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Non serve correre sul Gargano, ci sono troppe cose belle (e storia) da vedere

Matteo Palumbo dall’Attacco

La nuova frontiera del trasporto lento e la riscoperta dei tratturi il Gargano riscopre e si riappropria della propria atavica identità, quella naturalistica. il territorio riparte dalla mobilità lenta(discorso che si affianca all’esperienza dell’Orienteering) ,e lo fa con due progetti, CYRO.N.MED – Cycle Route Network of the Mediterranean e con il Pis n. 15 del Parco del Gargano. Questi strumenti permettono anche di sviluppare innovative strategie turistiche, soprattutto in chiave di destagionalizzazione. CY.RO.N.MED, è un progetto di cooperazione transnazionale che si propone il recupero di un ritardo culturale prima ancora che infrastrutturale, finanziato con i fondi del PIC Interreg IIIB 2000-2006 Archimed, di cui l’Assessorato ai Trasporti della Regione Puglia è stato promotore e coordinatore, ha rappresentato per tutto il partenariato internazionale di progetto un’opportunità in questo senso.
Il progetto CY.RO.N.MED è stato inserito nel revisionando Piano regionale dei Trasporti e nella programmazione dei fondi europei 2007-2013. Con lo studio di fattibilità sono stati definiti in Puglia, i tracciati dei cinque itinerari principali di Bicitalia proposti dal Ministero dell’Ambiente con il progetto di rete nazionale di percorribilità ciclistica inserito all’interno della rete internazionale EuroVelo. Il progetto, primo del suo genere nel sud Europa, si propone di promuovere la mobilità urbana e il turismo in bicicletta per ridurre l’inquinamento da traffico veicolare, limitare i consumi energetici legati al settore dei trasporti e combattere i cambiamenti climatici; favorire la cooperazione internazionale, il dialogo e lo scambio di esperienze tra le autorità e i soggetti coinvolti al fine dell’armonizzazione degli standard nelle infrastrutture ciclistiche; offrire uno strumento operativo e coordinato di lavoro necessario e indispensabile per la realizzazione delle opere ciclabili, che diventi parte integrante degli strumenti di pianificazione territoriale e dei trasporti di ciascun paese/regione interessata; far crescere la cultura della mobilita sostenibile, della sicurezza stradale degli utenti non motorizzati e del trasporto pubblico e collettivo (treno, bus, traghetto, aereo) anche in combinazione con la bici; promuovere il turismo in bicicletta come migliore pratica di turismo sostenibile; portare benefici economici alle comunità locali anche attraverso la nascita di nuove attività lavorative per l’esercizio di adeguati servizi di assistenza al ciclista e al cicloturista; promuovere le reti ciclabili attraverso iniziative istituzionali di comunicazione e marketing.
‘Alta Via dell’Italia Centrale’ rappresenta l’itinerario più lungo, un percorso di 684,26 km che si snoda lungo tutta la costa adriatica, da Lesina a Castrignano del Capo, toccando le principali città costiere della Puglia, per un totale di 53Comuni.
Tra i Comuni più attivi in questo progetto,è quello di Vico. “C’è già il tracciato con la segnaletica del Parco, e a breve inizieranno i lavori del progetto europeo-dice a l’Attacco Roberto Budrago, assessore all’agricoltura. Questi sono ulteriori tasselli per completare il progetto del recupero delle zone rurali per il loro sviluppo economico. Progetti complementari ai discorsi degli ulivi monumentali e degli agrumeti storici. Ora, con la rivitalizzazione delle campagne, si possono realizzare prospettive turistiche, con la vendita del paesaggio e dei prodotti tipici, aumentando i redditi degli agricoltori-conclude-. il percorso del Parco è lungo 2Okn, quello di Cyronmed 27, con l’opportunità di salvaguardare l’ambiente e rendere noti posti sconosciuti”. Grande impegno, in fatto di mobilità lenta anche del Parco del Gargano, che con un investimento di 1.734.000 euro, sta realizzando quasi500 chilometri di sentieri. Circa 180, sono destinati unicamente all’ippovia, i restanti rappresentano percorsi dediti a trekking, mountainbike, e a piedi. Particolare importanza riveste la cosiddetta “Grande Traversata”, un anello di circa 200 chiometri di percorso attrezzato con apposita segnaletica ed elevati standard di sicurezza.
In sintesi si tratta di 32 aree di sosta con tettoia, panchine e rastrelliere per le bici e 4 aree di sosta polivalenti dotate di maniscalco per cavallo, officina per riparazione bici, vendita prodotti tipici e punto di chiamata per le emergenze.
“Non è assolutamente una moda- dichiara a l’Attacco, Giandiego Gatta, presidente dell’Ente-. Piuttosto è un recupero dell’identità del Gargano, e dell’incommensurabile rapporto con l’aspetto naturalistico. Questo è uno sviluppo ecocompatibile ed ecosostenibile. Si tratta diprogetti che davvero valorizzano le eccellenze paesaggistiche – conclude-. Il progetto sarà operativo già dalla prossima stagione turistica, e darà lustro e risultati importanti al territorio. Un conto è il viaggio in macchina, un altro è immergersi nella natura per poterne ammirare ed assaporare le sue meraviglie”.

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Discussione

Un pensiero su “Non serve correre sul Gargano, ci sono troppe cose belle (e storia) da vedere

  1. serve pubblicità!!in tv!!e poi vedremo la gente a flotte!nessuno sa nulla del gargano in italia!facciamoci sentire!

    Pubblicato da Crono88 | marzo 5, 2009, 6:18 pm

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