Il 9 settembre scorso a seguito dell’istruttoria espletata dal Responsabile di Azione e confermata dal Dirigente del Servizio Ecologia, ing. Antonello Antonicelli, sono stati approvati dalla Regione Puglia le risultanze istruttorie e la graduatoria definitiva degli Interventi sulla rete di sentieri al fine di favorire lo sviluppo di percorsi escursionistici.
I Comuni di Peschici, Monte S.Angelo, Cagnano Varano, S. Marco in Lamis, S. Giovanni Rotondo, Sannicandro e Apricena fanno il pieno di finanziamenti. Carpino non becca un euro.
Inutili lamentele, se i progetti non li presentiamo, non ce li possono approvare.
Se non presentiamo i progetti, non avremo mai i finanziamenti, mai nuove opportunità di lavoro per i nostri ragazzi e mai i percorsi escursionistici, amen.
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La Regione esorta i due Comuni a presentarli entro la fine del mese.
E’ stato avviato il procedimento di valutazione delle modalità di utilizzo dei fondi per il risanamento di parte delle lagune dei Comuni di Lesina e Cagnano Varano. (Foggia).
La somma, già stanziata dal Ministero dell’Ambiente in base all’Accordo di programma quadro “Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche”, ammonta a euro 7.176.023. Lo rende noto l’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile, Fabiano Amati, che ha convocato tutti i soggetti interessati per un incontro al termine del quale si è deciso che i Comuni di Lesina e Cagano Varano dovranno presentare agli uffici regionali, entro la fine del mese del settembre, tutti i progetti già redatti per la realizzazione di opere di risanamento.
Entro il mese di ottobre poi, la Regione Puglia, in accordo con l’Autorità di Bacino ed i Servizi Tutela delle acque e Lavori pubblici valuterà la validità dei progetti e le modalità di distribuzione delle risorse tra i due Comuni interessati.
“La riunione – ha detto Amati – è stata utile per tracciare un preciso crono-programma che necessario ad evitare che questi fondi già disponibili vadano persi e, contestualmente, perché siano utilizzati nel migliore dei modi per superare le criticità di queste zone, causate dall’inquinamento delle due lagune. Valuteremo con attenzione- ha detto Amati- le ipotesi progettuali che i Comuni di Lesina e Cagnano Varano provvederanno a presentarci e cercheremo la migliore soluzione affinchè questi 7 milioni di euro siano investiti in opere funzionali, congruenti con il Piano di tutela delle Acque della Puglia e condivise con l’Autorità di Bacino, poiché si tratta di aree ad elevata criticità geomorfologia.
“Ad oggi- ha continuato L’assessore- non possiamo escludere che il risanamento delle lagune potrebbe essere attuato a prescindere dai confini amministrativi; il nostro compito primario sarà quello di individuare le priorità che potrebbero portare ad una divisione equa delle risorse tra le due realtà amministrative, così come potrebbero indurci a destinare somme diverse per riuscire a realizzare lavori utili a risolvere i problemi. Sprecare soldi e manodopera — ha concluso l’assessore – in opere “fatte a metà” non ha alcun senso”.
Lo spreco della stagione culturale estiva della Provincia di Foggia: 160.000,00 euro che non portano da nessuna parte
Riceviamo e pubblichiamo da L. Rutigliano
In tempo di crisi e di tagli agli sprechi ci si aspetterebbe che una provincia storica come quella di Foggia, consapevole che l’offerta culturale rappresenta una componente non trascurabile della capacità attrattiva di un territorio, per ridurre l’impatto negativo provocato dall’impoverimento delle risorse statali adotti una politica di sviluppo e di crescita del sistema culturale e dello spettacolo che attraverso criteri di selezione sia in grado di garantire il massimo possibile di efficacia e di efficienza della spesa.
Una politica culturale, ad esempio, che sostenga le produzioni provinciali e le manifestazioni finalizzate alla promozione e valorizzazione delle identità culturali, della storia, della memoria, della testimonianza civile e delle tradizioni popolari della Capitanata.
