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La Prima Maratona Fotografica Viestana: passione, competizione e destagionalizzazione

Una gara a suon di “foto-click” si svolgerà a Vieste il prossimo 17 maggio. La prima edizione della “Maratona Fotografica Viestana” è una competizione in cui gli appassionati di fotografia cercheranno di conquistare il premio finale presentando i migliori scatti realizzati nel corso della giornata. La particolarità della manifestazione è che le foto dovranno rispettare il tema che sarà comunicato ai partecipanti solo al momento del “via”.
Non è necessario essere esperti o professionisti del settore per poter partecipare alla prima maratona fotografica viestana: l’unico requisito richiesto è il possesso di una macchina digitale da almeno 3 megapixel; sono, quindi, ammesse anche le cosiddette “compatte”, ossia le macchinette comunemente utilizzate; è escluso l’uso dei telefonini cellulari.
Il compito di esaminare le fotografie sarà svolto da un pool di esperti capeggiato da Fabiano Ventura, fotografo di fama nazionale e testimonial di marche come Nikon o Sony. Il giudizio sarà espresso sulla base di tre criteri di valutazione: originalità interpretativa, composizione e capacità comunicativa rispetto ai temi assegnati. Gli autori delle foto che si classificheranno ai primi 5 posti saranno premiati con apparecchiature fotografiche (macchine o accessori).
Oltre alla graduatoria stilata dalla giuria di esperti, ce ne sarà una seconda che verrà fuori dalle preferenze espresse dai visitatori del sito ufficiale della manifestazione. Un premio è previsto anche per il fotografo che avrà ricevuto il maggior numero di preferenze.
Tutte le foto che hanno partecipato al concorso saranno esposte in una mostra che sarà visitabile nella prossima stagione estiva.
All’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Il Faro del Gargano e dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Vieste, con il riconoscimento dalla Presidenza dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, con il sostegno del consorzio operatori turistici GarganoMare e con la collaborazione della Viesteonline, è prevista la partecipazione di un folto numero di appassionati che giungeranno a Vieste da ogni parte della provincia e dalle regioni limitrofe.
“Con questa manifestazione – ha dichiarato Matteo Giardino, ideatore e organizzatore dell’evento – vogliamo provare a spostare anche a Vieste quella nicchia di appassionati che settimanalmente visita gli scorci più belli della nostra penisola”. “E’ un modo nuovo ed alternativo – ha aggiunto Natale Dirodi, suo braccio destro – per fare promozione del territorio e per movimentare l’economia cittadina in un periodo di bassa stagione”.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito internet http://www.lamaratonafotografica.it o
contattare il numero telefonico 377-2089631

La mitica seicentesca Piazza del Popolo di Carpino a favore della Ricerca

SE REGALI L’AZALEA DI AIRC
DIVENTIAMO TUTTI PIÙ FORTI.

Domenica 10 maggio l’Azalea della Ricerca di AIRC ritorna in oltre 3.000 piazze d’Italia.
Come ogni anno, sarà la Festa della Mamma a fare da sfondo a una delle manifestazioni più amate e apprezzate da tutti i sostenitori della ricerca.
La particolarità di questa edizione è che l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha privilegiato la mitica Piazza del Popolo di Carpino per colorare e incoraggiare la speranza!!
Sarà, quindi, la Pro Loco di Carpino e il suo Presidente Michele Simone a distribuire le Azalee.

Agli amici e sostenitori della Pro Loco si affianchera’ il gruppo Moto Bikers Carpino che, sempre nella stessa data, ha organizzato il Terzo Motoraduno Interregionale (nell’arco dell’intera giornata è previsto l’arrivo, nella Piazza del Popolo, di oltre 500 moto
provenienti da ogni regione)!

Con un contributo associativo di 14 euro, gli oltre 20mila volontari AIRC ti doneranno un’azalea contrassegnata dal marchio dell’Associazione. I fondi raccolti saranno destinati alla ricerca sui tumori femminili.
http://www.airc.it

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L’AZALEA è una Pianta, asiatica, ornamentale sia da interni sia da esterni
Arbusti con foglie piccole, verde scuro, ovali, pelose e coriacee. Possono essere caduche o sempreverdi. I fiori sono semplici, riuniti in mazzetti, di colori che vanno dal bianco, al rosso, al rosa, al viola e presentano un calice formato da 5 sepali e una corolla con 5 petali, che nelle forme doppie possono essere numerosi; si trovano all’ascella delle foglie o riuniti in infiorescenze a corimbo. Il frutto è una capsula marrone che contiene molti semi piccolissimi

L’azalea è una delle piante segnalate come valide purificatrici dell’aria, infatti, le sue proprietà in tal senso sono state studiate nell’ambito di studio condotti dalla NASA, l’agenzia aereospaziale americana. In particolare è emerso che l’azalea è in grado di rimuovere dall’aria di ambienti chiusi, la formaldeide e l’ammoniaca.

