<!– Comunicato
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Mercoledì 26 maggio, alle ore 15.30 l’assessore all’Assetto del territorio, Angela Barbanente, sarà a Monte Sant’Angelo, presso la sala delle Clarisse, per presentare, insieme al commissario straordinario del Parco Nazionale del Gargano, Stefano Pecorella, i bandi della Regione Puglia per sostenere le attività delle aree protette e favorire la loro piena valorizzazione.
Nell’occasione verrà presentato il piano di gestione del parco nazionale, elemento imprescindibile per favorire il pieno ed armonico sviluppo del territorio e consentire l’avvio di idonee misure di finanziamento. Sono invitati i sindaci dei Comuni interessati, le associazioni ambientaliste, tutti i soggetti portatori di interesse.
A 'n'or d' nott
(i versi che iniziano con il trattino sono la voce del bambino che risponde a sua madre)
Sirr chist'occhji bell, fa la nann;
iè fatt nott e tutt li criatur
mo già so' 'dd'rmut, non parlann:
steng ucin a te, non avè paur!
Lu lup va magnann li malandrin
che non dorm'n sub't la ser…
-Lu lup no, mammù, mitt'm 'nzin
e cant, cant la ninna nann 'ccom e ier.
Apprim mo, da bona cr'stian
fatt la croc e di' l'AveMmarij…,
…del Padr', Figlij, … p' queddavta man,
e d'lu Spir't Sant e così sij.
-Uheij ma', la Madonn mo m' sent?
Ma scì, bell d'mamm, a tutt quant
la Madonn c'sent e non c'sta nent
che non ved. Mbè, i'mo dic annant,
tu di' appress a me: piena di grazij…
Nel 2007, "Les Chanteurs de Carpino", nel 2010 "La vita, un lungo viaggio in treno" (Documentario 53’) al francese Thierry Gentet piaciono le storie italiane.
Una coproduzione Mira Productions, France 3 Corse / Via Stella Col sostegno di Région Midi-Pyrénées, Centre national du cinéma et de l’image animée, Apulia Film Commission
È il ritratto di Ferruccio Castronuovo, testimone dell'epoca d'oro del cinema italiano negli anni dal 1960 al 1980. Il suo percorso di cineasta gli permise di affiancare i più grandi cineasti italiani del suo tempo, in particolar modo Federico Fellini, con il quale collaborò per più di dodici anni. Ferruccio Castronuovo è la memoria vivente d'un tempo in cui il cinema mediterraneo, attorno all'Italia, imperava sulla settima arte.
L’itinerario, fuori dal comune, di Ferruccio Castronuovo meritava di diventare l’oggetto di un film documentario. A ciò si è dedicato il regista Thierry Gentet con « La vita, un lungo viaggio in treno », un affresco di 52 minuti, sensibile e improntato di poesia.
Ultimato a fine febbraio 2010, il documentario « La vita, un lungo viaggio in treno » è stato trasmesso il 23 marzo scorso su Via Stella/France 3 Corse, in anteprima del programma culturale Orizonti.
Il film, coprodotto da France 3 Corsica, sostenuto dalla Regione Midi-Pyrénées, il Centro nazionale del cinema e dell’immagine animata, nonché l’Apulia Film commission, sarà presentato a Bari, mercoledì 26 maggio, alle ore 18, nella sala cinema del Cineporto di Bari, in presenza del regista e di Ferruccio Castronuovo stesso.
ll primo incontro con Fellini…
Tutto cominciò con una telefonata. Era un venerdí pomeriggio.
Qualcuno mi chiamò per chiedermi: «se sei libero lunedí, vai a Cinecittà. Fellini ti vuole conoscere. Devi lavorare sul Casanova. »
Ho pensato ad uno scherzo: forse il tipo della chiamata sapeva quanto mi piaceva Fellini! Veramente, non ho dormito per tutto il fine settimana.
Il lunedí mattina mi recai a Cinecittà. Mi portarono vicino a Fellini.
Mi guardai attorno.
Fellini mi vide e mi disse: « stai attento, sono io che faccio il film, tu fai il resto! »
Era l’inizio del rapporto con Federico. Avevo una piccola équipe 16 mm. Lavoravo sempre.
Alla fine della prima settimana, Fellini venne a vedere ciò che avevo girato.
Io l’avevo visto butare delle immagini. Non le piacevano.
Mi dissi: se succede una cosa simile per me, è tutto finito.
Invece, guardò le mie immagini e mi chiese: « dove stavi quando hai girato questo? »
Non aveva capito dove stavo, anche perché mi ero nascosto per riprendere. Il mio lavoro gli era piaciuto.
