di FRANCESCO MASTROPAOLO
Carpino, Rocco Manzo, è già al lavoro per preparare la sua squadra e avviare il percorso amministrativo da qui ai prossimi cinque anni. Una affermazione della lista di Rocco Manzo che vuol dire continuità amministrativa con i due precedenti mandati sindacali di Nicola Maria Trombetta. A proposito dell’ex sindaco, eletto consigliere in questa tornata nella lista di Manzo, non è stato ancora definito il ruolo che avrà in seno alla nuova amministrazione comunale. E’possibile che si limiti alla semplice carica di componente del Consiglio comunale, ma non è da escludere che possa avere un incarico assessorile. Il sindaco vedrebbe favorevolmente questa seconda opzione per ragioni facilmente spiegabili: l’esperienza maturata nelle sue due legislature, non solo, ma anche la capacità di sintesi che ha contraddistinto i suoi mandati sindacali. Comunque, è soltanto questione di pochi giorni, se non proprio di ore, poi la riserva verrà sciolta.
Il solco amministrativo è quello tracciato già da dieci anni, coincidente con l’inizio dei due mandati amministrativi dell’ex sindaco Nicola Maria Trombetta durante i quali il neo primo cittadino ha ricoperto incarichi amministrativi di un certo peso, essendo stato, in pratica, il suo uomo di fiducia con la nomina a vice sindaco. Quindi, la legislatura, che è ancora ai suoi primi vagiti, altro non è che il prolungamento di un percorso amministrativo avviato due lustri addietro che vede alla guida gli stessi uomini. Da parte degli altri tre candidati, Giuseppe Simone, Santino Basanisi e Antonio Draicchio, la delusione per il risultato ottenuto è certamente tanta; soprattutto la coalizione “Udeur Popolari Mastella” ne esce letteralmente mortificata dal dato elettorale che non le ha attribuito neppure un seggio. Forse un risultato anche scontato, visto che la lista è nata a pochissimi giorni di distanza dalla scadenza elettorale.
Eletti :
Lista “Carpino cresce – Rocco Manzo sindaco”: Rocco Manzo, Giuseppe Gentile, Nicola Maria Trombetta, Rocco Ruo, Francesco Paolo Corleone, Mario Felice Ortore, Michele Antonio Calvano, Antonio Basanisi, Rocco Pio Giambattista, Rocco Vivoli, Michele Di Mauro, Caterina Carisdei.
Lista “Uniti per Carpino”: Giuseppe Simone, Rocco Di Brina, Pio Finizio.
Lista “Voltiamo pagina”: Santino Basanisi, Mario Pio Di Perna.
Lista “Udeur Popolari Mastella” – Nessun seggio.
| Candidato | voti | Candidato | voti | |
| Simone Giuseppe | 948 | Manzo Rocco |
1298 | |
| Di Brina Rocco | 133 | Gentile Giuseppe | 177 | |
| Finizio Giovanni Pio | 71 | Ruo Rocco Nicola | 139 | |
| Coccia Michele Pio | 68 | Trombetta Maria Nicola | 134 | |
| Di Mauro Giovanni | 67 | Corleone Francesco Paolo | 97 | |
| Palmieri Nicola | 66 | Ortore Mario Felice | 95 | |
| Petronzi Nicola | 65 | Calvano Michele Antonio | 88 | |
| Manzo Domenico | 64 | Basanisi Antonio | 77 | |
| Basile Matteo | 59 | Gianbattista Rocco Pio | 70 | |
| Pizzarelli Michele | 56 | Vivoli Rocco | 68 | |
| Silvestri Matteo | 52 | Di Mauro Michele | 59 | |
| Sacco Pasquale | 47 | Carisdeo Caterina | 49 | |
| Zurlo Michele | 44 | Maccarone Alberto | 49 | |
| Zurlo Antonio | 34 | Basanisi Michele Matteo | 38 | |
| Trombetta Marco | 29 | Giangualano Antonio | 32 | |
| Di Viesti Michele | 23 | Sacco Antonio | 23 | |
| Gentile Leonardo | 23 | Zurlo Domenico | 16 | |
| Candidato | voti | Candidato | voti | |
| Basanisi Santino | 532 | Draicchio Antonio | 216 | |
| Di Perna Mario Pio | 56 | Tabacco Michele | 62 | |
| Petracca Giovanni | 53 | Ciuffreda Berardino | 27 | |
| d’Orio Giuseppe | 48 | D’Andrea Maria Pia | 25 | |
| Trombetta Domenico | 41 | Lamola Libera | 17 | |
| Di Mauro Giovanni | 40 | Facenna * | 11 | |
