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I Larg@criminale in concerto nell’ambito del Winter Fest di Apricena

Il 24 dicembre concerto dei Larg@Criminale.

Il gruppo "L@RGO CRIMINALE" nasce dall’attenzione che i ragazzi hanno nei confronti della MUSICA popolare. Il gruppo è composto da giovani che frequentano il conservatorio e da altri che, amando la musica, hanno trovato con essa il mezzo per riunirsi in una zona del centro storico, largo calvario, nei pressi cui è situato vico criminale, da cui il nome della banda. Attenzione e amore per il proprio territorio hanno guidato le scelte musicali di questi giovani. IL Live set che il gruppo propone è un vero e proprio "funerale" (alla musica) fatto di pianti e disperazione, pompe funebri e crisantemi, ma che in un lasso di tempo è pronto a diventare esattamente il contrario, una festa fatta di colori, di luci, di musica e balli. Ad uno ad uno gli strumenti escono dalla "bara", le note prendono forma il ritmo diventa sempre più frenetico ed energico un segno chiaro che la musica popolare deve continuare a "vivere" con tutte le sue nuove e future CONTAMINAZIONI.

“E’ tanto tempo che non recantavo” a cura di Ettore De Carolis

"E’ tanto tempo che non recantavo" è la seconda raccolta della collana "I Suoni del Lazio" nata dalla collaborazione fra la Regione Lazio-Assessorato Cultura, Spettacolo e Sport, la Discoteca di Stato e Finisterre (FTCD35). Contiene 35 canti e musiche tradizionali raccolte da Ettore De Carolis e ha come protagonisti alcune famiglie "storiche" di suonatori e cantori della provincia di Roma (citiamo ad esempio i Cecchetti di Marcellina, i Marsella di Velletri, i Passacantilli di Vicovaro ed altri ancora).
Questo album intende mettere in primo piano contadini e pastori, soliti accompagnare con il canto il proprio lavoro. Si pensi, ad esempio, al duro impegno della mietitura, che sembrava meno faticoso se accompagnato da canti che ne assecondavano il ritmo ("E mètete mètitori", "A la mètitora"…); oppure alle lunghe giornate trascorse dal pastore lontano da casa con la sola compagnia del suo gregge ("Gliu pecoraru revòta revòta"…); o ancora ai momenti di serenità trascorsi in compagnia, dove si dava corpo a sentimenti di ironia, di gioia o anche di nostalgia.
L’ascolto evidenzia il ruolo importante rivestito dalla zampogna; essa, ormai scomparsa dopo essere stata lo strumento musicale più importante di quella civiltà, accompagna molte delle tracce contenute nella raccolta ("Serenata a la zampogna", "Saltarello zampognaro", "E quanto soni bene", "Fiorin Fiorello", "A la pastora, a Fiano…..e a Jenne"), una delle quali consiste addirittura in una descrizione delle parti costitutive di questo strumento ("La zampogna di Passacantilli").
Scopo della raccolta non è solo quello di riflettere sul valore di una tradizione che sembra sul punto di scomparire, ma anche di salvaguardare e promuovere modi di espressione (ad es. il canto tradizionale accompagnato da uno strumento tipico come la zampogna) che possono ancora suscitare interesse nelle nuove generazioni, ovvero richiamare alla memoria sonorità relative ad attività lavorative ormai desuete ( "Nomi di bovi", "A la carrara", "E tutte le barrozze", "E so’ camminato", "Cavallaro in azione").
Anche grazie alla lettura delle schede informative curate da Ettore De Carolis che completano la raccolta, emerge infatti che gli interpreti, pur avendo abbandonato il mondo contadino per diverse esperienze lavorative, hanno tenuto a conservare la tradizione del canto, che considerano non solo un intrattenimento o un diletto ma una naturale inclinazione.
Si segnala, infine, dal punto di vista metrico, la presenza di due tracce in Ottava rima ("Contrasto tra nullafacente e lavoratore" e "Poeti in Ottava rima di Artena", quest’ultimo come video allegato), che testimonia la persistenza di una tradizione letteraria anche nel canto popolare.

