Eravamo rimasti qui.
Da qualche mese i lavori della casa del parco di Carpino sono completati (seppur con molto ritardo) e la struttura è tornata allo splendore.
In sostanza si tratta della ristrutturazione di alcuni edifici ferroviari della linea San Severo-Peschici Calenella, che verranno poi adibiti successivamente a centri di promozione delle risorse turistiche locali, mentre in alcuni casi dovranno essi stessi, rappresentare un modello di riferimento per la realizzazione di un sistema di piccola ricettività basata sulla formula del bed&breakfast.“Si tratta di un progetto finalizzato a riqualificare il patrimonio infrastrutturale già presente sul promontorio garganico, per una migliore fruizione dell’area protetta. In sostanza realizzeremo ulteriori biglietti da visita per la nostra amata area protetta”Questi immobili saranno adibiti a Case del Parco Nazionale del Gargano, per l’esercizio del servizio di informazione turistica e di ospitalità con pernottamento e prima colazione con il divieto di cambiare la destinazione d’uso per la durata di dieci anni a far data dall’avvenuto collaudo delle opere.Il Parco si rende quindi protagonista di un’altra azione di recupero del territorio, trasformando in punti di ristoro dell’Ente, vetusti edifici ferroviari abbandonati, i quali così torneranno a rivivere e a celebrare i fasti di una volta. (http://www.parcogargano.it)
Ci auguriamo che questa ottima iniziativa venga messa presto in moto dato che offrirebbe un piccolo ma significativo contributo ai numerosi turisti che nelle giornate del Carpino Folk Festival pernottano a Carpino in ogni dove.
di Domenico S. Antonacci

Incontro "Parla Garganico"
articolo di Carmen Mastroiorio
A Vico del Gargano doppio appuntamento organizzato dall’Associazione Io Sono Garganico e L’Ente provincia di Foggia venerdì 12 giugno con la presenza dell’Assessore provinciale al Turismo Nicola Vascello che ha incontrato, alle ore 16:00, le agenzie turistiche che svolgono escursioni nel territorio e, alle 18:30, i giovani e le associazioni del Gargano nell’evento “Parla Garganico”.
Grande interesse per l’incontro tra l’ Assessore Vascello e gli addetti al turismo escursionistico, che già si erano riuniti per la prima volta il 1° giugno. Presso la sede dell’Associazione sono giunte agenzie provenienti da tutto il Gargano con operatori di Mattinata, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, San Nicandro, Vieste, Cagnano Varano, Vico del Gargano e Rignano Garganico.
L’Assessore ha avuto modo di conoscere personalmente le tante realtà che lavorano in questo settore, dichiarando che è necessario fare quadratura e organizzare al meglio il servizio che queste agenzie offrono ai tanti turisti che scelgono il Gargano come meta per le loro vacanze.
Durante la riunione è emersa la difficoltà derivante da una comunicazione di supporto a questi servizi scarsa e poco mirata. Quindi la proposta dell’Assessore di mettere insieme tutti i servizi e le tappe escursionistiche, così da poter organizzare una piattaforma unica che interessi tutte le associazioni, le cooperative e le agenzie che si adoperano per le escursioni, in modo da predisporre un’offerta completa ed esaustiva delle opportunità di visita del Gargano, da inserire già subito in "Città Aperte” (iniziativa della regione Puglia per una migliore qualificazione dei servizi ed eventi turistici e culturali).
Grande disponibilità da parte dell’Assessore Vascello con conseguente soddisfazione dei tanti operatori che vedono finalmente dedicare attenzione ad un settore molte volte sottovalutato, ma fondamentale per il supporto al turismo.
Vascello ha anche aggiunto: "Al completamento delle schede di ogni agenzia potremmo dare vita ad un vademecum da distribuire in tutte le strutture turistiche e di informazione del Gargano, inoltre auspico un nuovo incontro magari in sede provinciale, ma non c’è tempo da perdere, queste schede e il vademecum dovranno essere completate in pochi giorni per essere già pronti con una migliore organizzazione dei servizi turistici già da quest’anno, puntando alle proposte turistiche di tutti questi settori, a volte di nicchia, ma in grado di destagionalizzare il turismo, oltre a incentivare il loro ritorno, non potendo in una settimana, vedere tutte le bellezze culturali da conoscere."
