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Vico del Gargano: Segreti e interrogativi nel libro di Gianni Lannes

Cosa avvenne in quella notte del 4 novembre al motopeschereccio “Francesco Padre”, della flottiglia di Molfetta, mentre pescava nelle tranquille acque del mare Adriatico? Perché la barca affondò con tutto l’equipaggio e i corpi giacciono ancora in fondo al mare con tutto il carico di misteri e silenzi? Quella notte, nello stesso specchio d’acqua dell’Adriatico orientale, era in corso una operazione della NATO denominata “Sharp Guard”.

Perché su tutta questa vicenda vige un rigoroso segreto di Stato?

Sono questi gli interrogativi che si è posto il giornalista Gianni Lannes raccolti nel libro “NATO: colpito e affondato. La tragedia insabbiata del Francesco Padre”.

Il libro verrà presentato a Vico del Gargano, sabato 30 gennaio, alle ore 18.30 nella sala consiliare.

Michele Angelicchio

Pon Ricerca e Competitività, alla Puglia 150 milioni di euro

In arrivo i fondi alla ricerca del Programma Operativo Nazionale (PON) Ricerca e Competitività.
L’invito del MIUR a presentare i progetti di ricerca industriale comparirà a breve sulla Gazzetta Ufficiale. Questo intervento riserva alla Puglia 150milioni di euro provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dal Fondo di Rotazione. Un pacchetto totale di 465milioni destinato alle Regioni della convergenza, tra le quali la porzione più rilevante è proprio quella toccata alla Puglia. Alla Calabria sono destinati infatti 80milioni di euro, 145 alla Campania e 90 alla Sicilia.
Non è un caso. È stata la Regione Puglia a volere quella dotazione finanziaria proprio sull’Azione “Interventi di sostegno della ricerca industriale”. A spiegarne le ragioni è la Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone: “La nostra è una Regione che ha puntato sulla ricerca, ritenendola un obiettivo davvero prioritario. Nel nuovo ciclo di programmazione regionale 2007-2013 abbiamo investito 1miliardo 762milioni di euro in ricerca e innovazione di cui 581milioni destinati alla promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell’innovazione per la competitività. Abbiamo inserito un bando ad hoc da 48milioni anche nella nostra manovra anticrisi. Lo facciamo perché crediamo che sia davvero questa la chiave di volta del futuro per un’economia sostenibile che guardi anche alla qualità della vita dei cittadini”. “Poi – continua – c’è il fattore fiducia. Su questa azione abbiamo voluto una dotazione più alta di quella delle altre Regioni perché crediamo davvero che le nostre aziende, come hanno già ampiamente dimostrato, possano presentare progetti di ricerca di altissima qualità”.
Il ruolo della Puglia nella storia del PON Ricerca e Competitività va anche oltre. Fu il presidente della Regione Nichi Vendola, infatti, a sollecitare, in tutte le sedi ufficiali e in tutte le trasmissioni televisive, lo sblocco delle risorse da parte del Governo nazionale. Dopo la firma dell’Accordo di Programma Quadro avvenuta il 31 luglio 2009, fu sempre la Puglia a sollecitare la costituzione di un tavolo tecnico e a chiedere che questa Azione del Programma Operativo Nazionale fosse legata alle politiche regionali per la ricerca e l’innovazione e che fossero valutati i legami tra i progetti di ricerca e i distretti tecnologici e produttivi. “Ecco perché – osserva Loredana Capone – l’uscita del primo avviso del Pon si può considerare a pieno titolo un successo strategico della Puglia”.
L’invito del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca si rivolge alle imprese che esercitano attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi, alle imprese che esercitano attività di trasporto, alle imprese artigiane di produzione, ai centri di ricerca promossi da questo genere di imprese, ai consorzi e alle società consortili, ai parchi scientifici e tecnologici. Le domande di agevolazione possono essere presentate dalle imprese anche congiuntamente con Università ed Enti di ricerca. I progetti devono prevedere lo sviluppo di attività di ricerca industriale (e di formazione dei ricercatori e dei tecnici) nei settori delle tecnologie ICT, dei materiali avanzati, delle energie e del risparmio energetico, della salute dell’uomo e delle biotecnologie, del sistema agro alimentare, dell’aerospazio e dell’aeronautica, dei beni culturali, dei trasporti e della logistica avanzata, dell’ambiente e della sicurezza. I progetti potranno essere inoltrati dal 10 febbraio al 9 aprile 2010 attraverso i servizi dello sportello telematico SIRIO (http://roma.cilea.it/Sirio).

