
Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 190 del 26 novembre 2009 l’Avviso pubblico per la selezione di progetti di sostegno alla commercializzazione e alla vendita dei prodotti biologici, come previsto dal Programma Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Biologica in Puglia.
I progetti finanziabili devono comprendere aspetti di natura promozionale-commerciale e aspetti di natura divulgativa. Le iniziative ammissibili sono:
– Agricoltura Bio in piazza: mercato periodico locale all’aperto per la vendita diretta di prodotti biologici;
– Spaccio Bio: luogo al chiuso con vendita diretta dei prodotti biologici;
– Informa Bio: momenti informativi per approfondire le conoscenze dei prodotti biologici.
Possono presentare domanda i seguenti soggetti, in forma singola e associata:
– Organizzazioni professionali agricole
– Associazioni di produttori biologici
– Gruppi di acquisto solidale
– Associazione temporanea d’Impresa.
I soggetti che intendono presentare manifestazione d’interesse devono essere legalmente costituiti, operanti sul territorio regionale e nello statuto deve essere menzionato che le attività effettuate sono tese alla valorizzazione dell’agricoltura biologica pugliese.
La domanda deve essere formulata secondo le modalità indicate nell’Avviso ed inviata, unitamente alla documentazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento entro il giorno 25 gennaio 2010 al seguente indirizzo:
Regione Puglia
Area Politiche per lo Sviluppo Rurale – Servizio Agricoltura – Osservatorio Fitosanitario
Lungomare Nazario Sauro, 45/47 – 70121 Bari.
Ulteriori informazioni relative all’Avviso possono richiedersi al dirigente dott. Francesco Coluccia – lungomare Nazario Sauro, 45/47 – Bari, tel. 0805405141, fax 0805405284, email f.coluccia@regione.puglia.it .
La procedura è stata avviata con determinazione dirigenziale n. 2615/2009 comprendente i Criteri di selezione (allegato B) e lo Schema di domanda di ammissione (allegato C).
Su Facebook non solo indignazione, ma anche buoni propositi.
Cambiare Carpino? E’ possibile. Tutto sta ad impegnarsi.
E’ questo il titolo di una discussione aperta sulla pagina di Carpino su Facebook curata da Domenico Sergio Antonacci e Giuseppe Bruno.
"Con questa discussione, vogliamo raccogliere quelle che sono le prime esigenze dei carpinesi che, forse, l’amministrazione comunale non ha sufficientemente ascoltato e risolto.
PER FAVORE niente frasi sui politici di ora, ma solo proposte, che saranno inoltrate ai politici e non solo: diventeranno il manifesto della Carpino e del Gargano che vuole cambiare, vuole migliorare.
Ed ora pronti, partenza, VIA! Cominciamo ad immaginare una Carpino migliore."
L’idea è quella di individuare le proposte possibili. Quindi lavorare sulle linee di finanziamento per renderle praticabili. Infine organizzare un convegno con gli amministratori e la classe dirigente locale per prendere impegni.
Potremmo provare ad aiutarli, in fondo non ci costa nulla e forse il nostro impegno potrebbe tornarci utile.
Bisogna cliccare qui e scrivere i tuoi buoni propositi
In esecuzione della delibera di Giunta n. 812 del 13 maggio 2009 che prevedeva lo stanziamento di € 3.900.00,00 da assegnare ai Comuni per gli interventi in materia di eliminazione delle barriere architettoniche previsti dalla legge. n. 13 del 9 gennaio 1989, articoli 10 e 11, per le annualità 2005-2006-2007, è ora disposta la liquidazione e la ripartizione tra gli stessi Comuni di tale somma con atto dirigenziale.
Si tratta della determinazione della dirigente del Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria n. 111 del 15 ottobre 2009 che nell’Allegato “A” riporta, nella colonna “Totale da erogare”, gli importi destinati ai singoli Comuni per la copertura delle domande di contributo ritenute ammissibili per gli anni 2005, 2006 e 2007, presentate per piccoli interventi infrastrutturali nelle abitazioni di residenza di nuclei familiari di cittadini diversamente abili.
Il Comune di Carpino, che aveva fatto una richiesta di 9310,97 €uro, riceve 8930,48.
Determina ed allegato sono pubblicati nel Bollettino ufficiale regionale n. 186 del 20 novembre 2009.
Ancora una volta bruciati in vari punti del paese i contenitori utilizzati per la raccolta dei rifiuti.
Ancora altre auto rubate a fini di estorsione.
Mentre si cercano i colpevoli sale l’indignazione dei cittadini su Facebook.
Chi sa, andasse dai Carabinieri e presentasse un esposto, chi ha dei legittimi timori, facesse pervenire alle forze dell’ordine quanto sa.
