Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Associazione
Culturale Orsara Musica
Associazione
Culturale Suonincava
Legambiente
FestambienteSud
Associazione
Spazio Musica

Presentano
Five Festival Sud System’09
In arrivo in Capitanata
una
“valanga” di artisti, che
dal Gargano ai Monti Dauni, animeranno i Festival dell’estate 2009
Promosso dall’Assessorato al Mediterraneo, dall’Assessorato al Turismo della
Regione Puglia e dalla Provincia di Foggia in collaborazione con l’Azienda di
Promozione Turistica di Foggia, la Camera di Commercio di Foggia e i comuni sede
dei festival, il Five Festival Sud System – 5FSS – è prodotto ed organizzato
dall’omonimo Consorzio.
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L’esperienza dell’anno scorso di un cartellone unico, condiviso e coordinato ,
tra i festival storici della provincia di Foggia (Orsara Musica Jazz Festival,
Carpino Folk Festival, Suonincava, FestambienteSud, Festival d’Arte Apuliae e
Teatro Civile Festival) si è trasformato nel Consorzio per la Qualità Culturale
del Territorio per lanciare la sfida della cultura come motore dello sviluppo e
della civiltà.
Il primo obiettivo, in un annus horribilis dal punto di vista economico, è il
consolidamento dei 200.000 spettatori dell’anno passato per divenire, con i
progetti speciali, le produzioni proprie, le anteprime nazionali e regionali,
sia dal punto di vista artistico che culturale, che sul versante turistico ed
economico uno dei maggiori festival d’Italia.
Sarà tutta la Musica, da quella Classica a quella Popolare, dal Jazz al Rock
fino al Blues, ma anche Laboratori, Convegni, Tavole Rotonde, Workshop,
Presentazioni Letterarie, Anteprime Teatrali, Cinema e Danza ad essere
protagonista del primo programma di festival che si annuncia ricco di esibizioni
dal vivo, originali e piene di energia per esortare i curiosi ad esplorare la
ricchezza e la diversità musicale di quest’angolo di mondo.
Una
popolare e contemporanea avventura artistica che partirà da Monte Sant’Angelo il
18 Luglio col Teatro Civile Festival di Legambiente e FestambienteSud, l’ecofestival
delle questioni meridionali fino al 25, quindi sarà la volta di Orsara di Puglia
con i seminari internazionali e i concerti di Orsara Musica Jazz Festival fino
al 2 agosto. Contestualmente dal 02 fino al 16 agosto sul Gargano con le musiche
di tradizione del Carpino Folk Festival e nei comuni dei Monti Dauni con il
Festival d’Arte Itinerante Apuliae per cedere il passo dal 16 al 20 agosto ai
concerti di Suonincava nella cava Pizzicoli di Apricena.
Ivano Fossati,
Mauro
Pagani,
Simone Cristicchi e il Coro
dei Minatori di Santa Fiora,
Enzo
Avitabile e i Bottari,
Hugo Alves, Peppe
Voltarelli, John Nugent,
Giancarlo Schiaffini e
Silvia Schiavoni,
l’Orchestra d’Archi Apuliae,
Sangiovanni & Daunia Orchestra,
gli Skiantos,
Teresa De Sio,
Marc Ribot con l’Orchestra Municipale Balcanica,
Al Foster e Steve Grossman,
Edmar Castaneda, i
Cantori di Carpino,
Mauro Ottolini &
Sousaphonix,
Gloria Gaynor,
Vincenzo Galassi con
l’orchestra sinfonica russa "Udmurzia Tchaikovsky",
i
Carmina Burana di Orff,
Chung Chamber Orchestra
di Seoul,
Euphoria,
i Balletti di Giorgia Maddamma,
Antonio Di Cristofano & Francesco Monopoli,
Gianna
Fratta e l’Ensemble “U. Giordano” di Foggia,
i Motus,
Giovanni Mauriello,
Dario
Vergassola, il
Teatro delle Albe
e la tappa del Trialogo
Festival
sono solo l’anticipazione, e non è
tutto, di quello che il Five Festival Sud System vi
proporrà nella calda estate 2009.
Per tutte le informazioni andare su
www.fivefestival.it
Comunicato Stampa
Foggia, 25 giugno 2009

CONFERENZA STAMPA
di presentazione de
Venerdì 26 Giugno ore 11:00
Sala Giunta della Provincia di Foggia – Palazzo Dogana
CONFERENZA STAMPA
Il Consorzio per la promozione della qualità culturale del territorio – 5FSS – invita tutti i giornalisti a partecipare alla Conferenza Stampa per la Presentazione del Five Festival Sud System’09.
