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L’inchiesta di Rainews24 sulla EdenV e le altre navi affondate sul Gargano

PARTE 1

PARTE 2

PARTE 3

Mappa degli “ostacoli” sui fondali del Gargano

Fotogrammi tratti dal video dell’inchiesta di rainews24 sulla EdenV e le altre navi affondate intorno al Gargano. La mappa è usata dai pescatori in modo da evitare le zone pericolose dove le reti potrebbero incagliarsi e provocare incidenti (vedi quello dell’Orca Marina che provocò un morto circa 10 anni fa).I punti neri ,nello specifico, sono quelli "critici". A breve il video dell’inchiesta

Domenico S. Antonacci

“Navi a perdere” la sfida lanciata dall’AAG – Sintesi audio del convegno a Sannicandro

Uscirne insieme, colmando la distanza fra il territorio, la gente che lo abita e le istituzioni è la sfida lanciata dal convegno sulle “navi a perdere” organizzato dall’Associazionismo Attivo del Gargano composto da decine di associazioni dei vari paesi del promontorio.

Una sfida lanciata fin da questa prima uscita pubblica del movimento, caratterizzandosi con la scelta di un argomento complesso e difficile, vinta con la massiccia partecipazione che ha evidenziato una consapevolezza nuova, quella dell’appartenenza, dell’essere legati ad un comune destino. Qualcuno le considera prove generali di “Città Gargano”, augurandosi che sia davvero iniziata la svolta per le comunità del promontorio, da sempre distanti, imbrigliate nei campanilismi e negli egoismi di ruolo. Qui di seguito, suddiviso in cinque parti, la sintesi del convegno svoltosi a Sannicandro Garganico.

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Un convegno per capire,le navi affondate a largo del gargano ,video

“Un convegno per capire”. Sulle “navi a perdere” le associazioni garganiche interrogano le istituzioni

“Le navi affondate al largo del Gargano. Quali risposte istituzionali a tutela della salute pubblica?” è il tema dell’incontro che si terrà mercoledì 28 ottobre, alle ore 18,00 a San Nicandro Garganico, presso la sala convegni di Palazzo Fioritto.
Organizzato dal movimento delle associazioni garganiche (Centro Studi Martella, Rimboschiamo Peschici, Punto di Stella, Carpino Folk Festival, Argod, Anapie, Giacche Verdi, Circolo Giulio Ricci, Centro Studi Paglicci, Legambiente S.Nicandro, Legambiente S.Giovanni, Legambiente Manfredonia, Legambiente Festambiente sud, Arci Nuova Gestione Monte Sant’ Angelo, Arci San Marco in Lamis, Obiettivo Gargano, A.Ge. Vico del Gargano, Artrabuc, Uriatinon, Venti del Sud, Cambio Rotta), con il patrocinio del comune di San Nicandro Garganico, il convegno ha l’obiettivo di far luce sugli inquietanti interrogativi in tema di “navi a perdere” che si suppone siano state affondate al largo del Gargano.
Interrogativi da sempre sussurrati e che hanno preso consistenza in seguito ad un’inchiesta del giornalista Gianni Lannes pubblicata sul settimanale Left-Avvenimenti nel dicembre 2007, poi ripresi anche in un’interrogazione parlamentare, nella scorsa legislatura, dal senatore Francesco Ferrante.
Un tema scottante, potenzialmente allarmista, ma sul quale le associazioni garganiche ritengono necessario fare chiarezza, squarciando il velo di silenzio e di indifferenza che lo avvolge, in un confronto aperto tra società civile ed istituzioni per capire, ma anche per ottenere impegni e risposte.
Fra i relatori del convegno, oltre al sindaco del comune di San Nicandro Costantino Squeo, il giornalista Lannes (direttore di “Terranostra”) (che esibirà documenti, testimonianze, foto ed anche un filmato inedito) e i referenti delle istituzioni interpellate: l’assessore regionale alla cittadinanza attiva Guglielmo Minervini, rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e del Parlamento.
Orientato al più ampio coinvolgimento della società civile in tutte le sue articolazioni, e al confronto con le istituzioni ad ogni livello, al convegno sono stati invitati membri del Parlamento italiano ed europeo, i vertici dell’amministrazione regionale e provinciale, il presidente del Parco Nazionale del Gargano, i sindaci dei comuni garganici, magistrati, rappresentanti del mondo della cultura e dell’informazione, forze dell’ordine, dirigenti, insegnanti e studenti delle classi finali degli istituti superiori dei vari comuni del Gargano, associazioni culturali ed ambientaliste.
Un confronto sulle “navi a perdere”, che parte da quelle “visibili” come la “Eden V” incagliata sulla costa lesinese da più di 20 anni o la “Panayiota” sull’isola di Pianosa, alle Tremiti, per estendersi a quelle che secondo l’inchiesta giornalistica sarebbero depositate sui fondali marini prospicienti la costa garganica, per poi procedere, qualora le tesi sostenute trovassero conferma, alla bonifica del tratto di mare compreso tra il Gargano, le Isole Tremiti, Pelagosa, assicurando il controllo continuo da parte delle autorità del tratto di mare interessato.