| Manobianco Carlo R. | 40 | Schiavone Primiano | 10 | |
| Sepa Roberta Rita | 34 | Tangredi Antonio | 9 | |
| Facenna Nicola | 26 | Draicchio Giuseppa | 9 | |
| Gramazio Tabitha | 25 | Basanisi Pasquale | 8 | |
| Ricciardi Antonio N. | 23 | Di Mauro Pasquale | 6 | |
| D’Aloia Felice | 22 | Gramazio Rocco | 5 | |
| Curreli Michele | 18 | Di Fiore Carlo Pio | 5 | |
| Caputo Michele | 18 | Vicedomini Pasquale | 2 | |
| Cannarozzi Francesco | 13 | Draicchio Michele | 2 | |
| Ciuffreda Michele | 7 | Di Cosmo Maria Rosaria | 2 | |
| D’Antuono Pasquale P. | 6 | Cerrone Michele | 0 |
Secondo i dati forniti dal Viminale, nelle 7 province interessate al voto saranno 3.379.108 gli elettori, di cui 1.618.819 maschi e 1.760.289 femmine 4.086, le sezioni elettorali. Per i comuni di Rodi, Carpino e Vico OndaRadio seguirà in diretta lo spoglio a partire dalle ore 16,00 – potrete ascoltarla dalla homepage del portale www.carpinofolkfestival.com grazie al ponte dell’AltraRadio.
Le elezioni in 862 Comuni interesseranno invece 7.995.100 elettori, di cui 3.848.515 maschi e 4.146.585 femmine; 9.646, le sezioni elettorali. Considerando una sola volta gli enti interessati contemporaneamente a più elezioni amministrative – calcola il ministero degli Interni – il numero complessivo di elettori sarà di 10.306.672, di cui 4.946.985 maschi e 5.341.687 femmine; il numero complessivo di sezioni elettorali sarà di 12.446.
In Puglia si vota solo per rinnovare le amministrazioni di 55 Comuni, fra cui quelli particolarmente importanti di Carpino, Lecce e Taranto.
Per poter esercitare il diritto di voto è necessario esibire, oltre a un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale. Chi avesse smarrito la propria tessera, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali.
I QUATTRO CANDIDATI SINDACI DI CARPINO
Voltiamo Pagina: SANTINO BASANISI
Udeur: ANTONIO DRAICCHIO
Carpino Cresce: ROCCO MANZO
Uniti Per Carpino: GIUSEPPE SIMONE
Popolazione 4.485 Elettori 4.452
Sindaco Uscente: Mario Trombetta (Centrodestra)
Carpino Elezioni – Ore 22,00 di domenica, su un totale di 4452 votanti avevano votato 1917 elettori.
Buena Vista Puglian Club di Valter Giuliano
Per arrivare a Carpino bisogna infilarsi tra i gioielli del Gargano, nel cuore del Parco Nazionale, a metà strada tra la Foresta Umbra e il lago di Varano. Nella piana oggi regna sovrano l’oliveto, con il suo argento che vibra nella brezza di questa mattina tersa, bruciante di luce. Da poco è stata anche rilanciata la produzione delle fave, sostenuta dal Parco, che ne ha promosso il Consorzio di tutela. Una varietà locale, piccola e dolce, con una fossetta nella parte inferiore, Presidio Slow Food. Un tempo l’attività agricola era fondata sui cereali e soprattutto sul pascolo.
Il benessere era, quasi sempre, un miraggio; la realtà fatta spesso di miseria e solitudine. Poi è scoccato il tempo del riscatto, che passa anche attraverso la riscoperta della tradizione, delle radici culturali, dell’orgoglio di appartenere a un territorio.
A Carpino tutto questo comincia dal ristabilimento della verità. Appena arrivo in Piazza del Popolo, cuore della città, la prima cosa che mi spiegano è che è questa la piazza del film La legge di Jules Dassin, con Marcello Mastroianni, Gina Lollobrigida e Yves Montand. “Corsica 1958”, dicevano le didascalie della finzione cinematografica. Ma non era vero.
«Macché Corsica, era questa piazza qui».
Nella piazza convergono sei strade e noi arriviamo in giorno di mercato. La confusione regna sovrana, piena di suoni, aromi e colori. Non è difficile immaginare la piazza durante il Carpino Folk festival: dicono sia un muro vivente, un’immensa platea verticale. Per i dettagli continua a leggere.
