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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2098 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

”TAGLI ALLA CULTURA, TAGLI ALLA CIVILTÀ”

Il programma completo della manifestazione promossa da Legambiente

Il Teatro Civile Festival torna dal 18 al 21 luglio, con la sua terza edizione, a Monte Sant’Angelo, già splendida meta di pellegrinaggi religiosi, che con Legambiente si è ormai trasformato in luogo di accoglienza della creatività contemporanea. Un ritorno che conduce il Teatro Civile Festival 2009 a intrecciarsi con FestambienteSud all’interno della rete di festival di 5FSS, consorzio lanciato con successo lo scorso anno. E proprio il dialogo di FestambienteSud col territorio ha prodotto sinergie importanti per la diffusione del teatro nella provincia di Foggia, in un momento di particolare difficoltà finanziaria causata dai pericolosi tagli abbattutisi sulla cultura.
 
Tagli alla Cultura, tagli alla Civiltà. La recessione non è solo economica è, difatti, il titolo di questa terza edizione del festival.
“Un appuntamento con la cultura che Legambiente è orgogliosa di confermare.”– commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale dell’associazione ambientalista – “Anche attraverso il teatro e la sua potenza espressiva si possono veicolare i valori dell’ambientalismo. Quella con gli artisti è una preziosa alleanza che ci aiuta a far percepire in maniera originale le questioni più profonde della nostra epoca, dai conflitti locali all’emergenza climatica”.
 
“In un periodo di crisi qualcuno è portato a credere che i tagli debbano colpire la cultura e, persino, l’istruzione, come fossero spese superflue.” – aggiunge Franco Salcuni, direttore generale del Teatro Civile Festival – “Noi sosteniamo, invece, che, per evitare che le recessioni economiche non diventino anche, strutturalmente, regressione culturale e sociale, occorre investire più energie e risorse proprio su cultura e istruzione. La tendenza al declino è generale e occorre investire sulla qualità culturale delle comunità per uscire dalla crisi”.
 
Nei meriti della programmazione entra la direttrice artistica del festival Mariateresa Surianello, spiegando che “il programma è il tentativo di costruire un paesaggio composito, che abbia, nella sua visione tesa al particolare, anche un valore antologico sullo stato dell’arte scenica. In questa terza edizione, accanto a giovanissimi gruppi, saranno ospiti del festival alcune eccellenze della ricerca teatrale, artisti e compagnie fortemente connotati e riconoscibili per i loro percorsi e per la loro collocazione nel sistema teatrale italiano.”
 
Anche in questa edizione, continua la partnership con il Teatro Pubblico Pugliese, il circuito teatrale per la diffusione e la promozione della prosa e della danza in Puglia. E, proprio in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, all’interno del Teatro Civile Festival sarà riservata un’ampia finestra a Nuove sensibilità, un concorso teatrale nato dalla volontà di un circuito di diversi e importanti soggetti di distribuzione (dal Teatro Pubblico Pugliese a Nuovo Teatro Nuovo, al Teatro di Sardegna, Teatro Pubblico Campano, AMAT Teatro Stabile delle Marche, TIEFFE Filodrammatici Teatro Stabile, e al Festival Internazionale di Andria, Festival Italia) di dare una risposta alle necessità di rinnovamento e ricambio generale ormai condivise nel teatro italiano. La vetrina NUOVE SENSIBILITA’ a Monte Sant’Angelo presenterà 3 delle 6 produzioni vincitrici del bando 2007/2008, selezionati su oltre 400 proposte.
Il Presidente del Teatro Pubblico Pugliese, Carmelo Grassi dichiara: “Ecosostenibilità e teatro. Un binomio sul quale il Teatro Pubblico Pugliese sta lavorando da tempo. Questo appuntamento estivo con FestambienteSud e il Teatro Civile Festival per noi è storicamente il primo, sperimentale e – di successo – tentativo di essere in sinergia con Enti ed operatori di settore sul corridoio cultura-territorio-ambiente. Valorizzazione delle risorse del territorio, salvaguardia dei beni ambientali, occasioni di approfondimento di logiche che nascono e tornano nella culla del senso della Civiltà e dell’immaginario collettivo che si lega alla parola cultura e all’agire composito del teatro. I tre appuntamenti di luglio a Monte Sant’Angelo sono anch’essi testimonianza del senso di occasione. Portiamo in Puglia tre spettacoli della sestina vincitrice di Nuove sensibilità, un concorso nel quale crediamo e investiamo molto. Occasione di ribalta e lancio di nuovi talenti, nuove espressioni che secondo noi alimenteranno la storia della nuova drammaturgia contemporanea”.
 
