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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2098 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

Effetto Sabato e Rai Uno sui Cantori di Carpino

I Cantori di Carpino oggi alle ore 15,00 a Effetto Sabato il magazine di informazione e intrattenimento dedicato ai personaggi del nostro tempo.

Arriva Gargano Channel per un nuovo marketing territoriale

di Matteo Palumbo dall’Attacco
Internazionalizzare per crescere. Questa l’importante mission che si pone Gargano Channel
un nuovo progetto per il quale stanno lavorando alacremente gli operatori turistici del Promontorio.
Si tratta di una nuova chance di marketing, tanto originale quanto innovativa, che vede in testa Nicola Ragno, direttore della filiale Unicredit di Vieste.
Quindi nuova linfa vitale, nuovi cenni di vita giungono dalla categoria degli operatori turistici garganici, che vogliono lanciare una nuova immagine del territorio e delle sue peculiarità.
“Con questo canale satellitare-spiega Ragno- potremo finalmente rompere gli indugi, ed arrivare in tutti i più importanti mercati di riferimento, colmando il gap con i nostri competitor. Per ora saranno coinvolti nel progetto gli operatori turistici di Vieste, Peschici, Rodi, Mattinata, Manfredonia e San Giovanni Rotondo. Partiamo con un basso profilo per portare a casa risultati concreti, e non crearci illusioni per poi ritrovarci con un pugno di mosche-aggiunge-. Ormai siamo dentro la globalizzazione, e per questo motivo dobbiamo saperci muovere all’interno di essa per tutelare e sviluppare gli interessi economici del territorio garganico, territorio economicamente ben presente e con la propensione e consapevolezza di poter diventare l’asse portante di uno sviluppo che va al di la dei confini territoriali di appartenenza per abbracciare quelli limitrofi ben più ampi e forse più bisognosi”.
Ragno avvalora le tesi alla base del progetto. “Siamo in possesso degli elementi indispensabili per poterlo fare in quanto siamo dotati di risorse professionali avanzate, strutture turistiche qualificate, prodotti di alta qualità, compreso il settore non meno importante dell’agroalimentare, di un territorio tra i più belli al mondo per le sue diversificazioni naturali, tutti elementi consolidati nell’ultimo decennio ed attualmente in fase di riproposizione per dar corso alla fase di sviluppo più ampia e coraggiosa: affrontare il mercato globale – continua – Per affrontare un mercato così ampio c’è bisogno di alcuni elementi, tutti facenti parte di un unico e nuovo sistema Gargano, tra cui la comunicazione che vede nella televisione ed internet i due principali strumenti. Dello strumento internet ne siamo tutti ampiamente a conoscenza per il suo ampio utilizzo negli ultimi anni. Mentre, dello strumento televisivo si conoscono ovviamente quelli generalisti (Rai, Mediaset, LA7, Sky) e poco quelli territoriali e tematici, quest’ultimi capaci di grandi potenzialità comunicative e commerciali. I canali tematici formano oggi una componente importante del panorama televisivo sostanzialmente per fronte una domanda di pubblico sempre più esigente nei confronti dei quali poter proporre un’offerta audiovisiva dove vede il destinatario – consumatore della comunicazione televisiva come un decisore attivo da conquistare e soddisfare con proposte tematiche percorsi di acquisto (che non sono più solamente audiovisivi), che ne favoriscono la fedeltà e il consumo mediale – sottolinea- La vasta comunicazione consentirà al Gargano di proporsi in un processo di internazionalizzazione che gli permetterà di aprire le porte a molteplici opportunità di interscambio, cooperazione economica, istituzionale, culturale e sociale, derivanti non solo da alcune zone territoriali, come quelle storiche della Germania ed Austria, ma da tutto il mondo. Ma per vendere all’estero, almeno in maniera continuativa e non occasionale, non è sufficiente avere un buon prodotto, bisogna elaborare una strategia giusta, fare una buona gestione degli elementi fondamentali del marketing come la comunicazione integrata, la sistematicità dei rapporti commerciali la selezione dei mercati di sbocco della propria offerta, la ricerca della clientela target e l’utilizzo di politiche promozionali”.
Ragno illustra tecnicamente come sarà organizzato Gargano Channel. “Abbiamo già la disponibilità di Sky alla concessione della frequenza. Il palinsesto sarà territoriale e non generalista, e permètterà la promozione commerciale del territorio, consentendo all’utente di interagire, come avviene con E-bay.
Le trasmissioni cominceranno il prossimo ottobre, e saranno curate da uno staff esperto, di cui al momento fanno parte Pierfrancesco Distolfo, responsabile a Mediaset della produzione audiovisiva, e Ninì delli Santi, direttore di Ondaradio. Quindi, saranno offerti momenti di commercializzazione, d’informazione e di promozione territoriale – conclude – Per la prima volta sul Gargano, si studia il turismo da un punto di vista scientifico, e gli imprenditori saranno protagonisti in prima linea di questa cabina di regia. Si spera di mettere da parte il campanilismo, per far emergere le capacità manageriali. Con questo progetto, per il quale prevedo l’adesione di almeno cento imprenditori, si potranno creare finalmente pacchetti turistici che si possano far valere sul mercato, riuscendo a stringere accordi con le compagnia aeree per i voli charter”. Quindi, un progetto di ampio respiro, per il quale però c’è chi ci va con i piedi di piombo. “Certo un’occasione irripetibile – dichiara Paolo Rosiello, componente del direttivo di Confcommercio -, ma si tratta di una situazione complessa. In un momento di crisi, non tutti se la sentono di investire ingenti capitali su qualcosa di sperimentale. Dunque, è lecito chiedersi e il gioco vale la candela. Sono certo che se quest’idea fosse stata proposta qualche anno fa, quando gli affari erano floridi, gli imprenditori non ci avrebbero pensato su due volte nell’aderire- conclude-. Io sono ottimista, e pertanto, per avviare il palinsesto con un budget ragionevole, propongo di ‘appoggiarci’ a Telefoggia o Puglia Channel. Finalmente, gli operatori turistici potranno gestire al meglio il patrimonio territoriale a disposizione, attuando un marketing efficace”.