Anche a Carpino la manifestazione di raccolta dei fondi per il telefono azzurro si terra il 21-22 novembre in Piazza del Popolo
Ecco gli orari dell’appuntamento:
sabato 21 mattina dalle ore 9:00 alle ore 12:30, pomeriggio dalle ore 16:00 alle ore 20.00
domenica 22 mattina dalle ore 9:00 alle ore 12:30, pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 20:00
partecipano:
Comune di Carpino
A.G.A.P.E. di Carpino
Associazione Corpo Musicale Carpinese
Associazione Culturale il Castello
Associazione Don Bosco
Pro-Loco di Carpino
Il Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia quest’anno compie 10 anni.
10 anni di rigorose analisi sul complesso e delicato mondo di infanzia e adolescenza, 10 anni di ascolto su ciò che bambini e ragazzi pensano della vita e del mondo che sta loro intorno. Un documento ricco di dati e valutazioni che servono non solo a stimolare la riflessione sulla condizione dei bambini e degli adolescenti in Italia, ma anche a promuovere una sempre maggiore diffusione della cultura dei loro diritti. Il Rapporto si pone come un valido strumento di conoscenza delle principali trasformazioni, delle linee di tendenza, delle potenzialità e dei rischi che caratterizzano l’età evolutiva nel nostro Paese.
Le 40 schede che compongono il Rapporto approfondiscono macro-tematiche che vanno dall’abuso e disagio alla salute, dall’utilizzo dei nuovi media ai principali cambiamenti intervenuti a modificare taluni comportamenti delle agenzie di senso e di orientamento come la famiglia e la scuola, ma anche i luoghi della cultura e della fruizione del tempo libero. Le due grandi indagini svolte all’interno del mondo scolastico hanno interessato circa 2.500 bambini e ragazzi in 33 scuole di ogni ordine e grado.
L’identikit del bambino è stato tracciato attraverso un questionario somministrato a bambini con un’età compresa tra i 7 e gli 11 anni, frequentanti la terza, quarta e quinta classe della scuola primaria e la prima classe della scuola secondaria di primo grado. L’Identikit dell’adolescente, invece, ha raccolto gli orientamenti dei ragazzi dai 12 ai 19 anni, frequentanti la seconda e la terza classe della scuola secondaria di primo grado o una delle cinque classi della scuola secondaria di II grado. I questionari analizzati sono stati 1.090 per quanto riguarda l’infanzia e 1.373 per l’adolescenza.
MILANO — Ul Festival de Sanrèm, per dirla alla lombarda. ’O Festivàl (attenzione all’accento) ’e Sanrem’, in napoletano. Da adesso ognuno lo può chiamare nel proprio dialetto.
Altro che canzone italiana! Crolla dopo 60 anni il tabù dell’ortodossia tricolore dei brani sanremesi. Lo prevede l’articolo 6 del nuovo regolamento. Quello che stabilisce i requisiti delle opere in gara. Il comma a) impone la «lingua italiana». Poi precisa che «si considerano appartenenti alla lingua italiana, quali espressioni di cultura popolare, canzoni in lingua dialettale italiana». Un passo avanti verso il federalismo canzonettaro rispetto alle norme che prevedevano che la «presenza nel testo letterario di parole e/o locuzioni in lingua dialettale italiana» non snaturasse il requisito patriottico. Fino all’ultimo Sanremo di Paolo Bonolis i vernacoli erano pareggiati alle lingue estere: erano ammessi una parola, una strofa o un ritornello al massimo. Con Antonella Clerici rimarrà il blocco allo straniero, ma si potranno cantare brani interi in foggiano o furlan. In gara potremmo vedere il Woody Guthrie del lago di Como Davide Van de Sfroos, due principi della canzone napoletana come Anzo Avitabile e Peppe Barra, i sardi Tazenda (ci andarono nel 1991 cantando «Spunta la luna dal monte» principalmente in italiano con Bertoli), il mito della taranta salentina Uccio Aloisi.
Un’apertura che risente delle pressioni politiche della Lega che da anni, anche all’interno del Comune di Sanremo, chiede il riconoscimento delle lingue locali. E che altro prevede il regolamento di Sanremo 60 che verrà ufficializzato lunedì? A curare il cast saranno il direttore artistico Gianmarco Mazzi e la conduttrice Antonella Clerici. Le serate su Raiuno saranno ancora cinque (dal 16 al 20 febbraio) e i cantanti verranno divisi come sempre in due categorie: gli «Artisti» saranno 14; «Sanremo Nuova generazione» ne ospiterà 8. Due in meno per ogni classe rispetto allo scorso anno, ma tutto potrà essere modificato entro il 18 dicembre, giorno in cui la rosa sarà ufficializzata.
