//
archives

gargano

Questa categoria contiene 2 articoli

PUNTUALIZZAZIONI PERSONALI QUA E LA SULLA QUERELLE INTORNO AL CARPINO FOLK FESTIVAL

FB_IMG_1563569739206

Conferenza Stampa Carpino Folk Festival 2010 – Teatro Petruzzelli di Bari

Violo il silenzio stampa a scrivere sul mio blog? Vabbè, se è cosi sai che c’è? Quanto uno sente una cosa deve dirla, almeno a se stesso.
È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei ssguenti contenuti.
Iniziamo dal Petruzzelli. Ho più di un aneddoto. Me li conservo per me. Punto. Un anno prima o comunque mesi prima l’allora Sindaco di Bari, Michele Emiliano, rilascio una dichiarazione il cui senso era: farò del Petruzzelli la casa di tutti i pugliesi. Fu in quel momento che in Associazione pensammo che fosse opportuno fare qualcosa in quell’opera d’arte. Incominciammo a tessere la tela, utilizzando ogni strumento ed ogni occasione propizia con coraggio, ostinazione, professionalità e impegno. Alla fine nel luglio del 2010 nella meraviglia completa dell’assessorona Silvia Godelli riuscimmo ad organizzare una conferenza spettacolo tra lo stupore dei giornalisti. La musica popolare con i suoi rappresentanti in uno dei teatri più importanti della musica colta. Nessuno ci ha regalato nulla.
Per quanto riguarda il logo della manifestazione occorre precisare che lo stesso è stato registrato molti anni fa, mentre lo scorso anno è stato solamente rinnovato. Per conferma a quanto dico, ci si può rivolgere all’ufficio brevetti e marchi di Foggia e già che si è lì chiedere informazioni in merito al plagio e alla concorrenza sleale.
In merito a quanto deliberato dall’assemblea del 4 luglio scorso è necessario specificare due aspetti.
In primo luogo, vi è da dire che anche lo scorso anno l’assemblea aveva deliberato l’opportunità che la manifestazione non si svolgesse in piazza del popolo, ma poi il direttivo, visto che non c’era alternativa logistica, decise di realizzare comunque la manifestazione, assumendosene le responsabilità.
Il passaggio dei soci da onorari a fondatori non ha cambiato di una virgola la loro posizione in termini di diritto di voto. Potevano votare già da soci onorari. L’assemblea ha deciso di nominarli soci fondatori per riconoscerene i meriti per quello che hanno fatto durante gli anni della presidenza di Pasquale Di Viesti (come è sempre stato fatto per chi si è impegnato nell’organizzazione del festival) e dare una maggiore possibilità all’associazione di avere, in futuro, un nuovo direttivo. Basterebbe conoscere lo Statuto di Rocco.
Per quanto concerne la questione della candidatura del nuovo direttivo, tutti i soci che avevano dato la loro delega, avevano indicato di votare per le persone che erano state individuate. Il sottoscritto con una delega vincolata letta in assemblea.
Il gruppo interessato a subentrare, però, non ha fatto mettere ai voti la candidatura. I componenti hanno chiesto un aggiornamento al giorno dopo ma, prima che l’assemblea si riunisse, hanno fatto avere le loro dimissioni in mano al Presidente. Quella mattina scoprii a mie spese che non tutti avevano dato la loro disponibilità ad essere candidati.
Infine i commercianti. Ma chi l’ha detto che il Carpino Folk Festival deve preoccuparsi dei commercianti? Ma non è loro il rischio d’impresa?

FB_IMG_1563569739206

Conferenza Stampa Carpino Folk Festival 2017 – Sala Stampa Presidenza Regione Puglia

