//
archives

Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2101 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

Calabrese, Mi vendo Pianosa

ISOLE TREMITI (FOGGIA) – L’isola di Pianosa, una delle terre emergenti delle Tremiti, area turistica di notevole pregio e un parco nazionale è in vendita: lo ha deciso il sindaco dell’arcipelago, Giuseppe Calabrese, che vuole così far quadrare il bilancio. «Non è solo una provocazione. La mia – dice il sindaco – è una necessità, quella di far quadrare il bilancio. Più volte ho chiesto alla Regione di aiutarmi a risolvere i problemi delle Tremiti, ma quando ho chiesto dei finanziamenti, mi hanno sempre risposto ‘picche’».

L’isola di Pianosa, disabitata e distante quasi 12 miglia dalle altre, si trova a metà strada tra l’Italia e la Croazia. «La mia speranza – afferma Calabrese – è che dopo le parole di conforto da parte delle istituzioni, ci siano fatti concreti». «Noi – aggiunge – abbiamo tanti problemi legati ai rifiuti, alla sistemazione del porto, che da molto tempo non riusciamo a risolvere. Per questo, abbiamo pensato di vendere l’isola di Pianosa, pur di cominciare a fare qualcosa per questo territorio. Se non ci daranno i soldi promessi, l’isola sarà messa in vendita».

E a proposito del prezzo da fissare per la base d’asta, Calabrese ha dichiarato: «sarà stabilito dall’Ufficio tecnico erariale e da quello comunale, anche se ritengo che possa aggirarsi intorno ai dieci milioni di euro. È ovvio, però, che questa, riguardo al prezzo di partenza, è solo una mia indicazione». Un’asta aperta anche alla Libia di Gheddafi che, secondo Calabrese, «ultimamente sta prestando particolare attenzione alle nostre isole. Infatti, quando a luglio verrà a Roma, per una visita ufficiale, – annuncia il sindaco – farà tappa anche alle Tremiti».

http://www.newsgargano.it

Chi suona e canta non muore mai

Salvati i brani della tradizione pugliese. Lunedì l´inaugurazione
ANTONELLA GAETA
GIOVEDÌ, 26 MARZO 2009 LA REPUBBLICA Bari