Associazionismo Attivo del Gargano

SOS DELLE ASSOCIAZIONI PER KALENA

PESCHICI – “Kàlena chiama, Gargano risponde”. Nelle parole di Piero Giannini dell’associazione “Punto di stella” (a fare gli onori di casa insieme a Teresa Maria Rauzino del “Centro Studi Martella” ed Armando Quaglia di “Rimboschiamo Peschici”) il senso della massiccia partecipazione delle associazioni culturali ed ambientaliste riunite nell’Associazionismo Attivo del Gargano alla festa di S. Maria di Kàlena, presso l’antica abbazia di Peschici. Le numerose associazioni aderenti al movimento garganico hanno scelto infatti proprio Peschici quale sede del loro ottavo incontro, per testimoniare l’impegno unitario per una causa comune: salvare il complesso di Kàlena dal disfacimento e restituire questo prezioso bene di interesse storico-culturale alla fruizione collettiva con una serie di iniziative, fra le quali anche la raccolta di firme per la petizione cartacea (dopo quella on-line). La manifestazione pro-Kàlena è proseguita nella sala consiliare del comune di Peschici, con l’incontro dell’Associazionismo Attivo che ha individuato nella tutela dei beni culturali, la questione legalità e la tutela della salute pubblica contro gli interessi legati ai traffici di rifiuti pericolosi, i temi prioritari dell’azione del movimento garganico, sottolineati anche dai giovanissimi del gruppo: Domenico Sergio Antonacci, Giuseppe Bruno e Domenico Maria Mascolo. A Mascolo il compito di illustrare un documento d’intesa al movimento con l’intento di avviare un percorso di informazione e sensibilizzazione su “Gargano e legalità” per l’attivazione di una serie di iniziative strettamente legate al territorio, la prima delle quali in programmazione per il prossimo autunno. Ribadito l’impegno per Kàlena, il dibattito si è sviluppato intorno alla proiezione di un accuratissimo video-documentario realizzato dal team archeo-speleologico Argod e commentato da Giovanni Barrella che ha rimarcato l’importanza storica e il ruolo di rilievo rivestito nelle varie epoche dall’abbazia di Kàlena (risalente all’872 d.C), evidenziandone le caratteristiche architettoniche e le numerose incisioni e fregi rinvenibili sui muri interni ed esterni. Desolante constatare la vulnerabilità dell’antico altare di pietra della chiesa nuova (dov’è stata “ospitata”, solo in occasione della ricorrenza di S. Maria, l’antica statuetta lignea del 1400 della madonnina di Kàlena) completamente esposto alle intemperie che, con l’approssimarsi della stagione invernale, provocheranno ulteriori danni all’interno, dopo il crollo della residua copertura del tetto dei mesi scorsi. Urgenti ed improcrastinabili gli interventi di messa in sicurezza, come aveva già intimato fin dal giugno scorso la Soprintendenza ai proprietari privati, cui è seguito anche il sollecito al Comune dalla direzione regionale del Ministero per i beni culturali. Intanto il sindaco Domenico Vecera, che ha portato il suo saluto alle associazioni garganiche riunite, ha assicurato l’impegno ad eseguire almeno i lavori per la copertura delle due chiese, mentre, al momento, lo scoglio da superare pare sia quello della consegna delle chiavi da parte degli eredi Martucci. Per il recupero, invece, ci vorrà ancora del tempo: occorrono risorse difficili da reperire e per questo motivo anche la strada dell’esproprio non pare trovare tutti d’accordo in amministrazione. Coda polemica