Fonte: Regione Puglia

Gino Lisa: l’assessore al turismo è soddisfatto

L’approvazione da parte del Consiglio provinciale dell’Ordine del Giorno sul potenziamento dell’aeroporto soddisfa l’assessore provinciale al turismo Nicola  Vascello. «Il potenziamento dell’aeroporto “Gino Lisa” è una condizione essenziale perché la provincia di Foggia possa ottenere un significativo sviluppo economico. È altresì elemento fondamentale per sostenere adeguatamente il comparto turistico, nel quale il nostro territorio ricopre un ruolo di leadership nel panorama regionale. Esprimo dunque il mio apprezzamento per l’Ordine del giorno proposto ieri al Consiglio provinciale dal capogruppo del Popolo della Libertà, Paolo Mongiello, ed approvato alla unanimità». Così Nicola Vascello, assessore provinciale al Turismo, commenta il voto espresso ieri dall’assemblea di Palazzo Dogana sull’Ordine del Giorno riguardante il potenziamento dello scalo aeroportuale del capoluogo dauno. Il testo del deliberato del Consiglio provinciale è stato trasmesso a tutti i Consigli comunali della provincia di Foggia, che provvederanno a condividerne l’impianto.
Il documento prende le mosse dallo studio commissionato dalla Provincia di Foggia all’Eurispes in relazione ai flussi complessivi di viaggiatori da e per la Daunia, con particolare riguardo alla domanda di trasporto aereo. «Quella indagine – dichiara l’assessore Vascello – ha evidenziato chiaramente le potenzialità del “Gino Lisa”, soprattutto in relazione al primato che la provincia di Foggia può vantare sul piano dell’attrattività turistica, con un numero di clienti ospitati che tra il 2003 ed il 2007 è cresciuto dell’8,8 per cento e con 4 milioni 500mila presenze nel solo 2008, contro i 3 milioni 800mila del Salento». Lo studio dell’Eurispes, inoltre, ha mostrato, come sottolineato nell’OdG approvato dal Consiglio provinciale, che «la prossimità relativa degli scali aeroportuali di Foggia e Bari non costituisce necessariamente un ostacolo allo sviluppo del “Gino Lisa”, in termini sia infrastrutturali sia sul piano dei volumi di traffico». «Si tratta di considerazioni – aggiunge l’assessore Vascello – che rafforzano in noi il convincimento che l’ampliamento della lunghezza della pista dell’aeroporto di Foggia sia la strada giusta per sostenere l’industria turistica, non essendo ad oggi il “Gino Lisa” in grado di accogliere gli aeromobili più frequentemente utilizzati dalle compagnie “low cost” e soprattutto non essendo in grado di far atterrare voli charter che rendano competitivi i prezzi dei pacchetti turistici dei nostri operatori».
«È necessario intervenire presto e con efficacia – sottolinea Vascello – partendo dagli interventi previsti nel Piano Regionale dei Trasporti 2009-2010. Riteniamo questo passaggio di strategica importanza, perché il nostro turismo ha bisogno di un supporto infrastrutturale adeguato. Non si può pensare di “appoggiarsi” all’aeroporto di Bari, che dista più di tre ore dalle località del Gargano con la presenza di almeno tre rotture di carico. Basti pensare, ad esempio, che la distanza tra Bari e Peschici è superiore a quella tra Bari e Leuca».
L’Ordine del Giorno approvato ieri dal Consiglio provinciale, dunque, ha come obiettivo quello di fare da “apripista” per una capillare azione di sensibilizzazione istituzionale nei confronti degli altri Enti Locali del territorio. «L’assenza di risposte su questo fronte – conclude l’assessore provinciale al Turismo – produrrebbe inevitabilmente conseguenze disastrose su un comparto che dà lavoro a qualcosa come 7mila adetti, considerando solo i settori della ristorazione e della ricettività».

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Capitanata 2020 ,per Di Gioia “il sistema è saltato” (alias ” tu,avuann, ZUMB! ” )