Presentato alla Regione Puglia il progetto della XIIª edizione del Carpino Folk Festival

Carpino vivrà dunque, di nuovo, questa festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del paese e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare delle diverse località italiane.
"Da 11 anni – Luciano Castelluccia, direttore artistico – siamo impegnati a organizzare “Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni”, un festival che ha promosso nel mondo e non soltanto in Italia l’immagine del Gargano e delle sue “belle anime” e che ha nel contempo svolto una efficace azione di marketing, ma anche e soprattutto una sperimentazione di stili musicali, ritmici, culturali risultati essere di grande interesse per gli artisti e gli studiosi del settore. Oggi, però, l’Associazione è convinta che ci può essere e ci deve essere anche un altro modo per espletare la sua missione. E questo è l’altro versante sul quale intende concentrare l’attenzione. L’altro versante è quello della ricerca sul campo, che oggi, a differenza di decenni fa, si può fare e fare bene perché si hanno a disposizione tutta una serie di tecnologie che consentono di salvare quello che rimane del timbro, del ritmo, della fonicità dei nostri cantori.
Negli ultimi tre, quattro anni molti di questi custodi della musica e della cultura popolare sono già deceduti. Siamo oramai in una fase estrema: o questa fonicità che ancora rimane nel canto popolare riusciamo a salvaguardarla, a recuperarla attraverso le tecnologie, il “salvataggio tecnologico” oppure man mano queste persone anziane passeranno a miglior vita perderemo il testimone più importante, al quale fare riferimento per salvaguardare appunto questo patrimonio di cultura popolare e di musica popolare".
"Due grandi progetti – Mattia Sacco, presidente dell’associazione -, che speriamo ricevano subito l’approvazione, non solo della Regione Puglia, ma anche di tutte le altre amministrazioni locali, per poter pienamente realizzare quanto ci proponiamo di fare: da una parte la valorizzazione del patrimonio culturale delle nostre terre attraverso la XIIª edizione del Carpino Folk Festival e dall’altra la salvaguardia di questo immenso patrimonio attraverso la ricerca sul campo, la trasmissione alle nuove generazioni e la riproposizione di un repertorio contadino sempre più defunzionalizzato e a rischio di estinzione".

Viulan : Live (CD, Radici Music Records, Italia 2005)

Con un concerto dal vivo ad Arezzo registrato nel 2005 i Viulàn si ripresentano al pubblico del folk con un disco fortemente evocativo, ispirato, ricco di suggestioni come raramente capita di sentire.
Lele Chiodi, Carlo Pagliai e Lauro Bernardoni hanno fatto la storia del folk revival in Italia, da quando, era la prima metà degli anni settanta, cominciarono a fare ricerca nelle valli del Frignano, sull’Appennino tosco-emiliano, dove vivono da sempre.
Nel nuovo disco alcuni dei loro classici, tutti tradizionali, che raccontano meglio di un saggio di sociologia l’anima che serpeggiò tra le genti di quei luoghi soltanto qualche decennio fa: è l’antica arte dei cantastorie che torna, il dono inusitato del racconto dialettale che si esalta nella potenza espressiva della voce che si fa canto polifonico così intenso e concentrato da mettere i brividi.
E l’accompagnamento delicato e minimale dei talentuosi Silvio Trotta (Musicanti del Piccolo Borgo, Triotresca) – al mandolino, mandoloncello, chitarra battente e basso acustico – e Giorgio Albiani alla chitarra, suggerisce l’origine colta dei brani, un distillato di sacro e profano ricavato dalla tradizione medievale e rinascimentale della musica italiana.
(3 dicembre 2006, Luca Ferrari)

Pietrevive del Salento : Sole

"Sole" sono i suoni, i ritmi, le danze che nelle notti d’estate si diffondono nel Salento. E’ la magia del ritmo che prende l’anima e il corpo e li conduce in un vorticoso viaggio musicale, cresciuto dalle tradizioni. Un graffiante percorso che scava nella memoria e riporta alla luce cose ormai lontane e, forse, volutamente dimenticate di un mondo segnato da sofferenza e fatica, da uno stato di sottomissione e violenza.