Il Teatro Civile Festival è promosso da LegambienteLa Nuova Ecologia, Regione Puglia – assessorato al Mediterraneo, in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese, Città di Monte SantAngelo, Provincia di Foggia, Apt Foggia e Tuttoteatro.com.

Sant’Anna, quelle scoperte prodigiose

CARPINO INTERESSANTE SCOPERTA DI UN TEAM SANNICANDRESE DI ARCHEOLOGI E SPELEOLOGI

Sulle pareti della chiesetta rupestre anche tracce dei simboli della Triplice cinta sacra

• C A R P I N O. – Altra interessante scoperta da parte del “Team archeo-speleologico Argod” di San Nicandro Garganico, guidato da Giovanni Barrella e Andrea Grana. Dopo l’abbazia di Kalena, un altro studio è stato fatto su una chiesa rupestre che si trova in territorio di Carpino e che è dedicata a Sant’Anna. Analizzando le pareti della struttura sono stati notati una serie di simboli davvero interessanti. Innanzi tutto sulla parte destra della facciata anteriore si può osservare una variante del centro sacro, simbolo fortemente legato alla “Triplice Cinta Sacra” e posto generalmente in luoghi particolarmente carichi di sacralità. Tale variante si presenta come un quadrato profondamente inciso con un foro centrale abbastanza profondo e una linea intermedia verticale che interseca esattamente a metà il quadrilatero. Potrebbe trattarsi anche di un “Centro sacro” rimasto incompiuto (il Centro Sacro consiste generalmente in quadrato in cui sono inscritti otto raggi, che al proprio interno formano due croci greche).
Il quadrato in sé rappresenta l’orientamento dell’uomo nello spazio e nell’ambito vitale, in base a una divisione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali.
E’ il simbolo della terra, in opposizione al cielo, ma è anche, a un altro livello, il simbolo dell’universo creato, terra e cielo, in opposizione al non creato e al creatore. Ma è anche un diretto riferimento al cosiddetto “Omphalos”, uno dei simboli più potenti che rappresentano il “Centro del Mondo”, diffuso quasi ovunque tra i popoli e le regioni della Terra.
Da evidenziare, ancora, una serie di cerchi intersecanti posizionati vicino al quadrato.
In generale i cerchi intersecanti rappresentano uno dei lapicidi lasciato dai “magister muratori” per indicare che quella costruzione è stata sviluppata secondo i canoni della sezione aurea. La chiesa di Sant’Anna è una delle due chiese rurali di Carpino. Fu costruita in modo da consentire agli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa mattutina. Nominata per la prima volta in un documento del 1736 e annoverata tra le chiese rurali, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa.

Questa volta non citiamo la fonte perchè la fonte stessa non ha citato la sua fonte.

E’ morto Antonio Maccarone – cantore e suonatore di Carpino


E’ venuto a mancare un’altro informatore della tradizione musicale carpinese: il maestro Antonio Maccarone

Nei giorni scorsi aveva, insieme ad Antonio Piccininno, ricevuto l’ultimo attestato il Premio “Carlo Nobile”.
Per lui, gravemente malato, aveva ritirato il premio suo figlio.

Queste le motivazioni lette per l’occasione
Antonio Piccininno e Antonio Maccarone sono i pilastri viventi della musica popolare della nostra penisola. L’età dei due componenti storici di questo gruppo del Gargano è garanzia di originalità della loro musica, veramente tradizionale, testimonianza autentica di un patrimonio di cui sono i più genuini interpreti.
I brani del loro repertorio sono l’esempio della forma più tipica del canto garganico, il sonetto, che rientra nel modello dello strambotto meridionale.
La parte centrale di questo repertorio è costituito dalla “Canzone”, la vera serenata italiana che si avvale di un’ampia libertà vocale consentita dalle particolari tonalità della chitarra battente.

Antonio Piccininno e Antonio Maccarone rappresentano la diversita musicale e culturale della Capitanata che diventa ricchezza e patrimonio culturale capace di produrre spettacoli indimenticabili che lasciano una traccia positiva ed indelebile sull’identità e sul modo di essere del nostro territorio nella memoria dei fortunati spettatori, quindi uno dei nostri migliori biglietti da visita.

