Risarciranno i danni dell’alluvione di ottobre 2007
Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, On. Stefania Prestigiacomo, ha inviato al Presidente della Regione Puglia, On. Niki Vendola e, per conoscenza, al Sindaco del Comune di Carpino (FG) "per inlformarla che il finanziamento dell’intervento da lei richiesto è stato inserito nel Piano Strategico Nazionale e di intervento per la mitigazione del rischio idrogeologico, di cui all’art. 2, comma 321 della legge 24.12.2007, definito con D.M. n. DEC/DDS/2008/0856 del 10/11/2008, provvedimento già trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione".
Ricordiamo che il piccolo centro garganico, il 21 e 22 ottobre 2007, è stato interessato da una violenta alluvione che aveva procurato ingentissimi danni all’agricoltura e soprattutto alla "Zona 167", per l’occasione evacuata a seguito di allagamenti di diverse abitazioni.
Pertanto, il Governo Centrale, dopo aver riconosciuto con Decreto Ministeriale il ristoro dei danni patiti dagli agricoltori ha, con quest’ultimo provvedimento, finanziato i lavori necessari alla messa in sicurezza della Zona "167" del Comune di Carpino. Grande soddisfazione espressa dal Sindaco Rocco Manzo che oltre a ringraziare tutte le autorità che hanno prontamente dato risposte concrete potrà garantire ai propri cittadini di non subire più il ripetersi di simili disavventure in occasioni di eventi atomsferici così straordinari.
Su la terrazza della cascina in Val delle Rose. Il plenilunio è sereno, tutta una dolcezza argentea si distende intomo Alcuni contadini, chiamati dal mio ospite, sono giunti per farci assistere ad un ballo tipico del paese: il pizzèca pizzèca. In una panca, messa in disparte appositamente, prende posto l’orchestra. Sono tre individui, tre istrumenti: una chitarra battente, che il Signore conservi sempre laggiù per gioia di chi s’intende; un tamburello e la cupa-cupa, strumento primitivo composto da una pignatta chiusa all’imboccatura da una pelle fortemente tesa. Detta pelle è attraversata, al centro, da un bastoncello. Il suonatore, dopo essersi spalmato le mani di saliva, le fa scorrere lungo il bastoncello e produce un’ armonia che, udita da lontano, potrebbe essere anche gradevole .
Il ballo comincia. Viene intonata una canzone d’amore dalle cadenze malinconiche. Fino ad ora l’orchestra accompagna in sordina; la cupa-cupa pare un armonioso muggito. L’uomo balla di fianco e in tale posizione compie vari giri intorno alla ballerina, la quale pare perplessa e non sa se sostare o fuggire. Fra il pollice e l’indice di ambo le mani tiene sollevato, con un gesto di grazia, il grembiule. E’ un gesto di disimpegno. La scena di seduzione mi rammenta per associazione di idee i miei studi di ornitologia: molti volatili tentano condurre l’amata al loro desiderio precisamente così, girandole intorno. La scena cambia di aspetto all’improvviso; la ballerina si decide; leva un braccio in molle curva sul capo, appunta l’altro sul fianco e con un guizzo si allontana facendo schioccare le dita. Comincia l’inseguimento. L’ uomo tiene il capo arrovesciato all’indietro e manda un suono speciale, un «ha-ha» prolungato, rincorrendo la compagna che con agili scatti e balzi e guizzi gli sfugge continuamente. Poi si calmano e ricominciano. Così per lungo tempo, sotto le cadenze melanconiche della canzone d’amore e i mugolii della cupa-cupa.
E’ una dolcissima serenità che innamora; l’antica anima della terra vive in quest’ora e in questa scena.
Antonio Beltramelli, Il Gargano
Il Racconto di Enrico Noviello, leader del gruppo musicale i Malicanti
I compagni nel pulmino fanno un sacco di battute, ci facciamo grandi risate e ogni tanto qualche cantata pure, sono così grato alle persone divertenti, è il segreto della vita, essere allegri. Diceva zì Andrea che i compagni sono quelli con cui suoni e canti, e bevi dormi e ti spartisci un pezzo di pane, e tra noi è una grande allegria. Pure, ogni tanto guardo fuori dal finestrino, e cerco il perché siamo qui.
Melbourne è una città gigantesca, tutte case basse, un piano massimo due, si estende per chilometri. A parte i difetti congeniti a tutti i gigantismi, quello che più di tutto urta la mia sensibilità è la presenza ingombrante degli umani, per chilometri, questa lunga mano di modernità che spazza via il selvatico. Di fatto, ma anche metaforicamente.
A Melbourne puoi toccare con mano come gli esseri umani sappiamo essere come i virus, conquistare territori, depredarli di risorse naturali, addomesticarli ai nostri bisogni, e scacciare tutto quello che in prima battuta non ci serve. Ecco, questo a Melbourne si vede molto di più che a Manfredonia o a Carpino o a Roma, e fa impressione.
Certo che per loro deve essere stata una lotta dura, fatta in pochi decenni dove da noi ci siamo presi secoli o millenni, e probabilmente è questo antropocentrismo estremo degli USA e dell’Australia che fa mancare loro ogni misura nei modi e nei desideri, con quelle street e quelle aiuole così squadrate.
