 Maggio la delegazione pugliese saluterà la comunità pugliese in Australia con una manifestazione gastronomica e culturale. Le manifestazioni di fine maggio, articolate secondo il programma precedentemente esposto, fruiranno della collaborazione e competenza, nei settori musicali e della comunicazione audiovisiva, della Fondazione Murgia delle Gravine di Mottola (TA). (com/nlo)

Stefàno: “Giunta approva il Piano di Sviluppo Rurale presentati dal GAL GARGANO”

La Giunta regionale ha approvato oggi 23 Piani di Sviluppo Locale presentati da altrettanti Gruppi di Azione Locale (GAL) con il sostegno del Programma di Sviluppo Rurale della Puglia 2007-2013. Esattamente quelli dell'Alto Salento, Serre Salentine, Terre di Murgia, Daunofantino, Gargano, Piana del Tavoliere, Murgia Più, S.Maria di Leuca, Valle d’Itria, Terra d’Arneo, Valle della Cupa Nord Salento, Meridaunia, Isola Salento, Colline Joniche, Terre del Primitivo, le Città di Castel del Monte, Luoghi del Mito, Conca Barese, Terra dei Trulli e del Barsento, Terra dei Messapi, Terra d’Otranto, Daunia Rurale, Ponte Lama.

“Si tratta – ha spiegato l’assessore alle Risorse Agroalimentari, Dario Stefàno – dell’applicazione concreta di strumenti innovativi previsti dalla nuova programmazione dello Sviluppo Rurale, che vede il coinvolgimento di partenariati locali organizzati in Gruppi di Azione Locale (GAL). Agli stessi è stato assegnato il compito di dare attuazione agli interventi relativi al miglioramento della qualità della vita e alla diversificazione dell’economia nelle zone rurali”. “Le dotazioni di risorse pubbliche, di poco inferiori ai 300 milioni di euro – conclude l’assessore – saranno in grado di generare investimenti per quasi 600 milioni di euro. I Piani consentiranno di attivare una azione di sostegno organica, con obiettivi di lungo periodo e soprattutto di prossimità ai bisogni espressi dalle popolazioni rurali”. (com-nlo)

I Cantori di Carpino stregano anche Torino

Il 94 enne Antonio Piccininno tra i protagonisti del festival di cultura pugliese

Barbanente a Monte Sant’Angelo per bandi Parco Nazionale Gargano

<!– Comunicato

–>Mercoledì 26 maggio, alle ore 15.30 l’assessore all’Assetto del territorio, Angela Barbanente, sarà a Monte Sant’Angelo, presso la sala delle Clarisse, per presentare, insieme al commissario straordinario del Parco Nazionale del Gargano, Stefano Pecorella, i bandi della Regione Puglia per sostenere le attività delle aree protette e favorire la loro piena valorizzazione.
Nell’occasione verrà presentato il piano di gestione del parco nazionale, elemento imprescindibile per favorire il pieno ed armonico sviluppo del territorio e consentire l’avvio di idonee misure di finanziamento. Sono invitati i sindaci dei Comuni interessati, le associazioni ambientaliste, tutti i soggetti portatori di interesse.

Ieri sera a Torino sembrava di stare in Puglia, a Carpino!!

Sono stati i CANTORI di CARPINO a rappresentare il Gargano all’interno della manifestazione TORINO ATTARANTàTA – Primo festival di pizzica e cultura pugliese di Torino, svoltosi nel capoluogo piemontese dal 16 al 21 maggio.

Con la collaborazione dell'Associazione Culturale Carpino Folk Festival, il novantaquattrenne Antonio Piccininno, accompagnato dai giovani componenti del gruppo dei Cantori, è salito sul palco a chiusura della intera manifestazione dopo il gruppo torinese La Paranza del Geco ed il trio pugliese Tradizionale Salentina Dop.
Come ogni serata, Zi' Ntonj col il suo rituale propiziatorio ha esordito con testuali parole "prima che cand vi spieg la canzon" …per catturare abilmente l'orecchio dell'ascoltatore e poi rapirne i sensi.

Con loro non ha voluto mancare l'Assessore regionale pugliese Elena Gentile volata letteralmente per essere sul palco con i Cantori e partecipare ai festeggiamenti dei pugliesi che vivono a Torino.

