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Carpino durante una “transumanza” di vacche podoliche i partecipanti arrivano a centinaia da tutt’Italia

Foto di Antonello Vigliaroli

Foto di Antonello Vigliaroli

Transumanza, l’altopiano di Carminizzo sul Gargano fa il pieno di turisti

La festa è iniziata venerdì 25 aprile alle ore 6.00 con l’arrivo al punto d’incontro prestabilito degli appassionanti che volevano conoscere da vicino le tradizioni pastorali del Gargano raccontate dagli stessi esperti protagonisti.
Dopo un breve tragitto in navetta si è giunti in località Tartareta nel territorio di Ischitella. Qui i partecipanti percorrendo le vie erbose piene di fango a causa della forte piogge cadute sul Gargano per tutta la notte hanno raggiunto la masseria utilizzata dalla famiglia Facenna per pascolare le vacche podoliche durante l’inverno.
All’inizio regna il silenzio. Poi di colpo l’arrivo dei pastori e più lentamente, da lontano, ecco scorgere la mandria di bovini anticipata dal frastuono di centinaia di zoccoli, campanacci e muggiti che letteralmente avvolgono i partecipanti come in un caloroso abbraccio. Segue la tradizionale consegna dei campanacci tipici e più grandi che grazie ai cinturoni vengono appesi al collo delle mucche più anziane e al torello della mandria.
Parte il corteo composto da 45 bovini e fin da subito non mancano le difficoltà dovute alla presenza di noi curiosi. Dietro la transumanza c’è una organizzazione perfetta che richiede mesi di preparazione: uno sforzo collettivo che si affida all’esperienza e al lavoro dei “transumanti”. La presenza di uomini non esperti complica il passaggio delle mucche e rende ancora più faticosa la transumanza degli animali, ma anche dei transumanti. Il percorso da compiere non è molto lungo perché è una transumanza di tipo verticale dal piano alla montagna di soli 8,75 km. Nel nostro caso dal piano si raggiunge Carpino ruotando intorno a poggio Pastromele, il colle sul quale è appoggiato il paese. Qui si compie un breve tragitto interno dove lungo le strade si fermano tutti: curiosi, famiglie, gente che si è data appuntamento per non perdere l’evento; e poi ci sono gli anziani che salutano e accolgono questo rito con un sorriso perso tra i ricordi, quando da bambini erano loro a mungere il latte con le mani. A questo punto si è percorsa la metà della transumanza e si aggregano i ritardatari e coloro che per motivi diversi hanno preferito un tragitto più breve. Lungo la pianura di Carpino e nel percorso sul quale si svolgono durante le festività locali le tradizionali corse dei cavalli si giunge ai piedi di Monte Vernone. Iniziano i quasi due km più tosti con salite che raggiungono punte del 20%. Ma va là sono solo cazzate, la verità è che sono stanco e se quelle macchine non si fossero aggregate al pulmino che trasporta bambini e chi proprio non ce la fa a salire a piedi avrei fatto l’ultimo pezzo con più facilità e con meno nervosismo. Ma tempo di raccogliere gli ultimi spariji e finalmente in Località CAMINIZZO avvisto l’Azienda Zootecnica FACENNA. Ce l’ho fatta!!!