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La serata clou, finale a parte, sarà quella di giovedì. Una puntata evento «dedicata alla ‘leggenda’ di Sanremo» durante la quale star italiane e internazionali interpreteranno la canzone della storia del festival che più hanno amato. Per arrivare al vincitore ci sarà un meccanismo a più livelli, in stile reality, con esclusioni e rientri. Nella prima serata i due meno votati dalla giuria demoscopica (come l’anno scorso saranno in sala) finiranno in una specie di nomination. Non si esibiranno nella seconda, al termine della quale altri due rischieranno l’eliminazione. I quattro sospesi torneranno al giovedì: potranno farsi affiancare da ospiti e due di loro, con una decisione al 50% della giuria tecnica formata dai maestri dell’orchestra e al 50% dal televoto, verranno riammessi. Alla quarta serata i 12 rimasti in gara saranno votati da giuria tecnica e televoto e solo dieci avranno accesso alla finale. Sabato sera ancora doppia votazione che sceglierà i tre da mandare al televoto definitivo. Annuncio in legnanese, visto che la Clerici viene da lì: «Ul vincitur l’è…».
Andrea Laffranchi
14 novembre 2009
Si è tenuto mercoledì 11 novembre a Vieste, organizzato dall’associazione “Gargano Europa”, l’incontro “LE RADICI DEL FUTURO- I CENTRI STORICI DEL GARGANO".
Apertura lavori: saluti del Sindaco di Vieste Ersilia NOBILE, Maria Carla SIMONE e Antonio Giuffreda ( Ass. Culturale "Gargano Europa").
Fra gli interventi quelli di Franco Salcuni (Direzione Nazionale Legambiente) e Teresa Maria Rauzino (Pres. Centro Studi Martella).
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Ecco il servizio sul Convegno della giornalista Antonella Soccio (L’ATTACCO 13 ottobre 2009)
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Vieste/ I Centri storici sedotti e abbandonati del Gargano
Tra cineserie varie ed uffici tecnici attrezzati male. Se ne è discusso animatamente in un incontro. Più tutela per i luoghi delle origini.
La modernizzazione è un concetto superato. Dall’evoluzione della storia e dalle increspature della globalizzazione. Eppure sul Gargano i centri storici sembrano ancora destinati a dover fronteggiare le voglie e le ambizioni espansionistiche di chi vede nel mattone l’unico valore possibile, l’unica rendita ancora spendibile. Hanno discusso di questo e di tanto altro con la cittadinanza gli attivisti dell’associazione viestana Gargano Europa, alla loro prima uscita pubblica all’Hotel Falcone di Vieste. Il presidente Antonio Giuffreda durante l’incontro assai partecipato, arricchito dagli interventi di Franco Salcuni e Maria Teresa Rauzino e che avrebbe dovuto essere sostanziato dalla presenza dell’assessora regionale Angela Barbanente, ha ribadito la necessità di rilanciare l’immagine della Montagna Sacra a partire dai centri storici. Gli spunti di riflessione sono stati molteplici, tanto da animare un dibattito acceso prima tra il sindaco di Vieste Ersilia Nobile e l’ambientalista Franco Salcuni e poi tra Micheie Eugenio Di Carlo, esponente del Pd viestano e pezzi della maggioranza di centrodestra.
Il luogo delle origini
Le cupole grigie, le note lampie peschiciane, costruite dagli slavi, che “sembravano onde del mare e hanno meravigliato e attirato l’artista Bortoluzzi sul Gargano”. Le case a schiera, le stecche di Monte Sant’Angelo che sono sagoma e cartolina del paese. Le grotte. La necropoli viestana. Il diverso, che attira, la tipologia garganica, secondo la professoressa Rauzino, stanno lasciando il posto ad eterni non-luoghi, colmi di cineserie. Caratterizzati soltanto dal coacervo delle iniziative e dal baccano della movida estiva. “Quale tipologia hanno le casette del Porto turistico di Rodi?” ha chiesto ai presenti l’attivista che ha fatto del recupero di Kalena una delle sue battaglie più vigorose.
“Ciò che è antico’ha un valore. Hanno un valore le pietre, i rivestimenti, gli infissi autentici – ha rilevato nel suo intervento Franco Salcuni – c’è bisogno di luoghi delle origini perché ci aiutano nella nostra identità. L’identità si costruisce tenendo gli occhi fissi sulle pietre. Ognuno di noi quando entra nel suo profondo pensa al luogo delle origini. Riscopriamo una figura psicologica e sociale dei luoghi”. Il modo di vivere gli spazi è mutato. Se in passato bastavano i bassi delle viuzze del centro, oggi “il buco non basta” e l’appartamento nuovo di proprietà in zone periferiche è ancora considerato un buon investimento. Altrove – Umbria, Toscana, Marche – questo appartiene al passato recente. Altrove è tramontato il progetto abitativo di lungo respiro: la casa per sé, la casa in cui tornare per il migrante, la casetta del mare, l’appartamento per i figli, o il piano sopraelevato loro destinato. Restano i «cascami di città”, citati nel saggio di Federico Zanfi “Le città latenti” incistati e svuotati di senso. “Quanto valgono le case che costruiamo?- ha domandato Salcuni – ci sono ricchezze di generazioni nei quartieri di periferia. Si costruisce perché le persone affidano i loro investimenti all’acquisto di un immobile. Ma se si costruisce male, l’immobile non ha valore. E se c’è un abbassamento del valore immobiliare ci impoveriamo tutti”. La salvaguardia del valore delle case e del centro storico è, per Salcuni, uno dei mezzi per arginare la deriva sociale. Esiste un valore economico dell’integrità del paesaggio che è riassunto dagli assiomi: costruire meno e costruire bene.
