‘SENTITE BUONA GENTE’ AL CARPINO FOLK FESTIVAL 2009 CON L’ARCHIVIO SONORO DELLA PUGLIA
03 AGOSTO
a cura di Vincenzo Santoro
LA STRAORDINARIA CAPACITÀ DI FASCINAZIONE DELL’ALTRA MUSICA

Intervista al regista Alberto Negrin
Girando “Pane e libertà” ho scoperto giorno dopo giorno la bellezza della Puglia
A cura di Piero Giannini
Alberto Negrin, regista di fiction tivù come Perlasca – Un eroe italiano (2001) o Gino Bartali – L’intramontabile (2006), L’ultimo dei Corleonesi (2007) oppure del recentissimo Pane e libertà (2009), sta preparando in questi giorni per RaiUno un altro sceneggiato (un tempo si chiamavano così) sulla dolorosa storia di Anna Frank, la ragazza ebrea divenuta simbolo della Shoah per i suoi diari scritti durante le persecuzioni naziste, e sulla sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.
Martedì 3 agosto alle 22.00 il regista, nato a Casablanca e tornato in Italia a fine Seconda Guerra Mondiale, sarà sul Gargano al prestigioso appuntamento della XIV edizione del “Carpino Folk Festival” (festival della musica popolare e delle sue contaminazioni), per la proiezione inedita dello spettacolo intitolato “Sentite buona gente”, da lui girato 42 anni fa.
Per l’Associazione Culturale “Carpino Folk Festival” e l’Archivio Sonoro della Puglia sarà l’occasione di riportare in vita gli strepitosi gruppi di musicisti tradizionali che nell’inverno del 1967, al Teatro Lirico di Milano, dimostrarono con straordinaria capacità di fascinazione l’esistenza, anche in Italia, di “modi diversi di fare musica non scritta, ma non per questo meno valida". E per Negrin la possibilità di assistere alla proiezione di un filmato di cui non conosceva neanche l’esistenza. Lo rivela lui stesso nell’intervista che ci ha concesso.
Siamo nel 1967. Lei ha 27 anni. Giovane regista che si sta affacciando su un difficile palcoscenico – e non mi riferisco solo al Lirico – al quale chiedono di girare (a meno che non sia stata un’idea Sua) “Sentite buona gente”. Come e cosa accadde?
Ricordo di aver registrato lo spettacolo con registratore audio e di aver effettuato alcune riprese ma non ho memoria di chi possa aver filmato tutto lo spettacolo. A quell’epoca erano già quasi cinque anni che facevo l’assistente di Strehler.
Quali le Sue sensazioni nel trovarsi davanti a un “patrimonio intangibile” (attualmente vengono così definite le musiche popolari) che al tempo non era “protetto”, a differenza di oggi?
Confesso che è stata una sensazione bellissima leggere che esisteva un documento filmato di quello spettacolo. In effetti all’epoca non immaginavo assolutamente di stare facendo qualche cosa che sarebbe diventato ‘patrimonio intangibile’. Ho molte fotografie dello spettacolo, foto realizzate da un fraterno amico e fotografo, Luigi Ciminaghi, purtroppo deceduto alcuni mesi fa. Ciminaghi era il preziosissimo fotografo del Piccolo Teatro di Milano, colui che ha immortalato tutto il lavoro di Giorgio Strehler.
Prevede quale emozione potrà vivere la sera del 3 agosto rivedendo una sua creatura nata 42 anni fa?
Sarà un’emozione enorme e indicibile. è fantastico rivedersi 42 anni dopo. E’ come conoscere un nuovo amico o riscoprire un se stesso di cui si è perduta traccia.
Con quale stato d’animo attenderà questo momento.
Paura di aver fatto uno spettacolo ingenuo dal punto di vista professionale e nello stesso tempo felicità per qualcosa che in ogni caso ha lasciato traccia di sé e che a distanza di così tanti anni ha ancora la possibilità di essere condiviso dal pubblico che assisterà alla proiezione.
Di recente ha vissuto in Puglia un’esperienza che abbiamo seguito sui media: le riprese e l’anteprima a Cerignola del suo “Pane e libertà”, ritratto delle vicende umane e politiche del grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio. Quale rapporto ha con la nostra regione.
Girando “Pane e libertà” ho scoperto giorno dopo giorno la bellezza di una regione che conoscevo pochissimo. Avevo già realizzato un lungometraggio nel 1972, “Volontari per destinazione ignota”, un film con Michele Placido protagonista che raccontava la Guerra civile spagnola vista dai braccianti pugliesi che si arruolavano volontari credendo di dover andare in Africa a lavorare la terra e invece ingannati dal regime fascista che li mandava a combattere in Spagna dopo essere state utilizzate come comparse per un film kolossal dell’epoca, “Scipione l’Africano”.
Scorrendo il suo palmares si nota una certa affezione professionale per i "grossi" personaggi: oltre Di Vittorio – facciamo alcuni nomi a caso – Perlasca (lo Schindler italiano), Nanà (eroina di Zola), Majakovskij (poeta e drammaturgo), Sonzogno (editore e giornalista, massacrato a coltellate il 1874 nella Roma umbertina), per non parlare di Gino Bartali (nostro personale mito, dopo Coppi) e i protagonisti del fenomeno mafioso. Ce la può spiegare?