Alla fine si girò verso di me e mi disse: « Ferruccio, da questo momento in poi, sei il solo ammesso sul mio set».
di Gaetano Berthoud
Sono uno di quelli che potrà dire “Io c’ero”. Non è la prima volta che scrivo questa cosa, mi era già capitato all’indomani del concerto di Vinicio Capossela a Carpino, l’avevo “avvertito” il 9 gennaio 2009, quando a Vico del Gargano “tante anime” attente ai problemi del territorio diedero avvio alla discussione sociale che il giornalista Angelo Del Vecchio racchiuse in 5 semplici parole: Ieri è nato il Gargano!
Rodi Garganico, pomeriggio del 13 Maggio, con il vento in poppa e un’“Idea Libera” è nato il “Gargano politico”. Ma raccontiamo un po’ meglio questa sensazione, mi auguro condivisa anche da altri presenti. Parliamo un po’ di quale aspetto potrebbe aver influenzato anche me a credere che “qualcosa è cambiato”.
A volte siamo chiamati a rappresentanza di qualcosa che ci investe in prima persona, che può essere il nostro lavoro, la nostra azienda o semplicemente una precisa responsabilità che qualcuno ci ha affidato. La stessa cosa vale per la politica che vede nelle nostre scelte i rappresentanti di un territorio. Ma resta una regola che vale per qualsiasi cosa siamo chiamati a rappresentare: a fare la differenza sono sempre gli uomini con le loro capacità.
Questo è accaduto, tanti buoni politici tutti insieme appassionatamente uniti per le problematiche del Gargano (e non solo) come mai era stato fatto. Mai fatto con quella intensità e determinazione, con quella naturale condivisione di intenti, mai, mai prima nelle sale della Comunità Montana, dell’Ente Parco Nazionale, o di qualche giunta che si ricordi a Palazzo Dogana.
E' accaduto a Rodi Garganico in un pomeriggio che non ti aspetti. Non farò i tanti nomi dei politici presenti e di gran spicco, non lo farò per rispetto a chi per qualche ragione non ha potuto manifestare la stessa condivisione, non lo farò perché chi c’era lo sa e non è dei singoli che voglio parlare. L’immagine che vorrei che passasse è quella dei politici (onorevoli, consiglieri regionali e provinciali, assessori e sindaci garganici e non) tutti insieme a discutere e preoccuparsi per questa terra, a proporre soluzioni, dove certamente il problema dell’aeroporto ha trovato il primo e importante punto di condivisione e della strategia da adottare.
Quel pomeriggio a Rodi ho visto come la politica dei buoni politici può e sa essere sincera e aperta, che non vuole nascondersi ma agire, trasparente nelle parole e nell’animo, buoni politici che con serenità e serietà, senza la minima polemica, sono riusciti ad annullare le loro differenze di colore e a identificarsi senza rinuncia alcuna nelle loro responsabilità. La regola che hanno manifestato tutti è una sola; vogliamo il bene del nostro territorio e siamo pronti a lottare insieme contro tutti e ovunque. Una “squadra” come la nostra nazionale prossima ai mondiali, dove non esiste più lo juventino o il milanista ma l’Italia. Il 13 Maggio è nata “la squadra del Gargano” ma anche quella della Capitanata attiva.
Ho capito che in pochissimi anni avremo un grande aeroporto a Foggia perché ho visto politici pronti a lottare per il nostro territorio, prima ancora che per il loro partito. Il 13 Maggio ho sentito un certo collegamento con ciò che si è avviato il 9 gennaio 2009 a Vico del Gargano. Il messaggio dalla politica è stato ricevuto ed è stato tradotto in concretezza. Perché la discussione sociale, seppur necessaria in qualsiasi parte del mondo prima di ogni cambiamento, non può e non deve neanche pensare di potersi sostituire alla politica. La cattiva politica può essere sostituita solo dalla buona politica. Questa sensazione l’hanno avvertita soprattutto i nostri rappresentanti, sempre un po’ impreparati a confrontarsi sui problemi sociali, ma assolutamente a loro agio nel comprenderne la lacuna politica di tanti anni scellerati, da sentirsi “sollevati” dalla volontà sana e sincera di molti loro colleghi.
Mi ha colpito particolarmente il passaggio di un consigliere provinciale quando ha parlato di azione, di essere pronti a tutto, di affrontare insieme le battaglie politiche anche con mezzi poco ortodossi, il senso di manifestare qualunque dissenso “tutti insieme”. Se queste parole le dice un politico potremmo dire che ci siamo. E’ anche vero che è stata un’occasione persa per il mondo sociale del Gargano, perché quelle parole sapevano molto di ribellione popolare e le ho così apprezzate proprio perché le ha dette un politico.
Oggi abbiamo un attivismo sociale, sono convinto che ora è nato un attivismo politico, se la strada è giusta bisognerà fare solo attenzione a non fare confusione. Le associazioni devono rappresentare l’azione e la voce del popolo, riconoscere che avanti deve andare la buona politica, quindi essere da pungolo positivo e stimolante verso questa “squadra del cuore” che si sta delineando. La buona politica dovrà sostenere “l’azione sociale” perché è importante avere buone idee ma anche essere tanti e uniti da un’unica discussione nel rispetto dei ruoli.
