
“Carpino Folk Festival e il Patrimonio Immateriale del Gargano"
VENERDI’ 1° maggio 2009
h. 9,30 – 12,30: presentazione del corso – tarantella di Carpino
h. 12,30 – 13,30: lezione teorica: "Come nasce un ballo di tradizione? Quale differenza fra danza etnica e danza folk"
h. 13,30 pranzo
h. 16-20: lezione pratica: tarantella di Carpino e di San Giovanni Rotondo
h. 20,30: cena
h. 21,30: CANTABALLO: serata di intrattenimento con proiezione di video e balli
SABATO 2 maggio 2009
h. 9,30 – 11,30: lezione pratica con vari esempi di pizzica pizzica del Salento leccese
h. 11,30 – 11,45 Intervallo
11,45 – 13,30: lezione pratica con vari esempi di pizzica pizzica del Salento leccese
h. 13,30 pranzo
h. 15: Escursione artistico-ambientale: visita alla Foresta Umbra e alla basilica di S. Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo
h. 20: cena
h 21,00: Premiazione concorso fotografico “Rocco Draicchio” Carpino Folk Festival e il patrimonio immateriale del Gargano
a seguire: CANTABALLO: serata di intrattenimento con serenate carpinesi, musiche e balli popolari pugliesi
DOMENICA 3 maggio 2009
h. 9,30 – 11,30: lezione pratica con i balli ottocenteschi popolari pugliesi: valzer fiorato, scotis di Cutrofiano
h. 11,30 – 11,45 Intervallo
11,45 – 13,30: lezione pratica con i balli ottocenteschi popolari pugliesi: scozio e quadriglia.
h. 13,30 pranzo
h. 15: saluti e partenze
La partecipazione ai corsi è subordinata al versamento della quota associativa di €uro:
* 250,00 che comprende, oltre all’iscrizione ai corsi proposti, anche l’alloggio presso l’Hotel Bellavista a Carpino per la sola durata dell’attività formativa, trattamento mezza pensione escluso bevande in camera doppia o tripla;
* 80,00 che comprende la sola partecipazione alle attività didattiche
Per informazioni ed Iscrizioni: Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Via Mazzini, 88 – 71010 Carpino (FG) Tel e Fax. 0884 326145 dalle 10:30 alle 13:00 – 16:00 alle 19:00
Alessandro Sinigagliese 347/9012313
segreteria@carpinofolkfestival.com – laboratorididattici@carpinofolkfestival.com
L’iscrizione ai corsi comporta il versamento di un anticipo di € 50,00 sul seguente conto corrente:
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO “CASSA RURALE ED ARTIGIANA DI SAN GIOVANNI ROTONDO”, AGENZIA DI CARPINO
Conto corrente intestato a :
ASSOCIAZIONE CULTURALE CARPINO FOLK FESTIVAL
C/C N. 920155 – ABI 8810 – CAB 78330 – IBAN: IT32 V088 1078 3300 0002 0009 201
specificare nella causale “Anticipo x SuonidiPassi in Primavera”
Qualora entro il 23 Aprile 2009 non si raggiunga un numero minimo di partecipanti i laboratori non verranno effettuati e gli eventuali anticipi verranno restituiti.
‘Non e’ possibile che il governo nazionale continui a mostrare, in questa fase difficile per l’economia del Paese, una grave insensibilita’ per le tematiche turistiche’. Lo dice l’assessore al Turismo della Regione Puglia, Massimo Ostillio, con riferimento alla decisione del Governo di non inserire nel maxiemendamento votato alla Camera la norma sulla moratoria al versamento degli aumenti di canone da parte dei gestori di stabilimenti balneari.
