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Lazzaro continua ad accendere i riflettori e a turbare i nostri sogni

Il territorio del Gargano per molti decenni è stato usato come discarica abusiva.
Lazzaro Santoro
http://www.lazzarosantoro.blogspot.com

Sono almeno un migliaio le discariche contaminate del Gargano.
Il dato è emerso durante l’audizione della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti del 15 gennaio 1998.
La Commissione ha anche accertato la presenza sul Gargano di discariche illegali di rifiuti ospedalieri radioattivi provenienti dall’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.
In attesa che le "relazioni di causa-effetto tra esposizione ed esiti sanitari " siano provate, la letteratura scientifica afferma senza ombra di dubbio che la presenza di discariche abusive aumenta il rischio di diverse patologie.
E’ da approfondire la questione dei container che giacciono sul fondale marino al largo del Gargano. Troppi, inquietanti, silenzi istituzionali. A tutti i livelli. E’ come se le navi non fossero mai esistite.
Ma i pescatori sono davvero morti.
La storia ci insegna che quando i problemi sono rinviati, poi, all’improvviso, le problematiche esplodono con tutta la loro forza accumulata nel tempo, travolgendo tutto e tutti.
Molti pensano che sia opportuno nascondere le problematiche per difendere l’industria turistica.
Turismo e tumori!
Perché secondo voi la storia si è fermata di fronte a importanti economie?
Davvero pensate che la salute dei garganici vale di meno dei vostri portafogli?
A proposito di turismo, spero che i delegati regionali della Federazione Italiana Sport Orienteering siano muniti di una mappa delle discariche contaminate del Gargano.
Per evitare inutili rischi agli atleti.
E spero vivamente che gli organizzatori del campionato di foto subacquea che si terrà a settembre alle Tremiti, conoscano bene i fondali marini. Perché li ci sono i container, che la Marina Militare ha ripreso con filmati video, dal contenuto sconosciuto.
Per evitare inutili rischi agli atleti.
Promuovere il territorio è molto importante per lo sviluppo economico; tuttavia, in primis, è opportuno affrontare le criticità del territorio.
Nei dettagli.
Il 16 gennaio 1998, a Foggia, durante una missione della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, il Presidente inizia la seduta affermando:” Dalla documentazione in possesso della Commissione risulta che la provincia di Foggia, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, sembra essere in ritardo rispetto alle altre provincie pugliesi. Ci risulta, infatti, che oltre il 50 per cento delle discariche si trova in una situazione abusiva o illegale”.
Sempre il Presidente, poco più tardi, nella stessa seduta, afferma, con riferimento al territorio di Apricena: “E’ noto che in quell’area, sia per la presenza di cave sia per l’eccessiva disinvoltura dei proprietari dei terreni su cui si trovano le cave, lo smaltimento dei rifiuti non avviene a  norma, nel senso che nelle cave si butta un po’ di tutto”.
Negli archivi di Legambiente, è presente un’interrogazione parlamentare, senza firma, rivolta ai Ministri dell’Interno, della Salute e dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare. Era il 2 febbraio 2007. L’oggetto dell’interrogazione parlamentare è lo spiaggiamento, avvenuto sulle dune di Lesina il 16 dicembre 1988, della nave “Eden V”.
Voglio attirare la vostra attenzione su una parte dell’interrogazione parlamentare: “ il 3 ottobre 1997, Vincenzo Morante, comandante della Capitaneria Portuale di Manfredonia aveva richiesto al Presidio multizonale di Foggia “…urgenti verifiche onde accertare eventuale presenza di idrocarburi e tracce di sostanze radioattive…” Tecnici ed esperti dell’Azienda sanitaria locale non hanno ancora messo piede a bordo. La ragione di questa gravissima inerzia sembrerebbe dovuta al pericolo di contaminazione radioattiva e alla mancanza di attrezzature idonee; – nel medesimo territorio (Lesina-Poggio Imperiale) i vigili sanitari dell’Azienda sanitaria Foggia/1, hanno ritrovato alcune tonnellate di scorie radioattive.  “…Nei cumuli di scorie radioattive abbiamo rilevato 1700 becquerel per chilogrammo di sostanza, sedici oltre la soglia di rischio per l’essere umano stabilita convenzionalmente in 100 becquerel” ha dichiarato il professor Domenico Palermo, direttore del dipartimento di chimica dell’istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata, centro nazionale di referenza per la radioattività alimentare; dagli archivi degli ospedali locali (San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo, San Severo, Torremaggiore, Foggia, Manfredonia) e dai riscontri incrociati di medici di base e specialisti facenti capo alle Aziende sanitarie locali Foggia 1, Foggia 2, e Foggia 3, emergono dati scientifici inquietanti sulla popolazione del Gargano (220 mila residenti) e di Capitanata (700 mila cittadini): soprattutto leucemie mieloidi e tumori alla tiroide in percentuale superiore del 50 per cento rispetto alla media nazionale.