Alle 18:30 l’evento “Parla Garganico” ospitato nel cuore del centro storico nella location dell’Orto del Conte è stato caratterizzato da una nota nuova: cinque giovanissimi hanno affiancato l’Assessore Vascello
Emanuele aprendo il forum ed esponendo le loro idee, impressioni e commenti riguardo il territorio del Gargano. Sanzone, 19 anni di Cagnano Varano, Domenico Mascolo, 20 anni di San Nicandro, Giuseppe Bruno, 17 anni di Rodi Garganico, Domenico Antonacci, 20 anni di Carpino, Nicola del Conte, 18 anni di Vico del Gargano, sono questi i nomi dei giovanissimi garganici che hanno sottolineato l’importanza di essere uniti tra i paesi, dando prova che questo territorio deve fortemente rivolgersi alle nuove generazioni.
L’Assessore ha commentato poi gli interventi dei ragazzi affermando che "Rivolgersi alle nuove generazioni è fondamentale per lo sviluppo di un territorio troppe volte eccessivamente frammentato, per affrontare meglio le difficoltà è necessario creare ottimismo supportato dalla buona volontà. Questi giovani stanno dimostrando che il Gargano sta reagendo dal basso, rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di uscire fuori dalle solite politiche di lamentela. L’entusiasmo di questi giovani deve essere l’esempio di un nuovo modo di intendere il Gargano, bisogna reagire senza lamentarsi ma non per questo non occorre “forza e coraggio", inoltre dobbiamo concentrarci a risolvere la front line con il turista spesso inesistente o improvvisato.”
A seguito dell’incontro pubblico con i giovani, l’Assessore Vascello si è fermato molto a parlare con le tante associazioni presenti sottolineando l’importanza di politiche condivise anche dalle parti sociali facendo l’esempio di FFSS che dimostra la necessità di fare sistema tra pubblico e privato.
La nostra Associazione Io Sono Garganico nelle parole del Presidente Gaetano Berthoud sottolinea: "Vedere questa attenzione delle Istituzioni centrali su un tema che vuol sensibilizzare l’importanza delle nuove generazioni, non può che riempirci di orgoglio, continueremo su questa strada, cercando di portare il nostro messaggio nelle scuole di tutto il Gargano, per far sì che tutti i giovani del territorio si sentano coinvolti verso un futuro più da protagonisti".
Numerosi sepolcreti ipogei sono stati scoperti, disseminati in tutto il territorio garganico, dall’antico centro di Siponto a Mattinata, San Menaio e Vieste, lungo la costa sud-orientale del promontorio, fino a Ischitella, nell’interno, e a Cagnano Varano [A. M. Ariano, Sepolcreti ipogei inediti di Ischitella e Cagnano Varano: in Vetera Christianorum, 2, pp. 194 ss.].
E’ evidente che tali complessi sepolcrali non possono non richiamare alla nostra memoria i centri paleocristiani di Sipontum (Manfredonia, sec. I) Vicus (Vico del Gargano, sec. IV) , Garganus (Monte S. Angelo) e S. Ioannes in Lamis (S. Marco in Lamis, sec. V), Pharos (Lesina, sec. VI), Teutria (Isole Tremiti (sec. VIII) e Apeneste (Vieste, sec. X), e ancora altri nomi prestigiosi dell’antichità garganica: Ara Iani (tra Rignano Garganico e S. Giovanni Rotondo),
Collatia (in agro di Apricena), Matinum (Mattinata), Melita (S. Nicandro Garganico) e Merinun (nell’agro dell’attuale Vieste), oltre quelli di Agasus e Uria (nel territorio tra Cagnano Varano, Carpino, Ischitella e Rodi Garganico)…
da Quotidiano di Foggia
Carpino, 5 sezioni su 5 (fonte teleradioerre)
| Liste |
Voti |
% |
| PDL |
558 |
37,7 |
 |
| LEGA NORD |
4 |
0,3 |
 |
| PD |
330 |
22,3 |
 |
| IDV |
36 |
2,4 |
 |
| UDC |
379 |
25,6 |
 |
| PRC – PDCI |
17 |
1,1 |
 |
| SINISTRA E LIBERTA’ |
122 |
8,2 |
 |
| LA DESTRA – MPA – PENS – ADC |
18 |
1,2 |
 |
| LISTA BONINO – PANNELLA |
5 |
0,3 |
 |
| FIAMMA TRICOLORE |
7 |
0,5 |
 |
| FORZA NUOVA |
5 |
0,3 |
 |
| LIB. DEM. – MAIE |
1 |
0,1 |
 |
| Schede bianche: 29 |
Schede nulle: 50 |
articolo di Piero Giannini da puntodistella.it
“Crono” (al secolo Domenico Sergio Antonacci) è un cacciatore di immagini dal fiuto sopraffino.
