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E’ arrivato un nuovo blog dedicato al Gargano!
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Questi incontri non servono a niente (Gestione sostenibile dei boschi in area mediterranea, convegno NDR). Si parla e si parla ma non si arriva a nulla.
Noi continuiamo a proporci affinchè il verde venga gestito. La natura non può più farcela da sola. Sul Gargano il problema della rinaturazione è palese. Con l’abbandono delle campagne si stanno avendo delle conseguenze disastrose. Se smetti di arare si forma una massa vegetale che noi chiamiamo “pioniera”, che crea un maggior rischio incendi perché la massa che si crea è altamente infiammabile. Le aree che prima erano adibite a pascoli oggi si strutturano in macchie.
Ma ora diminuisce il bestiame, spariscono i contadini e intanto le superfici non boscate bruciano. Nonostante l’Unione Europea ci imponga di mantenere la biodiversità, non ci riusciamo. Molti non sanno nemmeno che l’80% del territorio del Gargano è area protetta. Ed è per tutta questa serie di ragioni che dico che tutti questi convegni non servono proprio a niente. Dal Molise in su è già diverso. Ma il discorso è molto più ampio.
Parlare di rimboschimento, prati, boschi e del pericolo incendi non serve a nulla se viene meno il sostegno all’agricoltura. L’attività agricola è l’unica ad essere produttiva nel territorio ma nessuno vuole fare più questo mestiere.
E cosa succederà? Che fine faranno paesi come Carpino, Vico, Peschici, Monte che da sempre vivono di agricoltura? E’ l’unica attività che produce reddito qui nel Gargano. Quale futuro può avere il territorio se i politici locali non fanno nulla per incentivare i giovani e non solo loro, ad entrare nel mondo dell’agricoltura?
Tra dieci anni i prodotti tipici saranno spariti. Oggi i politici si riempiono tanto la bocca con questi prodotti tipici ma non sanno che li stanno perdendo. Questo proprio perché non c’è più nessuno che vuole lavorare la terra né valorizzarla.
La catastrofe di Peschici può insegnarci a ridisegnare il nostro rapporto con lo straordinario paesaggio costiero del Gargano, sul quale si regge l’industria turistica. Un disegno che deve poggiare su principi scientifici. La scienza della vegetazione può dirci molto anche in merito agli incendi e aiutarci ad affrontarli e a gestirli. L’area garganica infatti, può prestarsi come esperimento pilota a carattere nazionale per un nuova programmazione del verde, che si rivolga cioè alla pianificazione del territorio tutto e delle aree naturali in particolare, secondo logiche di rispetto della salvaguardia della vita umana, degli ambiti naturali e delle economie locali che incidono su detti territori. Ma chi, oggi, pensa davvero al verde?
Nello Biscotti
articolo di Gaetano BerthoudPensandoci bene sembra che questa problematica si lega un pò a quanto già scritto in precedenza, dove appunto parlo dei comuni garganici che molte volte perseguono strade a caso piuttosto che un percorso segnato e delineato da un preciso scopo e una chiara e definita strategia.
Se così fosse saremmo qui a parlare di condivisione o non condivisione di un progetto, intanto però andrebbe rispettata una linea guida di cui un amministrazione decide di perseguire, invece l’impressione è che sia un altro di quei casi dove nella nostra amata e radicata "improvvisazione", di tanto in tanto viene fuori qualche altra idea come questa, che sinceramente non si capisce bene da dove nasce e con quale scopo.
Anche perchè la domanda che pongono gli amici de Il diario Montanaro, di Legambiente e del circolo Arci di Monte è sacrosanta; Perchè realizzare una nuova cosa che invece già esiste e funziona?
Non conoscendo in modo approfondito le tematiche e problematiche, il beneficio del dubbio è leggittimo e così l’eventuale diritto di replica sacrosanto, quindi attenderò che qualcuno possa rispondere anche a noi come alle associazioni di Monte sul perchè. Magari ci sono giuste ragioni tanto da motivare queste decisioni, in questo caso saremmo noi per primi a prenderne atto e a renderle pubbliche.