Mangano: Spettacolo itinerante per le vie della citta’ di Carpino

A partire dal giorno 19 Dicembre e fino al 22 Dicembre, la Comunita’ Montana del Gargano in co-organizzazione con l’ Associazione “La Bella Cumapgnie – Cultura Etnica Popolare Garganica” regalera’ ai comuni del Gargano, un concerto di canti e melodie della tradizione popolare dell’Italia centro-meridionale legati al suono delle ciaramelle e delle zampogne.
Mercoledi 20 dicembre Pomeriggio ore 17.00 – Spettacolo itinerante per le vie della citta’ – Carpino
Lo scopo del progetto “Zampognari pellegrini”, ideato e curato dall’Ass. La Bella Cumpagnie con la regia del M’ Michele Mangano, e’ quello di promuovere e agevolare la diffusione della cultura e delle tradizioni popolari, riportando a contatto con il pubblico il recupero delle proprie origini e radici attraverso concerti, mostre e dibattiti sulla musica popolare.

‘Calasole’ il nuovo cd di Umberto Sangiovanni : poesie, canti e tradizione bracciantile della Capitanata

“Ho scelto Giuseppe Di Vittorio come testimone del mio nuovo lavoro discografico perché fu un bracciante, un sindacalista, un leader politico sempre a fianco delle classi lavoratrici, mai al di sopra. Un uomo straordinario, che è riuscito dove tanti hanno fallito, che ha saputo ascoltare le ragioni degli altri e scoprire i diritti di tutti. Un uomo nuovo, capace di lottare insieme al…
…popolo per rivendicare diritti che oggi giudichiamo inalienabili, che riuscì a dare dignità a un’intera classe di lavoratori”. È quanto espresso dal pianista e compositore foggiano Umberto Sangiovanni (nella foto d’apertura) in merito all’opera musicale “Calasole” , realizzata dallo stesso Sangiovanni con il supporto del progetto “Casa Di Vittorio” e prodotta da “Rai Trade” , opera dedicata a Di Vittorio e realizzata traendo spunto dalle poesie, dai canti e dalla tradizione bracciantile.

I Cantori di Carpino in cattedra all’Universita’ di Scienze Gastronomiche Bra – Lunedi 11 dicembre

Premiati come Testimoni della Cultura Popolare lo scorso mese di luglio, i Cantori di Carpino sono diventati i Docenti delle Musiche e dei Canti Popolari del Gargano.
Nel 2004 è stato istituito il Comitato Festival delle Province, un organismo nazionale formato da soggetti pubblici e privati, con lo scopo di valorizzare e promuovere la cultura delle tradizioni popolari. Tra gli obiettivi del Comitato vi è quello di individuare e far conoscere quei protagonisti che hanno saputo coltivare la tradizione e riproporla attraverso una sapiente contaminazione tra conservazione ed innovazione. Il Comitato conferisce loro, il titolo di Testimoni, a significare la capacità di testimoniare la cultura che hanno ereditato e che si preparano a trasmettere alle nuove generazioni, aggiornata secondo criteri di dinamicità, modernità ed innovazione. Al fine di creare le condizioni per diffondere e promuovere la cultura popolare ed offrire un giusto riconoscimento e visibilità ai suoi Testimoni, il Comitato Festival delle Province ha istituito due importanti progetti: il Premio dei Testimoni e le Cattedre Ambulanti della Cultura Popolare.
Grazie al progetto delle Cattedre Ambulanti di Cultura Popolare, i Cantori di Carpino saliranno in cattedra per divulgare il proprio sapere, per passare appunto il “testimone” alle nuove generazioni.
Vere e proprie lezioni sulla tradizione per testimoniare con generosità la cultura che hanno avuto in eredità raccogliendo un testimone che si preparano a trasmettere alle nuove generazioni, sempre di più disponibili ad accoglierli. In questo passaggio vi è, metaforicamente, anche quella capacità di trasformazione che significa dinamicità, evoluzione, modernità, tendenza all’introduzione di elementi innovativi capaci di innestare sulla pianta madre della tradizione -in piena compatibilità e sintonia, a prova di “rigetto”- germogli di futuro.

I Cantori di Carpino alla festa extravergine del Gargano

Dal passato al presente, dalla tavola alla cosmesi, dall’uso che ne facevano i nonni alle moderne degustazioni: Mattinata si candida a farti vivere e rivivere le mille emozioni e le tante proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva!
Aria di festa, dunque, per una settimana interamente dedicata a scoprire e riscoprire questo nettare degli dei: dal 20 al 26 novembre, proprio nel tempo di raccolta delle olive, le aziende agricole ed i frantoi aderenti al Consorzio Matinum aprono le porte per dare vita ad un ricco calendario di eventi di festa, itinerari a tema, dibattiti, degustazioni e stand.
Da evidenziare, quindi, la mostra mercato dei prodotti tipici "Antichi Sapori in Piazza", la gastronomia di "Gargano in Tavola" (l’Associazione dei Ristoratori) ed i mestieri artigianali lungo le vie del centro.
E poi ancora cultura, con la musica popolare e le serate di avanspettacolo.
Sabato 25 novembre 2006, ore 20.00 in Piazza Aldo Moro
Concerto dei Cantori di Carpino – Gli unici grandi maestri della tarantella.

