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Antonio Basile (Ufficiale)

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Domani la presentazione del Carpino Folk Festival al «Petruzzelli» di Bari

Youssou N’Dour ospite d’onore
al Carpino folk festival
Domani la presentazione della manifestazione al «Petruzzelli» di Bari

IL 25 LUGLIO SI CORRE A CARPINO (FG)

La gara organizzata dal neo nato gruppo podistico locale “ CARPINO RUNNERS” coadiuvato dal GS STRACAGNANO, vuole essere l’inizio delle molte iniziative che si prefigge di realizzare il gruppo nel futuro.
La gara partirà ed arriverà nella centrale Piazza del Popolo  su un circuito di km. 12,00  tra strade cittadine e strade interpoderali tra gli oliveti che hanno dato a questo paese l’appellativo di Città dell’olio.
Il ritrovo è fissato alle ore 16,30 in Piazza del Popolo.
La partenza alle ore 18,30.
Tutti gli atleti regolarmente iscritti riceveranno il pacco gara che comprende:
–    Sacca tipo zainetto
–    Maglietta celebrativa della manifestazione
–    Confezione di fave di Carpino da gr. 250
–    Bottiglia di olio di Carpino di cl. 250
–    Una confezione di biscotti
–    Una pagnotta di pane da kg. 1
–    Una bottiglia di integratore da mezzo l.
Saranno premiate le prime tre donne e i primi tre uomini giunti al traguardo con trofei e confezioni di prodotti tipici.
Saranno premiati i primi cinque di tutte le categorie maschili con confezioni di prodotti tipici.
Le donne saranno tutte premiate quelle giunte regolarmente al traguardo con confezioni di prodotti tipici.
Saranno premiate le prime cinque società con il maggior numero di atleti giunti al traguardo.
A fine gara, gustoso ed abbondante Pasta Party a base di prodotti tipici del posto.
Le iscrizioni vanno inviate al N. Fax: 0884.80275  entro e non oltre  le ore 20,30 del 23 luglio.
Il contributo di iscrizione è di € 5,00.
Si accetteranno in via straordinaria iscrizioni il giorno della gara con  una  maggiorazione di € 3,00.
Possono partecipare alla gara tutti gli atleti in regola con le normative vigenti in norme sanitarie.
La gara è omologata FIDAL.
                                                                                   X il comitato organizzatore
                                                                                              Pasquale Giuliani

Invito per la Stampa – CONFERENZA STAMPA CARPINO FOLK FESTIVAL 2010

L’Assessorato alla Cultura, al Turismo e al Mediterraneo della Regione Puglia e l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con il Comune di Bari e la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari

hanno il piacere di invitare la S.V.
alla Conferenza Stampa di Presentazione de

XV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni

CONFERENZA STAMPA
CARPINO FOLK FESTIVAL 2010
XV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni

IN VIAGGIO VERSO IL MONDO DIETRO IL SOLE
per cui né alba né tramonto possono più indicare non solo la meta, ma neppure la direzione

Mercoledì 21 luglio, dalle ore 11.00, al Teatro Petruzzelli della città di Bari conferenza stampa/evento di presentazione del Carpino Folk Festival 2010 (www.carpinofolkfestival.com).

Dal 03 al 10 agosto nel Gargano il primo grande festival dedicato al recupero e alla valorizzazione della musica popolare pugliese giunto quest’anno alla sua quindicesima edizione. Il Carpino Folk Festival, promosso ed organizzato da Regione Puglia, Provincia di Foggia, Azienda di Promozione Turistica di Foggia, Consorzio 5FSS, Parco del Gargano, Comune di Carpino, Comune di Orsara di Puglia e Associazione Culturale Carpino Folk Festival sarà anticipato da due anteprime: il 26 luglio con il "ballo di Sant'Anna" a Lesina e il 30 Luglio con "le tarantelle del Gargano" a San Marco in Lamis.
Per dieci giorni il Gargano si trasformerà nel centro culturale della Puglia.

