
LE CIFRE DELLA 14.a EDIZIONE DEL CARPINO FOLK FESTIVAL
Superati i 50.000 spettatori in Piazza del Popolo e i 270.000 su Telenorba.
Meno finanziamenti meno spettacoli, ma il Carpino Folk Festival 09 regge alla crisi, confermandosi come appuntamento fisso per tutti i buongustai che amano anche la musica di tradizione.
Tutte le serate sono state apprezzatissime dal pubblico e, per i concerti, la Piazza del Popolo di Carpino è sempre risultata affollata, totalizzando precisamente 53.700 spettatori. Segno che i record del 2008 sono raggiungibili e superabili.
Se la riduzione importante dei finanziamenti ha comportato una riduzione drastica delle giornate dei concerti da 5 a 3, non è avvenuta una corrispondente riduzione delle presenze, anzi percentualmente gli spettatori sono aumentati. Sintomo che dà ragione alle scelte operate dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival sugli artisti coinvolti e la qualità dei progetti proposti, nonché le importanti collaborazioni avviate col Conservatorio Statale di Musica “UMBERTO GIORDANO” dI Foggia e Rodi Garganico, col Coro Polifonico “STEFANO MANDUZIO” di San Nicandro Garganico, con l’Archivio Sonoro della Puglia e con la Fondazione De Andrè.
Al successo in Piazza si è aggiunto quello della diretta televisiva di Telenorba.
Secondo l’auditel, i contatti diversi ottenuti dal Carpino Folk Festival sulla tv Telenorba dalle 21,15 di sabato 8 agosto alle 2 di domenica 9 sono stati oltre 270.000.
Molti i giornalisti e i fotografi accreditati.
Boom di visite anche per il portale online del Carpino Folk Festival che dalla sua nascita ha cosi quasi raggiunto i 2 milioni di visitatori, con contatti da tutto il mondo.
Questa edizione è stata anche l’occasione per sondare questa numerosa tribù eterogenea che segue il festival.
Somministrato nelle serate del 6, 7 e 8 agosto il questionario di gradimento ci dice che i frequentatori del festival sono per il 55% uomini e 45% donne. Per il 36% di età fino ai 24 anni, il 22% tra i 24-34 anni e un altro 36% fra i 35-53 anni.
Il 54% è diplomato e il 46% ha una laurea. Il 38% è un lavoratore dipendente, il 33% è uno studente e il 16% un libero professionista.
La loro provenienza è per il 48% all’interno del raggio dei 100km da Carpino, poi vi è un altro 15% sopra i 100km ma comunque pugliese, oltre il 35% non è pugliese e proviene dalle altre regioni italiane e il 2% proviene dall’estero.
Il 60% viene sul Gargano per il Carpino Folk Festival e il 40% è già sul posto per le sue vacanze.
Per il 98% il giudizio sul festival è almeno positivo.
La gratuità è la forza principale solo per l’11%; mentre il 33% considera importantissimo il ruolo del festival nella valorizzazione dei beni culturali immateriali; il 29,5% invece tiene in considerazione la funzione di promozione del territorio e un altro 12% prende in considerazione il divertimento.
Come punto di debolezza viene vista la mancanza di parcheggi per il 33%, l’eccessivo affollamento per il 17,5% e la carenza dei trasporti per il 14%. Solo il 6,35% considera un problema l’ordine pubblico. Oltre il 22% vede altri punti deboli, tra cui il 3% il basso livello qualitativo dell’evento (molto denunciato il problema della mancanza di strutture di accoglienza gratuite o a basso costo).
L’88% percento considera il Carpino Folk Festival un forte stimolo a conoscere altri luoghi/beni/eventi del territorio. Per il 98% si tratta di un evento efficace per la promozione turistica del Gargano/Puglia ed il 93% ritiene che contribuisca fortemente nel creare un immagine positiva del territorio.
Il 60% ha rinunciato a fare altro per esservi presente ed il 76% dichiara di aver già partecipato ad altre edizioni del festival confermando la riuscita della fidelizzazione operata in questi anni.
Per il 41% il motivo per cui vengono al Carpino Folk Festival è la voglia di esserci, per il 36% per gli spettacoli proposti, per il 14% la curiosità e per il 9% per essere un occasione di socializzazione.