al termine dell’incontro, sulle colpe per il degrado di Kàlena, con l’intervento dell’ex sindaco Franco Tavaglione che ha chiamato tutti ad assumersi le proprie responsabilità, accusando l’ex arcivescovo D’Ambrosio, il Centro Studi Martella e il comitato pro Kàlena di aver impedito la firma di una convenzione con i Martucci nel 2005 con conseguente perdita di un finanziamento di 300.000 euro, così come la mancanza di accordo nel 2007 non consentì, a suo dire, di accedere ad un ulteriore finanziamento di 500.000 euro assegnati dall’ex ministro Francesco Rutelli alla Soprintendenza regionale, per Kàlena. Ma le contestazioni a quella convenzione (che doveva avere la durata di soli 5 anni) a quanto pare furono motivate da condizioni eccessivamente sbilanciate a favore dei privati, per le quali a fronte di un recupero con denaro pubblico non ne garantivano una completa fruibilità. Ora su Kàlena insiste un’altra convenzione tra il Comune e i proprietari, firmata l’anno scorso e della durata di 40 anni, che prevede la gestione delle due chiese all’ente e dell’abbazia e pertinenze ai privati. L’accordo c’è, dunque, ma mancano i finanziamenti. Ulteriori polemiche fra Tanaglione e il Centro Studi Martella sulla “questione esproprio” che l’ex sindaco asserisce di aver avviato, mentre una nota dettagliata del 2007 del Ministero (in risposta all’interrogazione dell’on. Di Gioia) in possesso dell’associazione chiarisce che “nessuna specifica attività volta all’espropriazione dell’Abbazia di Calena da parte del comune di Peschici risulta agli atti d’ufficio”. Sulla messa in sicurezza, intanto, resta l’urgenza di provvedere in fretta ed è questo che chiedono i garganici. Ora sono in tanti, infatti, a reggere i riflettori puntati su Kàlena e probabilmente non sarà più possibile nicchiare sulla questione. L’Associazionismo Attivo non intende abbassare la guardia: “Kàlena sarà il simbolo di tutte le nostre battaglie per i beni culturali del Gargano” il messaggio di Michele Eugenio Di Carlo nel sottolineare l’impegno per la salvaguardia e la valorizzazione dei tanti monumenti, chiese rurali, santuari del promontorio preda dell’incuria e dell’indifferenza, cui è seguita la proposta, avanzata da Armando Quaglia alle associazioni del movimento di predisporre schede tecniche dei beni culturali in decadenza in ogni località del promontorio garganico. Impegno ribadito anche dai giovanissimi dell’Associazionismo Attivo, come Domenico Sergio Antonacci: “Kàlena è il nostro primo obiettivo. La chiesa di Sant’Anna di Carpino, quella di S. Barbara di Rodi, Grotta Paglicci di Rignano sono solo alcuni degli esempi più emblematici dei tanti nostri monumenti in disfacimento. Noi daremo voce a quella parte del Gargano da sempre dimenticato, che ha interesse per la propria storia”.

di Anna Lucia Sticozzi

tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" – ed. "La Gazzetta di Capitanata" del 12-09-09

Il silenzio del mare

Al largo delle nostre coste sono segnalati depositi di armi chimiche residuate dagli ultimi conflitti bellici

Alla fine della II Guerra Mondiale la parte più a sud del Mar Adriatico rappresentava la principale “dumping area in the basin for chemical weapons ”. La maggior parte del materiale bellico scaricato in mare proveniva dai depositi di armi convenzionali e chimiche che i tedeschi prima e gli Alleati dopo avevano installato nei pressi di Foggia e Bari.

