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La cd-trilogy della mafia pubblicata in Germania e censurata in Italia

CANZONI D’ONORE, SANGUE E OMERTÀ
Le feste religiose in Calabria sono un’occasione importante per ascoltare la musica.
Molti suonatori vi si recano, portando con loro gli strumenti musicali tradizionali. Durante le feste si suona e si balla, si ascolta suonare e si guarda ballare. La musica poi si puó anche comprare. Una presenza presenza costante alle feste é infatti quella del venditore ambulante di musicassette, che offre la sua merce su una bancarella. In contenitori di legno sono esposte le copie dei piú recenti successi della musica pop e raccolte degli anni ’60 e ’70.
In tutte le bancarelle c’é inoltre un settore dedicato alla musica tradizionale calabrese.
All’interno di questo settore, guardando bene, si trovano anche le canzoni della ’ndrangheta.
La vendita di prodotti dedicati alla ’ndrangheta ha suscitato recentemente dibattiti e polemiche in Italia e altrove. Il fenomeno é stato valutato inquietante per l’aperta rivendicazione dei „valori mafiosi“ che alcune canzoni contengono, ma anche poco interessante in quanto le canzoni non sarebbero, per alcuni, che una semplice parodia del comportamento „malandrino“.
Le cose sono un po’ piú complesse…continua nei commenti.
Goffredo Plastino (Professore di musicologia dell’Universitá di New Castle)
Per informazione www.malavita.com

La Repubblica, Martedí 22 Novembre 2005
CD con canti di mafia
Il caso
"Infama Vinditta", "Vendetta d’Onuri", "Ammazzaru lu Generali": sono i titoli di alcune canzoni ispirate alla ’ndrangheta, che fanno parte del CD "Le Canzoni dell’Onorata Societá" pubblicizzato sul sito internet http://www.malavita.com. La vicepresidente dell’Antimafia Angela Napoli ha annunciato un’interrogazione a Pisanu perché valuti la possibilitá di ritirare il CD "perché se non interveniamo é ovvio poi che alcuni giovani diano giudizi positivi sulla criminalitá organizzata".

Discussione

4 pensieri su “La cd-trilogy della mafia pubblicata in Germania e censurata in Italia

  1. La ’ndrangheta é attualmente un’organizzazione meno permeabile e piú agguerrita rispetto a Cosa Nostra e alla camorra. Per la ’ndrangheta il controllo (anche militare) del territorio é essenziale. La semplice reperibilitá di queste registrazioni sul mercato calabrese, conferma la forte presenza dell’organizzazione. Le musicassette sono quindi una „colonna sonora“ della ’ndrangheta, ascoltate prevalentamente dai suoi affiliati, che ritrovano le regole e le „storie
    Esemplari“ di questa associazione mafiosa.
    I canti della ’ndrangheta sono anche la trasformazione di un repertorio piú antico, quello dei canti di malavita e di carcere, che rivendicano l’innocenza, oppure esprimono ad alta voce l’orgoglio di essere „mafiosi“. Oltre ai canti di carcerati, in questi CD vi sono brevi testi e intere canzoni il cui contenuto é una chiara descrizione del comportamento dell’affiliato alla ’ndrangheta. Si veda ad esempio il brano „I Cunfirenti“ (dal Vol. I), nel quale il modo di fare del confidente di polizia viene stigmatizzato e punito, anche con la morte.
    Piú in generale tutti i comportamenti dello ’ndranghetista sono descritti, spesso minuziosamente: l’affiliazione, il modo di discutere con altri membri dell’“onorata societá“, le risposte da dare alle forze dell’ordine, l’omertá, etc.
    Le musiche sono molto diverse tra di loro. I brani piú tradizionali sono le tarantelle, eseguite con organetto e tamburello.
    Anche ai mafiosi piace ballare le tarantelle, ed ecco spiegato il motivo della loro presenza in queste raccolte. Ma non sempre i suonatori tradizionali sono stati d’accordo ad accompagnare con i loro strumenti il ballo dei „malandrini“: Alcuni hanno preferito smettere di suonare, piuttosto che piegarsi alle richieste di qualche mafioso. Molto curiosa é la storia del piú grosso interprete del canto di carcerato Ciccio Scarpelli alias Fred Scotti, che finí ammazzato il 13 Aprile del 1971, per aver molestato la donna di un mafioso.
    Quasi tutte le canzoni rilevano influenze della canzone artigiana dell’Italia meridionale e mediterranea.
    In alcuni casi lo strumento musicale viene suonato come connotazione geografico-criminale (ad esempio lo scacciapensieri nel brano „Sangu Chiama Sangu“, Vol. I)
    Da questa raccolta emerge un repertorio musicale di ’ndrangheta composito, nel quale sono presenti sia canzoni dal contenuto chiaramente apologetico, sia canzoni che ripercorrono le vicende della mafia in Calabria, sia ancora danze tradizionali inserite nell’ambito della musica degli “uomini d’onore“. La musica della „malavita“ rileva stratificazioni complesse, esito di vicende culturali e sociali diverse.
    Al di lá del fastidio che alcuni testi possono provocare, o del piacere che l’esecuzione musicale puó suscitare, resta il merito di questa raccolta, che per la prima volta rende disponibile al pubblico gli esempi di un repertorio del quale molte volte si é discusso, ma che non é stato mai ascoltato con attenzione.
    Questa raccolta va ad aggiungersi dunque, e opportunamente, ai saggi che si occupano del fenomeno mafioso nel meridione d’Italia, e costituisce un documento significativo per la conoscenza piú completa della musica che in Calabria si suona e si ascolta.