Andrea Sacco, anziano cantore di Carpino, ne aveva fatto una massima di vita: “Chi suona e canta non muore mai”. Ma il patrimonio sonoro della tradizione pugliese ha rischiato molte volte di morire, dissolto nell´indifferenza, ignorato dalla cattiva cultura. Intanto, studiosi indipendenti hanno continuato a registrare, catalogare, inventariare e, dunque, a preservare canti, nenie, serenate, tesori. Poi sono venuti gli anni della riscoperta e le piazze si sono riempite di quegli stessi suoni che adesso sappiamo riconoscere e (forse) amare. Il momento giusto, insomma, per un bell´Archivio sonoro della Puglia che lunedì sarà inaugurato alla Cittadella della cultura di Bari. Con una festa straordinaria che, tra Biblioteca nazionale e Archivio di stato, schiererà sessanta cantori della tradizione, da Grumo a Zollino, da San Giovanni Rotondo ad Altamura.
Grande risultato l´archivio che porta la firma di un caparbio e appassionato etnomusicologo, Vincenzo Santoro, dell´associazione Altrosud di Mimmo Ferraro con il sostegno del ministero per i Beni culturali e dell´assessorato alla Cultura della Regione. Tre le postazioni che, al momento, saranno allestite nella Biblioteca nazionale, terminali soltanto della ricerca. Perché l´ottimo sito http://www.archiviosonoro.org/puglia offre agili possibilità di consultazione da casa (la parte tecnica la cura il laboratorio Leav dell´Università di Milano). Basta inserire nel motore di ricerca il titolo di un pezzo, il nome di un´artista, di un ricercatore e si apre mezzo secolo di storia sotto gli occhi. Voci antiche si schiudono assicurando l´effetto viaggio nel tempo come accade con la festa di san Rocco in Salento raccolta da Diego Carpitella. Un affaccio su un mondo scomparso.
Sul sito si ha tutto a disposizione con assaggio di ascolto da 40 secondi. Per completarlo occorre raggiungere Bari. A disposizione, per il momento ci sono 1500 pezzi catalogati, ma quando l´archivio andrà a regime ce ne saranno 4000 e il successivo passo sarà quello di decentrarlo in sedi territoriali. E veniamo al patrimonio catalogato che va dalla primissima campagna mai effettuata nel 1950 dal tarantino Alfredo Majorano alle celeberrime campagne di ricerca di Alan Lomax e Carpitella nel 1954, passando per rarità come le registrazioni del ´64 di Leo Levi nella comunità neo-ebraica di Sannicandro Garganico e attraverso l´esplorazione del tarantismo lungo gli anni Sessanta di Annabella Rossi, fino alle più recenti rilevazioni sulla Murgia di Massimiliano Morabito, Annamaria Bagorda e Gianni Amati. Sette in tutto i fondi a disposizione. Quello dell´Accademia nazionale di Santa Cecilia con 467 documenti di Lomax-Carpitella e di Remigio De Cristofaro tra ´54 e´66. Il fondo De Carolis dedicato a Sannicandro Garganico e Carpino. Il fondo Leydi, uno dei più ricchi, depositato nel 2003 in Svizzera, con quarant´anni di rilevazioni dal ´64 al 2000 su tutto il territorio regionale. Il fondo Profazio che offre delle rarità su Matteo Salvatore che lo stesso Otello Profazio registrò nel corso di trasmissioni radiofoniche negli anni ´60. E, ancora, il fondo Rinaldi realizzato alla fine degli anni Settanta da Gianni Rinaldi e Paola Sobrero con un´inchiesta sulla memoria storica dei braccianti del Tavoliere. E, per finire, i più recenti, il fondo Morabito e l´Amati-Bagorda composto percorrendo dagli anni Novanta, Puglia centrale e Murgia. Tre le macro-aree di suddivisione: Capitanata, Puglia centrale e Murgia, Salento che consentono anche un passaggio attraverso il lavoro di ricerca di fondamentali studiosi come Ernesto De Martino, Giovanna Marini, Gianni Bosio, Brizio Montinaro, Salvatore Villani, Luigi Chiriatti, Ivan Della Mea, Clara Longhini.

Area Vasta: stanno per fare fesso ancora una volta il Gargano?

Piano Strategico Nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico

I Cantori Di Carpino su RAI 1 Effetto Sabato del 07 Marzo 2009

Le Gemme del Gargano Junior rappresenteranno la Puglia alla XXVª EDIZIONE DE “IL FANCIULLO E IL FOLKLORE”

Devozione popolare: festa tradizionale
articolo a cura di Dina Crisetti
IL GRUPPO FOLK “LE GEMME DEL GARGANO JUNIOR” annuncia la partecipazione alla XXVª EDIZIONE DE “IL FANCIULLO E IL FOLKLORE”, importante manifestazione folcloristica nazionale organizzata dalla FITP (Federazione italiana Tradizioni Popolari), riservata ai ragazzi dai 9 ai 14 anni, che avrà luogo a Clusone (Bergamo) dal 27 al 29 marzo 2009 e rappresenterà la Puglia.

Il gruppo – che da diversi anni ho il piacere di guidare insieme al presidente Gianni Cerrone, ha già vinto due competizioni, conseguendo nel 2007 ad Assisi il primo premio con il tema “Il presepe come immagine della tradizione locale” e l’anno successivo il secondo con “Usi, rituaili e cerimonialità legati alla Nascita”. E siccome non c’è due senza tre, non rimane che incrociare le dita.