Alla fine è stata proprio una gran bella festa popolare. Il tempo è stato clemente e Zi' Ntonj, in gran forma, in un'ora di concerto ha saputo trasmettere alla gente che affollava Piazza Umbria tutta la sua energia, facendo ballare tutti al suono delle sue castagnole… insomma anche Turin si è lasciata attarantare!!!!

Il poeta dialettale pugliese Francesco Granatiero che vive a Torino ha voluto trasmetterci la sua emozione.
"Rivedere e ascoltare Piccininno: il garbato movimento delle mani con le nacchere, la dolcissima modulazione della voce, la gustosissima spiegazione in italiano locale, la sua aderente interpretazione parlata, le belle riprese del canto popolare carpinese, il bellissimo e sostenuto intercalare dei toni sempre melodiosi, è stato straordinario. Ieri ho apprezzato anche la bonta dei ritmi e dei suoni, la musica ruspante e, anche, la piacevole spinta innovativa. Tutto bello e in linea con la grande voglia di ballare che ha preso tutti, con una partecipazione davvero straordinaria. Ma il mio Piccininno, chissà se lo vedrò ancora, un maestro che non dimenticherò mai. Avrei voluto che niente disturbasse la sua voce, l'incanto della sua magica presenza, come è stato, per fortuna, con la ninnananna finale, quando gli strumenti hanno in parte ceduto alla dolce nenia".

Il Prossimo appuntamento con Antonio Piccininno è ad agosto alla quindicesima edizione del Carpino Folk Festival.

Testi e materiali per la comunicazione
Antonio Basile
Alessandro Sinigagliese

Ufficio Stampa
Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Via Mazzini, 88
71010 Carpino (Fg)
Antonio Basile
info@carpinofolkfestival.com

La mitica città di Uria nella tradizione orale del Gargano

A 'n'or d' nott 

(i versi che iniziano con il trattino sono la voce del bambino che risponde a sua madre)

Sirr chist'occhji bell, fa la nann;

iè fatt nott e tutt li criatur

mo già so' 'dd'rmut, non parlann:

steng ucin a te, non avè paur!

Lu lup va magnann li malandrin

che non dorm'n sub't la ser…

 

-Lu lup no, mammù, mitt'm 'nzin

e cant, cant la ninna nann 'ccom e ier.
 

Apprim mo, da bona cr'stian

fatt la croc e di' l'AveMmarij…,

…del Padr', Figlij, … p' queddavta man,

e d'lu Spir't Sant e così sij.

 

-Uheij ma', la Madonn mo m' sent?

 

Ma scì, bell d'mamm, a tutt quant

la Madonn c'sent e non c'sta nent

che non ved. Mbè, i'mo dic annant,

tu di' appress a me: piena di grazij…

Continua qui

La vita, un viaggio lungo un treno (con Ferruccio Castronuovo) – Un film di Thierry Gentet

Nel 2007, "Les Chanteurs de Carpino", nel 2010 "La vita, un lungo viaggio in treno" (Documentario 53’) al francese Thierry Gentet piaciono le storie italiane.

Una coproduzione Mira Productions, France 3 Corse / Via Stella Col sostegno di Région Midi-Pyrénées, Centre national du cinéma et de l’image animée, Apulia Film Commission

È il ritratto di Ferruccio Castronuovo, testimone dell'epoca d'oro del cinema italiano negli anni dal 1960 al 1980. Il suo percorso di cineasta gli permise di affiancare i più grandi cineasti italiani del suo tempo, in particolar modo Federico Fellini, con il quale collaborò per più di dodici anni. Ferruccio Castronuovo è la memoria vivente d'un tempo in cui il cinema mediterraneo, attorno all'Italia, imperava sulla settima arte.

L’itinerario, fuori dal comune, di Ferruccio Castronuovo meritava di diventare l’oggetto di un film documentario. A ciò si è dedicato il regista Thierry Gentet con « La vita, un lungo viaggio in treno », un affresco di 52 minuti, sensibile e improntato di poesia.

Ultimato a fine febbraio 2010, il documentario « La vita, un lungo viaggio in treno » è stato trasmesso il 23 marzo scorso su Via Stella/France 3 Corse, in anteprima del programma culturale Orizonti.