Comunità ospitale di pari passo con la tutela e lo sviluppo del territorio locale e delle tradizioni!

CON “HOSPITIS” TI RINNOVO VICO
di Piero Giannini
da Punto di Stella – mensile d’informazione del gargano – MAGGIO 2009
Foto di *mklex

Il 26 aprile l’Assessorato all’Urbanistica di Vico del Gargano ha illustrato possibilità e opportunità che un progetto pilota, denominato “Hospitis” (“Comunità ospitale”), offrirebbe ai proprietari pubblici e privati di immobili destinati al degrado e quindi al deprezzamento. Nel corso dell’incontro si è resa ancora più comprensibile l’offerta il cui obiettivo è realizzare nel Centro Storico una rete recettiva diffusa mediante recupero e valorizzazione di immobili attualmente sottoutilizzati o abbandonati, organizzando un sistema di offerta turistico-culturale che, integrando risorse e peculiarità del territorio, costituisca occasione per migliorare la qualità del paesaggio urbano, valorizzare le risorse presenti e incrementare significativamente le opportunità di crescita economica locale. Approfondiamo.

Seguendo l’invito “a manifestare interesse” (i cui moduli vanno presentati in Comune Vico non oltre le 12 del 9 maggio) si vorrebbe che i proprietari di edifici non utilizzati li rendano disponibili al progetto per inserirli in un particolare mercato indirizzato a “soggetti economici dedicati” – diremo a breve – secondo due modalità: compravendita o cessione del “diritto di superficie” della durata di circa 30 anni. In tal caso il “soggetto” godrebbe del pieno possesso del bene procedendo nelle opere di recupero e ristrutturazione edilizia, e valorizzazione turistica. Alla proprietà si riconoscerebbe una “indennità” da liquidare in anticipo nei primi tre anni del contratto, Ici e spese a carico del “soggetto” per la durata contrattuale. Al termine la proprietà rientrerebbe in possesso del bene a titolo gratuito nelle condizioni in cui si presenterà, ovvero ristrutturato, funzionante e valorizzato.

Le residenze, articolate in varie dimensioni per 2-4-6 posti letto verrebbero arredate con gusto, dotate di ogni comfort e pronte per una vacanza comoda e di qualità (cucina attrezzata, postazioni internet, TV…). Gli immobili da considerare devono essere caratterizzati da elementi costruttivi e architettonici tipici e tradizionali dell’edilizia locale e avere caratteristiche e funzioni importanti ai fini della organizzazione di attività ospitali: balconi, giardini, pregi architettonici… Lo stato di vetustà dell’immobile non viene considerato fattore di impedimento per l’intervento.

E torniamo al tipo di mercato individuato dai promotori dell’iniziativa. Poiché, affermano, il turismo nel mondo oggi ha un giro d’affari di 9mila miliardi di dollari; le persone nei prossimi anni andranno sempre più in vacanza (è attesa una crescita media del 5 percento annuo); le vacanze saranno sempre più brevi e ripetute nel corso dell’anno con maggiore diversificazione di destinazioni e prodotti; la fascia di prodotti riconducibili alla “Comunità Ospitale” (agriturismo, turismo verde, turismo all’aria aperta, turismo naturalistico…) è in costante crescita e tale sviluppo è previsto anche per i prossimi dieci anni; la “Comunità Ospitale” s’innesta in tale contesto rappresentando un prodotto nuovo di ‘turismo di ospitalità nella autenticità locale’; il target di clientela ideale della nuova offerta è: coppie con bambini e gruppi di amici, età media 35-50 anni, provenienti da aree metropolitane o ad alta densità urbana, scolarizzazione e posizione sociale professionale medio alta; si individua il cliente tipo della "Comunità Ospitale" in persona curiosa che apprezza dettagli e contenuti socio-culturali del territorio, desidera autenticità, gradisce servizi di qualità e riconosce l’adeguatezza nel rapporto qualità-prezzo.