‘Esprimo piena solidarieta’ agli operatori balneari, puntando il dito sulle responsabilita’ che si e’ assunto il Governo nel non dare seguito agli accordi sottoscritti dalla sottosegretaria Brambilla con le Regioni e le imprese del settore solo qualche mese fa’. Aggiunge Ostillio: ‘Chiedo al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani di intervenire rapidamente su questa ennesima vicenda, che dimostra l’incapacita’ del Governo nazionale a supportare adeguatamente un settore cosi’ importante per l’economia. E’ francamente buffo assistere ad una discussione sull’opportunita’ o meno di ricostituire il Ministero del Turismo, quando accadono vicende come questa. Diciamolo con franchezza: le cose andavano meglio quando la competenza era assegnata al Ministero dello Sviluppo economico e si riusciva ad avere quella visione d’insieme che oggi manca’.
‘Applichiamo subito per il problema degli stabilimenti balneari – continua Ostillio – lo stesso metodo di lavoro utilizzato per il ‘piano casa’, quando abbiamo portato il Ministro Fitto ad un confronto serrato per rivedere le norme annunciate da Berlusconi. Insomma, occorre una sensibilita’ nuova e un metodo di lavoro nuovo – conclude Ostillio – tra le Regioni e il governo nazionale’. ‘Eppure le previsioni per le vacanza di Pasqua, la cui collocazione di calendario portera’ a muoversi un maggior numero di italiani rispetto al 2008, non sono pessimistiche. Anche se concordo con i timori del Presidente Federalberghi-Confturismo Bernabo’ Bocca, che parla di una riduzione drastica della spesa turistica pro-capite, sulla scia di un abbassamento sistematico delle tariffe delle strutture ricettive’.
‘La Puglia, dai primi dati sulle prenotazioni pasquali che arrivano dalle APT, manterra’ il trend di crescita evidenziatosi nell’ultimo anno e dunque reggera’ bene la crisi. E’ una soddisfazione non da poco per la nostra regione, che vede confermata la giustezza delle politiche complessivamente avviate dalla Giunta.
Basti pensare alla scelta di creare nuove aree protette: l’indagine Swg diffusa ieri dalla Coldiretti segnala che un italiano su quattro trascorrera’ le vacanze di Pasqua nel verde, scegliendo la campagna, i parchi e riserve, di cui la Puglia e’ ricca – continua l’assessore al Turismo – così come si conferma che l’enogastronomia e’ uno tra i segmenti turistici piu’ dinamici, a cui la nostra Regione ha corrisposto con produzioni di qualità ed un incremento significativo dell’offerta’. ‘La possibilita’ di trascorrere una vacanza forse più breve, ma comunque gratificante, e’ dunque favorita in Puglia dalle molteplici opportunita’ del territorio, con una ampia varieta’ di prodotti: culturali, artistici, ambientali e – appunto – enogastronomici‘. Ritornando alle dichiarazioni del Presidente di Federalberghi-Confturismo, l’Assessore Ostillio afferma: ‘Anche Bocca chiede l’urgente varo di misure governative, volte a salvaguardare l’occupazione e rilanciare il turismo. Concordo sulla richiesta di detrazioni di imposta commisurate ad una parte delle spese sostenute dalle famiglie per l’acquisto di soggiorni alberghieri, al fine di rilanciare i consumi turistici, e sull’individuazione di strumenti che consentano alle imprese turistiche di contenere l’impatto del costo del lavoro, per evitare di dover procedere a riduzioni del personale. Vista anche la disponibilita’ della Confcommercio – aggiunge Ostillio – ad un confronto con il Governo nazionale, dobbiamo cercare in brevissimo tempo di chiudere tutti insieme un pacchetto per il rilancio di un settore fondamentale per l’occupazione e l’economia dell’Italia’. ‘Altro che discussioni su fumosi disegni di legge per la istituzione del ministero del Turismo’ aggiunge l’assessore al Turismo della Regione Puglia, riferendosi all’esame avviato dal Senato su un provvedimento di iniziativa parlamentare, al quale sembra che la sottosegretaria Brambilla guardi con particolare interesse.