Si terrà venerdì 26 giugno, alle 11.00 nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, la conferenza stampa di presentazione del cartellone degli eventi estivi organizzati dal Consorzio Five Festival Sud System.
Alla conferenza stampa parteciperanno il presidente della Provincia, Antonio Pepe; l’assessore provinciale alle Politiche Culturali, Billa Consiglio; l’assessore provinciale al Turismo, Nicola Vascello, il presidente del Consorzio 5FSS., Franco Salcuni; tutti i presidenti dei festival consorziati e il responsabile Spettacoli ed Eventi della Provincia, Mario De Vivo.
SERATA DI GALA
A seguire, a partire dalle 20.30 nel Palazzo di Monte Sant’Angelo, nell’ambito di Citta Aperte 2009 si terrà l’esposizione dettagliata del programma 5FSS solo per gli invitati, delle istituzioni e del mondo imprenditoriale e della comunicazione.
Programma della Serata
– Saluto di benvenuto di Andrea Ciliberti, Sindaco di Monte Sant’Angelo;
– Franco Salcuni presenta i programmi di 5FSS;
– Consegna del premio "Carlo Nobile" ad Antonio Piccininno e Antonio Maccarone, – testimoni della cultura popolare del Gargano;
– Eugenio Bennato presenta il suo nuovo progetto "Taranta Opera", la cui prima si terrà nella splendida cornice della Marina di Peschici sabato 27 giugno;
Alessandra Benvenuto presenta "Effetto Puglia" guida cineturistica del territorio pugliese.
A fare gli onori di Casa lo chef Gegè Mangano da "Li Jalantuomene"
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telefax: + 39 0884-565533
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Pasquale Gatta – +39 349 4038929
Antonio Basile – +39 339 5299998
La Marina di Peschici ospita sabato alle 21,00 la prima di «Taranta Opera», di Eugenio Bennato. «Le musiche popolari del sud e in particolare quelle animate dalla misteriosa vibrazione ritmica della Taranta — ha detto Eugenio Bennato – sono caratterizzate da una precisione quasi matematica delle melodie sulle sequenze cicli- che degli accordi. L’orchestra sinfonica è il mezzo che per eccellenza sottolinea ed esalta questa caratteristica». L’evento rientra nel progetto «Città aperte» ed è organizzato dall’Apt di Foggia.
«In questo lavoro musicale – continua Bennato – voglio rappresentare le melodie di cinque musicisti meridionali che hanno composto negli ultimi decenni ballate e melodie degne ‘di memoria: i Cantori di Carpino, Carlo D’Angiò, Matteo Salvatore, Domenico Modugno e infine ci sono le mie composizioni»,
Accanto all’Orchestra Sinfonica Città di Foggia ci saranno, le voci soliste di M’Barka Ben Taleb, Sara Tramma, Silvia Cozzolino, Mohammead Ez ‘aime Ei Aiaoui, Graziano Gaatone, Sonia Totano, chitarre: Francesco Loccisano e Stefano Simonetta, percussioni: Walter Vivarelli, e con la partecipazione straordinaria di Pietra Montecorvino.
L’orchestra sarà quella del Conservatorio di Foggia diretta dal M° Gennaro Cappabianca, le musiche de I Cantori di Carpino, Carlo D’Angiò, Matteo Salvatore, Domenico Modugno, Eugenio Bennato. Scritture orchestrali di Antonello Paliotti e Carlo Frasca, direzione musicale di Eugenio Bennato.