Venendo ai dati economici il 31,2% dichiara di aver pernottato in una delle strutture del Gargano. Il 29% per almeno due giorni, mentre oltre il 70% per oltre tre giorni confermando che si viene per il festival e non per il singolo spettacolo.
Ma il dato sorprendente è che il 44,44% dichiara di rimanere anche dopo il festival e il 22% di aver pernottato anche prima del festival spendendo in media per l’alloggio 21,70 €uro e altri 32,94 €uro per altre spese, quindi 54,64 €uro al giorno (ben oltre quanto stimato per il 2008 nel rapporto su "L’impatto economico del Carpino Folk Festival" – Pubblicazione Carpino Folk Festival, Luglio 2009).
Con tutti questi dati resta il tema, più volte posto dal Carpino Folk Festival, di uno spazio adeguato, un Auditorium anche per il Gargano.
Grande successo, infine, ha avuto la campagna "Vivi la Strada" per l’educazione e la sicurezza stradale promossa dall’Amministrazione Provinciale – Assessorato ai Trasporti – di Foggia condotta nell’ambito della nostra manifestazione ed in collaborazione col Consorzio 5FSS. L’opera di sensibilizzazione realizzata dall’Associazione "Vivi la Strada" e i controlli preventivi coll’etilometro hanno ridotto sensibilmente le infrazioni al codice della strada risultanti di fatto quasi irrilevanti rispetto alle migliaia di ospiti della manifestazione.
Dalle cifre alle note
La quattordicesima edizione del festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano, è stato organizzato secondo gli standard di eccellenza che hanno caratterizzato le ultime edizioni nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e col sostegno della Birra Dreher.
L’entusiasmante avvio della manifestazione è avvenuto a Largo San Nicola con la proiezione del video/documento "Sentite buona gente", con la presentazione del libro "Il ritorno della taranta" di Vincenzo Santoro e il concerto acustico di Gianni Amati e Annamaria Bagorda. Ancora sempre a Largo San Nicola la tradizionale Notte di Chi Ruba Donne e i Concerti della Tradizione dei Rareca Antica – Canzoniere vesuviano, dei Petriò mmia – Canti e saltarelli marchigiani e dei Cantori di Carpino con Antonio Piccininno e le Serenate e le tarantelle alla carpinese. Rammarico resta per il meeting organizzato per i suonatori di chitarra battente. Purtroppo la pioggia ha interrotto la serata prima ancora di iniziare sulla proiezione del video di Andrea Sacco a cura di Giuseppe Michele Gala.
Numeroso il pubblico in Piazza del Popolo per i concerti: Terre Tumare” di Anna Cinzia Villani, Massimiliano Morabito, Davide Conte e Mauro Semeraro; “Canti di miniera, d’amore, vino e anarchia” di Simone Cristicchi e Il Coro dei minatori di Santa Fiora; Progetto Speciale Carpino Folk Festival 2009 di Guglielmo Pagnozzi & Voodoo Sound Club con il Collettivo Musicale Carpinese e il l’ospite speciale Teo Ciavarella.
Apprezzatissimi dal pubblico, novità di questa edizione del Carpino Folk Festival, gli omaggi del Carpino Folk Festival. David Riondino ha riproposto La Buona Novella di Fabrizio De’André che ha visto la straordinaria partecipazione, per complessivi 60 elementi sul palco, della Banda del Conservatorio Statale di Musica “Umberto Giordano” di Rodi Garganico e del Coro Polifonico Stefano Manduzio di Sannicandro Garganico. Quindi Rita Botto ha reso degnamente omaggio alla Sicilia di Rosa Balistreri e al nostro pugliese Domenico Modugno e Rosapaeda ha dedicato il suo concerto a Miriam Makeba e a Roberto Murolo ricevendo numerosi scrosci di applausi.
Infine “standing ovation” per le note poetiche di Giovanni Mauriello, l’inimitabile Teresa de Sio e l’esibizione dei Cantori di Carpino che hanno spento le luci su questa edizione del Festival.
Arrivederci al Carpino Folk Festival n.15 sul Gargano nella prima decade di agosto 2010.
Saverio Serlenga (ondaradio.info)
Le origini di San Marco in Lamis sono tuttora incerte. A differenza di altri centri garganici, per qualche oscuro motivo, i dubbi sulla sua nascita e sulla sua evoluzione rendono difficoltoso il lavoro dello storico che deve assemblare i pochi pezzi di storia finora accertati.