C’è anche chi non si capisce bene se fa politica o opera nel sociale. Nessuno deve minare niente. Ognuno si segga pure dove sta più comodo, l’importante è evitare che nulla di quanto sta accadendo possa essere contaminato da un mal politico o da chi spinge i giovani verso “i soliti” discorsi obsoleti. Perché questo è peggio di ogni cosa. Occorre orgoglio da parte di tutti e a Rodi si è visto quello che più conta: dei nostri politici.
Courmayeur (in Valle d'Aosta), Todi (in provincia di Perugia), Viggiano (Potenza), le Isole Tremiti (Foggia): sono le quattro perle turistiche propagandate quest'anno nell'annuale emissione di francobolli turistici. La serie, annunciata oggi dalle Poste Italiane e che vedrà la luce il 4 giugno prossimo, è completata da un francobollo (autoadesivo)con la riproduzione di un manifesto dell'ENIT risalente al 1955. Le vignette dei francobolli (tutti del valore di 0,60 euro) raffigurano una veduta pittorica di ciascuna località: per Courmayeur uno scorcio di piazza Abbè Henry con le sue caratteristiche abitazioni e, alle sue spalle, il massiccio del Monte Bianco su cui svetta il Dente del Gigante; per Todi una veduta di piazza del Popolo e del Palazzo dei Priori; per Viggiano un panorama della cittadina che domina la valle del fiume Agri; per le Isole Tremiti, un'immagine dell'Isola di San Nicola e, sullo sfondo, l'omonima abbazia-fortezza e la chiesa di Santa Maria a Mare. Il bollettino illustrativo dell'emissione conterrà articoli dei sindaci (Fabrizia Derriard per Courmayeur, Antonino Ruggiano per Todi, Giuseppe Alberti per Viggiano, Giuseppe Calabrese per le Tremiti) e un intervento di Matteo Marzotto, Presidente di ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo.
Mario Ronghi alias Sonny Ray, un pugliese tra i divi di Hollywood
Un One-man show della Puglia sconosciuto
Comunicato Stampa Carpino Folk Festival | FOGGIA, li 17 Maggio 2010
Si prega la massima condivisione, pubblicazione e divulgazione
Fra il 1880 e il 1915 nove milioni circa di emigranti scelsero di attraversare l'Oceano verso le Americhe.
Molti di loro rientrarono poi in Italia: una quota considerevole (50/60%) nel periodo 1900-1914.
Circa il settanta per cento proveniva dal Meridione.
Le motivazioni che spinsero masse di milioni di Meridionali ad emigrare furono molteplici: prima la crisi agraria dal 1880 in poi, successivamente l'aggravarsi delle imposte nelle campagne meridionali dopo l'unificazione del paese, il declino dei vecchi mestieri artigiani, delle industrie domestiche, la crisi della piccola proprietà e delle aziende montane, delle manifatture rurali.
Tra coloro che emigrarono e poi fecero ritorno in Italia vi fu Ciccillo (Francesco) Ronghi di Carpino.
Figli di Ciccillo Ronghi furono Luigi Ronghi e Mario Ronghi. Gino, nato nel 1914, si sposo con Rosa D'addetta, si laureò in Legge, ma poiché non professava fece l'agricoltore a Carpino nei molti terreni di proprietà della moglie.
Più grande di Gino era Mario.
Nato negli Stati Uniti il 24 marzo 1908, Mario fece ritorno in Italia con il padre e a Carpino passò la sua giovinezza. Avviato all'arte di orefice e orologia non fece molta fortuna e cosi decise di far ritorno nelle Americhe. Amava ricordare che appena arrivato presso il porto dell'Ellis Island (l'Isola delle Lacrime delle persone che reimbarcate per l'Italia per non aver superato i durissimi controlli medici e amministrativi, nella disperazione si buttavano nelle acque gelide della baia andando quasi sempre incontro alla morte), lo venne a prendere un italo-americano di origine carpinese che quando lo vide gli chiese, prima ancora di "come stai?" o "com'è andato il viaggio?", "hai portato i caciocavalli?".
Mario Ronghi ritorna in Italia, e a Carpino, agli inizi degli anni 80 del secolo scorso dove muore ed è sepolto.
Prima di morire, però, lascia la traccia del suo passaggio.
Assolutamente stravagante e con atteggiamenti effemminati, su sollecitazione di un suo grande amico, Antonio Ermanno Santoro, organizza uno spettacolo per dare un suo ricordo ai carpinesi.
