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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2101 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

Sistema turistico in provincia di Foggia

carpino folk festival, festival puglia, tarantaCOME intervenire in favore del sistema turistico provinciale di Capitanata è il tema che sarà affrontato, venerdì 3 febbraio 2012 alle 10.30, nella Sala Azzurra dell’Ente Camerale di Foggia. L’assessore regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo Silvia Godelli, incontrerà le Associazioni di Categoria e gli operatori turistici di Capitanata per avviare una discussione sui prossimi programmi di intervento sul territorio. All’iniziativa, organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Foggia, sono previsti anche gli interventi di Eliseo Zanasi, presidente della Camera di Commercio di Foggia, Giancarlo Piccirillo, direttore generale dell’Agenzia Turistica regionale Pugliapromozione, Silvio Maselli, direttore di Apulia Film Commission, e Federico Ceschin, consulente responsabile del Progetto di Eccellenza Monti Dauni.

“Una mezz’idea l’avremmo, ma prima bisognerebbe sapere perchè si invita l’Assessore regionale Godelli se poi localmente non si sostengono gli interventi e le iniziative che promuove e mette in atto sul territorio? E’ lampante il progetto della Godelli: mettere insieme turismo e cultura.
Valorizzare tutti gli aspetti patrimoniali del territorio: l’architettura (palazzi, chiese, castelli, torri), l’urbanistica e il tessuto urbano (vie, piazze, percorsi, parchi e giardini), la religione e le tradizioni (riti, feste, sagre, commemorazioni), il folklore (musica, poesia, dialetto) e la cultura materiale (gastronomia, artigianato, processi produttivi), tutti testimoni dell’autentica e individuale personalità del territorio.
Con altre parole occorre incentrare la vocazione turistica della Capitanata sulla valorizzazione degli elementi fondanti la nostra identità locale.
Questo bisogna farlo bene ma non basta, bisogna anche comunicarlo nel modo migliore e presso il target giusto.
Ed allora occorre sostenere ed inserire l’evento attrattore della tradizione popolare garganica nei circuiti nazionali ed internazionali di promozione turistica, quindi attraverso il Carpino Folk Festival realizzare interventi di progettazione, organizzazione ed attuazione di attività culturali, anche itineranti come elementi vitali di attrattività per visitatori e i turisti.
Basta con le chiacchiere che stanno a zero, parlando del Gargano occorre delocalizzare prima di destagionalizzare l’offerta turistica per permettere di ridurre i fenomeni di congestionamento concentrati in un lasso di tempo breve nelle principali località turistiche balneari, con conseguenze negative anche dal punto di vista ambientale.
Dopo se vi saranno le risorse si potrà anche destagionalizzare attraverso la creazione di un “effetto rimbalzo” fra grandi attrattori e il patrimonio meno conosciuto.
La Provincia di Foggia, Camera di Commercio di Foggia e il Parco Nazionale del Gargano hanno un ruolo fondamentale in questa costruzione, ma devono fare sistema.”

La protezione giuridica del “corpus sonoro” della Puglia

Intervieni! “Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo”. Drucker

 Dopo Bari e Lecce la proposta di Legge Regionale sulla tutela e valorizzazione della musica pugliese di tradizione che il consigliere Sergio Blasi ha presentato al Consiglio Regionale della Puglia sarà discussa a CARPINO in una iniziativa pubblica che si terrà sabato 07 gennaio 2012, presso il Centro Culturale ANDREA SACCO. Inizio ORE 16,00

 Qui la proposta di legge presentata al Consiglio Regionale della Puglia

Qui gli interventi di Sergio Blasi, Vincenzo Santoro e Sergio Torsello sulla stampa

La protezione giuridica del “corpus sonoro” della Puglia

di Antonio Basile

Area progettazione, comunicazione & marketing del Carpino Folk Festival

La Puglia da oltre un decennio è stata letteralmente scossa dal movimento del folk music revival tanto da divenire negli ultimi anni la regione più attiva e vivace in ambito nazionale. Ma non solo. Come ricorda Vincenzo Santoro, estensore della proposta di legge regionale, il movimento musicale pugliese legato alla musica di tradizione ha avuto impatti cosi notevoli in termini di occasioni lavorative e più in generale in termini di sviluppo economico da essere assunta come elemento distintivo del “brand Puglia”.

Dalla realizzazione di concerti e festival alla consulenza alle pubbliche amministrazioni locali, dalla ricerca sul campo alla produzione di libri, video, dischi fino all’insegnamento nelle scuole o nei luoghi di formazioni non formale, amatori, musicisti, danzatori, costruttori di strumenti e semplici appassionati di musica popolare sono divenuti veri e propri operatori culturali.

La Regione Puglia dal suo canto ha assecondato questo movimento e l’assessore Godelli l’ha sostenuto soprattutto sul versante della valorizzazione e della costruzione di grandi eventi posti al centro delle sue azioni volte ad accrescere l’attrattività territoriale in sintonia con le recenti politiche europee. Ma è intervenuta anche con azioni rivolte alla documentazione e all’integrazione delle biblioteche pubbliche con materiali anche del patrimonio immateriale orale e con altri interventi che qui è inutile riepilogare.

Oggi la proposta di legge regionale che Sergio Blasi ha presentato al Consiglio Regionale si propone di chiudere il cerchio dando riconoscimento giuridico e risorse, al corpus sonoro della Puglia.

Sicuramente si tratta di una iniziativa meritevole che suscita grande interesse per gli operatori del settore, per gli studiosi e per le altre assemblee legislative.

Ma proprio questa ragione deve spingere il nostro legislatore a realizzare un intervento ambizioso e tra i più avanzati in materia di protezione dei patrimoni musicali orali in ambito nazionale e internazionale.

Da questo punto di vista ci sembra un ottimo punto di partenza la citazione della Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, occorre però evitare che diventi un mero richiamo e che l’intero provvedimento alle finalità della stessa si uniformi fino a mettere a disposizione strumenti e risorse per giungere a formalizzare una richiesta di riconoscimento della musica nostrana come patrimonio dell’umanità.

Ciò detto, la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale si prefigge di operare mediante interventi che riguardano sostanzialmente: l’identificazione, la documentazione e la ricerca; la valorizzazione; la trasmissione e la rivitalizzazione.

Tutta una serie di interventi che richiedono maturate esperienze, ma anche elevate competenze.