Il film, coprodotto da France 3 Corsica, sostenuto dalla Regione Midi-Pyrénées, il Centro nazionale del cinema e dell’immagine animata, nonché l’Apulia Film commission, sarà presentato a Bari, mercoledì 26 maggio, alle ore 18, nella sala cinema del Cineporto di Bari, in presenza del regista e di Ferruccio Castronuovo stesso.

ll primo incontro con Fellini…
Tutto cominciò con una telefonata. Era un venerdí pomeriggio.
Qualcuno mi chiamò per chiedermi: «se sei libero lunedí, vai a Cinecittà. Fellini ti vuole conoscere. Devi lavorare sul Casanova. »
Ho pensato ad uno scherzo: forse il tipo della chiamata sapeva quanto mi piaceva Fellini! Veramente, non ho dormito per tutto il fine settimana.
Il lunedí mattina mi recai a Cinecittà. Mi portarono vicino a Fellini.
Mi guardai attorno.
Fellini mi vide e mi disse: « stai attento, sono io che faccio il film, tu fai il resto! »
Era l’inizio del rapporto con Federico. Avevo una piccola équipe 16 mm. Lavoravo sempre.
Alla fine della prima settimana, Fellini venne a vedere ciò che avevo girato.
Io l’avevo visto butare delle immagini. Non le piacevano.
Mi dissi: se succede una cosa simile per me, è tutto finito.
Invece, guardò le mie immagini e mi chiese: « dove stavi quando hai girato questo? »
Non aveva capito dove stavo, anche perché mi ero nascosto per riprendere. Il mio lavoro gli era piaciuto.
Alla fine si girò verso di me e mi disse: « Ferruccio, da questo momento in poi, sei il solo ammesso sul mio set».

E’ nato il “Gargano politico”

di Gaetano Berthoud
Sono uno di quelli che potrà dire “Io c’ero”. Non è la prima volta che scrivo questa cosa, mi era già capitato all’indomani del concerto di Vinicio Capossela a Carpino, l’avevo “avvertito” il 9 gennaio 2009, quando a Vico del Gargano “tante anime” attente ai problemi del territorio diedero avvio alla discussione sociale che il giornalista Angelo Del Vecchio racchiuse in 5 semplici parole: Ieri è nato il Gargano!
 
Rodi Garganico, pomeriggio del 13 Maggio, con il vento in poppa e un’“Idea Libera” è nato il “Gargano politico”. Ma raccontiamo un po’ meglio questa sensazione, mi auguro condivisa anche da altri presenti. Parliamo un po’ di quale aspetto potrebbe aver influenzato anche me a credere che “qualcosa è cambiato”.
 
A volte siamo chiamati a rappresentanza di qualcosa che ci investe in prima persona, che può essere il nostro lavoro, la nostra azienda o semplicemente una precisa responsabilità che qualcuno ci ha affidato. La stessa cosa vale per la politica che vede nelle nostre scelte i rappresentanti di un territorio. Ma resta una regola che vale per qualsiasi cosa siamo chiamati a rappresentare: a fare la differenza sono sempre gli uomini con le loro capacità.
 
Questo è accaduto, tanti buoni politici tutti insieme appassionatamente uniti per le problematiche del Gargano (e non solo) come mai era stato fatto. Mai fatto con quella intensità e determinazione, con quella naturale condivisione di intenti, mai, mai prima nelle sale della Comunità Montana, dell’Ente Parco Nazionale, o di qualche giunta che si ricordi a Palazzo Dogana.
 
E' accaduto a Rodi Garganico in un pomeriggio che non ti aspetti. Non farò i tanti nomi dei politici presenti e di gran spicco, non lo farò per rispetto a chi per qualche ragione non ha potuto manifestare la stessa condivisione, non lo farò perché chi c’era lo sa e non è dei singoli che voglio parlare. L’immagine che vorrei che passasse è quella dei politici (onorevoli, consiglieri regionali e provinciali, assessori e sindaci garganici e non) tutti insieme a discutere e preoccuparsi per questa terra, a proporre soluzioni, dove certamente il problema dell’aeroporto ha trovato il primo e importante punto di condivisione e della strategia da adottare.
 