E’ vero, ho speso la maggior parte della mia professione raccontando personaggi e fatti realmente vissuti e accaduti. Ne sono rimasto affascinato perché quasi sempre la realtà nasconde molte più “avventure” e “storie da film” che l’invenzione pura e semplice. La verità è talmente sorprendente che nessuna immaginazione potrà mai eguagliare, anche perché sapendo di assistere alla ricostruzione di fatti realmente accaduti il pubblico ne resta coinvolto moltissimo perché sa che sta vedendo una storia vera. Le emozioni hanno delle radici molto profonde e riescono a coinvolgere molto di più lo spettatore. La verità vince sempre sulla finzione.
A cosa si sta dedicando in questo periodo?
Sto ultimando un film per RaiUno dal titolo “Mi ricordo Anne Frank”. Come vede si tratta di un altro film su un personaggio realmente vissuto.
Appuntamento a Carpino il 3 agosto?
Farò di tutto per essere presente alla manifestazione… Anna Frank permettendo!

Pesca delle vongole in laguna Verso un consorzio pubblico-privato
Luglio 24, 2009 Gazzetta di Foggia Pagina FOGG11
MANFREDONIA. Il diciassette luglio scorso, presso la sede per Parco Nazionale del Gargano, è stato sottoscritto, tra i sindaci di Cagnano Varano, Nicola Tavaglione, Carpino, Rocco Manzo, Ischitella, con l’assessore Raffaele Cannarozzi e il Presidente dell’Ente Parco, Giandiego Gatta, il primo documento per una gestione sostenibile della pesca delle vongole nella laguna di Varano.Il documento si pone più obiettivi. Proporre alla Regione Puglia la variazione del D.P.G.R. n. 478/87 (“Regolamento per la disciplina della pesca e della mitilicoltura nelle acque della Laguna di Va r a n o ”) perché venga contemplata la pesca delle vongole nella acque della Laguna di Varano, ad oggi esclusa. Disciplinare la stessa pesca secondo principi di salvaguardia e sostenibilità ambientale, proponendo alla Regione Puglia indirizzi che disciplinino la taglia minima, gli attrezzi consentiti, il fermo tecnico, oltre ad alcuni aspetti a carattere igienico e sanitario. Infine, porre le basi per la creazione di un Consorzio pubblico-privato per la gestione delle attività che interessano la Laguna di Varano. Le priorità del Consorzio consisteranno in più punti: gestione sostenibile e duratura della risorsa “vongola”; protezione dell’ambiente lagunare e di tutte le sue componenti biotiche; promozione della formazione; valorizzazione dei prodotti. I sottoscrittori soddisfatti. “E’ il primo tassello di un’organico disegno finalizzato a garantire alle comunità locali un’importante risorsa di sviluppo economico, con sicure ricadute occupazionali, contemperando le esigenze di tutela e salvaguardia del patrimonio naturale. In una parola, siamo a dare concretezza ad una delle finalità dell’area protetta” – ha dichiarato il presidente del Parco Giandiego Gatta – quella di garantire lo sviluppo socio-economico in linea con i concetti di compatibilità e sostenibilità ambientale. E’ la prova che le politiche ambientali, se ben interpretate, costituiscono una seria opportunità di crescita per le popolazioni locali.”
Invito per la Stampa
L’Assessorato alla Cultura e al Mediterraneo della Regione Puglia e l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival
hanno il piacere di invitare la S.V. alla
Conferenza Stampa di Presentazione del
CARPINO FOLK FESTIVAL 2009
XIV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni
COMUNICATO STAMPA
Foggia, Venerdì 24 luglio
CONFERENZA STAMPA
CARPINO FOLK FESTIVAL 2009
Dal 02 all’8 Agosto
XIV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni

Giovedì 30 luglio, alle ore 11.30, Regione Puglia – Sala Stampa della Presidenza della Giunta, conferenza stampa di presentazione del Carpino Folk Festival 2009
[scarica invito .doc]
Il primo evento internazionale per promuovere la tutela delle ricchezze culturali immateriali italiane che non sono più una reliquia culturale di cattivo gusto, ma tesori che raccontano l’evoluzione di una civiltà e collegano il passato con il presente.
Per sette giorni il Gargano si trasformerà nel centro culturale della Puglia. Danza, teatro e musica riempiranno la piazza e le strade del piccolo centro di Carpino. Una città in festa, insomma, animata dalla cultura di una comunità magica, ricca di tradizioni ma non per questo chiusa in se stessa.
Il Team The Match Race Challenge 007 srl scende in "acqua" a bordo del VOR 60 “Amer Sport Too”, già da qualche giorno ormeggiato nella base di armamento del Marina di Rodi Garganico.
Sono già iniziati i primi test in mare nello specchio acqueo tra lo splendido Arcipelago delle Isole Tremiti e le baie del Gargano in un contesto ambientale tra i più belli del Mediterraneo.