L’Oceano non è il mare, perchè qui tutto è gigante: le alghe lunghe quanto Daniele, le patelle che per farle sugli scogli invece che il coltellino ci vuole l’ascia, e poi quando te la mangi sembra che te ne mangi 3 o 4 delle nostre, tanto sono grandi. Si chiama Sorrento, e i colori sono belli come i nostri, la spiaggia, il mare, rimaniamo incantati, e ci soffia un vento pazzesco, gelido nonostante il sole, perchè viene dritto dritto dalle terre dei Pinguini…dal Sud.
Rosa viene dritta verso di me, mi dà del “giovanotto”, e mi dice che mentre cantavo le ho ricordato quando le avevano portato a lei la serenata, tanti tanti anni fa. Le chiedo di dov’è, “di Carpino” mi dice. La guardo con stupore, perchè pur essendo la mia famiglia di Manfredonia, i miei canti li ho imparati a Carpino. Allora mi faccio coraggio, le chiedo se si ricorda chi era che le aveva portato la serenata, “certo”, mi risponde, “uno era Garëbaldë, e l’altro Sbarlagammë, Sbarlagammë figuriamoci me lo ricordo bene, con lui abitavamo nella stessa via, lì vicino via Roma…”, adesso si chiama via Caracciolo, le dico io, e parliamo di quei portoni, le dico che gli ultimi 10 anni di vita di Sbarlagammë io sono stato sempre a via Caracciolo, mi chiede se Graziella la moglie è morta, è morta dico io, le chiedo se si ricorda delle figlie, si ricorda, e poi mi dice un sonetto a memoria, una serenata “poteva durare un’ora”, i figli e le figlie di Rosa sono accanto a lei, fanno sì con la testa, vorrei stare ancora con Rosa, viaggiare insieme a lei nella sua memoria, come la più preziosa macchina del tempo… così bello… così breve?…
Io se dovessi dire com’è l’Australia che ho visto direi che è un posto organizzato, cool, leggero, moderno, anglosassone. E che gli manca il sangue, il latino, il mediterraneo.
La city è bella, pulita, mai frenetica, e piena di verde.
Eppure ti respinge, dice Elia, non ci sono bar per chiacchierare, non ci sono muretti per cazzeggiare, non ci sono piazze per sostare, per vivere, per trovarsi due volte di seguito. I luoghi per sostare sono i luoghi del consumo mercificato: gli shopping, il casinò, l’acquarium. Ecco, a Melbourne per sostare devi comprare qualcosa.
Puoi comprare una magnifica presentazione sugli squali (“lo sapevate che ogni anno muoiono 10 persone per squali e circa 30 per caduta di cocchi in testa?”, ci dice il perfetto presentatore all’acquarium); una magnifica emozione dall’88° piano tutto vetrato del grattacielo più alto, dove per il vento si oscilla di 50 o 60 cm, solo 15 $ per salirci sopra, venghino signori venghino; o nello zoo safari di Healesville dove alle 11:30 puoi avere l’addomesticatore che comanda all’aquila di sfrecciarti sulla spalla, e alle 12:00 la sua collega sta già preparandoti il cibo da dare ai cangurini… già, ecco i canguri… una giornata indimenticabile?… venghino signori
Nella foresta umbra appare un cervo, un daino, un cinghiale, e quello per noi è il selvatico. Senza organizzazioni, senza presentazioni, il mio modo è quello, sbattermi nella foresta e camminare, magari incontro qualche bestia, magari no.
Come con le persone. Da noi sono tutti strambi, e c’è quello che ti porta a casa a mangiare ma anche quello che ti frega. Nell’Australia che vediamo invece la gente in giro è sempre amabile, gentile, carina. Puoi stare tranquillo a Melbourne, nessun inconveniente. Anche, nessuno ti porterà a casa a mangiare. Manca qualcosa, qualcosa che stava nelle parole di Sbarlagammë quando cantava… mancano i canguri…
Insieme a Joe, di Carpino, sindaco di Moreland, andiamo a conoscere i nostri italiani d’Australia, e io cerco sempre quella cosa lì che stava nelle canzoni. Forse a San Marco è il momento più duro, tavoli imbanditi nella sala rigorosamente congelata anni ’70, e tutti che aspettano le canzoni colte anni ’50, o al massimo Matteo Salvatore, vogliono la musica che ha già preso le distanze dalle sofferenze di contadini e pastori, dalla vita brava selvatica e quasi disumana del mondo rurale prima della modernità. I nostri suoni sono antichi anche per loro, troppo antichi, le voce gridate non le ricordano, non le vogliono ricordare, e forse non le vogliono neanche + sentire, si chiama processo di rimozione della memoria, e qui a San Marco quello che gli preme è solo che diciamo ai sanmarchesi di Puglia che loro stanno bene, meglio di noi, e che le tarantelle non sanno più neanche cosa siano… venghino signori…
Anche di questo parliamo nel pulmino, con Franck, fratello di Joe, che spesso ci guida per Melbourne. Sono due persone eccezionali, questi due fratelli, un gran privilegio essere con loro. Ora siamo in periferia, e dal finestrino ecco un cartello: “Development coming soon”. Già, perchè attorno è tutto costruzioni, e quella area ancora non antropizzata per gli australiani è un “non ancora”, presto arriverà lo sviluppo, scusate tanto se non è ancora arrivato.