Dal punto di vista delle esperienze come previsto dalla convenzione occorrerebbe che anche l’intervento regionale garantisse la più ampia partecipazione di comunità, gruppi e, ove appropriato, individui che creano, mantengono e trasmettono tale patrimonio culturale, al fine di coinvolgerli attivamente nella sua gestione. Per quanto riguarda invece le competenze la convenzione suggerisce di avvalersi di organizzazioni aventi fondata competenza nel settore.

Da questo punto di vista ben venga l’istituzione di un albo regionale, ma se la finalità non è solo censoria è bene allargare la platea dei soggetti attualmente ristretta alle associazione e ai gruppi autonomi che svolgono genericamente attività musicali popolari.

Altrimenti si rischia ad esempio che associazione come quella di Carpino pur essendo accreditata all’Assemblea Generale dell’Unesco e pur essendo tra gli operatori più attivi e vivaci nel settore, non svolgendo direttamente attività musicale non potrebbe essere iscritta all’albo regionale.

Quindi in proposito si auspica una maggiore puntualizzazione della norma.

Cosi come si auspica una maggiore riflessioni sull’oggetto della legge e su che cosa si intende, infatti, per “musica popolare”?

Attualmente e giustamente l’art. 1 stabilisce che la legge si rivolge alle forme musicali locali di tradizione orale viventi sul territorio pugliese. Ma poi altrettanto correttamente le norme successive sottintendono anche le forme di riproposta, le cosiddette “contaminazioni” e quindi un concetto di tradizione in divenire che sarebbe bene legittimare esplicitandolo nella norma iniziale. Il rischio che altrimenti si corre è che l’interpretazione necessariamente estensiva dell’articolo 1 in connessione con gli altri articoli porti ad una ratio della legge che miri alla tutela di musiche che nulla hanno a che fare con la tradizione musicale pugliese, ad esempio attraverso le musiche d’autore ispirate a forme “popolari” si potrebbe far rientrare anche la popular music in quanto musica di massa e questo non sarebbe auspicabile in questo provvedimento.

Il problema sul quale però vogliamo focalizzare l’attenzione è quello delle competenze attualmente esistenti nel nostro territorio e nelle organizzazioni operanti nel settore.

Per quanto lavoro i nostri operatori hanno potuto svolgere in questi anni nella valorizzazione e nella salvaguardia dei beni culturali dei loro territori, stravolgendo in molti casi anche la loro natura, non c’è dubbio che la stragrande maggioranza di essi ha bisogno di una formazione superiore specifica per migliorare i propri risultati anche dal punto di vista scientifico. Quindi è utile chiedersi come questa proposta di legge possa promuovere studi tecnici e artistici fino a definire i requisiti formativi e professionali necessari per giungere alla delineazione di una vera e propria qualifica professionale: ad. Operatore Culturale Tradizionale

Questo potrebbe essere perseguito, senza alcun onere aggiuntivo a carico del bilancio regionale, attraverso l’integrazione di questa legge con le norme che regolano la formazione professionale in Puglia e quindi attraverso l’impiego delle risorse del Fondo Sociale Europeo.

Analoga situazione si ritrova negli enti locali, con l’aggravante che qui non esistono ruoli tecnico-scientifici specifici per questo bene culturale, pertanto la disposizione che prevede risorse solo agli enti comunali – per la realizzazione di festival, raduni e analoghe iniziative di spettacolo nel campo delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale – anche se in collaborazioni con i soggetti associazionistici e privati operanti nel settore – rischia di subordinare le iniziative proposte di volta in volta alle esigenze politiche o ideologiche che governano l’ente.

Sarebbe opportuno pertanto anche per questa norma allargare la platea dei beneficiari dei contributi ai soggetti associazionistici e privati operanti nel settore.

Altra integrazione, senza alcun onere aggiuntivo a carico del bilancio regionale, andrebbe cercata con gli altri programmi di pianificazione regionali. Ad esempio sarebbe opportuno destinare parte del FUSR e dei FESR, allo sviluppo di produzioni musicali pugliesi ispirate a forme e stili “popolari” senza metterle in competizione sul versante dell’innovazione con altre produzioni musicali.

Ancora un integrazione andrebbe ricercata con i piani degli interventi in favore dei pugliesi nel mondo per l’istituzione delle settimane della cultura pugliese nel mondo in cui privileggiare le nostre musiche di tradizione per il forte elemento identitario che hanno per definizione. La nostra esperienza a Melbourne nel 2008 (Settimana Pugliese d’Australia) ci dice che è la strada giusta per riallacciare quei rapporti con coloro che sono pugliesi a tutti gli effetti ma che inevitabilmente risentono della distanza e del tempo.

Si potrebbe partire con 4 settimane all’anno una per ogni continente, esclusa l’Europa, a rotazione nei singoli Stati in cui sono presenti le nostre comunità.

Importante è l’obiettivo previsto dall proposta di legge della realizzazione di archivi e biblioteche multimediali specializzate, almeno per i territori che maggiormente hanno conservato la loro vocazione musicale, in coordinamento e connessione con l’archivio sonoro pugliese la cui attività andrebbe potenziata per la realizzazione di programmi diffusi di educazione, di sensibilizzazione e d’informazione destinati al pubblico in generale e in particolare ai giovani.

A tal proposito si consiglia l’approfondimento della Linea 4.2 del FESR.

Non ci convincono invece le quote di cofinanziamento degli interventi previsti dall’art.4 in taluni casi non in linea con i contributi erogati in base all’attuale Programma delle Attività Culturali.

Infine, ma non per importanza, una legge sulla musica di tradizione pugliese non può non porsi il problema di come promuovere la creazione di spazi designati alla sua rappresentazione o alla sua espressione.

In questo senso, per il breve periodo, facciamo molto affidamento sul Programma Operativo Interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo” (POIn).

Questo è il contributo tecnico che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival vuole dare affinché la Puglia, sufficientemente matura e accreditata, punti ad una legge autorevole che le consenta di primeggiare in questo settore.

Di tutto questo e di molto altro parleremo il 7 gennaio prossimo a CARPINO con Sergio Blasi, consigliere regionale e segretario del Pd pugliese e Vincenzo Santoro, operatore culturale, consulente per l’estensione della legge insieme agli  operatori impegnati nel movimento musicale pugliese che vorranno intervenire.