Le responsabilità degli stupidi e dei banditi del Gargano

Dopo "Stupidità e banditismo sul Gargano" Lazzaro Santoro continua a scuotere le coscienze dei garganici
Foto di Michele Eugenio Di Carlo

Centro storico di Vieste e "La Ripa", dove sbarcò Dragut nel 1554, visti da S. Francesco.

Le responsabilità degli stupidi e dei banditi del Gargano
Lazzaro Santoro
lazzarosantoro@yahoo.com

Una cittadinanza attiva e partecipe alla vita pubblica, con l’esercizio del diritto di voto, contribuisce a migliorare la qualità dell’ambiente in cui vive. Una cittadinanza disinteressata alla vita pubblica e molto interessata ai propri interessi personali elegge politici, spesso mediocri, che peggiorano l’ambiente sociale, economico, culturale e ambientale in cui la cittadinanza risiede. A volte, ma non sempre, gli eletti aumentano la condizione economica di chi ha contribuito alla loro elezione.
Spesso coloro che sono chiamati a gestire la cosa pubblica improvvisamente si trasformano in intraprendenti uomini d’affari scoprendo straordinarie capacità nella filiera del cemento. E diventano ricchi.
Nei piccoli Comuni i legami di parentela complicano la situazione: persone senza nessuna qualità morale, preparazione culturale e competenze ricoprono cariche elettive. In una sorta di democrazia dei clan familiari, vince la competizione elettorale chi ha più legami di parentela, di affinità e potere economico.
Ma non è questo il punto.
Qual è il rapporto esistente tra la responsabilità politica e la responsabilità degli elettori?
Credo siano due responsabilità inscindibilmente legate tra di loro ma diverse.
Credo che la responsabilità della classe politica sia superiore alla responsabilità della maggioranza degli elettori che attraverso l’esercizio del diritto di voto legittimano la classe politica.
Credo che la responsabilità politica preveda di agire nell’interesse comune della comunità e non della maggioranza e debba conseguentemente coinvolgere la tutela degli interessi condivisi e non solo degli interessi della maggioranza. Anche gli interessi della minoranza debbano essere prese nella giusta considerazione da parte di coloro che detengono il potere politico.
Credo che con il voto della maggioranza la classe politica sia chiamata a guardare oltre e a individuare le migliori soluzioni per garantire il massimo benessere culturale ed economico possibile non della maggioranza ma della comunità intera.
Credo che nel momento in cui la classe politica fosse incapace di trovare risposte a problemi condivisi della comunità, sarebbe politicamente irresponsabile.
Credo che una classe politica non possa deliberare un provvedimento che sradichi l’identità millenaria di un popolo, le radici storiche di una comunità, i valori paesaggistici che appartengono a tutti gli esseri umani, della maggioranza e della minoranza, presenti e futuri, residenti e non in un determinato Comune, e che sono il frutto della sapienza dei nostri antenati.
Molto spesso, all’interno dei consigli comunali, provvedimenti che intaccano l’essenza della vita di un popolo sono approvati con la formula dell’unanimità.
Credo che la legittimazione popolare, avvenuta in una brevissima fase storica, da parte di una maggioranza, sia politicamente assolutamente insignificante quando sono lesi valori che appartengono alla storia millenaria di un popolo.
Credo sia importante fare i nomi e i cognomi dei responsabili di questo disastro economico, sociale e politico. Basta con i proclami generici sul riformismo e altre diavolerie che non ci aiutano ma risultano essere soltanto degli abili diversivi. Chi vuole tutelare l’ambiente in cui vive deve fare i nomi dei responsabili senza nascondersi dietro proclami generici. Non sono interessato all’individuazione di un’eventuale responsabilità diversa da quella politica. Bisogna evitare che i responsabili del disastro ambientale abbiano la possibilità di commettere altri scempi ambientali in futuro.
Allo stesso tempo è fondamentale conoscere i nomi e i cognomi di coloro che vogliano garantire un futuro dignitoso ai propri figli all’insegna  dei principi di Agenda 21 . Basta con gli slogan e critiche al sistema non supportati da un impegno serio. Soltanto lo studio permette di conoscere la fattibilità dei rimedi, la prevenzione di altri scempi e la proposizione di soluzioni alternative a quelle formulate dalla classe politica locale. 
L’ambiente appartiene a tutti e quindi tutti devono impegnarsi affinché venga salvaguardato. Altrimenti rischiamo di passare per stupidi e di esserci venduti la libertà di parlare in cambio di un piatto di lenticchie. L’offerta di lavoro in cambio del disimpegno sociale – basta far finta di non vedere niente e stare in silenzio – è una prassi molto diffusa sul Gargano.
Non è possibile delegare a Italia Nostra, Legambiente, WWF e al Comitato per la difesa di Kàlena la tutela dell’ambiente in cui si vive mentre famelici professionisti spendono le proprie energie ad elemosinare una consulenza o un incarico presso gli enti pubblici o presso importanti imprenditori. Non accetto lezioni di tutela dell’ambiente da parte di quei professionisti che per denaro hanno messo all’incanto le proprie menti. E’ evidente che queste persone con l’omertà pensano di arricchirsi.
Ma la più vergognosa delle omertà proviene dai tanti uomini di cultura del Gargano (fortunatamente non tutti) che mai si esprimono sulle aggressioni ai danni dell’ambiente e dei beni archeologici.