A partire dalla data di inaugurazione del Marina, programmata per il prossimo 25 luglio 2009, neofiti ed appassionati potranno provare dal vivo l’emozione della vela d’altura a bordo di una vera Ferrari del mare, che offrirà nel mese di Agosto esperienze giornaliere in day charter sulle Isole Tremiti.
Lo squadrone è coordinato dallo skipper manager Dott. Giovanni Marangon che con i suoi uomini avrà il compito di curare lo start up delle attività veliche nel Marina a bordo di imbarcazioni di categoria Volvo Ocean Race.
In questa prima fase di lancio particolare attenzione sarà dedicata anche a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo affascinante fatto di grandi barche e competizioni di livello, in cui oltre all’attività fisica un ruolo determinante è dato dalle emozioni e dall’adrenalina che il mare può regalare.
Il CEO di The Match Race Challenge 007 Matteo Tomassini anche in qualità di direttore del Water Sport Center del Marina di Rodi seguirà personalmente l’organizzazione di formule Incentive e Team Building tagliate su misura per le aziende con eventi che consentiranno l’utilizzo della base durante tutto l’anno, garantendo un ottima ricaduta nell’occupazione delle strutture alberghiere della zona oltre i canonici mesi estivi.
Le prenotazioni sono già aperte e dal prossimo 25 luglio tutti gli appassionati sono attesi presso lo YACHT CLUB MARINA DI RODI aperto di sera in formula Lounge & Sailing Bar per godere momenti di intenso divertimento a contatto con il mare.
Info su http://www.marinadirodigarganico.it sezione Yacht Club.
Programma Day Charter:
08:30 ARRIVO ALLA BASE PRESSO IL MARINA DI RODI GARGANICO;
09:00 PRESENTAZIONE SKIPPER ED EQUIPAGGIO, CONSEGNA DEL MATERIALE DI SUPPORTO ALLA GIORNATA;
09:45 FAMILIARIZZAZIONE CON L’IMBARCAZIONE VOR 60, BRIEFING SICUREZZA E BRIEFING METEO;
10:30 USCITA IN MARE CON ESERCIZI E PROVE DI MANOVRA E VELOCITA’;
13:00 ORMEGGIO ALL’ANCORA NELLA RISERVA NATURALE DELLE ISOLE TREMITI, COLAZIONE AL SACCO, BAGNO E SNORKELLING;
14:00 VELEGGIATA POMERIDIANA, PROVE DI CONDUZIONE E MANOVRE;
16:30 RIENTRO IN PORTO;
17:00 DEBRIEFING, DISARMO IMBARCAZIONE;
18:30 PARTENZA DAL MARINA.
Ufficio Stampa: Garganonews.it
Referente Michela Galullo
Redazione 0884 993048
info@garganonews.it
La manifestazione, nata nel 1975 come Mostra Mercato, venne integrata nei primi anni ’90 con un Festival di respiro sempre più internazionale che, facendo giustizia di una visione riduttivamente folcloristica della zampogna e del suo contesto di appartenenza, ha sdoganato questo antichissimo e tutt’altro che modesto strumento musicale, da un lato recuperandone autenticità, valore e ruolo nell’ambito della cultura popolare tradizionale, dall’altro rendendolo attraente per il gusto e la sensibilità musicale del nostro tempo. In altri termini, lo ha attualizzato senza tuttavia fargli perdere la propria anima e le proprie radici; ciò grazie a una caratterizzazione fortemente culturale impressa storicamente all’evento e che si può sinteticamente riassumere:
-nell’essere riusciti a far emergere, dietro l’immagine stereotipata del pastore in cappa e cioce, l’esistenza di repertori musicali espressione di tradizioni religiose e profane radicate nelle comunità dell’Appennino Centro-meridionale, riconoscendo negli zampognari autentici portatori di cultura, testimoni ed interpreti di quelle stesse tradizioni;
-nell’aver promosso il confronto della zampogna con la creatività musicale contemporanea;
-nell’aver contribuito a stimolare la sperimentazione e l’innovazione che hanno poi portato alla messa a punto di nuove tecniche costruttive e al raggiungimento di nuove espressività timbriche ed armoniche dello strumento con la conseguente possibilità di creare nuovi repertori che “tradendo” la tradizione continuamente la rinnovano.
Un evento come quello di fine luglio a Scapoli, però, non è solo laboratorio culturale o luogo di incontro e di scambio. Esso è anche occasione di divertimento all’insegna di suoni, colori e sapori che riempiono i vicoli e le piazzette del piccolo borgo fondato dai monaci di San Vincenzo al Volturno sul finire del X secolo ai piedi del massiccio protettivo e luminoso delle Mainarde. Inoltre, richiamando a Scapoli un pubblico numeroso, affezionato e motivato, proveniente da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, la Mostra Mercato e il Festival costituiscono un potenziale volano dell’economia locale attivando un flusso turistico qualificato e sostenibile.