Tutela&Uffici tecnici
Nel corso dell’incontro di Gargano Europa il dibattito è stato centrato sul livello qualitativo degli uffici tecnici. “La nostra tecnostruttura è attrezzata?” è stata la domanda del presidente Antonio Giuffreda. Ebbene, nel centro storico di Vieste è stata autorizzata la costruzione delle tettoie. Sì è dato il là ad interventi che hanno rotto la continuità prospettica dell’orizzonte del paesaggio comune della città. A Monte Sant’Angelo la maggioranza ha deliberato il deturpamento delle casette a schiera del rione Carmine per favorire gli interessi privati di un assessore. “Gli interventi sono fatti male, non c’è cura e c’è un problema legato alle maestranze. Gli uffici tecnici sono troppo distratti da altre cose. Se sono impegnati e tarati sull’espansione urbanistica non potranno favorire un recupero culturale dei centri storici” ha osservato Salcuni. Alzare i livelli di tutela reale porta, si è detto mercoledì pomeriggio a Vieste, a far crescere le maestranze.
Laddove forme di mobilitazione individualistiche o parentali vengono accolte da chi dovrebbe distinguere tra bene pubblico e bene privato, si incorre nell’abusivismo, che è sempre fonte di abbassamento dei livelli di sicurezza. Le imprese edili, con l’aiuto clientelare di uffici tecnici accondiscendenti e impreparati, si indeboliscono. Accanto all’approssimazione degli uffici tecnici Salcuni, il cui obiettivo è “rafforzare la lobby ambientalista sul Gargano” e i membri dell’associazione registrano il “ritardo della politica”, “sclerotizzata su vecchi sistemi”. La politica, che dovrebbe avere “l’orecchio aperto” alle associazioni, è incapace dì intuire dove va il mondo.
Realtà turistiche
In merito alla cultura degli uffici tecnici e alla abilità delle classi dirigenti di “rinnovarsi e innovare per costruire il futuro”, il sindaco Ersilia Nobile è intervenuta in atteggiamento polemico accusando bonariamente gli ambientalisti di avere “i paraocchi”. “La parola finale per le riqualificazioni è sempre data dalla Sovrintendenza. Solo se Comune, Provincia e Regione hanno lo stesso intendimento un intervento passa. Vorrei che voi di Legambiente non deste sempre la colpa alla politica”.
Del resto, come ha argomentato il presidente dell’associazione, le radici che si proiettano nella tutela sono un tema caldo. Vieste e tutto il Gargano sono alla terza fase, quella delle flessione, in cui mare e sole non bastano più al turista che ha fame di storia, tradizione e cultura. Nell’ultimo studio della Confcommercio si parla di desertificazione delle città e di qualità dei centri storici. “Senza un commercio di prossimità, realmente capillare, la città smette di vivere; è questione di tempo. E si riduce il benessere dei residenti ma anche il valore degli immobili di tutti i proprietari”. Vieste dopo la prima fase di sviluppo in cui non si poteva pensare a conservare e la seconda nella quale si è stabilizzata l’offerta turistica avanzata, vive un momento di riflessione, attraversato dallo spettro dell’abbandono e della possibile marginalità.