Introduce e coordina:
ORTORE PIO MICHELE, Presidente dell'Associazione Culturale Carpino Folk Festival
CASTELLUCCIA LUCIANO, Direttore Artistico del festival

Interviene:
Silvia Godelli – Assessore alla Cultura, al turismo e al Mediterraneo della Regione Puglia
Maria Elvira Consiglio – Assessore alla Cultura della Provincia di Foggia
Michele Emiliano – Sindaco del Comune di Bari
Rocco Manzo – Sindaco del Comune di Carpino
Stefano Pecorella – Commissario del Parco Nazionale del Gargano
Nicola Vascello – Commissario APT di Foggia
Antonella Marino – Responsabile Amnesty International Puglia

A seguire …
Dimostrazioni ed interventi delle musiche e dei canti tradizionali del Gargano:
– Alexina (Lesina) – Cantori di Carpino (Carpino)
– Le voci dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento (Vico del Gargano)
– Progetto Cala la Sera (San Giovanni Rotondo)
– I Cantori di Monte Sant'Angelo (Monte Sant'Angelo)
– Duo cameristico Pizzarelli – Leggieri

Ospite ANTONIO PICCININNO – Cantore e suonatore di Carpino

Chitarre battenti un grande raduno dei costruttori sul Gargano

Tra ricerche e nuove soluzioni
Carpino Folk Festival sul Gargano dal 03 al 10 agosto

Clic sul patrimonio culturale del Gargano

Un concorso fotografico per immortalare gli aspetti più belli

La Residenza Municipale oppone il rischio idrogeologico

UFFICIALIZZAZIONE DATE FESTIVAL 2010 A LESINA E SAN MARCO IN LAMIS

CARPINO FOLK FESTIVAL QUINDICESIMA EDIZIONE
03 – 10 AGOSTO, GARGANO (PUGLIA)

26 E 30 LUGLIO "UN FESTIVAL CHE COINVOLGE IL TERRITORIO" A LESINA E SAN MARCO IN LAMIS


Dal 03 al 10 agosto nel Gargano torna il Carpino Folk Festival, il primo grande festival dedicato al recupero e alla valorizzazione della musica popolare pugliese giunto quest’anno alla sua quindicesima edizione.
Il festival, promosso ed organizzato da Regione Puglia, Provincia di Foggia, Consorzio 5FSS, Parco del Gargano, Comune di Carpino, Comune di Orsara di Puglia e Associazione Culturale Carpino Folk Festival sarà anticipato da due anteprime: il 26 luglio con il "ballo di Sant'Anna" a Lesina e il 30 Luglio con "le tarantelle del Gargano" a San Marco in Lamis.

A BREVE AGGIORNAMENTI sulla nuova location del festival…

Un anno fa se ne è andava Antonio Maccarone – cantore e suonatore di Carpino

Maccarone, nato a Carpino nel lontano 1920, ha affrontato una esistenza convulsa, fatta di tremende sciagure, di emigrazione e di soddisfazioni ottenute nel campo della musica popolare. Il suo nome è legato alle melodie di un tempo, ereditate direttamente dai portatori della tradizione carpinese e garganica. Ultimamente lo si incontrava nella sua casa di campagna, alla periferia di Carpino. Nel suo piccolo rifugio, Maccarone, reso cieco dall'errore di un medico oculista, cercava di dimenticare i dispiaceri della vita (aveva perso i due nipoti e la moglie nel giro di pochi anni, aveva un solo figlio, che vive in Germania) suonando la sua inseparabile chitarra francese e intonando sonetti e canti della Carpino che fu e che rischia di perdere irrimediabilmente il suo patrimonio canoro-musicale. A lanciare il grido d'allarme fu lui stesso sul palco della XI edizione del Carpino Folk Festival quando dopo aver gioito con il pubblico – "Siamo ancora qua. Noi, un tempo chiamati cafoni, perseguitati…ora richiesti in tutta Italia" chiedeva ai giovani di pensare si alla riproposta dei loro canti e dei loro suoni, ma di non inficiarli con strumenti musicali moderni che nulla hanno a che vedere con quello che da secoli rappresenta la tradizione garganica e carpinese.