Stante tutto ciò si vogliono, volgarizzando, prendere due piccioni con una fava: recuperare centri storici semi o abbandonati del tutto e aprire il mercato a un nuovo turismo in residenze situate in borghi antichi, ambienti rurali o nelle immediate periferie del borgo.

Insieme con Vico ci sono a livello regionale altri 19 borghi, venti “comunità ospitali” che renderanno il prodotto unico, innovativo, competitivo, che contribuirà in modo significativo a rafforzare e diversificare l’offerta turistico-culturale complessiva della regione. Siamo solo al primo atto, ma dalle “manifestazioni d’interesse” si capirà che fine faranno i nostri migliori Centri Storici ed è indubbio che quello di Vico sia uno dei più ampi e belli.

Rodi Garganico ancora bandiera blu, la conferma il prossimo 6 maggio a Roma

Turismo, un’estate con la bandiera blu
Scritto da Francesco Trotta
da www.newsgargano.it
Rodi Garganico – Estate ormai alle porte, anche se il tempo fa ancora le bizze, ed è già tempo di responsi per i centri balneari della costa del Gargano, di pagelle per la classifica della top ten delle spiagge e mari più puliti. Per chi vive di turismo e fa delle medaglie da appuntare sul petto una questione vitale per “vendere al meglio il prodotto Gargano” sul complesso mercato del turismo mondiale, i voti assegnati da un organismo internazionale sono da tenere in debita considerazione.
 
C’è anche chi la pensa diversamente, batte altre strade, pensa di saper vendere al meglio il prodotto Gargano con altri mezzi, che non siano i voti e le bandiere assegnate da una qualsivoglia organizzazione ambientalista. Questioni di punti di vista che albergano in questo Gargano che si accinge ad affrontare una stagione turistica importante allo scopo di risalire la china dopo i famigerati incendi dell’estate 2007. Sono in arrivo le valutazioni di un severo maestro come la Fee, acronimo che sta per Fondation for Enviromental Education, organismo di fama internazionale in tema di campagne per l’ambiente e freme l’attesa. Seppure la divulgazione delle città premiate è prevista per il prossimo 6 maggio a Roma, fioccano comunque le indiscrezioni sulle bandiere blu.
Per la Montagna del Sole si profilano una conferma ed una bocciatura, oppure un semplice arrivederci.. Pertanto sorride per il secondo anno consecutivo “solo” Rodi Garganico che ha ottenuto l’amb^to riconoscimento della Bandiera Blu anche per il 2009. “Piang e” invece Mattinata, la “farfalla Bianca” l’appellativo con cui sovente viene chiamato il paese per via della sagoma del suo centro abitato (soprattutto agli inizi degli anni Settanta) che non riesce a bissare il successo del 2008. E’ Rodi dunque a salvare “l’onore” del Gargano. Ieri il sindaco Carmine D’Anelli ha ricevuto la notizia che lo porterà a Roma tra il 6 e l’11 maggio per la consegna della bandiera.
Istituita nel 1987, l’anno europeo per 1’ambiente, la campagna della Fee assegna l’attestato al mare e alle spiagge dopo un’attenta analisi incrociata per qualità delle acque, della costa, qualità dei servizi, delle misure di sicurezza e per l’educazione ambientale presente nel paese e tra i turisti. “E’ il coronamento dei nostri sforzi” è la lapidaria ed orgogliosa dichiarazione di D’Anelli, sindaco al secondo mandato, che alle pagelle della FEE ci crede, eccome che ci crede, e rivendica con forza il suo merito. Per Iannotta, sindaco di Mattinata, il commento è un alzata di spalle: “ci rifaremo”. La notizia di Rodi troverà conferma ufficiale nella conferenza stampa che avrà luogo il prossimo 6 maggio a Roma, presso le sale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Audizione su richiesta del Consigliere Regionale Angelo Riccardi su inquinamento da alghe tossiche nella diga di Occhito

È stata convocata per mercoledì 6 maggio in via Capruzzi a Bari un’audizione straordinaria della V commissione, su richiesta del consigliere regionale Pd Angelo Riccardi, su “interventi indifferibili a tutela della salute pubblica e dell’ambiente, per la rimozione delle cause che determinano l’inquinamento dell’invaso di Occhito”.