Diversi gli assi e le progettualità contenute nel corposo dossier presentato alla stampa: alla realizzazione della Strada a Scorrimento Veloce del Gargano a quella della Strada Regionale 1 – con i relativi assi di penetrazione che collegheranno l’arteria alle aree interne – sino agli interventi nel campo della messa in sicurezza del territorio dal rischio idraulico e dal dissesto idrogeologico; dal progetto per la riqualificazione dell’Abbazia di Kàlena sino all’innovativa idea di costruire una rete integrata e moderna dei servizi bibliotecari e museali della Capitanata.Il sistema è saltato. Non usa mezzi termini l’assessore provinciale al bilancio Leo Di Gioia, nel definire cosa sta succedendo nei rapporti tra Enti locali e Regione a proposito del finanziamento dei progetti elaborati in vista dei finanziamenti europei nell’ambito della pianificazione strategica di Area Vasta. Le dichiarazioni di Di Gioia arrivano il giorno dopo l’esternazione di un altro malessere, quello del sindaco del capoluogo Gianni Mongelli. "Non è questione di partigianeria politica – chiarisce Di Gioia durante la presentazione del dossier della provincia di Foggia contenente gli interventi proposti sui fondi europei – la questione è che viene cancellata la libera scelta degli Enti sui quali siano le priorità del territorio, e quindi si mette in onda un corto circuito". Il sistema saltato cui si riferisce Di Gioia è quello organizzativo della Regione. Se fino a poche settimane fa l’unico interlocutore dei capifila dell’Area Vasta era l’assessore regionale alla pianificazione strategica, ora i punti di riferimento degli enti sono i singoli assessorati, che determinano anche quali sono gli interventi da finanziare, scavalcando le priorità individuate dalla cabine di regia. E’ il caso della rete wi-fi, individuata da Palazzo Dogana come una priorità del territorio provinciale, ed ora avocata alla Regione, che procederà con un suo progetto regionale. Il sistema dell’Area vasta, per Di Gioia come per Mongelli, funziona solo se viene rispettato il lavoro fatto dal territorio, e cioè finanziato il progetto nato sul territorio. Se invece, si lascia andare Di Gioia, deve decidere tutto la Regione, allora abbiamo buttato via tre anni di lavoro. Con il rischio che scadano i termini ed i progetti vengano definanziati. Per questo Pepe e Di Gioia, chiedono regole chiare e risposte urgenti.Un parco progetti da circa due miliardi di euro per una piattaforma di interventi spendibile sui tavoli regionali, nazionali ed europei. Sono i numeri e le finalità del lavoro progettuale condotto dall’Amministrazione provinciale nel campo della Pianificazione Strategica di Area Vasta, raccolto in un dossier e presentato questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo Dogana dal presidente della Provincia, Antonio Pepe; dall’assessore alla Pianificazione Strategica, Leonardo Di Gioia; e dal Dirigente del Settore Pianificazione Strategica, Potito Belgioioso. 155 pagine in cui è stata raccolta la sintesi del contributo tecnico che la Provincia ha affiancato al determinante ruolo di coordinamento politico nella definizione delle opzioni di sviluppo presentate a valere sui Fondi Fas e Fesr 2007-2013. "La Pianificazione Strategica di Area Vasta – ha affermato il presidente Pepe – rappresenta una straordinaria opportunità per valorizzare adeguatamente le nostre eccellenze e per colmare i ritardi di carattere infrastrutturale. Un ringraziamento sincero voglio rivolgerlo all’ingegner Belgioioso, a tutto il personale e ai tecnici del Settore Pianificazione Strategica del nostro Ente, perché è grazie alla loro competenza e alla loro professionalità se siamo stati in grado di presentarci a questo appuntamento con un’autorevolezza non soltanto politica, ma anche di carattere progettuale. Ringrazio poi l’assessore Di Gioia, perché attraverso il suo lavoro la Provincia di Foggia è riuscita a riappropriarsi di un ruolo centrale in questo settore; a diventare camera di coordinamento e di compensazione degli interessi territoriali, disegnando una prospettiva di sviluppo armonica per la Capitanata". Secondo il presidente della Provincia, tuttavia, "adesso tocca alla Regione e al Governo supportare il nostro sistema degli Enti Locali, confermando l’impianto delle priorità individuate dal territorio e accelerando l’assegnazione delle risorse economiche".Diversi gli assi e le progettualità contenute nel corposo dossier presentato alla stampa: alla realizzazione della Strada a Scorrimento Veloce del Gargano a quella della Strada Regionale 1 – con i relativi assi di penetrazione che collegheranno l’arteria alle aree interne – sino agli interventi nel campo della messa in sicurezza del territorio dal rischio idraulico e dal dissesto idrogeologico; dal progetto per la riqualificazione dell’Abbazia di Kàlena sino all’innovativa idea di costruire una rete integrata e moderna dei servizi bibliotecari e museali della Capitanata, per i quali proprio nei giorni scorsi la Regione Puglia ha deciso, riconoscendo al progetto una rilevanza ed una strategicità di respiro regionale, di stipulare un apposito Accordo di Programma Quadro. "Per la prima volta – ha spiegato l’ingegner Belgioioso – un Ente Locale si dota di uno strumento di straordinaria importanza, in grado di essere spendibile su tutti i tavoli di contrattazione, contenente opzioni strategiche capaci di intercettare finanziamenti nazionali, regionali europei".Complessivamente, l’attività progettuale condotta dalla Provincia contiene interventi per un totale di 1.618.059.633 euro per le reti di collegamento (all’interno delle quali rientrano la Strada Regionale 1, la Strada a Scorrimento Veloce del Gargano); 23 milioni 500mila euro per la valorizzazione e messa in rete delle risorse storico-culturali e naturali (all’interno delle quali rientrano la riqualificazione dell’Abbazia di Kàlena e la costruzione una rete integrata e moderna dei servizi bibliotecari e museali della Capitanata); 124 milioni 35mila euro per la salvaguardia e la messa in sicurezza del territorio (all’interno delle quali rientrano gli interventi per combattere il dissesto idrogeologico del territorio); 14 milioni 146mila euro per lo sviluppo di energia da fonti rinnovabili; 3 milioni 859mila 600 euro per il potenziamento delle infrastrutture digitali. Interventi per altri 270 milioni di euro, invece, riguardano la manutenzione e la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica."Si tratta di un lavoro imponente – ha spiegato l’assessore Di Gioia – che individua le prospettive di sviluppo della Capitanata in una logica di stretta e totale interconnessione con gli altri strumenti di pianificazione territoriale, come il Piano di Coordinamento Provinciale ed il Piano Regionale dei Trasporti e che interessa entrambi i Piani Strategici attivati sul territorio (‘Capitanata 2020’ e ‘Monti Dauni’, ndr). Questa nostra capacità di programmazione, però, rischia di essere vanificata senza un cambio di rotta radicale da parte della Regione Puglia, che ha sostanzialmente cambiato le carte in tavola, avocando a sé la scelta delle priorità e parcellizzando tra i diversi assessorati regionali la gestione delle risorse economiche. Manca un quadro di regole chiare all’interno delle quali muoverci, manca il rispetto delle priorità di sviluppo individuate dal territorio. Si ribalta e si sconfessa così la filosofia stessa della Pianificazione Strategica di Area Vasta, con un ritardo drammatico che se non colmato rischia di far tornare a Bruxelles milioni e milioni di euro". "A tre anni dall’avvio di questo importante processo – ha proseguito l’assessore Di Gioia – la Regione Puglia non è ancora in grado di definire l’entità
e l’ambito di utilizzo dei fondi destinati al cosiddetto ‘Piano Stralcio’. Dal governo regionale aspettiamo dunque risposte certe sui criteri di valutazione dei progetti e sui tempi di erogazione dei finanziamenti, decisi a difendere fino in fondo ed in tutte le sedi il lavoro prodotto sino ad oggi in maniera unanime e condivisa dal sistema degli Enti Locali, dell’imprenditoria, delle organizzazioni sindacali e dell’associazionismo del territorio".