 

La protezione giuridica del “corpus sonoro” della Puglia

Dopo Bari e Lecce la proposta di Legge Regionale sulla tutela e valorizzazione della musica pugliese di tradizione che il consigliere Sergio Blasi ha presentato al Consiglio Regionale della Puglia sarà discussa a CARPINO in una iniziativa pubblica che si terrà sabato 07 gennaio 2012, presso il Centro Culturale ANDREA SACCO.

La Puglia da oltre un decennio è stata letteralmente scossa dal movimento del folk music revival tanto da divenire negli ultimi anni la regione più attiva e vivace in ambito nazionale. Ma non solo. Come ricorda Vincenzo Santoro, estensore della proposta di legge regionale, il movimento musicale pugliese legato alla musica di tradizione ha avuto impatti cosi notevoli in termini di occasioni lavorative e più in generale in termini di sviluppo economico da essere assunta come elemento distintivo del “brand Puglia”.

Dalla realizzazione di concerti e festival alla consulenza alle pubbliche amministrazioni locali, dalla ricerca sul campo alla produzione di libri, video, dischi fino all’insegnamento nelle scuole o nei luoghi di formazioni non formale, amatori, musicisti, danzatori, costruttori di strumenti e semplici appassionati di musica popolare sono divenuti veri e propri operatori culturali.

La Regione Puglia dal suo canto ha assecondato questo movimento e l’assessore Godelli l’ha sostenuto soprattutto sul versante della valorizzazione e della costruzione di grandi eventi posti al centro delle sue azioni volte ad accrescere l’attrattività territoriale in sintonia con le recenti politiche europee. Ma è intervenuta anche con azioni rivolte alla documentazione e all’integrazione delle biblioteche pubbliche con materiali anche del patrimonio immateriale orale e con altri interventi che qui è inutile riepilogare.
Oggi la proposta di legge regionale che Sergio Blasi ha presentato al Consiglio Regionale si propone di chiudere il cerchio dando riconoscimento giuridico e risorse, al corpus sonoro della Puglia.

Sicuramente si tratta di una iniziativa meritevole che suscita grande interesse per gli operatori del settore, per gli studiosi e per le altre assemblee legislative.
Ma proprio questa ragione deve spingere il nostro legislatore a realizzare un intervento ambizioso e tra i più avanzati in materia di protezione dei patrimoni musicali orali in ambito nazionale e internazionale.

Da questo punto di vista ci sembra un ottimo punto di partenza la citazione della Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, occorre però evitare che diventi un mero richiamo e che l’intero provvedimento alle finalità della stessa si uniformi fino a mettere a disposizione strumenti e risorse per giungere a formalizzare una richiesta di riconoscimento della musica nostrana come patrimonio dell’umanità.
Ciò detto, la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale si prefigge di operare mediante interventi che riguardano sostanzialmente: l’identificazione, la documentazione e la ricerca; la valorizzazione; la trasmissione e la rivitalizzazione.
Tutta una serie di interventi che richiedono maturate esperienze, ma anche elevate competenze.
Dal punto di vista delle esperienze come previsto dalla convenzione occorrerebbe che anche l’intervento regionale garantisse la più ampia partecipazione di comunità, gruppi e, ove appropriato, individui che creano, mantengono e trasmettono tale patrimonio culturale, al fine di coinvolgerli attivamente nella sua gestione. Per quanto riguarda invece le competenze la convenzione suggerisce di avvalersi di organizzazioni aventi fondata competenza nel settore.

Da questo punto di vista ben venga l’istituzione di un albo regionale, ma se la finalità non è solo censoria è bene allargare la platea dei soggetti attualmente ristretta alle associazione e ai gruppi autonomi che svolgono genericamente attività musicali popolari.

Altrimenti si rischia ad esempio che associazione come quella di Carpino pur essendo accreditata all’Assemblea Generale dell’Unesco e pur essendo tra gli operatori più attivi e vivaci nel settore, non svolgendo direttamente attività musicale non potrebbe essere iscritta all’albo regionale.
Quindi in proposito si auspica una maggiore puntualizzazione della norma.

Cosi come si auspica una maggiore riflessioni sull’oggetto della legge e su che cosa si intende, infatti, per “musica popolare”?
Attualmente e giustamente l’art. 1 stabilisce che la legge si rivolge alle forme musicali locali di tradizione orale viventi sul territorio pugliese. Ma poi altrettanto correttamente le norme successive sottintendono anche le forme di riproposta, le cosiddette “contaminazioni” e quindi un concetto di tradizione in divenire che sarebbe bene legittimare esplicitandolo nella norma iniziale. Il rischio che altrimenti si corre è che l’interpretazione necessariamente estensiva dell’articolo 1 in connessione con gli altri articoli porti ad una ratio della legge che miri alla tutela di musiche che nulla hanno a che fare con la tradizione musicale pugliese, ad esempio attraverso le musiche d’autore ispirate a forme “popolari” si potrebbe far rientrare anche la popular music in quanto musica di massa e questo non sarebbe auspicabile in questo provvedimento.

Il problema sul quale però vogliamo focalizzare l’attenzione è quello delle competenze attualmente esistenti nel nostro territorio e nelle organizzazioni operanti nel settore.
Per quanto lavoro i nostri operatori hanno potuto svolgere in questi anni nella valorizzazione e nella salvaguardia dei beni culturali dei loro territori, stravolgendo in molti casi anche la loro natura, non c’è dubbio che la stragrande maggioranza di essi ha bisogno di una formazione superiore specifica per migliorare i propri risultati anche dal punto di vista scientifico. Quindi è utile chiedersi come questa proposta di legge possa promuovere studi tecnici e artistici fino a definire i requisiti formativi e professionali necessari per giungere alla delineazione di una vera e propria qualifica professionale: ad. Operatore Culturale Tradizionale
Questo potrebbe essere perseguito, senza alcun onere aggiuntivo a carico del bilancio regionale, attraverso l’integrazione di questa legge con le norme che regolano la formazione professionale in Puglia e quindi attraverso l’impiego delle risorse del Fondo Sociale Europeo.

Analoga situazione si ritrova negli enti locali, con l’aggravante che qui non esistono ruoli tecnico-scientifici specifici per questo bene culturale, pertanto la disposizione che prevede risorse solo agli enti comunali – per la realizzazione di festival, raduni e analoghe iniziative di spettacolo nel campo delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale – anche se in collaborazioni con i soggetti associazionistici e privati operanti nel settore – rischia di subordinare le iniziative proposte di volta in volta alle esigenze politiche o ideologiche che governano l’ente.
Sarebbe opportuno pertanto anche per questa norma allargare la platea dei beneficiari dei contributi ai soggetti associazionistici e privati operanti nel settore.

