
Ricordate che Babbo Natale, con i suoi doni portati proprio nel momento di maggior oscurità apparente, sta lì a ricordarci che è proprio quando tutto sembra perduto e gelo e morte sembrano trionfare, che è possibile scoprire che la luce ha qualcosa in serbo per noi.
Associazione Culturale Carpino Folk Festival | carpinofolkfestival.com

Il Premio Exempla Trahunt giunto alla sesta edizione, assegnato dall'Ufficio Zona Confcommercio di San Giovanni Rotondo a coloro i quali si sono maggiormente distinti nel campo dell'imprenditoria, della cultura e dello sport e dello spettacolo, è stato attribuito per l'edizione 2010, per la categoria "sport e spettacolo" al "Carpino Folk Festival" in quanto l'Associazione Culturale, sin dalla nascita, in ambito territoriale, regionale ed europeo è stata un vero e proprio "esempio che trascina" esportando con grande professionalità artistica i più alti valori della musica, del folk della nostra tradizione e della nostra cultura per la promozione del territorio.
La premiazione avverrà sabato 18 dicembre 2010 a San Giovanni Rotondo nell'ambito della Festa dell'imprenditoria promossa dalla Confcommercio d'intesa con l'Assoalbergatori, il sindacato Arti e professioni e lo Sportello Energia e Ambiente.
Il procuratore capo Seccia: "Un agguato garganico". Si indaga sugli eventuali contatti di Pietro e Sante Zimotti con i clan della zona, in particolare con quello egemone dei Li Bergolis. Oggi a Bari la commissione antimafia
Li hanno aspettati nel bosco, lì dove sapevano di braccarli, li hanno inseguiti e uccisi a colpi di lupara. Poi sfigurati, con pallettoni al viso, come la mafia usa fare sul Gargano da decenni. Un vero e proprio commando ha sorpreso martedì mattina, nelle campagne fra Cagnano Varano e Carpino, cuore del promontorio foggiano, Pietro e Sante Zimotti, padre e figlio, di 47 e 26 anni.
«Un agguato garganico», lo definisce il procuratore capo di Lucera, Domenico Seccia, che questa mattina terrà una riunione con il pm titolare del fascicolo Elisa Sabusco e i carabinieri del Comando provinciale di Foggia. E l’espressione già inquadra le modalità di un delitto che per molti aspetti ricorda quello dei fratelli Piscopo, uccisi tra Peschici e Vieste, ma anche tutti gli altri, 141 in dieci anni, che hanno insanguinato viuzze e pascoli.
Martedì mattina, i killer li hanno attesi nel “Bosco Quarto”, che si trova poco distante dalla loro azienda agricola ed è zona nota agli inquirenti per essere stata in più occasioni, e in un passato non troppo lontano, rifugio per i latitanti. L’agguato è scattato verso le 10, non appena i Zimotti sono arrivati per raccogliere legna.
Almeno due le armi che hanno sparato, ma il commando che li ha sorpresi potrebbe essere stato molto più nutrito. Hanno fatto fuoco con fucili a canne mozze, “sovrapposti” li definiscono gli esperti, quelli cioè che non lasciano bossoli. Lo stesso tipo di armi utilizzato in numerose esecuzioni, negli ultimi anni. Pietro e Sante hanno tentato di scappare, invano: hanno colpito uno alla schiena, l’altro alla coscia, al torace e infine in pieno volto.
E i cadaveri sono rimasti lì, nascosti dagli alberi, fino a sera quando i carabinieri li hanno trovati: ad avvisarli erano stati i familiari, che non avevano più notizie di loro dal mattino. L’ultima chiamata sul cellulare di Sante, verso le 10.30, era andata a vuoto perché il telefonino risultava non raggiungibile, forse danneggiato dai colpi di doppietta.
Altre armi, ancora armi, una elevata disponibilità nelle mani di tanti, lì sul Gargano, come aveva evidenziato il procuratore Seccia, non più tardi di sabato scorso, durante il vertice antimafia tenutosi a Vico alla presenza del sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano. E oggi, all’indomani dell’ennesima esecuzione, si ricomincia da zero, interrogando persone potenzialmente informate sui fatti, si eseguono perquisizioni, si cercano armi e movente.