Ma visto che ci siamo, approfitto per chiedere all’amministrazione di Monte Sant’Angelo il perchè di un altro mio tormentone, chiedere la ragione di un’altra domanda che mi accompagna ogni volta che si parla di Monte. Vorrei chiedervi come mai non riuscite a fare cerchio e tesoro, collaborare e dare più opportunità, alle tante associazioni che avete a Monte, e che puntualmente richiamano la vostra attenzione e considerazione.
Forse non vi rendete conto della fortuna, come paese del Gargano, che avete.
Lasciamo perdere i colori politici, gli ideali e quant’altro, parliamo di sostanza, ecco, gentili amministratori di Monte vi siete accorti della notevole attività delle vostre associazioni di Monte? Avete considerato quanto impegno e passione viene espressa da così tanti giovani che comunque di loro libera iniziativa decidono di darsi da fare per un Gargano migliore?
Come presidente dell’Associazione Io Sono Garganico, ci tengo a precisare che la mia non vuole essere una polemica, ma personalmente sono legato a Monte da tanti anni, come sono legato anche agli altri comuni del Gargano e posso assicurare che l’attenzione dei giovani e delle associazioni sono notevolmente marcate solo in alcuni centri, di cui prima di tutto Monte.
Ripeto, forse non si potrà essere d’accordo su tutto, ma non credete di avere un patrimonio che si preccupa per voi di promuovere, comunicare, diffondere, sensibilizzare, farsi portavoce, combattere (in senso propositivo), tutta una serie di tematiche e problemi senza avere il più delle volte niente in cambio?
Cari amministratori il mio unico invito è quello di non sottovalutare l’importanza delle associazioni e del volontariato, niente più di queste iniziative esprimono un amore vero e sincero verso la nostra terra, e anche quando un tema non vi trova d’accordo, cercate di apprezzare l’orgoglio di tanti giovani che pur di difendere la loro cultura, si mettono in gioco e dedicano tempo a cose che il più delle volte a voi politici sfugge, magari non volutamente, ma perchè il mondo sta cambiando (e anche in fretta) e Voi pur di non dare l’impressione di essere impreparati, a volte rinnegate.
Invece il mondo sta cambiando anche per voi, quindi il mio consiglio spassionato è provare a discutere insieme cose che tante volte non conoscete bene, ma con dei confronti costruttivi e una buona dose di l’umiltà tutto si impara e tutto si può poi insegnare ad altri. Forza Monte, cuore della cultura Garganica.
Le mondine sono nel Web 2.0 e voi non lo sapete. Ci sono con le loro storie di scarpe rotte, la lobia in testa, la schiena spezzata, tutto il giorno con le gambe nell’acqua a mondare riso per dodici lire, e ora il loro lavoro lo fanno i diserbanti. Cercatele e troverete voci, foto, video delle tournée e un documentario. Uno le vede un giorno l’anno, il 25 aprile. La domenica, alle dieci di mattina, quando c’è da commemorare qualcosa, subito dopo il sindaco cantano Saluteremo signor padrone. E gli uomini di una certa età se ne stanno col cappello in testa, e ricordano. Invece queste ragazze, tra un 25 aprile e un Primo Maggio, quest’anno se sono andate in Canada, a New York e in Scozia. A cantare nelle City Hall, con i critici in delirio e le tv in fila per intervistarle.
La tournée delle mondine è stata raccontata in un blog, Mondine 2.0. Dentro ci sono un sacco di cose, dalle email commosse del canadese fan della musica folk alla storia del nipote dell’emigrante che non conosce l’italiano, figurarsi il dialetto di Novi. Ma anche i ringraziamenti del ricercatore di neurobiologia che ha un contratto alla Berkley University ma ha studiato a Napoli, anche lui emigrante. Non è finita: le ragazze hanno raccolto una standing ovation e venti minuti di applausi al Festival del Cinema di Toronto, lo scorso settembre. Lì, in anteprima mondiale, è stato presentato il documentario che racconta un anno della loro vita. Prodotto da Davide Ferrario, girato da Andrea Zambelli, Di madre in figlia – questo il titolo – ri-debutta al Festival di Torino il 21 novembre.