ondaradio.info

Foggia , no agli impianti fotovoltaici nei terreni agricoli

Battuta d’arresto per il settore fotovoltaico pugliese e non è colpa della crisi ma di alcune limitazioni introdotte con la delibera n. 1947, approvata dalla Giunta regionale il 20 ottobre scorso e pubblicata sul Bollettino Ufficiale pugliese del 4 novembre. Tra queste, il “divieto di localizzazione su suolo di impianti fotovoltaici in aree agricole” e il “divieto del fotovoltaico a terra”. Il settore fotovoltaico pugliese ed in particolare quello del comparto foggiano, ha registrato negli ultimi anni una crescita superiore alla media nazionale, ma questa crescita rischia di venire compromessa dai limiti posti dalla Giunta Vendola. La denuncia arriva da Assosolare, l’Associazione nazionale dell’industria solare fotovoltaica, ed è contenuta in una lettera che il presidente dell’Associazione Gianni Chianetta ha inviato al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Nella missiva viene espressa preoccupazione per la delibera. “Grazie alle semplificazioni e ai provvedimenti emanati negli ultimi anni dal governo” – sottolinea Gianni Chiavetta – “la Puglia è diventata capofila in Italia in un settore nuovo e ad alto valore aggiunto. In questo senso, è stato accolto con molto favore l’auspicio di Vendola di fare della Puglia uno dei Parchi energetici mirati alle fonti rinnovabili e all’innovazione”. Le nuove Norme per la pianificazione paesaggistica contenuto nel bollettino pubblicato lo scorso 4 novembre sono in contraddizione con quanto espresso da Vendola. In particolare, nelle “Linee guida sulla progettazione e localizzazione”. Tra le forti restrizioni al fotovoltaico, si stabilisce di “progettare il passaggio dai campi alle officine, favorendo la concentrazione delle nuove centrali di produzione di energia da fonti rinnovabili in aree produttive o prossime ad esse e in particolare il divieto del fotovoltaico a terra”. Con la delibera 1947 si privilegia la localizzazione degli impianti “nelle aree produttive pianificate”; sulle “coperture e sulle facciate degli edifici”; “su pensiline e strutture di copertura di parcheggi, zone di sosta o aree pedonali”. “In Puglia” – osserva Assosolare – “il fotovoltaico, così come in altre regioni italiane ha generato un’economia ed un’occupazione senza precedenti, grazie anche ad ingenti investimenti di aziende italiane e multinazionali che hanno apportato un notevole know how sul territorio occupando varie realtà professionali quali società di ingegneria, progettazione, installazione e manutenzione degli impianti, oltre ad un indotto non indifferente che ha coinvolto avvocati, notai, commercialisti, ristoratori ed albergatori". Con questa decisione, ha concluso Chiavetta, “Si rischia di compromettere uno dei pochi settori in controtendenza e su cui abbiamo chiesto l’impegno della Regione per rivederne i contenuti".