I due Zimotti non risultano avere particolari precedenti penali, a eccezione di qualche denuncia per minacce, lesioni e pascolo abusivo. Ma questo non esclude che i due possano aver avuto rapporti con personaggi legati ai due clan mafiosi della zona, quello dei Li Bergolis, in particolare, che nonostante la cattura del capo, continua a essere il più potente nella zona.
Gli inquirenti, che non tralasciano alcuna pista, inclusa quella dei contrasti privati, stanno anche valutando l’ipotesi che avessero interessi nello spaccio di droga sul Gargano, un’attività come sempre molto fiorente e appannaggio dei gruppi criminali. Un business che, manco a dirlo, rientra a pieno titolo tra gli affari dei Li Bergolis, gestiti dai referenti del boss nelle varie zone: ancora in libertà, nonostante la massiccia caccia all’uomo, c’è Angelo Notarangelo, emissario su Vieste, ma anche Giuseppe Pacilli, braccio destro di Franco Li Bergolis, con coperture in tutto il Gargano e in particolare nelle campagne di Monte Sant’Angelo.
E, intanto, l’allarme destato dal nuovo fatto di sangue ha indotto gli inquirenti a convocare un nuovo vertice, proprio a Monte Sant’Angelo. Lunedì prossimo, così com’era già avvenuto il 4 dicembre scorso dopo il ritrovamento dei corpi dei fratelli Piscopo, il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano parteciperà a una riunione con il prefetto di Foggia, Antonio Nunziante, i vertici delle forze dell’ordine e i sindaci dei Comuni garganici. Una iniziativa voluta dagli stessi sindaci per definire strategie di supporto alla lotta contro la mafia della zona.
“Peschici ha bisogno di restare viva anche nel periodo di bassissima stagione” con queste parole Piero Giannini (presidente dell’Associazione culturale Punto di Stella – foto del titolo, in piedi; ndr) ha aperto la prima edizione del “Festival del Natale Garganico”, una rassegna di appuntamenti culturali che si susseguiranno dall’Immacolata all’Epifania. Il tabellone allestito dai componenti dell’Associazione prevede convegni su svariate tematiche che hanno come filo conduttore la tutela delle tradizioni e del territorio garganico, serate musicali con gruppi folkloristici provenienti da Monte Sant’Angelo e Sannicandro Garganico, e un reading con protagonista una giovane peschiciana.
Il festival è stato aperto da un interessante quanto simpatico incontro sul tema “Cultura e tradizioni del Natale sul Gargano”, nel corso del quale Matteo Siena (foto del titolo, al centro), Dina Crisetti (a dx) e Angela Campanile (a sx) hanno raccontato gli usi ormai dimenticati delle tradizioni di fine anno, rispettivamente di San Giovanni Rotondo, Cagnano Varano e Peschici, analizzandone differenze ed elementi in comune. Ne è venuto fuori un Gargano omogeneo tanto nelle abitudini quanto nei proverbi, soprattutto quelli che associano il santo del giorno col numero di giorni che separano al 25 dicembre (“Sant N’col, Natel a diciannov; Santa Cuncett, Natel a diciasset; Santa Lucij, Natel a dud’cj dij”).
Domenica 12, in Chiesa Matrice con inizio alle 19.30, ci sarà un omaggio alla poetessa Alda Merini recentemente scomparsa, con il reading del “Magnificat” interpretato da Camilla Tavaglione. Il giorno successivo si tornerà a parlare dei capodogli spiaggiatisi lo scorso anno, e non solo, nel convegno sullo stato di salute del nostro mare. Il 18 e 19 dicembre, spazio alla musica della tradizione garganica e natalizia con le esibizioni del gruppo di zampognari itineranti “Soffi dell’Arcangelo” di Monte Sant’Angelo, e del “Gruppo Folk” di San Nicandro.
In concomitanza con l’inaugurazione del primo festival del Natale garganico c’è stata anche l’apertura della seconda edizione del concorso di arte presepiale: nelle sale del “Museo dei nonni” innumerevoli presepi sono esposti in bella mostra per essere ammirati e, magari, votati perchè tutti concorrono all’assegnazione del titolo di più bello della rassegna. Oltre ai presepi tradizionali (foto da 4 a 10), ricchi di dettagli da scoprire e ammirare, ce ne sono altri non usuali perché composti da tazzine da caffè (foto 1 sotto), dischi in vinile (foto 2) e… Bibbie (foto 3)!