Foto di Domenico Sergio Antonacci

Foto di Domenico Sergio Antonacci

Il paradiso in terra. Tutt’intorno è verde spezzato dall’azzurro del cielo e del lago di varano e dell’adriatico. Vicino a noi galline e galli, mamma maiale e i suoi 8 piccolini, cavalli, conigli, pecore in lontananza e capre garganiche sui pascoli che vedremo scendere nel pomeriggio.
I bovini sono liberi di pascolare nei verdi prati senza mai però entrare in contatto con la piccola mandria che era rimasta su per far crescere i vitelli più piccoli. Il tempo ha cancellato gli affetti ed adesso le due mandrie sono “nemiche” ci spiega la massara Olga. Ci vuole un po di tempo ed un particolare rituale di avvicinamento prima di metterli a dormire di nuovo insieme.
Siamo in ritardo di oltre un ora e quindi Luciano e Michele ci avvertono che verrà subito servita la colazione a base di latte di pecora e di taralli al vinecotto che in quest’angolo di Puglia si ricava dalla spremitura dei fichi che avviene nel mese di settembre. In contemporanea i massari Giacomino Facenna con i suoi due figli, Marco e Antonio insieme a Luigi Giordano mostrano ai turisti la mungitura delle vacche. Intanto è arrivato il ricercatore di canti popolari Pio Gravina che mostra la costruzione dei cesti tipici. E’ già ora di pranzo. Viene servito il panecotte dei montanari con pane, cime di rape, verza, patate e olio di oliva, segue la zuppa di ceci servita con pane abbrustolito.
Quindi si passa velocemente alla dimostrazione della produzione dei formaggi e della ricotta. E’ la volta delle trecce e dei nodini di mozzarella. Il sole è forte sopra il cielo di Carpino. La sveglia all’alba, il percorso, il sole e le ripetute emozioni mi ubriacano i sensi. Tocca alla musica popolare diventare protagonista con una rappresentanza dei Cantori di Carpino capitanati da Nicola Cifronne, Mike Maccarone, Pio Gravina e i cunti di Carlo Ziccocche intervallati dal podolico Luciano, lo studioso Giovanni Rinaldi, il botanico Nello Biscotti e da un breve saluto del paesologo Franco Arminio. Tocca ai cascavadde podolici ristabilire il primato dei sapori ed avviarci verso Monte Vernone alla scoperta dei pascoli della capra garganica e delle erbe spontaneee commestibili. Ma voi lo sapevate che il Gargano è il territorio in cui vive la popolazione che mangia più verdura in Europa? Io non lo sapevo, cosi come non sapevo che i garganici mangiano circa l’80% delle erbe che crescono nel proprio territorio. Con franchezza sapevo dell’esistenza della cicoria selvatica molto differente dalla cicoria addomesticata ma non avrei mai immaginato che un stelo di erba con due o tre trifoglie potesse essere l’originario sedano della nostra zona. Va bene me ne faro una ragione, tanto sono infinite le cose di cui non sono a conoscenza e che spero di imparare. Oggi ho già dato e le mie gambe non tengono più. Il sole e Matteo mio figlio mi danno il colpo finale. Sono costretto a ritornare sui miei passi. Ma prima un’ultima emozione il gregge di capre garganiche con il loro lungo pelo. Scendono dall’alto e non trovo le parole per descrivere la gioia che provo. Sbagliano tratturo e finiscono in un recinto diverso da quello di destinazione. Un giorno dovrò approfondire il meccanismo di recinzione e le aperture e chiusure dei cancelli. Insieme alle macere sono la parte più ricca dell’ingegneria umana in questo paradiso.
Sono solo le 19,00 ma le bolle ai piedi mi suggeriscono di prendere la navetta per tornare a casa paterna. Mi spiegheranno dopo che la serata è continuata con la grigliata di carne, vino e musica fino alle 2 di notte al buio pesto perché nel frattempo è venuta meno l’elettricità alimentata per l’occasione da un generatore a benzina.

Tutto questo solo per i primi 200 fortunati che hanno prenotato e solo per 20 euro a testa. Sono pazzi questi garganici.

*La festa della transumanza sul Gargano ideata dall’eccentrico Luciano C. è stata organizzata dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con la fam. Facenna. L’evento ha ottenuto il patrocinio del Parco Nazionale del Gargano, del Gal Gargano e del Comune di Carpino.
Un grazie mio personale va a Giovanni, l’autista del pulmino del Comune di Carpino, che senza tregua ha fatto da spola tra il punto d’incontro e la masseria Facenna consentendomi di
portare alla festa anche il mio piccolo Matteo di soli 21 mesi.

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Discussione

Un pensiero su “Carpino durante una “transumanza” di vacche podoliche i partecipanti arrivano a centinaia da tutt’Italia

  1. Bravo, Antonio! Ho gustato fino in fondo il tuo rendiconto sulla festa della transumanza, avvenuta in tenimento di Carpino il 25 aprile scorso. Devo confessarti che qualche passo del tuo discorso mi ha intensamente emozionato, perché mi ha ricordato le mie origini. Sono nato, infatti, in una famiglia di allevatori di mucche podoliche e di agricoltori, ma sono stato indirizzato agli studi perché mio padre aveva programmato per me una vita meno dura e faticosa. Anche i miei familiari praticavano dunque la transumanza da “Mòntë Pïzzútö” contrada dei pascoli autunnali, invernali e primaverili a “Spìgnö” località più alta che poteva meglio assicurare i pascoli estivi. Io non ho mai partecipato e questi eventi, ma rimanevo a bocca aperta quando li sentivo raccontare dai miei parenti.

    Pubblicato da Giuseppe Trombetta | aprile 26, 2014, 11:03 pm

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