Rocco Draicchio non l’ha mica pensato come un festival al servizio dei commercianti? No, cari non è cosi. Alla seconda edizione aveva gia avuto da ridire con chi aveva messo 5000 lire (2,5 euro) come contributo. Stiamo però nella parte di chi gli vuole attribuire anche questo ruolo, sempre a gratisse si intende. Bene, allora sappiate che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival è un impresa. Meraviglia? Si l’Associazione è regolarmente iscritta alla Camera di Commercio. Ha una partita iva e un codice fiscale, ed è classificata col codice ateco delle imprese dello spettacolo. Stupiti? Siii, ma non è ancora finita. E’ un impresa dello spettacolo che paga regolarmente le tasse e versa i contributi Enpals per i lavoratori e gli artisti che lavorano per il festival. Ma è anche un impresa senza scopo di lucro che utilizza i propri collaboratori/soci per svolgere le attività senza purtroppo riuscirgli a pagare la retribuzione. Si è scandaloso. Un impresa che ha fatto della propria passione un vero e proprio mestiere, ma non riesce a remunerarlo, anzi privileggia il numero degli spettacoli da proporre allo stipendio di chi ci lavora e questo perché è un impresa che lavora con l’obiettivo di promuovere la propria comunità e il proprio territorio. Pensate un po quanto siamo fessi. Ma ritorniamo al nostro argomento, la tutela delle attività economiche. Adesso, forse, che avete scoperto che il CFF è un impresa si può comprendere meglio che quando si dice che nelle scelte si è tenuto conto del mondo produttivo locale non si include però la prima impresa culturale di Carpino. No, il CFF non è stato tutelato, questo proprio no. Ma non solo, non si sono tutelate neanche le imprese fuori dalla piazza. Conti alla mano, in verità, non si è fatto neanche l’interesse degli esercizi commerciali della piazza e vi spiego perché. Quando si parla del Carpino Folk Festival tutti ci paragonano alla Notte della Taranta, indicando tale manifestazione come una “best practice” per lo sviluppo dei festival. Anch’essa nata in un piccolo comune, più piccolo di Carpino. Anche la Notte della Taranta ad un certo punto ha dovuto lasciare la piazza in cui si svolsero le prime edizioni. Lo spostamento ai margini del paese ha, però, prodotto dei danni alle attività economiche? Assolutamente no, anzi tutt’altro, lo spostamento ha comportato un aumento considerevole delle presenze e, quindi, del fatturato di tutte le attività non solo di Melpignano, ma di tutto il Salento.
In questo senso, quindi, abbiamo già perso troppo tempo.

Ve lo dice un fesso. Si lo sono stato per oltre 15 anni. La decisione dello scorso anno, in buona fede per carità di Dio e con tutte le buone intenzioni, non solo alla lunga non ha favorito nessuno, ma ha prodotto danni all’impresa culturale di Carpino, la più importante di tutto il Gargano. In 10 anni, attraversando tre amministrazioni, questo (leggi articolo del 7 luglio 2010) ha frenato non solo lo sviluppo del festival, non ha avvantaggiato gli operatori del territorio e neanche la classe dirigente che non ha saputo utilizzare la visibilità che ha prodotto e quella che avrebbe potuto generare se solo fossero stati capaci di intendere che certi fenomeni rappresentano una ricchezza per tutti e non un avversario “politico” da abbattere. In questo non abbiamo proprio nessuna colpa, ma solo tanto rammarico.
AB

P.s. alla domanda insistente su che cosa avesse dovuto fare il Comune nell’anno senza festival, ecco la mia risposta: qualunque cosa. Il Comune può fare qualunque cosa, anche una programmazione festivaliera lunga 365 giorni se se lo può permettere, ma bisognava essere corretti dicendo con chiarezza: non esiste nessuna continuità. Il Carpino Folk Festival quest’anno non ci sarà e il Comune garantisce un’offerta culturale, che è naturalmente un’altra cosa. Invece, con forza, ha cercato di inserirsi nel solco dell’Associazione addiritura sostendo che il Carpino Folk Festival si fa, solo che cambia nome. Questo non è leale e forse neanche legale.

Queste puntualizzazioni vogliono essere un contributo affinché non si ripetano quelli che a mio avviso sono errori bloccanti. Lo scopo è andare avanti e non fermarsi sull’analisi delle parole per trovare offese piu o meno gravi non volute e rispondere con altre offese e minacce. Se volevo buttarla in caciara avrei usato facebook e avrei perso meno tempo. Si può certamente non condividere, ma bisogna motivare. Sempre che interessi il festival, altrimenti se l’obiettivo è politico locale, non ci siamo. Se vi interessa solo buttarla in caciara il campo è tutto vostro. Sono talmente libero da poter criticare anche la mia parte quando ritengo che abbia preso una decisione non giusta o detto inesattezze, ma non stupido da farmi strumentalizzare.