Fonte: ondaradio.info
Ancora disagi sul Gargano, dove la scorsa notte si è abbattuto un violentissimo nubifragio. Salvataggio in extremis nel primo pomeriggio di due pensionati di 60 e 65 anni, fratello e sorella, travolti da un’ondata di piena mentre con il loro trattore percorrevano una strada interpoderale nei pressi di Carpino. L’acqua li aveva quasi interamente ricoperti, provvidenziale l’intervento della squadra fluviale Sempre nel pomeriggio di oggi, 4 squadre dei vigili del fuoco hanno fatto evacuare 300 turisti a Lido del Sole che stavano campeggiando in tre strutture ricettive della zona: Stella del Sud Lido dei Mari e Africhetta. Lì sono in funzione le idrovore per aspirare l’acqua. Intanto sulla montagna Sacra continua a piovere. Problemi questa mattina lungo la statale 89 con smottamenti, fango e detriti che si sono riversati sull’asfalto e la circolazione stradale interrotta tutta la mattinata. Strada riaperta solo dopo l’una. Interessata dall’ondata di acqua e detriti anche la linea ferroviaria della pedegarganica, tra San Menaio e Rodi. Gli esperti consigliano a tutti coloro che in queste ultime ore devono recarsi sul Gargano, di usare la massima prudenza
FOGGIA – L’unica strada per salvare l’abbazia di Santa Maria di Kàlena dal disfacimento è l’esproprio. Togliere la proprietà alla famiglia Martucci e dare all’abbazia la patente di un bene pubblico per facilitarne il recupero. Questo quanto indicato ieri su queste pagine dal direttore regionale ai Beni culturali, Ruggero Martines, ora che il vincolo è stato esteso anche all’intera area che circonda le chiesette. «Tutti sono stati e sono capaci di parlare di Kàlena, di invocare il restauro – commenta il sindaco di Peschici, Domenico Vecera – , la Regione, la Sovrintendenza, Italia Nostra e Italia loro, ma poi alla fine nessuno ci ha messo mai un euro. E si punta il dito contro il Comune».
Il sindaco ha assistitito in silenzio in questi giorni alle polemiche sollevate sui mancati interventi e sul crollo del tetto sull’abside di una delle due chiese: «E’ facile affermare che il Comune può avviare l’esproprio. E i soldi? Ce li diano, ci diano qualcosa come un milione di euro e la espropriamo subito l’abbazia. Io invece penso che, visto che abbiamo fatto un passo avanti con la prima convenzione con la famiglia proprietaria, bisogna partire da questo per avviare il restauro».
Il Comune oggi, attraverso questo accordo, può «gestire» a fini culturali le chiese e i giardini storici, la parte religiosa dell’abbazia. La gestione per aprire le chiese ai visitatori durerà 40 anni. Ma, strano a dirsi, la convenzione è stata siglata a settembre, ma al Comune le chiavi per accedere a questa parte del complesso non sono state ancora trasferite. Tanto è vero che il tetto è crollato ma non c’è stato ancora nessun intervento di puntellamento per evitare altri crolli.
«Il tetto era purtroppo già pericolante, non appena ci consegneranno le chiavi faremo le verifiche del caso. Ma voglio essere chiaro: per noi Kàlena è una priorità. Come amministrazione abbiamo presentato il progetto per i finanziamenti del piano strategico di area vasta – sottolinea il primo cittadino – ma non siamo stati noi poi a indicare le priorità. Noi non siamo presenti nella cabina di regia. Non si può pensare che con il bilancio comunale si possa restaurare quel bene. E mi auguro che alla fine non cada tutta a pezzi. Che non rimanga, come ha scritto qualcuno, un’agonia di pietre».
Restano dunque le incertezze sul futuro dell’abbazia, che è stata dichiarata monumento nazionale nel 1951 e che era stata indicata come uno dei pezzi importanti dell’arte nell’Italia meridionale sin dal 1904 dallo storico Emile Bertaux. Un’abbazia con la prima chiesa, quella cosiddetta vecchia, con le cupole in asse che quindi si inserisce nel corso della tradizione pugliese; e la chiesa «nuova» addossata all’edificio più antico e che fu costruita secondo modelli architettonici presenti nella tradizione europea. Una tradizione che ha il suo punto di contatto nella via Francigena, che le maestranze di scalpellini che dalla Francia si spostavano verso i regni crociati, percorrevano nei due sensi, fermandosi anche a Kàlena.
Antonella Caruso
18 giugno 2009
Con la proclamazione dei vincitori e la consegna dei premi, si concluderà la prima edizione della Maratona Fotografica Digitale. La cerimonia conclusiva si terrà questa sera, con inizio alle ore 20.30, presso la sala convegni della parrocchia Santissimo Sacramento, intitolata alla memoria del sacerdote viestano "don Antonio Spalatro".
"Siamo stati costretti a trasferire la cerimonia, inizialmente prevista nel cortile del Castello, percolpa di una allerta meteo che prevede un brusco peggioramento proprio nelle ore serali" ha dichiarato Matteo Giardino, a capo dell’equipe di organizzatori della competizione. "Colgo l’occasione ha proseguito Giardino per ringraziare sia il Comandante del Castello, Antonio Santoro, che don Tonino Baldi per la loro disponibilità e comprensione".