Costruire, civilizzare, progredire, consumare, è tutto qui?
Quello che proprio dovremmo imparare noi è la lealtà, l’etica di questa gente, vivere qui è facile, e non devi inventarti ogni giorno la vita. A me magari sembra poco, ma so per certo che per un vecchio o per un bambino è una cosa determinante. E cerco di annotare, e di imparare.
La cosa che + mi piace è l’integrazione perfettamente riuscita di tutti, anche dei cinesi, sembra davvero un paese dove ci sia posto per tutti.
Anzi, tutti no. Gli aborigeni no. Lo stato sta restituendo loro alcune terre, terre strappate con i soliti trucchi e violenze dai signori del capitale d’occidente, è la stessa storia in America Latina, in Africa, in Asia, e anche qui.
E la gente dice: si insomma gliele possiamo anche restituire, le terre, ma poi loro non ci fanno niente, non è che ci fanno degli shopping, delle case, delle città, e allora cosa gliele diamo a fare?? Non le mettono a frutto… Non valorizzano… Già, venghino anche voi, aborigeni…
Siamo stanchi l’ultimo giorno, siamo pieni di racconti, e sembra non entrarci più niente nelle nostre zucche. Vorremmo cantare 2 o 3 canzoni e andar via, ma i pugliesi di Anzano stanno lì per noi, e vorrebbero fare sera insieme a noi, così finiamo per cantare per un’ora buona.
Alla fine viene una signora e prende il microfono. Recita la sua poesia, una poesia di parole scarne, poco ricercate, perché viene dal mondo orale, che poi la signora ha anche vinto dei premi, ma il suo mondo rimane quello, dove le parole sono dirette e ben agganciate alle emozioni, e la sua domanda è “chi mi restituirà quel sorriso?” e rimane senza risposta. Il sorriso, ci dice in rima, è rimasto in Puglia.
Un bacio, un grazie di cuore le do io, perchè signora ci fai vedere anche la parte più dolorosa.
Il ritornello è sempre quello: dite che stiamo bene, che facciamo una bella vita, abbiamo delle belle case, che non stiamo in mezzo ai canguri, che stiamo meglio di voi.
La signora invece squarcia il velo, non cerca comparazioni o rivalse, vuole solo ricordare, che quello strappo lì, di essere andati via, non si ricuce mai, per sempre.
Anche zio mio, si chiama Girolamo, e non ha paura di mostrarmi le ferite.
Vive qui da 1956, e se non fosse stato per i calabresi, mi racconta anche lui, che dopo 1000 provocazioni contro gli italiani, i calabresi hanno ripreso i coltelli, e ogni provocazione una coltellata, e sui giornali dicevano che gli italiani erano belve che accoltellavano, finchè un intellettuale australiano doc fece un articolo, e chiedeva ai suoi perchè mai gli italiani accoltellavano… saranno mica le nostre provocazioni, si chiedeva… piano piano finì, e gli italiani continuarono a lavoravare 7 giorni su 7, come prima
Lavoravano 7 giorno su 7 ma poi il sabato andavano al Trocadero di Melbourne, e corteggiavano le ragazzone bionde australiane, che subito ci stavano a ballare, perchè sapevamo ballare come nessuno, gli italiani, e insomma “prima di conoscere tua zia, Enrico, qui abbiamo solo lavorato, sempre, tranne il sabato al Trocadero…”
Dice zio “che destino ho mai avuto io, per avere 10 fratelli a Manfredonia, ed essere rimasto qui da solo, con mio figlio”, me lo dice nella sua bella casa, ha una buona pensione zio ora che ha 82 anni. A Manfredonia è tornato una sola volta, era il 1971, è stato 4 mesi, suo figlio – mio cugino dice “i + bei 4 mesi della mia vita”, e zio dice che da Manfredonia a Fiumicino Aereoporto non è riuscito a dire una parola, una, che veniva solo da piangere, eppure in Australia si stava meglio, eppure… roba di terra e sangue, inutile scriverne, si può solo sentire, non spiegare o capire…
I compagni sono partiti, e mi dispiace tanto perchè è viaggiando che si diventa compagni e loro parlano con lo stesso accento di Sbarlagammë, e io non lo so perchè sono diventato così vicino a Carpino, che ora poi ho anche il mio proprio nome, ‘Nrichë.
Così vado da solo alla ABC, che sarebbe come la RAI in Italia, io e la mia chitarra battente. Allora canto e suono, e rispondo in inglese a Paul Petran, che dicono che sia uno importante, e che decide anche dei Festival di World Music in Australia. Dice che il prossimo anno dobbiamo tornare, che ci inviteranno a Port Fairy.
Sarebbe bello, tornare da Rosa e sentirla parlare per ore, lei che è troppo vecchia per avere paura del passato, e nei barbecues di Joe e di Franck, da Azzurra e Isabella e Domenica e Kavisha, e con tutti i compagni miei, tutti, nello stesso pulmino.
Sarebbe bello tornare alla city, imparare ancora perchè la gente qui è così friendly, e magari ascoltare un’altra poesia, e stavolta zio mio insieme a mio cugino tornate insieme a me a raccontare voi perchè l’Australia è così bella e generosa, e perchè però non si può morire lontano dal mare nostro, più piccolo, più fragile, e che amiamo così tanto.