Infine, Ostillio interviene su alcune posizioni assunte dal centrodestra a Foggia: ‘Lamentarsi di una presunta preferenza data dal governo regionale al Salento, nelle attività di promozione turistica, è un atteggiamento provinciale e francamente risibile. Lo dico partendo dalla campagna di comunicazione a sostegno del Gargano, dopo gli incendi del 2007, sino ai risultati raggiunti dalla provincia di Foggia, prima in Puglia per incrementi dei flussi turistici lo scorso anno. Tutto dimostra l’infondatezza di polemiche, evidentemente pre-elettorali, e serve semmai a sottolineare la correttezza e l’ equilibrio dell’assessorato al Turismo nei confronti dell’intero territorio pugliese, come d’altra parte deve qualificarsi l’operato amministrativo di un governo regionale serio’.
‘Comunque – conclude Ostillio – parliamo delle vere emergenze. E prima tra tutte e’ quella degli stabilimenti balneari che lamentano i mancati interventi dal governo nazionale a tutela del sistema balneare italiano, composto da oltre quattordicimila imprese e che occupa oltre centomila addetti. La mancata approvazione del provvedimento, gia’ approvato all’unanimita’ dalla commissione Finanze e Attivita’ produttive della Camera dei deputati con il parere favorevole del Governo, impedisce la moratoria alle vecchie e ingiuste norme sui canoni demaniali, riformandone i criteri di calcolo. Non solo: impedisce anche di ricercare soluzioni piu’ equilibrate, come invece era gia’ stato sottoscritto con il dipartimento del Turismo e tutte le Regioni, contraddicendo gli impegni assunti nel novembre scorso e mettendo in seria difficolta’ un settore strategico per il Paese. Comprendo l’amarezza delle imprese, ma rivolgo tuttavia un appello agli operatori balneari, affinche’ non sospendano l’attuazione del Protocollo d’intesa sulla trasparenza di prezzi e servizi offerti dagli stabilimenti balneari, gia’ sottoscritto con il ministero dello Sviluppo Economico ed il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitivita’ del Turismo. Mi sento di assicurare che le Regioni interverranno subito e con forza, per risolvere questa incredibile situazione’.
Gli abiti d’epoca sono esposti nella Sala 13 del Museo Storico, Etnografico e della Civiltà Contadina di San Nicandro Garganico (a Palazzo Fioritto)
L’EVOLUZIONE DELL’ABITO FEMMINILE A SAN NICANDRO GARGANICO NEL XX SECOLO
di Teresa Maria Rauzino
Nei paesi garganici il peso della tradizione e delle differenze sociali si riflettevano anche nelle fogge del vestire. La stratificazione era molto netta: pochi erano i nobili, pochi i grandi proprietari terrieri, non molto numerosi gli appartenenti alle professioni liberali (avvocati, medici, notai, insegnanti); esiguo il numero dei commercianti e degli artigiani; preponderante, fino a raccogliere il 90% della popolazione, era il ceto bracciantile e quello dei pastori. Il contesto preponderante è quello della civiltà contadina, con l’economia basata essenzialmente sull’agricoltura e sulla pastorizia, sull’uso del cavallo utilizzato per il trasporto delle persone e delle merci, carrozze e carretti (o come animale da lavoro per la coltivazione dei campi, aratura e semina). Una civiltà ancora intatta nelle regioni meridionali, soprattutto nelle zone tagliate fuori dalle grandi vie di comunicazione quale era appunto il Gargano. In quel periodo anche l’Italia è ancora un paese essenzialmente agricolo, l’industria muove appena i primi passi, con un vistoso ritardo rispetto ad altre nazioni come la Germania, la Francia, l’Inghilterra che, ricche di materie prime, avevano avviato già da molto tempo l’industrializzazione.
Le condizioni di vita, assai diverse fra queste varie classi sociali, si riflettevano fedelmente nella foggia dei vestiti maschili e femminili.
Oggi gli abiti muliebri sono esposti al pubblico nella Mostra dal titolo: “Evoluzione dell’abito femminile a San Nicandro Garganico”. Organizzata dal Museo Storico, Etnografico e della Civiltà contadina con il Centro Studi Storici ed Archeologici del Gargano, questa Mostra di abiti femminili è relativa alle classi più umili che costituivano la parte più rilevante della popolazione. Gli abiti, riferibili agli Anni Trenta-Quaranta del Novecento, sono quelli tipici del Gargano; in particolare stati raccolti nella zona di San Nicandro Garganico.