MYAIR.COM – EVVIVA VIAGGI – INSIEME PER FACILITARE I PELLEGRINI CHE SI RECANO A SAN GIOVANNI ROTONDO

Vola..Vola..Vola


Si è chiuso in questi giorni un accordo di Partnership tra La Myair, compagnia  Low Cost che opera su Foggia con la Evviva Viaggi , Tour operator  di San Giovanni Rotondo,specializzato anche in viaggi di Gruppo, che consentirà  a coloro, che  ancora non conosco i nuovi collegamenti  dagli aeroporti di Milano, Bologna, Palermo, Torino e Ginevra  su Foggia, di raggiungere, in modo più agevole e vantaggioso,  San Giovanni Rotondo.
 
L’accordo prevede, una tariffa che garantirà, salvo disponibilità, una quotazione unica fino al 27 ottobre 2009 ;  non più, quindi, la corsa alla prenotazione per avere una quotazione bassa, ma basterà semplicemente contattare il  Tour Operator  Evviva Viaggi che sarà in grado di fornire  un pacchetto “All Inclusive “ assolutamente vantaggioso, che  includerà, il Volo di A/R comprensivo di tasse aeroportuali, Hotel, prenotazione Visita della Salma di padre Pio, Trasferimenti GRATIS dall’Aeroporto di Foggia agli Hotel in San Giovanni rotondo.

Una Iniziativa, quella dei trasferimenti gratuiti, dice il titolare, che spero  possa spingere, incoraggiare e invogliare, l’ Amministrazione Locale, la quale ,agevolando il costo dei trasferimenti su gomma,  incentiverebbero  e migliorerebbero il traffico dei passeggeri nel paese del Santo.

L’iniziativa Coinvolge anche i Frate Cappuccini di San Giovanni Rotondo, i quali da parte loro, per i pellegrini che raggiungeranno Il paese di padre Pio con questa iniziativa, metteranno, a disposizione, per un numero minimo di partecipanti,  e su richiesta, una Guida Locale, del tutto GRATUITA.

L’obiettivo – conclude Coco –  è quello di incrementare sia il traffico aereo che il numero di Pellegrini, con l’auspicio di aumentare i collegamenti di voli di linea e charter con lo scalo di Foggia Gino Lisa.

Tutto questo consentirà a noi operatori di migliorare l’offerta , avvicinandoci a tutte quelle realtà turistiche che, da tempo, pur non possedendo le caratteristiche climatiche e paesaggistiche della nostra Provincia,  sono avvantaggiate dai flussi aerei nazionali ed internazionali.

Evviva Viaggi
P.zza Europa, 114
71013 San Giovanni Rotondo ( Fg )
Tel 0882 41 27 03 – 45 98 77 – Fax 0882 45 90 64
Skype : evviva-viaggi
http://www.evvivaviaggi.cominfo@evvivaviaggi.com

Nuovi posti di lavoro a Foggia grazie all’AR Industrie Alimentari S.p.A.

Fonte: Uil Monte Sant’Angelo
http://www.arindustriealimentari.com

Nei prossimi mesi aprirà a Foggia, nei pressi dell’Incoronata – zona industriale -, un nuovo stabilimento di trasformazione di prodotti agricoli.

AR Industrie Alimentari S.p.A. è il più importante Gruppo privato nel settore delle conserve alimentari in Italia ed uno dei maggiori a livello mondiale.
Trattasi di una multinazionale con gran parte della produzione destinata al mercato estero.
Saranno assunti 40 giovani di età fino a 29 anni, ai quali sarà offerto un contratto a tempo indeterminato, e 700 lavoratori stagionali.