La Maratona Fotografica Digitale ha avuto inizio lo scorso 17 maggio quando oltre 50 appassionati di fotografia si sono dati appuntamento a Vieste per scattare foto attenendosi al tema scelto dagli organizzatori: il contrasto in ogni sua sfaccettatura. Le foto in concorso (tre per ogni partecipante) sono state rigorosamente scattate il giorno della gara e non hanno subito alcun trattamento al computer pena l’esclusione dalla competizione.
Gli scatti sono stati esaminati da una giuria di esperti composta dal fotografo di fama internazionale Fabiano Ventura (testimonial Nikon, la nota casa produttrice di apparecchiature fotografiche, ed in procinto di partire per l’Himalaya per partecipare ad alcuni esperimenti con scienziati e studiosi che giungeranno da ogni parte del mondo), dal fotografo locale Nando Luceri e dalle docenti di comunicazione Rossella Caso e Francesca Toto. A loro è stato affidato il compito di redigere la graduatoria che assegnerà i premi ai primi cinque classificati. Ognuno di loro riceverà in omaggio una macchina fotografica.
Ugual premio sarà assegnato anche all’autore della foto che avrà ricevuto il maggior numero di consensi nella votazione aperta a tutti, approntata sul sito ufficiale della manifestazione, consultabile all’indirizzo http://www.lamaratonafotografica.it .
La manifestazione, organizzata dalla Associazione Culturale "Il Faro del Gargano" in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Vieste e dal Consorzio Garganomare, ha suscitato un entusiasmo tale da indurre gli organizzatori a non attendere i consueti dodici mesi per dare il via alla seconda edizione.
Sandro Siena
sandrosiena@ondaradio.info
addettostampa@lamaratonafotografica.it
Cell: 347 450538

L’abbazia di Santa Maria di Kàlena, in agro di Peschici (FG) è lo specchio del disinteresse della proprietà nei confronti della tutela e della valorizzazione del patrimonio architettonico in suo “affido”.
Ma è anche lo specchio di una colpevole dimenticanza della Soprintendenza ai beni culturali e architettonici della Puglia, Ente preposto alla tutela dell’ abbazia stessa.
Infatti, nonostante dal 1997 l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale sia molto forte su Kàlena, l’Ente di tutela non ha mai imposto (effettivamente e non soltanto sulla carta) ai proprietari le opportune misure di “conservazione” previste dalla normativa sui beni culturali.
Eppure il Ministero ha invitato da tempo la Soprintendenza a muoversi in questo senso.
Il 23 aprile 2003 il soprintendente Giammarco Jacobitti rispondeva con questa nota rassicurante al Ministero che lo sollecitava ad applicare la normativa della legge 490/’99 per l’abbazia di Kàlena:
«Questo Ufficio, con nota n. 23673 del http://www.facebook.com/l/;23.09.’03, invitava i proprietari a contattare il funzionario tecnico di zona (allora era l’arch. Nunzio Tomaiuoli n.d.r.) per concordare la data del sopralluogo e le modalità di presentazione degli atti progettuali. A seguito di sopralluogo congiunto, i proprietari si sono impegnati a predisporre atti progettuali volti alla realizzazione delle seguenti opere:
a) risanamento delle creste murarie della chiesa e del recinto del complesso e successiva protezione con massetto in cocciopesto di colore grigio;
b) consolidamento e restauro della copertura lignea della campata absidale;
e) impermeabilizzazione degli estradossi delle navate laterali;
d) ricomposizione e bloccaggio degli elementi lapidei dell’ambito sommatale della vela campanaria e posa in opera di massetto protettivo in cocciopesto di colore grigio;
e) rifacimento dei canali di gronda e dei discendenti pluviali (in rame) sul prospetto laterale (lato cortile) della chiesa e dell’edificio adibito ad abitazione dei proprietari;
t) interventi di stilatura dei giunti dei conci lapidei lungo le sconnessioni della tessitura muraria;
g) bonifica dei vani della primitiva chiesa.
A riguardo, il soprintendente Jacobitti faceva presente al Ministero che i proprietari di Kàlena erano prossimi a trasmettere al suo Ufficio il progetto delle misure conservative del bene, concludendo con questa secca nota: “Qualora i suddetti Proprietari disattenderanno agli impegni assunti questo Ufficio procederà immediatamente ai sensi degli articoli 37 e 38 del citato decreto legislativo N° 490/’99”.
