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E’ nato il “Gargano politico”

di Gaetano Berthoud
Sono uno di quelli che potrà dire “Io c’ero”. Non è la prima volta che scrivo questa cosa, mi era già capitato all’indomani del concerto di Vinicio Capossela a Carpino, l’avevo “avvertito” il 9 gennaio 2009, quando a Vico del Gargano “tante anime” attente ai problemi del territorio diedero avvio alla discussione sociale che il giornalista Angelo Del Vecchio racchiuse in 5 semplici parole: Ieri è nato il Gargano!
 
Rodi Garganico, pomeriggio del 13 Maggio, con il vento in poppa e un’“Idea Libera” è nato il “Gargano politico”. Ma raccontiamo un po’ meglio questa sensazione, mi auguro condivisa anche da altri presenti. Parliamo un po’ di quale aspetto potrebbe aver influenzato anche me a credere che “qualcosa è cambiato”.
 
A volte siamo chiamati a rappresentanza di qualcosa che ci investe in prima persona, che può essere il nostro lavoro, la nostra azienda o semplicemente una precisa responsabilità che qualcuno ci ha affidato. La stessa cosa vale per la politica che vede nelle nostre scelte i rappresentanti di un territorio. Ma resta una regola che vale per qualsiasi cosa siamo chiamati a rappresentare: a fare la differenza sono sempre gli uomini con le loro capacità.
 
Questo è accaduto, tanti buoni politici tutti insieme appassionatamente uniti per le problematiche del Gargano (e non solo) come mai era stato fatto. Mai fatto con quella intensità e determinazione, con quella naturale condivisione di intenti, mai, mai prima nelle sale della Comunità Montana, dell’Ente Parco Nazionale, o di qualche giunta che si ricordi a Palazzo Dogana.
 
E' accaduto a Rodi Garganico in un pomeriggio che non ti aspetti. Non farò i tanti nomi dei politici presenti e di gran spicco, non lo farò per rispetto a chi per qualche ragione non ha potuto manifestare la stessa condivisione, non lo farò perché chi c’era lo sa e non è dei singoli che voglio parlare. L’immagine che vorrei che passasse è quella dei politici (onorevoli, consiglieri regionali e provinciali, assessori e sindaci garganici e non) tutti insieme a discutere e preoccuparsi per questa terra, a proporre soluzioni, dove certamente il problema dell’aeroporto ha trovato il primo e importante punto di condivisione e della strategia da adottare.
 
Quel pomeriggio a Rodi ho visto come la politica dei buoni politici può e sa essere sincera e aperta, che non vuole nascondersi ma agire, trasparente nelle parole e nell’animo, buoni politici che con serenità e serietà, senza la minima polemica, sono riusciti ad annullare le loro differenze di colore e a identificarsi senza rinuncia alcuna nelle loro responsabilità. La regola che hanno manifestato tutti è una sola; vogliamo il bene del nostro territorio e siamo pronti a lottare insieme contro tutti e ovunque. Una “squadra” come la nostra nazionale prossima ai mondiali, dove non esiste più lo juventino o il milanista ma l’Italia. Il 13 Maggio è nata “la squadra del Gargano” ma anche quella della Capitanata attiva.
 
Ho capito che in pochissimi anni avremo un grande aeroporto a Foggia perché ho visto politici pronti a lottare per il nostro territorio, prima ancora che per il loro partito. Il 13 Maggio ho sentito un certo collegamento con ciò che si è avviato il 9 gennaio 2009 a Vico del Gargano. Il messaggio dalla politica è stato ricevuto ed è stato tradotto in concretezza. Perché la discussione sociale, seppur necessaria in qualsiasi parte del mondo prima di ogni cambiamento, non può e non deve neanche pensare di potersi sostituire alla politica. La cattiva politica può essere sostituita solo dalla buona politica. Questa sensazione l’hanno avvertita soprattutto i nostri rappresentanti, sempre un po’ impreparati a confrontarsi sui problemi sociali, ma assolutamente a loro agio nel comprenderne la lacuna politica di tanti anni scellerati, da sentirsi “sollevati” dalla volontà sana e sincera di molti loro colleghi.
 
Mi ha colpito particolarmente il passaggio di un consigliere provinciale quando ha parlato di azione, di essere pronti a tutto, di affrontare insieme le battaglie politiche anche con mezzi poco ortodossi, il senso di manifestare qualunque dissenso “tutti insieme”. Se queste parole le dice un politico potremmo dire che ci siamo. E’ anche vero che è stata un’occasione persa per il mondo sociale del Gargano, perché quelle parole sapevano molto di ribellione popolare e le ho così apprezzate proprio perché le ha dette un politico.
 
Oggi abbiamo un attivismo sociale, sono convinto che ora è nato un attivismo politico, se la strada è giusta bisognerà fare solo attenzione a non fare confusione. Le associazioni devono rappresentare l’azione e la voce del popolo, riconoscere che avanti deve andare la buona politica, quindi essere da pungolo positivo e stimolante verso questa “squadra del cuore” che si sta delineando. La buona politica dovrà sostenere “l’azione sociale” perché è importante avere buone idee ma anche essere tanti e uniti da un’unica discussione nel rispetto dei ruoli.

C’è anche chi non si capisce bene se fa politica o opera nel sociale. Nessuno deve minare niente. Ognuno si segga pure dove sta più comodo, l’importante è evitare che nulla di quanto sta accadendo possa essere contaminato da un mal politico o da chi spinge i giovani verso “i soliti” discorsi obsoleti. Perché questo è peggio di ogni cosa. Occorre orgoglio da parte di tutti e a Rodi si è visto quello che più conta: dei nostri politici.

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