Interpreti della musica popolare e suonatore di nacchere e chitarre battenti e francesi, ma anche intrattenitori. cabarettisti e showman a tutti gli effetti, Piccininno e Maccarone grazie alla loro maggiore dote stilistica e artistica, quella dell’improvvisazione recitativa e canora, catturano l’attenzione della platea sin dal primo istante e la portano, senza alcun calo d’attenzione, fino al gran finale.

Potendo disporre di una memoria viva di un repertorio di tradizione orale imponente, tutto sempre e comunque immediatamente disponibile nella loro mente, i due cantori di Carpino creano e cantano brani ogni volta nuovi e irripetibili nella sequenza, attraverso l’accostamento di sonetti e strofette tra loro come coreografiche e spettacolari granate di poesia lanciate dal palco verso di noi.

Calcolato in oltre 2 Milioni di €uro l’impatto economico del Carpino Folk Festival

MUSICA: ‘Il festival della musica popolare del Gargano è a tutti gli effetti un investimento per il territorio tra i più remunerativi’
Carpino, 8 lug. – (Calcolato in oltre 2 Milioni di €uro l’impatto economico del Carpino Folk Festival) – L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival nella serata di ieri, 7 luglio, alle ore 19 ha presentato al Consiglio comunale di Carpino i risultati straordinari di una ricerca condotta per valutare gli effetti economici dell’omonimo festival che questo anno festeggerà la sua quattordicesima edizione dal 2 all’8 agosto.

Segue la sintesi della relazione
In una situazione di crisi economica come quella che stiamo attraversando sono in molti a chiedersi se sono opportune le sovvenzioni pubbliche a teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni. Molto clamore in proposito ha suscitato l’intervento di Alessandro Baricco su Repubblica. Il quale si spinge fino al punto da addebitare all’intervento pubblico lo stato di stagnazione della cultura italiana.
Nell’affrontare questa ricerca francamente neanche ci siamo posti il problema, perché altrimenti avremmo finito all’inizio e a nulla sarebbe servito questo lavoro.
Diciamo cosi: ci siamo attenuti al testo della Costituzione Italiana e abbiamo considerato fondamentale la promozione pubblica della cultura per allargare sempre di più la platea di coloro che ne possano godere, per evitare le distorsioni del mercato e per soddisfare la necessità di ogni democrazia di mantenere la cultura e quindi se stessa.

La ragione fondamentale che ci ha spinti ad intraprendere una ricerca sull’impatto economico del Carpino Folk Festival è essenzialmente per avere e fornire dei dati, concreti, confrontabili e convincenti per le istituzioni e gli imprenditori che debbono sovvenzionare o sponsorizzare l’evento.
Sentivamo la necessità di contestualizzare il festival più longevo della Puglia, nel suo settore, per collocarlo correttamente all’interno del sistema economico locale, giustificandone le spese e mettendone in risalto i benefici effetti sulla bilancia commerciale del nostro territorio.
Ma anche è soprattutto per avere dei dati che permettessero, con onestà intellettuale, valutazioni e confronti del nostro festival con le altre realtà simili che non fossero basati solo su numeri forniti a casaccio e su dichiarazioni soventemente campate per aria.

Pur essendo consapevoli che il fine di un evento culturale come il nostro resta la promozione del patrimonio materiale e immateriale cosi tanto prezioso quanto delicato, in questa circostanza il nostro obiettivo non è stato quello di evidenziare i benefici goduti dagli spettatori, ma quello di analizzare e valutare il beneficio economico goduto da una area limitata – che abbiamo fatto coincidere con il perimetro urbano della città ospitante, che poi è parte di un’area provinciale e quindi di un’area regionale – determinato dalle spese degli organizzatori e dei visitatori attratti dal nostro evento.

Lo studio, condotto sull’edizione 2008 del Carpino Folk Festival, verrà divulgato ai giornalisti nei prossimi giorni e pubblicato sul sito dell’associazione – www.carpinofolkfestival.com -.