Ieri sera, a Carpino, in una gremitissima Piazza del Popolo, è intervenuto, l’ex governatore della Regione Puglia, accompagnato da tutti gli stati maggiori provinciali di Forza Italia che, per l’occasione, ha voluto manifestare personalmente il prorpio sostegno e quello del suo partito, alla lista n. 3 "CARPINO CRESCE – Rocco MANZO SINDACO".
Il Sindaco uscente, Nicola Maria Trombetta, ha voluto ringraziare, a nome dell’intera cittadinanza, l’ex Presidente Fitto, per i tantissimi finanziamenti che hanno interessato il piccolo comune garganico, durante gli anni in cui Fitto era investito del mandato presidenziale alla Regione Puglia.
L’intervento del pupillo di Berlusconi, invece, è stato incentrato prevalentemente sui temi della politica nazionale e Regionale non mancando, in quest’ultimo caso, di polemizzare con l’attuale governatore Vendola, soprattutto sui temi della sanità regionale.
Il Comizio, poi, si è concluso con l’intervento finale del candidato Sindaco, Rocco MANZO, dai più dato per favorito alla vittoria finale della competizione elettorale carpinese.
LA REDAZIONE di ONDARADIO
La Paranza del Geco sta preparando una sorpresa dedicata a tutti gli "attarantati" di Torino e provincia. Grazie alla collaborazione con l’associazione Torremaggiorese Tre Torri Torino ed al patrocinio della Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, sta per nascere [TORINO ATTARANTàTA!], ovvero il primo festival di musiche e danze del Sud Italia organizzato nel capoluogo piemontese! Un nuovo appuntamento che si preannuncia unico ed imperdibile: il primo festival di pizzica e musiche pugliesi e del Sud Italia di Torino!
Il MEI presenta il convegno nazionale
“VERSO LA SALVAGUARDIA E LO SVILUPPO DELLA BIODIVERSITA’ MUSICALE”
sabato 12 maggio ore 16.00
via Castel Raniero 6, Castel Raniero (RA)
con la partecipazione di produttori discografici, musicisti, giornalisti, esperti del settore
Ospiti: Slow Food Italia & Carpino Folk Festival
Il convegno, che ospiterà tra i relatori alcuni tra i maggiori esponenti dell’ambiente world, folk e popolare italiano, si svolgerà all’interno del programma del festival “La Musica nelle Aie”, manifestazione che ogni anno abbina alla musica delle tradizioni rinnovate l’enogastronomia dei prodotti tipici della terra.
La sede del workshop sarà presso la “Fattoria Didattica Quinzan”, in via Castel Raniero 6, a Castel Raniero in provincia di Ravenna.
Il convegno si pone come un primo importante passo per rafforzare e sviluppare la collaborazione tra ladiverse realtà nazionali e offre
un’occasione importante e preziosa di confronto sulle prospettive e le
problematiche di un ecosistema musicale sempre più soffocato dalla
standardizzazione del mercato.
L’incontro, che verrà aperto da Giordano Sangiorgi (AudioCoop / Mei) e Pietro Bandini (La Musica nelle Aie) e dal saluto del Comune di Faenza, Terre di Faenza e Carlo dal Monte (ACLI Castel Raniero e ANSPI Errano), prevede gli interventi di Toni Verona (Ala Bianca), Giampiero Bigazzi (Materiali Sonori), Andrea Del Favero (Folkest), Marco Bartolini (Musica Popolare, Talento Network), Enrico Deregibus (giornalista, ufficio
stampa Club Tenco), Claudio Chianura (Auditorium Edizioni), Riccarda
Casadei (Casadei Sonora), Annibale Bartolozzi (UPR / Laratro Folk
Festa), Marcello Corvino (Promo Music), Anna Galletti (Ed. Galletti Boston), Matteo Coppola Neri (Suoni e Armonie), Daniele Manini (Banda
Putiferio), Simone Cavina (Ca’ Vaina), Renzo Pognant e Beppe Greppi
(Felmay), Floreani Giovanni (Furclap Associazione), Teresa Mariano (Komart), Giancarlo Battilani (musicista), Daniele Bergesio (World Music Magazine), Franco Dell’Amore (Dell’Amore Management), dell’Associazione Pensatojo e tanti altri ancora.
Per il Carpino Folk Festival interverrà Antonio Basile (Ufficio Stampa)
Per Slow Food Italia invece interverrà Mauro Pizzato e sono previsti ulteriori interventi che si stanno definendo.