Domenica 22 marzo nell’atrio del comune di Cagnano Varano alle ore 17.30, il gruppo ha presentato il nuovo DVD, covolto a ricostruire la devozione cagnanese verso la Madonna delle Grazie. Il tema di quest’anno è, infatti, Devozione popolare, festa tradizionale.

Il gruppo porta in scena una narrazione ideata e prodotta da chi scrive e da Gianni Cerrone, attraverso il coinvolgimento di anziani e sacerdoti del luogo, incentrata sul culto dei cagnanesi verso la Madonna delle Grazie.
Nel ricostruire la “narrazione” a più voci della “Devozione popolare Festa tradizionale”, il gruppo Folk “Le Gemme del Gargano” è sceso sul campo, interrogando soprattutto donne e uomini anziani del luogo. Prima, però, guidato opportunamente da esperti e studiosi locali, ha prodotto l’idea progettuale, assumendo dati di conoscenza dalla letteratura e dalla storia locale. Dall’indagine preliminare è emerso che i cagnanesi erano fortementi devoti alla Madonna delle Grazie, oltre che ai santi Michele e Cataldo, tanto da eleggerla compatrona dei cagnanesi.
La devozione popolare ha, pertanto, condotto il gruppo di ricerca verso la tradizione mariana che affonda le radici nel medioevo e che attraversa tutto il popolo cristiano, flettendosi, tuttavia, alla cultura del posto, assumendo “colori” locali.
Prendendo spunto da elementi affiorati durante la ricerca, è stata delineata la trama della sceneggiatura che si è poi dipanata nelle scene del “sogno”, del “ritrovamento del quadro della Madonna” nel convento abbandonato, dei rituali dell’“abb’tine”, della “vestizione”, “della cerca”, della “fiera”, della “cerimonia religiosa” dell’8 settembre, delle reiterate “processioni” per invocare la pioggia[foto].
Delineate le scene, descritte le parti, sono stati individuati i personaggi e assegnati i ruoli, tenendo conto delle caratteristiche individuali dei fanciulli. Per allestire la coreografia sono stati ricostruiti ambienti, ricercati costumi e materiali del luogo, meticolosamente raccolti con l’aiuto delle famiglie, dei parroci, di quei signori del posto che amano conservare le “fonti”.
I piccoli ricercatori sono scesi, dunque, “sul campo” per conoscere il rapporto tra i cagnanesi e la Madonna delle Grazie, per individuare i luoghi, reperire abiti e attrezzi, per trovare conferma di particolari narrativi utili per meglio entrare nel personaggio.
Durante le prove hanno vissuto momenti intensi dal punto di vista socio-emotivo, ad esempio nei passaggi della partecipazione del sogno,1 della coralità e condivisione di eventi,2 della processione.3 Sequenze in cui erano evidenti la povertà materiale dell’esistenza e la sete di miracoli dei nostri nonni.4
Si sono, inoltre, divertiti nell’interpretare le sequenze della compravendita fruttata dalla “cerca”5 e della “contrattazione” in fiera, dove i fanciulli si sono rivelati veri mercanti “in erba”, riscoprendo la figura del mediatore o, come si dice a Cagnano, “de lu nzanzane”.
Significativa la lettura della icona della Madonna col Bambino, tavola singolare del Quattrocento rivenuta nel convento di San Francesco.6 I fanciulli si sono, infine, incuriositi nei momenti in cui hanno socializzato antiche espressioni e termini oggi in via di estinzione.7
Ancora una volta, perciò, la Federazione italiana Tradizioni Popolari ha colto nel segno, consentendo ai partecipanti di giocare “a fare la Madonna”, “il contadino”, “la moglie”, “la mamma”, “la figlia”, “il malato”. E mentre sono stati coivolti nel gioco drammatico, sono entrati nell’humus della propria terra e hanno annaffiato le proprie radici.
Nel riesumare la devozione verso Madonna, i ragazzi hanno avuto, in definitiva, l’opportunità di alimentare sia i propri processi cognitivi, sia quelli socio-affettivi e religiosi, di soddisfare il bisogno di sacro, avvalendosi del contributo della comunità.