Infine, rispetto ad altri eventi musicali “zampognari” o più genericamente “etnici” nati un po’ ovunque in Italia negli ultimi anni, la manifestazione di Scapoli ha dalla sua almeno due punti di forza in più. Il primo, è nella sua lunga continuità cui è strettamente connesso l’aver mantenuto fissa nel tempo la data di svolgimento: l’ultima domenica di luglio alla quale, sempre a partire dai primi anni ’90, si è andato aggiungendo l’intero fine settimana. Il secondo, come viene riconosciuto da più parti, è nell’aver saputo “riconoscere e comunicare un elemento cardine della nostra identità più originaria (la zampogna) e costruire su di esso operazioni strategiche e colte capaci di diventare marketing territoriale”.
Antonietta Caccia
Presidente dell’Associazione Culturale “Circolo della Zampogna”
Segnaliamo
Sabato 25 Luglio
Sala polifunzionale, dalle ore 10:00 alle 16:30
Tavola rotonda – La Zampogna, un patrimonio culturale da salvaguardare
In collaborazione con il Comitato per la promozione del patrimonio immateriale
Alla tavola rotonda parteciparanno Istituzioni, Associazioni e rappresentanti dei Comuni dove ancora è presente la zampogna.
JAZZ – Il conto alla rovescia è finito. Domani, venerdì 24 luglio, inizia la ventesima edizione dell’Orsara Musica Jazz Festival. Si comincia all’insegna dei Seminari Internazionali, con musicisti provenienti dal “Jazz at Lincoln Center” di New York e dallo “Stoccolma Jazz Festival”. Dal mattino, e fino a notte inoltrata, Orsara di Puglia si trasformerà in “luogo dell’agire generativo”, vivendo e sognando al ritmo del jazz con workshop, concerti, mostre fotografiche, matinèe musicali ospitate all’interno dell’Abbazia, presentazioni di libri.
Sarà la jam session coi docenti dei seminari, alle 22, ad aprire il Festival. In contemporanea, a disegnare con le immagini un percorso lungo 20 anni e ancora in itinere, ci sarà l’inaugurazione di “365 in jazz”, la mostra di Michele Brancati con fotografie esposte ovunque: locali pubblici, vetrine, strade e piazze del Festival. Le stesse strade, le medesime piazze, saranno carezzate dalla musica di Hugo Alves, trombettista portoghese; Greg Burk, pianista e compositore di Detroit; Antonio Ciacca, “italianissimo” direttore artistico del Lincoln Center di New York; John Nugent, sassofonista canadese e direttore artistico di importanti jazz festival in Europa e Stati Uniti.
Con loro, nella jam session d’apertura, ci saranno Silvia Donati, Nicola Muresu, Marion Felder e il direttore dei corsi Lucio Ferrara. A concerti e jam session, per tutti i 10 giorni dell’Orsara Musica Jazz Festival, si potrà assistere gratuitamente. Sabato 25 luglio, alle 22, sarà la volta di Antonio Ciacca e John Nugent Quartet. Doppio appuntamento domenica 26: al “Dizzy” di Bovino, dalle ore 22, saranno di scena la voce di Silvia Donati, la chitarra di Lucio Ferrara, il contrabbasso di Nicola Muresu e la batteria di Marion Felder per “Jazz and Poetry”, un omaggio alla poetessa Alda Merini; a Orsara di Puglia, stesso orario, Jam Session with Teachers.
Nuovo “bis” di eventi per il 27, ma questa volta entrambi si terranno a Orsara di Puglia: alle 20, il Jazz Club presenta “Le rotte della musica”, ultimo lavoro di Fabio Ciminiera, un libro che racconta il Mediterraneo attraverso le parole dei musicisti, 80 protagonisti della vita musicale di una regione vasta quanto il mare che la bagna; alle 22 la jam session con Hugo Alves e Greg Burk. Si replica il 28, con due nuovi appuntamenti. Il primo con Pasquale Gatta che racconterà la vita e il genio di Michele “Mike” Ortuso, il musicista nativo di Monte Sant’Angelo che costruì la strada su cui ancora s’incamminano i fautori del jazz “made in Italy”; il secondo, alle 22, è rappresentato dalla jam session del Lucio Ferrara Quartet.
Il 29 luglio, invece, sarà la volta di Serafino Paternoster e della presentazione di un video inedito su Massimo Urbani, "Round about max”. Il 30 luglio, doppio concerto a Foggia (Ristorante in Fiera) con Greg Burk e a seguire Umberto San Giovanni & Daunia Orchestra. Il 31 luglio, il Festival torna a Orsara: Marc Ribot e l’Orchestra Municipale Balcanica. Sabato 1° agosto sarà la volta di Edmar Castaneda Quartet e di Al Foster Quartet con Steve Grossman. Il 2 agosto arriverà la chiusura del Festival, con la presentazione in anteprima internazionale dello special project “Giove a Pompei, la vera storia”.
