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Verso il Mei 2007 con la Biodiversita’ musicale

Il MEI presenta il convegno nazionale

“VERSO LA SALVAGUARDIA E LO SVILUPPO DELLA BIODIVERSITA’ MUSICALE”

sabato 12 maggio ore 16.00

via Castel Raniero 6, Castel Raniero (RA)

con la partecipazione di produttori discografici, musicisti, giornalisti, esperti del settore

Ospiti: Slow Food Italia & Carpino Folk Festival

Il convegno, che ospiterà tra i relatori alcuni tra i maggiori esponenti dell’ambiente world, folk e popolare italiano, si svolgerà all’interno del programma del festival “La Musica nelle Aie”, manifestazione che ogni anno abbina alla musica delle tradizioni rinnovate l’enogastronomia dei prodotti tipici della terra.

La sede del workshop sarà presso la “Fattoria Didattica Quinzan”, in via Castel Raniero 6, a Castel Raniero in provincia di Ravenna.

Il convegno si pone come un primo importante passo per rafforzare e sviluppare la collaborazione tra ladiverse realtà nazionali e offre
un’occasione importante e preziosa di confronto sulle prospettive e le
problematiche di un ecosistema musicale sempre più soffocato dalla
standardizzazione del mercato.

L’incontro, che verrà aperto da Giordano Sangiorgi (AudioCoop / Mei) e Pietro Bandini (La Musica nelle Aie) e dal saluto del Comune di Faenza, Terre di Faenza e Carlo dal Monte (ACLI Castel Raniero e ANSPI Errano), prevede gli interventi di Toni Verona (Ala Bianca), Giampiero Bigazzi (Materiali Sonori), Andrea Del Favero (Folkest), Marco Bartolini (Musica Popolare, Talento Network), Enrico Deregibus (giornalista, ufficio
stampa Club Tenco), Claudio Chianura (Auditorium Edizioni), Riccarda
Casadei (Casadei Sonora), Annibale Bartolozzi (UPR / Laratro Folk
Festa), Marcello Corvino (Promo Music), Anna Galletti (Ed. Galletti Boston), Matteo Coppola Neri (Suoni e Armonie), Daniele Manini (Banda
Putiferio), Simone Cavina (Ca’ Vaina), Renzo Pognant e Beppe Greppi
(Felmay), Floreani Giovanni (Furclap Associazione), Teresa Mariano (Komart), Giancarlo Battilani (musicista), Daniele Bergesio (World Music Magazine), Franco Dell’Amore (Dell’Amore Management), dell’Associazione Pensatojo e tanti altri ancora.

Per il Carpino Folk Festival interverrà Antonio Basile (Ufficio Stampa)

Per Slow Food Italia invece interverrà Mauro Pizzato e sono previsti ulteriori interventi che si stanno definendo.

Per info: Valentina

valentina@audiocoop.it

Tel. 0546.24647 – 0546.26304

Ass. AudioCoop, Via Della Valle, 71 48018 Faenza RA

http://www.audiocoop.it http://www.musicanelleaie.org

“La diversità è la più grande forza creatrice del mondo”. Con questa frase spesso Slow Food cerca di spiegare quanto sia importante difendere la biodiversità naturale e le culture alimentari che le sono intimamente legate.

Ma da tempo è maturata la convinzione che tanto la biodiversità naturale e gli ecosistemi, quanto le persone che li abitano, sono così intimamente legati che il contesto di difesa e tutela della diversità si va ad allargare in maniera che potremmo definire olistica.

Vale a dire che per difendere un alimento, un prodotto, bisogna preoccuparsi anche del contesto culturale in cui esso è inserito, pensando alla musica, all’oralità, all’architettura, al paesaggio, alla storia dei luoghi.

Il celebre antropologo Claude Levi-Strauss in uno dei suoi più recenti discorsi ha lanciato l’allarme: “Viviamo in un’epoca in cui si rende necessaria un’etnologia d’emergenza”.

Com’è successo per gli alimenti e per le colture agricole, anche le diverse culture umane nel mondo stanno subendo un pericoloso processo di omologazione. Pericoloso perché riduce la diversità tra i popoli, tra i territori, tra le culture, e ci fa mancare quella feconda forza creatrice che ci ha fatti evolvere, generando patrimoni strabilianti.