Gli interessati possono inviare richiesta di assunzione e curriculum info@ar-spa.it
Si ricorda che oltre alla richiesta di assunzione e al curriculum va comunicato l’indirizzo di posta elettronica presso il quale l’azienda dovrà inviare le comunicazioni per il colloquio.

Istituzione elenchi Provinciali Guida Turistica, Accompagnatori Turistico e Guida Ambientale Escursionistica

La Provincia di Foggia, a seguito dell’entrata in vigore della L.R. 19 Dicembre 2008 n. 37, con pubblicazione BURP n. 200 del 23.12.2008, istituisce gli elenchi provinciali:
                  A- Guida Turistica
                  B- Accompagnatore Turistico
                  C- Guida Ambientale Escursionistica

In sede di prima applicazione di detta legge art.7 comma 3 è consentito da subito l’iscrizione ad  uno o più degli elenchi provinciali previsti dall’art.5:
                  a) a coloro che esercitano la professione di guida turistica o accompagnatore turistico in Puglia e che possono dimostrare fiscalmente di aver svolto tale attività consecutivamente per almeno un quinquennio negli ultimi dieci anni;
                  b) a coloro che possono dimostrare di aver esercitato, consecutivamente per almeno un quinquennio negli ultimi dieci anni, attività professionale di guida turistica o accompagnatore turistico in Puglia, per conto di fondazioni senza scopo di lucro o per conto di enti morali, limitatamente all’elenco della provincia sul cui territorio insiste la fondazione o l’ente morale;
                  c) a coloro che possono dimostrare di aver esercitato,
                  consecutivamente per almeno un quinquennio negli ultimi dieci anni, attività professionale di guida ambientale escursionista, per conto di enti parco, enti di gestione di aree naturali protette, centri o laboratori di educazione ambientale, musei naturalistici o altri enti e istituzioni scientifiche assimilabili, limitatamente all’elenco della Provincia in cui si è prevalentemente operato.
                      Gli interessati, ai fini dell’iscrizione negli elenchi per guida turistica o accompagnatore turistico e per guida ambientale escursionista, dovranno produrre documentazione
                  attestante l’attività svolta:
                  – contratti di lavoro con specificazione delle mansioni;
                  – fatture emesse, possesso di partita IVA, lettere d’incarico;
                  – dichiarazioni dei redditi;
                  – ricevute di pagamento d’imposte e di versamento di oneri previdenziali connessi all’attività professionale turistica per la quale si richiede l’iscrizione;

                  – iscrizione negli appositi registri delle camere di commercio;
                  – atti amministrativi e ogni altro genere di documento dal quale possa desumersi l’esercizio delle attività professionali turistiche per le quali si richiede l’iscrizione.
                  Laddove non sia possibile certificare i requisiti di cui sopra (comma 3, lettera b), risulta efficace l’attestazione del solo rapporto di lavoro subordinato.
                       La domanda,  dovrà pervenire entro il  07 marzo 2009 a mezzo raccomandata/ar al seguente indirizzo: Provincia di FOGGIA -Servizio Turismo- P.zza XX Settembre n. 20 -70100 Foggia, riportando sulla busta la dicitura: "Iscrizione negli elenchi delle nuove professioni turistiche". La domanda può essere consegnata anche personalmente all’Ufficio protocollo.
Per maggiori dettagli consultare i documenti seguenti:

Le donne “del perduto amore”

di Teresa Maria Rauzino
"Novelle e leggende della Capitanata", a cura di Giovanni Saitto (Edizioni del Poggio, pp. 234, ill).

Giuseppe D’Addetta, fin dagli anni Cinquanta, intuì che anche i centri più sperduti del Gargano avrebbero avuto qualcosa di importante da comunicare a chi avesse avuto la curiosità di conoscerli.
Una tradizione folklorica ed etnografica intatta, e sorprendentemente attuale, era ancora da valorizzare. Essa attendeva di essere conosciuta da chi, mosso dal desiderio di conoscere ciò che un tempo, in un’altra vita, siamo stati, si fosse spinto per le balze più scoscese della Montagna del sole, alla ricerca di luoghi della memoria ormai dimenticati.

"Novelle e leggende della Capitanata", una bella raccolta curata da Giovanni Saitto (Edizioni del Poggio) prende le mosse proprio dall’indimenticabile saggio del d’Addetta. E ne prosegue l’ideale viaggio, alla scoperta di antiche tradizioni etnografiche e narrative. Emergono ricordi altamente suggestivi e poco noti, ed il lettore vi si accosta con il desiderio di farli rivivere in piena luce.
Desiderio che è anche di tutti gli studiosi che, lavorando in team, hanno messo a disposizione materiale raro, edito ed inedito. Il dato interessante è che, accanto alle leggende di Giuseppe d’Addetta, di Armando Petrucci, di Michelantonio Fini, troviamo le delicate illustrazioni di Primiana Nista ed i validi testi di alcuni giovani narratori che, partendo da uno spunto ambientale, da un aneddoto, o da una tradizione rigorosamente storica, si sono cimentati nell’invenzione artistica, creando dei nuovi racconti, che resteranno sicuramente impressi nell’immaginario del lettore.
Come "Il Confessore senza ostie" di Antonio Milone. Protagonisti il giovane imperatore Federico II di Svevia e Matteo, un umile manovale, addetto alla costruzione della fortezza di Apricena. Ambedue presi dallo stesso sogno, dallo stesso identico miraggio: “Angiola, bella come la seta la prima volta, bella come la luna quando si è felici, con quegli occhi di luce nera, con quella pelle che solo un Dio sa e può, quella pelle di petali di rose, di seta e latte, e raggi di sole”…
Una notte insonne, parallela, accomuna i due adolescenti. Una notte che, per Federico, è come una malattia, è come “un confessore senza ostie che non può assolvere, né può condannare”. Una notte in cui egli diventa veramente un re…