Altra integrazione, senza alcun onere aggiuntivo a carico del bilancio regionale, andrebbe cercata con gli altri programmi di pianificazione regionali. Ad esempio sarebbe opportuno destinare parte del FUSR e dei FESR, allo sviluppo di produzioni musicali pugliesi ispirate a forme e stili “popolari” senza metterle in competizione sul versante dell’innovazione con altre produzioni musicali.

Ancora un integrazione andrebbe ricercata con i piani degli interventi in favore dei pugliesi nel mondo per l’istituzione delle settimane della cultura pugliese nel mondo in cui privileggiare le nostre musiche di tradizione per il forte elemento identitario che hanno per definizione. La nostra esperienza a Melbourne nel 2008 (Settimana Pugliese d’Australia) ci dice che è la strada giusta per riallacciare quei rapporti con coloro che sono pugliesi a tutti gli effetti ma che inevitabilmente risentono della distanza e del tempo.
Si potrebbe partire con 4 settimane all’anno una per ogni continente, esclusa l’Europa, a rotazione nei singoli Stati in cui sono presenti le nostre comunità.

Importante è l’obiettivo previsto dall proposta di legge della realizzazione di archivi e biblioteche multimediali specializzate, almeno per i territori che maggiormente hanno conservato la loro vocazione musicale, in coordinamento e connessione con l’archivio sonoro pugliese la cui attività andrebbe potenziata per la realizzazione di programmi diffusi di educazione, di sensibilizzazione e d’informazione destinati al pubblico in generale e in particolare ai giovani.
A tal proposito si consiglia l’approfondimento della Linea 4.2 del FESR.

Non ci convincono invece le quote di cofinanziamento degli interventi previsti dall’art.4 in taluni casi non in linea con i contributi erogati in base all’attuale Programma delle Attività Culturali.

Infine, ma non per importanza, una legge sulla musica di tradizione pugliese non può non porsi il problema di come promuovere la creazione di spazi designati alla sua rappresentazione o alla sua espressione.
In questo senso, per il breve periodo, facciamo molto affidamento sul Programma Operativo Interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo” (POIn).

Questo è il contributo tecnico che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival vuole dare affinché la Puglia, sufficientemente matura e accreditata, punti ad una legge autorevole che le consenta di primeggiare in questo settore.

Di tutto questo e di molto altro parleremo il 7 gennaio prossimo a CARPINO con Sergio Blasi, consigliere regionale e segretario del Pd pugliese e Vincenzo Santoro, operatore culturale, consulente per l’estensione della legge insieme agli  operatori impegnati nel movimento musicale pugliese che vorranno intervenire.

Da Carpino a Melbourne per il Centenario di Jules Dassin

Radio Rete Italia Melbourne – Carpino Folk Festival – Associazione Transtv
Festival Pietre che Cantano – Ichnos Network HD – Festival del Cinena Europeo di Lecce
presentano
Da Carpino a Melbourne per il Centenario di Jules Dassin

Due appuntamenti tra l’Italia e l’Australia In occasione del centenario della nascita del regista e attore Jules Dassin.

Autore di “Rififi”, “Topkapi”,, “La Citta Nuda” e “Mai di Domenica”.

Domenica 18 Dicembre, giorno dell’anniversario, a partire dalle ore 19.00, a Carpino nel Gargano, è prevista l’innaugurazione del nuovo restiling del Bar de Bergolis, con gli arredi dell’epoca, il 1957, delle riprese del Film “La legge”, e una mostra permanente di immagini estratte direttamente dal film.

Lunedi 19 Dicembre dalle 19.00 alle 20.00 a Melbourne in Australia, (9 del mattino in Italia) trasmisssione speciale sul Centenario di Jules Dassin in onda su Radio Rete Italia. In studio il direttore dell’emittente Ivano Ercole e Joseph Caputo Presidente dell’Aurity per le Comunità Etniche dello Stato di Victoria. Sono previste telefonate e collegamenti con l’Italia, e contributi registrati, con numerosi interventi di critici, registi e attori; ed anche uno spazio di “teatro radiofonico” dove l’attrice Valeria Ferrario interpreterà stralci dall’autobiografia di Melina Mercouri: “I was born greek”.

Scenografia principale de “La legge”, che è un gioco tradizionale del Gargano sui “ruoli del potere”, fu proprio la Piazza del Popolo di Carpino, dove il bar storico de Bergolis si affaccia. E’ previsto un rinfresco l’intervento di “zio Carlo Sacco”, una delle comparse carpinesi del Film che racconterà della sua esperienza. Un collegamento skype permetterà saluti e interventi da parte di chi non potrà essere presente perché lontano. Della serata di Carpino al Bar de Bergolis nella diretta telefonica dl giorno dopo. Il Carpino Folk Festival è impegnato da anni nella ricerca degli (ex) ragazzi che parteciparono al film, e che hanno continuato la loro esistenza all’estero e forse proprio in Australia. Il talk show radiofonico sarà l’occasione per parlare di Dassin e della sua emigrazione dagli Stati Uniti al Mediterraneo. della sua capacità di alternasi tra Cinema d’autore e realistico a realizzazioni capaci anche di grandi successi commerciali. Fino ad un Film come “Mai di Domenica” veicolo di una delle canzoni più di successo al Mondo come “I ragazzi del Pireo”, e che verrà ripresentata dalle antenne di Rete Italia nelle bizzarre versdioni di Simon Harris, Nobraino e Cleveland Watkiss, dal “Live” di Pietre che Cantano edizione 2010 dedicata al 50° di “Never on sunday”. La scelta Dassin di vivere in Grecia a fianco di Melina Mercouri, non fù solo amore o convergenza artistica, ma li vide lottare insieme per riportare i “Marmi del Partenone” dal British Museum in Grecia. Facile sarà sconfinare anche nell’attualità, visto che in Australia e presente una grande Comunità proveninete dalla Grecia. Paese che in questi ultimi mesi è diventato il paradigma europeo, ed italiano, della peggiore delle minacce: “Il Baratro“. Cosa direbbero della Grecia di oggi Melina Mercouri e Jules Dassin se ci fossero ancora?

Un americano-greco che passò da Carpino

1911-2011 Memorial Jules Dassin
18.12.2011 Melbourne (AUS) Radio Rete Italia, h.19.00

Oggi, nell’Europa che discute della crisi economica dei suoi Stati, la Grecia è associata alla metafora del Baratro. Nessun Paese vuol finire come la Grecia. Nessun Paese vuole precipitare nel Baratro!