A portarle dal paesino dove si esibivano alle City Hall di tutto il mondo è stato Alberto Cottica, musicista dei Modena City Ramblers. Che con le mondine, dice, c’è cresciuto. "Le mie zie, le prozie, tutti nel mio paese avevano avuto una donna che da ragazza era andata a fare la bracciante. In Emilia è così per tanti. Difficile era non raccontarle. Ce le portiamo dentro, bastava solo portarcele dietro". Cottica – che si occupa anche di creatività e sviluppo locale per il ministero dello Sviluppo – le ha chiamate a suonare col suo gruppo Fiamma Fumana (che in Emilia vuol dire nebbia) qualche anno fa. Il progetto ha una vita lunga, e ancora non è finito.
Cottica ci ha messo tre anni a insegnare alle Mondine del coro di Novi cos’è un deejay, come si fa ad andare a tempo con una pulsazione elettronica. Ma sono state più le cose che le ragazze di Novi hanno insegnato a lui. "Sono i nostri anziani della tribù, ma non sono antiche, sono presenti. Anzi, nuove. Quando ascolti le loro storie – osserva – ti passano tante paranoie, le incertezze di una vita fluida, precaria. La loro è una vita giorno per giorno, e ogni giorno è un dono. Sono solari, pratiche, semplici. Io ho cercato solo di renderle cool. Ma loro, davvero, sono già fighissime da sole".
Un progetto che "serve a portarcele dietro fino alla prossima generazione". Una generazione che di nuovo ha a che fare con le otto ore di lavoro (che Strasburgo ha deciso che ora sono di nuovo nove, poi forse di più). Allora, negli anni Quaranta, era un’altra fame, altri diritti, altre urgenze. Le mondine di Novi erano bambine. Nei campi si andava a dodici anni, se ne avevi trenta eri "l’anziana". Si lasciava casa per due mesi, si viveva nei capannoni, si dormiva sulla paglia. E di giorno erano tafani, schiena rotta, fango.
Il progetto Di madre in figlia porta sul palco quello che un tempo era nei campi, canzoni e lezioni di vita che le donne si passavano di mano in mano. E che c’entra poco con Riso amaro. Un film che le mondine di Novi le fa arrabbiare solo se lo nomini. Perché, come racconta nel documentario Diva, "non è vero che noi dopo si andava a ballare, come fa la Mangano. Noi non si spendeva nulla di quello che ci dava il padrone. Portavamo a casa la campagna intera". La campagna, era la paga. Per sopportare questo, le mondine cantavano. Ma a Sanremo non ci sarebbero andate, "per andare a Sanremo bisogna dar via la frittola", come diceva una di loro con una voce bellissima.
Basta ascoltarle per provare come suona oggi la parola "padrone" se uno la canta. E per rivedere un mondo: le biciclette, i campi in fiore, gli uomini gobbi che loro non avevano voglia di sposare. Forse anche un po’ di quella rabbia utile con cui hanno vissuto e cantato cinquant’anni fa. Utile perché il diritto di lavorare otto ore, non di più, non se lo sono conquistato gli operai di Friburgo ma le mondine delle risaie di Vercelli. Per loro è stato fatto il primo contratto di lavoro per otto ore e basta. "Se otto ore / vi sembran poche / provate voi a lavorar / E troverete / la differenza / di lavorare e di comandar". Non è un caso se la loro canzone più conosciuta dice proprio così.
da repubblica.it
Pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione n. 176 supplemento del 13 novembre 2008 l’Avviso n. 3/2008 per il finanziamento di borse di studio post lauream, in favore di studenti pugliesi che intendano completare la loro formazione nelle Università di Adelaide, previsto dal Programma Operativo Regionale – Fondo Sociale Europeo 2007-2013.
L’intervento rientra in una serie di iniziative finalizzate ad incentivare la mobilità fra studenti, ricercatori e personale docente ed a sostenere progetti di ricerca su aree tematiche strategiche di interesse comune per la Regione Puglia e il Governo del Sud Australia che, da tempo, intrattengono rapporti diplomatici e di collaborazione.
Le risorse disponibili per l’intervento ammontano a 250.000,00 euro. La Regione riconoscerà una borsa di studio, al lordo delle ritenute fiscali, pari a 41.666,00 euro.