Il M.E.I, il Meeting delle Etichette Indipendenti, attua sul fronte della musica ciò che Slow Food attua in campo agro-alimentare e rurale: si batte contro l’omologazione musicale imposta da un mercato discografico sempre più centralizzato e tendente alla standardizzazione, supportando il prezioso lavoro delle etichette indipendenti, sinonimo di diversità, garanzia di salvaguardia delle musiche tradizionali e prezioso serbatoio creativo per i giovani musicisti.

Per evidenti motivi non poteva che nascere una collaborazione per un approfondimento tra M.E.I. e Slow Food, già iniziata con lo scambio di spazi espositivi tra Salone del Gusto e l’annuale meeting delle etichette indipendenti che si tiene a Faenza. Ora però gli obiettivi comuni spingono i due soggetti a rinforzare le loro operazioni congiunte e la volontà è quella di convocare esperti, operatori e musicisti che si occupano di musiche tradizionali in via d’estinzione per iniziareun’attività di promozione, catalogazione ed eventi. Sarà necessario coinvolgere le etichette e il mondo della musica tradizionale, che in Italia è ancora molto vivo ma spesso sottotraccia rispetto al palcoscenico più sfavillante di chi può collaborare con le major e, magari, scimmiottare il pop internazionale.

E’ un mondo fragile quello di chi si occupa di questi suoni,
esattamente come quello di certa musica alternativa e colta, che fa
dello scambio tra generi e della contaminazione tra passato e futuro il
suo verbo, riuscendo così a coniugare le esigenze dei giovani musicisti
con il patrimonio tradizionale che in questo modo resta vivo, in
continua evoluzione.

Discussione

2 pensieri su “Verso il Mei 2007 con la Biodiversita’ musicale

  1. Il convegno, che ospiterà tra i relatori alcuni tra i maggiori esponenti dell’ambiente world, folk e popolare italiano, si svolgerà all’interno del programma del festival “La Musica nelle Aie”, manifestazione che ogni anno abbina alla musica delle tradizioni rinnovate l’enogastronomia dei prodotti tipici della terra.
    La sede del workshop sarà presso la “Fattoria Didattica Quinzan”, in via Castel Raniero 6, a Castel Raniero in provincia di Ravenna.
    Il convegno si pone come un primo importante passo per rafforzare e sviluppare la collaborazione tra la diverse realtà nazionali e offre un’occasione importante e preziosa di confronto sulle prospettive e le problematiche di un ecosistema musicale sempre più soffocato dalla standardizzazione del mercato.
    L’incontro, che verrà aperto da Giordano Sangiorgi (AudioCoop / Mei) e Pietro Bandini (La Musica nelle Aie) e dal saluto del Comune di Faenza, Terre di Faenza e Carlo dal Monte (ACLI Castel Raniero e ANSPI Errano), prevede gli interventi di Toni Verona (Ala Bianca), Giampiero Bigazzi (Materiali Sonori), Andrea Del Favero (Folkest), Marco Bartolini (Musica Popolare, Talento Network), Enrico Deregibus (giornalista, ufficio stampa Club Tenco), Claudio Chianura (Auditorium Edizioni), Riccarda Casadei (Casadei Sonora), Annibale Bartolozzi (UPR / Laratro Folk Festa), Marcello Corvino (Promo Music), Anna Galletti (Ed. Galletti Boston), Matteo Coppola Neri (Suoni e Armonie), Daniele Manini (Banda Putiferio), Simone Cavina (Ca’ Vaina), Renzo Pognant e Beppe Greppi (Felmay), Floreani Giovanni (Furclap Associazione), Teresa Mariano (Komart), Giancarlo Battilani (musicista), Daniele Bergesio (World Music Magazine), Franco Dell’Amore (Dell’Amore Management), dell’Associazione Pensatojo e tanti altri ancora.
    Per il Carpino Folk Festival interverrà Antonio Basile (Ufficio Stampa)
    Per Slow Food Italia invece interverrà Mauro Pizzato e sono previsti ulteriori interventi che si stanno definendo.

    Per info: Valentina
    valentina@audiocoop.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
    Tel. 0546.24647 – 0546.26304
    Ass. AudioCoop, Via Della Valle, 71
    48018 Faenza RA
    http://www.audiocoop.it http://www.musicanelleaie.org

    “La diversità è la più grande forza creatrice del mondo”. Con questa frase spesso Slow Food cerca di spiegare quanto sia importante difendere la biodiversità naturale e le culture alimentari che le sono intimamente legate.