Non sono molte le notizie in proposito. Tuttavia molti parlano di un vero attore da avanspettacolo, particolarmente portato per le parti comiche alla "gastone" per intenderci. Cantava benissimo tant'è che nello spettacolo realizzato a Carpino interpretò (fra le altre cose) anche la parte di una sciantosa, truccato e vestito perfettamente (voci di popolo parlano di costumi presi a nolo a Napoli).
Niente di più. Mario Ronghi con la sua morte scompare il 16 Novembre 1984.
Ma la memoria gioca brutti scherzi (in questo caso, uno scherzo bellissimo).
E' il 03 Maggio 2010 e il social network Facebook ci fa un regalo. Pierluigi Pelusi con cui siamo in contatto per le note vicende dell'Auditorium della Musica Popolare del Gargano, parla a Domenico Sergio Antonacci della storia delle radio libere di Carpino e tra i personaggi dell'epoca (ultimi anni 70) menziona un certo Sonni Rey, un attore di avanspettacolo che sosteneva di aver vissuto negli Stati Uniti e di aver lavorato a Hollywood.
Domenico mi contatta per chiedere lumi in proposito. Non ne so nulla, anche se la memoria va subito ad un certo Mario che viveva sopra l'alimentare di mio padre in Piazza del Popolo. Me lo ricordo solo perché lo vedevo in giro con un maglione di cotone azzurro e in calzamaglie. Domenico mi conferma che si tratta di Mario Ronghi alias Sonni Rey.
Inserisco "Sonni Rey Carpino" in Google, ma non appare nulla che possa essere ricollegabile al nostro Mario Ronghi. Domenico e Pierluigi fanno lo stesso percorso. Raffino la ricerca e tutto ad un tratto nell'elenco di Google appare un Sonny Ray nei panni di The Artful Dodger nel film "Oliver Twist" del 1933.
Non faccio in tempo a dare la notizia a Domenico e a Pierluigi che ritorna a nascere il nostro Mario Ronghi, ossia "Sonny Ray". Nel giro di pochi minuti è un accavallarsi di notizie e di emozioni tra noi tre. La notte passa insonne.
Era da non crederci: un carpinese a Hollywood negli anni 30 nei cast dei film che contavano. Una vera è propria filmografia.
– Nel 1932 è nel cast di Jimmy's New Yacht.
– Nel 1933 è in Oliver Twist, film americano diretto da William J.Cowen. Si tratta dell'adattamento cinematografico (la prima versione sonora) del popolare romanzo di Charles Dickens. Sonny Ray è nei panni di Jack Dawkins, meglio conosciuto come Artful Dodger, il capobanda dei bambini criminali addestrati dal vecchio Fagin. Artful Dodger tradisce Oliver Twist facendolo catturare da Fagin, ma poi ne diventa il suo più caro amico cercando di fare di lui un borseggiatore. Il Dodger è appunto un borseggiatore, così chiamato per la sua abilità e astuzia.
In verità con Sonny Ray la critica è molto feroce: considerato troppo plateale e troppo vecchio nel ruolo di Artful Dodger.
– Sempre nel 1933 partecipa a The Perils of Pauline di Ray Taylor, un serial movie in cui veste i panni comici di Willie Dodge.
– Nel 1934 è nel cast di The Gay Divorcee diretto da Mark Sandrich: il grande musical con Fred Astaire, Ginger Rogers e Alice Brady – Premio Oscar per la migliore canzone originale, The continental, cantata da Ginger che balla in coppia con Fred Astaire. Del Film anche la canzone Night and Day (di Cole Porter) cantata da Fred, sulla spiaggia di notte mentre danza con la Ginger.
– Nel 1935 è nel cast di The Personal History, Adventures, Experience, & Observation of David Copperfield the Younger (normalmente abbreviato in David Copperfield), l'adattamento cinematografico dell'altro popolare romanzo di Charles Dickens diretto questa volta dal regista George Cukor.
Nominato al Festival del Film di Venezia, ottiene tre nomination ai premi Oscar per la migliore direzione, miglior film e migliore fotografia.
A questo punto finisce la sua carriera cinematografica.
I paesani intervistati da Domenico Sergio Antonacci pur non conoscendo la carriere holliwoodiana di Mario Ronghi, sostengono che, fino al suo rientro in Italia, Mario trovasse da vivere con piccoli spettacoli in teatro, ma soprattutto cantando e danzando nei nightclub di New York.
E' cosi, infatti spuntano gli articoli dei giornali dell'epoca: : il New York Times, il Baltimore News, il Buffalo News, il Philadelphia Enquirer.
Tutti parlano di una Star Internationale, un One-man show in viaggio tra Londra, Hollywood e Parigi.
Sonny Ray the showman of a million changes. Praticamente l'Arturo Brachetti del secolo scorso che in un batter d'occhio riusciva a cambiarsi d’abito, dalle scarpe alla parrucca, a diventare un altro.