Una tra le leggende locali narra di alcuni pastori nomadi i quali con i loro porci vagavano alla ricerca di un posto sicuro che potesse difender loro dalle bestie selvatiche e che potesse dar loro ottima ospitalità. Costoro, in seguito, data la posizione strategica e l’abbondanza di acqua iniziarono a costruire il primo centro storico su delle palafitte, l’attuale “Padula”. Tra le tante leggende, questa è la più in voga e forse in parte vera dato che è dimostrato che nella valle dello starale vi era un alveo e che alcune case del centro storico hanno antiche fondamenta in legno, anche la chiesa della Collegiata è stata fondata su pali di legno. Altre leggende narrano di alcuni fuggitivi che trovarono rifugio nella nostra valle e che fondarono il primo insediamento. Non è dato sapere chi fossero questi fuggitivi. Il Fraccacreta riporta che i cittadini della antica Arpi fuggendo dalla città in procinto di essere distrutta si fossero rifugiati sui monti dando vita a San Marco In Lamis e Rignano Garganico. Vi è anche qualcuno che ipotizza la versione di Saraceni fuggitivi che dalle coste si spinsero nell’entroterra per scampare alla morte. Se è vero che nelle leggende vi è sempre qualcosa di vero bisognerebbe verificare per mezzo di validi documenti storici ognuna di queste. Impresa ardua tuttora intentata. Purtroppo, da un punto di vista meticolosamente storico, quanto viene riportato è molto discutibile. Si suole scrivere che le origini della città di San Marco In Lamis risalgono all’incirca all’anno mille e che la sua storia è legata strettamente a quella del convento di San Matteo. Le basi di tale teoria derivano dallo scritto del notaio Giuliani “Storia statistica e vicende della città di San Marco In Lamis”, che storico non poteva definirsi. Inoltre ciò è confermato dall’insigne preside Pasquale Soccio, il quale nonostante le sue indiscutibili qualità poetiche e letterarie, si basava su fondamenti preconcetti privi di ogni riscontro storico. La verità è che nessuno nel corso della nostra storia ha mai osato andare oltre, forse per malavoglia o forse per evitare lo scontro con i pochi detentori della cultura locale, arroccati sulle loro posizioni e pronti ad attaccare coloro i quali mettono in discussione il loro operato. In effetti gli archivi comunali non sono mai stati spulciati e valorizzati come in altre parti, ma nel corso degli anni spesso si è verificato un vero e proprio stupro, con la sottrazione di importanti documenti dal valore storico inestimabile da parte di privati cittadini che hanno preferito farne dei cimeli invece di mettere il tutto a disposizione della collettività. Quanto detto finora, ha portato alla irreversibile validazione storica di quella che potrebbe essere una storia molto diversa da quella propinataci fino ad oggi. In questi giorni ho avuto la conferma che quanto mi accingo a riportare non è solo una mia folle teoria ma una semplice deduzione scaturita da riflessioni e contraddizioni palesi che nel corso della mia breve esistenza mi hanno sempre accompagnato. Potrei iniziare con una domanda che si pongono spesso anche i bambini delle scuole elementari: “Perché il nostro paese si chiama San Marco In Lamis e perché il gonfalone è simile quello della Serenissima Repubblica di Venezia, ovvero il leone di San Marco?”Qualcuno vi ha mai dato una risposta concreta? Credo di no, neanche a me l’hanno mai data. […]
di Ludovico Centola (http://www.sanmarcoinlamis.eu)
3 milioni di euro. A tanto ammonta l’importo di finanziamento che la Giunta Regionale pugliese ha stanziato, con specifica delibera, nel bando predisposto dall’Assessorato al Lavoro a sostegno dell’occupazione e in favore delle imprese che operano in Puglia e che assumono giovani disoccupati e inoccupati.
L’obiettivo è di contribuire a ridurre le condizioni di svantaggio nell’accesso al lavoro che contraddistinguono le regioni meridionali e con esse il fenomeno della precarietà.
Per questo la Regione stanzia con il bando incentivi finalizzati all’assunzione a tempo indeterminato in favore delle imprese che hanno assunto dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009 con contratti a tempo indeterminato non inferiori a 30 ore settimanali.