Il Grecale

E’ crisi nel settore agricolo

Dichiarato lo stato di crisi nel settore agricolo. Lo ha fatto la Giunta regionale chiedendo nel contempo, al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali l’emanazione del decreto che fissi lo stato di crisi, allo scopo di porre gli imprenditori agricoli nelle condizioni di beneficiare di quanto disposto dalla Legge 29 aprile 2005 . 71 e dalla Legge 231/2005 nonché per esentare gli stessi produttori dal pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali per la campagna in corso.
All’indomani della decisione della Giunta di dichiarare lo stato di crisi dell’agricoltura pugliese,l’assessore Dario Stefàno, così spiega il provvedimento:
“Si tratta di una ulteriore leva di pressione – commenta l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno – che abbiamo ritenuto opportuno attivare nei confronti del governo nazionale, affinchè dia le risposte da tempo invocate dal sistema agricolo pugliese”.
“La decisione – prosegue Stefàno – è maturata in considerazione dello stato di mobilitazione in corso in alcune aree della regione, che ci ha convinto della opportunità di attivare questo ulteriore elemento di pressione sul governo nazionale affinchè dia i segnali attesi”.
“Segnali – precisa Stefàno- già richiesti da tempo dalla Commissione Politiche agricole nazionale, poiché la difficoltà del settore non è solo pugliese, ma investe tutto il Paese. La Puglia, però, in questo momento ha avvertito la responsabilità di farsi carico anche di questa iniziativa politico-istituzionale per investire formalmente il luogo della decisione che è il governo centrale”.
“La iniziativa odierna – conclude Stefàno – sposta ora il pallino nelle mani del governo nazionale, il quale viene così investito della responsabilità di dare quantomeno risposta alle procedure che la dichiarazione dello stato di crisi ci consente di richiedere ai sensi delle norme vigenti”.

http://argoiani.blogspot.com

L’Italia musicale con le fotografie in bianco e nero di Alan Lomax

Dopo il Gargano arriva il resto della Puglia di Alan Lomax

Italia 1954-1955
Oltre 1.300 fotografie in bianco e nero di Alan Lomax illustrano, sei mesi di registrazione sul campo in Italia, con Diego Carpitella fra il 1954 e nel 1955. L’abilità crescente di Lomax con la fotocamera ha prodotto una collezione di immagini che evocano la cultura musicale di contadini, pastori, pescatori, artigiani e di oltre un centinaio di località, dalla Sicilia alle Alpi. Essi testimoniano un’epoca nella vita italiana e della storia che è stata tragica ma estremamente feconda.

Carpino Folk Festival 09: un’edizione riuscita nonostante il periodo di crisi che sta attraversando il paese

LE CIFRE DELLA 14.a EDIZIONE DEL CARPINO FOLK FESTIVAL
Superati i 50.000 spettatori in Piazza del Popolo e i 270.000 su Telenorba.

Meno finanziamenti meno spettacoli, ma il Carpino Folk Festival 09 regge alla crisi, confermandosi come appuntamento fisso per tutti i buongustai che amano anche la musica di tradizione.
Tutte le serate sono state apprezzatissime dal pubblico e, per i concerti, la Piazza del Popolo di Carpino è sempre risultata affollata, totalizzando precisamente 53.700 spettatori. Segno che i record del 2008 sono raggiungibili e superabili.
Se la riduzione importante dei finanziamenti ha comportato una riduzione drastica delle giornate dei concerti da 5 a 3, non è avvenuta una corrispondente riduzione delle presenze, anzi percentualmente gli spettatori sono aumentati. Sintomo che dà ragione alle scelte operate dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival sugli artisti coinvolti e la qualità dei progetti proposti, nonché le importanti collaborazioni avviate col Conservatorio Statale di Musica “UMBERTO GIORDANO” dI Foggia e Rodi Garganico, col Coro Polifonico “STEFANO MANDUZIO” di San Nicandro Garganico, con l’Archivio Sonoro della Puglia e con la Fondazione De Andrè.