Ma stavolta, probabilmente, non sa neanche lui lo spessore di quanto abbia scoperto nella sua recente visita alla peschiciana Abazia di Calena, condotta insieme al Gruppo Argod di San Nicandro Garganico. Lo sa benissimo invece il presidente del Gruppo speleologico sannicandrese, Giovanni Barrella, che ha indirizzato i ragazzi verso una scoperta interessantissima essendo da anni sulle tracce di una "certa" simbolistica. Comunque, tornando a Crono, braccio armato della mente presidenziale, padrone della macchina fotografica come pochi, soprattutto selezionatore sagace di ciò che intenda eternare, ha pubblicato su facebook – il network sociale che oggi va per la maggiore – 108 foto, la più parte delle quali raffigurante segni originali lasciati dai medievali scalpellini itineranti sulle pietre delle mura che erano chiamati a innalzare per dare corpo ai tanti luoghi di culto pronti a spuntare come funghi nel “tempo delle cattedrali” (siamo in epoca lontana da noi 6-700 anni).
Avendo imparato a conoscere il “fiuto” del nostro amico e adesso anche di altri personaggi come il presidente Barrella (un po’ meno, ma altrettanto valido, quello di chi l’ha accompagnato: Sara Di Bari, Vittorio Fusillo e Antonio Antonacci, oltre ovviamente ai componenti del Gruppo Argod), ci siamo piacevolmente lasciati attirare dal suo nuovo reportage fotografico, in cuor nostro sperando – non possiamo esimerci dal rivelarlo – di trovare fra le immagini la testimonianza di quanto ci sta assillando da vario tempo. E così, fra una lettera alfabetica e una sorta di firma, geroglifici e disegni di vario genere, frecce ghirigori e scarabocchi (anche), è saltato fuori, chiaro e netto, il “segno” che speravamo di trovare. Lo si può vedere nella foto del titolo: tre quadrati concentrici! (La differente colorazione gliel’abbiamo data noi per meglio risaltarlo.) Gli altri sono in calce all’articolo.
L’insieme apparirebbe come il divertissement di un artista del tempo se non rivestisse un significato che ha circoscritto gli studi dei ricercatori a due correnti di pensiero: la struttura geometrica – a volte raccordata da quattro segmenti perpendicolari, non presenti nella fattispecie, e da diagonali, talora anche da un foro centrale, nel qual caso sarebbe assimilabile a una meridiana, specie se si usi il cerchio al posto del quadrato, e alla quale con ogni probabilità ci si è ispirati nella invenzione del gioco del “filetto” presente sul retro di molte scacchiere; – la struttura, si scriveva, sarebbe il prodotto di un passatempo dell’artista, una sua estemporanea manifestazione ludica, ma potrebbe anche essere depositaria di un suggerimento simbolico.
Per la seconda soluzione propendono coloro i quali oppongono l’impossibilità di poter “giocare” in maniera verticale. Molto più semplice e giusto se il disegno si trovasse in orizzontale, non comunque sul soffitto di una grotta, come per il ritrovamento nella francese Larchens. Tra l’altro, in soccorso dell’uno o dell’altro sostenitore non viene neanche la possibilità di conoscerne l’epoca, in quanto la datazione è praticamente impossibile. L’incisione infatti potrebbe essere stata operata in contemporanea con l’edificazione del luogo in cui si trovi, ma anche successivamente o persino precedentemente, su pietre utilizzate in un secondo momento per una nuova costruzione, come si usava al tempo. Al di là di ogni possibile orientamento, tuttavia, il suo significato rimane ancora ambiguo, avvolto nel mistero della volontà di chi volle trasmetterlo ai posteri.