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/* Style Definitions */ Grande successo, agli antipodi, per la Settimana della Cultura dei Pugliesi in Australia. Cultura e convivialità hanno rivitalizzato le relazioni tra i pugliesi in patria e quelli all’estero, al di là di ogni aspettativa, confermando quanto la musica dei popoli possa essere il giusto collante non solo per la comunità originaria, ma anche per quella che fu costretta a mettersi in viaggio per terre sconosciute.
Riflettendo sulla prima Settimana della Cultura dei Pugliesi in Australia, siamo spinti a sottolineare innanzitutto i contenuti innovativi e le modalità che l’hanno caratterizzata. La delegazione giunta dall’Italia era composta dai membri dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival e dagli artisti del gruppo di musica di tradizione popolare pugliese I Malicanti. Non è un fatto casuale che la Settimana sia partita, il mattino del 20 ottobre, con l’incontro nella sede del Comune di Moreland con il Presidente della Federazione Pugliesi Australiani, Joseph A. Caputo, che rappresenta tutte le associazioni dei Pugliesi presenti in Australia. Joseph A. Caputo, oltre ad essere il presidente della Federazione e di origini Carpinesi, è anche Sindaco di Moreland ma soprattutto una sorta di factotum per gli Italiani di Melbourne. La prosperità e il futuro di una comunità dipendono anche dalla funzione decisiva della Cultura. E’ per questo motivo che chiediamo a tutti coloro l’abbiano a cuore di sottoscrivere il nostro messaggio indirizzato al Presidente della Regione Puglia per un Auditorium della Musica Popolare sul Gargano.
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Il corso vuole fornire la base culturale per riconoscere le diverse erbe di interesse alimentare, nonchè la conoscenza del territorio e delle tradizioni popolari ed affrontare argomenti riguardanti:
– eventuali rischi di confusione con piante tossiche o velenose;
– la conoscenza degli ambienti che ospitano le varie erbe a diversi livelli;
– i periodi migliori per la raccolta in relazione alla utilizzazione;
– i pericoli derivanti dalla raccolta in ambienti inadatti;
– le precauzioni per evitare danni alle popolazioni vegetali interessate dalla raccolta.
PROGRAMMA
Il programma del corso prevede sei appuntamenti in cui verranno sviluppate le seguenti tematiche: ambiente, flora, vegetazione, erbario e identificazione, composite, precauzione nella raccolta; principi alimentari delle erbe, usi e tradizioni, conservazione, antiche e nuove ricette con le erbe. I temi proposti saranno trattati con lezioni frontali e soprattutto con lezioni in ambiente. Ogni appuntamento si chiuderà con un laboratorio di cucina delle erbe raccolte dai partecipanti e conseguente degustazione.
Il primo appuntamento è programmato per domenica 21 dicembre 2008, ore 10,30 – Presentazione del corso e prime informazioni sul patrimonio di erbe eduli di Capitanata – prof.Nello Biscotti, responsabile del corso.
LEZIONI E MATERIALI DIDATTICI
Le lezioni saranno tenute da esperti (botanici) con l’apporto di docenti e ricercatori universitari. I materiali utilizzati dai docenti per le lezioni saranno messi a disposizione dei partecipanti, sia in formato cartaceo che su CD.
* La quota d’iscrizione al corso è fissata in 50 euro per ogni appuntamento e da diritto alla partecipazione alle lezioni e ai laboratori gastronomici.
N. posti disponibili 40 le iscrizioni si ricevono presso la sede del centro del benessere ‘La Valletta’ tel. 0884 996175 info@lavallettacentrobenessere.it
La prima neve ha fatto la sua comparsa nel Gargano. Imbiancate le cime più alte, da Monte Calvo a Monte Nero, tra i comuni di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis. Ma la neve è scesa anche a quote basse come a Carpino (nella foto). Pioggia mista a neve e temperature intorno ai 2 gradi a San Giovanni Rotondo. Al momento non si segnalano disagi alla circolazione stradale. Un netto miglioramento delle condizioni meteo è previsto a partire dalla serata di oggi.
Dal nostro inviato Luciano Castelluccia
articolo di Gaetano Berthoud
Facebook, per chi non lo sapesse, è diventato davvero un fenomeno contagioso e dalle innumerevoli possibilità di interazione, tantissime ormai le persone presenti e tantissimi anche i “gruppi” dove ognuno esprime opinioni a riguardo di cose più o meno importanti.
Ed è così che è nata l’idea di creare un gruppo “Io Sono Garganico”, un gruppo che in meno di 10 giorno conta più di 800 persone iscritte. Ma fare questo, chi conosce facebook, sa come è possibile, l’idea dell’associazione Io Sono Garganico vuole però andare oltre, cioè indicare un tema ad inizio settimana dove tutti gli iscritti al gruppo possono dire la loro opinione, dopodichè pubblicare un redazionale su Garganonews (e inoltrarlo alle altre testate garganiche) con i tanti pensieri espressi sul tema, positivi o no, critiche o semplici idee, tutti sono invitati a dire la loro sul nostro Gargano.
Abbiamo iniziato lunedì scorso con un primo tema molto generico, cioè “Cosa pensate del Gargano?”. Posso aggiungere che il risultato è stato interessante, e qui di seguito troverete questi primi pensieri e opinioni di tante persone residenti e non ma tutte unite da un sincero amore per il Gargano.