Anticipiamo fin da ora che le conclusioni del rapporto ci permettono di affermare che il Carpino Folk Festival, nato come occasione per la comunità locale di misurarsi con il proprio patrimonio, rafforzando il senso di identità e il tessuto delle relazioni umane, è divenuto, anche e soprattutto, una grande risorsa economica e turistica che va difesa e tutelata, con tutte le iniziative per l’accrescimento delle forme di cooperazione e della cultura dell’ospitalità e dell’accoglienza.
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival

L’appello per l’inadeguato sfruttamento dei nostri giacimenti culturali

L’appello per la cultura delle istituzioni culturali private e pubbliche

In qualità di rappresentanti di istituzioni culturali private e pubbliche del nostro paese vi rivolgiamo un appello perché, attraverso nuove regole di sostegno, il nostro settore possa tornare ad agire da vero contributore della ripresa della sviluppo della nostra Nazione. In questi giorni il cinema, lo spettacolo dal vivo, la lirica, la danza stanno attraversando momenti di apprensione in attesa delle decisioni del Governo sulla dimensione di tagli alla spesa. Ma non è solo questo che ci angoscia. L’assenza di una visione strategica dell’intreccio e della fertilità di un incontro tra cultura e turismo di un progetto che assegni il ruolo che merita alla cultura di cui è ricco il nostro paese, provoca un inadeguato sfruttamento dei nostri giacimenti culturali e dunque di una leva formidabile per il bilancio della nostra economia.

I turisti vengono in Italia per l’Arena di Verona e sono una manna per i ristoranti, gli alberghi, i trasporti; migliaia di giovani vanno a Mantova per il Festival della Letteratura, a Modena per la filosofia, a Spoleto per il Festival e in genere per decine di rassegne estive e l’economia di quelle aree è notevolmente influenzata in tutte le componenti di servizi e di consumi e nelle grandi città i teatri offrono occasioni di intrattenimento in grado di rendere più gradevoli i soggiorni anche di affari. Crediamo che la cultura e la creatività, ancora una volta, possono essere elementi fondamentali per ricostruire un disegno generale di sviluppo del Paese, sia per risollevare l’economia che per riaffermare e sviluppare i caratteri della nostra identità culturale.

Ci riferiamo a un universo identitario di circa 6000 aziende distribuite sul territorio nazionale e di 200.000 lavoratori (artisti, tecnici, maestranze altamente qualificate, impiegati etc) che va dalle imprese creative alle giovani associazioni e che deve e vuole fornire l’humus culturale per il rilancio complessivo del Paese, per permettere allo spettacolo italiano di cogliere la sfida e porsi a livello globale come soggetto attivo in grado di dialogare ed imporsi sui mercati internazionali, fornendo alle generazioni future un nuovo patrimonio da tutelare e valorizzare. Le imprese dello spettacolo dal vivo producono ricchezza, beni materiali ed immateriali. Producono qualità del tempo e della vita, producono prospettive di emancipazione dal torpore dei modelli televisivi, producono diritti e senso civico svolgendo le loro funzioni di interesse pubblico nel presidiare ed arricchire la vita delle nostre sfilacciate comunità. E nonostante la crisi ogni sera si aprono centinaia di sipari, si inaugurano decine di rassegne estive, ci si predispone alla condivisione. Se non è ottimismo questo…..

Ma diversamente da quanto previsto per altri settori della produzione nazionale e locale, altrettanto vitali per questo nostro paese, per la cultura e per lo spettacolo che ne è parte integrante, il Governo non ha proposto nessun tipo di sostegno, anzi, sono stati effettuati tagli di bilancio e del principale strumento strutturale di finanziamento pubblico che è il FUS. Tutte le società del nostro settore saranno costrette ad una riduzione rilevante dell’attività con conseguenti perdite di moltissimi posti di lavoro per artisti, maestranze e per tutti coloro che lavorano nell’indotto. L’attuale Governo in più occasioni ha dichiarato di volersi impegnare al massimo in questo difficile momento economico per salvaguardare innanzitutto il lavoro e l’occupazione. Ci chiediamo quindi come intende affrontare una nuova "categoria" di disoccupati del settore dello spettacolo dal vivo, che, a breve, si aggiungerà a quelle di altri importanti settori.

L’espressione delle autentiche vocazioni artistiche, professionali e tecniche di quanti oggi sono in grado – e vogliono – operare nel rispetto delle regole e nel riconoscimento delle proprie e altrui funzioni, pubbliche e private, è fondamentale per uscire dall’impoverimento ideale della nostra società e c’è bisogno di tempo per costruire, comunicare, precisare, definire, incontrare, ascoltare e condividere questo progetto di società con le Istituzioni per essere nuovamente insieme centro civico e culturale delle comunità che ci ospitano. Per fare questo è necessario che le “imprese creative etiche” piccole, medie e grandi, rafforzino i propri strumenti, anche innovativi per il nostro settore (finanziamenti, regolazione, deduzioni e detrazioni d’imposta, defiscalizzazione), complici del Governo che le rappresenta e non nemiche di chi con delega elettiva di rappresentanza dovrebbe garantire a tutta la popolazione non solo il diritto al lavoro ma la libera fruizione dei “beni primari” (che tutti gli esseri raziocinanti vorrebbero fruirne) considerati tali dalla nostra Costituzione (e la cultura è uno di questi), che sono l’essenza del consesso civile e che vanno trasmessi a chi viene dopo di noi.