A peggiorare la situazione, con la fine della II Guerra Mondiale, sui fondali del Mare Adriatico al largo della Puglia venivano abbandonati gli ordigni recuperati dalle navi affondate nei porti e nelle baie pugliesi, oltre bombe inesplose della Luftwaffe. Da molte interviste con i pescatori locali (pugliesi, ma anche maltesi, albanesi e croati), risulta evidente l’esistenza di “dumping sites non offi cially reported”. La Convenzione internazionale che disciplinava gli armamenti durante la II Guerra Mondiale era il Protocollo di Ginevra del 1925, proibiva «l’uso in guerra di gas asfi ssianti, tossici o simili, nonché di tutti i liquidi, materiali o procedimenti analoghi». Il Protocollo di Ginevra non vietava la produzione e l’immagazzinamento di armi chimiche e non escludeva l’uso dei gas asfissianti come rappresaglia ad un’eventuale attacco militare con l’uso di armi chimiche. Ciò spiega la presenza sul territorio pugliese, durante la II Guerra Mondiale, di un loro vastissimo arsenale. La Convenzione sulla loro proibizione firmata a Parigi il 13 gennaio 1993 stabilisce che tutti gli Stati Membri devono procedere alla distruzione di tutte le armi chimiche nei territori sotto la loro giurisdizione; devono, inoltre, provvedere alle rimozione delle armi lasciate sul territorio di altri Stati.

Queste disposizioni non si applicano «a discrezione dello Stato Parte, alle armi chimiche sotterrate nel suo territorio anteriormente al 1 gennaio 1977 e che rimangono sotterrate, o che sono state scaricate in mare anteriormente al 1 gennaio 1985». Dalla lettura della Convenzione di Parigi, si evince che il recupero delle armi chimiche rilasciate in mare è di assoluta responsabilità dello Stato che effettua il recupero, senza distinzione tra acque territoriali o internazionali. La Convenzione di Parigi non affronta l’impatto sull’ambiente delle sostanze chimiche rilasciate dagli ordigni inesplosi. Gli esperti affermano tuttavia l’assoluta necessità di localizzare i luoghi dove si trovano le armi chimiche, di approntare studi ecologici per valutarne l’impatto sull’ambiente e di raccogliere informazioni sullo stato di corrosione delle munizioni. Al largo del Gargano è stata segnalata, dagli operatori dell’Istituto Centrale per la Ricerca Scientifi ca e Tecnologica Applicata al mare, un’area contenente armi convenzionali e chimiche alla profondità di 230 metri, su un’area estesa approssimativamente 2 x 5 miglia nautiche. Sempre al largo del Gargano è stata segnalata, dagli operatori dell’Istituto Centrale per la Ricerca Scientifi ca e Tecnologica applicata al mare, e confermata grazie alle interviste con i pescatori, la presenza di armi chimiche con iprite a profondità variabile tra i 200 e i 400 metri, su una estensione di circa 14 x 29 miglia nautiche, distante dalla costa di Vieste approssimativamente 30 miglia nautiche.

Un’altra area di forma circolare di fronte al Gargano, è segnata sulle carte nautiche come “unexploded ordnance dumping area”: profondità 50 metri, distanza dal centro dell’area alla costa di Vieste approssimativamente 5,5 miglia nautiche, raggio dell’area 1,4 miglia nautiche. Per quanto riguarda gli effetti sull’ambiente marino delle sostanze chimiche contenute nei residuati bellici, grazie al progetto A.C.A.B. (Armi chimiche e affondate e Benthos) realizzato dall’I.C.R.A.M. (Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare) e al progetto R.E.D.C.O.D. (Research on environmental damage caused by chemical ordnance dumped at sea), nato dalla collaborazione tra l’Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e tecnologica Applicata al Mare, il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare, il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, l’Istituto di Biomedicina e di Immunologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Centro Tecnico Logistico Interforce NBC, pubblicato nell’ottobre del 2006, la comunità scientifica dispone di dati attendibili che preoccupano gli studiosi.