Ma in provincia a Foggia sono pronti a rinunciare a qualsiasi politica culturale, ma non a un bel panino con la salamella e il caciocavallo.
C’è un sindaco che piange miseria?
Tranquillo un buchino nel bilancio provinciale si trova sempre per fare spazio alla sagra di paese. E naturalmente, oltre alle sagre vere e proprie, dal momento che la serie di manifestazioni provinciali deve essere complementare con gli eventi estivi organizzati dai singoli comuni del territorio, una pioggia di piccoli e grandi finanziamenti per false rievocazioni storiche, premi e per allungare, con serate di cabaret, le feste patronali.
L’obiettivo è politicizzare l’estate con la proliferazione dei palchi e dei ringraziamenti al consigliere provinciale della circoscrizione di turno.
Pensate che si arriva fino al punto che chi fa la donazione per la festa patronale è a favore dell’amministrazione comunale amica all’amministrazione provinciale e chi non partecipa alla questua l’ho fa non perchè non gradisce la festa, ma perché cosi boicotta entrambe le amministrazioni col rischio di essere cacciati dal percorso della processione anche se si cerca di arrivare a Cristo seguendo l’esempio del Santo Patrono festeggiato.
Ma bando alle ciance, in allegato trovate l’elenco completo della programmazione degli eventi estivi meritevoli di essere finanziati dal delegato Spettacoli ed Eventi della Provincia di Foggia in collaborazione con l’Assessore alla Cultura (oggi anche del Turismo) dopo aver ascoltato i rappresentanti di tutti i Comuni della Capitanata (almeno cosi recita la Determina Numero: 2553 del 28.07.2010) tanto a pagare è sempre Pantalone.
Più i cittadini diventano consapevoli e più è difficile l’esercizio discrezionale del potere.
Allegato A – Determinazione 2553-2010
L.Rutigliano
Il 26 settembre, presso l'Alpheus (via del Commercio 36, zona Ostiense) si svolgerà un CONCERTONE DI BENEFICIENZA, il cui ricavato verrà destinato al restauro dell'affresco di "SAN PAOLO DEI SERPENTI" che si trova nella chiesa di Santa Maria di Vereto a Patù, nel Capo di Leuca.
L'affresco è importante perché conserva una delle più antiche rappresentazioni di San Paolo nell'iconografia "popolaresca" che si riferisce all'antichissima credenza relativa alle capacità del Santo di "curare" gli effetti velenosi del morso di alcuni animali, tra cui i serpenti e gli scorpioni, da cui deriverà anche il patronato paolino sugli uomini e le donne "morse dalla taranta".
Al concertone, organizzato dalla fondazione CittaItalia in collaborazione con il comitato per la salvaguardia di Vereto, l'associazione "Carpino Folk festival" e con la Fondazione "Notte della Taranta", parteciperà il fior fiore della musica popolare pugliese:
– Mascarimirì Tradizionale (uce de fimmina Anna Cinzia Villani)
– Malicanti
– Canzoniere Grecanico Salentino
– Cantori di Carpino.
Stazione di San Severo, il mio viaggio nel mondo reale è quasi concluso ma quello vero ancora non inizia…scendo dall'Intercity e mi intrufolo in un trenino dipinto con i colori del Gargano, Peschici,falesie,mare…sembra di esser tornati nel passato, il treno parte, trema tutto..stiamo per decollare? Si, il "Monte Gargano" con la sua mole massiccia si avvicina, i binari iniziano a salire, il treno si inerpica, si sale..leggo da qualche parte "San Marco in Lamis, San Nicandro, San Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo…"…tutti questi santi.. subito capisco che questa è una terra benedetta, toccata da Dio e dal suo Arcangelo Michele il cui ricordo giace nelle grotte, nella valli, nei boschi e nei monti che riportano il nome di Mikael…scorgo paesaggi carsici, il Gargano contiene ancora molti segreti..il paesaggio si apre,vedo uno specchio d'acqua, è il Varano, una pianura di ulivi che non finisce mai…Carpino.