E pensare che è il Paese dove sona nate la Democrazia e la Filosofia. Per alcuni americani è diventato la meta dove trovare una più vera Libertà, dove ridare senso alla vita e alle emozioni.

Uno di questi “americani” era Jules Dassin, regista cinematografico con una importante carriera già avviata ad Hollywood. Il 18 dicembre ricorre in centesimo anniversario della sua nascita. E morto pochi anni fa, nel 2008. In Grecia. La sua compagna di vita Melina Mercouri er morta nel 1994. Una grande storia d’amore, ed un grande sodalizio artistico e politico. Melina e Jules hanno dedicato gli ultimi decenni della loro vita alla battaglia che ha come obiettivo il riportare ad Atene i favolosi Marmi del Partenone, ancora oggi in possesso del British Museum. Ricordare Dassin e Melina è ricordare un pezzo importante del XX secolo. Jules, figlio di ebrei russi trasferitisi in USA debutto come attore da ragazzo nel Teatro Yddish e, come diversi registi del suo tempo entrò nella “Lista Nera” della Commissione McCarty.

Il Festival Pietre che Cantano, Il Carpino Folk Festival, l’Associazione Transtv e il Festival del Cinema Europeo di Lecce vogliono ricordare Dassin nel giorno del suo centesimo compleanno attraverso Radio Rete Italia di Melbourne. Con uno speciale radiofonico con testimonianze, ricordi, brani sonori dei film, ed estratti musicali dal tributo che il Festival “Pietre che Cantano” ha dedicato lo scorso anno alla canzone “I ragazzi del Pireo”, la “Oscar Song” del Film “Never on Sunday – Mai di Domenica” considerata una delle 20 canzoni più famose del Mondo. Ed il caso ha voluto che il centesimo compleeanno di Dassin capitasse proprio di Domenica. Il programma prevede contibuti e collegamenti in diretta con l’Italia, dove saranno le 9 del mattino. Ed in particolare con Carpino, da dove verrà ascolata la voce di anziani carpinesi che parteciparono come figuranti, nel 1956, al set del Film “La legge”. Era la prima volta che approdava in Puglia un film con uno straordinario cast internazionale: Ives Montand, Gina Lollobrigida, Melina Mercouri, Marcello Mastroianni, Pierre Brasseur e Paolo Stoppa.

Sono previsti interventi, tra gli altri, dei critici cinematografici Roberto Silvestri, e Silvana Silvestri, del regista e studioso Angelo Amoroso d’Aragona, dei registi Luigi Di Gianni e Cecilia Mangini. Gli ultimi tre sono tutti, non a caso, impeganti sul fronte del Documentario, affascinati proprio dallo straordinario e personale modo di Dassin di “trattare” il Realismo. La Mangini, già collaboratrice di Pier Paolo Pasolini ed Ernesto De Martino, fu redattrice di un libro proprio sul Film “La Legge”, l’esperienza italiana di Dassin. E’ prevista una lettura di un estratto dal libro autobiografico di Melina Mercouri “I was born greek” da parte dell’attrice Valeria Ferrario.

Il Centenario di Dassin è un pretesto prezioso e affettuoso per riempire i “vuoti di memoria” un po’ di tutte le generazioni. La scelta dell’Australia non è casuale, così ricca di emigrazione greca e con una importante presenza dal Gargano. Proprio nei giorni scorsi il Consolato Greco di Melbourne è stato oggetto di un atto vandalico di giovani manifestanti neo-anarchisti. Forse per evitare “contestazioni estreme” dei Governi dovrebbe svilupparsi più curiosità per i Popoli. Ma la Grecia ha oggi grandi difficoltà economiche nel “raccontarsi”, ed è un problema per tutto il Mediterraneo. E’ vero, bisogna conoscere il Passato per cambiare il Futuro. Quando il Cinema riesce a produrre esperienze emotive dense, tanto quanto è denso e carnale il desiderio di Libertà, tanto quanto pesano il lavoro, la sofferenza e gli amori veri nella vita delle donne e degli uomni, allora anche il Cinema diventa memoria importante. Diventa Cultura che costruisce la Civiltà del Tempo. Ricostruire e ricordare aiuta a definire l’identità culturale, e tutti i perché, di quei perché, del come siamo cosi oggi.