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Vieste/ I Centri storici sedotti e abbandonati del Gargano (2)
venerdì 13 novembre 2009 ore 16:13
Di Carlo denuncia lo strano caso della lottizzazione della Necropoli di S. Nicola. “La Classe politica è inadeguata”. L’assessore all’Urbanistica del comune di Vieste, Angelo De Vita lo smentisce “lì sorgerà un parco museale e non certo case”. Michele Eugenio Di Carlo, docente ed esponente viestano del PD, è una delle voci politiche più attente alla tutela del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale garganico. Mercoledì alla prima uscita dell’associazione Gargano Europa, il professore viestano ha letto un intervento sulla lottizzazione della Necropoli di San Nicola, che presenterà anche all’assessora Barbanente. “Come è stato possibile adottarvi una lottizzazione?” ha chiesto Di Carlo alla platea di addetti al lavori
presenti all’Hotel Falcone. Le sue sollecitazioni e la sua denuncia hanno scatenato delle reazioni violente da parte della classe politica. L’assessore Angelo De Vita ha precisato che “in quell’area sorgerà il parco museale e archeologico e non certo case”. Lo stesso ha voluto puntualizzare l’architetto Forte. “Quell’area lì è regolata dalla Sovrintendenza archeologica che con decreto l’ha delimitata. L’area di rispetto misura 3mila metri. Gli ambientalisti alle volte sono un po’ eccessivi nel dettare i limiti. Tuttavia gli eccessi ambientalisti di Di Carlo hanno permesso alcuni salvataggi importanti, benché temporanei. Come rileva l’Attacco: “tanti interventi sono stati per iniziative personali. E’ evidente che la classe politica è inadeguata. Lo abbiamo visto a Monte. In un momento in cui doveva dimostrare unità, c’è stata divisione su una questione culturale. Ci si chiedeva se sarebbe stata capace di reagire e tre giorni dopo otteniamo la variante che va a deturpare uno dei luoghi di maggior interesse paesaggistico del paese”. Anche Lazzaro Santoro laureato in architettura e attivista ambientalista crede nella necessità di preservare il paesaggio Credo che le associazioni non abbiano colore politico dichiara e aggiunge facendo una riflessione più ampia: “Ci sono dei manufatti posti sotto sequestro per i quali è dovuto intervenire il CircoMare Il centro storico in inverno è disabitato, è vissuto d’estate solo dai turisti, per lo più foggiani che hanno acquistato la seconda casa. I viestani invece si sono trasferiti nelle zone nuove L’estate il paese è un bazar, ma adesso resta un centro storico non vivo il che comporta problemi per la popolazione residente”. Vieste e forse diventata una mega struttura turistica un villaggio vacanze un non luogo? “Vieste e già un villaggio turistico. Via Mafrolla e spopolata ci sono pochissime famiglie di Vieste. Le case del centro storico contribuiscono alla ricchezza di agenti immobiliari.”
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Qui trovate le interviste effettuate da ONDARADIO:
http://www.ondaradio.info/index.php?option=com_content&task=view&id=16255&Itemid=1
Gentile Direttore,
La invito, in qualità di socio fondatore dell’associazione “Gargano Europa”, all’incontro :
“I CENTRI STORICI DEL GARGANO",
che si terrà l’11 novembre 2009 a Vieste, presso la sala convegni dell’Hotel Falcone alle ore 17.30, organizzato dall’Associazione culturale "Gargano Europa" col patrocinio del Comune di Vieste.
Interverranno:
Franco Salcuni (Direzione Nazionale Legambiente),
Teresa Maria Rauzino (Pres. Centro Studi Martella),
Angela Barbanente (Assessore regionale Urbanistica).
Per comprendere la caratteristica dei centri storici del Gargano occorre tener conto di due aspetti essenziali: l’isolamento plurisecolare di questo lembo di terra, dovuto alle difficoltà di accesso e alla marginalità economica che esso presentava rispetto ad altre zone della Capitanata e la povertà dei materiali impiegati. Queste due caratteristiche hanno fatto sì che al visitatore di oggi si presentino paesi che hanno conservato pressoché immutata la loro caratteristica urbanistica, anche se gli edifici storici si presentano piuttosto dimessi, perché necessitano di una manutenzione continua. Un quartiere storico molto suggestivo si può visitare a Ischitella, che presenta una struttura urbanistica molto regolare, perfettamente adattata all’andamento della collina su cui sorge. Dall’asse principale, sul crinale della collina, si dipartono a pettine, a destra e a sinistra, numerose stradine che sboccano tutte in un’altra strada, detta Sottana. L’attuale centro storico ricalca fedelmente il tessuto urbano medievale, anche se tutte le costruzioni sono posteriori al 1646, anno in cui si verificò un forte terremoto che risparmiò solo la cinta muraria e alcune torri di difesa. Medievale è anche il quartiere Junno di Monte S. Angelo, con belle case bianche a schiera addossate in modo da seguire l’andamento del terreno. La sua posizione, a 850 m di altitudine, consente inoltre di dominare con lo sguardo un’ampia distesa di mare sul golfo di Manfredonia.