Per info: Valentina
Tel. 0546.24647 – 0546.26304
Ass. AudioCoop, Via Della Valle, 71 48018 Faenza RA
http://www.audiocoop.it http://www.musicanelleaie.org
“La diversità è la più grande forza creatrice del mondo”. Con questa frase spesso Slow Food cerca di spiegare quanto sia importante difendere la biodiversità naturale e le culture alimentari che le sono intimamente legate.
Ma da tempo è maturata la convinzione che tanto la biodiversità naturale e gli ecosistemi, quanto le persone che li abitano, sono così intimamente legati che il contesto di difesa e tutela della diversità si va ad allargare in maniera che potremmo definire olistica.
Vale a dire che per difendere un alimento, un prodotto, bisogna preoccuparsi anche del contesto culturale in cui esso è inserito, pensando alla musica, all’oralità, all’architettura, al paesaggio, alla storia dei luoghi.
Il celebre antropologo Claude Levi-Strauss in uno dei suoi più recenti discorsi ha lanciato l’allarme: “Viviamo in un’epoca in cui si rende necessaria un’etnologia d’emergenza”.
Com’è successo per gli alimenti e per le colture agricole, anche le diverse culture umane nel mondo stanno subendo un pericoloso processo di omologazione. Pericoloso perché riduce la diversità tra i popoli, tra i territori, tra le culture, e ci fa mancare quella feconda forza creatrice che ci ha fatti evolvere, generando patrimoni strabilianti.
Il M.E.I, il Meeting delle Etichette Indipendenti, attua sul fronte della musica ciò che Slow Food attua in campo agro-alimentare e rurale: si batte contro l’omologazione musicale imposta da un mercato discografico sempre più centralizzato e tendente alla standardizzazione, supportando il prezioso lavoro delle etichette indipendenti, sinonimo di diversità, garanzia di salvaguardia delle musiche tradizionali e prezioso serbatoio creativo per i giovani musicisti.
Per evidenti motivi non poteva che nascere una collaborazione per un approfondimento tra M.E.I. e Slow Food, già iniziata con lo scambio di spazi espositivi tra Salone del Gusto e l’annuale meeting delle etichette indipendenti che si tiene a Faenza. Ora però gli obiettivi comuni spingono i due soggetti a rinforzare le loro operazioni congiunte e la volontà è quella di convocare esperti, operatori e musicisti che si occupano di musiche tradizionali in via d’estinzione per iniziareun’attività di promozione, catalogazione ed eventi. Sarà necessario coinvolgere le etichette e il mondo della musica tradizionale, che in Italia è ancora molto vivo ma spesso sottotraccia rispetto al palcoscenico più sfavillante di chi può collaborare con le major e, magari, scimmiottare il pop internazionale.
E’ un mondo fragile quello di chi si occupa di questi suoni,
esattamente come quello di certa musica alternativa e colta, che fa
dello scambio tra generi e della contaminazione tra passato e futuro il
suo verbo, riuscendo così a coniugare le esigenze dei giovani musicisti
con il patrimonio tradizionale che in questo modo resta vivo, in
continua evoluzione.
Due appuntamenti per le discussioni critiche tra antropologia e altri territori
9 maggio 2007, ore 15: Mediare la mediazione. Il patrimonio e la scuola. Le Tesi di Clio’92 sull’educazione patrimoniale
Il tema è quello del mediare il patrimonio culturale nel contesto educativo, in quello interculturale, e nella problematica dell’accesso. Le tesi sull’educazione al patrimonio sono un punto di riferimento per discutere del patrimonio nella sua molteplicità (arte, paesaggio, ecc.) e della patrimonializzazione in una comunità più ampia (insegnanti, mediatori culturali). Un punto cruciale è quello del valore di formazione democratica, o di nuova “distinzione”, che il patrimonio può avere, e se si dia un conflitto “politico” tra modalità diverse dell’uso sociale del patrimonio. La scuola e la società civile in genere sono un punto nodale di osservazione sulle poetiche e le politiche del patrimonio.
Le tesi sono introdotte dai curatori del progetto Clio ’92, Adriana Bortolotti (conservatrice del Museo storico di Bergamo), Mario Calidoni (esperto in pedagogia del patrimonio culturale), Silvia Mascheroni (esperta in didattica museale), Ivo Mattozzi (Università di Bologna). Aprono la discussione Antonella Nuzzaci (Università della Val d’Aosta), Francesco Ronzon (Università di Verona), Vincenzo Cannada Bartoli (Università di Roma 1). Conclusioni didattiche di Mario Turci (Museo delle genti di Romagna, Museo Guatelli, Direttivo SIMBDEA).