Alla riunione prenderanno parte i referenti dell’AQP, del Consorzio di Bonifica della Capitanata, del Dipartimento ARPA Puglia di Foggia, del CNR di Lesina e degli Assessori regionali alle Opere Pubbliche e all’Ambiente.

“Il mio auspicio – dichiara Riccardi – è che si possa fare chiarezza sui danni provocati dall’alga rossa nella diga di Occhito e sugli eventuali effetti sulla salute pubblica. Inoltre mi auguro che finalmente possano essere concertati interventi mirati per la salvaguardia dell’invaso”.

Comunicato Stampa (28 apr. 2009)
Angelo Riccardi
Consigliere Regionale Pd

MADONNA DELLE GRAZIE DI ISCHITELLA RINVENUTE OSSA UMANE DI PROVENIENZA INCERTA

Misterioso ritrovamento avvenuto di recente presso la chiesa della Madonna delle Grazie d’Ischitella (FG). Sulle fondamenta della chiesa eretta su una collinetta lungo la provinciale Ischitella-Foce Varano, sono affiorate numerose ossa umane. La causa di tutto è molto probabilmente l’erosione, dovuta alle prolungate piogge che questo inverno hanno interessato la nostra zona, che ha rimosso il terreno superfiaciale e messo in luce ciò che si trovava sotto. Aiutandoci un po’ con le notizie storiche, cerchiamo di capire a chi possano appartenere le ossa. La Chiesa, conosciuta omunemente come Madonne delle Grazie oppure dell’Uliveto, o anche della Madonna della Consolazione per l’antichissimo quadro che raffigurava questa Madonna  trafugato da ignoti qualche decennio fa, documentata sin dal 1592. Anticamente essa era custodita da un’ eremita. Ogni anno Ischitella festeggia la Madonna l’8 settembre, portando in solenne processione una copia del quadro dipinto dal pittore Ischitellano Antonio Giuva. In un primo momento si era pensato perciò che le ossa rinvenute potessero essere del cimitero della chiesa stessa. Da una attenta consultazione dei registri parrocchiali dei morti, si evince che solo un morto, un eremita della stessa chiesa, fu sepolto in essa nel 1626. Sono plausibili pertanto varie ipotesi:
1) la chiesa suddetta è molto più antica di quanto si pensi?
2) sotto la chiesa, come solitamentavviene, è presente un’altra  molto più antica?
3) ci troviamo in presenza di una vere propria  necropoli?
Quest’ultima possbilità sarebbe avvalorata dal ritrovamento risalente a circa cinquanta sessant’anni fa nelle vicinanze, di numerose ossa umanche vennero alla luce durante gli scavi pela costruzione  dell’Acquedotto Pugliese.Misteri che affascinano e che potrebbero essere chiariti solo con uno scavo archeologico. Ma le vuote casse comunali non lo consentono.
Giuseppe Laganella

Il Gargano nuovo di aprile è on-line

GARGANO NUOVO DI APRILE
Scaricalo dal link
http://files.splinder.com/b290d2f30d7a78df716d80fd46c5c4d3.pdf