Sono arrivato, sono qui per sentire le mie origini, per ascoltare..e forse, capirle..capire chi erano i miei avi, come era la loro vita, lo ascolto nelle parole di Matteo Scanzuso, Antonio Piccininno, Mike Maccarone.. nei loro canti è concentrata l'essenza del passato di una terra mai fortunata, una terra avara d'acqua e abbondante di sole. Per far si che questo ritorno al passato sia possibile "salgo" sul treno del Carpino Folk Festival, una manifestazione "glocale", partita 15 anni fa dalla mente di Rocco Draicchio e consegnata poi nelle mani di alcuni giovani carpinesi che con orgoglio e vivacità hanno fatto sentire la loro voce prima in Puglia, poi in Italia..ora cantano la tarantella del Gargano negli Stati Uniti..fate un pò voi. Il treno del Carpino Folk Festival non richiede biglietti, solo attenzione, ascolto, divertimento interessato…è cultura pura, è spirito giovanile sincero, è passione..quella vera. Compro con pochi euro un piatto di fave bagnate da abbondante olio d'oliva, mi dicono che tutto è rigorosamente "made in Carpino", questa terra fa miracoli, sono in Paradiso…ed io che non ci credevo quasi più! Inizia a battere il ritmo…sono in Piazza del Popolo..ma la festa non è qui..sento corde pizzicate, rimbombi di tamburelli…li seguo, arrivo nel centro storico..scorgo un gruppetto di persone in cerchio,ma cosa fanno? Mi avvicino, è una visita guidata nei vicoli e vicoletti del paese, mi regalano una bellissima mappa con i nomi dei quartieri in dialetto..e c'è ancora altro ma non ho tempo di leggere ora, "lu vuccul", la "lamj d P'lat", "la Fica ner", l'elenco non finisce mai, meno male che è un piccolo paese, qui ogni angolo trasuda di storia, dai normanni fino ad oggi..arriviamo all'epilogo della visita, il castello, la torre circolare…un castello occupato più o meno abusivamente da quello che mi dicono, Carpino è anche questo..siamo in Italia allora? Tra questi vicoletti avevo perso in senso dell'orientamento, la bussola era impazzita, credevo quasi di essere dall'altra parte dell'Adriatico tanto la differenza delle architetture è sottile…Torniamo dove si canta e si balla, accompagnamo il vecchio cantore 95enne con una "chitarra battente", un tamburello ed un paio di nacchere, canti d'amore che narrano la vita quotidiana di un tempo..gli occhi di Antonio Piccininno raccontano tanto, lucidi, raccontano quelle infinite camminate con le pecore dell'infanzia..il suono di quella "speciale chitarra" sembra esser quasi nato in quelle vie tanto è l'atmosfera armoniosa, ma al tempo stesso scatenata nei piedi nudi delle ragazze che li battono e ancora li battono a terra, che crea con le abitazioni storiche…non ci si stanca mai a Carpino, la notte è infinita, la voce e l'energia per ballare e cantare anche..il vino non manca mai, come succedeva nel rito per esorcizzare la tarantata lo si porta a cantori e suonatori, non deve mancare mai, così come il pane e quelle miracolose fave…quando si creano quei cerchi di suono,canto e danza la gente vi si accalca intorno..si fa come a gara di chi riesce a metter l'orecchio più vicino come per catturare qualcosa..ma cosa? C'è una qualche essenza che ancora non scopro sotto questo lampione dalla luce fioca al suono ritmato del tamburello…l'aria ti prende, ti coinvolge e poi ti sconvolge in quella danza sempre uguale ma sempre diversa, ogni passo ha un significato diverso, occhi che non si conoscono si incrociano, c'è intesa..la danza parla e le persone di conoscono senza aprir bocca…"Sogno o son desto?"..son desto, cosa volete? Questa è la terra dei santi, qui tutto può succedere…"Sant M'chel mij, statt bbon"..ci vediamo tra un anno a Carpino
scritto da Domenico S. Antonacci © 2010
la pubblicazione potrà eventualmente essere consentita previa richiesta (informale)
Prende finalmente corpo un “vecchio” progetto di “giovani” peschiciani: dare vita a un GRUPPO FOLK completo di tutto, ma proprio tutto!