Andrée Ruth Shammah, Marco Lucchesi, Vincenzo Monaci, Piero Maccarinelli
07 luglio 2009

Balli e Suoni al Ritmo Garganico dal 02 al 05 agosto 2009

Arrivato alla quattordicesima edizione, il festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano ed organizzato nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e col sostegno della Birra Dreher

presenta
“Suoni di passi” – I laboratori didattici del Carpino Folk Festival 2009

LE TARANTELLE DEL GARGANO E I SALTARELLI DELLE MARCHE

Ideazione e direzione artistica prof. Pino Gala

Foto di Laura Marinaccio

Tradizione, musica popolare, capacità d’improvvisazione, una rosa, 5 corde e una chitarra. Il resto vien da sé. Che sia una serenata sotto casa della propria amata o semplicemente un sonetto a sdegno e di "stramurte" con evidenti traslati erotico-allusivi. È la chitarra battente, antico strumento popolare del Gargano, che torna come ogni anno con il suo ritmo e le sue particolarissime armonie a riproporre la storia, con suoni che rispolverano antichi usi e costumi.
La chitarra battente tra filosofia, antropologia e musica. Ma non solo. Coltivano la passione per questo strumento particolare da anni. Da quando erano bambini. Spettatori dei "nonni". Da quando assistevano alle feste di famiglia. La sua musica racconta di atmosfere e vissuti passati. Di quando bastavano una chitarra e quattro amici per rendere un semplice momento, un evento da ricordare. Le dita della mano destra dei suonatori sfregano e colpiscono, rimbombando, il piano armonico creando un effetto armonico percussivo. Si produce così un suono battente, da cui deriva il nome dello strumento. Ai suonatori di chitarra battente si accompagna la voce del "cantori". E poi i balli. Le tarantelle. Il tutto sulle note di antichi sonetti dedicati all’amore e alla passione. La passione per la musica popolare.
Scarica modulo di iscrizione

Continua l’originale cammino dei Laboratori didattici del Carpino Folk Festival, basati sul confronto fra tradizioni regionali diverse. La collaborazione con l’Ass. Taranta permette di insegnare danze direttamente attinte nei trenta anni di ricerca etnocoreutica e studiate nei luoghi di pratica tradizionale.

Quest’anno le danze del Gargano si confrontano con quelle delle Marche.

IL SALTARELLO MARCHIGIANO

Tra i balli delle 4 province marchigiane più propriamente dette (Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno) domina il saltarello, mentre il Montefeltro (provincia di Pesaro-Urbino) è a tutti gli effetti di cultura etnica romagnola.

Nelle Marche abbiano documentato tra gli anziani almeno 4 sottotipi stilistici diversi di saltarello, oltre a microvarianti locali. Così come ormai da decenni domina fra gli strumenti l’organetto, accompagnato spesso dal tamburello. Durante il corso affronteremo il saltarello maceratese e la castellana (balli della Valle del Chienti): si tratta di balli di coppia energici e rapidi, che esigevano una buona conoscenza dei passi e un vigore tutto contadino per eseguire con animosità appropriati movimenti corporei dal ritmo vivacissimo.

LE TARANTELLE DEL GARGANO

Anche se sempre più rare, in alcuni paesi garganici si conservano significative tracce di tarantelle di stile agro-pastorale arcaico. Carpino è uno dei paesi più conservativi dell’area ; ancora oggi si può assistere in situazioni strettamente private a esecuzioni di tarantelle, il cui repertorio però si sta sempre più semplificando e riducendo a schermaglie coreutiche a causa della non pratica, soprattutto da parte dei giovani. Il corso diventa dunque di importanza vitale perché trasmette i modi originali del ballo, visti e appresi dagli anziani, di cui si potranno visionare lunghe sequenze filmiche. La peculiarità delle tarantelle garganiche sta anche nel supporto strumentale di accompagnamento al ballo: chitarre battenti, chitarre francesi, tammurro e canto.