    Ma da tempo è maturata la convinzione che tanto la biodiversità naturale e gli ecosistemi, quanto le persone che li abitano, sono così intimamente legati che il contesto di difesa e tutela della diversità si va ad allargare in maniera che potremmo definire olistica.

    Vale a dire che per difendere un alimento, un prodotto, bisogna preoccuparsi anche del contesto culturale in cui esso è inserito, pensando alla musica, all’oralità, all’architettura, al paesaggio, alla storia dei luoghi.

    Il celebre antropologo Claude Levi-Strauss in uno dei suoi più recenti discorsi ha lanciato l’allarme: “Viviamo in un’epoca in cui si rende necessaria un’etnologia d’emergenza”.

    Com’è successo per gli alimenti e per le colture agricole, anche le diverse culture umane nel mondo stanno subendo un pericoloso processo di omologazione. Pericoloso perché riduce la diversità tra i popoli, tra i territori, tra le culture, e ci fa mancare quella feconda forza creatrice che ci ha fatti evolvere, generando patrimoni strabilianti.

    Il M.E.I, il Meeting delle Etichette Indipendenti, attua sul fronte della musica ciò che Slow Food attua in campo agro-alimentare e rurale: si batte contro l’omologazione musicale imposta da un mercato discografico sempre più centralizzato e tendente alla standardizzazione, supportando il prezioso lavoro delle etichette indipendenti, sinonimo di diversità, garanzia di salvaguardia delle musiche tradizionali e prezioso serbatoio creativo per i giovani musicisti.

    Per evidenti motivi non poteva che nascere una collaborazione per un approfondimento tra M.E.I. e Slow Food, già iniziata con lo scambio di spazi espositivi tra Salone del Gusto e l’annuale meeting delle etichette indipendenti che si tiene a Faenza. Ora però gli obiettivi comuni spingono i due soggetti a rinforzare le loro operazioni congiunte e la volontà è quella di convocare esperti, operatori e musicisti che si occupano di musiche tradizionali in via d’estinzione per iniziare un’attività di promozione, catalogazione ed eventi. Sarà necessario coinvolgere le etichette e il mondo della musica tradizionale, che in Italia è ancora molto vivo ma spesso sottotraccia rispetto al palcoscenico più sfavillante di chi può collaborare con le major e, magari, scimmiottare il pop internazionale.

    E’ un mondo fragile quello di chi si occupa di questi suoni, esattamente come quello di certa musica alternativa e colta, che fa dello scambio tra generi e della contaminazione tra passato e futuro il suo verbo, riuscendo così a coniugare le esigenze dei giovani musicisti con il patrimonio tradizionale che in questo modo resta vivo, in continua evoluzione.

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    Pubblicato da festival | Maggio 9, 2007, 10:29 am
  2. Introduzione musicale:
    Banda Putiferio

    Saluti di apertura:
    Giordano Sangiorgi (MEI / AudioCoop)
    Pietro Bandini (La Musica nelle Aie)
    Carlo Dal Monte (ACLI Castel Raniero e ANSPI Errano)

    Introduzione:
    Mauro Pizzato Slow Food

    Relazioni:
    Andrea del Favero Folkest
    Anna Galletti Ed. Galletti Boston
    Annibale Bartolozzi UPR / Laratro Folk Festa
    Antonio Basile Carpino folk Festival
    Claudio Chianura Auditorium Edizioni
    Daniele Bergesio Wold Music Magazine
    Daniele Manini Banda Putiferio
    Enrico Deregibus Giornalista, Ufficio Stampa Club Tenco
    Floreani Giovanni Furclap Associazone / Gruppo strepitz
    Franco Dell’Amore Dell’Amore Management
    Giampiero Bigazzi Materiali Sonori
    Giancarlo Battilani Musicista
    Marcello Corvino Promo Music
    Marco Bartolini Musica Popolare / Talento Network
    Matteo Coppola Neri Suoni e Armonie
    Renzo Pognant e Beppe Greppi Felmay
    Riccarda Casadei Casadei Sonora
    Simone Cavina Ca’ Vaina
    Teresa Mariano Komart
    Toni Verona Ala Bianca
    E altri

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    Pubblicato da festival | Maggio 9, 2007, 10:30 am

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