Quel pomeriggio a Rodi ho visto come la politica dei buoni politici può e sa essere sincera e aperta, che non vuole nascondersi ma agire, trasparente nelle parole e nell’animo, buoni politici che con serenità e serietà, senza la minima polemica, sono riusciti ad annullare le loro differenze di colore e a identificarsi senza rinuncia alcuna nelle loro responsabilità. La regola che hanno manifestato tutti è una sola; vogliamo il bene del nostro territorio e siamo pronti a lottare insieme contro tutti e ovunque. Una “squadra” come la nostra nazionale prossima ai mondiali, dove non esiste più lo juventino o il milanista ma l’Italia. Il 13 Maggio è nata “la squadra del Gargano” ma anche quella della Capitanata attiva.
 
Ho capito che in pochissimi anni avremo un grande aeroporto a Foggia perché ho visto politici pronti a lottare per il nostro territorio, prima ancora che per il loro partito. Il 13 Maggio ho sentito un certo collegamento con ciò che si è avviato il 9 gennaio 2009 a Vico del Gargano. Il messaggio dalla politica è stato ricevuto ed è stato tradotto in concretezza. Perché la discussione sociale, seppur necessaria in qualsiasi parte del mondo prima di ogni cambiamento, non può e non deve neanche pensare di potersi sostituire alla politica. La cattiva politica può essere sostituita solo dalla buona politica. Questa sensazione l’hanno avvertita soprattutto i nostri rappresentanti, sempre un po’ impreparati a confrontarsi sui problemi sociali, ma assolutamente a loro agio nel comprenderne la lacuna politica di tanti anni scellerati, da sentirsi “sollevati” dalla volontà sana e sincera di molti loro colleghi.
 
Mi ha colpito particolarmente il passaggio di un consigliere provinciale quando ha parlato di azione, di essere pronti a tutto, di affrontare insieme le battaglie politiche anche con mezzi poco ortodossi, il senso di manifestare qualunque dissenso “tutti insieme”. Se queste parole le dice un politico potremmo dire che ci siamo. E’ anche vero che è stata un’occasione persa per il mondo sociale del Gargano, perché quelle parole sapevano molto di ribellione popolare e le ho così apprezzate proprio perché le ha dette un politico.
 
Oggi abbiamo un attivismo sociale, sono convinto che ora è nato un attivismo politico, se la strada è giusta bisognerà fare solo attenzione a non fare confusione. Le associazioni devono rappresentare l’azione e la voce del popolo, riconoscere che avanti deve andare la buona politica, quindi essere da pungolo positivo e stimolante verso questa “squadra del cuore” che si sta delineando. La buona politica dovrà sostenere “l’azione sociale” perché è importante avere buone idee ma anche essere tanti e uniti da un’unica discussione nel rispetto dei ruoli.

C’è anche chi non si capisce bene se fa politica o opera nel sociale. Nessuno deve minare niente. Ognuno si segga pure dove sta più comodo, l’importante è evitare che nulla di quanto sta accadendo possa essere contaminato da un mal politico o da chi spinge i giovani verso “i soliti” discorsi obsoleti. Perché questo è peggio di ogni cosa. Occorre orgoglio da parte di tutti e a Rodi si è visto quello che più conta: dei nostri politici.

Isole Tremiti tra le località italiane famose in formato francobollo

Courmayeur (in Valle d'Aosta), Todi (in provincia di Perugia), Viggiano (Potenza), le Isole Tremiti (Foggia): sono le quattro perle turistiche propagandate quest'anno nell'annuale emissione di francobolli turistici. La serie, annunciata oggi dalle Poste Italiane e che vedrà la luce il 4 giugno prossimo, è completata da un francobollo (autoadesivo)con la riproduzione di un manifesto dell'ENIT risalente al 1955. Le vignette dei francobolli (tutti del valore di 0,60 euro) raffigurano una veduta pittorica di ciascuna località: per Courmayeur uno scorcio di piazza Abbè Henry con le sue caratteristiche abitazioni e, alle sue spalle, il massiccio del Monte Bianco su cui svetta il Dente del Gigante; per Todi una veduta di piazza del Popolo e del Palazzo dei Priori; per Viggiano un panorama della cittadina che domina la valle del fiume Agri; per le Isole Tremiti, un'immagine dell'Isola di San Nicola e, sullo sfondo, l'omonima abbazia-fortezza e la chiesa di Santa Maria a Mare. Il bollettino illustrativo dell'emissione conterrà articoli dei sindaci (Fabrizia Derriard per Courmayeur, Antonino Ruggiano per Todi, Giuseppe Alberti per Viggiano, Giuseppe Calabrese per le Tremiti) e un intervento di Matteo Marzotto, Presidente di ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo.