Spinti, convinti, sollecitati e stimolati dalla propria passione per la musica popolare, con l’incentivo, il sostegno e l’incoraggiamento di un vecchio marpione che li ha presi sotto la sua “protezione” (il nome? a suo tempo…), e il supporto organizzativo di una fra le più attive Associazioni Culturali del Gargano (quale? Ma “Punto di Stella”, ovviamente) che ne gestirà umori e intemperanze, passioni e ottiche, volontà e decisioni.
Naturalmente il progetto è ancora allo stadio embrionale, ha bisogno delle energie dei suoi componenti, opportunamente individuati e selezionati, che hanno – almeno lo “zoccolo duro” – già avuto un primo rendez vous e si sono indistintamente dichiarati aperti a qualsivoglia inserimento territoriale ed extraterritoriale, forti della convinzione che la musica folk non possa essere strettamente localistica o chiusa nei limitati confini di un paese o di una cittadina.
Da oggi in avanti, pertanto, il gruppo (musici, tamburellisti, danzatori, videocameramen…) accetterà qualunque richiesta di collaborazione gli giunga dalle più disparate latitudini. Una è già arrivata, e porta un nome altisonante: il “Carpino Folk Festival”, per nome del suo responsabile dell’Ufficio Stampa, Antonio Basile. “Sono contento del vostro intendimento – afferma – e spero che si possa collaborare”.
Per ora è tutto. Fateci gli auguri e… alla prossima!
Piero Giannini (addetto stampa)
Scene girate tra Lesina, Rodi, San Menaio e Peschici
Venerdi 27 agosto, all’Auditorium comunale di Vico del Gargano, ore 21, verrà proiettato in prima nazionale il film “La vita, un lungo viaggio in treno” di Thierry Gentet, prodotto dalla televisione francese “France 3 Corse Via Stella”, con la collaborazione della regione Midy Pyrénées e il contributo della Apulia Film Commission. L’edizione presentata è quella originale in francese con sottotitoli in italiano. Dopo l’anteprima italiana al Cineporto di Bari del 26 maggio di quest’anno, la messa in onda su France Télévision il marzo scorso e la presentazione alla Cinématèque di Tolosa in aprile, la prima nazionale a Vico del Gargano del film sulla vita di Ferruccio Castronuovo deve essere considerata un omaggio al suo paese natìo.
L’incontro tra Ferruccio Castronuovo e il regista francese Thierry Gentet è avvenuto durante la realizzazione di un film-documentario su “I cantori di Carpino” che Gentet ha girato il 2008. Da molti anni infatti il regista vichese, romano d’adozione, s’interessa di musica popolare collaborando anche con Diego Carpitella ed Ernesto De Martino. Molte delle registrazioni di tale genere musicale, diventate oggi preziosi documenti, furono da lui fatte a Vico, Carpino, Ischitella, Peschici, a cominciare dal 1960.
Castronuovo parla abbastanza bene il francese ed è stato quindi facile per Thierry Gentet, durante le riprese realizzate a Carpino, scoprire che il collega italiano aveva qualche cosa di importante da raccontare. Il 2009 sono iniziate così le riprese di “La vita, un lungo viaggio in treno”, curioso documentario misto a fiction, che racconta appunto la vita di Ferruccio Castronuovo, testimone di tutta un’epoca del cinema italiano. Emigrato a Roma dopo il 1940 (anno della sua nascita; ndr), Castronuovo è entrato nel mondo del grande cinema italiano prima come aiuto regista, poi come documentarista e infine come regista collaborando con alcuni dei più importanti autori italiani (De Santis, i fratelli Taviani, Nanni Loi, Zampa, Fellini…).