In uno degli articoli si parla di una tournée in Italia ed infatti gli informatori concordano su una sua presunta carriera teatrale anche in Italia nelle riviste di avanspettacolo. In particolare a Napoli.
Il suo atteggiamento stravagante – racconta Pierluigi Pelusi – si prestava a valutazione da millantatore, lui ne era consapevole e poco ci diceva del suo passato, nonostante Antonio Ermanno Santoro ci ripeteva e assicurava, anche in sua presenza, che era stato veramente un artista holliwoodiano.
Al momento in cui scriviamo resta la convinzione che la memoria ci cela ancora molte altre sorprese sul pugliese che calcò le scene del centro dell'industria cinematografica americana per eccellenza.
Non appena arriveranno nuove notizie vi aggiorneremo. Adesso ci piace chiudere con le sue parole rivolte ai giovani per invitarli a "mettere su qualcosa di serio e di buono, perché la vita non è un patrimonio individuale, ma coralità e che la poesia, lo spettacolo e, in una parola, l'arte sono il momento e lo strumento per il trapasso dell'individuo alla comunità".
Testi e materiali a cura di: Domenico Sergio Antonacci, Pierluigi Pelusi, Antonio Basile.
Informatori: Carmine Mancini e Maria Vicedomini.
Ufficio Stampa Associazione Culturale
Carpino Folk Festival
Via Mazzini, 88
71010 Carpino (FG)
info@carpinofolkfestival.com
Estate del 1959, lo scrittore soggiorna a Rodi il suo approdo in un testo semisconosciuto.
“Rodi Garganico, luglio
E’ appena passata mezzanotte, e sono solo.
Ma solo come può essere solo uno spettro. Tutti sono serrati nelle case, di questo paese per altro abbastanza elegante. I piccoli borghesi foggiani in villeggiatura, i rodigiani, che domani mattina si devono alzare alle tre, alle quattro, per andare nei campi col mulo. E’suonato un misterioso coprifuoco: nessuno lo trasgredisce. Io cammino per la piccola spiaggia deserta, ai piedi del paese. E nel silenzio che c’è fuori e dentro di me, sento come un lungo, afono crolla.
L’intera costa pugliese si sfa in questa quiete, dopo aver infuriato ai miei occhi, ai miei orecchi, per mattinate e meriggi di caos preumano, sottoumano.
Lo sperduto Salento, severo come una landa settentrionale, coi suoi paesi greci in sciopero secolare; poi l’esplosione di Brindisi, la più caotica, furente, rigurgitante delle città di mare italiane; e le stupende Otranto e Ostuni, le città del silenzio del Sud; e Bari, che segna il modello marino per tutte le città, poi fino al Gargano, la cattedrale, di suprema bellezza, sul mare, e sotto i neri, biondi malandrini nudi tra gli scogli. Nella memoria, cattedrali e poveri ragazzi nudi, confuse città pericolanti e informi come accampamenti, folle sotto i palchi delle luminarie e i podii bianchi traforati delle bande, sono un solo, sordo frastuono. Che si infrange contro le muraglie del Gargano, il cui periplo, a picco sul mare, tra le severe, deserte montagne, allontana dall’Italia di migliaia di chilometri. Ho perso il battello delle Tremiti, non ci potrò andare. Ma qui sono in un’isola, non credo laggiù sia diverso. Cammino, eslege, nel buio del coprifuoco, e già rimpiangono l’interminabile giorno su cui è caduta questa imprevista sera”.
PIER PAOLO PASOLINI
• Brano tratto da «LA LUNGA STRADA DI SABBIA»: reportage dì Pier Paolo Pasolini, fotografie Philippe Sécier, testo e dattiloscritto a cura di Graziella Chiarcossi (edizioni Contrasto 2, pagg. 225, euro 39,00).
[a cura di Davide Grittani]
Un unico piano di volo che collegherà le Tremiti con le Capitali Europee come Parigi o Amsterdam. E' la vera novità nel campo dei trasporti di questa estate. Una nuova sfida ancora in fase di studio della Darwin airlines la compagnia aerea che opera su Foggia. L'idea, ancora in fase di cantierizzazione, sarà messa nero su bianco la prossima settimana. Un'iniziativa che fa seguito all'attivazione del code sharing Alitalia, ovvero partendo dal Gino Lisa si potranno raggiungere tutte le mete servite dalla compagnia di bandiera, come ad esempio Londra, New York, Los Angeles, Madrid, il tutto con un unico check-in e un unico imbarco di bagaglio. Nel caso specifico delle Tremiti, poi, arrivati al Gino Lisa, si potrà raggiungere in 20 minuti l'arcipelago delle Diomedee grazie all'elicottero Alidaunia. Va anche detto che dal prossimo primo giugno entrerà in servizio un nuovo velivolo da 15 posti. Per mercoledì prossimo è previsto il volo inaugurale con la partecipazione dell'assessore ai trasporti della regione Puglia Guglielmo Minervini. Inoltre un mese più tardi dalla sua attivazione l'elicottero dell'Alidaunia, effettuerà tappe anche a San Giovanni Rotondo, Viste e Peschici. Nle frattempo l'isola di San Domino si sta attrezzando per la realizzazione di un nuovo porticciolo che prevederà l'attracco di 20-30 imbarcazioni di media grandezza. Ma perchè l'opera sia fattibile occorre terminare i lavori del braccio di levante, lavori che si concluderanno non prima della prossima estate.