TIVU’ – Il piatto forte di Unomattina Estate, venerdì 24 luglio, sarà rappresentato dalla cucina di Orsara. Ambasciatore del gusto di Capitanata sarà Peppe Zullo (foto 1 sotto, un angolo della sua "cantina"; ndr). Lo chef orsarese, ospite del programma di Rai Uno, presenterà una ricetta particolare: “Pezzell chi foglie misk”, pasta fatta a mano con un misto di verdure spontanee. Farina di grano, cacio ricotta di capra, olio extravergine di Puglia e tanto verde: cicorie, spinacetto, cardo, finocchietto e tante altre varietà di verdure che crescono spontaneamente nel territorio di Orsara. “Si tratta di una ricetta creativa – spiega Peppe Zullo. – Le nostre donne, rientrando a casa dai campi, un tempo raccoglievano quelle che loro chiamavano semplicemente ‘foglie’, cioè le erbe spontanee e commestibili che ancora crescono e abbondano sul nostro territorio”.
“E’ motivo di grande soddisfazione – dichiara il sindaco Mario Simonelli – che uno dei nostri ‘ambasciatori’ racconti la Capitanata e il nostro paese a un pubblico vasto come quello della rete pubblica ammiraglia”. Il “cuoco coi baffi”, giudicato dalle guide di settore come uno fra i migliori mille al mondo, ha 55 anni. Il suo cammino di chef internazionale comincia alla fine degli anni ’70, quando parte per l’America. A Boston, dopo tanto lavoro, riesce ad aprire il suo primo ristorante. Stanchi del fast food, i colletti bianchi della metropoli a stelle e strisce sono conquistati dalla cucina orsarese. Ma lui non si ferma e continua il suo viaggio prima a Los Angeles poi ancora più a sud, in Messico.
L’esperienza maturata in quegli anni è il trampolino di lancio per il ritorno a Orsara di Puglia. Siamo alla fine degli anni ’80 e Peppe Zullo ha voglia di realizzare il sogno di sempre: “Quando ero piccolo – racconta – sognai una moltitudine di angeli che scendevano dal cielo e si accomodavano a tavola per gustare ciò che io preparavo”. Tornato a Orsara, Peppe Zullo ha trasformato un angolo della collina orsarese nella “Nuova Sala Paradiso”, una struttura con ristorante, albergo, enoteca e una splendida cantina decorata dagli angeli dipinti ovunque da Leon Marino.
Non contento, negli ultimi anni ha realizzato un altro “eden” dei sapori a Villa Jamele, a pochi chilometri dal centro storico di Orsara di Puglia, ristrutturando un’antica tenuta del ‘900. Assieme ad altri 11 chef orsaresi, tutti protagonisti del ricettario di pietanze tipiche recentemente realizzato dal Distretto Agroalimentare Regionale, Zullo ha deciso di collaborare con l’Amministrazione comunale di Orsara di Puglia nel progetto “menù a chilometri zero”: i ristoratori del paese, nei loro locali, serviranno soltanto tipicità gastronomiche e stagionali, utilizzando prodotti coltivati in loco.
“Chilometri Zero” è un modo per far scoprire il territorio attraverso i suoi sapori, puntando su unicità, freschezza e tracciabilità assoluta dei prodotti utilizzati in cucina. Un’iniziativa fortemente sostenuta da Coldiretti, Slow Food e Cittaslow, la rete delle città del buon vivere di cui Orsara è parte integrante dal 5 febbraio 2007.

FestambienteSud ricicla a suon di musica, con i Riciclato Circo Musicale.
Show con Kaos One e Dj Trix, le stelle dell’ Hip hop
"Giovani energie protagoniste" alla seconda giornata di FestambienteSud
"Giovani energie protagoniste" il tema della giornata di giovedì 23 luglio.
Quale spazio hanno i giovani al Sud? Quale protagonismo esprimono? Come può il cosiddetto Popolo dei Fuori Sede rendersi protagonista della ricostruzione del capitale sociale nel mezzogiorno? Ne discuteranno, alle ore 19,00 in piazza De Galganis, Elena GENTILE, Assessore regionale alla Solidarietà, Vanessa PALLUCCHI, Presidente nazionale di Legambiente scuola e formazione, Giuliano FOSCHINI, giornalista de la Repubblica, Danilo CHIRICO, presidente dell’associazione daSud, Enrico INFANTE, magistrato, Antonio TEDESCO, dell’associazione Provocult, Lorenzo BOCCHESE, Vice presidente nazionale ARCI ragazzi, Luciano VENTURA, direzione nazionale di Legambiente.
Al termine del dibattito i proff. Luciano Beneduce e Donato Pastore presenteranno BRILLANTEMENTE, la campagna di immatricolazione del prossimo Anno Accademico dell’Università di Foggia. L’Università, infatti, è partner di FestambienteSud, e, per tutta la durata della manifestazione, sarà presente nel centro storico di Monte Sant’Angelo con un proprio punto informativo, da cui sarà possibile effettuare l’iscrizione.
Alle ore 21:00 in piazza De Galganis si esibiranno i RICICLATO CIRCO MUSICALE, che, con il loro Spazza Tour, si pongono l’obiettivo di sensibilizzare e responsabilizzare in musica sul tema della corretta gestione dei rifiuti. «È importante affrontare la tematica anche in maniera ludica non convenzionale, poiché spesso nell’immaginario collettivo sta passando la tesi che l’Italia sia ancora il Paese delle discariche e dell’emergenza cronica come negli anni ’80 e ‘90." – afferma Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. – "In realtà, ci sono anche molti segnali positivi, come il caso di Salerno, i 118 comuni ricicloni campani, il caso della Sardegna, alcuni Ato della Sicilia, che stanno a testimoniare un Sud capace di essere leader nella raccolta differenziata».