Grazie a tutti, continuiamo così:
Antonio Skuko (College Station, TX)
Ciao a tutti anche io sono FIERO DI ESSERE GARGANICO e se pur lontano ogni volta che posso ritorno nella amata terra……..li c’è il mio cuore dove trovo pace e serenità e calore.
Antonella D’Errico
Gargano nel cuore….nella mente…sempre 🙂
Maria Testa
Ho il Gargano nel cuore ma nn so come si potrebbe combattere la mentalità di gran parte della gente residente!!ad oggi, conoscendo alcune realtà penso sia IMPOSSIBILE! forza Gargano proviamoci!
Walter Mancini
Sto scrivendo una tesi sul turismo balneare del Gargano……in particolare sulla soddisfazione del cliente…alcuni dati sono allarmanti!!!!!!!!!! Però non esiste nessun posto che in pochi km racchiuda così tante bellezze: mare.. spiaggia.. laghi… foreste………………. donne…….;-)
Teresa Maria Rauzino
Amo il Gargano….e il mio lavoro me lo fa amare ancor di +…..ma il Turismo è una carta che i nostri predecessori si sono bruciati….sono stati avidi …..ed ora il terreno è troppo arso per fantasticare sulla nuova rinascita….forza giovane o no!!!!!!Io sn in campo… ed è quì che rimarrò fino allo strenuo perchè il mio amore per questa terra ha insita in se la forza….ma servirà ben + del nostro campanilismo per rimetterci al passo.
Saverio Guerra
io sono garganico e sipontino 😀
Daniele Scala
Garganico per sempre….!!!!!!
Enzo Luciani
Finiamo la superstrada e rinnoviamo la Garganica!
Giulia Smareglia
Io adoro il Gargano ormai ci vado da quando sono nata! Credo che sia uno dei posti piu’ belli e incantevoli che ci siano in Italia! Il suo paesaggio e’ unico..km di vegetazione e un mare spettacolare per non parlare degli incantevoli centri storici come quelli di Peschici, Vieste e Vico vecchia!! Purtroppo le innumerevoli risorse non vengono sfruttate al meglio e il turismo per un posto cosi bello e’ ancora molto scarso. Tutti quelli che sono venuti in vacanza sul Gargano ne hanno decantato le bellezze paesaggistiche ma criticato la poca organizzazione e le scarse strutture. Sono 25 anni che vado a San Menaio ed ogni anno e’ sempre uguale non viene fatto nulla per migliorarla e i lidi offrono molto poco!! Dopo il 15 di agosto inizia gia’ a mancare tutto sui lidi dall’acqua ai gelati..e’ inammisibile una cosa del genere!! Sarebbe il caso, per il modesto parere, che qualcuno se ne occupasse e sfruttasse al massimo le innumerevoli risorse che il Gargano possiede..
Marco Della Malva
Il Gargano ha tantissime risorse però qulasiasi figlio garganico e’ costretto a scappare dopo la maturita’….nessuna se lo chiede il perche’…ma nel momento in cui scatta il periodo natalizio e quello estivo si chiudono baracca e burattini nel posto in cui si ci trova e si ritorna in patria nella montagna del sole……io sono di Vieste e sento talvolta la malinconia del mio paese…quanto ritorno a casa fa un piacere enorme rivedere le strade,le campagne,le colline,le spiaggie dove si sono bruciate tappe indimenticabili della vita…
Vanessa Lesoeur
ciao tutti! sono francese ma originaria di ischitella in gargano. io amo questa terra… c’è solo un problemo: il turismo e gli transporti non sono sviluppare, e è peccato perche il gargano è una terra bellisima…
Benedicta Pretorino
il Gargano è un posto magico,che non si finisce mai di scoprire anche se ci si è nati..Il Gargano è un tesoro della natura che noi stessi tralasciamo troppo. é troppo poco valorizzato. Dovremmo impegnarci per far vedere agli altri quanto lo amiamo davvero!
Bianca Buonanno
piu mare per tutti…più spiaggia pubbliga…meno privatizzazioni
Giulia Smareglia (bis)
Il Gargano mi sta particolarmente a cuore! Per me e’ il luogo dell’anima, l’unico posto in grado di emozionarmi davvero. Al Gargano e’ legata gran parte della mia vita..lo adoro sopra ogni cosa! Spero davvero che si riesca, unendo le forse, a migliorare qualcosa.. Quando si parla di localita’ turistiche in puglia purtroppo le persone parlano solo del Salento e del Gargano, che a mio avviso e’ superiore, molto poco..spero che le cose possano cambiare!!
Domenico Sergio Antonacci
a presto inizierò la mia battaglia contro l’ignoranza dei garganici sui tesori del Gargano!!!