Programma della manifestazione
Partner della manifestazione

Una legge regionale ispirata da Matteo Salvatore

E’ questo il modo in cui la Puglia onora la memoria del folk singer di Apricena scomparso un anno fa. Il governo di via Capruzzi (assessori Lo Melo e Godelli e presidente del Consiglio, Pepe) ha condotto in porto il provvedimento che aiuterà altri artisti pugliesi bisognosi a vivere con dignità. Ne vanno fieri gli organizzatori del Premio Matteo Salvatore, che domani sera e domenica al Teatro del Fuoco celebrerà la sua seconda edizione. Conferenze, concerti animeranno domani il centro storico a partire dalle 17,30 (Edicolè presentazione del libro di John Sinclair «Va tutto bene», Stampa Alternativa; 18,30 Santa Chiara «Musica e potere in Africa»; 20 al Bellamì concerto con Otello Profazio, Davide Van De Sfroos, Raffaele, Vescera, Antonio Piccininno dei Cantori di Carpino, Dario Salvatori, Carlo Gentile, con il direttore artistico del Premio Tenco, Enrico de Angelis; dalle 22 performance di Sinclair) mentre domani sera, dalle 21, si terrà il galà presentato da Dario Salvatori per premiare Davide Van De Sfroos, Otello Profazio, John Sinclair e Afel Boucoum. E su Matteo Salvatore, altri ricordi commossi: il sindaco di Apricena, Vito Zuccarino, ha annunciato che gli sarà dedicato l’auditorium della città, «La Casa di Matteo Salvatore»; Ninni Maina e la sua Nuova Orchestra della Taverna del Gufo eseguiranno domani sera «La morte bianca» e «La cumeta», due brani di Matteo con l’arrangiamento di Potito Porrari. E poi c’è il Comune, che tramite l’assessore Potito Salatto ha individuato nel Premio (che ha come principale artefice il manager di Salvatore, Angelo Cavallo) uno di quei momenti di rinascita dello slancio culturale, incoraggiati da Palazzo di Città con finanziamenti che non siano più «a pioggia». Per questa seconda edizione del Premio Matteo Salvatore si preannuncia anche una presenza mediatica di qualità: la serata al Teatro del Fuoco sarà trasmessa sul satellite e pubblicizzata in programmi di Radiodue. a.lang.

Pizziche, tarantelle e canti tradizionali delle Puglie a Roma

Vi segnalo un prossimo concerto romano di uno dei gruppi più interessanti del "movimento di riproposta" della musica popolare pugliese, che si presentano con modalità e repertori inusuali. Fortemente consigliato!
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sabato 18 novembre, ore 22
Locanda Atlantide, via dei Lucani 22 (San Lorenzo), Roma
MALICANTI in concerto

Il gruppo esegue repertori tradizionali del mondo contadino della Puglia, appresi direttamente dagli anziani cantori (e in particolare da Uccio Aloisi di Cutrofiano e da Andrea Sacco da Carpino). Si caratterizza per un uso insolito e preponderante della voce: tutti i componenti cantano, e nessuno di loro con una impostazione classica, ma usando risonatori e respiri propri della musica di tradizione delle campagne.
Il repertorio è composto soprattutto da tarantelle e pezzi che consentono al pubblico di ballare per larga parte del concerto, intervallati da canti “alla stisa”, canti a tre o quattro voci diverse eseguiti senza accompagnamento musicale, i cori cioè che anticamente si facevano in campagna.
Con il cd "Tarantelle e Canti Tradizionali delle Puglie" [edizioni FINISTERRE 2005] hanno realizzato uno dei lavori più sorprendenti, vitali e interessanti della nuova musica popolare italiana.
A tale proposito riporto la recensione del giornalista specializzato Luca Ferrari

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