Con Federico Fellini ha lavorato più di dodici anni realizzando importanti documenti filmati sul lavoro del maestro riminese. Ancora ha lavorato con Sergio Leone più di due anni seguendo e raccontando la realizzazione del film “C’era una volta in America”. Notevole è anche la sua presenza in televisione dove, in qualità di regista e autore, ha curato programmi come “Tagli, ritagli e frattaglie” con Renzo Arbore e Luciano De Crescenzo, “Scene da un matrimonio” con Davide Mengacci. Attualmente realizza con funzioni di regista la diretta della S. Messa su Rete4.
“La vita, un lungo viaggio in treno” è stato girato in Francia (a Parigi, Tolosa e in Corsica), a Roma, negli studi di Cinecittà, ma soprattutto sul Gargano. Molte sequenze del film sono state realizzate sulla spiaggia di San Menaio, al trabucco “Montepucci” di Peschici e sulla spiaggia di Lesina. In Francia la popolarità del regista vichese è stata imprevedibile: su un giornale francese è stato definito “il più francese degli italiani” e perfino le poste francesi gli hanno dedicato un francobollo.
La Chiesa, sita nell’antico quartiere “La Terr”, situato a Sud-Ovest del paese, è ubicata nella parte più alta della collina dove sorge Carpino.
Riferimenti Internet
Riferimenti Facebook
Nessuna notizia su questo tempio è stato possibile rintracciare antecedentemente al Sinodo del 1678. Da tale documento si apprende che l’Arcivescovo Fr. Vincenzo Maria Orsini la consacrò il 22 Ottobre 1678 in onore di San Nicola di Mira, mettendovi le reliquie dei SS Martiri Dionisio e Lelio.
Non ci sono altre notizie fino al 1837 quando la nostra collegiata è richiamata nella relazione dell’Intendente Cav. Gaetano Lotti, letta all’apertura della sessione del Consiglio Provinciale di Capitanata: “…. Nella Capitale della Provincia fu aperto a’ fedeli il tempio di San Francesco Saverio; sono prossimi ad aprirsi quelli novellamente costruiti in Vieste, Lesina…. Carpino..”
Questo fa supporre che la nostra Chiesa Madre, verso la fine del ‘700 od inizio ‘800, sia stata distrutta o fortemente danneggiata, forse da eventi tellurici.
Dai registri comunali, deliberazioni del Consiglio e della Giunta, si sono ricavate le seguenti notizie: il Consiglio in data 13.05.1873 delibera di affidare ad un ingegnere la redazione di un progetto di massima per la restaurazione della Chiesa. La Giunta il 03.06.1876 delibera un sussidio per la prosecuzione dei lavori di restauro indispensabili, essendo stata la Chiesa Madre danneggiata da varie scosse di terremoto; il 14.04.1886 decide di concorrere alla spesa per la riedificazione del campanile abbattuto da un fulmine. Infine la stessa giunta in data 04.05.1895 delibera di pagare le spese per far rifondere la vecchia campana che pesava Kg 175 mentre la nuova è risultata di Kg 208.
La Chiesa di San Nicola di Mira è definita Madre in quanto rappresentava e tuttora rappresenta la più grande Chiesa del paese.
Ad essa si accede tramite due scalinate contrapposte site alla fine dell’attuale Corso Vittorio Emanuele II.
La facciata principale, decorata, presenta delle nicchie con delle statue in pietra, mentre sopra il portale vi è un finestrone, con vetri colorati, che immette luce direttamente sull’abside.
Agli spigoli della facciata vi sono due statue di pietra con al centro del timpano del tetto una croce in ferro battuto.
All’interno è costituita da un’unica navata, particolarmente maestosa, con lo sfondo sito sotto la cupola. La luminosità è assicurata dalla presenza di finestroni a vetro, situati ai lati della navata centrale.