Nel racconto di Giovambattista Gifuni, "La danzatrice di Lucera", il biondo e inquieto Manfredi, e una misteriosa saracena, di nome Semrud, sono i protagonisti di una struggente storia di amore inappagato. Lo scenario è Lucera, e in particolare il castello sormontato da quindici torri, costruito secondo lo stile arabo: tremila colonnine orientali ne circondano il vasto cortile; le porte sono incrostate d’oro; un incantevole giardino di stelle cantanti, di fontane e di rose, circonda l’harem dalle inferriate d’oro. Qui Manfredi conduce Semrud, dopo averla acquistata, spinto dalla subitanea attrazione che ha provato vedendola danzare su una pista dorata. Ma invano ne cerca l’amore. Solo alla vigilia della battaglia di Benevento, che vedrà il tramonto della potenza sveva, Semrud, conscia del fatale destino che incombe sul suo re, gli sarà vicina come non mai…

Dalla raccolta viene, quindi, fuori un mondo di ieri, sorprendente per chi è abituato a vedere la Capitanata, ed il Gargano, con lo sguardo corto dell’oggi e della contemporaneità.
La leggenda de "Il ponte di cuoio", di Giuseppe d’Addetta, ci riporta al tempo lontano in cui la nostra provincia era terra di conquista di popoli diversi per cultura, consuetudini e tradizioni. Popoli come gli Arabi che, contrariamente ai pregiudizi di oggi, erano un popolo mite, rispettoso delle tradizioni locali e religiose delle genti conquistate.
Il protagonista della leggenda, Moham, un valoroso condottiero saraceno, si innamora perdu-tamente della castellana, bella e bionda come il sole e dolce come la luna, che vive nella roc-ca dirimpetto, in località Castelpagano.
Ma il suo sogno d’amore incontrerà seri ostacoli. Forti pregiudizi etnici, e soprattutto il timore che, sposando un seguace della religione mao-mettana, possano esserci ripercussioni negative per la propria anima e per i componenti della sua casata, inducono la bella principessa garganica ad avanzare una richiesta decisamente insolita…

Quando l’itinerario de "La Montagna del sole" tocca Vieste, la "sperduta", D’Addetta rievoca due suggestive leggende. Tragici scenari lo Spacco di Rosinella e il bianco faraglione di Pizzomunno. Qui le perfide sirene, invidiose e gelose dell’amore di due giovani, rapiscono la bellissima fanciulla e la tengono legata ad uno scoglio sommerso. Solo ogni cento anni le concederanno di riemergere, in un giorno di sole, per rivedere il suo fedele amante.

Altre leggende fioriscono sulle rive del Varano. Temi maliosi e mitici, che i pescatori narra-vano, durante le lunghe attese delle battute di caccia e di pesca. Come la storia di Nunziata, unica superstite all’ira divina che inabissa la città di Uria. Gli Dei le concedono il dono dell’immortalità, ma la sua è una vita segnata dal rimpianto per la perdita dell’innamorato, scomparso insieme a tutti gli abitanti della città. E la sua voce di pianto, ogni sera, è portata dal vento che spira sullo specchio del lago…

La "storia di Maddalena", ritrovata da Michele Tortorella fra i registri parrocchiali della collegiata di Vico del Gargano, narra una vicenda seicentesca. Lo sfondo è il castello svevo; protagonisti due inconsapevoli fratelli, portati dai capricci della sorte a un destino infelice. Antagonista il principe Caracciolo, che desideroso di impadronirsi del feudo, sottrae ai marchesi Spinelli, con un sotterfugio, l’unico figlio appena nato.
Due anni dopo, la nascita di Maddalena allieta il castello, consolando gli Spinelli della perdita dell’erede maschio… che un giorno, fatalmente, approda nella città natale. Conquista la simpatia dei feudatari, i quali lo invitano a diventare paggio alla loro corte. Maddalena è nel fiore degli anni, “è un bel bocciolo di rosa”, il giovane un giglio bianco e candido come la neve”.
Uno sguardo innocente, un voltar di testa, una mossa innocente fatta a caso. “E’ certo che nel cor gentile l’amore si fa strada”. Maddalena è perduta amante, e lui più di lei. L’amore “proibito” si consuma in un giardino di agrumi di Canneto, dietro ad uno frangivento… ma il finale è degno delle migliori tragedie greche.