Al successo in Piazza si è aggiunto quello della diretta televisiva di Telenorba.
Secondo l’auditel, i contatti diversi ottenuti dal Carpino Folk Festival sulla tv Telenorba dalle 21,15 di sabato 8 agosto alle 2 di domenica 9 sono stati oltre 270.000.
Molti i giornalisti e i fotografi accreditati.
Boom di visite anche per il portale online del Carpino Folk Festival che dalla sua nascita ha cosi quasi raggiunto i 2 milioni di visitatori, con contatti da tutto il mondo.

Questa edizione è stata anche l’occasione per sondare questa numerosa tribù eterogenea che segue il festival.
Somministrato nelle serate del 6, 7 e 8 agosto il questionario di gradimento ci dice che i frequentatori del festival sono per il 55% uomini e 45% donne. Per il 36% di età fino ai 24 anni, il 22% tra i 24-34 anni e un altro 36% fra i 35-53 anni.
Il 54% è diplomato e il 46% ha una laurea. Il 38% è un lavoratore dipendente, il 33% è uno studente e il 16% un libero professionista.
La loro provenienza è per il 48% all’interno del raggio dei 100km da Carpino, poi vi è un altro 15% sopra i 100km ma comunque pugliese, oltre il 35% non è pugliese e proviene dalle altre regioni italiane e il 2% proviene dall’estero.
Il 60% viene sul Gargano per il Carpino Folk Festival e il 40% è già sul posto per le sue vacanze.
Per il 98% il giudizio sul festival è almeno positivo.
La gratuità è la forza principale solo per l’11%; mentre il 33% considera importantissimo il ruolo del festival nella valorizzazione dei beni culturali immateriali; il 29,5% invece tiene in considerazione la funzione di promozione del territorio e un altro 12% prende in considerazione il divertimento.
Come punto di debolezza viene vista la mancanza di parcheggi per il 33%, l’eccessivo affollamento per il 17,5% e la carenza dei trasporti per il 14%. Solo il 6,35% considera un problema l’ordine pubblico. Oltre il 22% vede altri punti deboli, tra cui il 3% il basso livello qualitativo dell’evento (molto denunciato il problema della mancanza di strutture di accoglienza gratuite o a basso costo).
L’88% percento considera il Carpino Folk Festival un forte stimolo a conoscere altri luoghi/beni/eventi del territorio. Per il 98% si tratta di un evento efficace per la promozione turistica del Gargano/Puglia ed il 93% ritiene che contribuisca fortemente nel creare un immagine positiva del territorio.
Il 60% ha rinunciato a fare altro per esservi presente ed il 76% dichiara di aver già partecipato ad altre edizioni del festival confermando la riuscita della fidelizzazione operata in questi anni.
Per il 41% il motivo per cui vengono al Carpino Folk Festival è la voglia di esserci, per il 36% per gli spettacoli proposti, per il 14% la curiosità e per il 9% per essere un occasione di socializzazione.

Venendo ai dati economici il 31,2% dichiara di aver pernottato in una delle strutture del Gargano. Il 29% per almeno due giorni, mentre oltre il 70% per oltre tre giorni confermando che si viene per il festival e non per il singolo spettacolo.
Ma il dato sorprendente è che il 44,44% dichiara di rimanere anche dopo il festival e il 22% di aver pernottato anche prima del festival spendendo in media per l’alloggio 21,70 €uro e altri 32,94 €uro per altre spese, quindi 54,64 €uro al giorno (ben oltre quanto stimato per il 2008 nel rapporto su "L’impatto economico del Carpino Folk Festival" – Pubblicazione Carpino Folk Festival, Luglio 2009).

Con tutti questi dati resta il tema, più volte posto dal Carpino Folk Festival, di uno spazio adeguato, un Auditorium anche per il Gargano.

Grande successo, infine, ha avuto la campagna "Vivi la Strada" per l’educazione e la sicurezza stradale promossa dall’Amministrazione Provinciale – Assessorato ai Trasporti – di Foggia condotta nell’ambito della nostra manifestazione ed in collaborazione col Consorzio 5FSS. L’opera di sensibilizzazione realizzata dall’Associazione "Vivi la Strada" e i controlli preventivi coll’etilometro hanno ridotto sensibilmente le infrazioni al codice della strada risultanti di fatto quasi irrilevanti rispetto alle migliaia di ospiti della manifestazione.

Dalle cifre alle note
La quattordicesima edizione del festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano, è stato organizzato secondo gli standard di eccellenza che hanno caratterizzato le ultime edizioni nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e col sostegno della Birra Dreher.