Da un punto di vista generale, gli alti livelli di arsenico rintracciati negli organismi marini pongono dei serissimi interrogativi sulla salute umana. Gli studiosi non escludono che le cause dell’elevata presenza di arsenico riscontrate nelle aree di studio sia dovuto esclusivamente agli ordigni inesplosi adagiati sui fondali marini. Non sono state rilevate tracce di iprite negli organismi marini, e questo è dovuto probabilmente al rapido passaggio nella circolazione sanguigna.

L.S. Gargano Nuovo Settembre 2009

ASSOCIAZIONISMO ATTIVO DEL GARGANO – l’VIII° INCONTRO per tutte le KALENA del Gargano abbandonate

PESCHICI. Kàlena e Peschici sono liete di accogliere l’8° incontro dell’Associazionismo Attivo del Gargano.
Di seguito il programma completo della manifestazione.

Le Associazioni garganiche si incontreranno martedì 8 settembre a Peschici per rinnovare proponimenti e comunione d’intenti, cogliendo l’occasione della annuale festività religiosa dedicata alla Madonna di Calena, il cui simulacro (conservato durante l’anno dai privati proprietari dell’antico cenobio benedettino e restaurata di recente) verrà esposto per la manifestazione religiosa, culmine della festa un tempo molto più sentita di oggi.

La scelta è caduta sul sito che sorge nella piana di Peschici, da cui dista un paio di chilometri, per lo stato di degrado in cui versa da sempre il monumento, ma anche per il recente crollo (giugno scorso) del tetto in legno dell’abside. Incuria e abbandono che stanno gradualmente distruggendo l’unica testimonianza-matrice della nascita e crescita della cittadina garganica.

Si vuole, in pratica, porre sotto una colossale lente d’ingrandimento la fine ingloriosa di un manufatto-masseria fortificata-cenobio benedettino, che ha conosciuto secoli di gloria, potenza e ricchezze, secondo solo all’Abazia di Montecassino e al pari della consorella tremitese. E con Calena, ciascuno dei monumenti a rilevanza storico-culturale che sul Gargano stanno rischiando la stessa fine (Santa Barbara a Rodi Garganico, Sant’Anna a Carpino e Grotta Paglicci a Rignano Garganico) o l’hanno già subita (Monte Sacro a Mattinata), tanto per citarne qualcuno.

Programma:
– ore 17:00 incontro di benvenuto presso l’abbazia di KALENA (diffusione di volantini sullo stato di degrado e l’importanza storica dell’abbazia e opera di sensibilizzazione a turisti e cittadini garganici,) a cui seguiranno manifestazioni legate alla festa e al culto religioso

– ore 19:30 incontro e dibattito dell’Associazionismo in Villa Comunale e discussione ORDINE del GIORNO:

– lo stato di degrado e di abbandono fisico e istituzionale – finanziario di monumenti a rilevanza storico – culturale: (Grotta Paglicci, Kàlena; etc);
– i Sistemi Turistici Territoriali e i Sistemi Turistici di Prodotto del Gargano affinché le professionalità garganiche possano esprimere le loro potenzialità;
– Gargano e Legalità: presentazione di un documento d’intesa dell’Associazionismo;
– realizzazione di un documento d’intesa dell’Associazionismo per suggerire e favorire una politica inter-comunale e di sviluppo del territorio, rivolta agli enti locali preposti;
– presentazione forum realizzato dall’associazione ARGOD e richiesta mail delle associazioni per invio password di accesso.