Il “Museo dei nonni” resterà aperto tutti i giorni fino al 6 gennaio, dalle 16 alle 21.
Atmosfera rovente nelle stanze dell’Associazione “Punto di stella”. Cellulari che bruciano fra le dita di mani frementi a rasentare quasi l’epilessia. Cervelli (di chi ce l’ha…) che mandano in tilt neuroni mai così fibrillanti. Questa è l’aria che si respira nella immediata vigilia di un evento che nella storia della cittadina garganica, sdraiata sulla falesia più incantevole che possa ammirarsi nel Pianeta, non ha precedenti: un mese di eventi (culturali, musicali, museali, convegnistici, legati alla tradizione e agli usi di un popolo che non si spaventa di nulla… e il riferimento agli ultimi avvenimenti non è puramente casuale) pronti a interessare ogni fascia d’età e ogni categoria di soggetti.
Si apre l’8, mercoledì dell’Immacolata, fra tre giorni insomma, alle 18 nella accogliente Saletta della sede del “Museo dei Nonni” (Via Castello, Centro Storico) con la cerimonia inaugurale del “1° Festival del Natale Garganico” e la presentazione della seconda edizione del “Concorso di Arte Presepiale”. Dopo la visita degli invitati – la cittadinanza tutta in pratica – alla Mostra dei Presepi che anche quest’anno sono arrivati in gran numero, gli interessati a “Cultura e tradizioni del Natale sul Gargano” potranno seguire il convegno che si svilupperà nelle pluricentenarie Sale del Palazzo della Torre (via Colombo 23 – Centro Storico, immediatamente sopra la Galleria) con relatori di eccezionale levatura: la peschiciana Angela Campanile, la cagnanese Dina Crisetti e il viestano (adottivo) Matteo Siena.
Appena quattro giorni dopo, domenica 12, senza dare il tempo a nessuno di tirare il fiato, appuntamento alle 19.30 in Chiesa Matrice – appropriata location concessa dal parroco don Saverio Papicchio – per un reading fra i più suggestivi e affascinanti. Qui, la splendida Camilla Tavaglione darà vita, facendo appello a ciascuna delle corde emozionali che le sono congeniali, alla sua interpretazione del “Magnificat”, opera profonda e altamente commovente della nota poetessa scomparsa a Milano il 1º novembre 2009, Alda Merini (“Sono una piccola ape furibonda”, diceva di sé). Una “preghiera” della Madre di Cristo da ascoltare in religioso silenzio fino al termine, visti non solo la sede in cui viene proposta ma anche lo spessore e la valenza culturali dello scritto. Vietati gli applausi durante l’intera rappresentazione, se non uno – liberatorio – in chiusura. Alcuni passaggi dell’interpretazione saranno accompagnati dal classicismo della chitarra del giovane Rocco Tavaglione, valido collaboratore.
Neanche 24 ore e il giorno successivo, 13 dicembre alle 19.30, nella Saletta del “Museo dei Nonni” un cast di eccezione formato dai vertici del Comitato viestano per la Tutela del Mare del Gargano, guidato egregiamente da Michele Eugenio Di Carlo, argomenterà sullo stato di salute del nostro mare supportato dalla proiezione di un video del giornalista Rai Angelo Saso.
Cinque giorni di pausa – si fa per dire – ed ecco la musica, quella caratteristica, quella tradizionale, di tutto rispetto, tipica di questi giorni prenatalizi o del territorio che viviamo, a volte in sofferenza, e legata al cosiddetto “patrimonio immateriale”. Il 18 infatti verranno a farci visita i “Soffi dell'Arcangelo”, un gruppo di Monte Sant’Angelo suonatori di zampogne e ciaramelle per una serata musicale itinerante. Le dolci e nostalgiche armonie dei loro strumenti filtreranno attraverso usci e persiane, e si insinueranno nelle nostre case incrementando, se mai ce ne fosse bisogno, quella urgenza di leggerezza e bontà che pervade tutti in questo periodo. Mentre il 19, per gentile interessamento del sindaco di San Nicandro Garganico, Costantino Squeo, saranno i ragazzi del “Gruppo Folk” di Michele Russo a portarci l’allegria delle danze garganiche e delle musicalità irrinunciabili e inequivocabili di “battenti” e tamburelli.