Matteo della Malva
al mattino come la sera ho bisogno dei miei spazi, il mare, la campagna, tutto a portata di mano, senza rispettare orari, ore di punta, tutto questo lo posso trovare solo a casa mia, l’unica cosa che manca è la vita che vuole un ragazzo in cerca di movimento…
Matteo Peroni
Gargano…dove si può trovar tutto, splendido mare, monti, ottimo cibo, luoghi religiosi…
Leonardo Coco
Se lu salento pizzica,lu gargano MOZZICA!!!!Evviva i Garganici!!! 🙂
Francesco Canestrale
Fermiamo la ferrovia del Gargano a RODI…riqualifichiamo tutto il lungo mare tra Rodi/San Menaio e la passeggiata nella pineta fino a Calenella,sostituendo l’attuale tratto ferrato RODI-CALENELLA (a mio avviso inutile e molto onerosa) con navette ecologiche a metano e forse potremmo iniziare a pensare seriamente a una riqualificazione del nostro territorio… Altrimenti le chiacchiere come al solito se le porta via il vento…Aspetto commenti idee e suggerimenti sull’argomento Grazie mille a tutti…
Sergio Sodero
un paradiso pieno di splendide sensazioni
Azzurra Marella
il primo amore non si scorda mai?anke il gargano!!!.
Mario Vescera
Anch’io sono di Vieste e sono andato via subito dopo le scuole dell’obbligo,a 14 anni. Adesso ne ho 34 e vivo da vent’anni in Lombardia,ma vi giuro che quando torno nel Gargano torno a nascere.Mi basta sentire il profumo degli ulivi,rivedere i luoghi dove ho trascorso l’infanzia,salutare gli amici,ammirare le splendide spiagge e per un attimo il tempo si ferma e mi commuovo come un bambino.Quanti ricordi,eppure mi piange il cuore vedere ii paese abitato solo da anziani,famiglie e bambini.I giovani scappano appena sono maggiorenni.
Sabrina Vasciaveo
Il Gargano?? Che dire, sono nata a San Giovanni Rotondo – zona montagna sacra- mi sento protetta da San Pio e ringrazio il buon Dio di avermi fatta nascere in Puglia, terra ricca di contraddizioni, ma spettacolare, e anche se il Gargano può sembrare solo pieno di insidie è un Paradiso in terra…..SOLE E MARE, MONTAGNA E CIELO che si incontrano sempre….la mia preferita? Vieste a giugno, come faremmo senza?
Ciccio Love
E’ vero ki vive nel gargano senza mai mettere fuori la sua testa non ricorda e nn capisce quando sia stupendo come posto una volta andato via mi son sentito sempre più legato al gargano e alle sue meraviglie pochi posti in italia sono così ben miscelati come paesaggi…c’è il mare, la montagna e il calore della gente…peccato ke troppi ancora non se ne sono avveduti…
Stefania Totaro
incredibile come io sia legata a questa terra…proprio io che sono nata e cresciuta nel gargano ma che di sangue sono completamente leccese…e che quando ho deciso di lasciarla per venire a studiare e lavorare qui a roma ho sofferto da morire..non avrei mai voluto!La mia terra ha tanti pregi che purtroppo non vengono valorizzati…uno dei problemi principali è che c’è ancora troppa inciviltà, sporcizia e troppo poco amore per Lei. Concordo perfettamente con chi ha scritto che la nostra terra ci può dare tanto lavoro se solo la sfruttassimo sapientemente…credo inoltre che questa sia la giusta iniziativa per far crescere questo amore e chissà per dare concretezza a tutti questi sogni di un futuro migliore…
Maria Cassio
Non ci basterà una vita per conoscere le meraviglie del gargano. La maggioranza dei garganici non è consapevole della ricchezza in cui vive e del patrimonio che deve conservare per i posteri, e soprattutto della ricchezza che questa terra potrebbe dare in termini di lavoro ai nostri giovani. Solo con la conoscenza, il rispetto per la natura e per gli uomini, si potrà fare qualcosa. Bisogna lavorare e credere neii giovani. Se l’amore è il motore che fa andare avanti la vita, bisogna che tutti si abbia amore e rispetto per la nostra terra. Bisogna trasmettere conoscenza e amore. Anche io sto cominciando adesso. Ma, non è mai troppo tardi no? Ringrazio per questo avvio Teresa Maria Rauzino, Gaetano Berthoud, Domenico Sergio Antonacci e spero di conoscere tante altre persone da cui poter apprendere sempre di più di questa bellissima mia terra.
Lucia Mastroiorio
Il Gargano è un luogo magico…chi ci è nato cresce con l’amore per questa terra ricca di forza e passione! Un posto indimenticabile da vivere tutti i giorni con il rispetto per le tante risorse naturali e l’ammirazione per chi resta e cerca di migliorarlo! Grazie Garganici!
Marco Della Malva
GARGANO SE VI PROMETTIAMO MARE E MONTI CREDETECI….era un avecchia’ pubblicitita’ dove in poche parole da l’immagine della nostra terra
Giulia Smareglia (bis)
Volevo lasciare un altro commento riguardo un problema che mi sta molto a cuore e spero che in qualche modo si possa fare qualcosa riguardo al randagismo dilagante presente nel Gargano ed in particolare a Vico!! Ogni anno vedo una quantita’ impressionante di cani che vagano per la citta’ malandati e deperiti!! Mi chiedo se e’ mai possibile una cosa del genere, mi sono rivolta alle autorita’ competenti e mi hanno risposto che l’unico canile presente sul territorio e’ quello di Vieste che ormai e’ stracolmo. Nessuno si da preoccupa di questa situazione e quei poveri cani continuano a vagare alla riceca disperata di cibo, ma perche’ non creare un altro canile???