Secondo un’inchiesta di Gianni Lannes pubblicata su “Left 08”, nel mare prospiciente il Gargano ci sarebbe un cimitero di navi “affondate” per disfarsi del loro carico di rifiuti nocivi.
Nel silenzio delle autorità preoccupa l’ipotesi del collegamento tra gli scarichi e la maggiore incidenza del cancro tra la popolazione della zona rispetto alla media del territorio regionale Una brutta storia di navi al veleno e di cancro.
Negli ultimi decenni lo specchio di mare di fronte al Gargano e attorno alle Isole Tremiti sarebbe diventata una discarica abusiva di rifi uti tossici di varia provenienza. Un “sommerso” sfuggito evidentemente al controllo delle autorità territoriali, che hanno acquisito rapporti in cui si parla di incidenti e incagliamenti mentre in realtà si trattava di affondamenti programmati.
Se la ricostruzione di Gianni Lannes, che ha pubblicato l’inchiesta per “Left 08” nel 2007, trovasse conferma, verrebbe a galla una verità da far tremare i polsi. Una faccenda gravissima, anche per le sue conseguenze ipotizzate per la salute della popolazione locale oltre che per l’ecosistema marino.
In casi del genere è richiesto evidentemente il massimo della cautela.
E’ giusto evitare forzature che potrebbero creare allarmismo su argomenti delicati. Ma altrettanto giusto ci sembra non sottovalutare la ricostruzione che il giornalista fa degli avvenimenti, laddove è articolata e puntuale, ricca di date, con riscontri cercati e raccolti in Puglia e nelle sedi delle compagnie internazionali.
Selin, Orca Marina, Panayotia, Et Suyo Maru. Sono i nomi sinistri delle navi inabissate. Giuseppe Olivieri, Matteo Guerra, Michele Attanasio, Antonio Andretti, quelli dei marinai la cui morte in mare è legata a quei relitti. Dal profondo dell’Adriatico i carichi risalgono in superfi cie. Certe zone i pescatori le evitano: «Ci sono schifezze di ogni genere. Da quando sono morti dei miei colleghi non ci veniamo più. L’abbiamo denunciato, ma non ci danno retta».
50% superiore alla media nazionale.
E’ il dato inquietante sui tumori alla tiroide e leucemie mieloidi che colpiscono la popolazione locale. In un’area priva di insediamenti industriali la causa «è certamente la contaminazione tossica e nucleare», afferma il presidente nazionale di medicina Democratica Fernando D’Angelo.
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La Matracatroppa ‘Canta ‘sta terra’

MATRACATROPPA… DAL GARGANO CON FURORE
di Francesco Serio

Prestazione Maiuscola giovedì 25 aprile 2009, mitica data dell’esordio dei MATRACATROPPA, band musicale del gargano originari di Carpino, La band capeggiata dal fuoriclasse Antonio Manzo, celebre percussionista dei Cantori di Carpino. Il concerto voluto fortemente dall’amministrazione comunale di Santa Croce di Magliano (CB) in persona dell’assessore alla cultura dott. Nicolangelo Licursi per la ricorrenza della centenaria festa degli animali, che puntualmente ogni anno si svolge dalla mattina, un vero e proprio palio, un percorso lungo il paese per mantenere vivi i ricordi di quella terra.

Piazza Marconi ha ospitato il concerto dei Matracatroppa, che hanno riscosso un grande successo da parte del pubblico che in massa è intervenuto.
I Matracatroppa, una formazione di 11 musicisti hanno ripercorso con i loro brani di musica originale e non, tutte le antiche tradizioni della musica popolare Gargano. Sonorità antiche con l’utilizzo di strumenti acustici . Durante il concerto vi è stata anche l’esibizione di tre ballerini in costume tipico che ha colorato la performance del gruppo. Il popolo Santacrocese, nonostante infreddolito dalle rigide temperature ancora non primaverili, ha partecipato in massa ai numerosi balli che il gruppo ha voluto regalare ai presenti per questo esordio. I complimenti da parte degli amministratori che hanno deciso di invitare nuovamente il gruppo durante il periodo estivo, visto che già da molti anni a Santa Croce viene organizzata una rassegna di musica popolare denominata “Giovane Madre Terra” , un festival a dir poco internazionale dove ha visto presente i nomi più grandi del panorama etnico, come Lino Cannavacciuolo, Enzo Avitabile, Sud Sound Sistem, Teresa De Sio, Eugenio Bennato e tanti altri.

Convegno ‘La grotta di San Michele di Cagnano Varano’

La Proloco di Cagnano Varano invita la cittadinanza tutta al Convegno sul tema "La grotta di San Michele di Cagnano Varano" di Cagnano Varano tra Storia ed Arte, che si terrà presso l’ Aula Magna del Liceo Pedagogico e Linguistico il 6-7-8 maggio 2009.

L’«ESERCITO DI TERRACOTTA SUL GARGANO»

SAN GIOVANNI ROTONDO. Proteggono il palazzo dalle Tenebre e vegliano colui che è lì sepolto. È un esercito composto da guerrieri armati di lance e spade, da fanti, alabardieri e da varie figure al servizio dei combattenti quali servitori, mandarini, musicisti, concubine.

Un esercito di 8000 statue in terracotta, realizzate con impressionante realismo a guardia del loro «Primo Augusto Sovrano» Qin che aveva una morbosa paura della morte. Fobia che lo indusse a costruire il mausoleo con l’Esercito di Terracotta pronto a difenderlo per l’eternità.