Bionde bellezze garganiche, retaggio degli antichi conquistatori normanni e svevi, o di mi-grazioni di altri popoli italici, sono le eroine degli altri racconti.
Ad esse si affiancano le brune: come quelle che appaiono, sui marciapiedi stretti di San Gio-vanni Rotondo, all’immaginario turista incuriosito di D’Addetta. Donne dalle linee zingare-sche con lunghi orecchini d’oro, che dignitose abbozzano un sorriso in segno di saluto, men-tre due perfette file di bianchi denti rilucono fra il carminio naturale delle labbra.

Donne brune, come è bruna la bellezza slava di Sinella, protagonista de "La pazza", di Michelantonio Fini. La voce argentina e affabulante ella ragazza, intenta nella raccolta delle olive nella piana assolata di Calena ammalia Elia: egli si innamora perdutamente della sua fresca bocca di fragola matura, del profumo delle sue trecce di ebano, dell’ardore dei suoi profondi occhi di fuoco. Ma la bella Sinella non può corrispondere a questo ardente sentimento: da un anno i suoi l’hanno promessa a un altro, emigrato in America, impegnando così il suo onore e la sua fedeltà. L’innamorato, respinto e umiliato, schiavo, suo malgrado, della mentalità del tempo, si sente obbligato a lavare l’offesa agli occhi dell’intero paese…

L’epilogo è ancora più drammatico. Un giorno, dall’alto di un precipizio, sulla grotta dell’acqua calda, dalla Rupe gigantesca, Sinella che, in seguito a varie vicissitudini, ha perso la ragione, credé di poterlo trovare, di poterlo afferrare, il suo sogno, e stringerlo a sé forte-mente, per sempre. Un mese dopo, allo stesso vertice pietroso, fu visto ergersi un uomo che veniva dalla selva, veniva dalla solitudine, veniva dalla disperazione. I marinai raccontano di aver visto quel fantasma camminare sull’orlo dell’abisso, sfidando la morte… Così i due infelici amanti, forse, trovarono la pace in fondo a quel precipizio, in quel mare tenebroso e immenso come l’animo umano, come l’amore, come il destino, come la morte, come il mistero…

Non serve correre sul Gargano, ci sono troppe cose belle (e storia) da vedere

Matteo Palumbo dall’Attacco

La nuova frontiera del trasporto lento e la riscoperta dei tratturi il Gargano riscopre e si riappropria della propria atavica identità, quella naturalistica. il territorio riparte dalla mobilità lenta(discorso che si affianca all’esperienza dell’Orienteering) ,e lo fa con due progetti, CYRO.N.MED – Cycle Route Network of the Mediterranean e con il Pis n. 15 del Parco del Gargano. Questi strumenti permettono anche di sviluppare innovative strategie turistiche, soprattutto in chiave di destagionalizzazione. CY.RO.N.MED, è un progetto di cooperazione transnazionale che si propone il recupero di un ritardo culturale prima ancora che infrastrutturale, finanziato con i fondi del PIC Interreg IIIB 2000-2006 Archimed, di cui l’Assessorato ai Trasporti della Regione Puglia è stato promotore e coordinatore, ha rappresentato per tutto il partenariato internazionale di progetto un’opportunità in questo senso.
Il progetto CY.RO.N.MED è stato inserito nel revisionando Piano regionale dei Trasporti e nella programmazione dei fondi europei 2007-2013. Con lo studio di fattibilità sono stati definiti in Puglia, i tracciati dei cinque itinerari principali di Bicitalia proposti dal Ministero dell’Ambiente con il progetto di rete nazionale di percorribilità ciclistica inserito all’interno della rete internazionale EuroVelo. Il progetto, primo del suo genere nel sud Europa, si propone di promuovere la mobilità urbana e il turismo in bicicletta per ridurre l’inquinamento da traffico veicolare, limitare i consumi energetici legati al settore dei trasporti e combattere i cambiamenti climatici; favorire la cooperazione internazionale, il dialogo e lo scambio di esperienze tra le autorità e i soggetti coinvolti al fine dell’armonizzazione degli standard nelle infrastrutture ciclistiche; offrire uno strumento operativo e coordinato di lavoro necessario e indispensabile per la realizzazione delle opere ciclabili, che diventi parte integrante degli strumenti di pianificazione territoriale e dei trasporti di ciascun paese/regione interessata; far crescere la cultura della mobilita sostenibile, della sicurezza stradale degli utenti non motorizzati e del trasporto pubblico e collettivo (treno, bus, traghetto, aereo) anche in combinazione con la bici; promuovere il turismo in bicicletta come migliore pratica di turismo sostenibile; portare benefici economici alle comunità locali anche attraverso la nascita di nuove attività lavorative per l’esercizio di adeguati servizi di assistenza al ciclista e al cicloturista; promuovere le reti ciclabili attraverso iniziative istituzionali di comunicazione e marketing.
‘Alta Via dell’Italia Centrale’ rappresenta l’itinerario più lungo, un percorso di 684,26 km che si snoda lungo tutta la costa adriatica, da Lesina a Castrignano del Capo, toccando le principali città costiere della Puglia, per un totale di 53Comuni.
Tra i Comuni più attivi in questo progetto,è quello di Vico. “C’è già il tracciato con la segnaletica del Parco, e a breve inizieranno i lavori del progetto europeo-dice a l’Attacco Roberto Budrago, assessore all’agricoltura. Questi sono ulteriori tasselli per completare il progetto del recupero delle zone rurali per il loro sviluppo economico. Progetti complementari ai discorsi degli ulivi monumentali e degli agrumeti storici. Ora, con la rivitalizzazione delle campagne, si possono realizzare prospettive turistiche, con la vendita del paesaggio e dei prodotti tipici, aumentando i redditi degli agricoltori-conclude-. il percorso del Parco è lungo 2Okn, quello di Cyronmed 27, con l’opportunità di salvaguardare l’ambiente e rendere noti posti sconosciuti”. Grande impegno, in fatto di mobilità lenta anche del Parco del Gargano, che con un investimento di 1.734.000 euro, sta realizzando quasi500 chilometri di sentieri. Circa 180, sono destinati unicamente all’ippovia, i restanti rappresentano percorsi dediti a trekking, mountainbike, e a piedi. Particolare importanza riveste la cosiddetta “Grande Traversata”, un anello di circa 200 chiometri di percorso attrezzato con apposita segnaletica ed elevati standard di sicurezza.
In sintesi si tratta di 32 aree di sosta con tettoia, panchine e rastrelliere per le bici e 4 aree di sosta polivalenti dotate di maniscalco per cavallo, officina per riparazione bici, vendita prodotti tipici e punto di chiamata per le emergenze.
“Non è assolutamente una moda- dichiara a l’Attacco, Giandiego Gatta, presidente dell’Ente-. Piuttosto è un recupero dell’identità del Gargano, e dell’incommensurabile rapporto con l’aspetto naturalistico. Questo è uno sviluppo ecocompatibile ed ecosostenibile. Si tratta diprogetti che davvero valorizzano le eccellenze paesaggistiche – conclude-. Il progetto sarà operativo già dalla prossima stagione turistica, e darà lustro e risultati importanti al territorio. Un conto è il viaggio in macchina, un altro è immergersi nella natura per poterne ammirare ed assaporare le sue meraviglie”.

