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Le responsabilità degli stupidi e dei banditi del Gargano

Dopo "Stupidità e banditismo sul Gargano" Lazzaro Santoro continua a scuotere le coscienze dei garganici
Foto di Michele Eugenio Di Carlo

Centro storico di Vieste e "La Ripa", dove sbarcò Dragut nel 1554, visti da S. Francesco.

Le responsabilità degli stupidi e dei banditi del Gargano
Lazzaro Santoro
lazzarosantoro@yahoo.com

Una cittadinanza attiva e partecipe alla vita pubblica, con l’esercizio del diritto di voto, contribuisce a migliorare la qualità dell’ambiente in cui vive. Una cittadinanza disinteressata alla vita pubblica e molto interessata ai propri interessi personali elegge politici, spesso mediocri, che peggiorano l’ambiente sociale, economico, culturale e ambientale in cui la cittadinanza risiede. A volte, ma non sempre, gli eletti aumentano la condizione economica di chi ha contribuito alla loro elezione.
Spesso coloro che sono chiamati a gestire la cosa pubblica improvvisamente si trasformano in intraprendenti uomini d’affari scoprendo straordinarie capacità nella filiera del cemento. E diventano ricchi.
Nei piccoli Comuni i legami di parentela complicano la situazione: persone senza nessuna qualità morale, preparazione culturale e competenze ricoprono cariche elettive. In una sorta di democrazia dei clan familiari, vince la competizione elettorale chi ha più legami di parentela, di affinità e potere economico.
Ma non è questo il punto.
Qual è il rapporto esistente tra la responsabilità politica e la responsabilità degli elettori?
Credo siano due responsabilità inscindibilmente legate tra di loro ma diverse.
Credo che la responsabilità della classe politica sia superiore alla responsabilità della maggioranza degli elettori che attraverso l’esercizio del diritto di voto legittimano la classe politica.
Credo che la responsabilità politica preveda di agire nell’interesse comune della comunità e non della maggioranza e debba conseguentemente coinvolgere la tutela degli interessi condivisi e non solo degli interessi della maggioranza. Anche gli interessi della minoranza debbano essere prese nella giusta considerazione da parte di coloro che detengono il potere politico.
Credo che con il voto della maggioranza la classe politica sia chiamata a guardare oltre e a individuare le migliori soluzioni per garantire il massimo benessere culturale ed economico possibile non della maggioranza ma della comunità intera.
Credo che nel momento in cui la classe politica fosse incapace di trovare risposte a problemi condivisi della comunità, sarebbe politicamente irresponsabile.
Credo che una classe politica non possa deliberare un provvedimento che sradichi l’identità millenaria di un popolo, le radici storiche di una comunità, i valori paesaggistici che appartengono a tutti gli esseri umani, della maggioranza e della minoranza, presenti e futuri, residenti e non in un determinato Comune, e che sono il frutto della sapienza dei nostri antenati.
Molto spesso, all’interno dei consigli comunali, provvedimenti che intaccano l’essenza della vita di un popolo sono approvati con la formula dell’unanimità.
Credo che la legittimazione popolare, avvenuta in una brevissima fase storica, da parte di una maggioranza, sia politicamente assolutamente insignificante quando sono lesi valori che appartengono alla storia millenaria di un popolo.
Credo sia importante fare i nomi e i cognomi dei responsabili di questo disastro economico, sociale e politico. Basta con i proclami generici sul riformismo e altre diavolerie che non ci aiutano ma risultano essere soltanto degli abili diversivi. Chi vuole tutelare l’ambiente in cui vive deve fare i nomi dei responsabili senza nascondersi dietro proclami generici. Non sono interessato all’individuazione di un’eventuale responsabilità diversa da quella politica. Bisogna evitare che i responsabili del disastro ambientale abbiano la possibilità di commettere altri scempi ambientali in futuro.
Allo stesso tempo è fondamentale conoscere i nomi e i cognomi di coloro che vogliano garantire un futuro dignitoso ai propri figli all’insegna  dei principi di Agenda 21 . Basta con gli slogan e critiche al sistema non supportati da un impegno serio. Soltanto lo studio permette di conoscere la fattibilità dei rimedi, la prevenzione di altri scempi e la proposizione di soluzioni alternative a quelle formulate dalla classe politica locale. 
L’ambiente appartiene a tutti e quindi tutti devono impegnarsi affinché venga salvaguardato. Altrimenti rischiamo di passare per stupidi e di esserci venduti la libertà di parlare in cambio di un piatto di lenticchie. L’offerta di lavoro in cambio del disimpegno sociale – basta far finta di non vedere niente e stare in silenzio – è una prassi molto diffusa sul Gargano.
Non è possibile delegare a Italia Nostra, Legambiente, WWF e al Comitato per la difesa di Kàlena la tutela dell’ambiente in cui si vive mentre famelici professionisti spendono le proprie energie ad elemosinare una consulenza o un incarico presso gli enti pubblici o presso importanti imprenditori. Non accetto lezioni di tutela dell’ambiente da parte di quei professionisti che per denaro hanno messo all’incanto le proprie menti. E’ evidente che queste persone con l’omertà pensano di arricchirsi.
Ma la più vergognosa delle omertà proviene dai tanti uomini di cultura del Gargano (fortunatamente non tutti) che mai si esprimono sulle aggressioni ai danni dell’ambiente e dei beni archeologici.

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