Sonny Ray: un One-Man-Show di Carpino nella Hollywood degli anni 30

Mario Ronghi alias Sonny Ray, un pugliese tra i divi di Hollywood
Un One-man show della Puglia sconosciuto

Comunicato Stampa Carpino Folk Festival | FOGGIA, li 17 Maggio 2010
Si prega la massima condivisione, pubblicazione e divulgazione

Fra il 1880 e il 1915 nove milioni circa di emigranti scelsero di attraversare l'Oceano verso le Americhe.
Molti di loro rientrarono poi in Italia: una quota considerevole (50/60%) nel periodo 1900-1914.
Circa il settanta per cento proveniva dal Meridione.
Le motivazioni che spinsero masse di milioni di Meridionali ad emigrare furono molteplici: prima la crisi agraria dal 1880 in poi, successivamente l'aggravarsi delle imposte nelle campagne meridionali dopo l'unificazione del paese, il declino dei vecchi mestieri artigiani, delle industrie domestiche, la crisi della piccola proprietà e delle aziende montane, delle manifatture rurali.
Tra coloro che emigrarono e poi fecero ritorno in Italia vi fu Ciccillo (Francesco) Ronghi di Carpino.
Figli di Ciccillo Ronghi furono Luigi Ronghi e Mario Ronghi. Gino, nato nel 1914, si sposo con Rosa D'addetta, si laureò in Legge, ma poiché non professava fece l'agricoltore a Carpino nei molti terreni di proprietà della moglie.
Più grande di Gino era Mario.
Nato negli Stati Uniti il 24 marzo 1908, Mario fece ritorno in Italia con il padre e a Carpino passò la sua giovinezza. Avviato all'arte di orefice e orologia non fece molta fortuna e cosi decise di far ritorno nelle Americhe. Amava ricordare che appena arrivato presso il porto dell'Ellis Island (l'Isola delle Lacrime delle persone che reimbarcate per l'Italia per non aver superato i durissimi controlli medici e amministrativi, nella disperazione si buttavano nelle acque gelide della baia andando quasi sempre incontro alla morte), lo venne a prendere un italo-americano di origine carpinese che quando lo vide gli chiese, prima ancora di "come stai?" o "com'è andato il viaggio?", "hai portato i caciocavalli?".

Mario Ronghi ritorna in Italia, e a Carpino, agli inizi degli anni 80 del secolo scorso dove muore ed è sepolto.
Prima di morire, però, lascia la traccia del suo passaggio.
Assolutamente stravagante e con atteggiamenti effemminati, su sollecitazione di un suo grande amico, Antonio Ermanno Santoro, organizza uno spettacolo per dare un suo ricordo ai carpinesi.
Non sono molte le notizie in proposito. Tuttavia molti parlano di un vero attore da avanspettacolo, particolarmente portato per le parti comiche alla "gastone" per intenderci. Cantava benissimo tant'è che nello spettacolo realizzato a Carpino interpretò (fra le altre cose) anche la parte di una sciantosa, truccato e vestito perfettamente (voci di popolo parlano di costumi presi a nolo a Napoli).
Niente di più. Mario Ronghi con la sua morte scompare il 16 Novembre 1984.

Ma la memoria gioca brutti scherzi (in questo caso, uno scherzo bellissimo).
E' il 03 Maggio 2010 e il social network Facebook ci fa un regalo. Pierluigi Pelusi con cui siamo in contatto per le note vicende dell'Auditorium della Musica Popolare del Gargano, parla a Domenico Sergio Antonacci della storia delle radio libere di Carpino e tra i personaggi dell'epoca (ultimi anni 70) menziona un certo Sonni Rey, un attore di avanspettacolo che sosteneva di aver vissuto negli Stati Uniti e di aver lavorato a Hollywood.
Domenico mi contatta per chiedere lumi in proposito. Non ne so nulla, anche se la memoria va subito ad un certo Mario che viveva sopra l'alimentare di mio padre in Piazza del Popolo. Me lo ricordo solo perché lo vedevo in giro con un maglione di cotone azzurro e in calzamaglie. Domenico mi conferma che si tratta di Mario Ronghi alias Sonni Rey.
Inserisco "Sonni Rey Carpino" in Google, ma non appare nulla che possa essere ricollegabile al nostro Mario Ronghi. Domenico e Pierluigi fanno lo stesso percorso. Raffino la ricerca e tutto ad un tratto nell'elenco di Google appare un Sonny Ray nei panni di The Artful Dodger nel film "Oliver Twist" del 1933.
Non faccio in tempo a dare la notizia a Domenico e a Pierluigi che ritorna a nascere il nostro Mario Ronghi, ossia "Sonny Ray". Nel giro di pochi minuti è un accavallarsi di notizie e di emozioni tra noi tre. La notte passa insonne.
Era da non crederci: un carpinese a Hollywood negli anni 30 nei cast dei film che contavano. Una vera è propria filmografia.
– Nel 1932 è nel cast di Jimmy's New Yacht.