I soggetti in possesso dei requisiti richiesti dal bando devono far pervenire la domanda di finanziamento alla borsa di studio entro le ore 12,00 del 2 dicembre 2008, completa di documentazione e con le modalità previste, ai seguenti indirizzi:
– a mano oppure con corriere espresso a:
Regione Puglia
Assessorato alla Formazione Professionale
Servizio Formazione Professionale
Viale Corigliano n. 1 – zona industriale
70123 Bari
– tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a:
Regione Puglia
Settore Formazione Professionale
Casella Postale n. 5 c/o Ufficio Bari 8
Via Matteotti
70121 Bari.
Tutti i dettagli sui criteri e le modalità per la partecipazione sono contenuti nell’Avviso disponibile in questa pagina.
Ulteriori informazioni sono reperibili nella sezione FAQ del portale http://formazione.regione.puglia.it o possono essere richieste:
– all’indirizzo di posta elettronica sudaustralia@regione.puglia.it
– al numero telefonico 0805405430
– presso gli uffici del Servizio Formazione Professionale – viale Corigliano n. 1 z.i. Bari – nelle giornate di martedì e giovedì dalle ore 10,00 alle ore 13.00.
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La Puglia diventa il più grande palcoscenico a cielo aperto del mondo. Dal 5 al 7 dicembre, infatti, “Puglia Night Parade” metterà in scena più di 80 spettacoli, il meglio degli artisti di strada, danza, teatro, musica e concerti, in un sapiente mix fra turismo, cultura e intrattenimento. Dai colossi del nuovo circo visuale Cirque du Soleil e Les Farfadais, al teatro di strada dei Transe Express, alle compagnie teatrali Els Comediants e La Fura dels Baus, le eccellenze sulla scena artistica mondiale, trasformeranno la Puglia in una vetrina internazionale. La rassegna è promossa dall’Assessorato al Turismo della Regione Puglia con l’organizzazione del Teatro Pubblico Pugliese.
Tutti i capoluoghi di provincia, Bari, Foggia, Brindisi, Lecce, Taranto, insieme a Barletta e ai due siti tutelati dall’Unesco, Castel del Monte ed Alberobello, ospiteranno una folta serie di spettacoli di altissimo livello artistico e culturale. Oltre alle spettacolari parate che travolgeranno la scena urbana, strade, piazze, chiese, castelli e palazzi storici saranno occupati da eventi, mostre, spettacoli teatrali e musicali. In calendario concerti di Battiato, Venditti, Baglioni, Roy Paci e performance di poeti, scrittori e testimonial della pugliesità nel mondo.
I dettagli del programma verranno illustrati nei prossimi giorni in una conferenza stampa che si terrà a Roma e Bari.
Conferenza stampa di presentazione, sala conferenze fiera di Foggia, 12 novembre 2008 ore 11.00. "20-22 Novembre V Edizione Aurea 2008, il Parco eccezionale traino del flusso turistico religioso della Montagna del Sole". “La quinta edizione di Aurea vede noi del Parco impegnati nel promuovere il binomio ambiente-spiritualità allo scopo di consolidare il flusso turistico-religioso, che da anni si riversa incessantemente nella nostra area protetta".
"Riteniamo che per continuare a far questo, vi sia la necessità di fare sistema, di creare pacchetti turistici integrati che raccordino le varie esigenze, non più solo balneari, ma culturali, gastronomiche, naturalistiche, spirituali, dei potenziali visitatori, di integrare, in sostanza, le diverse eccellenze che il buon Dio ci ha donato, di fare rete. Perché solo così saremo in grado di far viaggiare il Gargano ad un’unica velocità in termini di sviluppo economico e tutela del paesaggio”. Il Presidente del Parco del Gargano, Giandiego Gatta, illustra così la partecipazione dell’ente alla V edizione 2008 della Borsa Internazionale del Turismo Religioso e delle Aree Protette in onda dal 20 al 22 novembre, per la prima volta, presso l’Ente Fiera di Foggia. Aurea è dedicata ad un turismo tematico che si rivolge ad una tipologia di “turista” sempre più diffusa: il viaggiatore alla ricerca di se stesso, della sua interiorità e del suo rinnovamento spirituale, a prescindere dal credo e in un’ottica di crescita interculturale. In questo percorso la strada di Aurea si incrocia con l’Ambiente e la sua salvaguardia. E quindi con il Parco Nazionale del Gargano, che vanta il primato di essere