Presso l’Osservatorio Epidemiologico della Regione Puglia, è attivo da 10 anni il Registro nominativo delle Cause di morte (RENCAM).
Grazie ai dati raccolti nel RENCAM è stato possibile costruire un Atlante delle cause di morte della Regione Puglia anni 2000-2005.
L’osservatorio Epidemiologico della Regione Puglia ha anche redatto un Rapporto sullo stato di salute della popolazione della ASL Foggia.
In attesa che gli scienziati individuino il nesso ci causalità tra esposizione ed esiti sanitari, la letteratura scientifica ritiene che la presenza di discariche abusive aumenta il rischio di diverse patologie.
Primo interrogativo: dove sono finite le scorie radioattive recuperate nel territorio di Lesina Poggio Imperiale e menzionate nell’interrogazione parlamentare?
Questa è una domanda cruciale perché, all’epoca dei fatti, le discariche erano fuori controllo delle istituzioni.
Dalla lettura delle audizioni effettuate in Puglia dalla Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, nel 1998, a pochi mesi quindi dalla richiesta del comandante della Capitaneria Portuale di Manfredonia, non c’è traccia delle scorie radioattive del tipo menzionate nell’interrogazione parlamentare.
Dalla lettura dell’audizione del 16 gennaio 1998, emerge che il sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera, Dott. Antonio La Ronga, si è occupato delle indagini sui rifiuti radioattivi, ma non del tipo menzionate nell’interrogazione parlamentare.
Ma leggete voi stessi:
ANTONIO LA RONGA, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera. Per quanto riguarda i rifiuti radioattivi, ho ricevuto una notizia di reato da parte della USL Foggia 1 di San Severo, su segnalazione di un gruppo di ispettori che si chiama Novis e si occupa esclusivamente di attività di polizia giudiziaria. La prima notizia la ricevemmo, sempre dalla USL, per un deposito di materiali in agro di Poggio Imperiale: l’ispettore dell’USL ci disse che i rifiuti accumulati in un capannone abbandonato potevano essere di natura radioattiva. Vista la gravità del fatto, assunsi direttamente la conduzione delle indagini ma fin dal primo momento, per la verità, ricevemmo notizie tranquillizzanti: mandai sul posto la Guardia di finanza con i vigili del fuoco di Foggia, che hanno speciali apparecchiature per rilevare la radioattività, e già quel pomeriggio ricevemmo notizie tranquillizzanti, successivamente confermate da analisi effettuate presso l’unità sanitaria locale 7 di Ancona.
PRESIDENTE. Per chiarire, lei ha disposto il prelievo di alcuni materiali e li ha fatti analizzare ad Ancona?
ANTONIO LA RONGA, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera. Sì, autorizzai il prelievo di materiali che sono stati successivamente analizzati dalla USL 7 di Ancona. Ho qui la relativa documentazione.
PRESIDENTE. Mi permetta di sottolineare l’opportunità di questa azione, perché l’apparecchiatura standard a disposizione dei vigili del fuoco non ha un potere analitico molto accurato.