– Nel 1933 è in Oliver Twist, film americano diretto da William J.Cowen. Si tratta dell'adattamento cinematografico (la prima versione sonora) del popolare romanzo di Charles Dickens. Sonny Ray è nei panni di Jack Dawkins, meglio conosciuto come Artful Dodger, il capobanda dei bambini criminali addestrati dal vecchio Fagin. Artful Dodger tradisce Oliver Twist facendolo catturare da Fagin, ma poi ne diventa il suo più caro amico cercando di fare di lui un borseggiatore. Il Dodger è appunto un borseggiatore, così chiamato per la sua abilità e astuzia.
In verità con Sonny Ray la critica è molto feroce: considerato troppo plateale e troppo vecchio nel ruolo di Artful Dodger.

– Sempre nel 1933 partecipa a The Perils of Pauline di Ray Taylor, un serial movie in cui veste i panni comici di Willie Dodge.

– Nel 1934 è nel cast di The Gay Divorcee diretto da Mark Sandrich: il grande musical con Fred Astaire, Ginger Rogers e Alice Brady – Premio Oscar per la migliore canzone originale, The continental, cantata da Ginger che balla in coppia con Fred Astaire. Del Film anche la canzone Night and Day (di Cole Porter) cantata da Fred, sulla spiaggia di notte mentre danza con la Ginger.

– Nel 1935 è nel cast di The Personal History, Adventures, Experience, & Observation of David Copperfield the Younger (normalmente abbreviato in David Copperfield), l'adattamento cinematografico dell'altro popolare romanzo di Charles Dickens diretto questa volta dal regista George Cukor.
Nominato al Festival del Film di Venezia, ottiene tre nomination ai premi Oscar per la migliore direzione, miglior film e migliore fotografia.

A questo punto finisce la sua carriera cinematografica.
I paesani intervistati da Domenico Sergio Antonacci pur non conoscendo la carriere holliwoodiana di Mario Ronghi, sostengono che, fino al suo rientro in Italia, Mario trovasse da vivere con piccoli spettacoli in teatro, ma soprattutto cantando e danzando nei nightclub di New York.
E' cosi, infatti spuntano gli articoli dei giornali dell'epoca: : il New York Times, il Baltimore News, il Buffalo News, il Philadelphia Enquirer.
Tutti parlano di una Star Internationale, un One-man show in viaggio tra Londra, Hollywood e Parigi.
Sonny Ray the showman of a million changes. Praticamente l'Arturo Brachetti del secolo scorso che in un batter d'occhio riusciva a cambiarsi d’abito, dalle scarpe alla parrucca, a diventare un altro.

In uno degli articoli si parla di una tournée in Italia ed infatti gli informatori concordano su una sua presunta carriera teatrale anche in Italia nelle riviste di avanspettacolo. In particolare a Napoli.

Il suo atteggiamento stravagante – racconta Pierluigi Pelusi – si prestava a valutazione da millantatore, lui ne era consapevole e poco ci diceva del suo passato, nonostante Antonio Ermanno Santoro ci ripeteva e assicurava, anche in sua presenza, che era stato veramente un artista holliwoodiano.

Al momento in cui scriviamo resta la convinzione che la memoria ci cela ancora molte altre sorprese sul pugliese che calcò le scene del centro dell'industria cinematografica americana per eccellenza.
Non appena arriveranno nuove notizie vi aggiorneremo. Adesso ci piace chiudere con le sue parole rivolte ai giovani per invitarli a "mettere su qualcosa di serio e di buono, perché la vita non è un patrimonio individuale, ma coralità e che la poesia, lo spettacolo e, in una parola, l'arte sono il momento e lo strumento per il trapasso dell'individuo alla comunità".