Vico del Gargano, famoso per la sua produzione di agrumi e olive, si svolge intorno ai resti di un castello federiciano e al convento dei Cappuccini. Dobbiamo a un certo frate Nicola il gigantesco leccio piantato nella prima metà del ‘600 che campeggia di fronte al convento. La caratteristica di questi centri agricoli garganici è quella di avere un punto di origine in una grande piazza principale: lo si nota perfettamente a Carpino e a Cagnano Varano (che si è visto aggiungere dal 1862 l’appellativo di Varano), dove la piazza chiude la principale via di accesso e forma un grande teatro per tutte le vicende cittadine. Vi si affaccia il palazzo baronale e la chiesa parrocchiale. Molto suggestiva è la vitalità che tale soluzione urbanistica è capace dì offrire a chi la abita. Interessante e anche il centro storico di Vieste e quello di di San Nicola, la più importante delle isole del piccolo arcipelago delle Isole Tremiti , sede del Comune, del Santuario di Santa Maria a Mare, dell’abbazia e del castello, in passato baluardo insuperabile per pirati e corsari turchi. Secondo la leggenda fu proprio l’altopiano di quest’isola che vide gli ultimi anni e la morte dell’eroe greco Diomede. Il Beato Giovanni da Foligno scelse proprio la tomba dell’eroe come luogo di eremitaggio. La fama di questo eremita giunse a conoscenza dei monaci benedettini di Montecassino che, desiderosi di aprire un’abbazia in un luogo solitario, vi si stabilirono con l’approvazione del Papa nel 1016 e vi rimasero fino al 1237. Subentrarono i Cistercensi che non riuscirono ad evitare l’assalto e il massacro da parte di briganti avvenuto, con uno stratagemma, nel 1313. La storia dell’abbazia a questo punto si fa confusa, e vede la presenza di diversi ordini. Nel 1760, dopo che ormai il centro religioso aveva perduto la sua forza, si impossessò dell’abbazia il re di Napoli, stabilendovi una colonia penale che durò fino all’avvento del fascismo, quando divenne luogo di confino politico.
Testi di Alberto Cavallini per l’Ufficio Docesano Comunicazioni Sociali di Manfredonia – Vieste.
Il Concorso dedicato al Turismo Scolastico e Giovanile In caso di problemi tecnici, si prega di scrivere a concorso@viaggiareinpuglia.it o di contattare uno dei seguenti numeri: 080 4670249 – 080 4670359
PROPOSTA DI PIANO COMUNALE DI ORGANIZZAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA
DEL COMUNE DI CARPINO (FG), RELATIVA ALL’A.S. 2010-2011
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CARPINO
PREMESSO CHE,
• la legge 15 marzo 1997, n. 59, all’art. 21, prevede la riorganizzazione dell’intero sistema scolastico, in funzione dell’autonomia didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche;
• il comma 3, del succitato art. 21, testualmente recita” I requisiti dimensionali ottimali per l’attribuzione della personalità giuridica e dell’autonomia alle istituzioni scolastiche di cui al comma 1, anche tra loro unificate nell’ottica di garantire agli utenti una più agevole fruizione del servizio di istruzione, e le deroghe dimensionali in relazione a particolari situazioni territoriali o ambientali sono individuati in rapporto alle esigenze e alla varietà delle situazioni locali e alla tipologia dei settori di istruzione compresi nell’istituzione scolastica….”;
• il D.P.R. 18 giugno 1998, n.233, ha approvato il “regolamento recante norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche “, a norma dell’art. 21 della precitata legge ed in particolare l’art. 3 che determina iter, tempi di applicazione e attuazione del piano regionale di dimensionamento;
• tra le funzioni delegate alle Regioni dallo stato ed in particolare per quanto attiene in materia di Istruzione Scolastica vi è la programmazione, sul piano regionale della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali, assicurando il coordinamento…”;
• l’art. 139 del sopra richiamato decreto legislativo, ai sensi dell’art. 128 della carta Costituzionale, attribuisce alla province, in relazione all’istruzione secondaria superiore e ai COMUNI, in relazione agli altri gradi inferiori di scuola, i compiti e le funzioni concernenti: “a) l’istituzione, l’aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole in attuazione degli strumenti di programmazione; b) la redazione dei piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche”;
• la Legge Regionale 11.12.2000, n° 24, con la quale sono state recepite le funzioni conferite, all’art. 25 lett. e), fornisce ulteriori indicazioni in ordine alle procedure da seguire per l’esercizio della funzione. Al successivo art. 27, per quanto attiene i compiti attribuiti alle provincie, stabilisce che le stesse formulino una "proposta" di piano di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche e che forniscano "assistenza tecnica e amministrativa ai Comuni compresi nel proprio territorio";
• il riordino completo di tutte le istituzioni scolastiche statali è stato effettuato con l’adozione del Piano regionale di dimensionamento, approvato con deliberazione del Commissario ad acta 1.8.2000, n° 181, in attuazione del D.P.R. 18.6.1998, n° 233, avente per oggetto: "Regolamento recante norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche e per la determinazione degli organici funzionali dei singoli istituti, a norma dell’art. 21 della Legge 15.3.1997,n°59";
• l’emanazione del Piano di dimensionamento ha costituito il presupposto per il riconoscimento, alle istituzioni scolastiche, a partire dall’a.s. 2000/2001, dell’autonomia amministrativa, organizzativa, didattica e di ricerca, già prevista dal D.P.R. 8.3.1999, n° 275;