Si stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli anche per l’altra novità dell’offerta turistica sul Gargano, ovvero il servizio di collegamento tra Rodi e la località croata di Korkula. Il primo viaggio è fissato per il 26 giugno con la compagnia Termoli Jet che farà la spola dal porto turistico premiato con la bandiera blu due volte alla settimana: la domenica e il martedì. Il catamarano salperà da Termoli alle 6.30, alla volta di Rodi Garganico dove giungerà alle 8.00. Dal porto turistico con i biglietti acquistati a Rodi si partirà per Korcula dove si arriverà alle 11.30. Il rientro è previsto per le 21 sulla costa garganica. Il servizio è stato pensato con cadenza bisettimanale per soddisfare sia i turisti «mordi e fuggi» di entrambe le sponde dell’Adriatico. E poi per quanti vogliono trattenersi due giorni, partendo la domenica e rientrando il martedì o l’intera settimana. Il biglietto costerà 80 euro andata e ritorno. In questi giorni si sta attrezzando un container dove sistemare un ufficio della dogana. «Con il collegamento con la Croazia noi vogliamo fare in modo che chi è in Croazia quest’estate e semmai non conosce i nostri luoghi approfitti e si sposti anche per un giornata sulle nostre spiagge, pranzi nei nostri ristoranti acquisti i nostri prodotti», spiega il sindaco di Rodi, Carmine D’Anelli Una scommessa che dovrebbe giocare prima di tutto la Provincia con un info-point sull’isola di Korkula.
Il Comune di Rodi Garganico è stato invitato alla cerimonia di consegna delle Bandiere Blu 2010, organizzata dalla Fee Italia, che si è tenuto oggi a Roma, nella sede della Regione Lazio.
Sono 117 le localita' rivierasche e 61 gli approdi turistici che potranno fregiarsi, la prossima estate, del riconoscimento Bandiera Blu 2010.
La Liguria, con 17 localita', una in piu' dello scorso anno, guida la speciale classifica regionale. A pari merito con 16 localita', seguono le Marche e la Toscana, che si distaccano dall'Abruzzo, 4* classificato con 13 bandiere.
Stabile a quota 12 la Campania, che conferma le localita' della precedente edizione; molto bene la Puglia, ne guadagna 1 arrivando cosi' ad eguagliare a quota 8 l'Emilia Romagna (dove sono riconfermate le stesse localita' dello scorso anno). Nessuna novita' per il Veneto (6), mentre il Lazio arriva a quota 5, superando cosi' la Sicilia e la Calabria che sono stabili a 4; il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna riconfermano le 2 dell'anno scorso, e vengono raggiunte dal Piemonte, che giunge a quota 2 bandiere; per finire con Molise e Basilicata, con 1 sola Bandiera Blu.
La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale, istituito nel 1987 Anno europeo dell’Ambiente, che viene assegnato ogni anno in 41 paesi, inizialmente solo europei, più recentemente anche extra-europei, con il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell'ONU: UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) con cui La FEE ha sottoscritto un Protocollo di partnership globale.
Bandiera Blu è un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio.
Obiettivo principale di questo programma è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.