L’entusiasmante avvio della manifestazione è avvenuto a Largo San Nicola con la proiezione del video/documento "Sentite buona gente", con la presentazione del libro "Il ritorno della taranta" di Vincenzo Santoro e il concerto acustico di Gianni Amati e Annamaria Bagorda. Ancora sempre a Largo San Nicola la tradizionale Notte di Chi Ruba Donne e i Concerti della Tradizione dei Rareca Antica – Canzoniere vesuviano, dei Petriò mmia – Canti e saltarelli marchigiani e dei Cantori di Carpino con Antonio Piccininno e le Serenate e le tarantelle alla carpinese. Rammarico resta per il meeting organizzato per i suonatori di chitarra battente. Purtroppo la pioggia ha interrotto la serata prima ancora di iniziare sulla proiezione del video di Andrea Sacco a cura di Giuseppe Michele Gala.

Numeroso il pubblico in Piazza del Popolo per i concerti: Terre Tumare” di Anna Cinzia Villani, Massimiliano Morabito, Davide Conte e Mauro Semeraro; “Canti di miniera, d’amore, vino e anarchia” di Simone Cristicchi e Il Coro dei minatori di Santa Fiora; Progetto Speciale Carpino Folk Festival 2009 di Guglielmo Pagnozzi & Voodoo Sound Club con il Collettivo Musicale Carpinese e il l’ospite speciale Teo Ciavarella.
Apprezzatissimi dal pubblico, novità di questa edizione del Carpino Folk Festival, gli omaggi del Carpino Folk Festival. David Riondino ha riproposto La Buona Novella di Fabrizio De’André che ha visto la straordinaria partecipazione, per complessivi 60 elementi sul palco, della Banda del Conservatorio Statale di Musica “Umberto Giordano” di Rodi Garganico e del Coro Polifonico Stefano Manduzio di Sannicandro Garganico. Quindi Rita Botto ha reso degnamente omaggio alla Sicilia di Rosa Balistreri e al nostro pugliese Domenico Modugno e Rosapaeda ha dedicato il suo concerto a Miriam Makeba e a Roberto Murolo ricevendo numerosi scrosci di applausi.

Infine “standing ovation” per le note poetiche di Giovanni Mauriello, l’inimitabile Teresa de Sio e l’esibizione dei Cantori di Carpino che hanno spento le luci su questa edizione del Festival.

Arrivederci al Carpino Folk Festival n.15 sul Gargano nella prima decade di agosto 2010.

Parte il Festival della cultura ebraica in Puglia

S’intitolerà "Negba – verso il Mezzogiorno" e si svolgerà dal 6 al 10 settembre

di Anna Lucia Sticozzi (*)

SAN NICANDRO GARGANICO. Avrà un ruolo di grande rilievo anche la città di San Nicandro, grazie alla sua attivissima comunità ebraica, nel 1^ Festival della Cultura Ebraica che si svolgerà in Puglia dal 6 al 10 settembre prossimo intitolato “NEGBA-Verso il mezzogiorno” con una serie di manifestazioni culturali, dibattiti, convegni, concerti, spettacoli, degustazioni nelle città pugliesi, sedi di comunità ebraiche.

Il programma ufficiale delle iniziative inserite nel grande evento nazionale dedica infatti la giornata del 9 settembre alla comunità ebraica sannicandrese fondata da Donato Manduzio con visita alla sinagoga, al museo civico e al cimitero ebraico in mattinata, mentre nel pomeriggio, alle 18,00 un dialogo presso la Torre di Mileto tra rav Roberto Della Rocca e lo storico dell’ebraismo Pasquale Troìa sulla storia degli ebrei di San Nicandro. A seguire, alle 19,00 il “Concerto al tramonto” del Nigunim Trio Italyà e alle 21,30 l’attesissima proiezione, in anteprima assoluta, del film-documentario “Il viaggio di Eti – da San Nicandro a Sefat” del regista Vincenzo Condorelli, girato tra la città israeliana e San Nicandro sulle tracce degli ebrei sannicandresi trasferitisi in Israele nel 1948, in un’ideale ricerca delle proprie radici storico-culturali e religiose. Il festival della cultura ebraica, promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dall’assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia (e patrocinato dai comuni che ospiteranno gli eventi: Andria, Bari, Lecce, Oria, Otranto, Sannicandro Garganico, Trani) si inserisce in un progetto più ampio “per la riscoperta e la valorizzazione, con le istituzioni e i territori, dell’ebraismo perduto nel Sud Italia. La regione Puglia – si legge in una nota ufficiale dell’evento – è per molti motivi una straordinaria opportunità: lo è per la rinascita della Comunità Ebraica di Trani, per la riscoperta della storia degli Ebrei di San Nicandro Garganico, per le tracce diffuse di questa storia millenaria. Lo è per l’impegno che la Regione sta portando avanti come area di riferimento per gli scambi e le relazioni nel bacino del Mediterraneo.” E proprio la parola che dà il titolo al Festival, “Negba”, che in ebraico biblico significa “verso Sud” (usata nella Bibbia in occasione del viaggio di Abramo verso sud in direzione di Gerusalemme), è deputata a rappresentare simbolicamente il cammino dell’ebraismo italiano attraverso le comunità ebraiche del mezzogiorno. Il festival della cultura ebraica “Negba – verso il mezzogiorno” segue cronologicamente la “Giornata della cultura ebraica” del 6 settembre che, giunta alla sua X edizione, vede proprio quest’anno una città pugliese, Trani, quale capofila della manifestazione di carattere internazionale che si svolge in contemporanea in 27 Paesi europei per diffondere la conoscenza della cultura ebraica. Una vera e propria svolta storica per la Puglia e le comunità ebraiche pugliesi: “E’ la prima volta che l’ebraismo italiano propone un’iniziativa così importante in una regione dove la presenza di correligionari è limitata e sparsa nel territorio – spiega Grazia Gualano, ricercatrice, portavoce della comunità ebraica sannicandrese -. A Trani città capofila della Giornata della Cultura, che con Andria, Bari, Lecce, Oria, Otranto, San Nicandro Garganico, ospiteranno il Festival, compiamo il primo passo verso la riscrittura di un intero capitolo di ebraismo.” Intanto, è in fase di programmazione a San Nicandro, “Transiti ad Oriente”, un grande evento culturale per la valorizzazione dell’ebraismo sannicandrese, promosso dall’amministrazione comunale che si terrà nel prossimo autunno.
(*) Tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" ed. "La Gazzetta di Capitanata" del 20 agosto 2009