    Pubblicato da festival | maggio 5, 2007, 6:41 am
  2. La ’ndrangheta é attualmente un’organizzazione meno permeabile e piú agguerrita rispetto a Cosa Nostra e alla camorra. Per la ’ndrangheta il controllo (anche militare) del territorio é essenziale. La semplice reperibilitá di queste registrazioni sul mercato calabrese, conferma la forte presenza dell’organizzazione. Le musicassette sono quindi una „colonna sonora“ della ’ndrangheta, ascoltate prevalentamente dai suoi affiliati, che ritrovano le regole e le „storie
    Esemplari“ di questa associazione mafiosa.
    I canti della ’ndrangheta sono anche la trasformazione di un repertorio piú antico, quello dei canti di malavita e di carcere, che rivendicano l’innocenza, oppure esprimono ad alta voce l’orgoglio di essere „mafiosi“. Oltre ai canti di carcerati, in questi CD vi sono brevi testi e intere canzoni il cui contenuto é una chiara descrizione del comportamento dell’affiliato alla ’ndrangheta. Si veda ad esempio il brano „I Cunfirenti“ (dal Vol. I), nel quale il modo di fare del confidente di polizia viene stigmatizzato e punito, anche con la morte.
    Piú in generale tutti i comportamenti dello ’ndranghetista sono descritti, spesso minuziosamente: l’affiliazione, il modo di discutere con altri membri dell’“onorata societá“, le risposte da dare alle forze dell’ordine, l’omertá, etc.
    Le musiche sono molto diverse tra di loro. I brani piú tradizionali sono le tarantelle, eseguite con organetto e tamburello.
    Anche ai mafiosi piace ballare le tarantelle, ed ecco spiegato il motivo della loro presenza in queste raccolte. Ma non sempre i suonatori tradizionali sono stati d’accordo ad accompagnare con i loro strumenti il ballo dei „malandrini“: Alcuni hanno preferito smettere di suonare, piuttosto che piegarsi alle richieste di qualche mafioso. Molto curiosa é la storia del piú grosso interprete del canto di carcerato Ciccio Scarpelli alias Fred Scotti, che finí ammazzato il 13 Aprile del 1971, per aver molestato la donna di un mafioso.
    Quasi tutte le canzoni rilevano influenze della canzone artigiana dell’Italia meridionale e mediterranea.
    In alcuni casi lo strumento musicale viene suonato come connotazione geografico-criminale (ad esempio lo scacciapensieri nel brano „Sangu Chiama Sangu“, Vol. I)
    Da questa raccolta emerge un repertorio musicale di ’ndrangheta composito, nel quale sono presenti sia canzoni dal contenuto chiaramente apologetico, sia canzoni che ripercorrono le vicende della mafia in Calabria, sia ancora danze tradizionali inserite nell’ambito della musica degli “uomini d’onore“. La musica della „malavita“ rileva stratificazioni complesse, esito di vicende culturali e sociali diverse.
    Al di lá del fastidio che alcuni testi possono provocare, o del piacere che l’esecuzione musicale puó suscitare, resta il merito di questa raccolta, che per la prima volta rende disponibile al pubblico gli esempi di un repertorio del quale molte volte si é discusso, ma che non é stato mai ascoltato con attenzione.
    Questa raccolta va ad aggiungersi dunque, e opportunamente, ai saggi che si occupano del fenomeno mafioso nel meridione d’Italia, e costituisce un documento significativo per la conoscenza piú completa della musica che in Calabria si suona e si ascolta.

    Pubblicato da festival | maggio 5, 2007, 6:41 am
  3. La mafia non è solo ndrangheta, non è solo fucile pistola ecc… la mafia è uno stato d’essere di appartenenza ad un gruppo che si sente piu’ forte…che pensi possa proteggerti, anche questa è mafia pensare di essere forte solo con gli altri perchè da solo ti senti una farfalla appena uscita dal bozzolo, fragile ed insicura………

    Pubblicato da utente anonimo | maggio 9, 2007, 11:50 am
  4. la mafia è non essere liberi di scegliere un candidato sindaco o un candidato consigliere. Come si può chiedere il voto e obbligarlo?

    Pubblicato da utente anonimo | maggio 15, 2007, 10:43 am

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