tra i Parchi italiani più visitati. “Con Aurea il Parco punta a regalarsi le “solite certezze”, argomenta il presidente Gatta, “ossia area protetta tra le più visitate ed ente oggetto di studio da parte di paesi stranieri. Aurea sarà così l’occasione per rinverdire vecchi fasti e celebrare, nonché perpetuare, il mito del Gargano, capace di suggestionare ancora folle di visitatori. Per questo ritengo che la promozione del territorio non debba conoscere sosta. Non stiamo lasciando nulla d’intentato per far conoscere ed apprezzare il Gargano su scala mondiale. E i risultati ci stanno dando ragione”, ha rimarcato ancora Gatta. Il quale ha aggiunto “Il Parco Nazionale del Gargano, è tra parchi più visitati d’Europa, quello che produce il maggiore Pil dell’intera Capitanata e detiene circa il 60% dei posti letto dell’intera regione. Ad Aurea, come alla BIT di Milano, a Berlino, a Lugano, a Praga e a Slow Food a Torino, continueremo quel percorso di promozione su scala europea, tra l’altro ormai avviato da tempo, che ci ha consentito di raggiungere traguardi ragguardevoli”. L’Italia, ma soprattutto il Gargano, si conferma destinazione religiosa preferita dai viaggiatori in cerca di esperienze più spirituali. Secondo i calcoli compiuti dagli esperti, i pellegrini del terzo millennio che nel mondo “girano” per santuari ammontano a 300-330 milioni. Una vera e propria “industria turistica della fede” che muove 18 miliardi di dollari, dei quali 4,5 generati annualmente solo dall’Italia. Secondo le riviste specializzate straniere, nel nostro Paese Padre Pio e San Giovanni Rotondo sono al secondo posto (dopo la Basilica di San Pietro a Roma) nella speciale classifica dei santuari più visitati. Gran merito di questo consistente flusso turistico va ascritto anche alle straordinarie bellezze del promontorio, che favoriscono oltremisura il ristoro dell’animo e dello spirito. “Siamo il Parco più amato dagli italiani ed abbiamo il dovere di attrezzarci per intercettare ulteriori flussi turistici che, in linea con i precetti evangelici, siano fortemente rispettosi della natura e di tutto il Creato”, ha concluso il Presidente del Parco.
Il Global Service stradale è ormai roba passata. Vito Guerrera lo aveva detto prima della vittoria alle elezioni e oggi, da assessore ai Lavori pubblici ha mantenuto la promessa.
Il progetto è stato “congelato” e il fondo di due milioni di euro stanziato ad hoc dal suo predecessore Antonello Summa è stato per interventi d’urgenza su alcune strade del Subappennino. Un milione di euro vanno alla S.P. 130, per il tratto che collega Roseto Valfortore alla Campania, 500mila euro per la sistemazione di una grossa frana sulla S.P. 125, alle porte di Faeto. Gli altri 500mila se li divideranno la S.P. 136 bis, nel tratto che collega Monteleone di Puglia al confine campano e il ponte sulla S.P. 13,vicino Lucera. Nessuna reazione dal Pd né da altre voci della minoranza. Antonio Prencipe, capogruppo dei democratici, però si è detto preoccupato della poca attenzione nei confronti del Gargano.
Oggi, Rocco Ruo della lista del presidente, eletto nel collegio di Carpino, risponde al collega. “Ho letto che Prencipe ha parlato di un abbandono da parte dell’amministrazione provinciale della strada tra Carpino e Monte Sant’Angelo. Io credo che il collega consigliere non si sia reso conto che la campagna elettorale si è conclusa da tempo e che ora a governare è Antonio Pepe e la sua nuova giunta”.
Fa specie continua Ruo “che Prencipe si ricordi ora delle aree interne del Gargano e dei loro problemi di viabilità. Proprio lui che fa parte di una coalizione che quando ha diretto Palazzo Dogana ha dimenticato un paese come Carpino”. Non un soldo è stato speso per quella zona dice il consigliere di maggioranza. “Al contrario nostro. Guerrera si sta apprestando a stanziare in programmazione i fondi necessari per la Carpino Monte Sant’Angelo”.
Ma che ci sia una particolare attenzione per il Subappennino Ruo lo riconosce. “E’ normale che si guardi alle zone abbandonate dei Monti Dauni, ma siamo estremamente attenti anche al resto del territorio, e lo vedrete con la pianificazione della manutenzione ordinaria della rete viaria”.
Francesco Bellizzi