EMOZIONI DOMENICA SCORSA PER IL CARPINO FOLK FESTIVAL PROTAGONISTA NELLA CAPITALE IN OCCASIONE DEL SUO VENTENNALE

La Montagna del Sole all’Auditorium Parco della Musica di Roma
di LUCIA PIEMONTESE (Attacco, 19 maggio 2015)

Foto di Anna Maria Savarese

Foto di Anna Maria Savarese

E’ stata una serata colma di emozione e gioia quella di domenica scorsa per il Carpino Folk Festival. In occasione del suo ventennale, il festival garganico, il primo grande evento pugliese dedicato alla musica tradizionale e alle sue contaminazione che riesce ad attirare sul Gargano ogni anno decine di migliaia di spettatori, ha avuto un’anteprima d’eccezione a Roma. L’atteso concerto de “La Montagna del Sole” nel prestigioso Auditorium Parco della Musica è stato un successo ed ha avuto numerosi apprezzamenti, compresa la gradita visita dello showman foggiano Renzo Arbore, che ha voluto salutare personalmente i cantori e suonatori del Gargano. Lo spettacolo, organizzato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica e con il sostegno di Puglia Sounds, ha inteso perseguire, attraverso la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale del Gargano, la bellezza e la vitalità di un territorio unico per le sue espressioni musicali tradizionali, ma al tempo stesso universale per la straordinaria capacità di fascinazione intrinseca nei suoi cantori. Le liriche e le tarantelle garganiche, ma anche i cunti, i canti religiosi e della passione della Puglia garganica, ispirati ai valori e alla poetica dei suonatori e dei cantatori della tradizione, sotto la direzione scientifica dell’etnomusicologo Salvatore Villani, si sono alternati in maniera fluida al repertorio popolare italiano dell’Orchestra diretta da Ambrogio Sparagna, le une nelle altre senza interruzioni, in una festa di tammorre e tamburelli, nacchere, chitarre battenti e mandole, archi, organetti, zampogna. I Cantori di Carpino, le affascinanti voci delle donne di Ischitella, la confraternita di Vico, i suoni di Sannicandro e i canti arbëreshë di Chieuti, la tradizione di San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo e poi le voci di Mattinata e Apricena e altri ancora hanno fatto parte di questo viaggio e costituito un significativo esempio di come la musica popolare sia viva e varia e sempre pronta a rimettersi in gioco. “E’ stata una serata memorabile, partecipata e applauditissima. Nel tempio italiano della musica abbiamo reso onore alla musica di tradizione che è il fondamento e la storia di tutte le altre musiche”, spiega a l’Attacco il presidente del Carpino Folk Festival, Mario Pasquale Di Viesti.
“Ancora una volta la magia del Gargano ha stregato un pubblico non abituato a questo genere musicale, persone di tutte le età che hanno accompagnato l’intero concerto. Le parole del Maestro Sparagna nel descrivere la Montagna del Sole sono state splendide: un luogo mistico dove, una volta andati, non si può fare a meno di tornare. La compostezza di musici e cantori non abituati al pubblico e non abituati ai luoghi della musica colta è stata straordinaria.
Una magia partita con le confraternite di Vico del Gargano, che hanno letteralmente ammutolito il pubblico che è scoppiato in gioia all’arrivo dei cantori di Carpino, poi le parole delle immortali canzoni di Matteo Salvatore, le donne di Ischitella, l’unione mediterranea di Chieuti e poi il corpo di ballo di Monte S. Angelo, San Giovanni Rotondo e Rignano.
Infine la chiusura è stata all’insegna del novantenne Mike Maccarone da Carpino e del piccolo Manzo, che ha chiuso il concerto cantando Zi’ndrea sacco e la Muntanara del Gargano. Tutto lo spettacolo, a differenza di quanto era avvenuto a Carpino ad agosto dello scorso anno, durante il festival, è stato stavolta incentrato sui canti del Gargano”, prosegue Di Viesti.
“Se a Carpino in oltre 4 ore si era vista la commistione dei canti popolari italiani con quelli specificamente garganici, a Roma l’intero spettacolo è stato impregnato dalla musica garganica con il Maestro e l’Orchestra popolare a rilanciare ogni volta il cambio del testimone.
Per noi è stata una giornata lunghissima, iniziata alle 3 di mattina e chiusa alle 5 del giorno successivo”. Per i giovani ed adulti del CFF non si tratta solo di arte e intrattenimento: c’è uno scopo sociale,  una missione nel loro operato, tener stretti a sé e in vita le radici culturali del Promotorio Sacro, sottrandoli e salvandoli dall’oblìo imposto dalla società del consumo.

Appuntamento dal 3 al 9 agosto con l’edizione che celebra i primi 20, gloriosi anni del Carpino Folk Festival.

Archivi

I tuoi cinquettii

Ospiti