Donato Manduzio e la Comunità Ebraica a San Nicandro Garganico
Museo Storico Etnografico e della civiltà contadina
San Nicandro Garganico

Si terrà presso il Museo una mostra dedicata a "Donato Manduzio e la Comunità Ebraica a San Nicandro Garganico".

La mostra è aperta il sabato e la domenica per tutto il mese di settembre e ottobre 2009, dalle ore 17:00 alle ore 19:00 (l’apertura oltre questi giorni è possibile solo tramite prenotazione chiamando ai numeri 0882472369 oppure 3398179911.

San Nicandro Garganico dal punto di vista della religiosità, ha una caratteristica che la rende unica tra le comunità locali della Capitanata. In essa, infatti, a partire dal Primo dopoguerra sorse e andò via via incrementandosi una comunità di convertiti all’ebraismo. Il fondatore fu Donato Manduzio che avuta tra le mani una versione in italiano della Bibbia, iniziò la sua opera di proselitismo.
Quando, dopo la Seconda Guerra Mondiale, fu costituito lo Stato d’Israele un gruppo numeroso di famiglie sannicandresi convertite all’ebraismo, ma non di razza ebrea (anche questa è una singolarità), ottenne il permesso di emigrare in Israele, dove vivono tutt’ora i loro discendenti. E’ ancora vivo uno dei primi emigrati, Nazario Tritto, il quale ha donato al Museo i materiali oggi raccolti in una sezione appositamente destinata all’ebraismo.
I vari reperti sono contenuti in apposite vetrinette e munite di targa descrittiva per consentire al visitatore di comprenderne il significato e la funzione. Il fenomeno dell’ebraismo in San Nicandro Garganico è così singolare da richiamare l’attenzione di studiosi e mass media. La prestigiosa BBC inglese ha realizzato in San Nicandro Garganico un documentario sulla vita e sui luoghi della predicazione di Donato Manduzio. La direzione del Museo è orgogliosa di accogliere e offrire ai visitatori e agli studiosi le testimonianze di questa singolare comunità "ebraica" di elezione e non di razza, sorta in San Nicandro Garganico circa ottant’anni fa e che è tutt’ora fiorente e operante, in stretta collaborazione con la comunità ebraica romana.

Incendiata l’auto di Gianni Lannes

Nella nottata tra l’1 ed il 2 luglio, alle ore 0:45, ad Ortanova (FG), incendiata l’auto al giornalista freelance Gianni Lannes, direttore del giornale online "Terra nostra".

Lo dice la stessa testata, secondo cui l’attentato sarebbe avvenuto ad Orta Nova, nel Foggiano, nella notte, a seguito di ‘una minaccia di morte di stampo mafioso, armi in pugno’.Lannes, spiega ‘Terra nostra’,e’ un ‘freelance investigativo specializzato in traffico di esseri umani, armi e rifiuti pericolosi, attualmente impegnato in una delicata inchiesta’.

Riteniamo questi atti inaccettabili e pensiamo che sia giunto il momento di combattere seriamente questi fenomeni che stanno sempre più spargendo terrore nella provincia foggiana. Chiediamo pertanto alle istituzioni di intervenire per garantire a tutti i cittadini ed alla stampa in particolare, sicurezza. La nostra solidarietà a Gianni Lannes.

fonte:ildiariomontanaro

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