Isabella Osnago Gadda
Parte delle mie origini sono garganiche, ma io mi sento in pieno appartenente a questa magnifica terra, con la quale condivido i momenti più belli della mia vita.
Domenico Apruzzese
dove si trovano dei posti + belli del gargano????tanta natura, mare e sole, l’ospitalità della gente rendono le terre del gargano uniche e speciali. Quindi posso dire di essere fiero di essere nato nel cuore del gargano, anzi, di essere il Gargano!!!
Angela Selvaggio
mare e pineta, acqua pulita e aria fresca.. che dire… sono nata e cresciuta all’estero ma i miei genitori sono di vico del gargano….agosto per noi venire in vacanza era venire in paradiso.. san menaio, luogo tranquillo, acqua stupenda.. l’unica cosa e che SECONDO IL MIO PARERE, san meniao ,la marina di vico del gargano, viene abbandonata.. ce gente che vive anche d’inverno e mi fa male vedere come nessuno dia importanza a san menaio, rispetto all organizzazione che ce nei paesi vicini…Se solo potrebbe offire un po’ di piu…
Per tutti gli utenti che volessero aggiungersi al gruppo dI facebook "Io Sono Garganico", il link è: questo
A Lesina,durante la Seconda Guerra Mondiale,era sito un campo di aviazione americano;precisamente esso era locato in zona caneimpiso (nuova stazione di Lesina).Del campo si occupava il 15 gruppo di volo americano che spedì le squadre 317,318 e 319,alcune tra le squadre più famose della seconda guerra mondiale per il notevole numero di successi.La testimonianza di un pilota dice che all’epoca era molto scomodo raggiungere la base perchè non vi erano strade,ma solo un tratturo ,e che gli uomini lavorarono molto per costruirsi un ambiente comodo con case con pavimento in legno e docce.
Si alternarono nella base 3 comandanti:
l’8 maggio del 1944 il Capitano Roy B. Hogg lasciò il comando al Lt. Col. James V. Toner Jr.
l 23 luglio 1944 quest’ultimo diede il comando al Maggiore Sheldon W. Farnham .
‘ultimo cambio ci fù il 26 novembre e a seguire fu il maggiore Normann McDonald.
il 15°gruppo ebbe le seguenti vittorie in battaglia durante la permanenza a lesina:
2 giugno 1944-11 giugno 1944.Aerei del 318 parteciparono nella prima corsa di shuttle in Russia. Durante due missioni 6 giugno e 11 giugno, sei aerei nemici furono distrutti dallo squadrone.
28 giugno 1944.Sette aerei nemici furono distrutti sui cieli dell’area di Bucharest
31 luglio 1944.Diciotto aerei nemici furono distrutti durante una missione di scorta a Bucharest. Capitano Harry A. Parker distrusse quattro aerei durante questo incontro
23 agosto 1944.Nove FW-190s furono distrutti durante una missione di scorta a Markersdorf, Austria.
5 novembre 1944.Capitano Oscar Rau distrusse quattro Io-109s durante un solo appuntamento.
14 marzo 1945.Su una missione di scorta a marshalling altri 15
10 aprile 1945.Due velivoli del 318 rimasero nell’area di obiettivo di Regensburg-Linz un’ora oltre il tempo richiesto per distruggere sei FW-190s.
A Lesina in quel periodo c’era la malaria ed il nostro pilota si stupiva che la gente ,disperata,mangiava le erbe spontanee raccolte e bollite ed un pesce serpente a loro sconosciuto (anguilla);dice anche che a Lesina ci rimasero per tutto quel tempo per ragioni insolite che però non ricorda. Tra Marzo ed Aprile del 1945 il campo su smantellato e quindi abbandonato,ma ancora oggi quei veterani di guerra si ricordano di Lesina e delle battaglie ad essa legate.
Uno dei velivoli usati era il P-51D ‘Belligerent Bets’ Unit: 319th FS, 325th FGSerial: 77Lesina, Italy, Spring 1945,aereo che oggi è molto ricercato tra i collezionisti;notiamo come nel lunghissimo nome del mezzo compaia 77Lesina,proprio in onore del paese dove i militari vissero quegli anni.
Foto
L’ex base oggi.Nonostante i terreni siano arati si vede benissimo la posizione della base.
L’autore di lesinabloggata dice che in questo periodo sta vedendo un aumentare progressivo delle notizie inerenti la base americana di Lesina, nei siti di tutto il mondo ed ora sta ricercando alcune notizie su dove sono finiti quegli aerei oltre al mustang del colonnello Beverly , che si trova tuttora nel museo dell’aereoporto di Santa Barbara ed è perfettamente funzionante .
Oltre a questo vuole scoprire anche i nomi dei militari fiocinati e buttati nel lago dai lesinesi dopo che infastidivano le donne e la popolazione in generale.
Altre foto trovate da me:
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Domenico S. Antonacci

Convocazione del Consiglio comunale in data 20.11.2008 ore 18.
rgomenti all’ordine del giorno:
-Approvazione verbali sedute precedenti;
-Localizzazione di un programma costruttivo di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell’art.51 della legge
n.865/71 – primo stralcio – riadozione;
-programma delle alienazioni per l’anno 2008 – Integrazione;
-Delibera di C.C. n.10 del 14.03.2008 – rettifica;
-Adesione al Gruppo Azione Locale "Gargano S.C.A.R.L." – Sottoscrizione quota di adesione;
-Piano comunale per il Diritto allo Studio – Anno 2009;
-PAL – Determinazione.