III Giornata dell’Associazionismo Garganico: il video

http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3788181&server=vimeo.com&show_title=1&show_byline=1&show_portrait=0&color=&fullscreen=1
Giornata dell’Associazionismo Garganico 18 Marzo 2009 from il diario Montanaro on Vimeo.

Nel mare pugliese c’è un cimitero di navi inquinanti affondate per nascondere il veleno

Le imbarcazioni sono inabissate nei fondali fra il Gargano e il parco naturale delle Tremiti.Dai registri della Capitaneria di Porto e dei Lloyd’s di Londra abbiamo ricostruito i loro ultimi spostamenti .Testo e foto di Gianni Lannes.

Per leggere il testo dell’inchiesta di Gianni Lannes clicca qui (da pagina 30 in poi).
Per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento ci sono dei video di Gianni Lannes disponibili a questo link.

A riguardo ci sono anche 2 video sulla discarica abusiva di Giardinetto (15 km in linea d’aria da Foggia) contenente tonnellate di rifiuti tossici che inquinano i campi circostanti (dai quali si esporta alle maggiori aziende italiane tra le quali la Chicco) provocando tumori e morti negli abitanti della zona.
1° video    |  2° video

Tutto il materiale qui presente è stato trovato da Lazzaro Santoro che ringrazio personalmente.

Ancora una volta l’olio di Carpino tra i migliori oli Extravergine del Made in Italy

Concorso Ercole Olivario – XVII Edizione IN UMBRIA DAL 23 AL 28 MARZO

250 milioni di piante di ulivi, sparsi su 1.200.000 mila ettari, a costellare il paesaggio della nostra penisola. Oltre 350 diverse cultivar e testimoniare un patrimonio che non ha eguali nel mondo. Oltre un milione di persone impegnate nell’intera filiera produttiva.

Sono questi i numeri dell’olio extravergine italiano, autentico patrimonio culturale e sociale, fondamentale risorsa economica.

E il meglio della produzione nostrana sarà protagonista della XVIIesima edizione dell’Ercole Olivario. Ben 313 (167 extravergine e 146 Dop) le etichette in gara in quello che viene considerato il più importante concorso del settore in Italia. Con un incremento del 20% rispetto al 2008 e con la presenza degli extravergine di ben 17 regioni italiane.

In particolare per la Puglia i finalisti sono:
Az. Agricola Ing.Gregorio Minervini – 70056 Molfetta (Ba)
S.I.O. Società Italiana Olearia spa – 71010 Carpino (FG)
Rollo Antonio – 73010 Veglie (LE)
Agrigioia sas di Andrea Cantore & C. – 70023 Gioia del Colle (BA)
Az. Agricola Spagnoletti Zeuli Onofrio – 70031 Andria (BA)
Oleificio Stasi srl – 72028 Torre S. Susanna (BR)

E’ ON LINE “IL GARGANO NUOVO” FEBBRAIO 2009

E’ ON LINE "IL GARGANO NUOVO" FEBBRAIO 2009

Potete scaricarlo cliccando su questo link:

http://files.splinder.com/ef8d7cc96f983560e77acff088501f97.pdf

Lazzaro continua ad accendere i riflettori e a turbare i nostri sogni

Il territorio del Gargano per molti decenni è stato usato come discarica abusiva.
Lazzaro Santoro
http://www.lazzarosantoro.blogspot.com