– ore 22:00 cena presso l’agriturismo PANE e VINO in località Martinetti – Peschici, sulla s.s.89 per Vieste. La cena prevede un costo modico e su conferma da parte dei partecipanti.

Da Puntodistella.it Piero Giannini, Da Garganopress.net Angelo del Vecchio, dalla nostra Redazione Domenico Sergio Antonacci.

Intervenite numerosi!

Le Associazioni di Peschici:
Centro Studi Martella, Rimboschiamo Peschici, Punto di stella.

INFO: 3341824675 (Armando Quaglia)
380-2577054 (Teresa Rauzino)
andoq@hotmail.it; centrostudimartella@hotmail.com; info@puntodistella.it

L’associazione “Carpino Folk Festival” vince il primo premio

NELL’EDIZIONE 2009 DI “RIGNANO CITTA’ APERTA – DUE NOTTI BIANCHE NEL PIU’ PICCOLO COMUNE DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO” RICONOSCIMENTI AL CIRCOLO LEGAMBIENTE “FESTAMBIENTESUD”, AL GRUPPO “ARGOD”, ALL’ASSOCIAZIONE “IO SONO GARGANICO”, ALL’ASSOCIAZIONE “CARPINO FOLK FESTIVAL”, ALL’ASSOCIAZIONE “CALA LA SERA”, AI CIRCOLI ARCI DI SAN MARCO IN LAMIS E MONTE SANT’ANGELO, AL CENTRO STUDI PAGLICCI, ALL’ARCHEOCLUB DI APRICENA E L’ASSOCIAZIONE “SCHIAMAZZI” PER LA LORO INTENSA ATTIVITA’ NEL SETTORE CULTURALE, SOCIALE ED AMBIENTALE

RIGNANO GARGANICO (FG). Il Gargano dell’associazionismo attivo sarà premiato a Rignano il prossimo 13 agosto in tarda serata nell’ambito dell’edizione 2009 di “Rignano Città Aperta – Due notti bianche nel più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano”. A renderlo noto i dirigenti del Nuovo Circolo Culturale “Giulio Ricci” e l’apposito Comitato organizzatore dell’evento, che hanno proposto un riconoscimento speciale a dieci associazioni del Promontorio di San Michele, le stesse che da anni si occupano, spesso a proprie spese, del recupero, della difesa e della valorizzazione dei tesori archeologici, ambientali, culturali, artistici, ambientali e paesaggistici della Montagna del Sole. Ecco l’elenco dei sodalizi scelti per la quarta edizione di RCA:

1) Associazione “Carpino Folk Festival” di Carpino;

2) Circolo Legambiente “FestambienteSud” di Monte Sant’Angelo;
3) Gruppo Archeo-Speleologico “Argod” di Sannicandro Garganico;
4) Associazione “Io sono garganico” di Vico del Gargano;
5) Centro Studi Paglicci di Rignano Garganico;
6) Circolo Arci “Pablo Neruda” di San Marco in Lamis;
7) Circolo Arci “Nuova Gestione” di Monte Sant’Angelo;
8) Archeo Club di Apricena;
9) Associazione “Schiamazzi” di Cagnano Varano;
10) Associazione “Cala la sera” di San Giovanni Rotondo.

A tutte le associazioni sopra indicate sarà consegnato il Premio “Giulio Ricci”, dedicato romanziere e poeta verista originario di Rignano Garganico.

Per conoscere nei dettagli l’intero programma di “Rignano Città Aperta” visitate i siti internet www.rignanonews.com e www.rignanocittaaperta.com

Il Comitato Organizzatore di RCA
Angelo Del Vecchio – Coordinamento
Giuseppe Del Vecchio – Direttore Artistico
Vincenzo Demaio – Settore teatro
Michele Caruso – Settore teatro
Annanunzia Del Vecchio – Logistica e segreteria
Antonio Orlando – Settore culturale e logistica

Parla Garganico: a Vico le associazioni del Gargano incontrano l’Ente Provincia

E’ stato fissato per venerdì 12 giugno alle ore 18,30 il nuovo appuntamento tra le associazioni del Gargano, in una location nel cuore del centro storico vichese, denominata Orto del Conte” messa a disposizione dal signor Edoardo Tomaiuoli.