E’ passato poco più di giorno dall’invio della nostra Lettera Aperta e la nostra campagna di sottoscrizione per valutare se la richiesta di un Auditorium fosse avvertita solo da noi promotori oppure se, come pensavamo, il territorio ne sentisse veramente l’esigenza, ha avuto un immenso successo. La tendenza a sottovalutare la funzione decisiva della cultura rischia di compromettere il futuro del nostro Paese.
“Una comunità avveduta non si appaga dell’oro sonante delle monete”, il monito di Erasmo da Rotterdam che ogni classe dirigente dovrebbe sempre tenere presente.
Così come vale per la giustizia e l’istruzione, la cultura è da considerarsi una necessità da cui la vita pubblica non può e non deve prescindere.
Nello specifico, è importante sottolineare che parlare della cultura di un territorio significa necessariamente riferirsi alle testimonianze che la storia ha depositato in esso, ma anche alla sua vita globale e quella attuale.
Ciò è tanto più vero nel momento in cui si considera quello che è il rapporto tra cultura e sviluppo.
“Cultura” è una di quelle parole usate con grande frequenza e disinvoltura, ma non sempre risulta facile definire esattamente il suo significato.
Un sociologo americano, parlando del proprio paese, tentò di darne uno proprio: “culture is how we do things on here”, ovvero la cultura non è altro che l’adoperarsi per il proprio territorio.
Molte volte capita di osservare come dalla fortuna di essere nati in un posto dalle mille risorse scaturisca nella popolazione una sorta di apatia.
Non si può fare affidamento esclusivamente su ciò che la natura offre; al contrario, occorre creare delle basi che possano rivalutarla e salvaguardarla nel tempo. Quale base migliore della cultura?
Oggigiorno la gente ha bisogno di nuovi stimoli e se si ha intenzione di promuovere il proprio territorio bisogna iniziare ad offrirne qualcuno; bisogna iniziare a fare cultura.
E’ ben difficile che vi sia salvezza per una qualsiasi comunità se le sue forze più fresche e generose non vengono cresciute nella luce dell’intelligenza, del sapere, della cultura.
Per la propria prosperità, per il proprio futuro, quindi la comunità regionale deve essere lungimirante e sostenere con ogni mezzo, come fattore essenziale di civiltà e sviluppo, le forme più degne della scienza e della cultura, tanto quelle coltivate nelle istituzioni statali, quanto quelle che fioriscono, spesso tra enormi difficoltà, nella società civile.
Alla luce delle considerazioni svolte chiediamo al Presidente della Regione Puglia un segnale nella direzione invocata già a partire dalla Pianificazione Strategica di Area Vasta.
Lo scorso mese di Settembre l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival rivolse un analogo appello alle istituzioni locali della Capitanata affinché anche la cultura avesse un progetto bandiera per Area Vasta "Capitanata2020".
L’appello nasceva dalla necessità di creare un simbolo che possa cogliere le peculiarità del territorio, che coniugasse nell’ottica eco-compatibile cultura, turismo e ambiente, e nello stesso tempo favorisse uno sviluppo sostenibile dei bisogni delle generazioni presenti senza compromettere quelli delle generazioni future: l’Auditorum della Musica Popolare del Gargano concilierebbe perfettamente tutto ciò.
Unitamente all’opera di Renzo Piano per Padre Pio a S. Giovanni Rotondo, l’Auditorium (progettato ad es. da Massimiliano Fuksas, grande rappresentate italiano dell’architettura dei nostri tempi, oppure da Richard Meier) sarebbe, inoltre, un ottimo biglietto da visita per il Gargano nel contesto del turismo culturale internazionale.
Quella dell’Auditorium è l’idea di una struttura architettonica idonea alla realizzazione di ogni tipo di evento, da quelli artistici e culturali (concerti, spettacoli, mostre artistiche, proiezioni) a quelli economici (fiere, esposizioni) e politici (congressi, dibattiti, comizi), capace di sviluppare nuove attività in grado di attrarre flussi consistenti di visitatori, nonché qualificare, diversificare e ampliare la filiera turistica.
Non deve suonare strano, chiediamo di fare turismo con la cultura.
Un Auditorium, quindi, sufficientemente multifunzionale che consenta il suo utilizzo per ogni aspetto della vita sociale delle nostre terre, tra le meno servite e svantaggiate del territorio nazionale da forme di aggregazione politica, economica e sociale.
Il nostro Appello è stato accolto dalla progettualità del Comune di Carpino, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata.
Ora chiediamo al Presidente della Regione Puglia di dare slancio al nostro simbolo, intervenendo affinché l’Auditorium diventi un progetto concreto della Puglia.
Nel riallineamento delle proposte progettuali relative al Documento Strategico Regionale, chiediamo che gli venga dato il valore specifico adeguato a promuovere anche sul nostro Gargano attività ed eventi culturali di richiamo di scala nazionale e internazionale, che in assenza di strutture adeguate non solo non potrebbero essere realizzate, ma inevitabilmente taglierebbero fuori questo territorio dal raggio del turismo culturale.
Certi che le nostre aspettative non rimarranno disattese, porgiamo i nostri più distinti saluti.