CORSO DI BALLO POPOLARE

Le tarantelle del Gargano e i saltarelli delle Marche
Repertorio: tarantella di Carpino, S. Giovanni Rotondo e Ischitella, valzer fiorato, saltarello della media valle del Chienti, castellana di Petriolo-Corridonia.
Antropologia della danza e della musica: prof. Pino Gala
Tecnica del ballo: Pino Gala e Tamara Biagi.
Durata totale: 15 ore

Il percorso didattico continua con la proposizione dei corsi sulle tecniche e gli stili esecutivi della Chitarra Battente e del Tamburello per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del Gargano e di gran parte del sud Italia.

CORSO DI CHITARRA BATTENTE

A Carpino grazie soprattutto ad Andrea Sacco è stato possibile tramandare le tecniche e gli stili esecutivi dello strumento principe della musica popolare garganica, la chitarra battente.
Chi ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra battente e a cantare le tarantelle di Carpino, ossia affiancando il più grande suonatore e cantatore del Gargano, trasmetterà le tecniche e gli stili esecutivi della chitarra battente per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del Gargano.
Repertorio: Montanara, Rodianella e Viestesana
Durata totale: 12 ore
Tecnica del suono : Roberto Menonna (suonatore dei Cantori di Carpino).

CORSO DI TAMBURELLO

L’esecuzione dell’altro strumento magico di tutte le tradizioni del Sud Italia, il tamburello, ci verrà tramandato da chi, oltre agli studi accademici, ha potuto apprendere lo stile musicale direttamente dai depositari della tradizione. I partecipanti potranno così acquisire una conoscenza di base di gran parte dei ritmi e delle tecniche tradizionali del Gargano e del Sud Italia nonché, compatibilmente con il tempo dedicato allo strumento, la capacità di eseguire alcuni di questi brani.
Repertorio: garganico, vari
Durata totale: 12 ore
Tecnica del suono : Davide Torrente

La partecipazione ai corsi è subordinata al versamento della quota associativa di €uro 80,00 che comprende la sola quota d’iscrizione ad uno dei corsi proposti.

Per informazioni : Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Via Mazzini, 88 – 71010 Carpino (FG) Tel. 0884 326145
laboratorididattici@carpinofolkfestival.com
Domenico Sergio Antonacci 329.1613763 e Sara Di Bari 347.9224940

Strutture Convenzionate
Hotel Bellavista a Carpino
pernottamento e prima colazione
€ 20,00 a persona – in quadrupla o quintupla
€ 25,00 a persona – in tripla
€ 30,00 a persona – in doppia
Camera singola su richiesta
Contattare Antonio Ortore: 0884.900358 – 338.2859550 –
info@hotelbellavista.com

Le foto dei ritrovamenti di Monte Civita

"se ritroviamo le tombe, può darsi che ritroveremo anche le case!"

Ceramiche buccheroidi e materiali in pasta vitrea fanno supporre ad una  presenza di popolazioni provenienti da diverse aree geografiche, con la certezza dunque, che varie civiltà hanno calcato i nostri territori, così come evidenziato dalla dott. Giovanna Pacilio, capo restauratore, che ha sottolineato anche l’importanza del recupero e la necessità di continuare con gli scavi su Monte Civita, culla del nostro passato. “Oggi, ha ribadito l’esperta archeologa, sono stati operati solo scavi di somma urgenza, in attesa che si concretizzi una vera campagna di scavi, con personale e tecniche adatte.  Sicuramente troveremo altre tombe e chissà, potremo anche datare con più precisione tutti i reperti.”
Ma la domanda degli studiosi è stata: "se ritroviamo le tombe, può darsi che ritroveremo anche le case!"
Qualcuno ipotizza addirittura la leggenda di Uria, altri non disdegnano l’ipotesi di una civiltà venuta dal mare che ha incontrato abitanti del posto ed altri provenienti dal Sannio. L’unica certezza è che siamo di fronte ad uno dei più importanti siti archeologici della Puglia.
Il sindaco di Ischitella dott.  Piero Colecchia, alla luce di questi ritrovamenti, ha partecipato la volontà dell’Amministrazione, nell’allestire una mostra e sviluppare nel futuro un vero e proprio polo della cultura nel centro giannoniano. Mentre il vice sindaco ha tranquillizzato chi, nei giorni scorsi, ha ipotizzato una fuga dei principali reperti presso la Soprintendenza a Bari: “Nessun rischio, dopo il restauro torneranno ad Ischitella”.
Soddisfatti il Col. Riccardo Brandizzi, Comandante Prov. della Guardia di Finanza , e il cap. Palmiotti della Compagnia di S. Severo per il brillante lavoro svolto dai loro militari, sempre vigili nella tutela del patrimonio archeologico, bene indisponibile ed inestimabile dello Stato, e nell’opera di repressione con la denuncia di due soggetti all’autorità giudiziaria, il primo trovato intento a scavare una tomba, l’altro perchè deteneva in casa oggetti di dubbia provenienza. Infatti, ha ricordato il Cap. Palmiotti, chiunque possiede senza titolo, materiale archeologico ed oggetti sacri, viene equiparato dalla legge, a colui che effettua materialmente il furto.
Un ringraziamento al Comandante della brigata di Rodi Garganico, M.llo Claudio Maucione e all’Ass. capo Michele Biscotti, per il lavoro svolto e la loro disponibilità nel rapporto con i media.
Appuntamento al 21 agosto, come promesso dall’Amministrazione Comunale, per un importante convegno e per discutere il futuro dell’intera comunità.