Il contributo della Regione non potrà superare i 12.000 euro a nuovo assunto. Le domande potranno essere presentate dal giorno della pubblicazione del bando sul BURP fino all’esaurimento delle risorse finanziarie.
"Si dice che"
… questa masseria risalga ai tempi di Federico II e faccia parte del sistema di masserie sviluppatosi in tutto il tavoliere fino alla terra di Bari voluto proprio dall’imperatore in persona.
La certezza non si ha, ma vari indizi confermano che potrebbe trattarsi proprio della struttura descritta; purtroppo nessun documento che ne parli è stato trovato, nemmeno dal D’Addetta, il famoso storico locale che si limita a citarla prendendo con le pinze l’idea che sia del periodo di Federico II.
Una attenta perizia con il gruppo archeo-speleologico Argod potrebbe confermare l’ipotesi.
L’edificio, che si trova esattamente al centro del piano di Carpino, a 500mt dalla Chiesa di Sant’Anna, non è in ottime condizioni ed ha subito interventi che in alcuni punti ne hanno compromesso la forma originaria. Le sue dimensioni, inusuali per un edificio agricolo della zona, lasciano sorpresi l’osservatore.




Tutti coloro che usufruiranno dei voli Skybridge sulla tratta Roma-Foggia-Roma durante i week-end del mese di settembre 2009 potranno soggiornare gratuitamente a Vieste del Gargano negli Hotels 4 stelle di Vieste: "Aranci – Oasi – Pellegrino Palace – Delle More – Yria " + "Hotel Villa Americana" di Rodi Garganico, trattamento di pernottamento e 1^ colazione, dalla sera del venerdi’ al mattino del lunedi’.
IL PROGRAMMA
VENERDI’:
– partenza da Roma Fiumicino alle ore 19.15.
– arrivo a Foggia Gino Lisa alle ore 20.05.
– trasferimento gratuito a Vieste e Rodi e sistemazione nell’Hotel riservato – pernottamento.
SABATO-DOMENICA:
– Soggiorno a Vieste o Rodi con trattamento di pernottamento e 1^ colazione.
LUNEDI’:
– 1^ colazione in Hotel.
– mattinata libera a disposizione.
– nel primo pomeriggio, trasferimento gratuito all’aeroporto di Foggia
– partenza da Foggia Gino Lisa alle ore 17.00
– arrivo a Roma Fiumicino alle ore 17.55
PROCEDURE
a) provvedere all’acquisto dei biglietti aerei sul sito www.skybridgeairops.com ;
(N.B. – l’acquisto dei biglietti garantisce la disponibilita’ alberghiera presso gli Hotels citati e la gratuita’ dei servizi e trasferimenti indicati nel programma).
b) contattare il call-center di Skybridge ( 199 100 889 ) e richiedere l’attivazione della promozione;
c) sarete contattati dal Tour Operator "Gtours" di Foggia, Via Piave n. 10, tel. 0881-722126, fax 0881-709836, info@gtours.it , www.gtours.it , che provvedera’ a confermare al cliente il nominativo dell’Hotel assegnato, emettere i vouchers relativi ai servizi alberghieri ed ai trasferimenti, fornire al cliente ulteriori informazioni ed assistenza.
Ancora un post sulla Chiesa di Sant’Anna,questa volta focalizziamo l’attenzione sul quadro,rubato negli anni ’60.Ancora una volta chiediamo una risposta dall’amministrazione pubblica.Perchè non si fa nulla per salvare il destino di questa chiesa?
Oppure vogliamo aspettare che diventi come la Santa Croce prima di restaurarla?


LA BIZZARRA TEORIA DI DEAN SNOW, ARCHEOLOGO E DOCENTE DELLA PENNSYLVANIA STATE UNIVERSITY, CHE HA ANALIZZATO LE IMPRONTE DI MANO RINVENUTE IN VARIE GROTTE PREISTORICHE DEL PIANETA
di Angelo Del Vecchio
RIGNANO GARGANICO (FG). Chi erano gli artisti che hanno affrescato Grotta Paglicci e hanno realizzato importantissime opere d’arte mobiliare tra 25.000 e 11.000 anni da oggi?