Il repertorio dei Riciclato è composto da brani e composizioni originali suonati con l’esclusivo utilizzo di strumenti musicali auto-costruiti con materiali di recupero ed oggetti di uso comune. Le loro composizioni spaziano dalla World Music al Trip Hop, dal Latin al Reggae, dal Rock alla musica Techno. Il gruppo musicale è alla continua ricerca timbrica e ritmica, costruendo strumenti musicali utilizzando rifiuti e oggetti non convenzionali.
Oltre alla performance, i Riciclato Circo Musicale, per l’intera durata del festival, condurranno il laboratorio creativo di strumenti musicali con materiale di recupero, all’interno dello spazio che FestAmbienteSud dedica all’artigianato musicale.
Dalle ore 22,15 in largo Dauno spazio all’Hip Hop, con KAOS ONE, al secolo Marco Fiorito, uno dei più apprezzati nonché longevi artisti che il panorama Hip Hop italiano abbia mai avuto. Attualmente l’artista è impegnato in una serie di live assistito da Dj Trix, che lo accompagna da innumerevoli anni; allo spettacolo di domani sera prenderanno parte anche Brna Mc, dj Zaio, Donuts, Torbi, Showcase e Tavola 28.
Continuano intanto gli appuntamenti con gli aperitivi della Cantina del Mediterraneo, alle ore 12.00 con la Strada dei vini della Daunia, mentre alle 18,30 ci sarà l’aperitivo di presentazione del laboratorio La ciaramella di Monte Sant’Angelo, con Domenico Palena, Domenico Impagnatiello, Salvatore Villani, che si svolgerà il 24 e 25 luglio.
La giornata sarà chiusa dalla jam session nella Cantina del Mediterraneo; ospiti della serata, musicisti e cantautori della tradizione popolare.
Scritto da Ufficio Stampa FestambienteSud – Fonte ildiariomontanaro.it
Il responsabile del Centro Funzionale Regionale, ing. Giuseppe Amoruso, della Protezione civile regionale comunica che “sulla base delle elaborazioni effettuate dal Dipartimento della Protezione Civile di Roma è prevista un’ondata di calore che interesserà la regione Puglia a partire dalla mattinata di giovedì 23 fino a sabato 25 luglio 2009, che farà registrare punte di temperatura massima superiori a 40° nell’area foggiana e del nord barese e valori mediamente compresi tra 36°- 40° sulla restante parte del territorio. Pertanto si invitano gli Enti locali e territoriali a prestare maggiore attenzione e vigilanza sul territorio di propria competenza per fronteggiare con più tempestività il rischio incendi boschivi e sanitario per l’eventuale ondata di calore”. I cittadini sono invitati a seguire le norme di comportamento in caso di alte temperature, ad esempio – per i soggetti più deboli come bambini, anziani e malati cronici – restando in casa nelle ore più calde, indossando abiti adeguati, assumendo liquidi e rimanendo in contatto con le strutture sociali e con i medici di base per eventuali consigli e assistenza.
Fonte: vicodelgargano.wordpress.com
“Blues band” cercasi per il Manfredonia Blues Festival (30-31 luglio e 1 agosto)
Sarà una novità dell’estate sipontina 2009 la prima edizione del Manfredonia Blues Festival – Blues on the Coast, in programma giovedì 30, venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto in piazza del Popolo, piazzale Diomede e nelle vie del centro cittadino. Tre grandi concerti, mostre fotografiche, proiezioni di film-documentari ed esibizioni di blues band locali: per tre giorni il blues si trasferisce nel golfo.
Promosso dall’Assessorato alla Cultura della città di Manfredonia, con il patrocinio del Consolato degli Stati Uniti d’America e la collaborazione con la sede locale della Confcommercio, l’evento vedrà la direzione artistica e l’organizzazione della Carpediem&Scenario associati.
<<Abbiamo completato il ricchissimo cartellone musicale del Manfredonia Festival inserendo anche una rassegna blues – spiega Paolo Cascavilla, assessore alle Politiche Culturali della città di Manfredonia -, a cui si aggiungerà la possibilità di poter partecipare ad un mini corso di blues, la proiezione di 3 film-documentari e l’esposizione di due mostre fotografiche tematiche. Sarà un grande evento culturale, vario e articolato>>.
Ad esibirsi saranno tre delle migliori blues band del panorama italiano e americano: si apre giovedì 30 luglio in piazzale Diomede alle 21:30 con la MORBLUS BAND, considerata una delle più travolgenti band di funky blues d’Italia.