CALENA: IL RISVEGLIO DELLA SOPRINTENDENZA. FIRMATE LA PETIZIONE

Riceviamo e pubblichiamo “in toto” la lettera inviata dalla Soprintendenza di Bari ai componenti della famiglia Martucci, attuali proprietari della Abazia di Calena in agro di Peschici, a seguito del crollo della residuale copertura nella zona absidale della Chiesa di S. Maria annessa alla millenaria struttura.

MODULARIO
B. C. – 255 MOD. 304

Bari, 22 giugno 2009
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
DIPARTIMENTO PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA PUGLIA

SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI E PER IL PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI BARI E FOGGIA
Al Sig. Martucci Vincenzo
Via Tratturo Castiglione, 7 71100 FOGGIA

Al Sig. Martucci Francesco
Via Castello, 9 71010 PESCHICI (FG)

Alla Sig.ra Martucci Maria
Via P. Mascagni, 48 00199 ROMA

Alla Sig.ra Martucci Anna Elisabetta
Via Castello, 5 71010 PESCHICI (FG)

Al Sindaco del Comune di 71010 PESCHICI (FG)
Alla Direzione Regionale per i Beni Culturali
e Paesaggistici della Puglia 70122 BARI

Prot. N ° 5421 Allegati Raccomandata Risposta al Foglio del
Div. Sez. N °

OGGETTO:Peschici (FG) Abbazia di S. Maria di Kalena.

E’ pervenuta alla Scrivente notizia, tramite posta elettronica inviata in data 19/06 u.s. dal “Centro studi Martella “ di Peschici, dell’avvenuto crollo della residuale copertura nella zona absidale della Chiesa di S. Maria annessa all’Abbazia di Kalena in Peschici.
Pertanto, considerato che l’intero complesso monumentale risulta di proprietà privata, questa Soprintendenza, al fine di garantire la conservazione del bene e impedire ulteriori danni, con riferimento agli artt. 32 e 33 del decreto legislativo n.42/2004;
INGIUNGE
alle SS.VV, quali proprietari dell’intero complesso monumentale in oggetto, di provvedere con urgenza e comunque entro 20 giorni dalla data di ricevimento della presente, all’esecuzione dei sotto elencati interventi:
 realizzazione di strutture provvisionali, nelle zone interessate dal crollo, in ponteggi metallici tipo tubo-giunto, per consentire la messa in sicurezza e conservazione delle strutture murarie esistenti;
 puntellatura dell’arcata trasversale che delimita l’area presbiteriale dalla navata;
 realizzazione di copertura provvisoria in lamiera di ferro zincata da collegare alle strutture provvisionali.
Si fa tuttavia presente che, qualora le SS.VV. non adempiano a quanto sopra prescritto nei termini indicati, questo Ufficio procederà agli ulteriori provvedimenti previsti dalla vigente normativa.
La presente è inviata agli altri Uffici in indirizzo per quanto di competenza.