Allievo di Pasquale Di Viesti, nativo di Rodi Garganico, da cui apprende la maggior parte del repertorio di canti e musiche popolari. Oltre alla cecità recente, Maccarone era afflitto dalla completa sordità ad un orecchio, "ereditata" in guerra, quando nel 1943 fu travolto dalle bombe americane a Taranto. Uscì miracolosamente salvo dal crollo di un magazzino del Genio militare (lui era il custode), ma perse l'udito, ottenendo in cambio la pensione di guerra. Fu salvato da un "angelo custode", il suo sergente, che udì le sue grida di aiuto e quelle di un amico commilitone, pure lui poi tratto in salvo. Dopo la guerra il cantore ha svolto diversi lavori, tra cui quello di vigile campestre a Carpino. Nel 1961 decide di emigrare. Assieme alla moglie Maddalena Ruo (classe 1929) approda a Milano. Svolge diverse attività, passando da un lavoro ad un altro, fino a quando decide di mettersi in proprio. Si dedica interamente all'importazione di prodotti locali dalla Puglia alla Lombardia. Gli affari vanno talmente bene che nel 1968 gli viene attribuito il "Leone d'oro per il commercio", assegnato ai maggiori imprenditori lombardi. Nel 1967 conosce professionalmente Andrea Sacco a Milano. Maccarone fù testimone diretto del concerto organizzato al Teatro lirico da Roberto Leydi e Diego Carpitella, due dei più importanti ricercatori italiani di musica, danze e canti della tradizione.

Ritorna definitivamente a Carpino nel 1986. I soldi risparmiati gli hanno permesso di acquistare casa e di vivere agiatamente. Nel 1998 l'arrivo di Giovanna Marini sul Gargano e a Carpino, allo scopo di "immortalare" e salvaguardare la vera tradizione locale. Tradizione a cui era strettamente legato lo stesso cantore carpinese. Sul palco del Carpino Folk Festival Maccarone raggiungeva il suo apice, bravo come nessuno a instaurare un feeling col pubblico dominava l'evento, salutava tutti "paesani e furestieri" recitava i suoi sonetti e poi via con le sue rare doti catturava l'attenzione del pubblico fin dal primo istante e la portava senza nessun calo d'attenzione fino al gran finale. Suonatore di chitarra francese, Maccarone era divenuto una vero cantore della musica popolare a seguito del compiacimento del capostipite del gruppo dei Cantori di Carpino, Andrea Sacco, e dopo aver brillantemente superato la prova della propria comunità di appartenenza che in lui si identificava. Con la sua Chitarra a lato non aveva nulla da invidiare alle Rock star della beat generation che la chitarra la portavano al tracollo.

Non saprei dire quante volte l’ho sentito cantare, magari anche un po’ stonare per l’età e per la completa sordita ad un orecchio, ricordo di guerra. Tuttavia saprei benissimo riallacciare alla sua figura la spensieratezza di moltissime serate estive, e alla sua voce il vincolo di sangue che mi lega alla mia terra anche da qui, a 450 km di distanza. Con la sua morte se ne va l’uomo, ma resta l’esempio di chi allegramente ha fatto la sua parte nel cercare di ricordarci chi siamo e nel difendere la storia a cui apparteniamo… perchè “la storia siamo noi,siamo noi questo piatto di grano”
… Ciao ovunque tu sia.
Danilo Romito

Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival

La netta sensazione di stare a perdere solo del gran tempo per il nulla

Una nuova location è l’estremo tentativo di tenere ancorato un festival speciale in una terra speciale

Le terre di San Cirillo sono nel paese di Carpino.
E’ il luogo in cui avveniva la fiera del bestiame in occasione delle festività carpinesi. Un simbolo che marca l’importante tradizione agro-pastorale della comunità.

E’ ai piedi di Carpino.
Il palco verrebbe posizionato alle spalle del paese e i visitatori che sarebbero comunque costretti a passare per la piazza (sarebbe bene parlare di queste cose) nel vedere gli artisti vedrebbero Carpino di notte come sfondo.
Nessuno vuole lasciare Carpino.
Ma dobbiamo far fronte ai disagi che un festival come il nostro inevitabilmente crea. Dobbiamo farlo prima che il disagio si trasformi in qualcosa di più negativo e prima che le circostanze ci costringano a prendere decisioni più traumatiche.
Se non lo facessimo saremmo degli irresponsabili.

Senza immaginare scenari catastrofici, dobbiamo considerare che l’eccessivo affollamente è una delle maggiori cause di perdità dell’autenticità e dell’identità della comunità locale e della popolazione autoctona, così come è una delle peggiori cause che genera relazioni e scambi malsani.
I comportamenti e le abitudini altrui vengono fatti propri dalla comunità ospitante che diventa col tempo un’altra cosa.