La terza decade del mese, invece, abbiamo concesso spazio alle più classiche delle feste in famiglia lasciando tutti tranquilli alle loro attività e costumanze. Però il Festival non sarà finito: riprenderà coi primi del nuovo anno che saranno allietati dalla originalità, freschezza e fantasia della band “I Kontastorij” di Vico del Gargano, spesso e volentieri omaggiati sul nostro mezzo d’informazione (www.puntodistella.it) nella categoria Periodici di Città Gargano. Leonardo Di Monte e Gianni Angelicchio, i fondatori, ci porteranno simpaticamente e allegramente nelle più segrete pieghe della “mupìa vicaiola” (lo scriviamo con simpatia anche perché sono loro stessi che molto autoironicamente ci giocano e ci scherzano sopra).
Ma non finisce qui perché al termine di ogni spettacolo pirotecnico c’è sempre l’ultimo colpo che riassume tutti i “botti” sparati fino a quel momento. E il nostro avrà anche un nome: Pietro Papagna, il giovanissimo (solo 18enne) talento emergente della musica concertistica italiana (sedici primi premi assoluti nel suo ‘palmares’ in poco più di due anni), astro nascente nell’universo del pianoforte, che sotto le sue dita diventa una pantera addomesticata. Per comodità e ragioni di spazio il concerto si terrà nel Salone dell’Hotel D’Amato il cui proprietario, Matteo, non ha perso l’occasione di manifestare per intero la sua squisita disponibilità.
E siamo giunti al 6 gennaio, giorno in cui il Festival saluterà tutti dando appuntamento al 2011-2012. Nel corso della cerimonia di chiusura la Befana porterà tanti regalini e dolcetti ai bambini che avranno partecipato al miniconcorso dedicato loro, una “Stellina per Peschici” (http://www.puntodistella.it/news.asp?id=4329), cui farà seguito la doppia premiazione del presepe “singolo” e del presepe “di gruppo” presentati in concorso.
In genere, al termine di queste presentazioni, sono d’obbligo i ringraziamenti. L’elenco sarebbe veramente lungo. Perciò lo rivolgiamo per categorie: innanzitutto i partecipanti al “Concorso di Arte Presepiale”, poi i patrocinanti, le Istituzioni che ci hanno supportato, i mediapartners, i siti Internet che ci hanno dato spazio, lo staff dei giovani guidati dall’instancabile Davide Maggiano… e ci scusiamo se dimentichiamo qualcuno. Ma due persone non possiamo dimenicarle: la nostra responsabile della direzione artistica, Laura Casasola, senza della quale Concorso e Mostra non sarebbero arrivati alla seconda edizione, e la proprietaria della Galleria “don Achille”, donna Grazia Marino della Torre, la cui acuta lungimiranza culturale ci ha aperto le porte di un contenitore che molti ci invidiano.
Piero Giannini

Nairobi, 03 dic 2010 – Il Carpino Folk Festival entra a far parte delle ONG del Comitato intergovernativo per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
Lo ha stabilito il Comitato Intergovernativo dell’Unesco riunitosi dal 15/19 novembre 2010 a Nairobi in Kenia (ITH/10/5.COM/CONF.202/Decisions).
Gli esperti dell’Unesco ritengono che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, con la sua organizzazione e l’esperienza maturata in oltre 15 anni nel settore delle tradizioni musicali italiane soddisfi le condizioni necessarie per entrare a far parte della Lista di Consulenti Accreditati aventi una fondata competenza nel settore del patrimonio culturale immateriale, per esercitare la funzione consultiva presso il Comitato.
Le Ong accreditare vengono invitate dal Comitato a fornire pareri ai fini dell’esame delle candidature nella Lista del patrimonio culturale immateriale che necessita di essere urgentemente salvaguardato e su tutti i programmi, i progetti e le attività nazionali, subregionali e regionali utili per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
“Manca ancora l’ufficializzazione dell’Assemblea Generale dell’Unesco prevista per giugno, ma la decisione di Nairobi ci permette di esternare la nostra grande soddisfazione. Siamo orgogliosi che l’Unesco riconosca le nostre competenze in materia di tutela e valorizzazione della cultura popolare e, quindi, per l’Intangible Cultural Heritage“. Cosi il Presidente dell’Ass. Michele Ortore esprime il suo compiacimento per la raccomandazione del Comitato.