• nel Comune di Carpino vi è l’esistenza dell’Istituto Comprensivo di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado (n. 450 alunni) e la sede staccata del liceo Classico Statale di Vico del Gargano, con sezione del Liceo Scientifico Statale di Carpino ( n. 178 alunni);
• già per l’anno scolastico in corso, in sede di redazione del c.d. “organico di diritto” vi era stata, da parte degli organi scolastici competenti, la previsione del taglio di un corso per la sede staccata del Liceo Scientifico di Carpino e che solo l’intervento autorevole dell’assessore provinciale alla P.I., presso l’Ufficio Scolastico provinciale e regionale, ha scongiurato il verificarsi di quest’ultima ipotesi, in sede di approvazione definitiva, del c.d. “organico di fatto”;
• per l’anno scolastico 2010/2011 l’organico del Liceo Scientifico di Carpino, senza voler fare previsioni pessimistiche, avrà una prima classe in meno perché nell’anno scolastico in corso la scuola media ha appena due classi di III^ media e non 3 come negli anni precedenti;
• la sede staccata del Liceo Scientifico di Carpino è stata una conquista della popolazione studentesca che risale addirittura al lontano 1973, anche grazie e soprattutto all’impegno politico-istituzionale del compianto nostro concittadino Prof. Francesco MACCARONE, all’epoca Consigliere Provinciale;
• il Liceo Scientifico di Carpino, fino agli anni ’80 era, sede staccata del Liceo Scientifico di Vieste, anche se per diverso tempo ha avuto un numero di iscritti superiore alla sede principale viestana;
• nei primi anni ’90, quando il Liceo Scientifico di Carpino nel frattempo era diventato sezione staccata del Liceo Classico di Vico del Gargano, ha subito un notevole calo del numero degli iscritti non soltanto perché nel comune di Carpino vi è stato un notevole calo della popolazione studentesca ma anche e soprattutto perché il Dirigente Scolastico (allora si chiamavano Presidi) della sede di Vico del Gargano chiese ed ottenne dal Governo Provinciale pro tempore, l’istituzione di una sede sperimentale del Liceo Scientifico, tutt’ora esistente, tanto da determinare che gli alunni dei paesi viciniori, per esempio quelli di Ischitella, anziché iscriversi a Carpino si iscrivessero all’istituito corso sperimentale del Liceo scientifico di Vico del Gargano (un vero e proprio atto di cannibalismo, altro che programmazione solidale e razionale delle sedi scolastiche);
• Carpino, i Carpinesi e gli studenti di Carpino sono stanchi di essere trattati come un feudo, una colonia e ambiscono, nel rispetto delle leggi vigenti, ad ottenere la certezza dell’esistenza in vita delle istituzioni scolastiche presenti sul proprio territorio;
• anche l’istituto comprensivo di Carpino, con appena 450 alunni iscritti, per l’anno scolastico in corso, e in previsione con un ulteriore notevole calo, “gode” della deroga prevista per i “piccoli Comuni” dalla legge n.94/97 che fa scendere a 300 il numero minimo di iscritti per conservare l’autonomia scolastica;
• In altre regioni d’italia, ved. Sicilia e soprattutto Molise, comuni di Guglionesi, Santa Croce di Magliano, Casacalenda, Montenero di Bisaccia, ed altri, al fine di salvaguardare l’esistenza in vita e dare certezza e stabilità delle istituzioni scolastiche esistenti sul territorio di piccoli comuni come Carpino, su proposta dei Comuni e delle amministrazioni provinciali interessate è stata prevista la verticalizzazione complessiva delle istituzioni scolastiche presenti sul territorio ;
• il comune di Carpino, avente caratteristiche demografiche, orografiche, economiche e socio-culturali già sofferenti, non può e non vuole perdere quello che gli è rimasto con la scuola, divenuta ormai, uno degli ultimi presidi a cui aggrapparsi per continuare a guardare avanti senza perdere la “speranza di farcela”.
• in presenza di un quadro normativo in continua evoluzione e non essendo intervenute l’adozione del Piano programmatico del Ministero dell’Istruzione e l’emanazione del regolamento recante i principi base, le modalità ed i tempi per la realizzazione del nuovo assetto istituzionale del sistema scolastico, è opportuno stabilizzare e salvaguardare le scuole di Carpino, mettendole al riparo dalle ipotesi di riorganizzazione prospettate dal Ministro Gelmini”,
• la proposta del Consiglio Comunale di Carpino, peraltro, non comporterebbe NESSUN AUMENTO DI SPESA;
• l’obiettivo principale è quello del rispetto dei parametri previsti dal D.P.R. 233/98 per il mantenimento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Come detto, l’andamento demografico di segno negativo ha provocato nel corso degli anni, il superamento dei limiti previsti dalla normativa, sia per lo standard generale (popolazione scolastica compresa tra i 500-900 alunni) sia per la fascia delle deroghe automatiche (limite minimo di 300 alunni) nelle fattispecie ben determinate;
Visto il vigente Statuto Comunale;
Visto l’art. 42 del decreto legislativo 267/2000;
Visto il parere tecnico espresso ai sensi dell’art. 49 del decreto legislativo 267/2000
DELIBERA
1. proporre alla Regione Puglia, per il tramite dell’amministrazione Provinciale di FOGGIA, l’unificazione delle scuole di ogni ordine e grado del Comune di Carpino, mediante la verticalizzazione complessiva (n. 628 alunni) comprendente: l’Istituto Comprensivo di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I° grado (alunni 450) e la sede staccata del Liceo Scientifico (n. 178 alunni).