Il Soprintendente ad interim
Attilio Maurano

NB. Continua, intanto, la raccolta delle firme per la PETIZIONE ON LINE “SALVIAMO CALENA” al link http://www.ipetitions.com/petition/kalena (il PDF è anche in categoria PERIODICI DI CITTA’ GARGANO). Essendo richiesta l’e-mail del firmatario, chi ne fosse sprovvisto può fare riferimento al nostro indirizzo di posta elettronica inserendo info@puntodistella.it

puntodistella.it

«Affare» muretti a secco in Puglia c’è già chi vuole speculare

I muretti a secco sono una risorsa dell’intera regione. Ma è breve la strada che dalla valorizzazione della risorsa porta alla speculazione. Così, prima ancora che si sapesse della proroga al 21 luglio del bando per poter ottenere contributi e incentivi al fine di risistemare i muretti a secco nelle campagne di Puglia, ecco comparire su pali e tronchi d’albero, a bordo strada, cartelli con scritte a caratteri di scatola che annunciavano grandi guadagni e lucro immediato per chiunque avesse una muretto a secco a disposizione. La notizia, ovviamente non disinteressata, è accompagnata da un indirizzo al quale ci si può rivolgere per ottenere le giuste dritte per finire in graduatoria e riscuotere il contributo.
Più del contenuto, impressiona il modo in cui la notizia è stata divulgata. «Tanti soldi» per i muretti a secco. Qualcuno (chissà, forse esagerando), teme che dietro questa corsa ai contributi ci sia un’attenzione di tipo speculativo e la finalità principale, ovvero la salvaguardia di elementi caratteristici del paesaggio rurale, diventi a questo punto residuale. Tra quelli che in qualche maniera, pur non essendosi ancora imbattuti nei suddetti cartelli, avevano messo sull’avviso chi di dovere, prefigurando l’eventualità che si corresse il rischio speculazione, gli esperti del parco nazionale dell’Alta Murgia. In una lettera inviata agli uffici dell’assessorato alle Risorse agricole (area politiche per lo sviluppo rurale), il direttore facente funzioni, Fabio Modesti, chiede che ci si cauteli innanzitutto prorogando i termini del bando (come è accaduto), ma poi concordando insieme linee guida con all’interno indicazioni precise su come operare sui muretti a secco. Ci sono infatti alcuni punti imprescindibili ai quali tenere fede e riguardano: i materiali dei muretti stessi (privilegiando le pietre reperite sui luoghi dove gli stessi muretti sono crollati), le modalità di ripristino (assolutamente senza l’uso di macchinari come benne o escavatori), il rispetto dell’ecosistema (sui luoghi dei muretti caduti potrebbero essersi formati microsistemi naturali tutelati, che dunque vanno considerati).

Quasi in concomitanza con la sollecitazione del parco Alta Murgia, intanto, il lavoro dell’ufficio Parchi e riserve naturali dell’assessorato all’Ecologia, proponeva e otteneva l’inte g razione di alcune tra le misure poi inserite (ora però è necessario il passaggio nella commissione competente) nel Piano per lo sviluppo rurale (Psr) dal Comitato di sorveglianza. Queste misure, lungi dall’essere concepite come atte a rallentare o dissuadere l’essenziale intervento degli agricoltori sul territorio, prevedono anch’esse incentivi e contributi, ma fissano le regole per ottenerli. In particolare parliamo della realizzazione di interventi di miglioramento ambientale mediante realizzazione di piscine, stagni temporanei per microfauna o creazione di biotopi. Quindi della messa a riposo per almeno 5 anni dei terreni utilizzati a seminativo al fine di ricreare l’ambiente preesistente a pascolo. In questo caso, l’impegno finanziario sarebbe di 150 euro per ciascun ettaro di terreno lasciato a riposo. Ultima misura l’incentivo all’uso di compost (concime) proveniente da impianti regionali.

GIUSEPPE ARMENISE

Incidente stradale SP50: vittime albanesi

La foto è dimostrativaAvrebbero fatto un volo di almeno 70 metri, padre e figlio, entrambi albanesi, deceduti nell’incidente stradale avvenuto questa sera lungo la provinciale 50 quella che da Carpino conduce e Monte Sant’Angelo. Al momento si conoscono solo le generalità del figlio Elton Mercai, 28enne, l’unico dei due ad avere con sè i documenti di riconoscimento.  Ancora poco chiare le dinamiche del sinistro. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto i due viaggiavano a bordo di una Rover, quando, per cause ancora in corso di accertamento, l’auto è finita fuori strada facendo un volo di circa 70 metri; concludendo, così, la sua corsa in un burrone. Sull’asfalto non sono stati rinvenuti segni di frenata. Stando a prime indiscrezioni i due, in Italia da qualche tempo, lavoravano a Carpino come operai. Sul posto è intervenuta una squadra dei Vigili del Fuoco unitamente ad una pattuglia dei carabinieri.

ondaradio.info

Monte Sant’ Angelo: le novità del Five Festival

http://www.corrieredelgargano.it/multimedia/video//2009/Fivefestival-GTV-.wmv

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