Testi e materiali a cura di: Domenico Sergio Antonacci, Pierluigi Pelusi, Antonio Basile.
Informatori: Carmine Mancini e Maria Vicedomini.

Ufficio Stampa Associazione Culturale
Carpino Folk Festival

Via Mazzini, 88
71010 Carpino (FG)
info@carpinofolkfestival.c
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La fava di carpino protagonista a “GUSTAPESCHICI”

Clicca per Ingrandire

EVENTO “GUSTAPESCHICI”: SE NE PARLA ANCORA
Bibliotecando da Puntodistella.it

 Non ancora spenti gli echi della buona e bella riuscita della manifestazione organizzata dall’Associazione “GustaPeschici” nei giorni 7-8-9 scorsi. Tanto da “costringere” il foglio pubblicato dai giovani della locale Biblioteca Comunale, guidati da Elia Salcuni, a stampare un supplemento di "Bibliotecando" con le dichiarazioni rilasciate dai protagonisti nel corso della presentazione-inaugurazione e raccolte da Gianluigi Cofano. Ve ne riportiamo alcuni passaggi.

Beppe Bigazzi* = E' da più di mezzo secolo che ho l'onore di conoscere il Gargano, un territorio bello in cui la gente è ospitale e straordinariamente disponibile. Dopo la cultura e l'ambiente naturale, l'Italia detiene, sul piano delle attrattive turistiche, una leva di fondamentale importanza costituita dall'enogastronomia. La forza del nostro Paese è rappresentata dal suo passato. Nel passato si investiva per costruire nuove cittadine e la nostra agricoltura era fonte di arricchimento. Pensate all'agricoltura eroica dei nostri anziani, che da un fazzoletto di terra riuscivano a ricavare l'indispensabile per mandare avanti la famiglia.

Noi stessi traiamo origine da quelle che sembrano cose talmente semplici e banali, come il pane e la pasta, ma che in realtà non lo sono. Non ci rendiamo conto, ad esempio, della qualità del pane fatto come Dio comanda. Del resto, come chiarisce una recente ricerca dell'American Airlines, i motivi per cui gli americani vengono in Italia sono in primo luogo l'arte – e con essa l'architettura e il paesaggio – e la gastronomia. La cucina è pertanto una delle ragioni della presenza dei turisti americani nella nostra penisola.

Ogni prodotto è legato al territorio. Nel Gargano troviamo le verdure, le triglie, il pancotto, la fava di Carpino e l'olio, tutte peculiarità alimentari che dimostrano come il buon Dio c'è. Sul piano nazionale, non va dimenticato il vino, diventato la punta di lancia dei produttori agricoli italiani. Attualmente, però, un prodotto di qualità come l'olio è realizzato prevalentemente da produttori industriali i quali vendono, ad esempio, ignobili oli spagnoli spacciandoli per italiani.

Le specialità della tavola sono diversissime da regione a regione. Sotto tale profilo, non esistono i fagioli in generale, ma tanti tipi di fagioli. Vi sono la fava di Carpino e la fava di Monforte, la cipolla di Acquaviva delle Fonti e quella di Certaldo, l'aglio napoletano e l'aglio del Friuli Venezia-Giulia. Va in tal senso chiarito che la fava di Carpino non è la stessa coltivata in Toscana. Dirò di più: come ha evidenziato in una ricerca scientifica pubblicata di recente dalla mia amica preside della Facoltà di Agricoltura dell'Università di Pisa, se la fava carpinese fosse trattata su un terreno diverso dal garganico e con fitofarmaci, perderebbe inevitabilmente tutte le sue caratteristiche nutrizionali, per diventare qualcosa di irresponsabile verso chi la consuma.

Bisogna pertanto mangiare sapendo ciò che si mangia. Vendere i prodotti alimentari senza indicarne l'origine è di conseguenza un'autentica truffa ai danni dei consumatori. Dobbiamo scegliere quello che mangiamo sulla base del posto dove è realizzato. Bisogna poi aumentare i controlli su quelli che vengono spacciati per prodotti alimentari italiani e italiani non lo sono affatto. Queste cose vanno combattute seriamente, perché non costituiscono solo un danno di tipo economico. nel momento in cui rappresentano un pericolo che grava sulla nostra salute.