Sono almeno un migliaio le discariche contaminate del Gargano.
Il dato è emerso durante l’audizione della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti del 15 gennaio 1998.
La Commissione ha anche accertato la presenza sul Gargano di discariche illegali di rifiuti ospedalieri radioattivi provenienti dall’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.
In attesa che le "relazioni di causa-effetto tra esposizione ed esiti sanitari " siano provate, la letteratura scientifica afferma senza ombra di dubbio che la presenza di discariche abusive aumenta il rischio di diverse patologie.
E’ da approfondire la questione dei container che giacciono sul fondale marino al largo del Gargano. Troppi, inquietanti, silenzi istituzionali. A tutti i livelli. E’ come se le navi non fossero mai esistite.
Ma i pescatori sono davvero morti.
La storia ci insegna che quando i problemi sono rinviati, poi, all’improvviso, le problematiche esplodono con tutta la loro forza accumulata nel tempo, travolgendo tutto e tutti.
Molti pensano che sia opportuno nascondere le problematiche per difendere l’industria turistica.
Turismo e tumori!
Perché secondo voi la storia si è fermata di fronte a importanti economie?
Davvero pensate che la salute dei garganici vale di meno dei vostri portafogli?
A proposito di turismo, spero che i delegati regionali della Federazione Italiana Sport Orienteering siano muniti di una mappa delle discariche contaminate del Gargano.
Per evitare inutili rischi agli atleti.
E spero vivamente che gli organizzatori del campionato di foto subacquea che si terrà a settembre alle Tremiti, conoscano bene i fondali marini. Perché li ci sono i container, che la Marina Militare ha ripreso con filmati video, dal contenuto sconosciuto.
Per evitare inutili rischi agli atleti.
Promuovere il territorio è molto importante per lo sviluppo economico; tuttavia, in primis, è opportuno affrontare le criticità del territorio.
Nei dettagli.
Il 16 gennaio 1998, a Foggia, durante una missione della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, il Presidente inizia la seduta affermando:” Dalla documentazione in possesso della Commissione risulta che la provincia di Foggia, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, sembra essere in ritardo rispetto alle altre provincie pugliesi. Ci risulta, infatti, che oltre il 50 per cento delle discariche si trova in una situazione abusiva o illegale”.
Sempre il Presidente, poco più tardi, nella stessa seduta, afferma, con riferimento al territorio di Apricena: “E’ noto che in quell’area, sia per la presenza di cave sia per l’eccessiva disinvoltura dei proprietari dei terreni su cui si trovano le cave, lo smaltimento dei rifiuti non avviene a  norma, nel senso che nelle cave si butta un po’ di tutto”.
Negli archivi di Legambiente, è presente un’interrogazione parlamentare, senza firma, rivolta ai Ministri dell’Interno, della Salute e dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare. Era il 2 febbraio 2007. L’oggetto dell’interrogazione parlamentare è lo spiaggiamento, avvenuto sulle dune di Lesina il 16 dicembre 1988, della nave “Eden V”.
Voglio attirare la vostra attenzione su una parte dell’interrogazione parlamentare: “ il 3 ottobre 1997, Vincenzo Morante, comandante della Capitaneria Portuale di Manfredonia aveva richiesto al Presidio multizonale di Foggia “…urgenti verifiche onde accertare eventuale presenza di idrocarburi e tracce di sostanze radioattive…” Tecnici ed esperti dell’Azienda sanitaria locale non hanno ancora messo piede a bordo. La ragione di questa gravissima inerzia sembrerebbe dovuta al pericolo di contaminazione radioattiva e alla mancanza di attrezzature idonee; – nel medesimo territorio (Lesina-Poggio Imperiale) i vigili sanitari dell’Azienda sanitaria Foggia/1, hanno ritrovato alcune tonnellate di scorie radioattive.  “…Nei cumuli di scorie radioattive abbiamo rilevato 1700 becquerel per chilogrammo di sostanza, sedici oltre la soglia di rischio per l’essere umano stabilita convenzionalmente in 100 becquerel” ha dichiarato il professor Domenico Palermo, direttore del dipartimento di chimica dell’istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata, centro nazionale di referenza per la radioattività alimentare; dagli archivi degli ospedali locali (San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo, San Severo, Torremaggiore, Foggia, Manfredonia) e dai riscontri incrociati di medici di base e specialisti facenti capo alle Aziende sanitarie locali Foggia 1, Foggia 2, e Foggia 3, emergono dati scientifici inquietanti sulla popolazione del Gargano (220 mila residenti) e di Capitanata (700 mila cittadini): soprattutto leucemie mieloidi e tumori alla tiroide in percentuale superiore del 50 per cento rispetto alla media nazionale.
Presso l’Osservatorio Epidemiologico della Regione Puglia, è attivo da 10 anni il Registro nominativo delle Cause di morte (RENCAM).
Grazie ai dati raccolti nel RENCAM è stato possibile costruire un Atlante delle cause di morte della Regione Puglia anni 2000-2005.
L’osservatorio Epidemiologico della Regione Puglia ha anche redatto un Rapporto sullo stato di salute della popolazione della ASL Foggia.
In attesa che gli scienziati individuino il nesso ci causalità tra esposizione ed esiti sanitari, la letteratura scientifica ritiene che la presenza di discariche abusive aumenta il rischio di diverse patologie.
Primo interrogativo: dove sono finite le scorie radioattive recuperate nel territorio di Lesina Poggio Imperiale e menzionate nell’interrogazione parlamentare?
Questa è una domanda cruciale perché, all’epoca dei fatti, le discariche erano fuori controllo delle istituzioni.
Dalla lettura delle audizioni effettuate in Puglia dalla Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, nel 1998, a pochi mesi quindi dalla richiesta del comandante della Capitaneria Portuale di Manfredonia, non c’è traccia delle scorie radioattive del tipo menzionate nell’interrogazione parlamentare.
Dalla lettura dell’audizione del 16 gennaio 1998, emerge che il sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera, Dott. Antonio La Ronga, si è occupato delle indagini sui rifiuti radioattivi, ma non del tipo menzionate nell’interrogazione parlamentare.
Ma leggete voi stessi:
ANTONIO LA RONGA, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera. Per quanto riguarda i rifiuti radioattivi, ho ricevuto una notizia di reato da parte della USL Foggia 1 di San Severo, su segnalazione di un gruppo di ispettori che si chiama Novis e si occupa esclusivamente di attività di polizia giudiziaria. La prima notizia la ricevemmo, sempre dalla USL, per un deposito di materiali in agro di Poggio Imperiale: l’ispettore dell’USL ci disse che i rifiuti accumulati in un capannone abbandonato potevano essere di natura radioattiva. Vista la gravità del fatto, assunsi direttamente la conduzione delle indagini ma fin dal primo momento, per la verità, ricevemmo notizie tranquillizzanti: mandai sul posto la Guardia di finanza con i vigili del fuoco di Foggia, che hanno speciali apparecchiature per rilevare la radioattività, e già quel pomeriggio ricevemmo notizie tranquillizzanti, successivamente confermate da analisi effettuate presso l’unità sanitaria locale 7 di Ancona.
PRESIDENTE. Per chiarire, lei ha disposto il prelievo di alcuni materiali e li ha fatti analizzare ad Ancona?
ANTONIO LA RONGA, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera. Sì, autorizzai il prelievo di materiali che sono stati successivamente analizzati dalla USL 7 di Ancona. Ho qui la relativa documentazione.
PRESIDENTE. Mi permetta di sottolineare l’opportunità di questa azione, perché l’apparecchiatura standard a disposizione dei vigili del fuoco non ha un potere analitico molto accurato.