L’uso pubblico della cultura popolare in Puglia

di Sergio Torsello
direttore artistico del Festival La Notte della Taranta
Fondazione Notte della Taranta“La taranta pizzica ancora, ma il suo morso fa fare salti di gioia”. Con questa battuta fulminante, capace di condensare in poche righe un intero universo di senso e al tempo stesso un radicale mutamento di paradigma, l’antropologo Marino Niola apriva nell’estate scorsa sul “Venerdì” di Repubblica una raffinata riflessione a cinquant’anni dalla pubblicazione del libro più noto di Ernesto De Martino, La Terra del rimorso. Questa severa monografia antropologica, a lungo ignorata nel panorama accademico italiano, agli inizi degli anni ’90 è diventata una potente risorsa simbolica cui si sono ispirate nuove pratiche reiventive di tradizioni locali da tempo in disuso (come la musica e la danza), dando origine ad uno dei fenomeni socioantropologici più interessanti tra quelli emersi sulla scena mondiale negli ultimi quindici anni. Un movimento giovanile informale, fluido, “interstiziale”, come lo definisce Piero Fumarola, ha individuato proprio nella musica tradizionale una via privilegiata per un nuovo senso di appartenenza e un ritrovato amor loci trasformando in breve il Salento in una sorta di “patria culturale”, un esempio da imitare nel campo della valorizzazione dei patrimoni tradizionali. La stessa Notte della Taranta, l’evento più eclatante di questo fermento culturale, non solo nasce in questo contesto appena accennato, ma addirittura ne costituisce il prodotto più emblematico. Non è il caso in questa sede di ripercorrere la storia di un fenomeno sul quale esiste ormai una abbondante letteratura (locale e accademica). Ma alcuni dati oggettivi vanno almeno sottolineati. Tra i tanti meriti del “movimento” che sostiene il revival salentino della pizzica uno mi sembra particolarmente importante, quello di aver aperto un dibattito ( talvolta anche acceso ) su un tema cruciale: l’”uso pubblico della cultura popolare”, per usare una felice espressione di Fabio Dei, ossia “l’uso della cultura popolare all’interno di politiche territoriali di tutela e valorizzazione del patrimonio etnografico e delle identità locali”. A distanza di anni, tuttavia, gli esiti di quel dibattito sono ancora aperti, non si sono tradotti com’era logico attendersi in un nuovo linguaggio e in una nuova pratica politica capace di valorizzare gli aspetti positivi di tali processi, pensiamo su tutti alla domanda di tutela dei “beni comuni” emersa con forza in questi anni nelle pratiche politiche adottate dal “movimento” (la cura delle risorse naturali e del patrimonio culturale, ma aggiungerei anche la memoria e il sapere critico come suggerisce il recente bel “manifesto” dei beni comuni di Ugo Mattei). Molti importanti risultati sono stati raggiunti in questi anni in termini di marketing territoriale, di ricaduta economica, di creazione di nuovo capitale sociale, e certo non sono mancati ingenti investimenti pubblici a favore dei grandi eventi di spettacolo come la Notte della Taranta e, sia pur in misura minore la Focara di Novoli, la Festa di San Rocco a Torrepaduli, il Folk Festival di Carpino sul Gargano. Ma paradossalmente la cultura popolare sembra oggi quasi espunta dal dibattito locale. Rimane l’unanime riconoscimento dell’importanza dei grandi attrattori turistici. Ma il ruolo del patrimonio tradizionale, nel quadro delle politiche della cultura locali,che pure nel corso degli anni si era guadagnato uno spazio di riconoscibilità pubblica, sembra oggi relegato in una posizione più defilata, se non addirittura marginale. Questa proposta di legge di tutela della musica di tradizione orale pugliese contiene dunque molti motivi di interesse. Se da un lato colloca la Puglia al livello delle più avanzate esperienze legislative regionali in materia di tutela dei patrimoni immateriali, dall’altro sposta il focus dell’attenzione dalle iniziative di spettacolo alle attività di ricerca e documentazione ponendosi di fatto come una nuova opportunità di dialogo tra il mondo istituzionale e il multiforme universo degli operatori di settore.
In questa nuova fase infatti alle istituzioni locali spetta un compito fondamentale di connessione, di facilitazione e di sostegno non solo alle eccellenze emerse in questi anni ma anche alla pluralità dei soggetti impegnati nel settore. Solo così, forse, la fertile primavera pugliese, nella quale tanta parte ha avuto il movimento di riscoperta della musica tradizionale salentina, non si risolverà in un’altra bruciante occasione mancata.

Canti e suoni della tradizione di Carpino

Il Carpino Folk Festival alla libreria Ubik di Foggia
Giovedì 8 dicembre, ore 19.00
Pio Gravina ed Enrico Noviello presentano l’opera dell’associazione culturale
Canti e suoni della tradizione di Carpino (Edizioni Kiurumuny, 2011)
Doppio Cd + libro che mette insieme tutto il lavoro svolto fino a questo momento
Intervengono il Presidente del Carpino Folk Festival, Michele Ortore
L’editore Luigi Chiriatti e il cantatore di Carpino Maich Maccarone
Coordina l’incontro l’autrice Roberta Jarussi.
Al termine della serata, una degustazione d’olio d’oliva.

Figli di una comunità ormai nota anche fuori dall’Italia. Ricercatori della memoria orale, fatta di storie e di Storia. Suonatori e divulgatori della tradizione. È tutto quanto ruota attorno all’espressione Carpino Folk Festival, associazione culturale nata ufficialmente quindici anni fa, ma che trae vita da un lavoro lontanissimo, di enorme qualità culturale.
Canti e suoni della tradizione di Carpino (Edizioni Kiurumuny, 2011) è il doppio disco compendiato da un libro che mette insieme tutto il lavoro svolto fino a questo momento, dalla ricerca, alle registrazioni, ai canti e ai testi della tradizione della musica di Carpino. Giovedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata, alle ore 19.00, nello spazio live della Libreria Ubik di Foggia avrà luogo la presentazione ufficiale di questo intenso lavoro, durante una serata di festa condita anche da ottima musica, rivolta a tutti appassionati del genere.

La cura del lavoro oggetto della presentazione è firmata da Pio Gravina ed Enrico Noviello, ma sono molti i protagonisti che ne hanno fatto (e ne fanno) parte, come testimoniano i due Cd, contenenti molte registrazioni storiche, interviste d’epoca e ben 35 brani di questa straordinaria tradizione musicale e culturale. Oltre a Gravina e Noviello infatti, in libreria saranno presenti il Presidente dell’associazione culturale Carpino Folk Festival, Michele Ortore, l’editore Luigi Chiriatti e il cantatore di Carpino Maich Maccarone. Il coordinamento dell’incontro è affidato all’autrice Roberta Jarussi. Al termine della serata, una degustazione d’olio d’oliva a cura dell’Azienda Agricola Ortore.

Canti e suoni della tradizione di Carpino (Edizioni Kurumuny, 2011; Cd doppio con libretto, 80 pagine; € 15). Un impegno ideale, culturale, di ricerca e di metodo, concentrato in suoni, come indica il titolo stesso. In musica e tradizione proveniente da Carpino e da quell’ampio ventaglio di insediamenti distribuito intorno al lago di Varano, lungo la strada che attraversa Capoiale, San Nicola di Varano, Cagnano Varano, Ischitella, Vico del Gargano, fino a Rodi Garganico, in posizione rialzata e panoramica sul Poggio Pastromele. A raccontare – e spiegare – tutto l’immenso patrimonio sonoro concentrato nel doppio Cd, un libretto ben suddiviso in capitoli specifici, ciascuno incentrato su una questione particolare. Che cos’è la tradizione? Di quale tradizione si parla? Da dove arrivano i suoni? Quali sono le principali differenze stilistiche ravvisabili tra i vari brani? Che tipo di lavoro di ricerca è stato compiuto? A queste e ad altre domande, gli autori e i cantori stessi dell’associazione culturale Carpino Folk Festival, hanno risposto con precisione e dovizia di particolari. Il lavoro concentra molte pubblicazioni precedenti e testimonia il presente di una comunità, la quale ha dalla sua l’esperienza sessantennale di etnomusicologi e ricercatori di rilievo, come Ettore De Carolis, Roberto Leydi e Diego Carpitella, unita all’apporto di nuove voci di oggi e di domani, come i due curatori Enrico Noviello e Pio Gravina.