La Mostra è visitabile nella sede museale di Palazzo Fioritto a Sannicandro Garganico dal 28 marzo 2009 fino alla fine di giugno 2009, il sabato e la domenica dalle ore 18,30 alle ore 20,30. Per gli altri giorni della settimana e per le visite guidate dei gruppi o delle scolaresche, si consiglia di contattare, con qualche giorno di anticipo, il prof. Michele Grana (responsabile del Museo Storico, Etnografico e della Civiltà contadina) ai seguenti recapiti telefonici: 0882-472369; 339-8179911.
SAN MARCO IN LAMIS. La flora del Gargano si arricchisce di una nuova specie. E’ stata infatti scoperta nei boschi di San Marco in Lamis una nuova pianta dal nome “Saxifraga rotundifolia L. (famiglia delle Saxifragaceae), pianta erbacea perenne, diffusa sulle montagne dell’Europa meridionale. Lo annuncia Philipp Wagensommer, dottore in Biodiversità e conservazione della natura, da tempo trapiantato sulla Montagna del Sole.
Si tratta dunque del primo ritrovamento di questa specie sul Gargano e di una importante conferma della presenza della stessa in Puglia. In Italia la saxifraga è presente in tutte le regioni e cresce nei boschi montani, spesso su substrato roccioso. Il nome comune della specie è “Sassifraga a foglie rotonde” o “Erba Stella”. La nuova specie si riconosce per le foglie basali rotondette e carnose, con margine crenato-dentato, e per i bei fiori, piccoli e numerosi, dal colore bianco, muniti di piccole macchie bruno-porporine. Nonostante la presenza della saxifraga in Puglia è data per certa dai principali specialisti nazionali di flora, in realtà, mancavano finora dei riscontri concreti. In particolare, sul Gargano essa finora non era mai stata indicata; e le uniche stazioni pugliesi in cui la specie, piuttosto mesofila, potrebbe crescere si trovano sul Subappennino Dauno e forse sulle Murge. “La saxifraga rotundifolia è stata scoperta da me il 29 aprile di due anni fa sul fianco esposto a nord-est di una dolina in località “Le Chiancate”, nel comune di San Marco in Lamis” dice Wagensommer. “Cresce su roccia calcarea” ha aggiunto “tra i muschi, assieme a poche altre specie, tra cui la felce Asplenium trichomanes L”. Il Gargano si conferma ancor più come un laboratorio botanico a cielo aperto. Già “capitale delle orchidee”, la Montagna del Sole si arricchisce ora di una nuova specie che la rende ancor più “unica e fantastica”.
garganopress.net
ISOLE TREMITI. ”L’asta si farà, e Pianosa se troverà acquirenti, che già ci sono, sarà venduta”. Non ha dubbi il sindaco delle Isole Tremiti Peppino Calabrese. Che a distanza di qualche giorno dalle polemiche
scaturite alla notizia della messa all’incanto dell’isoletta di Pianosa allo scopo di racimolare fondi per rimpinguare il bilancio comunale, interviene per spiegare perché l’asta la può fare “nel rispetto della legge”.
LA REAZIONE – L’intento di Calabrese è quello di rispondere ad alcune dichiarazioni del governatore Vendola e dell’assessore al turismo Massimo Ostillio. Il primo aveva affermato che “il sindaco non è proprietario dell’isola, che è una riserva marina e come tale appartiene al Parco Nazionale del Gargano e al demanio, per cui la sua non è neanche una provocazione, è una boutade, un esercizio di artificio polemico senza alcuna base”. Il secondo aveva invece rimarcato che alle “Tremiti abbiamo
dato tanto, tra cui i fondi per lavori portuali e per l’Abbazia sono stati spesi milioni di euro”.