L’armata, ora, è visibile sul Gargano. Infatti, si sono aperti i battenti della mostra, dal titolo «Memorie di un impero – Esercito di Terracotta», a San Giovanni Rotondo, presso il Centro Accoglienza «Pozzo Cavo», visibile tutti i giorni, voluta dall’associazione culturale «Il genio di Leonardo» di Firenze, Modus management e Hotel Corona di  San Giovanni Rotondo, con il patrocinio della BCC-Credito cooperativo, sotto gli auspici del Comune di San Giovanni Rotondo e con l’aiuto organizzativo dell’associazione «Eduso & Co.» e il periodico «Jano – Fatti,Uomini e Cose del Gargano».

Una mostra evento che parla del primo imperatore cinese, Qin, che non dormiva mai nella stessa stanza. L’immortalità costituiva una delle preoccupazioni principali dell’imperatore: si spostava continuamente nel suo palazzo reale composto da ben diecimila stanze per la paura che gli spiriti maligni potessero ucciderlo.

È stato Qin, l’imperatore, che ha contribuito all’unificazione della Cina. Fondando i confini del nuovo grande regno ordinò che tutte le mura difensive, che fino ad allora separavano i vari regni in conflitto, venissero ricostruite e  collegate lungo tutto il territorio. Iniziativa questa che avrebbe dato origine alla Grande Muraglia Cinese.

Gli organizzatori, con l’esposizione di fedeli riproduzioni dell’Esercito di Terracotta (sono copie realizzate in Cina con gli stessi criteri per materiali, forme e dimensioni) dell’imperatore Qin Shi Huang hanno voluto dare il loro contributo per la conoscenza di popoli, così lontani, così vicini, sempre più interlocutori mondiali. Ma non solo si è voluto dare anche un tocco di originalità confrontando storicamente le due civiltà, garganico-daune e cinese nello stesso periodo interessato: 250 a.C..

Segreteria organizzativa: Francesca Cocomazzi (cell. 334/7594382)

e-mail: ass.eduso@gmail.com

Ischitella, SS. Crocifisso di Varano, Casa Abbaziale restaurata grazie al Parco

Immagine articoloOggi alle 17,30 in località SS. Crocifisso di Varano si è svolta l’inaugurazione, cui a presenzieato il presidente Giandiego Gatta, della casa abbaziale restaurata dal Parco Nazionale del Gargano.
Il tutto rientra nell’ambito del Programma Operativo Regionale 2000-2006 P.I.S. Gargano n. 15 “Territorio – Cultura e Ambiente del Gargano” Misura 2.2 , Borghi Rurali.
L’Ente Parco Nazionale del Gargano nell’utilizzo dei fondi comunitari volti a finanziare il recupero di alcuni siti da rivitalizzare nell’ottica di un rilancio dell’intero territorio del Parco, ha inteso privilegiare quello in Località “Chiesa del Crocifisso”, Comune di Ischitella, una delle tante zone umide della laguna di Varano.
 “Finalmente cominciano a giungere a compimento tutti i nostri sforzi finora profusi per la tutela, la valorizzazione e la fruizione dei meravigliosi beni della nostra terra” è la soddisfazione di Gatta. Che poi rivela: “altre inaugurazioni seguiranno nelle diverse località del promontorio”. Il progetto del Parco del Gargano ha permesso di recuperare e valorizzare la Casa Abbaziale annessa alla Chiesa del Crocifisso di Varano. I lavori hanno riguardato il consolidamento e il restauro delle originarie strutture che versavano in un gravissimo stato di degrado. Con il recupero, ormai terminato, della Casa il Parco coglie un duplice obiettivo: il primo, installa un nuovo punto di informazione culturale sugli usi e costumi dei luoghi; e secondo, si ritrova una struttura da adibire anche a complesso per la vendita di articoli dell’artigianato e degustazione di prodotti gastronomici tipici locali, favorendo così una nuova forma di aggregazione del borgo rurale. Questo perché, si dicono convinti ancora dal Parco, il rilancio dell’informazione sugli usi e costumi dei luoghi, spesso passa attraverso il recupero delle più antiche tradizioni che rappresentano i pilastri della cultura di un popolo. E il SS. Crocifisso di Varano racchiude in sé l’insieme dei molteplici aspetti che caratterizzano e rendono unico il territorio del Parco Nazionale del Gargano, quale straordinario mosaico di situazioni ambientali, biologiche, storiche e mistiche concentrate in una ristretta estensione geografica.

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