“Canti e suoni della tradizione di Carpino”, il doppio cd è ora acquistabile online!!

Da qualche giorno il portale ufficiale del Carpino Folk Festival è tornato online rinnovandosi ed introducendo una nuova sezione dedicata all’acquisto del doppio cd prodotto quest’estate dall’associazione:
“Canti e suoni della tradizione di Carpino”

Per perpetuare la crescita in coscienza della comunità e per ritessere i fili della propria memoria può essere utile raccogliere in un unico supporto digitale le voci testimonianti il repertorio ricchissimo di Carpino: Nunzia D’Antuono, Michele Maich Maccarone, Matteo Scansuso, Carlo Trombetta, Michele Di Giacomo, Angela Sacco, Maria Di Perna, Maria Vittoria Sacco, Nicola Di Perna, Andrea Sacco, Rocco Antonio Sacco, Rocco Valente, Antonio Piccininno.

Il doppio cd si può acquistare a questo link, (verrà spedito al vostro indirizzo)

Oppure su iTUNES:
Volume 1
Volume 2

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E’ PUGLIA BITE LO SPETTACOLO PRODOTTO DAL CARPINO FOLK FESTIVAL

CARPINO FOLK FESTIVAL H20
… è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è principio e fine.
Domenica 07 Agosto 2011 dalle ore 22,00 in Piazza del Popolo – Carpino
PUGLIA BITE
L'ideale unione della Puglia attraverso le musiche dei suoi estremi: il Gargano ed il Salento.

diretta da Mauro Durante
 
I diversi timbri, modi di cantare, dialetti, colori, le diverse danze e le splendide voci, che hanno facce da giovani ma che sembrano portatrici di un passato dai contorni mitici, parlano per l'occasione una sola lingua, quella pugliese, con il chiaro intento di cercare e creare un'identità comune nella modernità. 
 
Un progetto musicale di Mauro Durante, leader del Canzoniere Grecanico Salentino e assistente di Ludovico Einaudi alla Notte della Taranta, in cui le pizziche salentine e le tarantelle garganiche si alternano e fluiscono le une nelle altre senza soluzione di continuità, in una festa di tammorre e tamburelli, nacchere e pietre, chitarre battenti e mandole, archi e organetti, zampogna e banda di fiati.
Uno spettacolo da non perdere, che è allo stesso tempo viaggio e incontro, presente e passato, musica e magia.
 
Lo spettacolo è prodotto dal Carpino Folk Festival interessato al coinvolgimento dei giovani nella valorizzazione delle specificità territoriali con l'obiettivo di cementare delle nuove icone della musica popolare di casa nostra come espressione alta di vitalità culturale.
 
Ispirandosi ai valori, alla poetica e alle capacità dei suonatori e dai cantatori della tradizione, "PUGLIA BITE" vuole presentare al grande pubblico, prima pugliese e poi nazionale e internazionale, brani ritenuti godibili solo da specialisti e musicologi.
 
La prima nazionale avverrà nel corso della XVI edizione del Carpino Folk Festival che si svolgerà il 4, 5, 6, 7, 8 e 9 agosto 2011, la presentazione domenica 24 luglio a Cagnano Varano e poi spettacoli verranno promossi nelle principali piazze e teatri della Puglia con l’auspicato coinvolgimento del Teatro Pubblico Pugliese e della sua filiera di produzioni. Non verrà trascurato il mercato Estero di modo da promuovere l’immagine della Puglia come location di eventi e di produzione culturali di particolare qualità.
 
Gli artisti coinvolti:
Mauro Durante: violino, tamburi a cornice, voce, direzione musicale
Silvia Perrone: danza
Luca Tarantino: chitarra classica, battente, basso, cori
Maria Mazzotta: voce, nacchere, tamburello
Massimiliano Morabito: organetto
Giulio Bianco: zampogna, flauti, armonica a bocca
Giancarlo Paglialunga: voce, tamburello
Vito de Lorenzi: batteria, percussioni, tamburello
Roberta Mazzotta: violino
Antonello Cavallo: violoncello, cori
Igor Legari: contrabbasso
Peppe Grassi: mandolino, mandoloncello
Pio Gravina: voce, chitarra battente
Antonio Manzo: tammorra
Antonio Pizzarelli : clarinetto,clarinetto basso
Raffaele Gentile: clarinetto
Antonio Antonacci: sax alto
Pasquale Manobianco: sax tenore
Giovanni Palmieri: corno
Domenico Marino: tromba
Marcello Cruciano: basso tuba
Guglielmo Dimidri: sound engineer

 Il Programma della XVI Edizione del primo festival pugliese sulla musica popolare e sue contaminazioni.

Il Carpino Folk Festival ècofinanziato dall'UE-PO PUGLIA FESR 2007-2013 ASSE IV AZIONE4.3.2
L'autenticità e le tipicitàimmateriali del Gargano è finanziata nell'ambito del bando “Giovani Energiein Comune”, progetto promosso dal Dipartimento della Gioventù – Presidenzadel Consiglio dei Ministri e dall’Anci – Associazione Nazionale ComuniItaliani, per migliorare il “Coinvolgimento dei giovani nellavalorizzazione delle specificità territoriali”
La Rete dei Festival 5FSS èsostenuta dal Progetto Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 AsseIV
Un festival speciale, in una location speciale, inuna terra speciale
Iscritta all'Albo Regionale Pugliese dello Spettacolo
NGO maintaining official relations with UNESCO
www.carpinofolkfestival.com
www.facebook.com/CFFestival

Casting a Foggia per Carmine Crocco – Il generale dei briganti

Nel mese di giugno 2011 a Vieste saranno girate una parte delle scene di "Il generale dei briganti", nuova fiction TV diretta da Paolo Poeti e prodotta dalla Ellemme Group per la prima serata di Rai 1.
Protagonista della miniserie in due puntate sarà Daniele Liotti nei panni di Carmine Crocco, storico capo dei briganti lucani che contribuirono in maniera determinante all’Unità d’Italia, schierandosi a fianco di Garibaldi.

Per figuranti e comparse, la produzione sta cercando donne e uomini di età compresa tra i 18 e i 60 anni dalla fisionomia mediterranea.