Venerdì 31 luglio, invece, in piazza del Popolo alle ore 20, il concerto dei TOP SIDE – la band musicale della Marina U.S.A. -, mentre a KEITH B. BROWN, il grande bluesman americano protagonista del film The Soul of Man di Win Wenders e Martin Scorsese, verrà affidato il concertone finale in piazzale Diomede alle ore 21:30. L’1 agosto, mattina e pomeriggio, presso il Cafè des Artistes in corso Manfredi 204, sarà lo stesso Keith B. Brown a tenere due “blues workshop” per voce e strumenti, rivolti a tutti gli appassionati musicisti che si iscriveranno.
Prima e dopo i concerti in piazzale Diomede, spazio anche alle blues band locali che verranno selezionate tra tutte quelle che si autocandideranno contattando la CarpeDiem&Scenario al numero 0884 588.488.
<<Sono numerosissime le blues band locali – spiegano gli organizzatori dell’evento -, e noi saremo felici di concedere loro un piccolo palco per esibirsi sia nella serata del 30 che del 31 luglio, ma soprattutto daremo a tutti la possibilità di apprendere, da un artista del calibro di Keith B. Brown, suggerimenti e consigli utili per approfondire la conoscenza del blues>>.
I moduli per partecipare ai blues workshop con Keith B. Brown saranno presto disponibili sul sito
http://www.manfredoniabluesfestival.it.
Alla notizia che Beppe Lopez, giornalista – fondatore tra gli altri di “Repubblica”, nonché “inventore” del Quotidiano di Lecce – e scrittore (in calce la sua scheda), avrebbe presentato il suo romanzo “La Scordanza” nell’ambito della 14.ma edizione del Carpino Folk Festival (serata del 3 agosto), non ci abbiamo pensato due volte e l’abbiamo contattato chiedendogli un’intervista. Gentilmente ce l’ha concessa e ve la proponiamo.
Domanda – Dottor Lopez, se Le dico “storia orale cantata”, l’adrenalina dove La porta
Risposta – A me, complessivamente, interessa la storia: non quella dei sovrani e dei grandi eserciti, ma la storia vera degli uomini, delle comunità, della società, del genere umano, degli animali, dell’ambiente naturale. Insomma, la storia della vita vera. Sino alla modernità e in particolare sino agli ultimi decenni – quando ha cominciato a svilupparsi finalmente una certa attenzione per gli individui, i gruppi umani, le classi e le problematiche fino ad allora “senza voce” – a farsi carico della memoria è stata la "storia orale". E in particolare in Italia, terra di frontiera fra arcaicità e modernità, la storia orale cantata: la musica popolare che, grazie alle ricerche e alle iniziative sviluppatesi fra gli anni Cinquanta e Settanta, ha fatto delle nostre tradizioni musicali legate al lavoro, alle ingiustizie sociali e alle lotte politiche, un fatto "vivo" ancora oggi fra i giovani, non mero repertorio per artisti e intellettuali dai gusti raffinati.
D. – Tale excursus ci porta inevitabilmente a Giovanna Marini (foto del titolo; ndr), la più rappresentativa etnomusicologa (ma il termine è riduttivo) italiana. La sua figura “altisonante” cosa rappresenta per Beppe Lopez.
R. – Non solo "altisonante" e "alticantante", ma una delle più alte figure di intellettuali rimasteci. L’intellettuale è per definizione capace di comprendere e rappresentare la complessità: alto e basso, materiale e ideale, territoriale e universale, lavoro e "tempo libero"… Tutte categorie, come si sarebbe detto una volta, "borghesi". La realtà è una e complessa. Giovanna è tra i pochi italiani che per tutta la vita è rimasta fedele a questa semplice verità, coniugando altissima poesia e alta testimonianza civile.
D. – Pertanto – citiamo i critici della Marini – il “ruolo dell’intellettuale nella società” quale dev’essere e la musica, “sempre orientata alle problematiche sociali”?
R. – La musica è popolare, è cioè "cultura", se non è autoreferenziale, se non è artificiosa, se racconta la vita vera, se non è chiusa in una sfera definita di genere. Perciò non può essere rivolta esclusivamente alle problematiche sociali, ma anche all’allegria, all’amore, all’amicizia…
D. – Le cito un altro aforisma sulla produzione della Marini: “L’allegoria non è mai disgiunta dalla riflessione militante”. Come reagisce?
R. – Di primo acchito, male. Si tratta evidentemente di una estrapolazione teorica, che non va mai disgiunta, appunto, dalla pratica. Se poi significa che, quando ricorre alla musica (o al narrare o al recitare o al dipingere ecc.) e anche all’artificio retorico, un intellettuale serio non dimentica mai la sua "funzione" e la sua utilità per la società, e in particolare per i meno privilegiati, mi pare che sia il minimo che si possa dire di Giovanna.
D. – E tutto ciò ha portato Lei a rivolgere al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, un appello particolare (la richiesta di nominare la Marini “senatrice a vita”; ndr*). Ce ne parli.
