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L’acqua a sbafo ,27 prelievi illegali..anche a Carpino

Foggia – Rubare l’acqua è una delle pratiche più diffuse in agricoltura e attività… collaterali, accade purtroppo da tempo in numerose aree della Capitanata, sul Gargano hanno addirittura scoperto un’intera rete di tubazioni completamente illegale. I tecnici dell’Acquedotto pugliese hanno smantellato negli ultimi mesi sul promontorio 32 chilometri di reti abusive: ieri l’annuncio ufficiale dell’Aqp a conclusione della prima attività di individuazione degli illeciti, smantellamento delle condotte abusive e, speriamo ora, di controlli più ferrei.

 
I tecnici dell’Aqp hanno agito in questi mesi (l’azione è partita nell’autunno scorso) in collaborazione con le guardie della forestale, gli agenti di pubblica sicurezza, il coordinamento della prefettura e delle amministrazioni locali che hanno operato sul territorio finalmente all’unisono per scoraggiare (almeno così si spera) una delle pratiche più truffaldine che la cronaca registra nelle nostre aree rurali anche se generalizzare sarebbe un errore. 
Non è però una novità quanto viene oggi alla luce. Sul Gargano erano decine, forse centinaia coloro che si approvvigionavano dell’acqua potabile a sbafo, semplicemente infilando un tubo nella condotta principale. Da Carpino a Vieste, lungo i 142 pozzetti di sfiato, sono stati scoperti al termine delle indagini ben diciotto allacci completamente abusivi per complessivi 27 prelievi. Gli «utilizzatori», che sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, agivano praticamente indisturbati. Chi sono? L’identità non viene resa nota dall’Aqp (per un reato così grave la semplice denuncia non sembra affatto la pena commisurata), ma l’arcipelago degli scrocconi è abbastanza variegato e attraversa trasversalmente un po’ tutti i settori trainanti dell’economica locale: agricoltori, allevatori, semplici cittadini. L’Acquedotto definisce «eclatante» il caso di una presa abusiva sul tratto di attraversamento della condotta del Fortore sul Vallone Caramanica che serviva una piccola "rete" di distribuzione interna nell’abitato della frazione di Macchia della Libera.  A via Cognetti non hanno dubbi che i disservizi dell’estate di un anno fa, quelli che lasciarono a secco i rubinetti di Vieste in piena estate, furono causati non dalle condotte troppo piccole per l’aumento di popolazione (come si disse all’epoca), ma a causa dei continui prelievi abusivi lungo tutta la rete. I prelievi avvenivano con modalità talmente indisturbate che nel corso del tempo (anni?) gli abusivi avevano provveduto a realizzare, sempre illegalmente, costruzioni nella fascia di pertinenza dell’acquedotto (12 casi di inglobamenti non autorizzati) proprio con l’obiettivo di impedire agli stessi tecnici dell’acquedotto di intervenire.
 

Fonte. La Gazzetta del Mezzogiorno

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