I casting si terranno:
28 maggio 2011 – Foggia – Teatro dei Limoni (via Giardino 21) – dalle ore 10,30 alle ore 19.
29 maggio 2011 – Foggia – Teatro dei Limoni (via Giardino 21) – dalle ore 15,30 alle ore 19.
30 maggio 2011 – Vieste – Fever Dance Accademy (Via Dante Alighieri 29/F) – dalle ore 10,30 alle ore 16.
31 maggio 2011 – Vieste – Fever Dance Accademy (Via Dante Alighieri 29/F) – dalle ore 10,30 alle ore 16.

Chi intende partecipare deve essere munito di fotocopia del documento d'identità e codice fiscale.

Per maggiori info.:
Lello Petrone
pugliacasting@gmail.com

Investire sul Carpino Folk Festival vuol dire investire sul nostro territorio

– A tutti i cittadini di Carpino

– Ai titolari di locali pubblici e di attività commerciali

– Al senso civico dei più giovani

 

"Il Carpino Folk Festival ricopre un ruolo importante nella scena musicale della Puglia. Si tratta di un evento fantastico, dove stare tra il pubblico è meraviglioso cosi come esibirsi sul palcoscenico.

Da oltre 15 anni è un evento portatore di valori, di legami con il territorio, di passione, tradizione, identità e credibilità.

E' nato a Carpino il primo grande festival pugliese della musica popolare e delle sue contaminazioni.

 

Quest'anno l'Associazione organizzatrice ha davvero bisogno del sostegno di TUTTI per assicurare che uno dei più grandi eventi del suo genere dell'Italia del sud possa continuare a fornire un'esperienza  superiore ai tanti altri festival patacca!

La motivazione a sostenerci può essere la passione per la musica, il  desiderio di preservare un evento culturale che alimenta la nostra  economia e l'industria del turismo culturale della Puglia, o la consapevolezza che i giovani, i talenti e i nostri visitatori continuano  a vivere il festival cosi com'è stato concepito, ossia come una grande festa popolare.

 

Ci sono molti modi per sostenerci, in particolare attraverso:

Donazioni – per essere un importante sostenitore

Contributi – per essere partner e co-generatore dei nostri eventi e dei nostri risultati

Sponsorizzazioni – per associare il festival e gli  spettacoli del singolo artista alla propria azienda/istituzione che ne  ha permesso la realizzazione.

 

Le donazioni e i contributi possono essere  effettuati autonomamente tramite

– PayPal (il metodo sicuro di pagamento online con carta di credito)

bonifico bancario intestato a "Associazione Culturale Carpino Folk Festival" – IBAN: IT32 V088 1078 3300 0002 0009 201 (Banca Credito Cooperativo Agenzia di Carpino – x i carpinesi nel mondo il codice SWIFT o BIC: ICRAITRRMIO);

Nella causale scrivere "Nome Cognome sostiene il CFF"

 

Le donazioni superiori a 10,00 € che perverranno entro il 15 luglio 2011 verranno citate in apposita sezione dei 5000 books 10×21 del festival.

Per i contributi restiamo disponibili ad ogni eventuale documentazione da produrre.

Attenzione: non consegnate soldi in contanti a nessuno li chieda per il Carpino Folk Festival!

 

Per le sponsorizzazioni, non vi offriamo un mero  acquisto di spazi, come altri, ma una creazione congiunta di opportunità  per le quali siamo pronti ad ascoltare le vostre proposte.

Tuttavia, in attesa delle stesse, per passare immediatamente al  concreto, con azioni che possono sostenere la promozione la diffusione e  consolidamento del vostro brand vi proponiamo i nostri pacchetti  pubblicitari innovativi e soprattutto fortemente visibili tra i giovani,  i lavoratori e le imprese che hanno nel proprio territorio il vero  patrimonio.

(A seguito della vostra scelta formalizzeremo il tutto con regolare contratto di sponsorizzazione e fatturazione.)

 

Per divulgare, in maniera diffusa e capillare, le attività, i servizi e le Vostre opportunità sul territorio pugliese.

# Pacchetto A = 9 mila euro + iva

– Rendere visibile “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR nella piazza del concerto

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 10.000 volantini A5 del festival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 5.000 flayer 14×21 (2 ante) del festival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sul sito web ufficiale del festival www.carpinofolkfestival.com e nella community di facebook del festival www.facebook.com/cffestival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR nella cartella  stampa del festival su tutti i comunicati stampa che verranno lanciati  per promuovere il festival insieme al banner dedicato agli enti  istituzionali.

– Inserire il logo "Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sullo sfondo delle interviste ufficiali e della conferenza stampa

 

Per garantire un'informazione visibile e trasparente sulle possibilità offerte dall'"Azienda" e dalle sue "Attività/Prodotti"

# Pacchetto B = 15 mila euro + iva

– Esporre il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sulle 2 torri del palco del festival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 1000 manifesti 70×100 della XVI edizione

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR e breve testo (60  caratteri spazi inclusi) nella grafica degli spazi pubblicitari  programmati su un quotidiano Nazionale (2 uscite – 15 moduli)

– Mettere a disposizione dello SPONSOR 2 pagine dei 5000 books 10×21  (2 ante 24 pag.) del festival per la proprio comunicazione e promozione.

 

# Pacchetto A + B = 22 mila euro + iva

Per ciascuno dei pacchetti A, B e A+B  è inclusa la possibilità dello  SPONSOR di distribuire prodotti promozionali e gadget dello SPONSOR  medesimo durante il festival.

 

# Azione C = Mettere a disposizione uno Stand nella  Piazza dei concerti per la promozione/vendita dei prodotti dell’azienda  dello SPONSOR, esclusi quelli alimentari, Inserire il logo  “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 10.000 volantini e sui 5.000  flayer  = 2000,00 + iva

# Azione D = Mettere a disposizione dello SPONSOR 2  pagine dei 5000 books del festival per la proprio comunicazione e  promozione = 1.000,00 + iva

# Azione E = Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 10.000 volantini e sui 5.000 flayer  = 800,00 + iva

# Azione F = Inserire il logo "Azienda/Prodotto"  dello SPONSOR nella pagina dedicata agli SPONSOR sui 5000 books del  festival = 500,00 + iva

 

Comunque decidete di sostenere la nostra attività, sappiate che il vostro contributo è molto apprezzato.

Ogni erogazione è per il festival molto importante.

Carpino li 23 maggio 2011

 

Associazione Culturale Carpino Folk Festival

Su Fb: http://www.facebook.com/CFFestival

Sul Web: http://www.carpinofolkfestival.com/

 

Per contatti diretti:

Telefono: +39 0884 326145

Mobile: +39 360512842

info@carpinofolkfestival.com

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