ANTONIO LA RONGA, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera. In effetti, parlai anche con i responsabili dell’istituto zooprofilattico di Foggia (anch’esso si era occupato dell’esame di questi campioni) e decisi di autorizzare questi prelievi per l’esame da parte della USL di Ancona, che sostanzialmente ha escluso certi pericoli. Leggo, per brevità, le sue conclusioni relative ai campioni, che conterrebbero "solo radionuclidi di origine naturale in concentrazioni inferiori ai valori previsti dal decreto legislativo n. 230 del 1995 e pertanto non soggetti alle disposizioni previste dal suddetto decreto in tema di detenzione, impiego e smaltimento di materie radioattive".
PRESIDENTE. Si trattava di rifiuti ospedalieri?
ANTONIO LA RONGA, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera. No, se ben ricordo era materiale di risulta proveniente da costruzioni.
PRESIDENTE. Allora si spiega l’arcano, perché facendo riferimento a radionuclidi di origine naturale si pensa al radion(non ve ne sono tanti altri). Il materiale da costruzione può essere, per esempio, tufaceo.
ANTONIO LA RONGA, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera. Ad analoga conclusione siamo giunti per un’altra indagine, sempre in materia di rifiuti radioattivi, rinvenuti in questo caso in agro di San Nicandro garganico e di Lesina. Anche in questo caso abbiamo investito l’ASL Bari 4: si trattava sempre di materiali provenienti da costruzioni e le analisi diedero per fortuna esito favorevole, poiché sostanzialmente non erano materiali radioattivi ma contenevano soltanto radionuclidi naturali nelle quantità caratteristiche dei terreni. Queste indagini hanno sostanzialmente smentito il clima di allarme che si era creato in provincia, clima che a mio avviso ha ingenerato paure e timori poco fondati; prima di diffondere notizie così allarmanti, sarebbe importante fare accertamenti di carattere scientifico, non soltanto basarsi sul sentito dire.
E’ come se le scorie radioattive del tipo menzionate nell’interrogazione parlamentare non fossero mai esistite.
Perché altrimenti, se fossero esistite, il Dott. La Ronga avrebbe portato a conoscenza della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti la presenza sul Gargano di rifiuti radioattivi molto pericolosi.
Un’altra parte dell’interrogazione parlamentare importante riguarda i container abbandonati sul fondale marino adiacente il Gargano: “inoltre bisogna evidenziare che l’8 marzo 1998, affonda a 12 miglia est al largo del Gargano, con mare calma piatta, il peschereccio Orca Marina; –         in questa disgrazia perde la vita il giovane Cosimo Troiano. Cinque mesi più tardi la Capitaneria di Porto sipontina incalzata dai familiari della vittima e dalla comunità dei pescatori, sollecita l’intervento della Marina militare per recuperare la salma;-         in una nota inviata dalla capitaneria di porto al comando navale dell’Adriatico si legge: “…Il sinistro marittimo potrebbe essersi verificato a causa del probabile incattivamento dell’attrezzo da pesca a strascico in un ostacolo presente sul fondale marino. Inoltre, dall’esame delle deposizioni testimoniali rese dai naufraghi, è risultato che tale ostacolo potrebbe essere uno tra i tanti containers presenti nella zona, sbarcati tempo addietro da nave sconosciuta”.
Secondo interrogativo: cosa contengono quei container e qual è il loro stato di conservazione?
Terzo interrogativo: è mai stato attuato un monitoraggio delle discariche esaurite, in funzione, presenti, passate, legali e illegali del Gargano?
Quarto interrogativo: è’ stato mai attuato uno screening epidemiologico delle popolazioni garganiche da parte di organismi scientifici super partes?
La disattenzione delle istituzioni verso il territorio ha trasformato il Gargano in una pattumiera.
La mancata partecipazione alla vita politica delle popolazioni garganiche, la preferenza elettorale verso persone con scarse sensibilità ambientali e ridicole competenze, ha avuto come logica conseguenza questo disastro sociale, economico, umano.
La sensazione è che il peggio debba ancora venire.
Tanti sapevano e hanno taciuto.
Tanti sanno e tacciono.
Paolo Borsellino amava ricordare queste parole: “chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola".
Sul Gargano siamo già morti. Traditi dalle istituzioni e dalla politica. E dal nostro disinteresse per i beni comuni.

Archivi