NIENTE FONDI – Per Calabrese invece le cose stanno in maniera diversa. Punto uno “Pianosa rientra nel patrimonio disponibile del Comune delle isole Tremiti, per cui né il Parco del Gargano né il Demanio risultano essere i proprietari”. Punto due: “All’isola di Pianosa sussistono vincoli, come su tutte le Isole, per cui quando è il caso ci limitiamo a chiedere dei pareri agli organi preposti per quanto di loro competenza”. Punto tre: “Pianosa è preda di pescatori di frodo che fanno scempio ambientale dei fondali a causa degli esplosivi utilizzati e nessuna vigila”. Punto quattro: “Ringrazio l’amico Ostillio per i cinquecento mila euro, che vanno aggiunti al milione datoci dallo Stato, per la costruzione di un rifugio per le navi e le barche in transito, i cui lavori partiranno a breve.
ALTRE OPERE -Per le altre opere, tipo l’Abbazia voglio solo ricordare che i lavori sono stati appaltati nel 2003 (ndc la giunta Vendola si è insediata nel 2005)”. Per cui” è la chiosa finale “nessuna polemica, ma solo puntualizzazioni. Anzi, invito il governatore Vendola a farsi un giro alle Tremiti, scoprirà come i tremitesi vogliano sentirsi orgogliosi di essere pugliesi”. Insomma lanciata la provocazione, l’ennesima, dopo quella dellavisita di Gheddafi prevista a suo dire a luglio e dopo la richiesta di annessione al Molise il sindaco delle Tremiti torna a bomba e ne ha per tutti. Replicando in maniera piccata a chi a suo dire non dice la verità
ilcorrieredelmezzogiorno.it
Clicca sulle immagini per visualizzarle ingrandite. Chiedo venia per il mio precedente post nel quale dissi "Personalmente ritengo che si debba mantenere la forma originale del campanile che ne caratterizza fortemente lo stile architettonico "; infatti ho scoperto,documentandomi,che sottostante all’attuale campanile c’è già l’originaria cupola e che l’attuale sovrastruttura è relativamente recente. Con questo intervento, pertanto, se ne ripristinerà l’antica forma.
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Ma già è notizia l’appuntamento della prossima settimana con ENZA PAGLIARA, per la presentazione del disco FRUNTE DE LUNA.
Ci saranno ospiti a sorpresa e i gruppi emergenti saranno il trampolino di lancio della radio della musica degli altri.
Per ascoltare l’AltraRadio basta alzare il volume del pc e collegarsi a:
http://www.carpinofolkfestival.com
http://carpinofolkfestival.splinder.com
Per interragire con i WJ
http://www.carpinofolkfestival.com/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=200093
altraradio@carpinofolkfestival.com
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Giardinetto è un’immensa discarica illegale di rifiuti industriali. Si trova nel Comune di Troia.
E’ l’ultimo degli incubi per i cittadini del Gargano e della Capitanata esposti ai micidiali inquinanti. Ad oltre 10 anni dal sequestro, la situazione è disastrosa. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, XIII legislatura, accerta la presenza sul Gargano di discariche abusive di rifiuti radioattivi provenienti dall’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.
Le scorie radioattive rinvenute 10 anni fa nel territorio di Lesina sono svanite. Le istituzioni sono latitanti, la politica è indifferente, il diritto è morto. L’8 marzo 1998 affonda a 12 miglia est al largo di Capo Vieste il peschereccio Orca Marina; la causa “potrebbe essere uno tra i tanti container presenti nella zona”. Nell’estate del 1998 gli uomini della Marina Militare filmano i container.
Da un’indagine giornalistica emerge che almeno 6 navi cariche di rifiuti tossici giacciono sul fondale marino al largo del Gargano. I bisogni dei cittadini non rientrano nel Piano strategico di area vasta "Capitanata 2020”. I politici sono distratti e insensibili. Le parole di Saviano “Se dovessero nascere malati o ammalarsi i vostri figli” sono per loro senza senso.
Cosa contengono quei container e qual è il loro stato di conservazione? Cosa trasportavano le navi auto-affondate? Quali sono i rischi per la popolazione costiera? La domanda che molti si pongono in questi giorni è: cosa fare di fronte alla vigliaccheria della politica e alla latitanza delle istituzioni? Qualcuno propone il silenzio. Non c’è limite alla stupidità. Temono le ripercussioni sull’industria turistica.