“Si tratta di un riconoscimento che premia il nostro impegno dedicato in particolare per il Gargano e la Puglia, terra di eccellenze musicali che insieme a tutta l’Italia vanta un patrimonio consistente di tradizioni, consuetudini sociali, arti dello spettacolo e eventi rituali e festivi che debbono essere tutelati con un impegno maggiore rispetto a quello dedicato ai beni culturali tangibili.
Questo riconoscimento lo condividiamo con tutti gli Associati, gli Amici e gli Enti pubblici e privati che continuamente stimolano le attività dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival. Sicuramente senza tale incoraggiamento non saremmo potuti arrivare ad un traguardo così importante.
di PIERO RUSSO
FOGGIA – Dalle prime ore dell´alba 150 carabinieri del comando sono impegnati nell’esecuzione di 23 provvedimenti cautelari nei confronti di politici, dirigenti comunali, professionisti ed imprenditori di Vico del Gargano, Foggia, Lucera, e Peschici. In manette anche il sindaco di Peschici, Mimmo Vecera, e il comandante della polizia municipale Vincenzo Losito. Coinvolti nel blitz anche politici, dirigenti, impiegati comunali, professionisti ed imprenditori locali. Il vicesindaco Memo Afferrante, che in un primo momento era stato indicato come far parte dell'organizzazione, ha fatto sapere di "non essere stato colpito da provvedimenti cautelari, né di aver ricevuto avvisi di garanzia".
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lucera, hanno consentito di far luce su numerosi falsi commessi dagli indagati finalizzati sia alla realizzazione di altrettante truffe aggravate soprattutto ai danni del comune di Peschici che alla turbativa di gare d'appalto per un valore complessivo di un milione e mezzo di euro che costituisce l´attuale disavanzo di bilancio di quel comune.
Il blitz di oggi del comando provinciale dei carabinieri di Foggia è coordinato dalla procura di Lucera, dove è arrivato il nuovo procuratore capo Domenico Seccia, che per anni si è occupato delle inchieste legate alla malavita del Gargano. Seccia è un profondo conoscitore del territorio dauno e delle relative problematiche legale alla criminalità organizzata. Stavolta non si tratta di reati di mafia, ma di illeciti che, se confermati, risulterebbero gravi.
Associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, aggiotaggio, falso e corruzione sono alcuni dei reati contestati a vario titolo ai politici, dirigenti comunali, professionisti ed imprenditori che con il loro comportamento avrebbero causato il disavanzo milionario nelle casse dell'amministrazione. Nell'operazione che segue le indagini avviate nel 2009 sono impiegati oltre 150 carabinieri.
Il 7 dicembre: Sagra della frasca, fanoje e olio novello, durante la quale si bruciano i ramidi ulivo. Questa festa si inserisce nella ritualità dei fuochi dedicati all’Immacolata (fanone) che sono riti di purificazione. In anni recenti si è aggiunta la degustazione dell’olio di oliva, per esaltare il sapore del quale vengono cotte patate e olive sotto la cenere.
Attraverso itinerari nei quartieri si va alla riscoperta della “fanoja”, isolato falò di rami di ulivo che, bruciando la notte dell’Immacolata, rievoca, tra memoria pagana e adattamento cristiano, l’antico rito del raccoglimento e della purificazione: l’ulivo bruciando diventa sacro e questa pianta rivela le sue molteplici attitudini: riscalda i cuori e rallegra le mense.Attorno alla “fanoia” le donne intonano antichi canti religiosi, i bambini antichi sonetti e cantilene, mentre gli uomini preparano sotto la brace patate novelle irrorate con abbondante olio novello.
Per l'occasione la Piazza del Popolo di Carpino, sarà messa a disposizione dei produttori locali per consentire la presentazione ai visitatori presenti il risultato di un intero anno di lavoro.La presentazione dell’ olio novello sarà accompagnata da "L'addore du' paravis" a cura di Antonio Pizzarelli.