R. – Io credo nella democrazia rappresentativa e nelle istituzioni parlamentari, nonostante lo scempio che se ne fa in Italia. Anzi, più esse sono sfregiate e umiliate, più cresce il mio attaccamento e la mia convinzione di fondo che in esse risieda ancora e per sempre il futuro di una umanità che non rinunci né alla libertà individuale e collettiva né alla giustizia sociale. E’ proprio ciò che vorrebbero gli sfregiatori e gli umiliatori: convincerci, con illusioni di "democrazia diretta" o iper-maggioritaria o presidenzialistica, che la democrazia moderna non possa più essere quella di una volta, quella che prevede delegati fortemente dipendenti (e controllati) dai deleganti. Nelle nostre Camere oggi ci sono solo "nominati" dagli oligarchi. Non mi faccio illusioni, nel breve. Ma non bisogna mollare. Continuare a votare per il "meno lontano" o il "meno peggio" e, intanto, se possibile, vederci rappresentati al Senato almeno da un "senatori a vita" che non siano necessariamente costruttori di automobili o solo intellettuali organici al sistema.
D. – Cosa ne pensa se si potesse rilanciare l’appello (che abbiamo sottoscritto con convinzione sul Suo blog) da un palco di tutto rispetto. Tanto per citarne uno: il “Carpino Folk Festival” che si tiene sul Gargano.
R. – Potrebbe essere una splendida idea. Io ho fatto quello che potevo con il mio sito. Ma se riusciamo ad aggregare, è meglio. L’individualismo è uno degli ostacoli principali che impediscono ai molti, che vogliono sinceramente cambiare le cose in Italia, di farlo. Manca appunto quello che sino agli anni Settanta c’era: l’istinto all’aggregazione, la convinzione che senza aggregazione non si va da nessuna parte.
D. – Passiamo al Suo impegno letterario: nel Suo secondo romanzo (il primo è stato “Capatosta”), “La Scordanza”, ha dedicato un cameo a Carpino. Prima di parlarne, però, ci confermi una nostra “impressione” sul libro: è “strettamente” autobiografico? E poi, quella maniera di stendere le frasi, tra lingua e dialetto, deve essere stata una faticaccia!
R. – Il libro è, più o meno strettamente, autobiografico. E usare quel linguaggio non è stata una faticaccia. L’ho già fatto in altri libri, a cominciare dal mio primo romanzo "Capatosta" nel 2000. E poi, quell’idioletto ha una sua intima coerenza e si basa su regole di intreccio fra italiano parlato, italiano formale e materiale dialettale pugliese che prevede automatismi. Mi è già capitato di dire che è una lingua che si è scritta da sola.
D. – Si torna a Carpino. Anzi: si ritorna a Carpino, visto che già s’è accennato al Folk Festival e al cameo che gli ha dedicato. Lei sa che la prima decade di agosto se ne svolge la 14.ma edizione: è la prima per Lei? Quale “peso” ha nella Sua formazione culturale il c.d. “patrimonio intangibile”.
R. – Sono venuto negli anni più volte a Carpino e nel foggiano per motivi, diciamo così, musicali. Un peso notevole nella mia "formazione" civile l’ha esercitato il corpus di recuperi/invenzioni popolari dell’apricenese Matteo Salvatore, che insieme ai Cantori, alla pizzica salentina e ai canti murgesi costituiscono un formidabile patrimonio culturale identitario per la Puglia.
D. – Inutile puntualizzare che a Niudd’ – il protagonista della “Scordanza”… cioè Lei – piace la musica che si suona al Festival. Basta rileggere una sola frase: “Piangette ininterrottamente per tutt’e tre le volte, una dopo l’altra, che Andrea Sacco cantò, ricantò e arricantò a furor di popolo quella nenia dolce e disperata”. Conferma?
R. – Confermo. Amo quella melodia da più di trent’anni. Conservo come una reliquia il vinile con la registrazione della Tarantella di Andrea Sacco effettuata da Roberto "sul campo", come si diceva una volta. Eh sì, ho pianto di gioia e di dolore quando mi è capitato, in un particolare momento della mia vita, di arrivare a Carpino e di sentire inaspettatamente la voce di Andrea che la cantava in piazzetta.
D. – Lasciamoci con un Suo commento a una frase della Marini (così chiudiamo questo bel circolo virtuoso): “E’ difficile essere una persona intellettuale, perché arrivi a un certo punto in cui la cultura non ti basta più e devi inventarti una vita”.
R. – Giovanna è generosa e molto severa con se stessa. Credo che in lei mai la persona e l’intellettuale siano state cose separate, che mai abbia dovuto "inventarsi una vita". La vita è complessa e una. Solo chi non ha la consapevolezza della complessità ha la necessità di dividere (la cultura e la vita, l’anima e il corpo, il maschio e la femmina, il bianco e il negro…) e non sa distinguere. E un intellettuale che non abbia la consapevolezza della complessità mi pare una contraddizione in termini.
Piero Giannini da http://www.puntodistella.it
* Appello a tutti coloro che ritengono giusto e per certi versi gratificante (per lei e per noi) che Giovanna Marini sia nominata “Senatrice a vita”: visitate il blog di Beppe Lopez (http://www.infodem.it/); in fondo alla homepage trovate la richiesta già presentata al Capo dello Stato Giorgio Napolitano e seguite le istruzioni. Oppure andate direttamente al link http://www.infodem.it/iniziative.asp?id=1449. Da questo momento vale!