Ecco la mappa del mare doc italiano secondo l'assegnazione delle Bandiere Blu edizione 2010 (in totale 117 sventola in comuni) da parte della Fee (la Fondazione per l'educazione ambientale): – PIEMONTE (2): Cannero Riviera (Verbania); Cannobio (Verbania) – FRIULI VENEZIA GIULIA (2): Grado (Udine); Lignano Sabbiadoro (Gorizia) – VENETO (6): San Michele al Tagliamento – Bibione, Caorle, Eraclea – Eraclea mare, Jesolo, Cavallino Treporti, Venezia – Lido di Venezia (tutte in provincia di Venezia) – LIGURIA (17): Camporosso, Bordighera (Imperia); Loano, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazza (Savona); Chiavari, Lavagna, Moneglia (Genova); Lerici, Ameglia – Fiumaretta (Lerici) – EMILIA ROMAGNA (8): Comacchio-Lidi Comacchiesi (Ferrara); Lidi Ravennati, Cervia (Ravenna); Cesenatico, San Mauro Pascoli-San Mauro mare (Forli'-Cesena); Bellaria Igea Marina, Rimini, Cattolica (Rimini) – TOSCANA (16): Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore, Viareggio (Lucca); Pisa-marina di Pisa-Tirrenia-Calambrone; Livorno-Antignano e Quercianella, Castiglioncello e Vada di Rosignano Marittimo, Cecina, marina di Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo, Riotorto-Piombino: parco naturale della Sterpaia (Livorno); Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina e Principina di Grosseto, Monte Argentario (Grosseto); – MARCHE (16): Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo (Pesaro-Urbino); Senigallia, Ancona Portonovo, Sirolo, Numana (Ancona); Porto Recanati, Potenza Picena – Porto, Civitanova Marche (Macerata); Porto Sant'Elpidio, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno); – LAZIO (5): Anzio (Roma); Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga, Gaeta (Latina) – ABRUZZO (13): Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina (Teramo); Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Vasto, San Salvo (Chieti) – MOLISE (1): Termoli (Campobasso) – CAMPANIA (12): Massa Lubrense (Napoli); Positano, Agropoli, Castellabate, Montecorice-Agnone e Capitello, Pollica-Acciaroli Pioppi, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola-Palinuro, Vibonati-Villammare, Sapri (Salerno) – BASILICATA (1): Maratea (Potenza) – PUGLIA (8): Rodi Garganico (Foggia); Polignano a Mare (Bari); Ostuni-Marina di Ostuni (Brindisi); Castellaneta, Ginosa-Marina di Ginosa (Taranto); Castro Marina, Melendugno, Salve (Lecce) – CALABRIA (4): Cariati-Marina di Cariati (Cosenza); Ciro' Marina-Punta Alice (Crotone); Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) – SICILIA (4): Fiumefreddo di Sicilia-Marina di Cottone (Catania), Pozzallo, Ragusa-Marina di Ragusa (Ragusa); Menfi (Agrigento) – SARDEGNA (2): Santa Teresa di Gallura-Rena Bianca, La Maddalena-Punta Tegge Spalmatore (Olbia-Tempio).
Al Gargano manca una classe dirigente unita e responsabile.
La mancanza di una classe dirigente adeguata e unita nel Gargano. E’ stato questo il denominatore comune degli intervenuti ieri, a San Nicandro Garganico, nel convegno-dibattito “Scacco al Gargano”, organizzato da Legambiente e tenutosi sabato a Palazzo Fioritto.
Ad aprire i lavori, i saluti del sindaco di San Nicandro Costantino Squeo, che esordisce dicendo di non condividere appieno il titolo del convegno, giudicando il Gargano un territorio attivo, come si è visto con la mobilitazione alle Tremiti. «Penso che noi – ha poi continuato Squeo – si debba gestire meglio la condizione identitaria del Gargano, concepibile non più come identità chiusa in se stessa ma che possa sperimentare anche la necessità di sfumare le finali delle proprie inflessioni dialettali: sento la necessità di questa apertura alle realtà che ci circondano».
Infine qualche battuta sul Parco del Gargano: «Quello del Parco è uno stato pietoso – ha dichiarato il sindaco sannicandrese – Ho partecipato all’assemblea sul GAL Gargano e non credo che, così come oggi si presenta, esso possa segnare processi evolutivi del territorio. Vorrei che sperimentassimo l’urgenza della speranza – ha poi concluso – che non è una categoria teologale ma la prospettiva di un impegno politico».
Quindi, gli interventi di Franco Salcuni, della direzione nazionale di Legambiente, Carmine D’Anelli sindaco di Rodi Garganico e presidente della Comunità del Parco, Nicola Vascello commissario dell’Azienda di Promozione Turistica di Capitanata, Michele Eugenio Di Carlo, presidente del Comitato di Tutela del Mare e Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente.
Numerose le criticità affrontate dai relatori, tutte riconducibili ad una gestione che, secondo la riflessione di Salcuni, ha fatto dell’Ente Parco una valvola di sfogo degli equilibri politici, invece di essere un’opportunità di governance del territorio. «Ci sono tanti problemi sul Gargano – ha affermato Salcuni – e non abbiamo mai avuto un luogo serio dove metterli in fila e discuterli uno per uno, per definire di che male essi sono sintomo». Male che, secondo l’ambientalista, è riconoscibile in «un vuoto di leadership politica e di senso di responsabilità che fa paura».
Dello stesso avviso Carmine D’Anelli, che ha sottolineato la cattiva gestione del Parco negli ultimi anni con la presenza di un “tesoretto” di circa 11 milioni di euro mai spesi, accumulati a causa numerose opere e progetti incompiuti. Quindi, per sua competenza, D’Anelli ha ripercorso l’iter del Piano del Parco, solo recentemente oggetto della prima discussione politica, dopo sette anni, che lo ha visto bocciato.