Non c'è buona cucina senza buoni ingredienti. E i buoni ingredienti, dal canto loro, derivano dalla buona agricoltura. La buona agricoltura è quella senza chimica. I nostri agricoltori hanno sulle loro spalle secoli di esperienza e per tale motivo in Italia si è sempre mangiato come Dio comanda, anche se abbiamo vissuto come poveracci. In questo Paese vi è appunto una grande tradizione di civiltà gastronomica, che mi ha fatto sentire orgoglioso e felice di essere italiano.

Domenico Vecera* = La cucina è un'arte, ma bisogna metterci anche la passione, che è amore per la cucina stessa. La genuinità di prodotti come il pesce, che le nostre barchette portano ogni giorno, deve essere opportunamente valorizzata. Chi viene nel Gargano resta affascinato, oltre che dalle bellezze ambientali delia nostra terra, anche dalle nostre specialità alimentari. Dobbiamo pertanto cercare di far conoscere il nostro territorio attraverso l'enogastronomia e mediante iniziative come quelle messe in atto da “GustaPeschici”, anche al fine di allungare la stagione turistica, concentrata ogni anno solo in pochi mesi.

Domenico Clienti* = E’ necessario pubblicizzare i prodotti alimentari tipici allo scopo di valorizzare ulteriormente il territorio garganico e svolgere un'azione pedagogico-educativa a livello sociale. Noi di "Gusta Peschici" vogliamo cercare di far conoscere e riconoscere i nostri prodotti ai turisti che giungono nel Gargano. E’ questa una strada da seguire con decisione. Cercheremo poi di educare chi ci segue al rispetto delle regole, di fondamentale importanza per la crescita del nostro territorio.

Vincenzo De Nittis* = Amministratori, ristoratori e albergatori sono chiamati a operare insieme al di là delle bandiere e delle appartenenze, al fine di favorire lo sviluppo economico e sociale dei comprensori peschiciano e garganico. L'intento è di fare fronte comune per farci sentire come territorio e crescere insieme. Il successo delle iniziative di "Gusta Peschici" è un concreto esempio di cosa è possibile raggiungere allorquando vi è l'impegno di tutti.

Vincenzo Rizzi* = Occorre porre l'accento sulle contaminazioni e sulle varianti delle specialità gastronomiche. Non si può parlare realmente di tipicità dei piatti, proprio perché i piatti stessi hanno subito influenze esterne e varianti. Le contaminazioni fanno quindi parte della nostra storia alimentare. Si avverte l'esigenza di salvaguardare la matrice identitaria dell'alimentazione italiana e pugliese da contraffazioni e dissoluzione del gusto provocata dalla massificazione alimentare. Al giorno d'oggi vi è una totale e pericolosissima disabitudine ai gusti. Da questo punto di vista, la pubblicità televisiva è realmente pericolosa.

Voi garganìci dovete perciò continuare a essere consapevoli del fatto che vivete in una zona benedetta da Dio non solo per la sua bellezza, ma anche perché quando mangiate potete permettervi di fare cultura, essendo l'alimentazione parte integrante del vostro modo di essere. Non possiamo quindi arrenderci a sapori senza identità, senza storia e senza cultura. Il mondo della gastronomia garganica e pugliese va dunque rivalutato, altrimenti perderemo il nostro passato.

• Giornalista, gastronomo ed ex-manager, fino a poco tempo fa distintosi come opinionista nell’arcinoto programma televisivo di RaiUno "La prova del cuoco", autore di "365 giorni di buona tavola" (scritto con la moglie Giuseppina e pubblicato da Giunti), presentato in sede di inaugurazione dell’evento peschiciano "Un tuffo nelle tradizioni del '900 per scoprire l'arte del mangiare oggi".
• Sindaco di Peschici, che ha elogiato l'Associazione "GustaPeschici" per l'impegno profuso nel far conoscere ai turisti le specialità enogastronomiche del promontorio garganico.
• Presidente dell'Associazione e titolare del ristorante "Porta di Basso", pi&u
grave; volte ospite della trasmissione "La prova del cuoco".
• Assessore a Turismo Comune di Peschici.
• Storico della gastronomia e critico gastronomico.

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