E non si può neanche affermare che sia lo scherzo di qualche burlone, poiché ne sono state trovate in molti luoghi, in genere chiese e abazie, ma anche in antiche strade di paese, in Italia (dal Piemonte al Veneto, dall’Emilia al Lazio al Molise, dall’Umbria alla Puglia – Vieste, San Nicandro, Monte, Lucera, le più vicine a noi – fino alle Isole) e poi in Europa, Croazia, Turchia, Giordania, Egitto. E ovunque: su rocce rupestri, parapetti di chiese, chiostri, piazze, davanzali di castelli e abitazioni, usci di case, lastre riadattate a panchine, grotte sotterranee di epoca sicuramente storica o medievale, come suggerisce il sito internet duepassinelmistero.com cui rimandiamo per approfondire il tutto.
Non solo, ma anche per seguirne l’invito e segnalare ai curatori che lo richiedono il ritrovamento di Calena. Potrebbe costituire un ulteriore prova rientrante nell’ipotesi simbolistica. Cioè una sorta di cartello indicatore per viandanti e pellegrini a suggerire che il posto era ospitale e sicuro. E tutti sappiamo quale valenza abbia avuto l’Abazia peschiciana nei vari transiti dai santuari garganici di chi andava in Terrasanta. Questa soddisfazione, però, la lasciamo a Crono, al presidente Barrella e agli amici di Argod. Facciano loro il primo passo, loro che hanno scoperto questo “segno” forse legato all’esoterismo o molto più semplicemente ai… Templari!
Vai Domenico il Gargano è tuo, sarà la tua generazione a vivere una nuova stagione per queste terre.
Foggia – Rubare l’acqua è una delle pratiche più diffuse in agricoltura e attività… collaterali, accade purtroppo da tempo in numerose aree della Capitanata, sul Gargano hanno addirittura scoperto un’intera rete di tubazioni completamente illegale. I tecnici dell’Acquedotto pugliese hanno smantellato negli ultimi mesi sul promontorio 32 chilometri di reti abusive: ieri l’annuncio ufficiale dell’Aqp a conclusione della prima attività di individuazione degli illeciti, smantellamento delle condotte abusive e, speriamo ora, di controlli più ferrei.
I tecnici dell’Aqp hanno agito in questi mesi (l’azione è partita nell’autunno scorso) in collaborazione con le guardie della forestale, gli agenti di pubblica sicurezza, il coordinamento della prefettura e delle amministrazioni locali che hanno operato sul territorio finalmente all’unisono per scoraggiare (almeno così si spera) una delle pratiche più truffaldine che la cronaca registra nelle nostre aree rurali anche se generalizzare sarebbe un errore.
Non è però una novità quanto viene oggi alla luce. Sul Gargano erano decine, forse centinaia coloro che si approvvigionavano dell’acqua potabile a sbafo, semplicemente infilando un tubo nella condotta principale. Da Carpino a Vieste, lungo i 142 pozzetti di sfiato, sono stati scoperti al termine delle indagini ben diciotto allacci completamente abusivi per complessivi 27 prelievi. Gli «utilizzatori», che sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, agivano praticamente indisturbati. Chi sono? L’identità non viene resa nota dall’Aqp (per un reato così grave la semplice denuncia non sembra affatto la pena commisurata), ma l’arcipelago degli scrocconi è abbastanza variegato e attraversa trasversalmente un po’ tutti i settori trainanti dell’economica locale: agricoltori, allevatori, semplici cittadini. L’Acquedotto definisce «eclatante» il caso di una presa abusiva sul tratto di attraversamento della condotta del Fortore sul Vallone Caramanica che serviva una piccola "rete" di distribuzione interna nell’abitato della frazione di Macchia della Libera. A via Cognetti non hanno dubbi che i disservizi dell’estate di un anno fa, quelli che lasciarono a secco i rubinetti di Vieste in piena estate, furono causati non dalle condotte troppo piccole per l’aumento di popolazione (come si disse all’epoca), ma a causa dei continui prelievi abusivi lungo tutta la rete. I prelievi avvenivano con modalità talmente indisturbate che nel corso del tempo (anni?) gli abusivi avevano provveduto a realizzare, sempre illegalmente, costruzioni nella fascia di pertinenza dell’acquedotto (12 casi di inglobamenti non autorizzati) proprio con l’obiettivo di impedire agli stessi tecnici dell’acquedotto di intervenire.