ANTONIO LA RONGA, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera. In effetti, parlai anche con i responsabili dell’istituto zooprofilattico di Foggia (anch’esso si era occupato dell’esame di questi campioni) e decisi di autorizzare questi prelievi per l’esame da parte della USL di Ancona, che sostanzialmente ha escluso certi pericoli. Leggo, per brevità, le sue conclusioni relative ai campioni, che conterrebbero "solo radionuclidi di origine naturale in concentrazioni inferiori ai valori previsti dal decreto legislativo n. 230 del 1995 e pertanto non soggetti alle disposizioni previste dal suddetto decreto in tema di detenzione, impiego e smaltimento di materie radioattive".
PRESIDENTE. Si trattava di rifiuti ospedalieri?
ANTONIO LA RONGA, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera. No, se ben ricordo era materiale di risulta proveniente da costruzioni.
PRESIDENTE. Allora si spiega l’arcano, perché facendo riferimento a radionuclidi di origine naturale si pensa al radion(non ve ne sono tanti altri). Il materiale da costruzione può essere, per esempio, tufaceo.
ANTONIO LA RONGA, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucera. Ad analoga conclusione siamo giunti per un’altra indagine, sempre in materia di rifiuti radioattivi, rinvenuti in questo caso in agro di San Nicandro garganico e di Lesina. Anche in questo caso abbiamo investito l’ASL Bari 4: si trattava sempre di materiali provenienti da costruzioni e le analisi diedero per fortuna esito favorevole, poiché sostanzialmente non erano materiali radioattivi ma contenevano soltanto radionuclidi naturali nelle quantità caratteristiche dei terreni. Queste indagini hanno sostanzialmente smentito il clima di allarme che si era creato in provincia, clima che a mio avviso ha ingenerato paure e timori poco fondati; prima di diffondere notizie così allarmanti, sarebbe importante fare accertamenti di carattere scientifico, non soltanto basarsi sul sentito dire.
E’ come se le scorie radioattive del tipo menzionate nell’interrogazione parlamentare non fossero mai esistite.
Perché altrimenti, se fossero esistite, il Dott. La Ronga avrebbe portato a conoscenza della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti la presenza sul Gargano di rifiuti radioattivi molto pericolosi.
Un’altra parte dell’interrogazione parlamentare importante riguarda i container abbandonati sul fondale marino adiacente il Gargano: “inoltre bisogna evidenziare che l’8 marzo 1998, affonda a 12 miglia est al largo del Gargano, con mare calma piatta, il peschereccio Orca Marina; –         in questa disgrazia perde la vita il giovane Cosimo Troiano. Cinque mesi più tardi la Capitaneria di Porto sipontina incalzata dai familiari della vittima e dalla comunità dei pescatori, sollecita l’intervento della Marina militare per recuperare la salma;-         in una nota inviata dalla capitaneria di porto al comando navale dell’Adriatico si legge: “…Il sinistro marittimo potrebbe essersi verificato a causa del probabile incattivamento dell’attrezzo da pesca a strascico in un ostacolo presente sul fondale marino. Inoltre, dall’esame delle deposizioni testimoniali rese dai naufraghi, è risultato che tale ostacolo potrebbe essere uno tra i tanti containers presenti nella zona, sbarcati tempo addietro da nave sconosciuta”.
Secondo interrogativo: cosa contengono quei container e qual è il loro stato di conservazione?
Terzo interrogativo: è mai stato attuato un monitoraggio delle discariche esaurite, in funzione, presenti, passate, legali e illegali del Gargano?
Quarto interrogativo: è’ stato mai attuato uno screening epidemiologico delle popolazioni garganiche da parte di organismi scientifici super partes?
La disattenzione delle istituzioni verso il territorio ha trasformato il Gargano in una pattumiera.
La mancata partecipazione alla vita politica delle popolazioni garganiche, la preferenza elettorale verso persone con scarse sensibilità ambientali e ridicole competenze, ha avuto come logica conseguenza questo disastro sociale, economico, umano.
La sensazione è che il peggio debba ancora venire.
Tanti sapevano e hanno taciuto.
Tanti sanno e tacciono.
Paolo Borsellino amava ricordare queste parole: “chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola".
Sul Gargano siamo già morti. Traditi dalle istituzioni e dalla politica. E dal nostro disinteresse per i beni comuni.

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