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Comunità ospitale di pari passo con la tutela e lo sviluppo del territorio locale e delle tradizioni!

CON “HOSPITIS” TI RINNOVO VICO
di Piero Giannini
da Punto di Stella – mensile d’informazione del gargano – MAGGIO 2009
Foto di *mklex

Il 26 aprile l’Assessorato all’Urbanistica di Vico del Gargano ha illustrato possibilità e opportunità che un progetto pilota, denominato “Hospitis” (“Comunità ospitale”), offrirebbe ai proprietari pubblici e privati di immobili destinati al degrado e quindi al deprezzamento. Nel corso dell’incontro si è resa ancora più comprensibile l’offerta il cui obiettivo è realizzare nel Centro Storico una rete recettiva diffusa mediante recupero e valorizzazione di immobili attualmente sottoutilizzati o abbandonati, organizzando un sistema di offerta turistico-culturale che, integrando risorse e peculiarità del territorio, costituisca occasione per migliorare la qualità del paesaggio urbano, valorizzare le risorse presenti e incrementare significativamente le opportunità di crescita economica locale. Approfondiamo.

Seguendo l’invito “a manifestare interesse” (i cui moduli vanno presentati in Comune Vico non oltre le 12 del 9 maggio) si vorrebbe che i proprietari di edifici non utilizzati li rendano disponibili al progetto per inserirli in un particolare mercato indirizzato a “soggetti economici dedicati” – diremo a breve – secondo due modalità: compravendita o cessione del “diritto di superficie” della durata di circa 30 anni. In tal caso il “soggetto” godrebbe del pieno possesso del bene procedendo nelle opere di recupero e ristrutturazione edilizia, e valorizzazione turistica. Alla proprietà si riconoscerebbe una “indennità” da liquidare in anticipo nei primi tre anni del contratto, Ici e spese a carico del “soggetto” per la durata contrattuale. Al termine la proprietà rientrerebbe in possesso del bene a titolo gratuito nelle condizioni in cui si presenterà, ovvero ristrutturato, funzionante e valorizzato.

Le residenze, articolate in varie dimensioni per 2-4-6 posti letto verrebbero arredate con gusto, dotate di ogni comfort e pronte per una vacanza comoda e di qualità (cucina attrezzata, postazioni internet, TV…). Gli immobili da considerare devono essere caratterizzati da elementi costruttivi e architettonici tipici e tradizionali dell’edilizia locale e avere caratteristiche e funzioni importanti ai fini della organizzazione di attività ospitali: balconi, giardini, pregi architettonici… Lo stato di vetustà dell’immobile non viene considerato fattore di impedimento per l’intervento.

E torniamo al tipo di mercato individuato dai promotori dell’iniziativa. Poiché, affermano, il turismo nel mondo oggi ha un giro d’affari di 9mila miliardi di dollari; le persone nei prossimi anni andranno sempre più in vacanza (è attesa una crescita media del 5 percento annuo); le vacanze saranno sempre più brevi e ripetute nel corso dell’anno con maggiore diversificazione di destinazioni e prodotti; la fascia di prodotti riconducibili alla “Comunità Ospitale” (agriturismo, turismo verde, turismo all’aria aperta, turismo naturalistico…) è in costante crescita e tale sviluppo è previsto anche per i prossimi dieci anni; la “Comunità Ospitale” s’innesta in tale contesto rappresentando un prodotto nuovo di ‘turismo di ospitalità nella autenticità locale’; il target di clientela ideale della nuova offerta è: coppie con bambini e gruppi di amici, età media 35-50 anni, provenienti da aree metropolitane o ad alta densità urbana, scolarizzazione e posizione sociale professionale medio alta; si individua il cliente tipo della "Comunità Ospitale" in persona curiosa che apprezza dettagli e contenuti socio-culturali del territorio, desidera autenticità, gradisce servizi di qualità e riconosce l’adeguatezza nel rapporto qualità-prezzo.

Stante tutto ciò si vogliono, volgarizzando, prendere due piccioni con una fava: recuperare centri storici semi o abbandonati del tutto e aprire il mercato a un nuovo turismo in residenze situate in borghi antichi, ambienti rurali o nelle immediate periferie del borgo.

Insieme con Vico ci sono a livello regionale altri 19 borghi, venti “comunità ospitali” che renderanno il prodotto unico, innovativo, competitivo, che contribuirà in modo significativo a rafforzare e diversificare l’offerta turistico-culturale complessiva della regione. Siamo solo al primo atto, ma dalle “manifestazioni d’interesse” si capirà che fine faranno i nostri migliori Centri Storici ed è indubbio che quello di Vico sia uno dei più ampi e belli.

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Discussione

2 pensieri su “Comunità ospitale di pari passo con la tutela e lo sviluppo del territorio locale e delle tradizioni!

  1. Le Nazioni Unite hanno riconosciuto nell’Albergo diffuso nel 2008 un esempio di impresa ricettiva rispettosa della tradizione, innovativa, sostenibile e inclusiva della popolazione.
    L’economia italiana europea e globale nel 2009 tuttavia non va bene. Il desiderio di valorizzare immobili sebbene sia comprensibile, adesso non è più sufficiente per creare un’impresa turistica competitiva. Presso il sito della SISAD potete trovare della bibliografia con alcune indicazioni che spero possano esservi utili nel vostro lavoro.
    Cordialmente

    Pubblicato da utente anonimo | maggio 7, 2009, 2:54 pm
  2. Le Nazioni Unite hanno riconosciuto nell’Albergo diffuso nel 2008 un esempio di impresa ricettiva rispettosa della tradizione, innovativa, sostenibile e inclusiva della popolazione.
    L’economia italiana europea e globale nel 2009 tuttavia non va bene. Il desiderio di valorizzare immobili sebbene sia comprensibile, adesso non è più sufficiente per creare un’impresa turistica competitiva. Presso il sito della SISAD potete trovare della bibliografia con alcune indicazioni che spero possano esservi utili nel vostro lavoro.
    Cordialmente

    Pubblicato da utente anonimo | maggio 7, 2009, 2:54 pm

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