2. Inviare copia del presente atto all’amministrazione Provinciale di FOGGiA, alla REGIONE PUGLIA e all’UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI FOGGIA.
ORDINANZA DI ESUMAZIONE ORDINARIA NEL CIMITERO COMUNALE DI CARPINO CAMPI INUMAZIONE
IL SINDACO
TENUTO CONTO:
– che il servizio cimiteriale e l’Ufficio Servizi demografici non è in possesso di alcuna documentazione in grado di fornire informazioni utili, per conoscere eventuali parenti dei defunti interessati all’esumazione ordinaria;
– che trattasi di inumazioni avvenute nella prima metà del Secolo scorso;
– che relativamente alle tombe in evidente stato di abbandono e/o per le quali non sono rintracciabili i parenti delle salme inumate, si procederà comunque all’esumazione ordinaria dopo l’avvenuta pubblicazione della presente ordinanza per giorni 90 (novanta) presso l’Albo pretorio e l’affissione nei luoghi pubblici, presso il cimitero comunale di Carpino e sul sito internet dell’Ente;
O R D I N A
-che dal 1 febbraio 2010 avranno inizio le operazioni di esumazione ordinaria delle salme sepolte nei campi comuni individuati nella planimetria allegata del cimitero di Carpino;
-che durante le operazioni di esumazione sia adottata ogni cautela necessaria ad evitare situazioni di disagio agli eventuali parenti dei defunti ed ai visitatori del cimitero, nel rispetto delle salme esumate;
-che gli spazi interessati dalle operazioni di esumazione siano opportunamente delimitati e protetti per impedire l’accesso ad estranei e per garantire la riservatezza delle operazioni di esumazione;
– che le operazioni di esumazione siano condotte in orario antimeridiano e pomeridiano tutti i giorni, esclusi il sabato e i giorni festivi, fino alla conclusione delle operazioni di esumazione;
-la chiusura al pubblico della parte di Cimitero interessata a partire dal 1 febbraio 2010 e fino all’ultimazione dei lavori di esumazione ordinaria, ad esclusione delle giornate di Sabato e Domenica, condizioni climatiche permettendo, al fine di impedire l’accesso ai non addetti ai lavori e per garantire la riservatezza delle operazioni di esumazione;
-che, a cura del Comando di Polizia Municipale, sia assicurata la presenza costante del Custode e di un agente di Polizia alle operazioni di esumazione e che sia redatto, quotidianamente, apposito verbale riguardo il numero di salme esumate, indicandone, possibilmente, i nominativi e le condizioni di ritrovamento (mineralizzazione completa o incompleta);
I N V I T A
gli eventuali familiari dei defunti, a recarsi presso il Cimitero Comunale, dalla data della presente ordinanza e fino al 1.2.2011, nei giorni di Martedì e Giovedì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 per disporre sulla destinazione dei resti mortali dei congiunti;
I N F O R M A
-Che nel caso di incompleta mineralizzazione, gli esiti dei fenomeni cadaverici conservativi trasformativi saranno inumati nuovamente in apposito campo di decomposizione ove permanere per un periodo di anni 5;
– Che le cassette in zinco contenenti le ossa del defunto, in istato di completa mineralizzazione, in mancanza di indicazioni o espressioni di volontà da parte degli eventuali parenti, saranno depositate a cura del Comune di Carpino nell’ossario comune del cimitero.
IL SINDACO
Prof. Rocco Manzo
Inoltre il Comune di Carpino informa
BANDO PER LA VENDITA DI SUOLI CIMITERIALI- SCADENZA DOMANDE 10.12.2009 ORE 12,00
AVVISO DI PROCEDURA COMPARATIVA DI CURRICULA PER L’AFFIDAMENTO DI N° 1 INCARICO PROFESSIONALE DI CUOCO A MEZZO DI CONTRATTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA PER LA REFEZIONE SCOLASTICA 2009/2010- SCADENZA 04.11.2009.
Bando di Gara, mediante procedura aperta, ai sensi dell’art.55 del D.Lgs. n.163/2006, per l’appalto della fornitura dei viveri occorrenti per la refezione scolastica – anno scolastico 2009/2010.SCADENZA 03.11.2009
-capitolato speciale d’appalto
-allegato a1
-allegato a2
-modello autocertificazione