Il Carpino Folk Festival deve quindi essere realizzato in armonia con le specificità e le tradizioni di Carpino e del Gargano nel rispetto delle leggi e degli usi e costumi.
Questo dovere è dell’Associazione, ma anche di tutta la comunità carpinese e dell’autorità pubblica.

L’Associazione, la comunita carpinese e del Gargano, l’autorità pubblica, i turisti e i visitatori insieme debbono avere l’obiettivo di promuovere un festival responsabile, sostenibile e accessibile a tutti.

Confidiamo in una decisione responsabile che tenga conto di tutti gli interessi coinvolti, tanto di coloro che beneficiano direttamente degli effetti positivi dell’impatto economico, tanto di coloro che subiscono gli effetti negativi dell’impatto socio – culturale del festival del Gargano e non solo in primis di coloro che abitano in Piazza del Popolo e nelle vie immediatamente adiacenti.

Il sottoscritto, Avv. Michele ORTORE, in qualità di Presidente dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, in data 28 giugno 2010 ha richiesto al Sindaco del Comune di Carpino l’autorizzazione all’utilizzo, per i giorni 08, 09 e 10 agosto 2010, e fino alle ore 02.00, dell’area sita in località Terre di San Cirillo per lo svolgimento dei concerti previsti nel programma del “Carpino Folk Festival 2010”.
Quindi una nuova location per un festival speciale in una terra speciale.

Le motivazioni di questa scelta sono molteplici, ma riassumibili sostanzialmente in 3 punti:
1) per una maggiore sicurezza
2) per una migliore coesistenza tra gli abitanti e gli ospiti forestieri
3) per un ulteriore sviluppo della manifestazione

Riteniamo che queste ragioni siano di per se sufficienti per spostare gli spettacoli di maggiore attrazione in un area più sicura, meno insostenibile e con ulteriori opportunità di crescita di un festival che non può più essere considerato una rassegna localistica.
Per sgombrare il campo dagli equivoci ricordiamo che l’Associazione dal sottoscritto rappresentata è senza scopo di lucro, la sua maggiore manifestazione (il Carpino Folk Festival) rimmarrà completamente gratuita, ma per realizzarla occorre che le entrate siano tali da coprire tutti i costi e i progetti che si stanno portando avanti.

Lasciare Piazza del Popolo, luogo nativo del Carpino Folk Festival, è una decisione difficile da prendere, ne siamo consapevoli, ma col tempo è divenuta una decisione necessaria.

Ma non si tratta di un abbandono.
La XV edizione è lunga 10 serate. Due delle quali si svolgeranno in altrettanti comuni del Gargano.
Le tre serate di maggiore affluenza di pubblico, come detto, in località Terre di San Cirillo e le altre 5, comunque, nel centro storico del paese tra Piazza del Popolo e Largo San Nicola.

Affinchè ciò avvenga tuttavia è necessaria l’autorizzazione comunale in tempi brevi, per evidenti ragioni tecniche non oltre il 10 luglio.
Se l’autorizzazione non dovesse pervenire o arriverebbe oltre il termine indicato dovremo nostro malgrado realizzare anche le serate dell’8 – 9 – 10 agosto nella nostra piazza, ma sarebbe comunque l’ultimo anno.
Le ragioni sopraesposte non sono negoziabili per nessuno e quindi anche per la nostra associazione (non può essere che qualcuno si assuma i rischi e gli oneri e altri i maggiori benefici) e quindi comporterebbero evidentemente una rivisitazione dell’organizzazione del Carpino Folk Festival che fin da ora ci porterebbe verso una maggiore itinerarietà e/o verso la delocalizzazione in aree idonee al di fuori del comune di Carpino.
La location speciale delle Terre di San Cirillo è, credeteci, l’estremo tentativo di tenere ancorato un festival speciale in una terra speciale.

Convinti della comprensione di tutta la cittadinanza di Carpino, chiediamo di aiutarci a ridurre al minimo gli effetti negativi dell’impatto socio – culturale del maggiore festival del Gargano e non solo.