Iacobitti quantificava il preventivo di spesa dell’intervento da realizzarsi a Kàlena: il costo del restauro dell’intero complesso poteva attestarsi presumibilmente intorno ad un milione e mezzo di euro; riguardo poi alla sua funzionalità, la spesa (non inferiore a settecentocinquantamila euro) poteva variare a seconda della tipologia funzionale che si intendeva conferirgli (museo, struttura di accoglienza, ecc.).
Il 19 maggio 2003 il Ministero per i beni e le Attività culturali, Direzione Generale per i beni Architettonici ed il Paesaggio, Serv. III, Prot. N. 17790 rispondeva così al Soprintendente di Bari:
«E’ pervenuta a questa D.G. la nota prot. 7384 del 23 aprile 2003 con la quale la S.V., secondo quanto richiesto, riferisce nel merito dell’effettivo interesse e stato di conservazione dell’immobile nonché sugli interventi di restauro, e relativi costi, necessari a restituire funzionalità al bene medesimo. Non potendo questo Ministero, allo stato attuale, sopperire direttamente alle necessità di restauro e rifunzionalizzazione dell’immobile si ritiene di poter pienamente condividere quanto concordato tra la S.V. ed i proprietari del complesso. A tale proposito si rammenta che, secondo quanto stabilito dall’art. 41 del D.Lgs 490/99 comma 1: “Lo Stato ha facoltà di concorrere nella spesa sostenuta dal proprietario del bene culturale per l’esecuzione degli interventi di restauro per un ammontare non superiore alla metà della stessa”. Sarà dunque facoltà della S.V., valutata la qualità del restauro effettuato dal proprietario, concedere allo stesso, un contributo pari anche al 50% della spesa sostenuta».
La nota ministeriale era firmata dal responsabile del procedimento, architetto Maria Maddalena Scoccianti e dal Direttore generale, architetto Roberto Cecchi.
In questi anni la Soprintendenza di Bari si è completamente dimenticata di Kàlena… Ha completamente rimosso la sua dichiarazione di intenti di procedere all’applicazione degli articoli 37 e 38 del citato decreto legislativo N° 490/’99.
Gli interventi di recupero ormai inderogabili per la sopravvivenza del monumento non sono mai stati imposti alla proprietà che andava obbligata dal 2003, come da normativa, all’esecuzione delle opere necessarie alla reintegrazione del bene culturale. In caso di inottemperanza, il Ministero era tenuto direttamente, d’ufficio, ad attuarlo, notificando le spese all’obbligato. Non lo ha mai fatto perché la Sovrintendenza non ha mai dato seguito alla sua nota del 2003.
I principi richiamati nella nota Jacobitti al Ministero sono stati riconfermati dall’attuale normativa, vigente dal 2004: il codice Urbani sui beni culturali e sul paesaggio mette sempre in primo piano la conservazione dell’integrità dei beni sottoposti a tutela, la loro valorizzazione ed il rispetto dell’interesse pubblico generale.
L’articolo 95 del Codice Urbani prevede l’estrema ratio: se c’è un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica di monumento, esso può essere espropriato direttamente dal Ministero per causa di pubblica utilità.
Lo stesso provvedimento può essere adottato dalla Regione Puglia.
Perché la Soprintendenza in tutti questi anni non ha mai dato un reale seguito all’invito ministeriale di portare avanti la questione del restauro di Kàlena?
Perché ha ignorato la legge vigente, impedendo al Ministero di procedere nelle misure del restauro coatto e dell’esproprio?
Perché non ha proceduto con celerità al progetto che avrebbe permesso di utilizzare i 500mila euro stanziati dal ministro Rutelli e azzerati nell’attuale finanziaria perché l’opera non era stata ancora cantierizzata?
Crediamo che sia giunta l’ora che la normativa dell’esproprio venga finalmente applicata anche per Kàlena, visto che la Legge è stata disattesa da anni e che il Consiglio Comunale di Peschici ha deliberato di procedere all’ esproprio per pubblica utilità dal lontano 2005. Deliberato mai attuato.
Con l’aggravante della perdita di un vecchio finanziamento di 350mila euro.
Chiediamo a Nichi Vendola di adoperarsi presso il Ministero per l’esproprio dell’abbazia di Peschici. Meglio sarebbe se adottasse direttamente questo provvedimento, come presidente della Regione Puglia.