16 maggio, ore 15.00: Patrimonializzare l’immateriale. A partire dal ritorno della taranta.
Il tema è quello dei “beni immateriali” nella loro immagine meno documentaristica, che avvicina molto al concetto di “identità”, un concetto decostruito dagli antropologi, ma tenacemente praticato da vari soggetti sociali. Il mondo “talentino” si è in anni recenti animato per movimenti, centri, diffusione di storie e musiche, grandi meeting giovanili, in una mescolanza complessa che ha spesso creato problemi agli antropologi per la libertà d’uso di tradizioni inventate e nuovi canoni, per la mescolanza tra attività commerciali e memoria storica, tra culture new age e saperi locali, tra teorie del pensiero meridiano e globalizzazione. Discuterne e identificare i nodi centrali di comprensione è un passo importante per l’uso dell’antropologia nella cultura di massa contemporanea. Introduce Giovanni Pizza (Università di Perugia)-testi di riferimento in preparazione. Discutono Paolo Apolito (Università di Salerno), Clara Gallini (Università di Roma 1), Eugenio Imbriani (Università di Lecce), Sergio Torsello (giornalista, Istituto Diego Carpitella).
Conclusioni didattiche Pietro Clemente (Università di Firenze, presidente SIMBDEA).
Composizione seggi elettorali:
Seggio n. 1, Presidente, Elisabetta De Perna; scrutatori: Michele Acquaviva, Gabriella Vicedomini, Maria Francesca Antonacci, Caterina Draicchio.
Seggio n. 2 . Presidente, Cristina D’Andrea; scrutatori: Maria Vittoria Di Perna, Maria Giulia Antonacci, Agnese Basile, Fina Gulisano.
Seggio n. 3 – Presidente, Marinella Esposito; scrutatori: Angela Caputo, Maria Pizzarelli, Cosma Gioffreda, Sabrina Dattoli.
Seggio n. 4 – Presidente, Elina Di Fiore; scrutatori, Lucrezia D’Antuono, Donata Draicchio, Tommasa Draicchio, Antonietta Giangualano.
Seggio n. 5 – Presidente, Libera Maria Di Gregorio; scrutatori: Anna Maria Manobianco, Anna Giannantonio, Maria Pizzarelli, Raffaella Vaira.
CANZONI D’ONORE, SANGUE E OMERTÀ
Le feste religiose in Calabria sono un’occasione importante per ascoltare la musica.
Molti suonatori vi si recano, portando con loro gli strumenti musicali tradizionali. Durante le feste si suona e si balla, si ascolta suonare e si guarda ballare. La musica poi si puó anche comprare. Una presenza presenza costante alle feste é infatti quella del venditore ambulante di musicassette, che offre la sua merce su una bancarella. In contenitori di legno sono esposte le copie dei piú recenti successi della musica pop e raccolte degli anni ’60 e ’70.
In tutte le bancarelle c’é inoltre un settore dedicato alla musica tradizionale calabrese.
All’interno di questo settore, guardando bene, si trovano anche le canzoni della ’ndrangheta.
La vendita di prodotti dedicati alla ’ndrangheta ha suscitato recentemente dibattiti e polemiche in Italia e altrove. Il fenomeno é stato valutato inquietante per l’aperta rivendicazione dei „valori mafiosi“ che alcune canzoni contengono, ma anche poco interessante in quanto le canzoni non sarebbero, per alcuni, che una semplice parodia del comportamento „malandrino“.
Le cose sono un po’ piú complesse…continua nei commenti.
Goffredo Plastino (Professore di musicologia dell’Universitá di New Castle)
Per informazione www.malavita.com
La Repubblica, Martedí 22 Novembre 2005
CD con canti di mafia
Il caso
"Infama Vinditta", "Vendetta d’Onuri", "Ammazzaru lu Generali": sono i titoli di alcune canzoni ispirate alla ’ndrangheta, che fanno parte del CD "Le Canzoni dell’Onorata Societá" pubblicizzato sul sito internet http://www.malavita.com. La vicepresidente dell’Antimafia Angela Napoli ha annunciato un’interrogazione a Pisanu perché valuti la possibilitá di ritirare il CD "perché se non interveniamo é ovvio poi che alcuni giovani diano giudizi positivi sulla criminalitá organizzata".