«Il piano del Parco è responsabilità nostra (dei sindaci del Gargano, ndr) – ha tuonato D’Anelli – quando si doveva convocare la Comunità del Parco (l’unione di tutti i comuni afferenti al Parco del Gargano, ndr) non c’è stato mai il numero legale, da destra a sinistra». Il sindaco del porto più gettonato del Promontorio ha poi continuato rimarcando le divisioni politiche nel Gargano e rivolgendo l’appello a «non fare ragionamenti da partitari, come avvenuto per ‘Area Vasta’ dove, invece di puntare su infrastrutture comunitarie, si è ritornati a coltivare tanti piccoli orticelli». Infine D’Anelli a stigmatizzato i ricorrenti pensieri all’eolico off-shore e al petrolio: «Non bisogna cambiare l’economia del territorio. Noi abbiamo un’idea precisa di come esso debba svilupparsi, guardando alla natura e alle bellezze già presenti sul Gargano».
Intervento ripreso da Nicola Vascello, che ha sottolineato come non ci sia mai stato un piano di sviluppo del Gargano, per cui è facile ai governi centrali imporre scelte come l’off-shore e il petrolio. «Bisogna mettere sul tavolo una questione Gargano» è il commento di Vascello. «Il flusso turistico del Gargano – ha poi continuato il commissario dell’APT – è in costante crescita ma ciò che preoccupa è che non provenga più dai paesi del Nord. Significa che non siamo più in grado di vendere il nostro ‘prodotto’ al Nord Italia ed Europa, sicuramente a causa di una mobilità lenta, della mancanza di infrastrutture come un aeroporto adeguato». Discorso nuovamente spostato, quindi, sulla mancata opportunità di sfruttare al meglio i fondi di ‘Area Vasta’ e sull’impressione che il Gargano continui ad essere una sorta di “periferia dell’impero”.
Infine Vascello si è soffermato sulla questione rifiuti: «Siamo in emergenza e tra poco saremo costretti a conferire a Deliceto o Cerignola, con costi esorbitanti. E’ inconcepibile che in un territorio a forte vocazione turistica la politica locale non sia capace di risolvere un problema di così forte impatto con i cittadini».
E il tema dell’inquinamento è stato ripreso più specificamente da Michele Eugenio Di Carlo, che ha rimarcato il problema della cattiva salute del mare, principale risorsa turistica del Gargano. «Oggi è un importante punto di partenza – ha poi commentato Di Carlo – perché finalmente si trova il coraggio associazioni, sindaci, istituzioni, di affrontare tutti questi problemi. Bisogna partire da questa sera – ha poi concluso Di Carlo, dopo aver ripreso le mancanze dell’attuale classe dirigente garganica, colpevole di disunione e di tralasciare un territorio ricchissimo – e trovare uno strumento concreto per risolvere tutti insieme questi problemi».
Non trascurabile, infine, il riferimento al GAL Gargano, che proprio qualche giorno fa ha visto la nomina a presidente di Vinicio Razionale: fondi per circa 14 milioni di euro che non possono essere utilizzati per dirimere le ‘faide’ interne alla politica locale, come dichiarato un po’ da tutti i relatori, da Salcuni a D’Anelli, tenendo fede all’obbiettivo di fare bene al territorio e non s’partirselo’ semplicemente.
Le conclusioni di Sebastiano Venneri hanno ripreso un po’ tutti i temi trattati dai relatori, conferendo la visione ambientalista dei problemi. In particolare, Venneri si è soffermato sull’off-shore: «Legmbiente non è assolutamente contraria all’eolico – ha chiosato Venneri – Anzi, dobbiamo guardare alle energie alternative con favore. Soluzioni come il carbone e il petrolio sono evidentemente obsolete. Il problema, tuttavia, è capire questi parchi eolici e fotovoltaici come e dove si fanno». Si è soffermato, quindi, dopo aver negato la possibilità di trivellare l’Adriatico, sull’eolico off-shore annusato da alcune amministrazioni del Gargano, manifestando come le distanze proposte dai progetti non siano affatto compatibili con la natura del luogo e la sua vocazione naturalistica e paesaggistica. «Bisogna elaborare una nuova visione di turismo – ha concluso Venneri – che guardi anche all’immagine del territorio: non si può venire sul Gargano e trovare ovunque discariche a cielo aperto, ai cigli delle strade, dove la gente conferisce di tutto, compresi elettrodomestici». E, secondo il numero due di Legambiente, in questa situazione di degrado ambientale un ruolo determinante è giocato dal Parco che, ormai da tempo, sarebbe evidentemente latitante.
L’incontro si è concluso con la compilazione di una sorta di decalogo da sottoporre periodicamente all’analisi dei vari tavoli politico-amministrativi, per indirizzarne sempre più l’attenzione verso i problemi del territorio, invece delle beghe interne alla politica.
Matteo Vocale da sannicandro.org