Sicuramente preistorici molto colti, con capacità espressive, visive e d’ingegno simili o uguali alle nostre. Seppellivano per esempio i propri morti, avevano una propria religione, avevano un proprio linguaggio, probabilmente avevano pure una rudimentale forma di comunicazione scritta, si radunavano in clan, avevano una propria gerarchia interna di potere e conoscevano sicuramente forme artistiche e culturali all’avanguardia. A Paglicci, come nel resto delle tribù paleolitiche organizzate d’Europa, il ruolo della donna doveva essere molto importante ed emancipato. A testimoniare ciò l’importante teoria di un archeologo americano, il prof. Dean Snow della Pennsylvania State University, secondo cui ad occuparsi dell’arredamento e della cura estetica della grotta erano le donne (o molte di loro).
Snow ha studiato molte cavità ubicate nei vari continenti e si è soffermato maggiormente su quelle europee, soprattutto i siti paleolitici di Pech Merle in Francia e di Grotta Paglicci in Italia. La sua "curiosità scientifica" si è concentrata sulle "firme" lasciate dagli artisti, ovvero le impronte di mano trovate vicino ad ogni dipinto, quasi sempre realizzati con ocra e carbone. Pech Merle e Grotta Paglicci, da questo punto di vista, sono molto importanti perché le impronte (per meglio essere precisi: le contro-impronte) sono state rinvenute nelle adiacenze di pitture parietali di cavalle gravide tra i 25.000 e i 20.000 anni fa. Artisti, anche donne, secondo l’archeologo americano, erano in attività in Europa e nel mondo già a partire da 40.000 anni or sono. Non sappiamo quale ruolo avesse il gentil sesso nella società paleolitica, sicuramente però la donna era considerata alla pari dell’uomo. Dean aggiunge che molte di esse avevano uno spiccato senso dell’arte. Quanto dice lo ha appreso direttamente dalle impronte, in positivo e in negativo, e dai graffiti di mani lasciati nelle grotte: molte sono piccole e sottili, a testimoniare che appartengono al genere Homo Sapiens femminile. Per meglio avvalorare la sua tesi ha effettuato un esperimento: ha confrontato le antiche impronte con alcune più moderne lasciate da diversi volontari.
Molte di quelle arcaiche hanno evidenziato il dito anulare e l’indice lungo e il mignolo piccolo (mani di femmina). Le ricerche di Dean per il momento si sono limitate all’analisi di foto e al sopralluogo in alcune caverne in Francia e in Spagna, in futuro potrebbero concentrarsi su quelle pugliesi rinvenute a Grotta Paglicci nell’entroterra del Gargano.
Chissà se la donna cromagnoniana rinvenuta nella grotta rignanese nel 1986 e vissuta tra i 23.000 e i 24.000 anni fa amasse o praticasse l’arte, certamente amava l’estetica e la bellezza, così come testimonia la ricostruzione del suo viso ad opera del prof. Francesco Mallegni dell’Università degli Studi di Pisa e gli oggetti di “bigiotteria” rinvenuti nella sua fossa tombale.
Ulteriori informazioni sul portale internet www.paglicci.net
Fonte Garganopress.net
Nel mese di settembre dal giorno 14 sino al 17 molte strutture turistiche della città di Vieste ospiteranno tour operator, intermediari e operatori turistici appartenenti a vari paesi d’Europa (Danimarca, Svezia, Finlandia, Inghilterra, Irlanda, Francia e Germania) per promuovere ed internazionalizzare il territorio del Gargano.
L’iniziativa denominata Borsa del Turismo del Gargano è stata sostenuta e promossa dai Consorzi Turistici del Gargano che hanno ceduto la parte operativa alla Mgf Comunicazione & Immagine di Lucera già contraddistinta professionalmente in un progetto con gli operatori agroalimentari Dauni negli Stati Uniti.
Lo scopo della Mgf è quello di far conoscere ai trenta operatori turistici esteri i differenti risvolti del turismo garganico ammirando gli scenari paesaggistici e le risorse naturali protagoniste dell’intero territorio garganico un vero e proprio tour nelle differenti strutture turistiche e nei posti più affascinanti del Gargano.
I luoghi da visitare sono davvero allettanti basti pensare alle bellezze del Parco Nazionale del Gargano, le immense spiagge dorate delle Isole Tremiti, i piatti tipici della cucina pugliese e le feste locali componenti essenziali che rendono particolare il Gargano.