Pensano che il turismo valga di più delle vite dei propri figli. E se 50000 firme non bastassero a svegliare i nostri politici? E’ opportuno andare oltre la politica e le istituzioni? Sarebbe paradossale che privati cittadini, riuniti in un comitato o in un’associazione, si sostituissero alla politica e alle istituzioni commissionando ad un organo terzo uno screening epidemiologico delle popolazioni costiere, il monitoraggio della qualità delle acque di balneazione mirato ad individuare determinati inquinanti, gli effetti dei rifiuti tossici sulla catena alimentare. Cos’altro fare? Boicottare le elezioni regionali?
In questa fase credo sia necessario che i cittadini costieri del Gargano si associno in un comitato per studiare tutti insieme le strategie per tentare di risolvere questo incredibile problema che minaccia la vita dei residenti dei comuni costieri del Gargano. E’ necessario coinvolgere 150000 abitanti. Altrimenti nessuno vi prende in considerazione. Magari quei container e quelle navi non contengono nulla di pericoloso. Ma il fatto che la Marina Militare si sia rifiutata di consegnare i video alla Procura della Repubblica di Lucera fa pensare a tutt’altro. E se i container contenessero scorie radioattive? E’ di ieri sera la notizia che l’inquinamento radioattivo può avere effetti nefasti sul genoma umano. O vi associate per scoprire la verità o rischiate di essere sterminati. Potete sempre fuggire. A voi la scelta. E’ preoccupante che ad occuparsi della tematica siano soltanto due viestani, di cui uno non domiciliato a Vieste. Avete tutti contro. La vostra salute è nelle vostre mani. Fate il vostro gioco.
LAZZARO SANTORO
SAN SEVERO. Avviare corsi di formazione per potatori di alberi d’olivo con l’intento di creare nuove opportunità lavorative per i giovani sanseveresi e garantire figure utili all’agricoltura locale. A proporlo l’Associazione Comart commercianti, artigiani e agricoltori per San Severo, presieduta da Enzo de Filippis.
«In un periodo di crisi economica come quella in atto – spie ga Angelo Nardella, consigliere della Comart – è necessario che le città, come San Severo che possono contare ancora sull’agricoltura come motore di sviluppo, investano sulla formazione di figure professionali
agricole che vanno sempre più scomparendo. Ormai i potatori di alberi d’olivo, ad esempio, sono sempre più difficili da reperire e spesso molti agricoltori sono costretti ad affidarsi ad avventurieri del settore rischiando di rovinare il secolare patrimonio arboreo che i nostri padri con sapienza hanno conservato fino ai nostri tempi».
Le tradizionali potature “a vaso aperto”, infatti, solo pochissimi maestri sanseveresi, classe anni ’50 sono ancora capaci di praticarla e di insegnarla. Dal sodalizio, quindi, intendono attivarsi per evitare che tra qualche anno questa antica arte scompaia completamente.
I corsi di formazione, quindi, sono rivolti a giovani e meno giovani che vogliano intraprendere un’attività nel campo agricolo o semplicemente acquisire specifiche competenze. «Grazie all’au – silio di navigati agricoltori e di esperti del settore – prosegue il consigliere della Comart – ci proponiamo a breve di istituire corsi di formazione per potatori agricoli. Riteniamo, inoltre, che questi corsi possano dare opportunità lavorative a tanti giovani che potranno così avviare un’atti – vità di cui c’è realmente bisogno in città. Nello steso tempo, sarà colmata la crescente richiesta di questa manodopera avanzata dei proprietari terrieri della città e dei comuni limitrofi».
In questo modo secondo l’As – sociazione Comart si avvierebbe anche una riscoperta dell’antica tradizione agricola fondamentale nella storia dell’evoluzione cittadina, ma che negli ultimi anni è stata completamente abbandonata a sé stessa. «Il nostro intento – conclude Nardella – è di coinvolgere nel progetto le istituzioni, le associazioni di categoria, le scuole professionali e l’Università di Foggia».