Fonte. La Gazzetta del Mezzogiorno
Ieri pomeriggio alle 15.00 circa un incendio è divampato in località "Costa delle Confina"-"Macchito" a Carpino,lungo la strada provinciale che porta ad Ischitella.L’incedio ha interessato oltre venti ettari di macchia mediterranea e di terreno adibito al pascolo;le fiamme,alimentate dal forte vento,avrebbero potuto minacciare anche il bosco che si trova a ridosso del cimitero,ma grazie all’intervento sul posto di 3 mezzi del comando dei Vigili del Fuoco di Vico del Gargano e della Protezione Civile ed un lavoro protrattosi fino a sera l’incendio è stato spento.Quella di ieri,comunque,è stata una giornata ricca di incendi (una ventina) per la provincia di Foggia (a Manfredonia e a Foggia i più gravi oltre a Carpino).Speriamo che almeno quest’anno Pastromele venga risparmiato!!
Domenico S. Antonacci
Mi sono accorto che mancava qualche "statuetta sacra" a Carpino,così ho girato tutto il paese ed ho scoperto che non era l’unica mancante….
Mancano quindi quella di Via Madonna e quella di Corso Vittorio Emanuele.Spero che le abbia controllate tutte,nel caso qualche carpinese passi di qui e ne conosca altre può riferire tramite i commenti.Qui potete vedere le foto ad alta risoluzione
Pizzicati nell’Archivio
Con un grande concerto si è inaugurata a Bari la biblioteca dei suoni di Puglia. Aperta a tutti, terrà viva la tradizione
di Riccardo Piaggio
nella foto i Cantori di Carpino al Teatro Piccolo di Milano, 1966
dall’inserto culturale domenicale del Sole 24 Ore del 17 maggio 2009
Sono strani suoni, che si cofnondono con quelli dei grilli e dei trattori della campagna pugliese, almeno per ora. Bisognerà aspettare alcuni decenni. Poi – è questa la scommessa del popolo del folk di questa terra – quei suoni torneranno a vivere, diventando la nuova cartolina turistica e culturale del Salento e del Gargano. Quei suoni sono le musiche e le voci dei cantori della pizzica e della tarantella. L’eredità viva degli appassionati raccoglitori delle musiche folk del nostro sud, da Alan Lomax a Roberto Leydi diventa ora una biblioteca aperta.
L’Archivio sonoro della Puglia è stato inaugurato in queste settimane a Bari, presso la Biblioteca Nazionale, con un grande concerto, dal titolo evocativo, «Chi suona e canta non muore mai», animato da oltre sessanta musicisti tradizionali pugliesi.
La vocazione è chiara: la memoria sonora va tutelata e coltivata, anche se le musiche popolari cominciano a portare nelle piazze un pubblico paragonabile, almeno numericamente, a quello degli eventi pop. Tra i diversi Fondi, uno è dedicato all’opera di un grande cantore del sud, il calabrese Otello Prefazio, con preziosi documenti sul folk del Gargano e sul poeta contadino Matteo Salvatore.
Un nuovo archivio sonoro è sempre un azzardo. Un luogo che racconta una cultura immateriale non assimilabile ad altri patrimoni culturali popolari rivela una debolezza: non esiste una classicità a cui ispirarsi, né una età dell’oro da riguadagnare, nel mondo delle musiche tradizionali. Non esistono copie né originali. Non ci sono firme da autenticare, ma una immensa e scomposta massa di testimoni che ci raccontano la storia e il futuro di un’intera comunità. Potremmo chiamarla folk brand, questa nuova onda che rimesta la terra e porta a galla ogni sorta di memoria.
Melpignano & Co. sta diventando una sorta di Centro internazionale del folk, dove si fa ricerca, si producono suoni e idee, oltre a una dose di entetainment culturale, con la «Notte della Taranta» e il festival a Carpino. Che non diventi una Disneyland, dipenderà da chi (amministratori e musicisti) ci metterà, nei prossimi anni, le mani e il cuore.