Carpino, il 04 luglio 2010

Il Presidente
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival
Avv. Michele ORTORE

 

Il Patrimonio Culturale Immateriale di Peschici

“PUNTO DI STELLA”-“MUSEO DEI NONNI”: ACCOPPIATA DI LUSSO

L’Associazione Culturale “Punto di Stella”, nella persona del suo presidente Piero Giannini, in collaborazione col responsabile del “Museo Etnografico dei Nonni”, Davide Maggiano, porge alla cortese attenzione di chiunque sia interessato il Progetto realizzato allo scopo di curare e migliorare l’aspetto culturale del nostro paese: Peschici.

Peschici, una delle diciotto “Università” di “Città Gargano”, deve iniziare a costituire e considerarsi la mèta di una vacanza non solo di svago e semplice relax, ma anche intellettuale e culturale. I reperti documentali non mancano, in quanto il paese è ancora fedele alle antiche tradizioni e a un modo di vivere tranquillo e genuino, con tante abitudini e costumanze i cui “testimoni” sono ora raccolti e custoditi in un Museo, sicuramente punto di attrazione per turisti curiosi, interessati o alla ricerca di informazioni e notizie sul luogo scelto per le proprie ferie e le sue radici.

Peschici, oltre alle sue incantevoli location, possiede una storia alle spalle ricca di consuetudini e culture che il progresso dell’età moderna non ha per fortuna cancellato totalmente. Con la collaborazione di tutti – operatori turistici in testa, i primi a essere coinvolti per ovvii motivi nell’iniziativa che proponiamo – sarà d’ora in poi possibile tuffarsi in un passato, recente e remoto, ampiamente documentato nel “Museo dei Nonni”.

Come supportare tale Progetto? Gli albergatori, in primis, potranno mettere a disposizione del cliente soggiornante nella loro struttura ricettiva un servizio suppletivo offrendo una “entrata-omaggio” nelle sale e salette della Galleria “don Achille” di Via Castello – dove è raccontata la nostra Storia – i cui biglietti d’ingresso verranno forniti dalla sottoscritta Associazione dietro contributo “volontario” da utilizzare esclusivamente per le spese di manutenzione del contenitore culturale e sopportare i costi vivi che un’iniziativa del genere comporta.

Già in passato il turismo peschiciano ha dimostrato di gradire, apprezzare e amare la raccolta di beni culturali del luogo. Ma ciò che ammirerà in questa occasione sarà ben più ricco e di pregio rispetto ai due anni (2006 e 2007) in cui il Museo è rimasto aperto. Avallando il presente Progetto ogni operatore turistico – non solo quindi gli albergatori – renderà più completo il proprio “pacchetto”, ma soprattutto diventerà il garante-sponsor della tanto bistrattata cultura.

Sperando che tale scarna illustrazione dell’iniziativa raggiunga la sensibilità di ciascuno dei nostri referenti che, con la loro adesione, dimostreranno di averne inteso il significato socio-culturale, insieme potremo servire su un piatto d’argento ai nostri visitatori una possibilità in più di imparare a conoscerci. Le vaste pinete del nostro magnifico paese sono ormai un ricordo ma con una traccia indelebile negli animi di tutti noi. Operiamo adesso in modo da non far scomparire definitivamente anche la cultura. “La cultura è tesoro!”

I beni culturali sono parte del patrimonio dello Stato Italiano e hanno valore artistico, storico oppure archeologico. Sono inventariati negli archivi dei musei o nei magazzini delle biblioteche o, ancora, nelle collezioni dello Stato, e sono riconosciuti e protetti dalla Costituzione (art. 9 comma 2) che prevede, oltre alla tutela del paesaggio, anche quella del patrimonio storico-artistico nazionale. Lo Stato attribuisce alle Regioni il compito di rendere effettiva tale tutela, delegandole a emanare leggi volte a salvaguardare il patrimonio culturale.

Speriamo quindi che siate d’accordo coi nostri ideali di una migliore conservazione di quei beni che mettiamo in mostra e di renderne possibile la visita. Tutto questo è attuabile col vostro aiuto. Bisogna che la cultura risorga dalle profondità degli animi dov’è stata dimenticata per anni. La nostra iniziativa potrebbe offrire al visitatore non solo una “catena di storia” del nostro paese, ma soprattutto mostrargli un aspetto di enorme bellezza che non si è mai rivelato.
Davide Maggiano

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