Anzichè fare l’aereoporto a Vieste, recuperiamo l’idroscalo di Varano

Di Fine dall’Attacco

“L’aeroporto del Gargano a Vieste sarebbe un inutile cattedrale nel deserto. Perché non mettiamo a regime l’ex Idroscalo militare di San Nicola Imbuti di Cagnano Varano?”. Questa l’idea di Michele di Fine, imprenditore e consigliere comunale di Ischitella, in merito alle vicissitudini di un nuovo sviluppo infrastrutturale del territorio.  La struttura a cui fa riferimento Di Fine, sorge su territorio demaniale, e dal punto di vista antropico, lo scenario dell’Imbuti è oggi occupato dall’exidroscalo intestato a Ivo Monti, costituito da una trentina di edifici stile coloniale, che versano in uno stato di degrado, tranne una palazzina, restaurata anni fa, ma non resa funzionale tanto da meritarsi l’appellativo di ‘cattedrale nel deserto’. Edifici maestosi, ben allineati, collocati intorno a Viale Irene, che dimostrano la grandiosità del progetto, realizzato nel secondo decennio del XX secolo, per contrastare gli attacchi austriaci provenienti dalla sponda opposta dell’Adriatico. L’area di San Nicola Varano nella parte più elevata ospita i resti della chiesa di Santa Barbara, edificata nel 1918-20 per favorire il culto agli ufficiali e a tutto il personale, che dimorava nell’idroscalo. “Il progetto viestano è ingestibile dal punto di vista economico e logistico-asserisce Di Fine-. Non si riesce a gestire una struttura come il Gino Lisa, figuriamoci… Penso che le soluzioni per un più efficace servizio di trasporto turistico sono il potenziamento del Gino Lisa e dell’Amendola, oppure la rivalutazioni di San Nicola Imbuti, idroscalo utilizzato nella prima guerra mondiale-sottolinea-. Questa soluzione l’ho ipotizzata anche a Nicola Vascello, assessore provinciale al turismo. Non è un’idea irrealizzabile, anzi… In Canada, nazione di grande dimensione territoriale, i collegamenti aerei avvengono tutti attraverso questa specie di canadair, e lo stesso fa la compagnia Sea Air, che collega in questo modo, Napoli a Ischia. Perciò si possono immaginare questi collegamenti con il Gargano dagli aeroporti di Roma, Milano e Bari, utilizzando vettori di 30 posti-conclude-. Questa è un’ipotesi realistica e a basso costo, in quanto San Nicola le infrastrutture già ci sono(andrebbero un po’ ammodernizzate), e la zona è baricentrica rispetto al comprensorio del Gargano”.