Questa volta l’incontro avrà un ospite d’eccezione, l’Assessore al Turismo, allo Sport e Trasporti Nicola Vascello, che nello specifico rappresenterà l’Ente Provincia di Foggia, in un dibattito e confronto pubblico con le tante associazioni del territorio, una volontà espressa proprio dall’istituzione per meglio comprendere e condividere le tante sfaccettature del territorio e delle forze sociali che ne fanno parte.

Nel ringraziare l’Ente per la sensibilità dimostrata al lavoro delle Associazioni, molte volte passato in sordina, Io Sono Garganico ha voluto dare un tema ben preciso all’incontro, ormai molto ricorrente, appunto quello di “parlare Garganico”.

Da qui il titolo “Parla Garganico”, cioè la necessità di confrontarsi cercando di superare definitivamente i campanilismi tra località e cominciare a lavorare su tematiche e problemi che riguardano tutto il territorio. Si discuterà di queste esigenze e di quanto sia importante rivolgerci alle nuove generazioni individuando il Gargano come un unico territorio da comprendere e salvaguardare.

Noi crediamo profondamente che il Gargano ha bisogno di tutto il Gargano, crediamo profondamente nell’investitura delle nuove generazioni per garantire quello sviluppo culturale che ci porti pian piano nell’identificarci sotto un’unica bandiera, quella del Gargano, dove ogni località porta e riceve il suo contributo sia sotto forma di turismo che di sviluppo.

Se impariamo tutti insieme a migliorare le peculiarità del Gargano allora una nuova strada si potrà tracciare, riflessione che investe anche le classi politiche del Gargano, tante volte sommerse dai problemi locali.

L’ Ente Provincia ci dimostra fiducia per questa volontà di intenti, cosa che riteniamo un ottimo segnale da parte delle istituzioni. Anche il Presidente Gatta ha manifestato interesse per questi incontri, pertanto sono in programma nuovi confronti con le istituzioni su questo argomento.

Proprio per restare in tema, “Parla Garganico” vedrà aprire il dibattito da giovanissimi talentuosi del territorio, cominciando il confronto con le tante associazioni partendo proprio dalle loro riflessioni. Riflessioni di ragazzi diciottenni, ma che hanno mostrato un forte attaccamento e una spiccata sensibilità per un territorio che ha bisogno di più attenzioni.

Prima della conferenza “Parla Garganico”, ci sarà un incontro nel pomeriggio nella sede Io Sono Garganico, che vedrà la partecipazione di molte agenzie che svolgono escursioni nel territorio. Anche loro a confronto con l’Assessore Vascello. Vi aspettiamo a Vico il 12 giugno.

Programma degli Interventi che precederanno il Forum:
.Nicola Vascello – Assessore al Turismo Provincia di Foggia
.Emanuele Sanzone – Domenico Mascolo – Nicola del Conte
 Giuseppe Bruno – Domenico Antonacci

Associazionismo Garganico  6° Giornata
Centro Sudi Martella, Punto di Stella, Argod, Legambiente FestambienteSud, Arci Nuova Gestione, Venti da Sud, Green Tourism Gargano, Carpino Folk Festival, Obiettivo Gargano, Arci Smil, Cittadina Macchia Libera, Rimboschiamo Peschici, Provo Cult, Circolo Culturale Giulio Ricci, Centro Studi Paglicci, Cala la Sera, Archeo-Speleo Club Rignano, Anapie, Motoclub “Lo sperone d’Italia”, Legambiente Ischitella, Enocibus, SuperamentoHandicap, Legambiente circolo Iride, Schiamazzi, Gargano Europa, *E’ Primavera Ragazzi, *Giro in Giro (*primo invito).


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