Kàlena non può aspettare oltre. Sta davvero crollando!
prof.ssa Teresa Maria Rauzino
presidente Centro Studi MARTELLA di Peschici
Pagina Corriere del mezzogiorno-Corriere della sera su Crollo Abside Abbazia di Kalena
http://files.splinder.com/e4567428f1a66f9b4be2eebee7eb173e.pdf
Nasce il Polo del Gargano per valorizzare il patrimonio culturale, naturale e paesaggistico localedi Antonio Basile
Con deliberazione di Giunta n.830 del 13 maggio 2009 è stato approvato il Programma Interregionale che ha la finalità di promuovere e sostenere lo sviluppo economico e sociale dei territori regionali attraverso la valorizzazione, anche a fini turistici, del patrimonio di attrattori culturali, naturali e paesaggistici in essi localizzato.
Il programma mira a strutturare un sistema interregionale di offerta culturale e naturalistica, composto da un ridotto numero di località (i Poli), infatti individua i “POLI” e le “RETI” da candidare, nell’ambito della programmazione e attuazione del POIn, (Attrattori culturali, naturali e turismo);
POLI:
(A) POLO DEL GARGANO;
(B) POLO DELLAVALLE D’ITRIA;
(C) POLO DEL SALENTO.
RETI:
1. Rete della Magna Grecia;
2. Rete del gusto e dei sapori;
3. Rete delle baie e dei porti;
4. Rete della mobilità slow;
5. Rete delle eccellenze;
6. Rete dei parchi e della natura;
7. Rete del barocco;
8. Rete degli eventi e della religione.
Il Polo del Gargano nasce all’interno dell’area del Parco Nazionale del Gargano e si sviluppa sull’Adriatico per una lunghezza di circa 65 km, comprendendo al suo interno anche l’Arcipelago delle Isole Tremiti. Si riconosce nel valore naturalistico del Parco Nazionale del Gargano il “leit motiv” tematico del Polo; un’area verde che si estende su tutto il promontorio omonimo caratterizzato da casi rarissimi se non unici, di habitat naturalistici. Oltre al Parco Nazionale del Gargano, la presenza all’interno del Polo dell’Arcipelago delle Isole Tremiti, il paesaggio costiero, la presenza di numerose riserve naturali, ma anche altre tipologie di attrattori come gli importantissimi luoghi di culto rappresentati da San Giovanni Rotondo, una delle principali mete di pellegrinaggio italiane, da Monte Sant’Angelo (candidato al riconoscimento UNESCO) e da San Marco in Lamis, fin dai tempi più antichi uno dei principali luoghi di culto di quest’area territoriale.
Nello specifico l’area geografica del Polo del GARGANO è costituita dai territori dei seguenti Comuni: Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Poggio Imperiale. Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste.
Il provvedimento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 87 del 16 giugno 2009.
Eravamo rimasti qui.
Da qualche mese i lavori della casa del parco di Carpino sono completati (seppur con molto ritardo) e la struttura è tornata allo splendore.
In sostanza si tratta della ristrutturazione di alcuni edifici ferroviari della linea San Severo-Peschici Calenella, che verranno poi adibiti successivamente a centri di promozione delle risorse turistiche locali, mentre in alcuni casi dovranno essi stessi, rappresentare un modello di riferimento per la realizzazione di un sistema di piccola ricettività basata sulla formula del bed&breakfast.“Si tratta di un progetto finalizzato a riqualificare il patrimonio infrastrutturale già presente sul promontorio garganico, per una migliore fruizione dell’area protetta. In sostanza realizzeremo ulteriori biglietti da visita per la nostra amata area protetta”Questi immobili saranno adibiti a Case del Parco Nazionale del Gargano, per l’esercizio del servizio di informazione turistica e di ospitalità con pernottamento e prima colazione con il divieto di cambiare la destinazione d’uso per la durata di dieci anni a far data dall’avvenuto collaudo delle opere.Il Parco si rende quindi protagonista di un’altra azione di recupero del territorio, trasformando in punti di ristoro dell’Ente, vetusti edifici ferroviari abbandonati, i quali così torneranno a rivivere e a celebrare i fasti di una volta. (http://www.parcogargano.it)
Ci auguriamo che questa ottima iniziativa venga messa presto in moto dato che offrirebbe un piccolo ma significativo contributo ai numerosi turisti che nelle giornate del Carpino Folk Festival pernottano a Carpino in ogni dove.
di Domenico S. Antonacci