Nuovi echi dagli antipodi per la Settimana della Cultura dei Pugliesi in Australia

E’ tornata a fare parlare di se la spedizione dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival a Melbourne dell’ottobre scorso.
Questa volta è toccato a Enrico Noviello parlare della Puglia e di zì Andrea e di Carpino.
Raccontare in inglese alla ABC, la radio nazionale australiana, di come sia incredibile ancora oggi ritrovare canti autentici di una civiltà contadina e pastorale praticamente autentici; di come sia educativo incontrare vecchi cantori, mangiare e cantare insieme in piccoli paesi rurali che nulla sembravano avere da dire, almeno per la cultura ufficiale.
L’occasione è stata una lunga intervista registrata al leader dei Malicanti mandata in onda Venerdi e Sabato scorso sulla ABC Autraliana.

Qui potrete ascoltare (a partire dal 20′ e 50") anche voi il racconto di Enrico e i canti con cui abbiamo risvegliato la voglia di casa degli italiani emigrati e abbiamo suscitato curiosità nelle altre popolazioni australiane.
http://www.abc.net.au/rn/musicdeli/stories/2009/2502071.htm

Ricordiamo le altre interviste realizzate sempre a Melbourne
L’intervista all’emittente televisiva SBS
L’intervista all’emittente radiofonica Rete Italia

La trivella che minaccia le Tremiti

Il business della ricerca degli idrocarburi sta oramai minacciando, da presso, persino la costa termolese e vastese nonché i fondali delle isole Tremiti. Ciò avviene dopo che una società irlandese (l’ennesima) ha ottenuto una licenza di coltivazione al largo delle coste poste tra il centro adriatico molisano e quello finitimo abruzzese.
L’azienda in questione è la Petroceltic international il cui Direttore esecutivo, John Craven, ha avuto a dichiarare che l’Italia è proprio un buon posto per praticare questo genere di affari, soprattutto (diciamo noi) quando si considerino le condizioni fiscali ed i costi di estrazione praticati dallo Stato.

L’Amministrazione italiana, per dare il via alle trivelle (che minacciano addirittura il cuore delle Diomedee, arcipelago geograficamente pugliese ma sicuramente molisano di adozione), incassa appena cinque euro e sedici centesimi per metro quadrato; perciò, considerati tali risibili importi, la Petroceltic ha pensato bene di aggiudicarsi non uno soltanto ma ben nove permessi di esplorazione, relativi all’attingimento vuoi di petrolio che di gas.
L’area in questione si trova in acque profonde dai trenta ai centocinquanta metri e risulta essere "infestata" (a dire della Marina militare) non soltanto dai residuati bellici della seconda guerra mondiale quand’anche da quelli più recenti, conseguenza dei bombardamenti inferti al Kosovo. Purtroppo, l’area costiera (che si estende da Martinsicuro alle cinque isole dirimpettaie di Termoli) concreta un parco marino istituito sin dal 1989. Ciò nonostante, le trivellazioni toccheranno da presso questo ed il finitimo Parco nazionale del Gargano, che si diparte ad un soffio da Pianosa.
In proposito, non è mancata la solita interrogazione parlamentare (quella del senatore LEGNINI del PD) che ha parlato di permessi che interessano circa 2.500 metri quadrati di mare Adriatico. Ma il ministro VITO (PDL) non si è impressionato ed ha risposto che le concessioni rilasciate sono solo le ultime di una lunga catena, atteso che le attività di ricerca e di estrazione rivestono un’enorme importanza nel quadro del fabbisogno energetico nazionale. Difatti, la società irlandese non è che l’ultima arrivata, dopo che le medesime attività erano state già intraprese dalle italiane AGIP, ENI ed EDISON nonché da altre quattro aziende estere.
Nella pratica, in tutto il mare Adriatico sarebbero state rilasciate cinquantasette concessioni di coltivazione che hanno fatto"nascere" circa un migliaio di pozzi, di cui novecentotrentanove mineralizzati a gas e sessantotto mineralizzati ad olio, tutti ubicati su centododici piattaforme fisse. Quelli più vicini al Molise, si chiamano Rospo 1 e Rospo 2 e sono visibili dalla costa.
Le trivellazioni preoccupano parecchio pure il COMITATO NATURA VERDE, secondo cui il petrolio estratto sarebbe, tra l’altro, di ben scarsa qualità. Per di più, tenuto conto che il selvaggio mare di d’Annunzio impiega un centinaio d’anni per depurare le acque superficiali, ogni piccolo incidente potrebbe trasformarsi in una autentica catastrofe ambientale. Ma non basta, considerato che – trattandosi di giacimenti sottomarini da trenta miliardi di metri cubi di gas già accertati (e di cento stimati) tra le coste venete e quelle pugliesi – c’è il timore che le estrazioni possano causare l’abbassamento della linea costiera.
L’ultimo preoccupato rapporto di LEGA AMBIENTE sulla ricerca petrolifera in Italia certifica che gli operatori del settore scommettono sempre di più sulle potenzialità del petrolio molisano.

http://www.primapaginamolise.it/

Clicca qui per scaricare l’articolo di Gianni Lannes sull’argomento

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