La cupola, che si erge al di sopra dell’altare maggiore, si presenta completamente affrescata al contrario delle altre parti della chiesa, dove diversi interventi di restauro hanno irrimediabilmente rovinato gli affreschi esistenti. Ai quattro angoli della cupola sono rappresentati, su supporto di tela, i quattro evangelisti (San Matteo, San Marco, San Luca e San Giovanni).
Il tetto della Chiesa Madre è sorretto da un doppio sistema di capriate lignee, attualmente in forte stato di degrado.
La capriata più grande è del tipo “composta” e serve a sorreggere la copertura esterna (tavelloni, guaina, coppi e tegole).
La capriata più piccola, invece, anch’essa di tipo “composto” serve a sorreggere la controvolta affrescata sita all’interno della Chiesa. Essa è costituita da un sistema di cannucce intrecciate con il gesso.
Il campanile, invece, sorge addossato sull’angolo sinistro della Chiesa, sporgendo dal perimetro della stessa. Esso si sviluppa su tre livelli, nell’ultimo dei quali ci sono le celle campanarie e la vecchia cupola di copertura.
Attualmente l’antica cupola di copertura si presenta completamente inglobata all’interno della porzione di campanile ricostruita.
Il 27 agosto con la partecipazione dei poeti friulani Di Monte e Ornella, del calabrese Panetta e dell’abruzzese D’Arcangelo
Nella piazza principale di Ischitella (corso Cesare Battisti) venerdì 27 agosto 2010 alle ore 21 si terrà il reading di poesia Altre Lingue con la partecipazione dei poeti in lingua friulana Nelvia Di Monte e Silvio Ornella, in calabrese Alfredo Panetta e in abruzzese Mario D’Arcangelo.
I testi poetici saranno intervallati da brani musicali eseguiti dal duo Gargan Jazz.
La lettura poetica nei dialetti d’Italia sarà la seconda iniziativa di Gargano Letteratura 2010: un contenitore culturale in cui confluiscono le proposte autonome dei comuni di Ischitella e Vico del Gargano all’insegna della poesia, delle lingue locali d’Italia, del romanzo breve e della solidarietà.
La serata del 26 agosto è stata dedicata ai poeti amatoriali che si sono confrontati nella MaratonaPoesia.
Ecco in sintesi gli altri eventi della rassegna letteraria
Ischitella: SABATO 28 AGOSTO 2010 – ore 21 Cerimonia di assegnazione del VII Premio nazionale di poesia in dialetto “Città di Ischitella-Pietro Giannone” 2010 a Nelvia Di Monte, vincitrice della VII edizione del Premio nazionale di poesia in dialetto “Ischitella-Pietro Giannone” 2010, a Silvio Ornella, secondo classificato, a Alfredo Panetta, terzo classificato.
Vico del Gargano: DOMENICA 29 AGOSTO 2010 – Assegnazione premi Fratres-Vico del Gargano 2010 (poesia) e XII Premio per romanzo breve “Città di Vico del Gargano” nel Complesso monumentale di San Pietro (viale San Pietro):
ore 20,30 Cerimonia di assegnazione del Premio “Fratres-Vico del Gargano” per poesia sulla “donazione” alla vincitrice Maria Francesca Giovelli di Caorso (Piacenza)
ore 21,30 Premiazione Concorso “Città di Vico del Gargano” XII edizione 2010 per romanzo breve a Massimo Ubertone (Rovigo) Con il romanzo breve “Natale in famiglia”. Saranno premiati anche il 2° classificato Vanes Ferlini di Imola (BO); Giorgio Galli di Roma; il 4° classificato Carlo Bonlamperti di Marina di Minturno (LT) e il 5° classificato Maria Lanciotti di Velletri (RM).
Alla cerimonia presenzieranno i componenti della Giuria: Domenico Cofano, presidente, Achille Serrao, Rino Caputo, Giuseppe Massara, Michele Afferrante, Grazia D’Altilia, Vincenzo Luciani.